Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

venerdì 28 dicembre 2012

Fantasia, mistero e realtà: Claudio Paganini e i suoi libri.


Buongiorno al mio adorato blog e auguri a tutti di buone feste (ma per gli auguri scriverò certamente un post a parte). 
Oggi vi propongo una nuova "intervista". Stavolta si tratta di Claudio Paganini, autore di ben tre libri di genere fantascientifico di cui ci parla in maniera esaustiva nella conversazione che segue.


  • Benvenuto nel mio blog, Claudio! E' un piacere ospitarti e presentare ai lettori i tuoi scritti. So che hai all'attivo già tre pubblicazioni, di cui una di prossima uscita. Incominceresti a raccontarci un po' in generale dei tuoi libri? Appartengono tutti allo stesso genere letterario? 

Claudio Paganini
Grazie a te dell'ospitalità e dell'opportunità di farmi conoscere dai tuoi lettori. Come hai già anticipato ho all'attivo tre libri pubblicati tra cui l'ultimo dovrebbe uscire nelle librerie a gennaio 2013. Il primo è stato il classico sogno nel cassetto, scritto più di vent'anni fa addirittura su un quaderno; finito, corretto, riguardato e... chiuso nel cassetto per paura di vederselo rifiutato... per tutto quel tempo è stato letto solo da amici intimi che a forze di spronarmi a farlo vedere a qualcuno mi hanno convinto a mandarlo ad una piccola casa editrice della zona che lo ha pubblicato nel 2007. "Quarta dimensione: avventura ai confini del tempo", questo è il titolo, è il classico romanzo di fantascienza sul viaggi temporali. Nel frattempo mi dilettavo a scrivere racconti brevi sul mondo del paranormale perché, per mia scelta, ogni volta che inizio a scrivere qualcosa, cambio sempre genere e modo di scrivere: è una sfida con me stesso e le mie capacità di scrittore. Casualmente uno dei racconti acquisisce una vita tutta sua diventando il mio secondo libro, un fanta thriller sulle contaminazioni batteriologiche. Pubblicato nel febbraio 2012 dalla 0111 edizioni con il titolo di "Pandemia" ha la particolarità di essere scritto tutto in prima persona e in tempo reale, una vera immane fatica perché quando si racconta qualcosa si tende sempre a usare il passato e la terza persona. Nel frattempo ci ricasco e un altro racconto sfugge al controllo e diventa, o meglio spero diventi, il mio quarto libro ancora inedito che si intitolerà "I Custodi del Destino", una fanta avventura ambientata su un'isola deserta... che tanto deserta non è. Contemporaneamente termino la raccolta di racconti brevi che vedrà la luce a gennaio del 2013 con il titolo "11 piccole ombre" a cura della 0111 edizioni: undici racconti sul mondo del paranormale di cui due vissuti e documentati in prima persona. C'è altra carne al fuoco al momento ma credo di essermi dilungato fin troppo per essere la prima domanda... 

  • Hai scritto che, quasi come una sfida con te stesso come scrittore, ogni volta che ti ritrovi a scrivere un racconto ti capita di cambiare genere e stile. Sarebbe interessante argomentare questo punto. A che cosa credi sia dovuta questa voglia di "sfidare te stesso"? Dal titolo dei tuoi libri e da quello che ci hai detto, sembra che un filo conduttore comune li leghi un po' tutti, almeno sinora e specialmente nel genere, visto che comunque tutti hanno a che vedere con la fantascienza. E' corretto? Qual è dunque la differenza maggiore che potremmo riscontrare dalla lettura dei tuoi scritti? 

Direi che il filone che comunque lega ogni mio scritto, e che presumo legherà anche quelli futuri è la fantasia. Sono partito dalla fantascienza pura perché da sempre sono un appassionato del settore per passare al fanta thriller e al paranormale, tutti campi dove la fantasia gioca un ruolo fondamentale nell'intreccio della trama e nel cercare di risolvere misteri finora insoluti. La differenza che si nota leggendo i miei libri è che dal primo, totalmente di fantasia, in poi c'è stata una ricerca di documentazione per rendere la storia più reale e credibile possibile. In "Pandemia" ho contattato diversi medici tra cui un patologo specializzato in archeobatteri per essere sicuro che quello che scrivevo avesse una plausibilità a livello medico-scientifico. Non per nulla, nel prologo, dico esplicitamente che non è solo fantasia ma potrebbe accadere davvero. Non contento ho utilizzato Google Earth per descrivere i paesaggi e fornire un itinerario reale al viaggio del protagonista tra i paesini devastati del nord America in modo da portare il,lettore a vivere realmente l'avventura che stavo scrivendo. Stessa cosa ho fatto per alcuni racconti brevi e per il quarto libro. Pensa che ora mi sto cimentando con una storia ambientata nel 1689 vicino a Salem nel Massachusetts e sto raccogliendo materiale sul culto esoterico delle Wiccan, le streghe adoratrici della Dea madre, un culto pagano tuttora esistente che affonda le sue radici nella notte dei tempi. 
Riassumendo potrei dire che i miei libri partono tutti da un'idea di fantasia per poi svilupparsi in modo più razionale e scientifico possibile, in modo che il lettore alla fine sia assalito dal dubbio che, forse, qualcosa di vero potrebbe esserci. Tenendo fede a questo principio di base, ogni volta cerco argomenti o situazioni sempre più complessi proprio perché ogni volta è una sfida con me stesso a riuscire a fare qualcosa di diverso, di "più difficile". 

  • Qual è secondo te il modo migliore (o i modi) per promuovere i propri libri? In che modo un autore esordiente può ottenere un po' di visibilità in più rispetto al panorama editoriale cui si affaccia? 

Bella domanda; purtroppo la mia esperienza è piuttosto negativa in questo campo; gli amici e il passaparola rimangono i canali preferenziali per ampliare il proprio "mercato personale". Anche facebook è utile ma praticamente contribuisce poco alla vendita dei propri libri mentre i forum degli scrittori esordienti sono utili per lo scambio di opinioni ma non per promuovere il proprio lavoro. Con la casa editrice abbiamo provato la strada del conto vendita con alcune librerie della zona ma credo che gli unici libri venduti siano stati quelli delle persone che ho indirizzato personalmente per cui credo che a conti fatti anche quella strada abbia dato pochi risultati. C'è molta resistenza a promuovere i libri di scrittori sconosciuti anche perché nemmeno quelli famosi vendono tantissimo in questo periodo. Bisognerebbe avere la fortuna di conoscere qualcuno che possa promuovere il libro attraverso la radio o la televisione ma, purtroppo non è il mio caso. 


  • Prima di concludere, ti va di dirci che cosa rappresenta per te la scrittura e quali sono i tuoi progetti per il futuro in ambito editoriale? 

“La lettura è il mezzo con cui la mente ti porta in una dimensione fantastica dove tutto sembra reale...
Scrivere è fondere realtà e fantasia per creare una dimensione dove tutto è possibile...
Entrambi sono le facce di una stessa, meravigliosa medaglia. "
Questa è la frase di presentazione che avevo coniato in occasione della realizzazione del mio mini sito web;direi che rispecchia in pieno il mio pensiero sul leggere e sullo scrivere. per quanto riguarda i miei progetti futuri ho già pronto il quarto libro che si intitolerà "I Custodi del Destino", un racconto d'avventura con un risvolto fantasy inaspettato e poi sto attualmente scrivendo un altro libro ambientato nei 1690 nelle vicinanze di Salem al tempo della caccia alle streghe: un libro di genere gotico- esoterico sul mondo della Wicca e della magia con intrecci arditi tra il neopaganesimo e la cultura shamanica dei nativi americani, Come vedi...sempre più difficile. 

  • In bocca al lupo per ogni tuo progetto e grazie per essere stato qui con noi! 

E' stato un vero piacere anche per me e grazie ancora dell'ospitalità.



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Simona



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domenica 23 dicembre 2012

Avviso: il blog di Simona Giorgino cambia indirizzo.

Salve a tutti.

Stamattina un breve avviso per i lettori affezionati che hanno voglia di continuare a seguirmi.
Il mio blog sta per cambiare indirizzo. Si tratta di una semplicissima modifica all'URL, che anziché ilmondodialamuna.blogspot.it sarà simonagiorgino.blogspot.it. Più facile, insomma, dacché porta semplicemente il mio nome.

Un paio d'anni fa, o anche di meno, apportai un'altra modifica dell'indirizzo, con la conseguenza che ebbi il dispiacere di perdere qualche lettore, poiché non sono certa che Blogger re-indirizzi automaticamente i "vecchi lettori" al nuovo indirizzo. Penso umilmente che sia una pecca ma d'altronde sono anche un'asina in materia e con ogni probabilità non è un miracolo che Blogger può fare. Oppure lo fa e io lo ignoro. 

L'unica cosa che posso fare io, al momento, è darvi un avviso per tempo prima di cambiare indirizzo, sperando che vediate questo post e che in futuro, quando vorrete collegarvi al mio blog e vedrete la scritta "questo indirizzo è stato rimosso" non penserete che io mi sia data in fuga, piuttosto ricorderete che potrete trovarmi a un indirizzo facile facile, poiché porta il mio nome. 

Insomma, invito i lettori interessati e affezionati a prendere un piccolo appunto o a inserire questa notizia in un cassetto della loro memoria! 

Io non me vado da qui, le porte del mio piccolo rifugio sono sempre aperte... cambio solo il nome dell'indirizzo. Cambio che avverrà a breve.



Intanto buona domenica a tutti!




Simona





lunedì 17 dicembre 2012

"Astenersi perditempo": intervista a Gianni Santoro

Oggi per il blog pubblico una nuova conversazione-intervista. Stavolta a raccontarmi un po' del suo primo libro è un giornalista pubblicista della provincia di Milano, Gianni Santoro. Il suo libro s'intitola "Astenersi perditempo". Una storia di chat, incontri al buio, amori, ricerca incalzante di qualcosa di speciale... 
Ecco qui di seguito che cosa ci racconta l'autore!



  • Benvenuto Gianni! Con questa conversazione vogliamo presentare ai lettori il primo libro che hai pubblicato, "@stenersi perditempo". Ci illustri di che cosa parla? 

Ciao Simona, grazie per l'importante vetrina che metti a disposizione degli esordienti! "Astenersi perditempo" è un libro autobiografico che parla di chat, di appuntamenti al buio alla ricerca dell'anima gemella. Io in 15 anni ho collezionato almeno 700 di queste conoscenze, nate attraverso le inserzioni per cuori solitari, quando ancora non c'era internet, e successivamente "pescando" nella rete del web. Nel libro racconto di come tutto questo possa diventare un vizio, un'ossessione, una fame bulimica. Non sai più fermarti, perché lo stratagemma funziona fin troppo bene, e finisci col non accontentarti mai... 

  • Ma c'è un ma... All'interno di questa incessante ricerca, di questo stratagemma ben funzionante, prendono vita anche le incertezze di quest'uomo, che lo conducono al "desiderio di approdare su un'isola felice". Ci argomenti questo punto? 

In effetti il fine è proprio quello, ma l'estrema facilità di un "ricambio" (brutto termine, ma almeno rende l'idea..) rende più fragili i limiti di tolleranza. Io ero approdato agli annunci dopo una forte delusione sentimentale in cui avevo sofferto molto, di conseguenza è come se mi fossi poi messo addosso una solida corazza. Ai primi segnali di incomprensioni...sotto con un'altra donna! Poi son cominciate le "multi relazioni". Era come se mi stessi rifacendo del tempo perduto! Tra l'altro, quando avevo 20 anni non c'era la facilità che c'è adesso nell'allacciare i rapporti con l'altro sesso.... 

  • Che insegnamento hai potuto trarre da queste esperienze? 

Sicuramente uno su tutti: che c'è molta solitudine, nonostante la tecnologia ci permetta di essere connessi con il mondo. Molte donne si mettono nelle mani di un perfetto sconosciuto pur di avere un po' di calore e attenzione. Ho conosciuto donne in gambissima, realizzate nel lavoro, belle e anche ricche, ma che per avere un po' di compagnia si rivolgevano alle chat e alle messaggerie... 

  • E a che cosa pensi sia dovuto il senso di solitudine di cui parli? Sentivi anche tu una sensazione simile? 

Arrivavo a quella conclusione perché alla maggior parte di quelle donne non mancava nulla: sex appeal, carisma, simpatia. In genere si tende a pensare che chi cerca l'amore in rete sia un povero sfigato. Oddio, di incontri strani ne ho fatti anch'io.. e ne parlo ampiamente nel libro.. 

  • Se ti chiedessi di raccontarcene brevemente soltanto uno? Un incontro al buio che ti ha maggiormente colpito, per la sua stranezza probabilmente, e per qualche altro motivo? 

Ce ne sono tanti. Uno in particolare mi è rimasto impresso, una sorta di parodia del film "Attrazione fatale". Una donna (molto sexy, tra l'altro) quando le ho detto che preferivo non impegnarmi, ha cominciato a mandarmi sms, talvolta minacciosi, squilli del telefono in vari momenti della giornata. Spaziava da "a letto sei una frana" a "mi sono appena masturbata pensando a te ..ecc.." passando per un angosciante "forse sono incinta..". Una domenica mattina, di prim'ora, mi arriva un sms: "Amore, sono qui, sotto il tuo portone". Di getto le rispondo: "Ohh.. sei anche tu una testimone di Geova?" Quella frase l'ha ..demolita.. non l'ho più sentita né vista...... 

  • Decisamente divertente! Bastava così poco? Ad averlo saputo prima... Scherzi a parte, ti domando se c'è un messaggio che vorresti comunicare ai tuoi lettori attraverso la tua storia, o si è trattato di un puro desiderio di raccontarti? 

Il libro è nato quasi per caso, sulla "spinta" di alcuni amici e colleghi, poi ci ho preso gusto anche perché rivivevo tutte quelle storie, che ho raccontato senza insistere su particolari che avrebbero tolto genuinità al testo. Non è un diario auto celebrativo, non è un capitolato di "guerra" ... sono storie, aneddoti, e c'è ampio spazio per le opportune riflessioni.... 

  • A livello promozionale, in che modo stai pubblicizzando il tuo libro? Hai pensato di organizzare delle presentazioni? 

A livello locale, qui a Milano ci sono già state alcune presentazioni. Recentemente ho partecipato con la casa editrice alla Rassegna della Microeditoria a Chiari, in provincia di Brescia. Da gennaio il libro sarà disponibile in alcune librerie milanesi, mentre la versione E-book è già scaricabile dalle più importanti librerie on line.. 

  • Avevo infatti la curiosità di chiederti qualcosa circa la casa editrice che ha pubblicato il tuo libro, la Mnamon. Ce ne parli? La consiglieresti agli autori che stanno cercando una casa editrice con cui esordire? 

Certamente sì.. è un'ottima vetrina per iniziare a farsi conoscere, ma quel che più conta alla fine è la volontà dell'autore nell'autopromuoversi. Volere è potere, sempre... 

  • Per concludere, ti chiedo se ci sono in vista nuovi progetti editoriali... 

Sta per andare in stampa il libro da me scritto "100 x 100 Monza" dedicato al centenario della società calcistica brianzola. 

  • Perfetto Gianni, e allora in bocca al lupo per tutto e grazie per aver risposto a questa breve intervista! Alla prossima! 





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Per contatti, info, prenotazioni, visitate il bellissimo blog di Gianni:
www.noperditempo.blogspot.com






Simona







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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com






venerdì 14 dicembre 2012

Un tuffo nella Medicina dei Suoni: intervista all'esperto.

L'intervista che pubblico oggi ha come sfondo un tema decisamente nuovo per il mio blog. Questo rispecchia la mia intenzione, come molti di voi già sapranno, di aprire il blog agli argomenti più disparati, di non renderlo "monotematico", di affrontare temi diversi e di dare a tutti la possibilità di avere uno spazio (non solo agli autori di libri, dunque). 
Adoro l'idea che il mio blog possa essere aperto a qualsiasi tema, che possa accogliere ospiti operanti in settori completamente differenti e, soprattutto, che possa offrire attraverso le mie conversazioni degli spunti riflessivi su argomenti diversi.

Con la conversazione di oggi finiamo in un settore notevole, molto interessante e appassionante: quello della Musicoterapia. A parlarcene, un esperto della disciplina. 
La scelta di non sottoporre l'esperto a molte domande è legata fondamentalmente all'impossibilità di contenere un discorso giustamente ampio e complesso come quello di oggi in poche righe. Vi ricordo quindi che alla fine dell'intervista si può trovare il link al sito per qualsiasi approfondimento.






Intervista: Simona Giorgino
Risponde: Esperto Musicoterapista Elisabetta E. Longo


  • Benvenuta nel mio blog, Elisabetta! Mi rendo conto che un argomento complesso come quello legato al progetto di cui ti occupi tu non è certamente facile da affrontare attraverso una breve conversazione. Cercheremo dunque di toccare i concetti essenziali della musicoterapia, ricordando ai lettori l'indirizzo del vostro sito, dove è possibile approfondire tutti gli aspetti necessari. Io comincerei col chiederti che legame c'è fra l'organismo umano e la musica. 

Salve a tutti - Questa domanda ci permette di cogliere l’essenza e il fine ultimo della disciplina scientifica chiamata Musicoterapia, proprio perché la musica, in campo clinico, si propone come supporto e “strumento” terapeutico in grado di agire positivamente sul corpo umano, provocando allo stesso tempo reazioni emotive e risposte fisiologiche. Chiaramente questo processo è ampiamente verificato, ha basi biologiche individuate dalle neuroscienze e molti altri riferimenti sulla natura del suono e la sua propagazione, oggetto di studio della fisica acustica – in particolare citiamo la cimatica, la scienza che ci spiega come il suono influenza la materia. 
Per semplificare, se partiamo col considerare la musica come “il linguaggio delle emozioni” e che queste ultime attivano comportamenti adattivi, sensazioni e risposte fisiologiche in relazione ad uno stimolo, che può essere proprio la musica, allora ci sarà più chiaro il forte legame tra il suono e il corpo umano. In particolare il ritmo, rappresenta uno degli elementi che caratterizzano la musica e il suo effetto sull’organismo. Infatti il ritmo ci rimanda ad una nozione “primitiva” della musica ed è in grado di attivare e stimolare il nostro corpo, incrementando l’attività cardiaca, la temperatura corporea oppure calmare. Ed è sempre il ritmo ad insegnare ai soggetti con disagio, attraverso un ascolto musicale terapeutico, “un giusto ritmo interiore” , contribuendo al ripristino dell’armonia interiore del soggetto. Metaforicamente il corpo umano è musica, un corpo che riceve musica, la trasforma interiormente in emozione e risponde con vibrazioni proprie, con una musica propria. Ne consegue che possiamo comunicare con il corpo attraverso i codici della comunicazione non - verbale propri della musica, quella musica che è anche in grado di inscriversi nella pelle e nelle cavità risonanti delle ossa, aprendo nuovi canali di comunicazione con il mondo esterno. 


  • Un campo decisamente interessante. Devo ammettere di aver spesso pensato alla musica come a una grande opportunità per la mente e il corpo, nei momenti di particolare stress, a volte tendo inconsciamente a ricercare il suono, accendendo magari uno stereo e ricavandone un’opportunità di rilassamento. Ci hai accennato all’importanza che la musica e il suono rivestono in ambito terapeutico. Ti andrebbe di citarci qualche caso clinico di cui ti sei occupata? So che operate nell’ambito della diversabilità. Ci chiariresti questo concetto e il modo in cui la musica interviene? 

La mia esperienza quotidiana sui singoli casi clinici, in età pediatrica, è stata estremamente utile per capire le conseguenze, le reazioni e l’importanza della musicoterapia sui bambini che soffrono un disagio. La musicoterapia nasce per facilitare la diversabilità. L’esperienza di un disagio ha un impatto emotivo significativo ma anche molto positivo perché sono percorsi fatti di sorrisi, di ricerca interiore e di piccole e grandi conquiste per l’autonomia dei bambini in difficoltà. Inoltre il setting musicoterapeutico regala effetti benefici anche alla famiglia, ne guadagna il legame tra genitori e figli, spesso compromesso, e la salute mentale dei genitori stessi. Nulla è paragonabile a questa gioia. 
Ho seguito e osservato uno spettro molto ampio di disturbi psicopatologi, dall’autismo all’iperattività, la tetraplegia etc, per poi concentrarmi su di un caso clinico molto particolare, una rara malattia definita “sindrome di noonan”. Si trattava di una bambina di appena 5 anni con plurihandicap, infatti era anche un soggetto ipovedente, con tanti limiti ma con una forza, una voglia di sorridere e un senso del ritmo davvero eccezionale. Il suo approccio con la musicoterapia era euforico, era un “sì alla vita”, era la voglia di continuare un cammino evolutivo che si era interrotto. Sono dei percorsi umani e professionali che hanno bisogno di pazienza, fiducia e continuità per creare quel magico dialogo sonoro tra paziente e terapeuta . Questa attività è appagante, ti regala il canto allegro e motivato, il movimento ritmico e divertito dei fanciulli, la felicità’ negli occhi dei genitori e soprattutto ti ripaga con la” comunicazione”, che rappresenta il traguardo per il quale si lavora con molta dedizione e con un approccio entusiasta alla vita. 
Per quanto riguarda il modo in cui la musica interviene, la risposta oltre ad essere in parte nella precedente risposta, è legata soprattutto al metodo – nello specifico il metodo che ho appreso prevede l’impiego del pianoforte, di un lettino sonoro per l’attività senso -motoria e l’ausilio dello strumentario Orff per l’attività musicale. E’ importante conoscere e saper applicare praticamente un metodo che nasce con delle finalità terapeutiche e non puramente ludiche. Pertanto è molto efficace discutere i casi clinici in seno ad un’equipe multidisciplinare per approfondire gli aspetti diagnostici di natura funzionale ed avere un confronto attivo con altre figure mediche specializzate. 

  • Leggendo il sito, sono stata particolarmente colpita da un articolo che parla della relazione fra madre e feto ("La madre è la prima orchestra") e dall'utilità che la musica riveste sin dai primi mesi di vita, quando il bambino è ancora nel grembo materno. So che anche in questo caso ci sarebbe molto da dire, essendo l'argomento vasto e complesso, ma sarebbe bello se ci dicessi qualcosa in merito, rimandando i lettori al sito per gli approfondimenti. Inoltre, a partire da questo stesso punto, mi viene automaticamente una curiosità: nella cura, la musica viene scelta secondo particolari criteri? Ci sono forse generi o tipi di suoni non adatti a un processo terapeutico? 

Sì è proprio così, la mamma è la prima orchestra. Questa meravigliosa metafora ci fa intuire come il grembo materno sia la prima esperienza musicale della quale avremo memoria anche dopo la nascita. La musica - o meglio la vibrazione sonora - che accompagna i mesi di gestazione, andrà a caratterizzare quell’identità sonora e musicale unica in ciascun essere umano, in grado di evocare sensazioni e ricordi piacevoli. Il neonato, e in generale i bambini in età pediatrica che si affidano alla musicoterapia, presteranno certamente maggiore attenzione per le melodie delle quali hanno memoria, di conseguenza avranno un’esperienza emozionale positiva ed un corredo sonoro che ci aiuta a realizzare una terapia musicale efficace. 
Quindi la scelta musicale avviene, prima di tutto, secondo i criteri dell’identità sonora che si è formata a partire dal grembo materno, poi utilizzando un’accurata selezione di musica classica. In merito al criterio di scelta del brano musicale potrei citare la teoria scientifica di uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, Alfred Tomatis. In breve, Tomatis dichiara che "Mozart è un’ottima madre, provoca il maggior effetto curativo sul corpo umano". Questo fenomeno, conosciuto come “effetto Mozart”, riesce ad agire come tecnica psicologica nella modificazione di problemi emotivi e può modificare le varie patologie di cui è affetto l’essere umano. 
Tutto ciò ci porta a pensare alla musica come un’eccellente tecnica di comunicazione e di aiuto ma, come si potrebbe intuire, non tutta la musica è terapeutica, la musica non è neutrale e influenza il corpo umano più di quanto si possa pensare. Non c'è quasi neanche una sola funzione del corpo che non possa subire influenze dai toni musicali, con questo non vorrei scindere tout court in due categorie, musica buona e cattiva. Semplicemente dipende dai suoni, dai ritmi e certamente dal caso clinico, secondo i criteri già ampiamente indagati dalla ricerca scientifica in campo musicoterapeutico.

  • Questa conversazione è stata decisamente interessante, grazie per aver risposto alle mie domande, è stato un onore poterti ospitare sul mio blog e conoscere lo splendido mondo della musicoterapia.


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Per approfondimenti sullo studio e la pratica della Musicoterapia, 
visita il sito cliccando qui.






Simona Giorgino








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mercoledì 12 dicembre 2012

Realizzazioni artigianali... tipiche e originali! Hanul & Le Chat Gourmand

Sono certa che vi ricorderete di Hanul, ma per chi volesse delucidazioni, ecco il link ai post che hanno trattato questo argomento (clicca qui).
In breve, si tratta di un'artista dal mio stesso cognome (:P) che realizza oggetti lavorati e dipinti a mano.

Oggi scrivo per presentarvi delle nuove creature firmate Hanul entrate in casa mia a portare un'ondata di allegria!

Si tratta di TEGOLINE in legno, dipinte a mano con colori ad olio e acrilici insieme, per un effetto "impressionista".


Vivaci, colorate, ravvivano decisamente la casa.

Naturalmente sono del tutto personalizzabili, nei colori, nell'immagine (si può tranquillamente proporre una foto all'artista che la riproduce in dipinto), nelle proporzioni e anche nel materiale (solitamente le tegole sono in legno o in terracotta. Io le conosco entrambe e, sebbene la terracotta abbia sempre il suo fascino intramontabile, devo dire che l'effetto sul legno mi ha particolarmente colpito e, inoltre, essendo il legno molto più leggero, lasciandolo cadere erroneamente per terra se non altro hai la certezza che non si faccia in mille pezzi :P).










In uno dei post dedicati all'arte, inoltre, vi avevo anche accennato dell'esistenza di un'altra ragazza giovanissima che produce accessori femminili molto particolari e... dolcissimi! 
Probabilmente è per la mia indiscutibile golosità che me ne sono lasciata affascinare ma, ancor più credibilmente, sarà stato per la sua bravura!
Parlo di Le Chat Gourmand e dei suoi accessori ispirati ai dolci. Ce n'è per tutti i gusti: torte, gelati, biscottini, tazzine di tè e teiere, croissant, e tanto altro ancora. Io non ho resistito alla tentazione di ordinare un trio: orecchini, bracciale e collana. 
Avendo momentaneamente smarrito inspiegabilmente il bracciale (con ogni probabilità in una delle mie tante borse :P), le foto ritraggono solo orecchini e collana, ma se cliccate sul link che vi ho lasciato scoprirete molte altre delle sue creazioni!









Non so a voi, ma a me fanno venire una gran fame! :)






Simona





lunedì 10 dicembre 2012

Resoconto presentazione di "Quel ridicolo pensiero": G.A.I.A. e la gioia d'averla conosciuta.

Locandina realizzata dall'associazione
in occasione della presentazione del mio romanzo.


Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno


La prima presentazione di "Quel ridicolo pensiero" è stata decisamente un grande successo sotto ogni aspetto. Ma nel pronunciare queste parole, "sotto ogni aspetto", a me sinceramente ne viene in mente in particolare uno: quello emotivo. Il successo legato alle vendite, a dirla tutta, di fronte all'importanza che attribuisco ad altri valori, passa decisamente in secondo piano.
La presentazione di ieri resterà semplicemente nel mio cuore e nei miei più bei ricordi. 

L'Associazione è facilmente raggiungibile una volta giunti nella galleria più famosa di Lecce, al civico 29. Si sale una rampa di scale che conduce al primo piano e si incontra la porta che esibisce la targa "Centro culturale G.a.i.a.". Dietro a quella porta si nasconde un contesto artistico che racchiude in sé eleganza e raffinatezza mescolate a una splendida sensazione di calore, semplicità e familiarità. Il nome dato all'Associazione, d'altronde, fa pensare decisamente a un sentimento positivo, e non si smentiscono. Ti verrà aperta la porta da una persona sorridente, dalla cui espressione vengono fuori benevolenza e umanità. Ti tengono per mano e ti senti subito uno di loro.

Arrivare in sede la sera della tua prima presentazione e trovarci amici che sono lì per sostenerti non ha prezzo. Il calore dei membri dell'Associazione ti riscalda il cuore e i pensieri. Il freddo e l'emozione si sciolgono, scompaiono, lasciano posto solo a una grande voglia di essere lì, di godere di quell'atmosfera, di non lasciarti sfuggire neanche un istante di ciò che sta accadendo intorno a te. Stringi le mani, accarezzi i pensieri, lasci volare per un istante la fantasia e l'immaginazione ma poi sei di nuovo lì, sui tuoi piedi, concretamente, a respirare il profumo di amicizia che invade i locali di Gaia. 
Ti guardi attorno, ci sono i dipinti contemporanei di Antonio Pezzuto appesi alle pareti a esaltare la qualità del contesto e delle loro scelte. 
La gente comincia ad affluire, gli sguardi sono ilari e raggianti, hanno lasciato a casa obblighi, impegni,  gioie e dolori, per essere qui e per esserci con tutto il loro spirito.

La presentazione ha inizio. Non ci dilunghiamo, ma tocchiamo i punti salienti e nevralgici del libro, discutendo quello che è il significato più importante che si nasconde dietro alla storia della protagonista, Carina. E' il presidente dell'Associazione, Claudio Casalini, a presentare, con la spontaneità e la naturalezza che lo contraddistinguono, con le parole che non seguono regole e i pensieri che non seguono imposizioni, il discorso viene fuori allegramente, spontaneamente, entusiasticamente. Unica e sola regola: parlare con il cuore.
Infine ci sono le domande del pubblico e le risposte dell'autrice, che intanto dentro di sé sta già ringraziando tutti quanti per aver creduto in lei e per aver reso possibile tutto questo, ma che per qualche ignoto motivo si lascia sfuggire l'occasione di esternare quei ringraziamenti. 

Lo fa con il senno di poi, o forse lo ha fatto fin troppe volte già prima della serata!
A ogni modo dirlo un'altra volta non è che il minimo: GRAZIE DI CUORE.









Presentando il libro






Applausi 




Un delizioso gruppetto




Buffet finale e un bel mazzo di fiori scelto per me dal mio fidanzato





Il momento delle dediche!







Un sogno che si avvera.






Simona





sabato 8 dicembre 2012

Tra sogno e realtà: intervista a Giovanna Micelli

Vi presento Giovanna Micelli e il suo primo romanzo "Tra sogno e realtà" attraverso una breve intervista all'autrice.


  • Benvenuta nel mio blog, Giovanna! Con questa intervista vorremmo presentare ai lettori il tuo romanzo “Tra sogno e realtà”. Potresti incominciare, magari, col parlarci un po’ della trama, dirci quando è stato pubblicato e come mai sei arrivata a proporre il tuo libro a una casa editrice. 



Ciao a tutti. “Tra sogno e realtà” parla di una ragazza, Rebecca, con il suo più grande sogno: ballare. Rebecca ha un passato difficile, e cerca di sfogare tutta la sua rabbia e la sua tristezza, danzando. Lei desidera essere una ragazza come tante, ma non può, per colpa di alcuni episodi che hanno lasciato dei segni sulla sua pelle. 
Da poco è stato pubblicato. E’ stato un mio sogno proporre a una casa editrice e rendere il mio libro “conosciuto” per regalare una voce e una speranza verso coloro che non riescono più a sognare e combattere. 


  • Nel tuo romanzo c’è qualche elemento autobiografico? Generalmente, preferisci scrivere di te o usare la fantasia e inventare una storia a partire completamente da zero? 

Rebecca mi assomiglia solo di aspetto e di passione. Amo la danza come lei. 
In genere amo inventare storie, prendendo appunti sempre dalla realtà. 


  • Che cosa rappresenta per te la scrittura? Chi può, a tuo avviso, definirsi uno “scrittore”? 

La scrittura è molto importante. Deve saper conquistare, il modo di esprimere “emozione” attraverso una frase, è molto importante. 
Lo “scrittore” vero e proprio è colui che ha anni di esperienza, che ha viaggiato per il mondo, una persona colta. Per me non sono “scrittori” che hanno venduto il loro primo romanzo oltre 800.000 copie in un solo colpo! 
Possono essere bravi, che scrivono storie interessanti, okay, ma per essere “scrittori” ci vogliono anni! 

  • E per quanto riguarda la lettura, invece, che tipo di lettore sei? Quello che scrivi coincide con quello che leggi o ti piace spaziare tra più generi letterari? 

Dipende dalla storia, dal titolo, come colpo di fulmine mi deve colpire, la curiosità e la voglia di leggerlo. 
Quello che scrivo spesso coincide e non. 


  • Quanto è importante, secondo te, la promozione quando si pubblica un libro? 

Sì, molto, soprattutto se hai conoscenze. Purtroppo non tutti hanno questa fortuna! 

  • Come ti poni nei confronti degli autori emergenti come te? Leggi libri di autori esordienti?

Sono sincera, al momento sono pochissimi i libri di autori esordienti che ho potuto leggere in questo periodo.   

  • Che cosa vorresti trasmettere attraverso i tuoi scritti? Qual è, secondo te, l’aspetto più forte e significativo che viene fuori dal tuo romanzo? 

Trasmettere un messaggio forte e positivo. Come ho già risposto alla prima domanda “combattere e non arrendersi mai”. 

  • Hai in progetto nuovi scritti o nuove pubblicazioni? 

Sì, ma è una sorpresa! 

  • Ti ringrazio per essere stata con me e con i miei lettori. In bocca al lupo per tutto! 
Grazie a te, un saluto a tutto voi!




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Contatti:




Simona







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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com



giovedì 6 dicembre 2012

...solo un'innocua book-wishlist!

Non voglio regali per Natale, assolutamente. 
Per favore, non permettetevi di andare per negozi appositamente per comprarmi qualcosa. Mi darebbe fastidio il pensiero che vi siate presi il disturbo di pensare a me. NON FATELO. Risparmiate il vostro tempo e i vostri soldi, per favore.
Semplicemente, se per caso per caso per caso vi trovaste a passare da qualche libreria e vi capitasse sempre per puro caso di avere qualche banconota in più da spendere, dimenticata nell'angolo più profondo del vostro portafoglio, e anche qualche minuto da rubare alla vostra intensa giornata, e se per caso proprio in quel momento vi venissi in mente io con il mio bel faccino da francescana (un errore nell'uso delle forbici mi ha fatto diventare la frangia molto simile a quei caschetti presenti ne "Il nome della rosa"), potreste anche pensare eventualmente di entrare nella libreria, dirigervi verso il bel libraio sorridente dietro al suo bancone e ordinargli qualche titolo interessante. 
Avrei giustappunto scritto una brevissima, innocua book-wishlist, che sempre per puro caso, in maniera del tutto inconscia, mi ritrovo a pubblicare sul blog. 

Book-wishlist
(in grassetto i titoli che hanno la precedenza)

- Il senso dell'esistenza, Dalai Lama
- Il giorno prima della felicità, Erri De Luca
- Hiroshima mon amour, Marguerite Duras
- Mare al mattino, Margaret Mazzantini
- Nel segno della pecora, Haruki Murakami
- A sud del confine, a ovest del sole, Haruki Murakami
- Tre volte all'alba, Alessandro Baricco
- Castelli di rabbia, Alessandro Baricco
- Oceano mare, Alessandro Baricco
- Chissà se stai dormendo, Emilyn Rees e Josie Lloyd
- Un indimenticabile autunno d'amore, Milly Johnson
- Tanto lui non mi piaceva nemmeno, Claudia Carrol
- Il libro nero dei primi appuntamenti, Amy Cameron
- Tutta colpa del tacco 12, Amy Silver 
- Venuto al mondo, Margaret Mazzantini
- Fai bei sogni, Massimo Gramellini
- Villa Metaphora, Andrea De Carlo
- Mille splendidi soli, Khaled Hosseini
- Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini
- Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

[lista in continuo aggiornamento e aumento]





Simona





martedì 4 dicembre 2012

Lacrime d'Oddìo: intervista a Nancy M. Rock

Ciao a tutti! Oggi pubblico l'ultima conversazione-intervista realizzata per il blog, e parliamo ancora dei nostri amati libri. 
Stavolta a chiacchierare con me c'è Nancy, che ci parla un po' della sua prima pubblicazione. Si tratta in realtà di una saga di racconti, dal titolo "Lacrime d'Oddìo", che lei ha deciso di pubblicare a puntate. 
Leggiamo qui di seguito che cosa ci dice! 


  • Ciao Nancy, bellissimo nome e benvenuta nel mio blog! 


E' un piacere per me esserci... 

  • Vogliamo quindi presentare il tuo libro "Lacrime d'Oddìo". Ce ne parli un po'? Perché la scelta di questo titolo? 

Il titolo Lacrime d'oddìo è l'unione di "odio" e "Oh mio Dio!", il mio racconto parla di una ragazza che agli occhi altrui è solo una bellissima e sensuale giovane donna ma che in realtà nasconde segreti inimmaginabili... dentro di lei vive un'anima oscura un essere pieno di odio verso gli uomini. Lei, Sheila a 15anni è stata violentata e torturata per ore e la sua famiglia uccisa in modo barbaro... così crescendo usa la sua bellezza per sedurre ed uccidere gli uomini che come dicevo prima odia. 

  • Molto interessante. Da dove deriva la scelta di raccontare questa storia? Il genere cui appartiene il romanzo è dunque il thriller o forse non è un romanzo che si può categorizzare? 

E' un thriller con un mix di drammatico ed erotico...arte, cultura e tradizione tutto insieme.
Ho scelto di raccontare questa storia perchè volevo sottolineare che nella vita... ogni azione è preceduta da una reazione a volte con conseguenze drammatiche e che ogni uomo nasconde dietro l'apparenza di persona perbene un lato oscuro, un segreto, rabbia, odio verso qualcuno o qualcosa. Quanti di noi dopo aver subìto un grave torto non ha detto almeno una volta: Se potessi lo ucciderei..!? Credo tutti...!!! Sheila rappresenta o meglio da vita al lato uscuro che c'è in ognuno di tutti. 

  • Ci racconti un po' della tua esperienza di auto-pubblicazione? Come ti trovi con youcanprint? 

Ho iniziato quest'avventura per sfidare me stessa, volevo senza l'aiuto di nessuno riuscire a pubblicare qualcosa di mio e a modo mio...diverso da ciò che si è abituati a leggere e vedere nelle librerie. Il decidere di pubblicare a puntate come fosse un film e aggiungere delle opere d'arte nel racconto per evidenziare alcuni concetti è una vera sfida! La youcanprint mi ha dato ciò che cercavo, la possibilità di decidere io stessa come il mio libro doveva essere alla pubblicazione, dalla copertina, all'impaginazione, ecc...
Con loro mi trovo benissimo e non cambierei con altri, hanno un ottimo servizio di editing, sono molto gentili e professionali. Consiglierei a chiunque volesse pubblicare senza dipendere da una casa editrice di rivolgersi a loro :):) 
Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta gli artisti che per me hanno realizzato i disegni per il mio racconto rendendolo unico. 

  • Come ti senti nel momento in cui scrivi? Che cosa rappresenta per te la scrittura? 

Quando scrivo è come se entrassi in un altro mondo... un mondo parallelo dove io sono la protagonista... dove i miei pensieri prendono vita trasformandosi in qualcosa di reale.
Io non amo molto parlare a voce, ecco perchè scrivere per me diventa vitale, riesco ad esprimermi meglio, riesco a far uscire tutto quello che ho dentro, pensieri positivi o negativi che siano e poi non corro il rischio che qualcuno mi interrompa quando parlo. 

  • Oltre a scrivere, immagino che ami anche leggere? Che tipo di lettore sei? 

Quando decido di leggere un libro devo leggerlo tutto d'un fiato, significa che mentre faccio altro leggo contemporaneamente, ti faccio un esempio se devo cucinare... con una mano tengo il libro e leggo e con l'altra cucino, non mi addormento se non lo finisco...Amo i thriller, i racconti di vita reale e anche l'erotico. Quando leggo divento un tutt'uno con il racconto lo vivo, lo respiro esattamente come quando scrivo. 

  • Un libro che ti ha particolarmente rapita? 

Oh Dio... un po' tutti, tipo... La passione di Ornella di Nina Vanigli... Bruciata viva di Suad... L'angelo delle ossa di John Connolly 

  • Che cosa ti affascina di un libro? 

L'intrigo, il mistero, la passione sconvolgente e i finali a sorpresa. 

  • Pensi che questi aspetti siano presenti anche nel tuo libro? 

Sì...!!! ;);) 

  • Che tipo di promozione stai dedicando al tuo libro? 

Pubblico il link del mio libro con piccoli stralci del racconto sulla mia bacheca di facebook e nei vari gruppi ...contatto blog letterari e chiedo a chi ha già letto la prima puntata del racconto di farmi una recensione. Credo che le recensioni siano il punto di forza per farsi conoscere e suscitare interesse e curiosità nel leggere un racconto. 

  • Qual è stato il commento più bello che hai ricevuto sul tuo libro e che magari ti dà maggior sicurezza e maggior stimolo a continuare su questa strada? 

La recensione che Eugenio Nascimbeni (scrittore) ha pubblicato sulla mia bacheca... mi ha reso felice come una bambina che riceve un regalo ^_^ 
Se vuoi te la allego... 

  • Sì Nancy, è una buona idea lasciare i lettori con un commento esterno e qualche bella parola... :) 

"Sheila Mitsuawa ha tutto ciò che si può desiderare dalla vita: una bella famiglia e la felicità. 
All’improvviso la sua esistenza cambia repentinamente: dal Giappone a Los Angeles per sfuggire alla caccia senza tregua di spietati sicari che si vogliono impadronire di segreti industriali di cui suo padre è depositario. 
I suoi affetti più cari vengono frantumati uno dopo l’altro e lei stessa conosce l’affronto più terribile che essere umano possa subire: quello della violenza carnale che lascia solchi indelebili sulla pelle e nell’anima. 
Questa spaventosa scia di violenza scatena la sua furia omicida e la trasforma in cinica e spietata serial killer. Fredda come il ghiaccio, ma al contempo calda e sensuale come una giornata di sole, bazzica per i locali in cerca delle sue vittime sacrificali. Astuta e sicura di sé, nulla la può fermare. 
Il merito di Nancy M. Rock è stato quello di avere tratteggiato un personaggio poliedrico e di grande spessore, una Lisbeth Salander ancora più terribile ed inquieta. 
La prima parte di questa saga, scritta con grande passione, scorre veloce, con un buon ritmo narrativo, rockeggiante e blues come un pezzo degli Stones, palpitante e cinematografica come nei migliori film thriller.
Ottima prova d’esordio di cui si aspetta il seguito: è caldamente consigliata a chi ama storie dalle tinte forti."
Di Eugenio Nascimbeni 

  • Grazie per essere stata con noi e... alla prossima, Nancy! :) 

Grazie a te...!!! Kisses




___________
Per contattare l'autrice:





Simona









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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com




lunedì 3 dicembre 2012

Dov'è finito il Natale?


L'inverno sembra incalzare, ma non ho ancora alcuna sensazione legata al Natale. 
Mi piace osservare fotografie di paesaggi innevati, ne resto ammaliata, mi piace immaginare di ritrovarmici magari immersa fino al collo, ma non ho alcuna sensazione di freddo.
La mia famiglia ha già messo su l'albero di Natale. Che bella atmosfera con l'albero illuminato e il fuoco acceso!
Però no, nella mia testa il Natale è ancora un bel po' lontano. 
Invece è sufficiente farsi due conti per capire che sono in errore. Il Natale non è per niente lontano, mancano 22 giorni, che sarebbero all'incirca tre settimane.
Ridatemi il Natale. Ridatemi quell'atmosfera che sorgeva nel cuore due mesi prima del 25 dicembre, se non proprio a fine estate! Ridatemi quei brividi di freddo che ti fanno desiderare ardentemente un fuocherello, o un abbraccio. Ridatemi la voglia di festeggiare la festa più calorosa dell'anno, ridatemi la voglia di fare i regali. Datemi i soldi per fare i regali. :D Datemi inoltre qualche idea regalo. Oddio, i regali.
Non riuscendo ancora a percepire il Natale, avendo la testa concentrata su ben altro, sugli esami e sulla pubblicazione dell'ultimo libro e sugli eventi a esso legati, non ho ancora realizzato - lo sto realizzando in questo momento che scrivo (come direbbe Murakami, sono una di quelle persone che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle) - che non ho in mente neanche una misera idea di che cosa sarà il mio Natale quest'anno, delle persone a cui farò un regalo, di che tipo di regali dovrei fare, di che tipo di negozi dovrei prendere d'assalto. In verità, non sono mai stata una persona che sbriga gli affari per tempo, sono un'accanita sostenitrice del "tutto all'ultimo momento", quindi non dovrei temere di ridurmi agli ultimi giorni - se non proprio alla vigilia - per fare i regali. 
L'unica cosa che mi rende più tranquilla, da questo versante, è che - ora che ci penso bene - quest'anno non ho proprio intenzione di fare i regali! 
Ci sono due sole persone, penso io, a cui incarterò un regalo, e sono le mie splendide, piccole nipotine, le uniche, essendo bambine, che abbiano veramente bisogno di sentire e vivere fortemente l'atmosfera del Natale. Per loro cercherò di comprare qualcosa anche molto prima della festa, in modo che possano attendere il 25 osservando e fantasticando su quei pacchi colorati che giacciono ai piedi del loro alberello di Natale.
Farò in modo di rivedere nei loro occhi, per un attimo, l'entusiasmo che avevo anch'io quando ero piccola, l'entusiasmo di curiosare sotto l'albero, di agitare i pacchi che riportavano il mio nome per immaginare che cosa ci fosse dentro, la felicità con cui ammiravo le luci colorate che si illuminavano a intermittenza tra i rami dell'abete. 
Ridatemi il Natale che si vive solo quando si è piccoli.




Simona




venerdì 30 novembre 2012

Prima presentazione di "Quel ridicolo pensiero", associazione culturale Gaia, Lecce




Questo è il file della bellissima locandina realizzata dall'Associazione culturale G.a.i.a. di Lecce presso cui si svolgerà la prima presentazione ufficiale di "Quel ridicolo pensiero". 

Sono molto contenta del fatto che il mio libro verrà presentato per la prima volta presso questa sede e dal presidente dell'Associazione, Claudio Casalini. L'Associazione è composta da persone davvero squisite, disponibili, che amano l'arte in ogni forma, con particolare riguardo a quella contemporanea. 
Sono contenta che il mio libro sarà inserito in un contesto artistico di alto livello e molto interessante, presso la sede dell'Associazione nella Galleria Mazzini di Lecce al civico 29, un contesto intimo e confidenziale, accogliente e caloroso, in cui sarà anche possibile ammirare le opere esposte di Antonio Pezzuto.
Il libro verrà presentato dal presidente dell'Associazione. A seguire eventuali domande del pubblico, e ovviamente firma delle copie e intrattenimento! :)
Oltre alle copie di "Quel ridicolo pensiero", saranno anche disponibili quelle di "Jeans e cioccolato". :)

Per chi mi segue dal Salento, sarebbe davvero fantastico trovarci lì e conoscerci in occasione della prima presentazione del mio nuovo romanzo! 

Come leggete dalla locandina, la presentazione si terrà la prossima settimana, domenica 9 dicembre alle ore 19!



Non mancate!






Simona






mercoledì 28 novembre 2012

E poi le copie del tuo libro arrivano, ed è estasi pura.

Trepidazione in attesa delle prime copie del proprio libro. Poi l'emozione di vederle arrivare, il pacco grande che contiene le tue creature, l'eccitazione con cui afferri il coltello e commetti una carneficina di nastri duri a morire che ti separano di pochi secondi dal tuo libro in carne e ossa... anzi, in carta e inchiostro!
E dunque il pacco si apre, e loro sono lì e compaiono in tutta la loro bellezza, ordinate una sopra l'altra, ed è una sensazione strana che racchiude un sacco di emozioni, tutte belle. In questo preciso istante non c'è posto per malinconia, tristezza, cattivi pensieri. E' un momento felice: che peccato che non si possa protrarre all'infinito.
E non hai mai visto il tuo libro così "moltiplicato", prima di quel momento avevi solo visto l'immagine JPG sul PC, un'immagine singola. In questo scatolo invece quell'immagine si raddoppia, ci sono tante copertine, tanti titoli, tanti doppioni del tuo nome e cognome, tante sinossi e tante tue biografie, e vorresti abbracciarle proprio tutte, queste copie.
Invece ne prendi solo una, la prima che ti capita davanti agli occhi, una di quelle che stanno in superficie, la afferri con prudenza, quasi fosse di vetro e potesse rompersi se cadesse a terra, la guardi con ammirazione,  tocchi la copertina lucida e liscia, la accarezzi, apri le pagine e la prima cosa che fai, prima di sbirciare nell'interno, è sniffare ripetutamente l'odore di carta appena stampata. Estasi pura.
Poi sfogli le pagine, guardi il frontespizio, il codice ISBN, le indicazioni, i capitoli, i ringraziamenti, e infine inevitabilmente ti ritrovi a leggere qualche pagina e rivivere i momenti in cui lo hai scritto, e mentre leggi pensi "Chissà come arriverà al lettore" e "Non potrò mai leggere questo libro da vero lettore, in maniera distaccata, perché l'ho scritto io!".
Infine chiudi il libro, lo guardi da tutte le angolazioni, cerchi intorno a te altri sguardi di ammirazione (quello del tuo fidanzato e del tuo cane) e poi corri su Facebook ad avvisare tutti che finalmente "Quel ridicolo pensiero" è arrivato.
Il giorno dopo, alla luce del sole, prendi quasi tutte le copie, le stendi sul tavolo della cucina in posizioni strategiche, afferri la macchina fotografica con obiettivo stratosferico e scatti una carrellata di foto-ricordo.













Ops, un intruso! 





Simona






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