Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

mercoledì 31 ottobre 2012

"Il cielo africano non lo guardi, semplicemente ti attraversa". Intervista a Ilaria Goffredo


La mia chiacchierata con Ilaria Goffredo, autrice di due romanzi sul tema africano, è stata coinvolgente. L'autrice in questione fa sempre un certo effetto su di me; lei scrive di sentimenti - e io amo i sentimenti - in un modo intenso che sa toccare lo spirito. E i sentimenti, nel caso suo, sono sempre quei sentimenti puri, genuini, che nascono in terre infuocate di guerra, dove il male sembra imperare, e la povertà pure. Ma l'amore con Ilaria vince sempre.
Ho davvero voglia di leggere e recensire il suo ultimo romanzo, "Il Cavaliere d'Africa" - cosa che farò presto - perché sono certa che, come il primo, anche questo saprà emozionarmi.

Ecco che cosa ci siamo dette!

  • Ciao Ilaria, benvenuta nel mio blog! Sono proprio contenta di ospitare te oggi, perché conosco già il tuo modo di scrivere, avendo avuto il piacere di recensire il tuo primo libro "Amore e guerra" [link alla recensione] e so che sei capace di emozionarmi! Sono curiosa di sapere qualcosa sul tuo nuovo romanzo, "Il Cavaliere d'Africa", di cui scriverò anche una recensione non appena gli impegni universitari me lo permetteranno! Raccontaci un po' del tuo nuovo romanzo... 

Ciao Simona, innanzitutto ti ringrazio per la calorosa ospitalità. Sono molto lieta di fare due chiacchiere con te anche perché ti stimo molto come collega.
Il mio nuovo romanzo "Il cavaliere d'Africa" si può definire molto più "sentito" rispetto ad "Amore e guerra" poichè racconta il viaggio in Africa di Selene, una ragazza italiana come tante. Selene parte come volontaria per il Kenya, destinazione Malindi, per lavorare in una scuola professionale per giovani kenyoti, molto simile a quella in cui ho lavorato io. Oltre alla natura meravigliosa e viva, palpitante, Selene incontra una povertà disarmante e sconvolgente, che neppure immaginava potesse esistere e che si manifesta impietosa in orfanotrofi disagiati, villaggi di fango e paglia senza acqua o semplicemente per le strade. E queste parti sono assolutamente reali, una sorta di raccolta delle immagini che mi sono rimaste nel cuore. Ma in questo suo viaggio - e qui invece ci inoltriamo nella parte romanzata - Selene fa anche la conoscenza di Edward, giovane insegnante kenyota che lavora nella scuola. Tra loro due pian piano germoglia un legame particolare perchè segnato dalle profonde differenze culturali ma anche viscerale, che scoppia all'improvviso in una passione difficile da arginare. 

  • Ilaria, questa tua coinvolgente descrizione mi fa venire una voglia matta di leggerlo e non vedo decisamente l'ora di farlo! Quale ritieni sia la differenza sostanziale (o le differenze se più di una) tra "Il cavaliere d'Africa" e "Amore e guerra"? 

Dunque, le differenze tra i due romanzi... "Amore e guerra" ha come sfondo la guerra civile rwandese tra hutu e tutsi, quindi i caratteri "drammatici" sono scatenati proprio dal conflitto. Per quanto riguarda "Il cavaliere d'Africa" invece, Selene va ad inserirsi in un contesto apparentemente tranquillo, dove la gente va in vacanza e si diverte. Ed è proprio in quelle situazioni che lei scopre crudelmente la povertà celata al di là del mondo vacanziero d'illusione. Siria di "Amore e guerra" è già consapevole delle ingiustizie che vi sono in Africa, mentre Selene de "Il cavaliere d'Africa" no, le scopre pian piano e ne rimane sconvolta. E poi un'altra differenza importante credo sia la storia d'amore. Mentre tra Siria e Ian sboccia tutto velocemente sotto la pressione e l'incertezza della guerra, tra Selene ed Edward il rapporto si sviluppa con la reciproca conoscenza, alla scoperta di un mondo d'appartenenza ben diverso da quello dell'altro quindi che necessita anche di comprensione. 

  • Io lo so che i libri sono come nostri figli e che spesso e volentieri li amiamo tutti allo stesso modo (anche se per quanto mi riguarda questo non è vero), ma non riesco proprio a resistere alla tentazione di una domanda: hai una preferenza tra i tuoi due romanzi? O meglio, ti è per caso capitato di "amarne" di più uno rispetto all'altro? 

Hai ragione a dire che si amano le nostre "creature di carta" come fossero in carne ed ossa. Ed è pur vero che non sempre si provi lo stesso "affetto" per ognuno di loro. A questo proposito, sì, ho una preferenza se così si può dire per "Il cavaliere d'Africa". In esso infatti ho cercato di convergere e raccogliere gli aspetti belli e meno belli del mio volontariato in Kenya, parlando delle persone che ho incontrato, di quanto queste mi abbiano donato a livello morale e, purtroppo, anche delle ingiustizie che ho scoperto molti Paesi del Terzo Mondo patiscono a causa dei nostri governi "civilizzati". Oltre alla storia d'amore tra Selene ed Edward infatti ho cercato di donare al lettore anche qualcosa in più, uno spunto di riflessione, un'attenzione verso delle tematiche che troppo spesso ci vengono trasmesse solo a tratti e in maniera distorta dai mass media. Cosa che in "Amore e guerra" ho cercato di fare attraverso la denuncia della guerra civile in Rwanda ma, capirai bene, che quando una cosa è vissuta sulla propria pelle lascia decisamente qualcosa in più. 

  • Hai dunque vissuto delle esperienze di volontariato in Africa. Ci racconti un po' dove sei stata, di che cosa ti occupavi e di come tutto questo ha eventualmente cambiato il tuo modo di vivere e di vedere la vita? 

Certamente. Sono stata in Kenya, precisamente a Malindi, in una scuola professionale per giovani studenti kenyoti. Ho lavorato come insegnante di lingua italiana dato che la zona di Malindi è a prevalente turismo italiano. I ragazzi studiavano per diventare receptionist, cuochi e donne delle pulizie e puoi comprendere come, in un ambiente segnato purtroppo dall'ignoranza e dalla povertà, la possibilità di studiare per svolgere un lavoro dignitoso fosse molto importante per quei ragazzi che provenivano da villaggi di capanne. Loro erano felicissimi dell'opportunità che gli era stata donata e non volevano mai fare pause dagli studi, consapevoli dell'importanza dell'istruzione, cosa che invece noi etichettiamo come scontata e a volte persino una seccatura. Dal punto di vista umano però devo dire che sono stati loro ad insegnare qualcosa a me: la gioia di vivere, la speranza nel futuro, l'umiltà e la fratellanza. Nei momenti liberi dalle lezioni poi ho visitato anche i territori limitrofi, comprese "fabbriche" e orfanotrofi. Ciò che ho visto lì mi ha davvero cambiato la vita, ho visto l'Africa, quella vera, vissuta, non quelle delle belle foto in cartolina. Tornata in Italia ho cominciato a vedere tutto in un'ottica diversa, ad apprezzare ogni cosa che prima reputavo normale, a essere grata per ciò che ho. E ho sentito anche il bisogno di raccontare agli altri ciò che ho visto e sentito, affinché la mia esperienza sia spunto di riflessione per chi in Africa non ci è mai stato. Da qui ho cominciato a scrivere. 

  • Grazie mille, Ilaria, per questa possibilità che ci dai. Vivendo nei nostri "mondi perfetti" effettivamente è difficile comprendere realmente la situazione in cui si vive laggiù, e c'è davvero bisogno di qualcuno che ci racconti la verità. Dunque - e so che è una domanda che probabilmente ti avranno fatto milioni di volte - soffri il famoso "mal d'Africa"? 

Sì, Simona hai ragione, mi hanno posto spesso questa domanda, ma ogni volta nel rispondere sento un tuffo al cuore. Perché il mal d'Africa esiste davvero, una malinconia dolce ma spietata. Difficile da descrivere a parole, però posso dire che sento la mancanza dell'Africa in ogni cosa. Ad esempio osservando il cielo, che qui da noi è offuscato da una cupola di smog e inquinamento da luce, in Africa è limpido ed etereo, non lo guardi, semplicemente ti attraversa. Per non parlare della natura incontaminata, selvaggia, palpitante. E poi la gente meravigliosa che ho conosciuto. In poco tempo mi hanno cambiato la vita, mi hanno colpita dritta al cuore in un modo che non credevo possibile. E così, dietro il sorriso di un bambino africano, c'è tutto un mondo, un mondo che non da nulla ma prende e basta a cui loro rispondono pervicacemente con la voglia di vivere e la fede. 

  • So che hai una famiglia e dei bambini. Come pensi di comunicare e sensibilizzare i tuoi figli, quando saranno cresciuti, sulla situazione di quei posti lontani e così "diversi" dai nostri? Vorresti trasmettere loro, in qualche modo, questo amore? Qual è secondo te il modo migliore per farlo? 

Senza dubbio cercherò di trasmettere loro questa "conoscenza" che va oltre il limitato confine del nostro mondo "ricco". Ovvio che gliene parlerò seriamente quando saranno in grado di capire, quando saranno pronti a leggere i miei diari di viaggio. Nel frattempo, sin da bambini, mi impegnerò per insegnare loro a non sprecare nulla, ad apprezzare il valore dell'istruzione, a non essere eccessivamente bizzosi - e questo difficile in quanto bambini - o legati alle cose materiali. E poi, non appena sarà possibile - certo dovranno crescere un po' - vorrei portarli con me in un viaggio in Africa perché solo toccando con mano potranno realmente rendersi conto di cosa parlo, perché anche se ancora bambini potranno assorbire ogni esperienza di quel viaggio, anzi forse più sensibili proprio perché bambini. Tutto questo non perché debbano diventare missionari in Africa ma perché diventino persone rispettose della vita e coscienti delle opportunità che hanno ogni giorno. Soprattutto senza pregiudizi verso gli altri, pregiudizi che, in special modo negli ultimi tempi in seguito all'accoglienza degli emigranti nordafricani, hanno scatenato un'ondata di razzismo e astio verso ogni tipo di straniero. E la cosa mi fa soffrire immensamente perché - concedimi lo sfogo - è facile etichettarli come criminali e disonesti standosene seduti sul divano di casa, senza conoscere la realtà. Perché  invece di giudicare, non ci si chiede perché quella gente abbandona famiglia, amici, la propria casa, la propria terra, ogni sicurezza della propria vita, per affrontare un viaggio - che non si sa neppure se giungerà a termine - su una barca stracolma, verso un luogo del quale non si conosce neppure la lingua? Perché nessuno di noi pensa neanche lontanamente di fare una cosa del genere? Ecco, vedere e conoscere ciò che quella gente lascia alle spalle, da cosa fugge, prima di prendersi l'autorità - data da chi poi - di dire "rimandateli indietro". Vorrei che un giorno i miei figli fossero intelligenti e colti abbastanza da comprendere queste cose e, perché no, aprire la mente chiusa di altri. 

  • Hai perfettamente ragione, e io spero che insieme ai figli tuoi, tutte le nuove generazioni aprano la mente sempre più facilmente verso queste problematiche. Sicuramente i tuoi bambini sono molto fortunati ad avere una madre che, avendo vissuto sulla sua pelle le esperienze africane, ha le idee chiare su che cosa e come insegnare loro. Per tornare al tema dei tuoi scritti, invece, so che la tua attività non si limita solo ai romanzi, ma hai anche pubblicato racconti brevi e hai in attivo tra l'altro la partecipazione a un concorso molto interessante, dove la tua opera si è piazzata in mezzo a quelle finaliste. Ce ne vuoi parlare? 

Sì, a proposito delle differenze tra Primo e Terzo Mondo, ho pubblicato un racconto dal titolo "Un regalo per Kaninu", edito sempre dalla Zerounoundici Edizioni, disponibile anche in versione audio. È un racconto che ho scritto in occasione dello scorso Natale e parla del Natale di Kaninu, un bambino kenyota di dieci anni che vive in un villaggio di capanne tra fame e malattie. Il regalo di Natale che lui desidera non ha niente a che fare con i giocattoli supertecnologici che tanto rendono felici i bambini dei Paesi ricchi. L'unica cosa che Kaninu vuole infatti è partecipare alla messa di Natale nella cattedrale di Malindi. Si incammina quindi con sua madre ma il tragitto sarà interrotto da un'esperienza extracorporea, in realtà preludio di un tragico evento. Per quanto riguarda il concorso di cui accennavi, si tratta del concorso nazionale Ilmioesordio Feltrinelli. Con grande gioia il mio romanzo si è classificato tra i trentuno finalisti, scelti su oltre duemilatrecento opere in gara. Il vincitore, che vedrà la propria opera pubblicata da Feltrinelli, sarà reso noto nei prossimi giorni. Il mio romanzo in gara è un romanzo storico dal titolo "Tregua nell'ambra - Il segreto dell'anello". È stata la prima volta che mi sono cimentata nella scrittura dei romanzi storici e, prima della stesura, ho condotto una importante e impegnativa opera di ricerca storica che tra l'altro mi ha dato grande soddisfazione.
La protagonista è Elisa, una ragazza pugliese di diciotto anni che vive nel pittoresco centro storico del suo borgo assieme a suo padre Vito e suo fratello. Siamo nel mezzo della seconda guerra mondiale, quindi la vita della popolazione è segnata dalla fame, dalla paura dei bombardamenti e delle rappresaglie delle Camicie Nere contro i sospetti antifascisti. Mentre Elisa si barcamena in queste situazioni difficili, incontra Alec, il figlio misterioso di una vicina di casa e se ne innamora quasi subito, ricambiata. Egli però, costretto a sparire allo stesso modo in cui è apparso, le dona uno strano anello chiedendole di portare per sempre il ricordo di lui. Da quel momento la vita di Elisa sarà stravolta: perderà le persone che ama, conoscerà le attività degli antifascisti e la dura sorte a loro destinata, l'orrore dei campi di concentramento. Unica luce nella sua esistenza sarà l'anello misterioso di Alec che la spronerà a sperare di nuovo nella vita, ad affrontare il proprio oscuro passato, fidarsi di sconosciuti e sognare l'amore, travolta dal flusso della grande storia. Fino all'inaspettato epilogo.
Vincere il concorso sarà difficile ma il risultato raggiunto mi soddisfa già molto. 

  • Le tue risposte mi tengono sempre incollata allo schermo con fervido interesse :). Ti ringrazio moltissimo Ilaria per aver risposto a questa intervista, ed è vero: il risultato raggiunto al concorso è già un bellissimo traguardo, ma ovviamente io ti faccio un sincero in bocca al lupo affinché il tuo sia il romanzo vincitore! Pubblicare con Feltrinelli sarebbe stra-fantastico! Alla prossima cara “collega 0111” :). 

E rispondere alle tue domande è stato davvero molto piacevole, te ne sono grata! E per il concorso... crepi il lupo! Un saluto a tutti i tuoi lettori!


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Simona



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lunedì 29 ottobre 2012

"Il mio posto nella vita" - Intervista a Claudia Semperboni

Stavolta ospito sul blog una mia "collega 0111" che ci parla, in una chiacchierata molto amichevole, della sua prima pubblicazione. Un romanzo che ha scritto molti anni fa e che solo ora vede la luce grazie alla casa editrice che ci accomuna. Lei si chiama Claudia Semperboni e il suo libro s'intitola "Il mio posto nella vita". Un romanzo di formazione, con una protagonista adolescente, di cui lei stessa ci parla... Seguite la nostra "conversazione" :P.


  • Ciao Claudia e benvenuta nel mio blog! Sono molto contenta oggi di ospitare una mia "collega 0111" :) . Come stai? So che sei molto contenta ed emozionata per l'uscita del tuo primo libro. Come stai vivendo la realizzazione di questo sogno? 

Ciao Simona, grazie per avermi invitata.
E' una vera gioia parlare con una "collega" che sa benissimo come mi possa sentire in questo momento. 
In tutta sincerità credo di non essere pienamente cosciente di quello che mi sta succedendo intorno... l'unica certezza che ho - comunque vadano le cose - è che il sogno di una vita si è realizzato e che qualcuno ha creduto in me!

  • Come hai conosciuto la 0111edizioni? 

L'ho conosciuta per caso navigando su internet. Siccome erano anni che inviavo il mio manoscritto a destra e manca, cercando gli indirizzi delle case editrici su internet, mi sono imbattuta - per caso lo giuro! - in un blog dove si parlava di scrittori esordienti. Una ragazza raccontava di aver pubblicato il suo primo romanzo con la "0111 edizioni" e diceva di essere entusiasta dell'esperienza.
Ho subito cercato il sito della 0111....e il resto è storia! 

  • Dopo aver atteso il famoso esito della seconda lettura, dunque, la tua (nostra) editrice ti ha comunicato che avrebbero pubblicato "Il mio posto nella vita". Qual è stata la tua prima reazione? 

Sgomento!!! Ho riletto la mail almeno dieci volte, poi altre dieci, dopo credo di aver riso da sola! E ho semplicemente pensato "Ce l'ho fatta!" 

  • Ecco quindi il tuo romanzo d'esordio: Il mio posto nella vita. Leggendo direttamente dalla copertina, ti chiedo qual è la "tragedia esistenziale" che hai messo a nudo nel tuo scritto, sempre nei limiti di quello che ci puoi svelare. 

Non vorrei sbilanciarmi troppo! Posso solo dire che nel mio libro ho raccontato una storia (inventata, sia chiaro!) come tante, ma l'ho voluta raccontare così per sottolineare il fatto che la vita non è tutta rose e fiori....non sempre va come vorremmo andasse. 

  • Ok, ti va di raccontarci un po' della trama, del personaggio principale, dell'ambientazione...? 

Ho raccontato la storia di Bea, una ragazzina come tante con una vita normale: la scuola, gli amici, i primi amori, le passioni, le scelte per il futuro. Parlo di queste cose come se stessi narrando le vicende di vita quotidiana di un'amica.
Poi però succede qualcosa e tutto cambia... 

  • Bea... questo nome mi è un tantino familiare :P! A che tipo di lettore consiglieresti il tuo romanzo? 

Ahahahahaha! Vero, ho notato anche io la cosa! Strano, vero? Due scrittrici che usano gli stessi nomi per i loro romanzi (con tutti i nomi che ci sono in giro!!).
"Il mio posto nella vita" è stato scritto taaaaanti anni fa (avevo circa 20 anni!) e la storia riguarda appunto una ragazzina, quindi magari in essa ci si può riconoscere di più un pubblico giovanile; ma siccome la storia potrebbe riguardare qualsiasi persona, ritengo possa essere una lettura per ogni età. 

  • Io ho scelto il nome Bea credendo che fosse raro vedere personaggi con questo nome....... :P e invece ci ritroviamo in due nella stessa casa editrice: com'è piccolo il mondo! [anzi no, ora che ci penso, ho visto un altro libro della 0111 che si intitola "Le avventure di Beo"...! :P] Comunque, tornando al tuo romanzo, ho notato che non vuoi svelarci troppo sulla storia ed è giusto così, quindi ti chiedo: quale pensi che sia l'aspetto del tuo libro che il lettore potrebbe apprezzare di più? Che cosa diresti al lettore per spingerlo a leggere il tuo libro? 

Consiglierei il mio libro a chiunque, perché, oltre ad essere una semplice storia "leggera" dal primo punto di vista, diventa poi più "seria". La scelta finale della protagonista, secondo me, è del tutto inaspettata. 

  • Qual è il genere di libri che ti piace leggere? Questo coincide con il genere che ti piace scrivere? ^^ 

Io adoro Stephen King (quindi horror/thriller); mi piacciono le storie intriganti, incasinate, ma per curiosità leggo un po' di tutto. Purtroppo non credo di essere in grado di scrivere libri dove ci sia suspence, scene avvincenti, intrighi, quindi i miei gusti di scrittrice non rispecchiano quelli di lettrice! 

  • Perfetto Claudia, io direi che la nostra conversazione può dirsi conclusa. Vuoi salutare i nostri lettori citando un passo del tuo libro anche di un solo rigo? :):) 

Ho sempre sostenuto che la vita sia strana; in alcuni casi, quando desideriamo qualcosa con tutta l’anima, non riusciamo a vederla realizzata nemmeno se campassimo mille anni, mentre in altri vediamo materializzarsi davanti ai nostri occhi cose e situazioni che non avremmo mai immaginato o sperato di vedere.....
Così inizia il mio libro.... 
Mi auguro che il mio libro piaccia e che soprattutto trasmetta qualcosa. 
Ti ringrazio di cuore per avermi invitata nel tuo blog e ti rinnovo gli auguri per il tuo lavoro e per l'uscita del tuo prossimo libro! 
Un abbraccio.

  • Grazie e complimenti a te per il tuo esordio!


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Per info e richieste, contattate direttamente l'autrice attraverso la pagina ufficiale su FB




Simona



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sabato 27 ottobre 2012

"L'orologio della torre antica" - Intervista a Alfredo Betocchi

Oggi è il turno di Alfredo Betocchi, autore del romanzo "L'orologio della torre antica" che, come descritto sulla copertina, è una "storia di streghe, di morte e d'amore". Alfredo mi ha raccontato una storia molto carina; lui "si scopre" scrittore all'età di 61 anni, esattamente dopo aver fatto un brutto sogno, una notte, che al mattino seguente ha voluto annotare subito su carta per poi svilupparne più tardi una storia. E proprio da questa storia è nato il suo primo libro.

Segue la nostra conversazione!


  • Salve Alberto e benvenuto! Io direi di incominciare questa chiacchierata parlando un po' di te... Ti va dunque di presentarti ai nostri lettori? 

Sono un signore simpatico di 61 anni. Vivo a Firenze, sono sposato ed ho un figlio grande che è Paleontologo. Sono in pensione da un anno. Ho lavorato molto tempo all'Ufficio Matrimoni del Comune di Firenze ed ora continuo a celebrare i matrimoni su delega del Sindaco solo perché mi piace il contatto umano. Ho il diploma di maestro elementare, ma ho fatto anche la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere a Pisa. 

  • E in tutto questo è poi arrivato a un certo punto il momento di scrivere e pubblicare un libro, "L'Orologio della Torre Antica"... Hai sempre nutrito il desiderio di pubblicare un libro o forse è stato qualcosa di improvviso e inaspettato? 

E' strano a dirsi, ma non ci pensavo proprio. Poi una notte ho fatto un sogno pauroso. Ho sognato di un ragazzo (io?) che saliva su una torre e trovava uno spettro terribile. Mi sono svegliato spaventato e la mattina dopo ho scritto il sogno per non dimenticarlo. Era estate ed ero in vacanza. Al ritorno a casa ho ripreso l'idea e l'ho sviluppata. poi l'avventura e la magia mi hanno preso per mano e mi hanno fatto completare il libro. 

  • Ma è bellissimo Alfredo! Un po' meno bello evidentemente era il sogno che avevi fatto :P, però ti ha condotto a scrivere una storia e a scoprire quindi un dono che probabilmente non sapevi di avere, quello della scrittura appunto. La stesura del libro si è poi rivelata difficile o è andata liscia come l’olio? 

E' anche un romanzo storico, quindi mi sono dovuto documentare sul XIII secolo. Contiene scene di magie e ho dovuto anche leggere libri sulle streghe e su incantesimi, stando attento a non diventare un rospo. C'è poi la storia di due innamorati moderni che mi ha impegnato non poco. Ho voluto alternare i capitoli, antico e moderno, per non annoiare il lettore. Ogni capitolo s'interrompe in un momento culminante, spingendo ad andare avanti per vedere come va a finire. Direi che è appassionante. 

  • Ci vuoi dunque raccontare qualcosa di più sulla trama del libro? So che il tuo racconto parla di magia, di streghe come ci dicevi prima, ma anche d'amore. Come si svolge la storia? 

Volentieri. E' la storia di un ragazzo universitario svogliato che guardando fuori dalla finestra della sua camera si accorge che l'orologio della torre in pietra sulla collina è fermo da tempo immemorabile. Inizia così ad indagare insieme alla sua ragazza e scoprono in una biblioteca un diario con una stranissima storia di uno spettro nella torre. Contemporaneamente si racconta di una ragazza mora, innamorata di un giovane nobile, alla fine del XIII secolo. In seguito a causa di un grande dolore da lei patito, diventerà con l'aiuto di una maga, una terribile e sanguinaria strega. Tormenterà i suoi compaesani per secoli. La storia attraverserà l'epoca delle Crociate, il periodo napoleonico e la fine del XIX secolo. Alla fine l'amore trionferà, ma senza la punizione né il pentimento della malvagia strega. 

  • Vedo dalle informazioni che il tuo libro è stato pubblicato da "Il Campano" di Pisa. Come sei arrivato a questo editore? 

Il Campano è sia Editore sia un negozio di copisteria. Lavora con la Scuola Normale Superiore pubblicando tesi e stampando i libri per i professori universitari. Ho conosciuto, tramite il Centro Studi Vessillologici un professore di quella università che mi ha consigliato di rivolgermi a loro. 

  • Come ti stai muovendo per la promozione del tuo libro? Hai fatto delle presentazioni o hai intenzione di farne? 

Ho già fatto molte presentazioni qui a Firenze. Poi in Toscana, in Casentino in provincia di Arezzo perchè la trama è ambientata in un paese chiamato Borgo che ho immaginato fosse in quei luoghi. Sono stato a Roma, in Campidoglio e a Gubbio, in provincia di Perugia. Ho portato il mio libro ai Convegni di Vessillologia riscuotendo un discreto successo. Ho al mio attivo anche parecchie interviste pubblicate su blog e siti web. LadyRadio mi ha passato una reclame e alcuni periodici fiorentini hanno pubblicato pagine di promozione. Ho in progetto altre presentazioni qui a Firenze, prossimamente. 

  • Complimenti, Alfredo! Hai trovato in generale un pubblico interessato, dunque, nelle tue presentazioni? Quale credi sia l'ingrediente più importante (o gli ingredienti, se più di uno) affinché la presentazione di un libro pubblicato da un autore emergente abbia un discreto successo? 

Bisogna trovare una leva per interessare il pubblico, raccontargli non solo la trama, ma anche come l'autore ha creato il libro, quali sono i suoi elementi principali, l'amore, l'avventura, il tempo,il luogo, la magia. Bisogna saper parlare, raccontando anche esperienze personali originali e magari divertenti, in modo da attrarre di più il pubblico. Non è da tutti. Ho visto delle presentazioni barbosissime, in cui un'altra persona raccontava la trama e basta. Così si allontana la gente. Poi c'è un altro problema. Se ne fanno troppe e la gente non ci va più. 

  • Giusto, ovviamente non possiamo pretendere che la gente si ripresenti più volte a una stessa presentazione... Il segreto, tra gli altri, è proprio quindi fare presentazioni nei posti più disparati, lontani tra loro, come nel tuo caso, per chi ne ha la possibilità spostarsi fuori regione o fuori zona. E come stai vivendo il momento della pubblicazione? Qual è l'emozione più bella che ne hai potuto ricavare? 

Beh, è un sentimento bellissimo vedere tradotte in carta stampata e con una bella copertina i propri pensieri e le fantasie. Tocco il libro, lo sfoglio, lo rigiro per vedere anche i più piccoli particolari e quasi quasi non ci credo. Dopo la prima volta l'effetto passa, ma il piacere di sfogliare la propria fantasia non passa mai. 

  • Che cosa ti attira maggiormente in un libro? Che cosa deve avere o trasmetterti un libro perché possa conquistarti? 

Prima di tutto deve avere un'immagine di copertina che solletichi la mia fantasia, poi la trama dev'essere intrigante e non rivelare troppo. I miei gusti vanno principalmente ai romanzi storici, alla fantascienza e alle storie fantastiche. 

  • Prima di concludere, vorresti parlarci un po' dei tuoi prossimi progetti nell'ambito della scrittura, se ce ne sono? 

Si, volentieri. Ho un paio di progetti di cui uno in preparazione. Sto scrivendo il secondo romanzo come sequel dell'Orologio della torre antica. Sarà la biografia della fattucchiera che ha creato la strega. E' un personaggio minore ma decisivo per la conclusione della trama. Mi piace inventarmi una storia intrigante e delle avventure originali per questo personaggio. Poi nella stessa trama ci metto un delitto al Museo Etrusco di Arezzo, ambientato negli anni '80 del XX secolo. Ho in mente di scrivere un'altra storia fantastica per ragazzi, breve, di argomento storico mischiato con qualche bambino o adolescente che si ritrova in un'altra epoca storica. Mi piace molto mischiare l'antico ed il moderno, infilandoci un pizzico di magia. Per ora basta così. Oltre ovviamente al mio impegno bimensile di pubblicare fatti e personaggi curiosi e rari. 

  • Vorresti comunicare ai lettori dove possono tenersi aggiornati e seguire le tue novità? 

I miei lettori possono seguire la pagina del mio libro a questo indirizzo: https://www.facebook.com/pages/LOrologio-della-Torre-antica/244906382208230 - oppure andare alla pagina che ha il mio nome. Coloro che fossero interessati ad acquistare il libro possono richiederlo direttamente a me, contattandomi e versando € 10 + 1,28 di invio sul n° 4023600612974438 della Postpay a mio nome. In pochi giorni avranno il libro ed anche un omaggio mandato per mail di 20 articoli, divertenti, romantici e di varia cultura tra quelli che pubblico sul periodico con cui collaboro. Il libro può essere acquistato anche sui siti Unilibro, Deastore, Webstore o direttamente presso l'Editore Il Campano di Pisa. Naturalmente non avranno l'omaggio, perché non saprò che l'hanno acquistato. Spero di essere stato esaurientemente chiaro. Adesso saluto con simpatia e aspetto i lettori che apprezzano la Fantasy e il mio racconto. 

  • Sei stato molto gentile e simpatico, e ovviamente ti ringrazio per essere stato con noi e per averci parlato di te e del tuo libro!


Simona



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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com





venerdì 26 ottobre 2012

"Un pubblico di stelle... sorride" - Intervista a Rossana Lozzio

Oggi "converso" con una scrittrice interessantissima, mi è piaciuto chiacchierare con lei e il suo romanzo sembra molto carino. Non è il suo unico romanzo, perché lei è autrice di ben sei romanzi, quindi non più una scrittrice "esordiente". Si chiama Rossana Lozzio, e il suo ultimo romanzo - di prossima uscita - s'intitola "Un pubblico di stelle... sorride". Romanzo sentimentale, per gli appassionati del genere come me.

Ecco che cosa ci siamo dette!


  • Ciao Rossana, benvenuta nel mio blog! Sono molto contenta di ospitarti, anche perché devo ammettere che il tuo libro di prossima uscita mi incuriosisce moltissimo e non vedo l'ora di saperne qualcosa di più! S'intitola "Un pubblico di stelle... sorride" e dalla trama mi sembra che si possa definire un sentimentale, è così? 

Ciao a te, Simona e ai lettori del tuo blog e grazie per l'ospitalità!
"Un pubblico di stelle... sorride" è decisamente un romanzo sentimentale, d'altra parte, io scrivo SOLO di sentimenti! E' quello in cui credo fortemente e che cerco, quindi, di sviluppare nelle mie storie... racconto di valori e di principi, di amore in generale e di amicizia che, poi, per come la vedo io, quando è vera, è forse la forma più alta dell'amore! 

  • Benissimo Rossana, ora sarei proprio curiosa di chiederti qualcosa circa i tuoi precedenti libri prima di inoltrarci in quello di prossima uscita, visto che sei autrice di ben sei romanzi, compreso l'ultimo! C'è forse qualche elemento che li accomuna in qualche modo, a parte il tema sentimentale? 

Direi di sì... oltre al "fattore sentimento", sono accomunati dalla musica che fa spesso o da colonna sonora all'intera storia, come nel caso di "Una farfalla sul cuore" oppure è il mestiere di uno dei protagonisti della stessa (cantanti o musicisti). Insomma, sono sempre stata attratta dall'ambiente dello spettacolo e soprattutto, non posso fare a meno della musica... insieme alla scrittura! 

  • Sei più propensa a dare alle tue storie un lieto fine, o forse ti piace anche sperimentare chiusure ed epiloghi diversi? 

Io amo sperimentare, anche se agli editori piace che il genere che scrivo abbia un lieto fine... sostengono che sia quello che si aspettano i miei lettori!
Fosse per me, lascerei spesso un finale "aperto"... e talvolta, è capitato. 

  • E a proposito di editori, che esperienze hai avuto in campo editoriale? Hai trovato editori che ti hanno sostenuta nella promozione dei tuoi libri? Qualche suggerimento a chi si accinge a pubblicare per la prima volta un libro? 

Per ciò che concerne la promozione, sono abituata a "lavorare"... provengo da tre auto pubblicazioni (non a pagamento, free, con la ex Boopen, oggi, Photocity, cosiddetta "Print on demand"...) e quindi, bisognava anche auto promuoversi o nessuno avrebbe mai scoperto me o ciò che scrivevo!
Da un paio d'anni, inoltre, ho trovato una specie di angelo, che ha un nome ed un cognome ed un'infinita pazienza... si tratta di Barbara Barbetta, la quale mi supporta e mi accompagna in tutte le presentazioni che faccio, comportandosi da vero angelo custode! (Ma d'altra parte, che mi conosce lo sa, ho sempre avuto un feeling con gli angeli...).
Sono poco favorevole a dare consigli ma certo, a chi si accinge a cercare un editore, suggerirei di armarsi di infinita pazienza e di grinta e di non cedere alle lusinghe di molti editori che propongono contratti con richiesta di contributo all'autore. Meglio aspettare e continuare a cercare... non ho nulla contro chi investe del denaro per pubblicare un libro ma sono fermamente convinta che sia più soddisfacente avere alle spalle un editore che ha creduto in te e nelle tue opere, investendone del proprio! 

  • Mi trovi assolutamente d'accordo con te sulla questione! E dato che sono sempre molto curiosa di vedere come si muovono gli scrittori esordienti, essendolo diventata anch'io di recente, ti chiedo, come ho fatto con altri autori, come ti stai muovendo per la promozione del tuo libro (e come ti sei mossa per la promozione degli altri). Hai menzionato le presentazioni: ne organizzi spesso? Come dev'essere, secondo te, la "presentazione perfetta"? 

Lavoro con Barbara, cerchiamo locations che ci sembrano idonee e proponiamo il libro da promuovere. L'anno scorso, per esempio, abbiamo presentato "Una farfalla sul cuore" in tutta la mia provincia ed anche nel novarese e in parte della Lombardia ed è stato elettrizzante! 
Mi chiedi come dovrebbe essere la presentazione perfetta... non esiste! Ogni volta, e' un'esperienza diversa, cambiano le persone, l'alchimia che si crea e le emozioni sono sempre una magia che non vedo l'ora di ripetere! 

  • Hai qualche ricordo piacevole in particolare legato a qualcuna delle tue presentazioni che ti va di raccontarci? Un momento, un incontro, qualsiasi cosa! 

Mi vengono in mente un paio di episodi, in particolare! La mia prima presentazione in assoluto, con tutta la mia inesperienza, un'emozione indescrivibile ed un ospite d'eccezione: Alberto Fortis, al quale avevo dedicato il libro in questione, ispiratomi da lui, "Le ali di un angelo". Non dimenticherò mai i volti degli amici più cari che erano venuti a supportarmi e l'ingresso nella libreria milanese di Alberto con il suo team (che oggi mi vede al suo interno)!
L'altro episodio che porto nel cuore e' legato alla presentazione di "Una farfalla sul cuore" a Borgomanero. Una delle mie più care amiche, alla quale sono legatissima, mi fece una sorpresa e venne da Torino, senza che potessi immaginarlo... fu una serata che ricorderò per sempre con gioia. L'amicizia e' uno dei sentimenti di cui sono solita scrivere ma quando la sperimenti nella vita reale, e' davvero fantastico! 

  • Su che cosa preferisci concentrarti quando presenti un libro? Come pensi che si possa riuscire a interessare un pubblico eterogeneo? E anzi, pensi che questo sia totalmente possibile? 

Io e Barbara siamo un tandem affiatato. Prepariamo, ogni volta, un breve "canovaccio" ma poi, a seconda delle persone che ci troviamo di fronte, mutiamo e modifichiamo la scaletta in corsa! Parliamo di me e del mio percorso fino ad arrivare a parlare del libro che promuoviamo e infine, ci affidiamo all'interazione con il pubblico che, quando partecipa, e' quanto di più emozionante possa accadere! Molte volte, chi mi diede davanti, si lascia vincere dalla timidezza ma una volta sciolto il ghiaccio, diventa bellissimo potersi confrontare con coloro che mi leggono o mi leggeranno, appena tornati a casa! 

  • Come descriveresti il tuo modo di scrivere? 

Non è facile ma credo che potrei riassumere con due termini, uno dei quali mi viene spesso ripetuto da chi mi legge ed è "scorrevole"... l'altro, e' sicuramente "leggero" e intendo dire che sono solita trattare anche gli argomenti più delicati con una leggerezza che consente che possano essere inseriti anche in una "banale" storia d'amore. Non so se rendo bene l'idea ma credo che faccia parte del mio stile di scrittura. 

  • Rendi benissimo l'idea, tra l'altro condivido appieno questa pratica che sento appartenere anche a me in qualche modo. E dunque che cosa ci racconti del romanzo di prossima uscita? Quando esce esattamente e che cosa ci puoi dire della trama? 

Il romanzo che sta per uscire (non chiedermi quando, questione di poco...) s'intitola "Un pubblico di stelle... sorride" (Runa Editrice).
I protagonisti sono quattro ed esattamente Laura, medico chirurgo affermato che lavora in una Clinica svizzera e Simone, più giovane di lei di qualche anno, rockstar famosa in tutto il mondo ed i loro due più cari amici, Federico collega medico di Laura e Jack, assistente di Simone.
Non amo svelare le trame... spero e auspico che qualcuno s'incuriosirà abbastanza da desiderare leggerlo! 

  • Secondo me il tuo romanzo incuriosisce anche senza sapere troppo della trama! Comunque, prima di concludere ti chiederei semplicemente di immaginare di essere di fronte a un lettore indeciso tra il tuo libro e quello di un autore, ma ovviamente devi fare in modo che la scelta ricada sul tuo! :D E' solo una piccola sfida: che cosa gli diresti? 
Domanda difficile per me... chi mi conosce, mi rimprovera spesso di avere poca autostima!
Quindi, raccogliendo una sfida che mi sembra molto più che piccola... potrei dirgli semplicemente che si tratta di una storia leggera ma delicata e che potrebbe essere emozionante, lasciarcisi cullare dentro!

  • Sei stata una compagnia molto piacevole, ti faccio i miei complimenti e spero di poterti rivedere presto tra gli amici-ospiti del mio blog! 

Grazie, Simona, "chiacchierare" con te è stato molto piacevole!
Un saluto a tutti i tuoi lettori e a prestissimo!
Roxie




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Capacità e pigrizia non vanno di pari passo + Giveaway "Quel ridicolo pensiero"

Un esame finisce e un altro inizia, in un tram tram ormai consolidato di libri, fotocopie, dispense, riassunti e giorni di studio persi di fronte a Facebook
Tutto per una buona causa, ovvio. Per arrivare prima alla fine, per arrivare in tempo o quasi in tempo alla fine. Una corsetta a ostacoli che mi tiene viva e vegeta, dritta sino all'obiettivo.
Tuttavia, io non sono mai stata né mai sarò la brava ragazza che tanto mi piacerebbe essere, quella che sa stare col capo chino sui libri finché non ha finito di studiare. 
Io NON FINISCO MAI di studiare. Io non sto mai troppo col capo chino sui libri. Io so ritagliarmi i miei spazi - anche quando non dovrei. Io mi lascio le cose all'ultimo momento, sempre, categoricamente, obbligatoriamente, e a due giorni di distanza dall'esame mi ritrovo sempre a farmi la stessa identica domanda: <<Come diamine è potuto succedere che mi sia ridotta all'ultimo momento?>> 
S-E-M-P-R-E. 
Sembro ogni volta cadere dalle nuvole, un po' come ogni anno quando tra l'estate e l'inverno non so che scarpe indossare o quando entra l'ora legale e non ricordo mai se si dorma un'ora in più o un'ora in meno. 
Ma sembra che, dopotutto, io funzioni abbastanza bene anche con queste mancanze. Anche se, lo ammetto, sono dannatamente una che si accontenta. Ogni santa volta, per ogni cosa che faccio, so benissimo che potrei fare sempre di più. Ma non lo faccio.

L'uomo è un "animale di lusso", sa volere e sa potere in maniera davvero intensa. E' quell'intensità che io mi lascio spesso sfuggire, arrivando a fare sempre un po' di meno rispetto a quello che avrei potuto fare. 
E credo che questo sia un grande, grandissimo peccato.

Intanto, vi invito a partecipare al primo Giveaway dedicato al mio nuovo libro, dove ovviamente si vince una copia del romanzo con firma dell'autrice + segnalibro con frase d'autore.
Come al solito le regole sono semplicissime, ci sono un paio di MI PIACE da lasciare e la condivisione dell'evento. Nulla di eclatante. Correte su FB a darne una sbirciatina! ^^  http://www.facebook.com/events/487702917940606/






Simona




domenica 21 ottobre 2012

"Il mondo dopo te" - Intervista a Laura Bellini.

Rieccomi con una nuova intervista! 
Oggi ritorno sui libri, e ho il vero piacere di presentare un libro che ha ottenuto riconoscimenti e molti commenti positivi, è uscito nel mese di agosto e lo si è visto circolare parecchio in rete, grazie all'impegno della bravissima autrice e all'aiuto di una casa editrice molto attiva. 
Il libro in questione s'intitola IL MONDO DOPO TEla casa editrice che lo ha pubblicato è la Butterfly Edizioni, ed è stato scritto da Laura Bellini, brillante autrice che ha alle spalle la pubblicazione di altri quattro romanzi!


Ed ecco qui la nostra conversazione!


  • Ciao Laura, benvenuta nel mio blog! Sono contenta di poterti ospitare nel mio "salottino" e fare una chiacchierata con te, anche perché devo dire che il tuo libro - Il mondo dopo te - si è visto circolare parecchio in rete, o almeno io ho avuto questa sensazione, essendomi spesso e con piacere imbattuta nella tua singolare copertina e in vari commenti positivi da parte dei lettori. Come ti stai muovendo per la promozione del tuo libro? 

Ciao Simona, grazie a te per lo spazio che mi hai dedicato. In effetti il mio romanzo sta circolando parecchio in rete, non è solo la tua impressione. Purtroppo noi autori semi sconosciuti non godiamo della promozione mediatica che offrono le grandi case editrici, per questo dobbiamo arrangiarci e contare sulla nostra capacità di far sì che il romanzo possa invadere i motori di ricerca. 
Guarda, devo anche e soprattutto, ringraziare la mia editrice Argeta Brozi che è un vulcano di idee in quanto a promozione. La Butterfly fa una cosa che pochissimi altri fanno: promuove i propri autori. 

  • Conosco la tua editrice e non posso che essere d'accordo con quanto dici, Argeta si fa davvero in quattro per i suoi autori! So che sei autrice di altri quattro romanzi oltre a "Il mondo dopo te". Prima di parlare del tuo ultimo romanzo, puoi dirci qualcosa sulle tue precedenti esperienze di pubblicazione? 

Ho iniziato a scrivere presto e a pubblicare tardi. Ho all'attivo cinque romanzi pubblicati, ma altrettanti sono pronti nel mio cassetto per vedere la luce!
sai, la differenza è lampante. Prima de Il mondo dopo te, non ho mai guardato se la casa editrice cui mi affidavo fosse a pagamento o meno, mi interessava facessero un bel lavoro e basta. 
Ad oggi, dopo aver pubblicato con la Butterfly, che è totalmente gratuita, mi rendo conto di quanto sia differente il modo di lavorare.
Non piango sul latte versato: Il coraggio dell'amore, Lontano da te, Ancora tu e I disegni imprevedibili del destino, restano le mie creature, ma ad oggi cercherei di prendermi meglio cura di loro.
Con i precedenti romanzi non avevo mai partecipato a una fiera, con quest'ultimo sarò a Chiari alla fiera della micro editoria a novembre. Ho fatto la prima presentazione nel mio paese con Argeta al mio fianco e in vista ci sono molti altri progetti di cui non parlo solo per scaramanzia! 

  • Sono molto contenta di apprendere queste buone notizie, perché l'editoria è un mondo difficile e i libri sono un patrimonio preziosissimo: è bello che ci sia qualcuno disposto a prendersene cura in questo modo e che si distingue da molti altri nel modo di operare. I titoli dei tuoi romanzi (che devo dire sanno incuriosire moltissimo!) mi fanno pensare a storie sentimentali. E' così? Appartengono tutti allo stesso genere letterario? Sei legata particolarmente a un genere o forse ti piace spaziare e scrivere anche storie di genere diverso? 
Sono d'accordo con te. I libri sono dei tesori di inestimabile valore e chi se ne prende cura lo sa bene.
I miei libri parlano d'amore, ma attenzione! L'amore che narro non è semplicemente la relazione fra uomo e donna, quanto piuttosto l'amore per la vita, con tutte le sue sfumature. Nessuno dei miei libri è esclusivamente sentimentale. C'è la storia d'amore, dove non si trova? Ma c'è anche l'avventura e, forse, molti spunti su cui riflettere. 
Ne Il coraggio dell'amore si parla di figli e rapporti difficili, amori contrastati.
Lontano da te e Ancora tu fanno parte di una piccola saga e sono i romanzi che più mi sono rimasti nel cuore. La protagonista, Elena, in cerca di se stessa, trova il modo di tornare indietro nel tempo e proprio nel settecento troverà la parte di lei che sentiva incompleta.
I disegni imprevedibili del destino segnano il mio ingresso nel fantasy, un filone che seguo anche ne Il mondo dopo te.
Nei miei fantasy non troverete angeli, elfi o vampiri, ma personaggi reali in cui tutti, adulti e ragazzi, possono immedesimarsi.
Come vedi amo molto sperimentare, nella scrittura come nella lettura. Non amo le classificazione, ma la parola scritta.
Una storia deve trasportarmi: mi lascio condurre dove lei vuole! 

  • Tornando al tuo ultimo romanzo, Il mondo dopo te, ti invito a parlarcene un po', a descriverci la storia che narri, i tratti salienti della protagonista... Insomma, raccontaci com'è nato questo romanzo e qual è il messaggio che hai voluto comunicare. 

Il mondo dopo te si apre con il racconta la storia di Hope, figlia del re degli dei, che sta trascorrendo il suo periodo di "apprendistato" sulla Terra. E' giunta quasi alla conclusione dei suoi diciotto anni, (che corrispondono a uno solo sul suo mondo), fra gli umani quando suo padre le comunica che il genere umano sarà distrutto.
Gli dei sono convinti che gli uomini abbiano sfruttato le Terra, la loro casa, senza ritegno. L'hanno inquinata e maltrattata e gli uomini sono diventati avidi di potere e privi di sentimenti.
Non è dello stesso parere Hope che, al contrario, vede nel cuore degli uomini una possibilità di salvezza. Per questo si troverà a dover compiere scelte che cambieranno inevitabilmente il suo destino. Accanto a lei due figure maschili, nettamente contrapposte: da una parte il suo promesso sposo, Aidan, destinato a governare il regno degli dei. Un giovane perfetto che è legato a Hope da un amore puro e travolgente. dall'altra, Luca, un semplice umano, che però sarà la vera forza di Hope e che le permetterà di scoprire quanto vero e puro può essere un cuore umano.

Non ho voluto trasmettere un vero messaggio. Il mio romanzo è un fantasy, ma parla di argomenti attuali, quale il degrado della nostra società e il deperimento della nostra terra. Non ci sono messaggi moralisti, ognuno di noi può ritrovare nelle mie parole la verità e può trarne le conclusioni che crede. 

  • Abbiamo accennato al fatto che la casa editrice con cui hai pubblicato il tuo ultimo romanzo si impegna molto nella promozione dei suoi autori, quindi suppongo che la visibilità che stai ottenendo con “Il mondo dopo te” sia dovuta anche a questo, oltre al tuo impegno personale. In generale, che cosa pensi delle presentazioni dei propri libri? Quante ne hai organizzate finora e cosa credi che faccia di una presentazione un evento di “successo”, nei limiti del possibile per un autore emergente? 

Sono certa di dover ringraziare la Butterfly per molta della visibilità che mi ha permesso di ottenere!
Credo che le presentazioni siano importanti, purtroppo non ho molta esperienza in questo campo, prima di questa pubblicazione ne avevo davvero fatte poche. Ho presentato Il mondo dopo te per la prima volta, nel mio paese, in una fiera di paese, dove abbiamo allestito anche un banchetto di vendita con tutti i i romanzi della Butterfly. La seconda la farò a Chiari per la fiera della micro editoria e spero di poterne presto organizzare altre.
Come renderla un evento di successo? Io credo che i lettori dovrebbero essere invogliati a presenziare. Il volantinaggio e la pubblicità sono essenziali. se possibile, aggiungerei anche qualche articolo sui giornali locali. Si dovrebbe dare l'impressione che partecipare sia, non un favore nei confronti dell'autore, ma essenziale per il lettore. 

  • Prima di concludere, avrei una piccola curiosità: hai detto che nel tuo cassetto ci sono altri romanzi pronti per vedere la luce. Come intendi muoverti adesso? Quanto tempo lascerai passare prima di poter pubblicare ancora? E, soprattutto, puoi per caso svelarci qualcosa sui tuoi romanzi ancora inediti? 

Se fosse per me vorrei vederli pubblicati tutti e subito, ma purtroppo non funziona così. La promozione di un romanzo richiede tempo e non conviene mai sovrapporre più lavori.
Credo che vedranno la luce uno all'anno e che io dovrò essere paziente! :)
Come ti dicevo prima a me piace molto sperimentare e spaziare fra i vari generi, i prossimi romanzi saranno due urban fantasy, un fantasy classico, che mi ha impegnato tantissimo ma mi ha dato grandi soddisfazioni. Infine c'è un ritorno alla narrativa non di genere: un mix di sentimenti, intrighi e avventura. 

  • Che cosa diresti ai lettori per promuovere il tuo libro e invitarli a leggerlo? Quali sono gli aspetti che pensi vadano messi maggiormente in evidenza? 

Vorrei spiegartelo con una frase di Emily Dickinson:
Nessun vascello c'è che come un libro possa condurti in contrade lontane.
Ecco questo è quello che mi propongo di fare con i miei romanzi e che spero passi al lettore.
Leggetemi e vi innamorerete dei personaggi che si presenteranno al vostro cospetto, desidererete visitare i luoghi di cui essi vi narrano.
Vi appassionerete, commuoverete e innamorerete di ogni singola frase che leggerete! 

  • Grazie per questa bellissima citazione dalla mitica Emily Dickinson, rende benissimo l'idea che vuoi comunicarci! Grazie inoltre per aver risposto a questa intervista e per essere stata con noi! Un in bocca al lupo sincero per i tuoi progetti!

Grazie a te per avermi ospitata nel tuo bellissimo blog!


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Potete contattare direttamente l'autrice ai seguenti link:
Il blog di Laura: http://libriepassioni.blogspot.it/;
La pagina FB dedicata al romanzo e quella dedicata all'autrice;
Il gruppo FB sui romanzi di Laura;
La pagina di Laura come autrice Butterfly.




Simona



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sabato 20 ottobre 2012

Com'è dolce la vita a... "La dolce vita"! Intervista a Valentina e Massimo nella stupenda Gallipoli!

Ciao a tutti! Oggi un'altra intervista per il mio blog, stavolta del tutto diversa e originale! 
Non parlerò di libri né di autori emergenti. Oggi converso invece con una giovane coppia di fidanzati, Valentina e Massimo, proprietari di un bar-pasticceria in una stupenda località del Salento, Gallipoli. 
L'idea di intervistare Valentina e Massimo parte dalla mia aspirazione di realizzare interviste-conversazioni amichevoli che tocchino i temi più disparati. Parlare di libri mi piace perché sono la mia passione, mi piace parlare di arte a 360 gradi, ma mi piace anche parlare di vita, di relazioni, di posti, di emozioni, di persone.
Perciò mi propongo di dare uno spazio nel mio blog a chiunque abbia qualcosa da dire, qualcosa da mostrare o presentare, che sia un'idea, un libro, una passione o un locale!

[E, a tal proposito, vi anticipo che è in fermento una nuova iniziativa con cui vorrei rendere un po' più "frizzante" il mio blog:).]

Ma andiamo subito a conoscere Valentina e Massimo che ci parlano della loro pasticceria, "La dolce vita"


  • Benvenuti nel mio blog Valentina e Massimo e grazie per aver accettato di rispondere a questa intervista! Anzi, più che un'intervista vorrei che fosse qualcosa di simile a una conversazione amichevole, come mi propongo per tutte le interviste che realizzo per il mio blog! Anzi, facciamo così, fingiamo di essere seduti intorno a un tavolino de "La Dolce Vita", di fronte a un bevanda fresca, qualche stuzzichino o magari un buonissimo cornetto alla crema... che musica c'è di sottofondo? Qual è l'atmosfera in cui siamo immersi? 

Ciao Simo e benvenuta nel nostro locale! E un benvenuto anche a tutti i tuoi amici followers. Sai, nel rispondere alla tua domanda, ci è venuto in mente che, nel progettare l' interno del bar, l' architetto che se n'è occupato ha sempre affermato di essersi ispirato ad un salotto, o comunque ad un ambiente familiare, in modo che, chiunque entrasse, avvertisse lo stesso calore accogliente di una casa. In effetti, nell' occuparci di un' attività come questa, accade spesso di sentirsi i proprietari di una casa che riceve molte visite... Ti confessiamo che, all' inizio di questa nostra avventura, eravamo un po' ossessionati dal mito di una fantomatica "atmosfera perfetta". Poi però, col tempo, abbiamo abbandonato le candele e i cd di musica lounge e abbiamo scoperto che spesso, ciò che più interessa a chi frequenta un bar, è imbattersi in un altro tipo di situazione: un ambiente pulito e cortese, un sorriso, un sincero scambio di opinioni. E così, è questo il clima che pensiamo di offrire: quello confortante e confortevole di un salotto di casa... magari proprio quello di una elegante famiglia vissuta negli anni '50! 

  • Sono perfettamente d'accordo. Penso che musica e oggetti siano solo un riempimento, un abbellimento, ma gli ingredienti fondamentali che fanno un locale sono da ritrovarsi altrove... Per quanto mi riguarda, è proprio vero che in un locale cerco quell'atmosfera confortevole, quel senso di calore che solo un sorriso e un confronto amichevole con il personale ti possono trasmettere. Voi avete dato un nome suggestivo alla vostra pasticceria, "La dolce vita", che ricorda appunto l'omonimo film dal fascino intramontabile. Come mai questa scelta? 

Bella domanda! Ricordiamo perfettamente che la scelta di un nome da dare al locale ci ha impegnati non poco... Per settimane intere non facevamo che sfornare nomi, ma nessuno ci convinceva particolarmente. Cercavamo un nome significativo, che evocasse qualcosa da poter riproporre anche nell' arredamento. Un bel giorno d' estate poi, ricordiamo che eravamo in spiaggia, quando io (Valentina) d' un tratto ho esclamato: "Ci sono! Che ne pensi di "La Dolce Vita"?" e per la prima volta anche Massimo sembrava soddisfatto. Si tratta di un nome che si associa subito ad una serie di immagini piacevoli: la città eterna, le memorabili scene girate nella Fontana di Trevi, il grande Mastroianni... ma, soprattutto, a noi ha suggerito il fascino di un' intera epoca, quella dell' Italia fiduciosa, e forse un po' ingenua, del dopoguerra. Poi, inevitabilmente, ci piaceva la presenza di quell' aggettivo "dolce", immancabile nel nome di una pasticceria. E in quel momento, tra l' altro, credevamo di essere stati originali!

  • Ottimo, e prima della scelta del nome, ovviamente c’è stata un’altra scelta, ancora più importante: quella di aprire un bar-pasticceria. Come mai proprio un bar-pasticceria, dunque? A chi dei due dobbiamo questa “golosa” fortuna? 

Col senno di poi, ci rendiamo conto che la nascita del nostro bar è semplicemente il frutto di una serie di coincidenze. Per quanto riguarda il tipo di attività, dipende dal fatto che io (Massimo), ho lavorato in questo ambiente per anni. Dopo aver svolto lavori diversi, anche fuori dall' Italia, ho scoperto per caso la mia passione. Per anni ho lavorato dietro il bancone di un noto bar di Gallipoli e in questo stesso bar la pasticciera era mia sorella! Entrambi avevamo maturato una sicurezza tale che, alla fine, avevamo la sensazione di potercela cavare da soli. Il fatto di dipendere da altri, iniziava a starci stretto... Proprio in quel periodo, inoltre, il bar stava per cambiare gestione e per noi si prospettava la possibilità di perdere il lavoro. Così siamo stati noi a lasciarlo, confidando nella nuova avventura. Avevo conosciuto Valentina da un paio d' anni e senza dubbio è stata lei a darmi la motivazione necessaria per il grande passo. In quel momento ci è sembrato che la cosa andasse da sé: il fatto di avere un cognato architetto, ad esempio, che già fantasticava ad occhi aperti, o l' intraprendenza della mamma di Valentina, hanno incrementato l' entusiasmo. Tuttavia, oggi ci rendiamo conto che senza un pizzico di incoscienza, non saremmo mai andati da nessuna parte. Non avevamo idea di che cosa significasse mettersi a capo di una piccola azienda. E infatti, ben presto, sono arrivate le difficoltà, a partire dal problema di ottenere un prestito. Alcune realtà non si possono conoscere solo "per sentito dire". L' Italia è un Paese paradossale sotto molti aspetti. Ci sono troppi giovani che vogliono mettersi in gioco, disposti a rimboccarsi le maniche e a credere in un progetto, ma ovunque troveranno ostacoli. Nel nostro caso, l' aiuto è arrivato dalle nostre famiglie che, tutt' ora, ci sostengono in mille modi diversi. Non smetteremo mai di ringraziarle per tutto quello che fanno e per aver creduto in noi!

  • Il messaggio che comunicate è senza dubbio molto positivo, di gente che crede in quello che fa, che ci mette tutta la passione, sebbene come affermi tu, Massimo, molto spesso i giovani più volenterosi e dotati di talento non vengono sostenuti come dovrebbe essere. Hai accennato all'incoscienza, tuttavia, che permette di fare dei passi che il timore e la paura spesso impediscono di compiere, e che vi ha permesso di arrivare dove siete e di vedere il vostro sogno realizzato. Dove vi ha portato tutto questo, cosa avete messo nel vostro bagaglio, quali sono le esperienze che vi hanno permesso di crescere di più? 

Siamo contenti che tu ci faccia questa domanda, perché alle volte non si pensa a quanta linfa pulsante si nasconda sotto le apparenze di una tranquilla quotidianità.
Il bar ha cambiato radicalmente le nostre vite, è stato un evento sconvolgente dalla portata inimmaginabile, un investimento "a tutto tondo" con ripercussioni su ogni aspetto delle nostre vite. Trascorriamo delle giornate talmente intense che in ciascuna di essa si nascondono importanti occasioni di crescita che non risparmiano neppure il nostro rapporto. Il bar è stato lo strumento che ci ha permesso di conoscerci in maniera ancora più intensa, di far emergere i nostri rispettivi limiti, ma anche i nostri punti di forza, come quella tenacia e quella ostinazione che accomunano le nostre personalità. Di fronte alle difficoltà e ai momenti negativi, abbiamo imparato a pensare e ad agire come una squadra, a frugare dentro noi stessi per trovare le risorse necessarie per fronteggiarli. Il nostro è un percorso iniziato in salita, dal momento che, per una serie di circostanze, abbiamo scelto di aprire in una zona periferica e piuttosto “difficile”. Il prossimo marzo, però, la nostra attività compirà 4 anni ed è un piccolo “miracolo” di cui siamo particolarmente fieri dal momento che, dentro queste stesse mura, già 3 attività come la nostra non sono giunte neppure al primo anno.
Non abbiamo mai smesso di avere fiducia in noi e nei prodotti che offriamo e questa fiducia la custodiamo gelosamente nel nostro “bagaglio”, come lo hai definito tu, insieme a tutti quei valori che intendiamo proteggere poiché talmente semplici, da risultare persino fragili: l' impegno nel lavoro, la costruzione di legami veri, la bellezza dei sentimenti autentici.

  • Ecco, ed è proprio ricollegandomi alle vostre ultime parole che mi piacerebbe fare una piccola deviazione dalla vostra attività per conoscere un po’ meglio chi la gestisce. Ci avete raccontato del vostro locale, e si è potuto abbondantemente capire dalle vostre risposte che un’attività non è solo prodotti ed estetica, ma anche e soprattutto sentimenti e umanità. In parole povere, chi si nasconde dietro a “La dolce vita”? Chi sono Massimo e Valentina una volta che, arrivato l’orario di chiusura, abbassano la saracinesca del locale? ^^ 


A saracinesche chiuse, siamo semplicemente Vale e Max... altrimenti detti Mimì e Cocò :D La nostra coppia è nata quasi 7 anni fa anche se abbiamo la sensazione che il tempo insieme sia volato! Questo, probabilmente, perché non abbiamo mai perso il nostro bisogno di comunicare e di confrontarci sui temi più vari, senza mai dare nulla per scontato l' uno dell' altra. Quel poco tempo che riusciamo a prenderci tutto per noi, preferiamo trascorrerlo tranquillamente: ci piace andarcene in giro a osservare il mondo fuori, giocare con i nostri nipotini più piccoli, fare shopping... e poi amiamo il cinema e il buon cibo. Ma al di là della vita di coppia, siamo due persone libere di vivere ciascuno la propria individualità: Valentina si è appena laureata in Lingue e sogna di insegnare spagnolo, magari in un bel liceo. Massimo, invece, è un uomo capace di enormi sacrifici perché fortemente motivato dai suoi sogni: come quello di avere una bella famiglia a cui garantire una vita serena.

  • Prima di arrivare al termine, vorrei chiedervi di parlarci un po’ delle vostre produzioni artigianali. Avete una pasticceria, quindi direi che i lettori più golosi staranno fremendo nell’attesa di sapere qualcosa in merito (e ok, lo ammetto, io sono la prima e mi sto già leccando i “baffi” :D). Cosa offrite ai vostri clienti e quali sono le vostre specialità? 

Potremmo dire che le nostre vere specialità sono la freschezza e la qualità di tutti i nostri prodotti, oltrechè le idee e la voglia di aggiornarci continuamente. Questo è il motivo per cui, ad esempio, da quasi un paio di anni abbiamo introdotto la novità delle cosiddette "torte tridimensionali", cioè quelle decorate con la pasta di zucchero. L' intenzione era quella di adeguare l' estetica di uno dei nostri prodotti più apprezzati alla tendenza del momento, senza che ciò interferisse in alcun modo sul gusto del prodotto finale. Al di là di questa novità, tuttavia, la nostra pasticceria può vantare il successo di alcuni grandi classici, come i pasticciotti o i cornetti, senza contare tutta la produzione tipicamente domenicale. E, in quanto al salato, realizziamo dei buffets favolosi in cui non c'è traccia di surgelati! Crocchette, porzioncine di pitta di patate, focaccine ecc.. tutto realizzato sul momento! E poi, le favolose polpette di melanzane, una ricetta rubata alla mamma di Massimo!


  • Per concludere, vi chiedo di citarmi un momento, un'emozione, un ricordo particolare legato a "La dolce vita", che vi fa ancora sorridere, riflettere o emozionare. 
Come è immaginabile, i ricordi e gli episodi legati al nostro bar sono tanti, perché sono tante e varie le situazioni che si creano e le persone con cui si entra in contatto. E poi ci sono le emozioni che ci regalano i nostri clienti: un complimento, la fiducia di chi continua a sceglierci giorno dopo giorno. Ma oltre tutto questo, vorremmo condividere con voi una sensazione che riesce quasi a farci venire la pelle d’ oca. Alle volte, guardando il nostro bar, riusciamo a percepire come tutto sia dipeso, in origine, dal nostro primo casuale incontro. Col senno di poi, inevitabile, si pensa che tutto fosse già scritto da qualche parte. E allora, ci rendiamo conto di come le vite di tutti noi costruiscano una sorta di catena: i nostri piccoli gesti quotidiani, possono diventare la ragione di altri avvenimenti più importanti. Senza quel primo incrocio di sguardi, non sarebbe mai nata neppure quest’ altra storia e allora, persino i nostri clienti avrebbero avuto, in minima parte, “altre storie”, avendo altre abitudini, frequentando altri posti e altra gente. E a noi piace pensare che qualunque altra storia, malgrado tutto, non sarebbe mai stata bella quanto questa! 

  • Le vostre parole mi commuovono... ^^ Vi faccio i miei più sinceri complimenti e vi ringrazio per essere stati con noi, sperando di potervi ospitare ancora, quando lo vorrete!


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Vi invito a visitare la PAGINA FB del bar "La dolce vita" di Vale e Max dove potrete conoscere ogni cosa, avere i contatti, leggere novità e vedere un sacco di foto bellissime! 



Simona



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venerdì 19 ottobre 2012

Una conversazione con Michela Piazza e la sua Mary Read!

Ciao a tutti!
Stasera sono contenta di poter presentare un romanzo molto interessante, 
scritto da Michela Piazza e pubblicato dalla Butterfly Edizioni
Il romanzo in questione s'intitola "Mary Read - di Guerra e Mare", narra di una protagonista davvero singolare, vissuta nel 1700 e che io personalmente ho avuto modo di conoscere per la prima volta proprio in occasione di questa intervista, quindi ringrazio doppiamente Michela! ^^
Ecco per voi la nostra conversazione che ci permette di saperne molto di più!


  • Salve Michela, benvenuta nel mio blog! Direi di rompere il ghiaccio iniziando a parlare un po' di te e della passione che ci accomuna: la scrittura! 

Ciao Simona, grazie per avermi ospitata sul tuo blog! L'amore per le storie mi accompagna sin da quando ero bambina. Adoravo sentirmele raccontare e quando ho imparato a leggere ho iniziato a divorare un libro dopo l'altro. Da questo amore per la lettura è nato spontaneamente quello per la scrittura: mi è venuto naturale inventare dei personaggi miei, far vivere loro le avventure che avrei desiderato trovare in libreria... Al liceo poi ho iniziato a recitare e questo mi è stato utile invece per approfondire la psicologia dei miei protagonisti. Diciamo che, quando faccio agire un personaggio, mi immedesimo in lui come farebbe un attore e cerco di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Una sorta di metodo Stanislavskij della scrittura :) 

  • E' interessante quello che dici, infatti si finisce per riversare tutti noi stessi nel personaggio che stiamo creando. E a proposito di questo, dato che è una domanda che mi sento fare spesso e vorrei confrontarmi con qualcun altro a tal proposito, ti capita di creare storie autobiografiche e personaggi che assomigliano a te? Quanto di autobiografico c'è nei tuoi racconti? 

Com'è naturale, nelle mie storie affronto temi che mi affascinano o argomenti che mi hanno colpita, ma non credo di aver mai inserito in nessuna di loro dei tratti prettamente autobiografici.
In realtà, mi sono innamorata di Mary Read perché per molti versi è l'opposto di ciò che sono io: lei è molto chiusa e non si fida delle persone, mentre io sono fin troppo candida e aperta; lei cerca la libertà anche a costo di sfidare la morale e la legge, non si vuole legare agli altri, mentre io amo il "nido" e sento la necessità di appartenere a qualcosa e a qualcuno. 
Calandomi nei suoi panni, sono quindi stata costretta a seguire dei percorsi mentali molto diversi dai miei, cosa che ho trovato stimolante e catartica: stimolante, perché mi ha spinta a cercare di capire le ragioni di alcune scelte "limite" fatte da Mary, che a prima vista possono apparire irrazionali; catartica perché... Beh, finché sono immersa nei problemi del personaggio, mi dimentico dei miei :) 

  • Allora possiamo definire la scrittura anche come un "diversivo dalla quotidianità"? Non è secondo te un modo per "andarsene in vacanza"? Scrivendo siamo in grado di viaggiare in posti che magari non abbiamo mai visitato, conoscere persone che non abbiamo mai conosciuto, fare cose che non abbiamo mai fatto... Insomma, è come se raggiungessimo un po' una "dimensione parallela" che ci permette di allontanarci dalla realtà in cui viviamo. Cosa ne pensi? 

Sì, in effetti scrivere è un ottimo modo per vivere delle avventure che, nel mondo reale, non ci capiterebbero mai. Lo stesso concetto, nel mio caso, è applicabile anche alla lettura: i libri mi hanno trasportata in luoghi meravigliosi e mi hanno fatto provare emozioni davvero intense. Inoltre, c'è il vantaggio che vivere certe avventure attraverso la scrittura è sempre più sicuro e divertente che viverle in prima persona: non sono certa che mi sarebbe piaciuto combattere in battaglia al posto di Mary Read ;) 
Credo inoltre che scrivere consenta anche di viaggiare dentro se stessi. Come dicevo, immergermi nei pensieri di Mary mi ha spinta a scardinare tante certezze. Costruire una protagonista con una psicologia approfondita, rendere credibile una donna ribelle e selvatica, è una sfida: ti costringe a creare un ambiente familiare e sociale che non solo giustifichi, ma renda plausibili le scelte azzardate che il personaggio andrà a compiere. Ti impone di capire e di non giudicare. 

  • Ci hai già detto qualcosa, a grandi linee, sulla protagonista del tuo romanzo, Mary Read. Sappiamo che è ribelle e selvatica, ci hai anticipato qualcosa sul suo carattere, e sappiamo che è fondamentalmente l'opposto di te. Che cosa ci vuoi dire ancora su questo interessante personaggio? In che genere rientra il tuo romanzo e qual è il contesto in cui si inseriscono le vicende da te narrate? 

Direi che il genere cui appartiene il romanzo è l'avventura. 
Il libro si svolge a inizio Settecento e, essendo io laureata in Storia, l'ambientazione è molto curata... Ho svolto ricerche approfondite e tutti i particolari (dal funzionamento dei cannoni alle tecniche militari, dal tipo di cibo consumato al modo di spiegare le vele su una nave) sono assolutamente veritieri. Ho cercato di creare uno scenario realistico e non stereotipato. Eppure credo che "Mary Read" non sia un romanzo prettamente storico: l'ambientazione serve soprattutto a dare risalto alle vicissitudini e alle avventure che Mary si trova a vivere.
E' anche un libro di formazione: nel corso della storia, Mary cambia e cresce. Dimostra di essere una donna coraggiosa e determinata, ma anche di avere delle debolezze in cui è facile immedesimarsi... Impara che nessuno, per quanto sia scaltro e disilluso, è immune dal dolore. E che nessuna ragazza può sfuggire all'amore... 

  • Insomma, un libro decisamente ricco nei contenuti. Suppongo che la scelta di un'ambientazione e di un contesto storico specifico sia in un certo senso conseguenza dei tuoi studi e della tua formazione, ma che cos'è che ti ha spinto alla scelta di questo personaggio? Quando hai scritto il libro, avevi in mente un messaggio che avresti voluto comunicare? Se sì, credi di esserci riuscita? In che modo? 

Sì, di certo il fatto di aver studiato Storia e di aver lavorato come bibliotecaria per diversi anni ha creato in me la passione per gli eventi del passato... E l'abitudine a frugare negli archivi! 
La scelta di raccontare di Mary non è stata fatta in modo conscio, è stata piuttosto dovuta a un colpo di fulmine: mi sono imbattuta per caso in una sua brevissima biografia e ho immediatamente pensato che si trattava di una figura interessantissima, che aveva vissuto una vita degna di essere raccontata. Mi sono innamorata di lei, della sua intraprendenza e della sua solitudine.
Non credo di essere partita a scrivere avendo in mente un messaggio da comunicare, eppure alla fin fine una morale si può trarre da questo libro: che per essere felici è necessario essere se stessi, anche se questo significa essere diversi e non piacere a tutti. A volte, per trovare il proprio posto nel mondo bisogna avere il coraggio di andare contro corrente. 

  • Come ti stai muovendo per la promozione del tuo libro? In che modo credi che un autore emergente possa riuscire a ottenere un po’ di visibilità in più rispetto al panorama editoriale su cui si affaccia? So che hai partecipato di recente a un’intervista in radio, precisamente su Radio Onda Novara [link per l'intervista], dove hai avuto l’opportunità di presentare il tuo romanzo d’esordio. Ci vuoi parlare anche di questa esperienza? 

"Mary Read" è il mio primo libro pubblicato e quindi per me è tutto nuovo. Devo ringraziare la direttrice editoriale della Butterfly, Argeta Brozi, che è di grande sostegno anche nella promozione: per esempio, è volata a Napoli per partecipare al programma televisivo "Cultura a colori" e presentare anche il mio romanzo.
Io sto poi prendendo contatto con alcuni blogger. Finora ho avuto il piacere di incontrare persone stimolanti e disponibili, con cui è stato un piacere collaborare! 
Quanto alle presentazioni: ne ho organizzata una qui ad Arona, la città in cui vivo, scegliendo come ambientazione un locale posizionato in un sito storico da cui si gode un bellissimo panorama... La prossime saranno l'11 novembre presso una libreria a Gravellona Toce (VB) e il 23 novembre alla biblioteca di Polverara (PD). Invece il 14 dicembre terrò una presentazione congiunta con Pamela Boiocchi, collega della Butterfly e autrice de "Il cuore insanguinato". 
Quella della radio è stata un'esperienza completamente nuova per me, ed è stata meravigliosa grazie ai conduttori che hanno saputo mettermi a mio agio. Quando sono arrivata ero nel panico e invece poi mi sono divertita tantissimo! 

  • Be', un in bocca al lupo sincero per tutte le tue presentazioni e per i prossimi progetti! Prima di concludere, sarei curiosa di sapere che cosa diresti al pubblico per invitarlo a leggere “Mary Read - di Guerra e Mare”. Quali sono gli aspetti del tuo libro che, più di tutti, secondo te vanno messi in evidenza? 

Grazie, crepi il lupo! 
Il punto di forza del romanzo è Mary stessa, una protagonista che spero conquisterà i lettori come ha fatto con me. Una ragazza coraggiosa, che per ottenere ciò che vuole deve combattere e rinunciare alla propria femminilità... Così come purtroppo accade ancora oggi a tante donne, costrette a scegliere tra carriera e famiglia. 
"Mary Read- di guerra e mare" è un romanzo avvincente, una storia capace di far sognare e di trasportare il lettore in altri tempi e in altri luoghi; ma è anche un libro basato sull'amicizia e sulla ricerca di se stessi... Insomma, tratta di temi sempre attuali, pur all'interno di un'ambientazione storica e avventurosa. 

  • Per finire, ti chiedo se hai qualche progetto sulla stesura ed eventualmente sulla pubblicazione di un nuovo romanzo... 

A breve uscirà, all’interno dell’antologia “Sussurri dal cuore… E dalle tenebre”, un racconto horror che ho scritto a quattro mani con Andrea Rizzi. Insieme avevamo già vinto un concorso narrativo indetto da Scheletri.com e, visto che la nostra collaborazione funziona, stiamo lavorando a un progetto di più ampio respiro.
Però ho anche iniziato ad abbozzare un altro romanzo tutto mio… :)


  • Ancora in bocca al lupo per la realizzazione dei tuoi prossimi progetti, complimenti per tutto e un grazie sincero per essere stata qui con noi e per averci parlato della tua interessante Mary Read!
Grazie a te, Simona, per le tue domande interessanti!

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Per saperne di più o per contattare direttamente l'autrice, potete CLICCARE QUI per la pagina Facebook dedicata al libro, oppure QUI per la sua pagina tra gli autori Butterfly. 



Simona 


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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com.


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