Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

lunedì 19 maggio 2014

"Come lacrime nella pioggia" e "Fino all'ultimo respiro": i nuovi romanzi di Sofia e Rebecca Domino.

Cari lettori,
oggi vi segnalo l'uscita di due libri, scritti da due sorelle che hanno in comune le stesse passioni e interessi, tra cui la scrittura appunto. Avete già sentito parlare di loro, perché un po' di tempo fa ho scritto un post per segnalare "La mia amica Ebrea" e "Quando dal cielo cadevano le stelle"
Precisamente oggi escono ufficialmente i loro nuovi romanzi. Vi anticipo che le autrici hanno deciso di distribuirli gratuitamente. Ecco tutte le informazioni utili.
Buona lettura!



COME LACRIME NELLA PIOGGIA, Sofia Domino


Trama: A ventidue anni Sarah Peterson è una comune ragazza di New York, appassionata di fotografia e di viaggi.
A quindici anni Asha Sengupta è una giovane ragazza indiana, venduta come sposa da suo padre.
D’improvviso il presente di Sarah s’intreccia con quello di Asha. L’amicizia tra due ragazze, diverse ma uguali, spiccherà il volo. Non solo Sarah si ritrova, con il suo fidanzato, a vivere per lunghi periodi in un villaggio remoto dell’India, ma scoprirà che cosa si nasconde in un Paese magico e allo stesso tempo terrorizzante.
Asha farà di tutto per lottare per i suoi sogni, per avere dei diritti paritari a quelli degli uomini e per continuare a studiare, perché non vuole sposarsi così giovane, e non vuole sposare chi non ama. Sarah si schiererà dalla sua parte, ma nel suo secondo viaggio in India scoprirà che Asha è scomparsa. 
Liberarla dalla trappola in cui è caduta, per Sarah diventerà un’ossessione.
Un romanzo che fa luce su una verità dei giorni nostri, una storia di violenze, di corruzioni, di diritti negati. Una storia sull’amicizia. 
Una storia in grado di aprire gli occhi sull’India, il Paese peggiore in cui nascere donna.

Pagine: 275
Prezzo: GRATUITO. Se vuoi leggere il romanzo, mandami una mail a sofiaromanzo@yahoo.it, te lo invierò volentieri. Invito i miei lettori a firmare gratuitamente una petizione per aiutare le donne dei villaggi rurali indiani ad avere una vita migliore e a donare ad Amnesty International, la più grande organizzazione per i diritti umani. 

Data di pubblicazione: 19 maggio 2014.

Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Come lacrime nella pioggia" è il mio secondo romanzo; "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio romanzo d'esordio.



FINO ALL'ULTIMO RESPIRO, Rebecca Domino


Trama: Allyson Boyd è una diciassettenne come tante, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese. Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Perché lei e Coleen diventeranno migliori amiche. E perché Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia. 
Nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma Coleen non vuole compassione. Vuole solamente una vita normale; una vita fatta di risate, scherzi, esperienze, viaggi, musica, chiacchiere e confidenze, fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene. 
È possibile non avere paura della morte? 
Ed è possibile insegnare a vivere?
Una storia sulla speranza, un inno alla vita. Un romanzo che ci ricorda il coraggio quotidiano di tutti gli adolescenti che lottano contro il cancro e quello degli amici al loro fianco.


Pagine: 286
Prezzo: GRATUITO. Se vuoi leggere il romanzo, mandami una mail a rebeccaromanzo@yahoo.it, te lo invierò volentieri. Incoraggio i miei lettori a fare una donazione libera e sicura sulla mia pagina raccolta fondi di Justgiving.com, per l'ente benefico "Teenage Cancer Trust".
Data di pubblicazione: 19 maggio 2014.
Pagina Goodreads del romanzo:
Pagina Facebook dell'autrice:

Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "Fino all'ultimo respiro" è il mio secondo romanzo; "La mia amica ebrea" è il mio romanzo d'esordio.





Simona


lunedì 12 maggio 2014

Vento.

All'inizio si sentiva forte il vento. Faceva sbattere le finestre, muoveva le porte, ululava attraverso le fessure delle imposte. Si sentiva così tanto che ci faceva percepire forte l'ebbrezza di esserci trasferiti nel nostro attico al settimo piano, dove la corrente sembrava farla da padrone. 
Non mi sono mai lamentata del vento. Mi sarò lamentata spesso della pioggia, riesco a lamentarmi dell'afa che il mio caro Salento mi regala d'estate, ma del vento non mi sono lamentata mai.
Mi piace il vento. 
Nelle mie passeggiate pomeridiane con il cane, arriviamo spesso fino a un piccolo viale che termina con un gruppo di alberi, alti, verdi e pieni di foglie. Una sosta qui, anche abbastanza prolungata, mi è d'obbligo, perché, in quel preciso luogo, il vento spesso canta e suona, servendosi delle foglie e dei rami come fossero strumenti musicali. È una delle sensazioni più straordinarie che possa ricordare degli ultimi periodi. Il fruscio delle foglie l'una contro l'altra, la promessa di una stagione che sta per arrivare, la brezza sulla pelle del viso. Quel suono dolcissimo, rapitore, deviatore, che ti promette una dimensione parallela. Un'estasi per l'orecchio e per la mente. Così, mentre il mio cane cerca il punto esatto della terra dove lasciare la sua consueta scia di pipì, io mi trastullo con il suono del vento.  
Poi un giorno, dopo tanto tempo trascorso nell'attico, mi accorgo che il vento non si sente più. Deve essersi smarrito fra i tanti pensieri, fra l'abitudine che si insinua in ogni appartamento, fra i suoni familiari delle mura domestiche, fra le tante cose da fare. 
Ma oggi ho rizzato l'orecchio all'ascolto, e mi sono accorta che lui c'è. Sono io a non sentirlo mai e che ho imparato a ignorarlo. È ormai diventato parte di noi, di questa casa che lo conosce fin troppo bene, su questo settimo piano che si affaccia sul mondo. 
Se mi chiedessero qual è il mio elemento, non sceglierei né acqua né terra né fuoco. Sceglierei l'aria. 
Il vento mi dona un senso di freschezza, l'idea della natura in movimento, lo stelo di un fiore, una foglia d'autunno, i rami degli alberi, tutto che si muove senza una direzione precisa. Un po' come fanno i pensieri, ballerini e ribelli.







Simona




giovedì 8 maggio 2014

"Un percorso liberatorio trasmesso dall'anima": intervista a Francesca Pellegrino


Cari amici,
in collaborazione con l'Associazione Culturale Gaia,
oggi vi presento una giovane artista salentina, 
Francesca Pellegrino,
che attraverso questa breve intervista 
ci parlerà della Passione che muove le sue giornate!







Ciao Francesca, benvenuta nel mio blog. Devo dire che i tuoi quadri si prestano benissimo alla libera interpretazione e, se posso permettermi, non è quasi mai un’interpretazione immediata. Penso sia prerogativa dell’arte in generale, ma i tuoi mi sembrano davvero quadri dal significato ricercato. Quindi ti chiedo, per cominciare, una tua considerazione generale sulle tue opere, a partire proprio da quello che tu stessa ti proponi nel momento in cui le realizzi.

Ciao Simona! Grazie a te per avermi concesso questa opportunità. Non c’è cosa più difficile per un artista che definire a parole ciò che si vuole rappresentare e trasmettere attraverso la pittura e l’arte in generale. Molte volte le parole fanno fatica a esprimere ciò che si prova realmente. Inconsciamente il mio è un percorso liberatorio trasmesso dall’anima. Ogni lavoro è legato a un preciso percorso interiore e rappresenta un momento di distacco dalla realtà... Semplicemente cerco di dipingere ciò che siamo.

Come realizzi le tue opere? Ci sono tecniche particolari di cui ti servi?

A volte l’idea nasce da fotografie scattate da me stessa. La tecnica che più frequentemente adopero è la pittura ad olio, perché rispetto ad altre ha una maggiore aderenza sulla tela e mi soddisfa di più. Sui miei soggetti utilizzo colori molto forti e apparentemente irreali ma nello stesso tempo reali in un mondo concepito dalla mia fantasia.

Ti ispiri per caso a qualche artista o a qualche corrente specifica? 

È un domanda che mi pongo da anni. Cerco di avere un mio stile… ma in realtà adoro la Pop Art e in particolar modo Andy Warhol.

Quando hai scoperto la tua vena creativa? 

Forse all’età di tre anni; ad ogni modo, la vena artistica e la passione per l’arte credo sia innata.

Qual è stato il primissimo quadro che hai realizzato? Ricordi particolari legati a quell’esperienza?

All’età di 6 anni firmai il mio primo quadro: un laghetto con dei cigni. Non ricordo l’occasione, ma ricordo che lo regalai a mia madre.


Art. n.1
In più di un tuo quadro compare l’immagine del bambino, anche nella forma di un feto nel grembo materno. Che cosa ti ispira questo soggetto? Che cosa ti proponi di comunicare?

Il feto in generale, racconta l’unione della famiglia, valore fondamentale nel quale io credo molto. In particolar modo nell’opera dal titolo “Art. n°1”, ho voluto rappresentare un feto con le ali per richiamare metaforicamente l’articolo n°1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, secondo cui “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Qual è l’elemento esotico, più originale, quello che ritieni distintivo delle tue opere e che non puoi omettere quando le realizzi? 

Nelle opere realizzate negli ultimi anni, l’elemento caratterizzante è un impianto a incastro di rettangoli sviluppati in negativo rispetto all’immagine sottostante, come a narrare metaforicamente la esperienze di vita negative e positive.

Il ritorno
Mi colpiscono sinceramente molte delle tue opere, e ho un occhio particolare per “Il ritorno”. Quindi questa è una domanda che vuole soddisfare una mia curiosità personale! Adoro i colori, la tecnica usata, l’affetto e il calore che comunica attraverso gli abbracci. Non c’è una sola persona che non sia stretta in un abbraccio. Come hai realizzato quest’opera? Che cosa vuole trasmettere?

"Il ritorno" non è altro che la conclusione di un viaggio importante quotidiano che ha segnato il mio percorso di vita. L’opera è nata da una scena realmente vissuta e racchiusa in uno scatto fotografico poi consolidato su tela attraverso la pittura. Mi trovavo alla stazione di Milano e mi dirigevo verso il binario n°11, quando ad un tratto mi bloccai e pensai quanto fosse triste tutto quel caos… lo stesso che avevo dentro me. È stato il mio primo quadro realizzato in accademia.

So che hai tenuto delle mostre. Che esperienze sono state? Ce ne vuoi parlare un po’?

Ho tenuto delle mostre personali e collettive. Ho iniziato nel 2006 e l’ultima a Febbraio con l’associazione Gaia, presso il caffè letterario “LiberaMente” a Lecce. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente dell’associazione Claudio Casalini e i suoi soci per avermi dato la possibilità, ancora una volta, di farmi conoscere.
Sono state tutte esperienze molto importanti che mi hanno permesso di conoscere sempre di più il mondo dell’arte, nuovi artisti e nuove opere. In particolare ho avuto modo di capire e apprezzare quello che comporta organizzare una mostra, avendo dovuto farlo in prima persona. Sono state vere esperienze di crescita e di introspezione.



Che cosa rappresenta l’arte nella tua vita?

L’ arte è la mia vita e si materializza in qualsiasi cosa io faccia, anche nelle cose più banali.

C’è qualcosa che vuoi aggiungere, qualcosa che non abbiamo detto?

Non credo di dover aggiungere altro, sei stata molto esaustiva nel pormi le domande e mi hai dato la possibilità di riflettere su alcune cose e, soprattutto, mi hai permesso di far conoscere il mio mondo.

Ti ringrazio per aver risposto alle mie domande. È stato un vero piacere ospitarti nel mio blog. Un abbraccio!

Grazie a te Simona per l’occasione concessami. Un abbraccio!






Simona






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Se anche tu vuoi rispondere a un'intervista,
scrivimi: alamuna@gmail.com 
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