Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (inizialmente autopubblicato e prossimamente in libreria con Newton Compton). Gestisce anche un blog fotografico: Photos from the wind.

Prossimamente in libreria con Newton Compton!

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sabato 27 gennaio 2018

Ricordi milanesi

Arco della Pace, foto dal web

Milano, periodo di passaggio fra la primavera e l’estate. Ricordi. Un marciapiede, dei negozi aperti - ma ancora non per molto - il sole che era ormai quasi del tutto tramontato, da qualche parte dietro ai palazzi. Il bar all’angolo. Il grande parco che si apriva immenso al di là dell’incrocio. Le varie entrate alla stazione di Pagano. Gli ultimi raggi del sole che si posavano dappertutto con le loro lunghissime braccia. Si posavano sulle bancarelle allestite nei punti più strategici, sull’asfalto, sui pali della luce, sulle folte chiome degli alberi, sui primi vestitini leggeri sfoggiati dalle ragazze. La temperatura, ah, quella temperatura! Non si può dire che fosse piacevole, di più, ben di più. Non c’è termine che possa descrivere il ricordo di quella temperatura sulla pelle, di quella brezza primaverile che si posava sull’epidermide, di quel profondo desiderare l’eternità di quei momenti. Si stava bene, così bene, che non si poteva chiedere di essere altrove. L’altrove non ti avrebbe potuto dare di più, giacché lì, proprio lì e in quel preciso istante, la perfezione non ti lasciava scampo. Il tutto mentre il mondo diventava rosa, sfumato verso il violaceo, in una tinta che aveva del paradisiaco. Il tutto mentre via Pagano ti conduceva dritto all’Arco della Pace. Il tutto mentre Parco Sempione faceva capolino da dietro le inferriate. Respiravamo il mondo. Annusavamo la vita. Camminavamo fianco a fianco, parlando di tutto e di niente, pronti per una nuova serata. Avremmo fatto una passeggiata, un apericena, forse un cinema. Chissà, qualcosa.






Già in fissa con la primavera/estate.

Simona



giovedì 18 gennaio 2018

Amo chi ha l'occhio fotografico


Amo le persone che hanno l'occhio fotografico, che vedono del bello in un cancello vecchio e arrugginito, o in un fiore rinsecchito, o in una porta di legno rovinata dal tempo e incastrata in un muro scrostato, con l'intonaco che cade a pezzi. Amo chi ama l'antico, chi si ferma ad ammirare un sassolino dalla forma bislacca, chi si meraviglia di fronte a un vecchio pezzo di legno, deformato e bruciato dai falò dell'estate, spiaggiato sulla riva. Amo chi guarda il mondo attraverso un obiettivo e attraverso quell'obiettivo seleziona i momenti, i particolari, le piccolezze o le grandiosità che in quell'istante gli dicono qualcosa, gli parlano di vita, di esperienze o forse d'amore. Amo chi guarda il mondo dal suo punto di vista e amo i punti di vista strani, bizzarri e difficilmente comprensibili che tuttavia nascondono un non so che di reale e di affascinante. Chi cerca piccole cose invisibili per renderle non solo visibili ma addirittura immortali. Chi adatta l'apertura del diaframma su un dettaglio irrilevante che a molti sfuggirebbe, chi imposta il tempo di esposizione su una spina, su un petalo, su un insetto nascosto tra le fronde, su una foglia secca che, in pieno inverno, ancora resiste attaccata a un ramo. Piccoli dettagli da cui emergono personalità, sentimenti, desideri, dubbi, paure. Da cui emergono le meravigliose profondità umane.


Creature










Simona




venerdì 5 gennaio 2018

"Sei dove sussulta il cuore" prossimamente in libreria con Newton Compton!



Cari lettori,


finalmente posso svelarvi questo segreto che mi tenevo dentro da almeno due mesi. Sì, be', aspettavo il momento giusto per dirlo e il segreto è proprio quello lì, spiattellato nel titolo senza tatto né preamboli, una novità (per me speciale) legata a quel nome - Newton Compton - che appartiene a una casa editrice che io personalmente ho sempre seguito e di cui ho comprato diversi libri, libri che ho letto e adorato e che riponevo nella mia libreria senza mai immaginare che un giorno quella stessa casa editrice avrebbe pubblicato anche me

Per chi non conoscesse Sei dove sussulta il cuore (clicca qui per qualche curiosità sul libro) stiamo parlando del mio terzo romanzo, che ho autopubblicato a settembre scorso e che per diverso tempo è rimasto in classifica nei principali store online. Già quello per me era una grande soddisfazione, accedere a StreetLib e veder crescere ogni giorno di più il numero dei download. Ma evidentemente la soddisfazione più grande a mia insaputa doveva ancora arrivare. Ed è arrivata dopo circa due mesi dall'autoppubblicazione: la Newton Compton, nella persona di Alessandra Penna (la loro editor), che ringrazio dal più profondo del cuore, mi contattava per la valutazione del romanzo e poi... poi mi veniva proposto di pubblicare con loro!

Una grande soddisfazione, un sogno che si realizza, un momento indimenticabile. 

Sei dove sussulta il cuore mi ha regalato infinite emozioni, sin da quando era ancora soltanto un pensiero confuso che vagava per la testa. L'ho scritto poco dopo la fine di un'importante fase della mia vita. Come forse ricorderete, ero stata fuori per lavoro e ritornavo a casa con la voglia matta di scrivere una nuova storia. E scriverla è stato sublime, come sublime - sempre - è il momento della scrittura e della creazione. Ho amato i personaggi che si ribellavano a me e che si inventavano da soli, ho amato averlo ambientato a Milano, una città straordinaria che mi è rimasta nel cuore, e scrivere di Lei mi ha permesso di rivedere luoghi, momenti, ricordi, illudendomi di non essere mai andata via. Mi ha regalato infinite emozioni anche quando l'ho concluso e riletto, e poi quando ho deciso di autopubblicarlo, affacciandomi per la prima volta sul panorama del self-publishing. Emozione pura, ancora, quando il corriere ha suonato il campanello e mi ha consegnato le prime copie cartacee, aprire il pacco, annusare le pagine fresche di stampa... E infine lei, l'emozione più grande: il contatto da Newton Compton e la proposta di pubblicazione

Non potrò mai dimenticare il giorno in cui venivo contattata da loro. Era una giornata uggiosa, all'ora di pranzo. Io ero ai fornelli e con il vapore i vetri si erano appannati. Poi, con il mestolo immerso nel sugo di pomodoro sentivo il suono dello smartphone che annunciava l'arrivo di un'e-mail. Non intendevo leggerla subito, dal momento che ero impegnata a cucinare, volevo solo sbirciare per verificare chi fosse, ma la scritta comparsa nell'oggetto del messaggio mi fece "sussultare il cuore", per l'appunto, e mi tenne incollata al cellulare! Inutile dire che quel sugo fu il più buono che avessi mai cucinato in vita mia! :D

Niente, così, giusto per chiacchierare un po'. Giusto per farvi sapere quanto sia contenta. E quanto mi senta di ringraziare tutti voi, tutte le persone che hanno comprato il libro, che lo hanno letto e magari anche commentato. Un ringraziamento speciale, poi, a quella cerchia di lettori fedeli, che non si perdono mai un solo mio scritto, e tifano per me, mi sostengono, credono nella mia penna e apprezzano la mia scrittura. GRAZIE DI CUORE, avete tutti contribuito alla realizzazione di questo sogno!





N.B. Alla luce di questa novità, devo comunicarvi che la versione da me autopubblicata NON ESISTE PIÙ, è stata ritirata dal commercio perché, appunto, quest'anno uscirà la nuova edizione con Newton Compton. Non si sa ancora quando, e non vedo l'ora mi venga comunicata la data ufficiale di pubblicazione! 

Ovviamente vi terrò sempre aggiornati, ma se volete seguirmi più "da vicino", cercatemi su Instagram (@simonagiorgino), su cui ho un profilo dedicato sia alle mie pubblicazioni sia ai miei scatti fotografici!










Un saluto a tutti,
Simona






lunedì 1 gennaio 2018

Buon anno creativo a tutti!


Foto di Simona Giorgino


Create. La creatività e la creazione sono una cosa meravigliosa. Scoprite che cosa vi piacerebbe creare e imparatene i meccanismi. Scrivete un racconto o una poesia, disegnate, dipingete un quadro, riciclate vecchie cose per farne venire fuori di nuove, inventate qualche marchingegno da usare in casa, realizzate un'aiuola in giardino, o una composizione floreale, se avete una bella voce scrivete una canzone e cantatela, se vi piace ballare inventate una coreografia. Qualsiasi cosa, ma createla. Non importa se il risultato, all'inizio, sarà bruttissimo, perché non è tanto il risultato quanto l'atto puro della creazione a regalare emozioni esaltanti e ad aprirci delle strade. Per migliorare quel primo risultato c'è sempre tempo, no? 
Create. Perché creare ti libera, ti salva. Ti dà l'occasione di ritrovarti, in una parola, in una spennellata, in una nota, o in un passo di danza. Quando meno te l'aspetti, dalla tua creazione verrà fuori un momento, una rivelazione, un battito di cuore che ti mostrerà chi sei e dove sei diretto. E non dovrete fare alcuna fatica affinché quella creazione vi rappresenti, perché l'oggetto della creazione è uno specchio che ti riflette l'anima.
Creare ti dà la possibilità di venire fuori e di donarti agli altri nel più semplice e nel più spontaneo dei modi.

Auguri per un 2018 ricco di cose che vi rappresentino per ciò che siete realmente.








Simona Giorgino





mercoledì 13 dicembre 2017

"Gli angeli non hanno memoria", di Giovanni Pennati: le mie impressioni

Buonasera lettori,

di recente ho letto questo libro, trovato gratuitamente su Amazon. Mi piace il fatto che per trovare un buon libro spesso non occorre spendere chissà quanti soldi, né occorre necessariamente girare fra gli scaffali di un editore importante.
Ho letto in giro di gente che rifiuta a priori di leggere chi si autopubblica, e io non sono nessuno per giudicare e ognuno faccia quel che ritiene opportuno, però dico: non sa che cosa si perde! Molti autori self sono davvero in gamba. Non tutti, ma d'altronde si può trovare a mio avviso della scrittura scadente anche tra chi pubblica con una casa editrice. Poi, va be', perché mi sto perdendo in un discorso che potrebbe non finire più per quante cose ci sono da dire? I lettori sono tutti diversi ed è normale avere opinioni contrastanti. Ciò che piace a me può non piacere a te e viceversa.
Ok, tutto questo per dire che Gli angeli non hanno memoria non ha nulla da invidiare, secondo me, ai grandi libri pubblicati da note case editrici e la scrittura di Giovanni Pennati mi ha colpita sin da subito (altrimenti molto probabilmente non avrei continuato a leggere, perché una storia con una bella idea di fondo ma che è scritta male forse mi spingerebbe a fermarmi prima del tempo; come detto anche in un altro post, per me i libri possono anche non avere dietro una trama spettacolare, ma se sono scritti bene, come dico io, continuo a leggerli con trasporto. Mi piace la scrittura, la parola, mi piace chi la sa usare, dosare, chi ci gioca, non ci posso fare niente. Oh no, ma sto divagando ancora!).
Ok, insomma, Gli angeli non hanno memoria mi ha tenuta incollata alle pagine. L'autore è bravissimo (di solito non vado a cercare tutti gli autori che leggo, ma quando ho finito di leggere questo libro ho pedinato Giovanni per fargli sapere quanto ho amato il suo romanzo). La sua bravura consiste nel fatto che riesce davvero a incuriosire il lettore, non facendolo annoiare. Sin dall'inizio volevo sapere che diamine avesse combinato questo Ascanio nel suo passato, e inoltre il protagonista mi incuriosiva e volevo sempre saperne di più su di lui; l'autore alterna presente e passato attraverso un uso sapiente e affascinante del flashback, con un cambio anche della persona (dalla terza alla prima). Dialoghi ben strutturati e personaggi ben caratterizzati. Un romanzo completo, maturo (sebbene credo che l'autore alle spalle avesse solo un altro libro), e che inoltre - cosa molto importante per me - dimostra una profonda sensibilità d'animo. Di solito mi capita di leggere storie in cui i personaggi principali sono delle donne. Ma quanto amo, di tanto in tanto, leggere libri scritti da uomini e che parlano di uomini! Perché la sensibilità che alberga in un animo maschile sa essere estrema, profonda, immisurabile.
Poi i lettori più romantici saranno contenti di sapere che Gli angeli non hanno memoria racchiude una bellissima storia d'amore. Ma non solo. Narra anche i drammi dei personaggi, e offre spunti di riflessione sulla vita, sulle relazioni umane e, un po' alla lontana, sulla fede.
Non farò spoiler, ma devo dire una cosa. Quando mi stavo avvicinando alla fine, come tutti i lettori inevitabilmente provavo a immaginare quale segreto Ascanio avesse nascosto nel suo passato, e provavo a indovinare come sarebbe finito il racconto. Forse è inevitabile farsi delle aspettative. Ma io - probabilmente sull'onda di un presentimento - mi dicevo, parlando tra me e me come una matta: qualsiasi sia la fine che avrà questo libro, io perdonerò tutto a Giovanni :D, perché a un autore con una penna così sensibile, e che talvolta è persino riuscito a strapparmi qualche lacrimuccia, si perdona ogni cosa. E poi la fine è arrivata e, ok, non era quella che mi aspettavo e lì per lì mi sono detta: eh, però! Ma poi sono tornata in me: però un corno! Giovanni Pennati ha deciso così, il che vuol dire che quella era la fine perfetta per il libro. Punto. Perché ogni finale, come ogni storia, va rispettato per ciò che è, per ciò che l'autore in quel momento voleva comunicare e per ciò che dà. E a me Gli angeli non hanno memoria mi ha dato tanto. Proprio tanto. 

Credo sia in circolazione da un po', probabilmente da un paio d'anni. Se non lo avete ancora letto vi ricordo che è GRATIS! ;)









Simona




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