Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

mercoledì 30 gennaio 2013

"Reale virtuale": intervista a Viviana Picchiarelli.

Viviana Picchiarelli è autrice del libro "Reale virtuale" di cui andiamo a parlare oggi, 
ed è anche amministratrice di un sito molto interessante, completo e ben curato 
in cui pubblica recensioni e in generale "divagazioni" che hanno a che fare con i libri. 
Ve la presento con vero piacere attraverso questa intervista!





Salve Viviana, benvenuta nel mio blog! Vogliamo presentare ai lettori il tuo libro “Reale virtuale”, che raccoglie dieci racconti accomunati da due aspetti principali: dal fatto che le storie narrate ruotino intorno al mondo della tecnologia moderna, e che le protagoniste siano donne. Da dove viene l’idea di scrivere questo libro? 

Viviana Picchiarelli
Ciao Simona, grazie infinite per lo spazio che hai deciso di dedicarmi nel tuo blog! Approfitto dell’opportunità per presentare, appunto, questa antologia di racconti al femminile intitolata “REALE VIRTUALE – Ritratti di donne nell’era digitale”. Si tratta di una sorta di excursus del “digito ergo sum” al femminile, come ha scritto nella prefazione la curatrice del libro Costanza Bondi, un viaggio tra dieci storie di donne, dieci personaggi profondamente immersi nel quotidiano odierno, inevitabilmente e ineluttabilmente intrecciato a tutte le forme del digitale: dalle e-mail ai blog passando, per i social network. L’idea di questo “viaggio” nell’universo femminile contemporaneo è nata per caso: mano a mano che prendevano forma i racconti, scritti in momenti diversi, ho avvertito l’esigenza di dargli una forma compiuta, inserendoli in un progetto di più ampio respiro che individuasse un collante, un leitmotiv che attraversasse tutte le storie. La scelta è caduta sull’uso della tecnologia che, per citare la sinossi, all’interno dei vari ritratti delineati, talvolta è una presenza discreta, talvolta ingombrante, paurosamente vitale o realisticamente accessoria. Del resto, è quello che accade un po’, oggi, nel quotidiano di ognuno di noi. Per alcuni la tecnologia è, infatti, strumento di lavoro, per altri rappresenta una possibilità di incontro, per altri ancora è molto banalmente un canale di informazioni. Per molti, infine, è un mezzo di evasione. 

I tuoi racconti ci fanno vedere il mondo del virtuale vissuto da donne che sono fondamentalmente tutte diverse fra loro; una psicoterapeuta, una donna bellissima, una centralinista, donne che hanno problemi a relazionarsi con il proprio corpo e altre che inseguono i propri ideali di vita. Per questi dieci racconti hai attinto alla vita reale di qualche donna o sono semplicemente frutto della tua fantasia? 

Diciamo che in ogni racconto ho cercato di filtrare frammenti di vite vissute, riveduti, corretti e, non di rado, distorti, cercando poi di adattarli alle singole esigenze narrative. Era inevitabile dover prendere spunto da situazioni realmente vissute o comunque delle quali ero venuta a conoscenza, altrimenti non sarebbe stato possibile delinearne dei ritratti così prepotentemente crudi. 

Si tratta di racconti indipendenti, o in qualche modo uno confluisce inevitabilmente nell’altro? A parte il virtuale, c’è altro che accomuna le tue protagoniste? 

I racconti sono, da un punto di vista strettamente narrativo, del tutto indipendenti. A parte l’aspetto legato al ruolo, più o meno preponderante della tecnologia e al conseguente impatto sulle vite delle singole protagoniste, posso dire che tutte le storie sono accomunate dal fatto che esprimono una condizione femminile difficile, caratterizzata da una presenza maschile di basso profilo. 

Fra tutte le donne che hai delineato nei tuoi racconti, ne esiste forse una o qualcuna in cui rivedi maggiormente te stessa? 

Ritengo che in tutte queste figure di donne io abbia messo un po’ di me: chi mi conosce non ha difficoltà nel rilevare molte delle mie paure, delle mie ansie, passate e future, ma anche dei miei riscatti e dei miei successi personali. 

Che cosa rappresenta invece per te il mondo virtuale? Che rapporto hai con Internet? 

Purtroppo, o per fortuna, devo ancora capirlo bene, io vivo un rapporto simbiotico con Internet. Da quando lavoro, uso il computer e soprattutto la rete, non conosco altre modalità di lavoro e i social network, negli ultimi anni, hanno enfatizzato questa tendenza. Mi occupo di traduzioni e interpretariato, confrontandomi con professionisti sparsi per il mondo: senza email e skype sarebbe impossibile comunicare in tempo reale, fusi orari permettendo, e, oggi, senza i social, sarebbe impossibile venire a contatto con potenziali nuovi collaboratori e, soprattutto, comunicare al mondo la propria attività. Non dimentichiamo, poi, il ruolo eccezionale che i social network stanno avendo per tutti noi “scrittori”, sebbene i “grandi” storcano il naso, giudicando di scarso impatto il ricorso di tali mezzi per veicolare le proprie opere. Sovraesposizione digitale non farebbe rima con vendite. Può essere, sì, anche se la situazione editoriale italiana non può che trarre beneficio da tutto il passa parola che blog come il tuo - e la corrispondente pagina fan in Facebook - riescono a generare sul mondo dei libri e dintorni. 

Si tratta della tua prima pubblicazione? 

REALE VIRTUALE è la mia prima opera interamente firmata da me, avevo però già preso parte a diversi progetti antologici con alcuni miei racconti. 

Come hai conosciuto la casa editrice che ha pubblicato “Reale virtuale”? 

Ho conosciuto BERTONI EDITORE grazie a Costanza Bondi e al gruppo letterario delle WOMEN@WORK, da lei fondato e coordinato, in occasione della pubblicazione dell’antologia di racconti brevi TRACCE, curato proprio da Costanza, antologia a cui io stessa avevo partecipato, pubblicando per la prima volta con finalità editoriali. Permettimi di riservare qualche istante alle WOMEN@WORK: un gruppo, per rimanere in tema con quanto detto prima, nato libero e spontaneo in Facebook nel 2009 e che, a oggi, può contare su quattordici pubblicazioni, nove di tipo poetico e cinque di narrative. Partendo dal profilo personale di Costanza, abbiamo costruito dapprima una pagina fan in FB e, quindi, di recente, abbiamo “inaugurato” uno spazio istituzionale nel web all’indirizzo: www.gruppoletterariowomenatwork.com, dove è possibile curiosare tra le interviste scherzose di autrici e autori (sì, nel gruppo al femminile ci sono anche degli uomini!), tra le pubblicazioni e i loro stralci, le recensioni, i video e le foto. Uno spazio dinamico ed elegante, all’insegna della passione per la scrittura in ogni sua declinazione. 

Come pensi che un autore esordiente possa “farsi strada” nella folla che invade il mondo editoriale? O comunque pensi sia possibile riuscirci? 

La verità? Non credo che oggi si possa “emergere”, tranne in rarissimi casi in cui l’esordiente è fortemente spinto da già affermate e potenti case editrici. Penso, piuttosto, che ci si debba divertire con serietà, affrontando “il mestiere dello scrittore” con rispetto e con consapevolezza. Il mio consiglio agli esordienti? Trovatevi un lavoro, di qualsiasi tipo, che vi permetta il lusso di dedicarvi alla scrittura nei ritagli di tempo con il dovuto rispetto, senza caricare le pagine scritte di un’eccessiva responsabilità. Godetevi l’atto dello scrivere, piuttosto che incaponirvi nel tentativo di fare il colpaccio. Se, poi, questo vi riesce… tanto meglio, ma volate basso rispettando “i colleghi” e condividendo esperienze e opinioni. Ah, dimenticavo. Leggete. Tanto. Di tutto. 

So che hai un sito ben curato in cui ti occupi anche tu di autori emergenti, di recensioni, di libri… 

Grazie! La mia “creatura”, www.vivianapicchiarelli.com è uno spazio nato per recensire i libri che leggo e, dal momento che ne leggo in quantità imbarazzante, avevo proprio l’esigenza di “appuntare da qualche parte” le impressioni che ricevevo, senza rischiare di dimenticarmi di qualcosa o di qualcuno per eccesso di informazioni, storie, personaggi, copertine. Ecco, quindi, il perché del blog, prima, e del sito, poi. In pratica recensisco tutto quello che leggo, emergenti compresi, senza disdegnare le piccole case editrici. Il sito, però, è anche uno spazio di sperimentazione, mi diletto a pubblicarci anche dei versi e delle “prove tecniche di narrazione”, ossia degli appunti che potrei magari riutilizzare in qualche tentativo di scrittura più serio, come peraltro ho fatto per il mio REALE VIRTUALE. 

Per concludere, ci sono altri progetti in vista di cui puoi anticipare qualcosa? 

A dire il vero sono tanti i progetti che ho in ballo. Nell’immediato, in occasione dell’8 marzo, dovrei prendere parte a un’antologia poetica al femminile, pubblicata da BERTONI EDITORE. Altro progetto molto importante, sempre per BERTONI EDITORE, di cui sto curando l’organizzazione assieme a Costanza Bondi, è il concorso letterario delle WOMEN@WORK dal titolo “LE VENE VORTICOSE – Quando l’ironia è femmina.” Anzi, invito tutti a partecipare! Perciò vi rimando a questo link, in cui si possono trovare tutte le informazioni: http://www.gruppoletterariowomenatwork.com/le-vene-vorticose-il-concorso-letterario-delle-womenwork/. Poi, ovviamente, sto già pensando al mio prossimo lavoro… Dovrebbe essere un romanzo corale… vedremo cosa mi suggerirà l’estate, l’unico momento in cui chiudo il mondo fuori, anche perché non tollero il caldo J, e ciò mi permette di dedicarmi alla scrittura a 360 gradi. 

Complimenti per tutto e grazie per essere stata con noi, alla prossima! 

Grazie a te per avermi ospitato!





Simona




___________
Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com


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