Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

La mia foto
Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

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sabato 24 febbraio 2018

"Photos from the wind" - il blog che raccoglie i miei scatti.

Cari lettori,

come molti di voi probabilmente sapranno, oltre alla scrittura coltivo la passione per la fotografia. In passato ho pubblicato su questo blog alcuni dei miei scatti, ma alla fine ho deciso di dedicare alla fotografia un "posticino" a parte, così da qualche settimana ho creato un blog che funge un po' da "contenitore" per i miei scatti, mentre questo blog qui, il principale, resterà il blog di sempre, dedicato ai miei libri e a tutto il resto. 

Fiori immersi nella notte - Foto di S. Giorgino
Per me la fotografia è un mezzo di comunicazione potentissimo, al fianco della scrittura. Non so come spiegarlo, ma quando fotografo, così come quando scrivo, sento una sorta di appagamento interiore. Sono i momenti che preferisco - quelli della creazione. La scrittura e la fotografia mi permettono di viaggiare e arrivare lontano, oltre che di comunicare ed esternare pensieri, sentimenti e desideri. Viaggio sia con la parola sia con l'immagine. Viaggio con le frasi e con i colori, mi costruisco mondi mettendo insieme i frammenti di vita che finiscono nei miei libri e nelle mie fotografie, e dietro a ogni scatto c'è un racconto, quindi in qualche modo scrittura e fotografia si assomigliano: entrambe mi permettono di raccontare qualcosa.

Il nuovo blog, che trovate QUI, si chiama Photos from the wind. 
Perché Photos from the wind? Perché il vento? Non saprei. Semplicemente il vento mi ispira. Il vento mi sa di qualcosa di straordinario: una potenza invisibile che trascina le cose, i ricordi, le emozioni, i sentimenti. Una potenza invisibile attraverso cui l'universo intero ti passa accanto e ti sfiora.
Vivo di sensazioni, di sole, di pioggia, di tramonti, di primavera ed estate, di caldi autunni e soffici maglioni. Cerco la bellezza nel mondo, e la cerco ovunque: nel mare, nei fiori, nell'antico, nei vicoli immutati dei centri storici, nelle piccole cose che abitano una casa, nella quotidianità più pura dei semplici giorni vissuti con chi amo. 
Scatto una fotografia su una piccola porzione di vita e di mondo, e là dentro ci metto chi sono.


Impigliata nel vento
me ne sto,
ad aspettare un odore, un profumo,
un ricordo fugace che,
nel passare da qui,
mi lasci il sapore buono della vita,
la consistenza soffice dei giorni,
la morbidezza delle distanze.
Lascio al vento la parola,
affinché mi parli di me.




I miei scatti sono anche su Instagram:









Simona


giovedì 18 gennaio 2018

Amo chi ha l'occhio fotografico


Amo le persone che hanno l'occhio fotografico, che vedono del bello in un cancello vecchio e arrugginito, o in un fiore rinsecchito, o in una porta di legno rovinata dal tempo e incastrata in un muro scrostato, con l'intonaco che cade a pezzi. Amo chi ama l'antico, chi si ferma ad ammirare un sassolino dalla forma bislacca, chi si meraviglia di fronte a un vecchio pezzo di legno, deformato e bruciato dai falò dell'estate, spiaggiato sulla riva. Amo chi guarda il mondo attraverso un obiettivo e attraverso quell'obiettivo seleziona i momenti, i particolari, le piccolezze o le grandiosità che in quell'istante gli dicono qualcosa, gli parlano di vita, di esperienze o forse d'amore. Amo chi guarda il mondo dal suo punto di vista e amo i punti di vista strani, bizzarri e difficilmente comprensibili che tuttavia nascondono un non so che di reale e di affascinante. Chi cerca piccole cose invisibili per renderle non solo visibili ma addirittura immortali. Chi adatta l'apertura del diaframma su un dettaglio irrilevante che a molti sfuggirebbe, chi imposta il tempo di esposizione su una spina, su un petalo, su un insetto nascosto tra le fronde, su una foglia secca che, in pieno inverno, ancora resiste attaccata a un ramo. Piccoli dettagli da cui emergono personalità, sentimenti, desideri, dubbi, paure. Da cui emergono le meravigliose profondità umane.


Creature










Simona




lunedì 6 novembre 2017

Torna l'inverno


Copyright delle foto: Simona Giorgino
_______________________


Tornano l'inverno, il freddo,
le lanterne e le fiamme tremule delle candele,
torna il periodo del tè caldo,
delle trapunte e dei pigiamoni,
e della lettura sotto ai piumoni.
E comincio anche a percepire 
l'atmosfera del Natale.
Eh già.
I negozi hanno iniziato già da un po'
a esporre le merci natalizie
e a mettere le luci intermittenti sulle insegne.



















Simona






sabato 4 novembre 2017

Quando due amori si uniscono: fotografia e libri.


Che poi, 
a parte la fotografia e i libri,
in questi scatti ci sono anche loro: 
le candele.
Altro amore della mia vita. 
:)

___________
Copyright Simona Giorgino



















Copyright Simona Giorgino
____________






Simona




giovedì 26 febbraio 2015

Toscana: Capodanno 2014-2015.

Salve amici!

Lo so che ormai il 2015 è arrivato da due mesi, ma volevo parlarvi già da un po' della bella settimana trascorsa in Toscana a cavallo fra il 2014 e il 2015, in occasione del Capodanno. 
È partita tutta la famiglia al completo, io, PL e naturalmente l'immancabile Cliff che, come dimostra questa foto, ha gradito particolarmente le lunghe passeggiate! 


I posti visitati sono stati parecchi: Firenze, Siena, Pisa, San Gimignano, Certaldo, Volterra, Vinci, Empoli, e la piccola Cerreto Guidi in cui alloggiavamo. Non è rimasto tempo, sfortunatamente, per visitare altre città, come Lucca e Viareggio. 
Fra i posti visitati, ho lasciato il cuore in particolare nella città di Siena e nei caratteristici paesini arroccati di San Gimignano e Certaldo. 
Naturalmente non mi muovevo senza la mia macchina fotografica, però purtroppo ho fatto un piccolo errore il giorno in cui siamo andati a Siena, ho cioè portato con me solo l'obiettivo grande, quello 70x300mm, dimenticando a casa quello più piccolo, il che ha reso impossibile scattare foto ai piccoli vicoli, alle stradine caratteristiche, è stato perfino impossibile fotografare per intero la grande e splendida Piazza del Campo, della quale mi sono rimasti solo spezzettoni del Palazzo Pubblico. :'( Avrei voluto portare a casa molti più ricordi della bellissima Siena, ma mi rifarò, spero, una prossima volta!
Visto che le foto scattate durante la permanenza sono state parecchie, ho dovuto fare una spietata cernita che condivido volentieri sul blog, con abbondanza di vicoli, ponti, fiumi e vecchi palazzi!


Vicolo a Certaldo

Casa vecchia a Certaldo

Firenze

Cerreto Guidi

Pisa

Pisa

Stradina a Certaldo


Piazza di San Gimignano

Piazza di San Gimignano

Colombo a San Gimignano

San Gimignano

Portoncino vecchio a San Gimignano

Palazzo vecchio a Certaldo

San Gimignano

San Gimignano

Firenze

Firenze

Ponte Vecchio, Firenze

Vecchio portoncino a San Gimignano

Vallata toscana


Vicolo a Vinci







Copyright fotografie: © Simona Giorgino.





giovedì 24 luglio 2014

Biennale del Salento 2014

Cari lettori,

in collaborazione con Gaia Arte questa sera vorrei presentarvi la Biennale del Salento 2014, evento artistico giunto alla sua terza edizione. 
Quest'anno è stata allestita nel prestigioso Palazzo Vernazza di Lecce, dove resterà aperta al pubblico fino al 15 settembre. 
Le opere esposte sono estremamente eterogenee: si va dalla pittura alla scultura, dalla grafica alla fotografia, dai graffiti alle installazioni. Parte della Biennale sono anche le fantastiche opere urbane che si ha il piacere di incontrare per le vie cittadine: 



Qui di seguito sono indicati i nomi di tutti gli artisti che vi partecipano con le proprie opere (cliccate sull'immagine per ingrandirla).




Non dimenticate che l'esposizione rimane aperta fino al 15 settembre: non lasciate arrivare quel giorno senza essere passati da Palazzo Vernazza!

Nel frattempo ho il piacere di darvi un assaggino per quanto riguarda la fotografia: gli scatti che seguono, esposti alla Biennale, sono stati realizzati dal fotografo Pablo Peron.


Profili - Pablo Peron

Vi lascio con la meravigliosa recensione critica scritta dal presidente dell'Associazione Gaia al progetto "Profili" di Pablo Peron.

Il fotografo umanista
Scrivo con grande Piacere sul progetto “Profili” di Pablo Peron, perché gli scatti presentati in occasione della Biennale del Salento 2014 sono di grande Bellezza e, ad un tempo, di profondo significato.
Ed infatti, la selezione di fotografie presentata si compone di due scatti per ciascun soggetto: uno che ritrae, per l’appunto, il profilo dello stesso e l’altro, legato a doppio filo con il primo nella simmetria e nell’anima, ritrae la mano del protagonista dell’obiettivo di Pablo, nel mentre stringe l’oggetto da quest’ultimo amato.
Pertanto, trattasi di due fotografie complementari, che si completano vicendevolmente e che costituiscono, nel loro significato più profondo, un Unicum indissolubile.
È di solare evidenza, infatti, che l’immagine del Notaio Vincenzo Papi non può disgiungersi dalla sua Anima, da ciò che costituisce la quint’essenza della sua Dignità. E quest’ultima, viene a coincidere nell’immagine esteriore del libro afferrato, stretto con indicibile fierezza, perché strumento indispensabile o “Faro” (come definito dall’Amico Vincenzo) del suo percorso formativo.
O, ancora, l’immagine della Poetessa e Pittrice Chiara Montenero, che stringe con incantevole grazia la sua penna, con la quale compone squisiti Haiku.
E così, tutte le foto esposte.
La giovanissima Ballerina Aurora Altavilla, che afferra ed esibisce le sue scarpette rosa, simbolo di fatica, sacrificio e dedizione. Ma anche Ali che divengono Poesia del movimento, che ci portano più vicini alle Stelle durante le esibizioni di danza.
Per concludere, nelle fotografie di Pablo Peron v’è la dimensione umana nella sua interezza, nella sua intima corrispondenza tra interiorità ed apparenza, tra Anima e Corpo, rendendo i “Profili” esposti nella loro dimensione più autentica, vera e sincera.
Del resto, l’Amico Pablo ha trasfuso in immagini un famoso aforisma dello scrittore Oscar Wilde, che recita “Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze”.
Claudio Casalini
Presidente Gaia Arte





Simona



venerdì 18 aprile 2014

Immagini del desiderio, mostra fotografica: intervista ad Adriana Biasco.


In collaborazione con Gaia Arte,
vi presento:





Cari lettori,

sono lieta di ospitare nel mio blog un'artista della fotografia, Adriana Biasco,
che, attraverso un'intervista pensata per lei, ci racconterà della sua passione e della sua arte
a partire dallo straordinario evento della sua prima mostra, tenutasi con grande successo domenica scorsa 
presso la caffetteria LiberaMente di Lecce, dove per tutto questo fine settimana rimangono esposte 
le sue fantastiche fotografie dedicate alla Bellezza e, nello specifico, all'universo femminile.

Buona lettura e buona visione!






Ciao Adriana, benvenuta nel mio blog! Domenica 13 aprile si è tenuta l’inaugurazione della tua prima esposizione fotografica presso la caffetteria LiberaMente di Lecce. Quali sono le tue considerazioni finali sulla serata?

Ciao Simona, grazie a te per avermi invitata e un saluto a tutti i tuoi lettori. Sono molto contenta di come si sia svolta la serata di inaugurazione della mostra. Ho avuto un supporto eccezionale da parte dell'associazione Gaia, del presidente Claudio Casalini e di tutti i soci (colgo l'occasione per ringraziare tutti ancora una volta). Già nelle settimane precedenti ho potuto constatare il loro impegno e la loro disponibilità ed è stato davvero importante per me debuttare in collaborazione con persone così serie e professionali. Inoltre ho apprezzato molto la disponibilità della caffetteria LiberaMente e la sensibilità dei proprietari (Andrea e Giulia) nei confronti di queste forme espressive. Credo che tutto questo sia trapelato durante la serata la cui buona riuscita è dipesa dalla collaborazione di tante persone che hanno curato tutto nei minimi dettagli.

Una cosa che non ti aspettavi e una che invece ti aspettavi dalla serata?

Essendo la mia prima esperienza non sapevo bene cosa aspettarmi, sia riguardo alla risposta delle persone e sia riguardo alle mie reazioni. Forse per questo ho vissuto tutto con grande positività: i preparativi frenetici, l'attesa e la serata stessa. Ci sono state delle sorprese, sì. Per esempio non mi aspettavo tanta gente. Io non me ne sono nemmeno accorta al momento ma poi, dopo, diverse persone mi hanno detto che non sono riuscite ad entrare. Mi ha sorpresa anche la mia emotività: sono abituata a parlare in pubblico e in passato ho presentato lavori scientifici anche in lingua inglese per tipi di audience estremamente specializzate. Ma questa volta il mio coinvolgimento emotivo non era un semplice dettaglio e mi ha colta così di sorpresa che non sono riuscita a nasconderlo. 

La mostra, che resta aperta fino a domenica, si intitola “Immagini del desiderio”. Sebbene ampiamente argomentato da Claudio Casalini, il presidente dell’Associazione Gaia che ti ha introdotta, quali sono le tue argomentazioni su questo titolo?

Come ha detto Claudio durante la presentazione e nella recensione, queste immagini sono un'interpretazione metaforica della bellezza in senso universale, la bellezza che ci circonda e che spesso non riusciamo a cogliere perché distratti dalle nostre occupazioni o preoccupazioni. La bellezza qui è rappresentata dall'universo femminile, metafora concettuale che esprime molto bene l'idea del termine. Utilizzando però un'altra chiave interpretativa, desiderare (termine che deriva dal latino sidus, stella) significa volere fortemente qualcosa, o che qualcosa si verifichi. Un anelito verso qualcosa di irraggiungibile, inafferrabile. In ultima analisi significa sognare. È un incitamento, che rivolgo a me stessa prima di tutti, a riconoscere i propri sogni, ad avere il coraggio di perseguirli nonostante i sacrifici che spesso richiedono, rinunciando almeno in parte alla confortevole quotidianità. 

Una fotografia si offre alle più disparate interpretazioni. In fondo alla pagina possiamo leggere l’interpretazione di Casalini rispetto alle foto della mostra. Qual è, invece, la tua personale interpretazione? Quali emozioni ti hanno accompagnata nel momento della composizione e dello scatto? 

Le emozioni che mi hanno accompagnata durante gli scatti non sono state mai le stesse, credo che siano tante quante sono i soggetti che ho fotografato finora. Sicuramente sono state tutte molto forti e penso che ciò sia stato evidente anche durante il mio tentativo di spiegare cosa è per me davvero importante in questo lavoro. Non scatto quasi mai con un copione nella testa, seguo piuttosto l'istinto, mi lascio guidare dal momento. Sebbene si possa prevedere da che angolazione sia meglio ritrarre un soggetto o con quali luci illuminarlo, mi risulta invece impossibile prevedere i meccanismi che si stabiliscono tra me osservatrice e il soggetto stesso. Ed è proprio questa imprevedibilità che dà sapore all'attesa del risultato.

Com’è nata l’idea di prestare alla tua prima mostra degli scatti che ritraggono nello specifico l’universo femminile? 

L'idea è nata per caso, parlando con Claudio dei miei lavori. Una volta presa visione degli scatti, Claudio ha tratto ispirazione per quello che sarebbe stato un possibile tema della mostra e quindi ci siamo concentrati su una selezione specifica di fotografie che rappresentassero al meglio il tema scelto. Se posso definirla così, è stata una ispirazione a doppio senso che è rimbalzata da me a lui e da lui a me per portarci al risultato finale. 

Visitando il tuo sito (www.adrianabiasco.com) viene immediatamente all’occhio la tua “preferenza”, se così posso permettermi di chiamarla, per il soggetto umano. La maggior parte delle foto riprende donne e uomini. Si può dire che siano loro, quindi, il soggetto principale della tua arte? Ti occupi anche di altri generi?

Come la maggior parte degli appassionati di fotografia, non mi occupo di un unico genere. Sono anche una biologa e una viaggiatrice, pertanto sono anche appassionata di foto naturalistiche e reportage di viaggio. Ma fotografare il soggetto umano è il modo migliore che io conosca per esprimere la mia creatività. È qualcosa che non si limita alla semplice fotografia, che è solo lo stadio finale di un processo più complesso, ma mi mette in gioco come persona permettendomi di relazionarmi con persone con le quali probabilmente non avrei mai avuto modo di interagire. E quando mi viene accordata la fiducia necessaria, il risultato è spesso positivo.

Nelle tue foto si può ampiamente notare un accattivante gioco di ombre e luci. Che effetto ti proponi attraverso questa tecnica? 

Come mi piace ripetere, citando qualcuno che lo ha detto prima di me, lo strumento che il
fotografo deve imparare a maneggiare non è la macchina fotografica ma la luce. E la luce non ha alcun significato senza le ombre. Più che propormi un effetto specifico io cerco di sperimentare in tutte le occasioni possibili, per imparare sempre di più a gestire questo elemento fondamentale, cercando anche di studiare e di interpretare il significato della luce. È un continuo processo di apprendimento, quello che una persona appassionata di fotografia compie, e una volta intrapreso dura tutta la vita. Questo è ciò che secondo me rende la fotografia così affascinante.

Quando hai scoperto di avere passione e predisposizione per l’arte fotografica? Che cosa rappresenta la fotografia nella tua vita?

Che fosse una forma di espressione affine alla mia personalità l'ho saputo fin da ragazzina. Ho cominciato a fotografare prima ancora di possedere una macchina fotografica. E anche se la tecnica l'ho studiata e messa in pratica da adulta, l'occhio fotografico ho cominciato a svilupparlo presto, dall'osservazione del lavoro degli altri. Al momento potrei dire che rappresenta tutto: sto investendo tantissimo tempo ed energie in questo settore al punto di mettere da parte la carriera. Se continuo a perseguire il mio sogno, anche se a volte io lo chiamo 'follia', so che i risultati prima o poi arriveranno. 

Arrivate alla fine di questa intervista, ti chiedo in che modo possiamo restare in contatto con te, per eventuali richieste e informazioni.

Hai già citato il mio sito ma lo ripeto volentieri: www.adrianabiasco.com. Poi c'è l'indirizzo email: info@adrianabiasco.com, il mio profilo facebook: https://www.facebook.com/adriana.biasco e infine la pagina facebook: https://www.facebook.com/adrianabiascophotography.

Grazie per aver risposto alle mie domande. È stato un onore ospitare te e la tua arte nel mio blog!

Grazie a te Simona per questa splendida occasione.









Di seguito la recensione scritta da Claudio Casalini in occasione della mostra.










Simona







_____________________
Se anche tu vuoi rispondere a un'intervista, 
scrivimi: alamuna@gmail.com. 
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