Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

La mia foto
Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post

mercoledì 9 maggio 2012

De gustibus non disputandum est.

Non si può mai piacere a tutti, è L'UNICA SOLA VERITA'. 
Ma è una cosa più che normale. 
Ci sono stati tempi, più lontani, in cui mi preoccupavo molto di più riguardo al fatto di piacere alle persone. Fortunatamente quella esigenza è andata a sfumare e a scomparire con l'età, perché ho capito quanto stupida sia come pretesa. Adesso non è più una mia priorità. Tanto, qualunque sforzo, in questa impresa, diventa vano. Perché niente e nessuno, mai, ha l'unanime approvazione di tutti. Anche i più amati al mondo si devono sottoporre al normale giudizio della gente, che si divide irreparabilmente tra fan e oppositori. 
Se mi trovo a rifletterci adesso, tuttavia, è proprio perché ho pubblicato un libro e, quindi, questo mi porta a confrontarmi con il giudizio della gente, a leggere o ascoltare le opinioni. Il modo in cui gli apprezzamenti si sanno dividere è curioso e interessante. Commenti positivi e commenti negativi vanno spesso di pari passo. Ho pubblicato da pochissimo, quindi ancora è presto per parlare, poiché finora ai commenti positivi ricevuti se n'è aggiunto uno solo negativo, ma aspetto con serena accettazione l'arrivo degli altri :). 
Mi sembra solo incredibile e allo stesso tempo interessante notare quanto opposte sappiano essere le opinioni della gente. Sullo stesso, identico argomento, una persona può dire A e un'altra persona può dire Z. E il bello è che non possiamo assolutamente aver niente da ridire! E' semplicemente il modo in cui sei giunto a loro, è il modo in cui ti hanno visto, è il modo in cui hanno sentito di doverti giudicare. Punto. Tutto normale e assolutamente legittimo! Sono PUNTI DI VISTA. Non tutti guardiamo al mondo dalla stessa prospettiva!
A tal proposito, ho trovato interessante un caso recente. C'è una scrittrice esordiente che, grazie a un concorso fatto rigorosamente online, nella rubrica Billy 2011 del TG1, si è aggiudicata la vittoria di "libro dell'anno" con il suo "Gli occhi di mia figlia", la sua seconda pubblicazione. Sì, insomma, parlo di lei, Vittoria Coppola, una mia coetanea e conterranea tra l'altro, una giovane ragazza che ha fatto della sua passione un motivo di vita. 
Ho letto molti commenti su di lei, di recente. Non voglio soffermarmi sulla qualità del suo libro, che io ho terminato di leggere e che ho trovato abbastanza carino, non certamente da essere un capolavoro, ma pur sempre il romanzo di un'autrice esordiente che, come tale, deve migliorare e crescere (io mi includo a testa alta nella categoria!). Quello che qui voglio evidenziare è soltanto quanto il mondo si sappia dividere letteralmente in due. Ed è il tema di questo mio post, in fin dei conti. 
La Coppola ha fatto parlare parecchio in questi giorni, dopo la sua vittoria. Ho letto i commenti un po' in giro sul web e mi sono resa conto di quanto sia stata apprezzata e, al contempo, perfettamente al contempo, sia stata criticata. Utenti che hanno scritto cose malvagie su di lei e sul suo libro e poi, quasi come se le due cose andassero di pari passo o fossero una conseguenza l'una dell'altra, utenti che l'hanno divinizzata. 
Non dimentichiamoci, inoltre, che la Coppola ha vinto un concorso con il suo libro. Prima di vincere il premio della rubrica Billy, era stata già selezionata, precedentemente, e grazie a questa pre-selezione - avvenuta, immagino, tra molte altre opere - ha potuto partecipare al concorso. Insomma, la Coppola è pur sempre piaciuta. Se non fosse piaciuta, non avrebbe fatto strada. Si è poi parlato tanto, anche, della "scia mediatica" che ha, secondo molti, influenzato le votazioni (dato che il numero di copie vendute - e si suppone, quindi, lette - fosse di un numero molto minore rispetto al numero dei voti ricevuti, tanto da far intuire che il suo libro sia stato letto da pochi ma votato, invece, da moltissimi, probabilmente sulle orme di coloro che lo avevano già letto e votato in precedenza). 
Mi riferisco, comunque, alle opinioni di coloro che hanno letto il libro, lasciando un attimo da parte le votazioni e la scia mediatica di cui tanto si è parlato in questi giorni.
Dov'è, allora, la verità? Chi di tutti la dice? La Coppola è quella dei commenti negativi o quella dei commenti positivi? 
Nessuna delle due, dico io. La Coppola è semplicemente se stessa vista da diverse angolazioni.
Insomma, alla fine dei conti, rimane pur sempre tutta questione di gusto. De gustibus non disputandum est. 

L'unica, semplice verità è che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi cosa tu realizzi, sappi che mai e poi mai potrai avere tutti dalla tua parte. Neanche Dio, in fin dei conti, ha tutti dalla sua parte! 
Perciò dico con semplicità: non sforziamoci mai di piacere a tutti quanti, perché ci impelaghiamo in questo modo in un'impresa impossibile, dalla quale siamo destinati a uscire da perdenti. Ci siamo sforzati ad apparire chi non siamo, abbiamo sperato di essere amati, abbiamo mentito e magari ne abbiamo anche sofferto... per che cosa la nostra fatica? Per NULLA. 
Se, con i tuoi modi, avrai conquistato il cuore di qualcuno, stai certo che quello seduto accanto, al novanta per cento delle probabilità, avrà qualcosa da ridire su di te!

lunedì 18 luglio 2011

Inviare la propria opera inedita all'editore

Per inviare la propria opera inedita alle case editrici, non basta inviare il manoscritto o parte di esso. 
Il manoscritto dev'essere accompagnato da:
- una lettera di presentazione, che si presuppone sarà la prima cosa che capiterà tra le mani dell'editore e che, in brevi battute, dovrà "catturare l'interesse dell'editore" e spingerlo a trovare un po' di tempo libero (che non ha) per leggere la SINOSSI del tuo manoscritto;
- la SINOSSI, appunto. Un riassunto molto particolareggiato del romanzo, dotato di inizio, maturazione e fine della storia che tuttavia non dev'essere più lungo di due o tre cartelle, pena la rinuncia dell'editore a perderci del tempo! 
Da ricordare che la sinossi non è una specie di "quarta di copertina" dove si tralasciano appositamente molti episodi della storia e soprattutto la fine per stimolare la curiosità del lettore e, d'altro canto, l'editore di turno non è un semplice lettore. L'editore deve essere informato su tutto quello che riguarda la storia e non essere lasciato all'oscuro, per esempio, di come il libro finisce per stimolare la sua curiosità. Non si fa! Quindi, la sinossi è praticamente un riassunto di tutto il manoscritto e, per quanto mi riguarda, è anche la cosa più difficile! Praticamente ci metti di meno a scrivere l'intero romanzo che la sinossi! La storia del mio romanzo, per esempio, è parecchio "intricata", ci sono cioè degli eventi che si "incrociano" e si "mescolano" l'uno con l'altro, così che di fronte alla sinossi del mio libro (che ho solo ancora affrontato mentalmente, perché ad aprire la pagina word intitolata "sinossi" proprio non sto avendo coraggio :p) mi risulta assai difficile. Perdinci, ma devo muovermi.
- Una breve biografia dell'autore. Se l'editore è interessato alla tua storia, come minimo prenderà anche visione della tua biografia, in cui spieghi brevemente chi sei, cosa fai nella vita, i tuoi studi, la tua formazione e magari le tue esperienze letterarie, se ne hai avute.

Queste di solito sono le cose che gli editori pretendono (a volte lo esplicitano sui loro siti web, ma anche se non lo dicono, una sinossi come minimo va inviata), e personalmente quelle alle quali sto dando priorità. Inviare un manoscritto senza la sinossi è come invitare direttamente l'editore a cestinare la tua proposta senza neanche averne preso visione. La sinossi è fondamentale, e mi dico che dev'essere scritta anche meglio del romanzo stesso! Quanto meglio è scritta la sinossi, tante più possibilità ci sono che l'editore legga e valuti il tuo manoscritto. Perciò su questa sinossi voglio sbatterci la testa. Ma... non ho ancora iniziato, sigh!

A parte manoscritto, sinossi e biografia, poi, pare che entrino in gioco anche una scheda tecnica ed un curriculum letterario.
- La scheda tecnica. Si tratta di un breve schema in cui fornisci le informazioni appunto "tecniche" della storia, per esempio i personaggi, l'ambientazione, che tipo di romanzo è, di quanti caratteri è il libro, in quanti capitoli lo hai diviso...
- Il curriculum letterario include quelle che sono le esperienze nel settore, proprio come fosse un curriculum vitae.

Sigh!

venerdì 15 luglio 2011

DIRITTI D'AUTORE - shared experience

Ciao a tutti!
Come sapete, sono in procinto di "depositare" l'opera inedita che ho scritto in modo da stare tranquilla al riguardo e possedere una prova di paternità in caso di plagio.
So che esistono diversi modi per farlo, tre dei quali sono i più "noti".
1) Deposito Opere Inedite presso la SIAE che da sempre si occupa dei diritti d'autore in Italia (costo 130 Euro).
2) Depositare l'opera presso un notaio.
3) Inviare per raccomandata l'opera al proprio indirizzo e lasciare l'opera sigillata nella busta in un posto sicuro, così che se un giorno ce ne fosse sfortunatamente il bisogno, si porterebbe la busta sigillata al giudice che, aprendola, verificherebbe i timbri postali.

Ora, mi sto orientando verso le varie possibilità. L'opzione numero 2 non la prendo neppure in considerazione. L'opzione numero 1 è la prima che mi è passata per la testa e forse quella più logica. 
E l'opzione numero 3? So che non in tutti i paesi è ritenuta valida a livello legale. Qui in Italia lo è oppure no? Logicamente, è un'opzione che "fa gola" in quanto il costo di una raccomandata non è certamente pari ad una tassa che si paga alla SIAE o alla cifra richiesta da un notaio. 

In questo post chiedo a voi le vostre testimonianze o quello che sapete al riguardo.
Secondo voi mi conviene inviare l'opera alla SIAE o al mio stesso indirizzo?? Quest'ultima può o non può essere una prova effettiva della paternità dell'opera?
Conoscete ulteriori metodi?

Un kiss a tutti!

domenica 3 luglio 2011

Jennifer Grey di "Balli proibiti": prima e dopo




Vi riporto il caso perché mi è sembrato spettacolare. 
Lei è Jennifer Grey, la famosa "baby" di Dirty Dancing, che ha ballato con Patrick Swayze sulle note di "I've had the time of my life". Non è incredibile come sia cambiata nel tempo? A me pare realmente irriconoscibile. E non sono certo l'unica a pensarlo. Dopo il film, l'attrice è scomparsa dallo schermo e non è più riuscita ad imporsi - tranne che aver ottenuto una parte in qualche film. Si è sentito nuovamente parlare di lei solo quando si è diffusa la notizia della sua rinoplastica nasale. Guardate come l'ha cambiata!

mercoledì 29 giugno 2011

Hachiko - il cane fedele

Hachiko
La storia che oggi mi ha commossa è quella di un cane fedele al suo padrone. E' una storia di cui avevo già sentito parlare e di cui sicuramente anche voi avrete sentito, ma non ne avevo mai visto il film e non conoscevo il nome del fantastico cane. 

Hachiko è il nome di questo straordinario Akita, un'antica razza giapponese di cane da caccia o da lavoro. La sua storia è commovente perché dimostra quanto l'amore per il proprio padrone possa essere eterno, e di una profondità non misurabile. 
Il suo padrone Ueno era un professore dell'Università Imperiale di Tokyo. Tutti i giorni prendeva il treno dalla stazione di Shibuya per andare a lavorare. Hachiko aveva imparato bene i suoi orari e tutti i giorni, alle 17, aspettava Ueno al solito posto in stazione, in attesa del suo rientro. 
Statua dedicata ad Hachiko
Ma un giorno Ueno non fece ritorno. Durante una lezione universitaria, il professore venne colpito da ictus e morì. Hachiko non poteva saperlo. Restò ad aspettarlo in stazione, invano. I familiari, ormai a conoscenza della fedeltà del cane, andarono a prenderlo in stazione. Ma nessunò riuscì mai più a tenerlo lontano da quel posto, neanche quando cambiò casa. Riuscì a trovare ancora la strada per la stazione e continuò a recarvisi per ben nove anni, fino alla sua morte. In stazione tutti ormai lo conoscevano. Hachiko era diventato noto. Il capostazione e i pendolari che passavano di lì quotidianamente non mancavano di prendersi cura di lui, di dargli cibo e riparo. Hachiko era diventato una celebrità. Molte persone si recavano alla stazione di Shibuya per vederlo e accarezzarlo. Gli fu perfino dedicata una statua, che si erge proprio nel punto in cui il cane usava aspettare il suo padrone (sebbene quella attuale non sia l'originale, che era stata abbattuta durante la Seconda Guerra Mondiale a causa della necessità di impiegare in guerra ingenti quantità di metallo).

Alla sua morte, che avvenne l'8 marzo 1935, fu colpita l'intera comunità nipponica e si dedicò un giorno di lutto alla sua scomparsa.

Su questa storia sono stati scritti libri e sono stati girati film, tra cui il remake americano che ho visto questo pomeriggio, Hachiko - il tuo migliore amico, con Richard Gere e Joan Allen.

Mi sentivo stupidissima, ma non riuscivo a trattenere le lacrime. Non ho pianto per niente, solo un po' di commozione, figuratevi.

mercoledì 15 giugno 2011

Hai una chiamata senza risposta: squilli coltiva-amicizie

Stamattina mi sono svegliata non capacitandomi del fatto che da adolescenti tra amiche ci facessimo... gli squilli.
Ma non quegli squilli che hanno l'utilità di comunicare qualcosa, che si è arrivati sotto casa, che siamo pronti per uscire, che non ho credito e devi chiamarmi tu, no. Ci facevamo squilli per comunicare all'altra che la stavamo pensando. O forse era un modo come un altro per tenere occupate le mani di tanto in tanto. Vero è, comunque, che lo squillo era diventato parte integrante delle nostre vite. Quegli squilletti di mezzo nanosecondo erano il segno che ci si voleva bene.
Mi ricordo che perfino sotto ai banchi di scuola, mentre l'insegnante spiegava, io stavo con questo Siemens M13 (se non sbaglio si chiamava così, una sorta di mattoncello molto in voga all'epoca! Era financo colorato e in più mi fu rubato al mare, sulla spiaggia) e stavo sulla voce "amica". Premevo il tasto verde e lo chiudevo dopo essermi accertata che l'"amica" avesse ricevuto il mio squillo. Gli squilli andavano avanti per tutto il giorno, a partire dalla mattina sino a notte inoltrata, quando si era sotto le lenzuola. Si andava da un minimo di 10 squilli al giorno a un massimo di all'incirca un centinaio. Per i più prodigiosi, anche due centinaia.
La parola, adesso, suona persino minacciosa: S Q U I L L O!
Se te la ripeti per più di 5 secondi hai la sensazione che qualcuno ti stia perseguitando alle spalle (magari un maniaco munito di coltello o ascia o, per chi è dotato di una fantasia più sfrenata, un trans in richiesta di accoppiamento). 
Dopo un secondo, il cellulare si illuminava ed ecco che sul display spuntava l'"amica" per mezzo secondo. Poi il display tornava spento: hai una chiamata senza risposta. La risposta allo squillo arrivava, tra l'altro, a una velocità supersonica!
E guai se l'"amica" mancasse di rispondere! Se ciò accadeva, la ragione non poteva che essere una: l'amica si era incazzata con te e non ti riteneva più degna di uno SQUILLO.  A ogni modo, al prossimo incontro una domanda era d'obbligo: <<Ehi, perché non mi squilli più?>>. 
<<Ho avuto da fare>>. Questa era la risposta dell'amica che non ti riteneva più degna di uno squillo. Perché non era affatto vero che "avesse avuto da fare". Nessuna aveva mai qualcosa di così importante da fare da dover ritenere opportuno non rispondere agli squilli delle amiche. Non esisteva! Questa affermazione era falsa come affermare che il sole gira intorno alla terra!
<<Neanche tu mi hai risposto a uno squillo>> e questo era il motivo per cui anche lei non lo aveva fatto.
<<Cosa??????????????>>. Che grave affronto! <<A quale squillo non ti avrei risposto, ioooo??>>.
<<A quello del 15/09/1999 h.15.23.10>>. 
La ragazza allora si fermava a riflettere per cercare di ricordare cosa stesse facendo quel giorno alle h.15.23.10, ma sapeva di non avere scuse. Il cellulare - affinché non ci sfuggisse uno squillo - veniva con noi OVUNQUE (ve lo ricordate?). Nessuna scusa avrebbe mai retto abbastanza.
Ed era così che le amiche restavano per giorni interi senza rivolgersi una parola, ma soprattutto senza farsi mai uno squillo. A questo punto, la loro amicizia era davvero tragicamente in bilico.
Fino a quando un giorno, sotto al banco di scuola, mentre l'insegnante di matematica spiegava le equazioni, prendevi il cellulare e pigiavi sul tasto verde, alla voce "amica", pensando che non potevi perdere un'amicizia così speciale e squillavi in segno di pace.
Subito dopo sul display appariva "amica in chiamata". Mezzo nanosecondo e il display tornava spento. Hai una chiamata senza risposta.
Ecco che l'amicizia era salva!



P.S. Sapete che vi dico? Ho una curiosità morbosa di sapere se le nuove generazioni oggi continuino a farsi gli squilli o se abbiano trovato dei metodi più innovativi per dimostrarsi gli affetti! 

P.P.S. Sarà anche che con quanto detto sinora non c'azzecca, ma questa storia mi ha fatto ricordare una cosa accaduta quando ero ragazzina. 
Conoscevo una ragazza di vista. Io sapevo il suo nome e lei sapeva il mio perché avevamo entrambe un'amicizia in comune, motivo per cui io e lei - si chiamava Valentina - ci eravamo trovate a scambiarci solo qualche parola. Com'è ovvio, da quel momento in poi finimmo per salutarci ogni volta che ci incrociavamo per strada, un saluto così, sventolando la mano, come quello che ci si fa con conoscenti di cui non ci frega un'emerita mazza.
Ma un giorno accadde qualcosa, una specie di litigio forse, che trovò coinvolte anche noi due. Qualche giorno dopo, ricevevo una telefonata attraverso l'"amica in comune" ed era Valentina che voleva parlarmi. Non dimentico facilmente quello che mi disse: "Io, Simona, non voglio rovinare quel saluto che c'è tra di noi". E io ne fui così toccata e commossa!
Facemmo pace e il nostro "saluto" tornò, finalmente, a essere quello di una volta! :D

martedì 7 giugno 2011

Una domanda diretta a tutti voi.

La domanda è la seguente:

- Quante volte andate al bagno, durante il giorno?




Dài, ovvio che scherzo.
La domanda riguarda Blogger.

Ho sempre il dubbio del box dei followers e vorrei sapere se anche voi avete lo stesso problema oppure se Blogger ha deciso di occultare l'identità dei lettori fissi soltanto alla sottoscritta.

In pratica, io non visualizzo il gadget dei lettori fissi, nè sul mio blog nè sui vostri, capite? Cioè, lo spazio dove c'è scritto "lettori fissi" è praticamente VUOTO. Quando accedo ai vostri blog, allo stesso modo non riesco a visualizzare chi vi segue nè quanti vi seguono.


Oltre ai followers con le loro icone, non visualizzo neanche il tasto "segui", così che mi risulta praticamente impossibile unirmi a blog che mi capitano sotto mano e che trovo interessanti.


Dal momento che i miei followers stanno aumentando (posso solo vedere, dalla bacheca, il numero di lettori che mi seguono), posso immaginare che c'è gente in grado di visualizzare followers e anche tasto SEGUI. Io no!!!

Ciò accade anche a voi?????

Aspetto spiegazioni da chi se ne intende o da chi condivide la mia medesima esperienza.

P.S. Blogger è in via di fallimento?

Baci bacini!

venerdì 4 marzo 2011

La regina della casa

La regina della casa è facilmente rientrato nella mia classifica dei "libri preferiti". Come tutti quelli della Kinsella, del resto.
Ma ha uno spirito umoristico eccellente! Una storia magnifica, eccezionale, divertente! E'... geniale!
La kinsella sa come conquistare il pubblico, sa come far sorridere, sa come puntare dritto al cuore della gente, sa essere "commerciale", e non lo riterrei un aspetto negativo, anzi! Essere commerciale, in fin dei conti, altro non è che avere la netta capacità di attirare più pubblico possibile. Insomma, vuol dire piacere!
Una protagonista straordinaria ed una storia instancabilmente gradevole!

Dài, vediamo insieme un pò di trama!
Samantha, un affermato avvocato che sta per diventare socio del più importante e noto studio legale di Londra, per un evento spiacevole è costretta ad allontanarsene, travolta da uno scandalo. Con la mente in subbuglio e ancora sconvolta, fugge da Londra per ritrovarsi casualmente nella casa dei signori Geiger, i quali sono in attesa di una candidata al posto di governante. Per un simpatico equivoco e per la sua situazione disastrosa, Samantha si ritrova quasi impercettibilmente ad accettare un lavoro che non ha mai svolto in vita sua: quello di governante. Un quadro davvero molto divertente, in cui la ragazza si ritrova a scoprire per la prima volta in vita sua anche le cose più banali della vita domestica, come usare un ferro da stiro o a cosa serve un aggeggio da cucina, come stirare una camicia o come sbrigarsela ai fornelli. Questo quadro è completato dalla nascita di un amore, immancabile nei romanzi della Kinsella, e dalla necessità, ad un certo punto, di chiedersi quale davvero sia la propria strada: tornare indietro, inseguendo nuovamente la propria carriera di avvocato, una carriera felice dal punto di vista economico ma che non le promette tempo libero e possibilità di viversi davvero la vita, oppure l'altra alternativa, restare, continuare ad essere una domestica, ma potersi vivere la vita, poter apprezzare le piccole cose di tutti i giorni, avere il week-end libero e vivere pienamente il suo amore. Ed è emblematicamente in una stazione, di fronte a due binari che si incrociano e su cui sono in partenza due treni che vanno nelle direzioni opposte, che Samantha prenderà la sua decisione.

Ho imparato a sorridere e a sperare insieme alla protagonista dalla prima all'ultima pagina e, per me, questo libro è stato una compagnia troppo piacevole! E non esito a iniziare subito la lettura di un altro libro della Kinsella, stavolta uno degli I love shopping che mi era sfuggito! ;)


domenica 27 febbraio 2011

Lo sapevate che...?

Oggi propongo una notizia che pare riguardarci da vicino, in quanto donne. E soprattutto, donne italiane.
La notizia è apparsa su The Sun, quotidiano britannico.
Pare che da alcune statistiche condotte dal produttore di intimo Triumph in alcuni paesi europei siano le donne inglesi quelle con... le tette più grosse! Ben il 57% delle donne inglesi, infatti, porta una quarta. Segue la Danimarca, con il 50% di donne con la stessa taglia. Dopo la Danimarca, si classifica l'Olanda con il suo 36%. Ma la cosa che qui voglio evidenziare è che l'Italia, tra i paesi analizzati, si è classificata... ultima! Pare che il 68% delle donne italiane porti una seconda e solo il 10% presenti una quarta. 
Vi ritrovate nei risultati??
Io, a dir la verità, con la mia terza neanche piena, proprio si. Ma almeno adesso mi sento più sollevata: non sono l'unica, in Italia!
Ad ogni modo, aggiungo di essere felice così: l'ho sempre detto io, che non amo i seni troppo grandi. Quelli piccoli sono così delicati!
La stessa storia di chi dice: "L'importante è essere belli dentro". Nella maggiorparte dei casi, non sono i belli a dirlo :-D!

Alla prossima!

sabato 19 febbraio 2011

Cioccolata per due, di Lolly Winston


Insomma, giusto per tenervi partecipi di qualche cavolata che mi riguarda e di cui, molto probabilmente, "non ve ne può fragar de meno", come dice l'etichetta del post!
E' un altro libro che ho apprezzato particolarmente per la sua carica emotiva ed umoristica.
Mi sono più volte espressa a favore della scrittura umoristica e ironica. Cioccolata per due ne è un altro esempio lampante. E, aggiungerei, chissà quanti ancora lo sono, ma a me sfuggono perché non li ho letti. Quindi, se qualcuno avesse da propormene, ne sarei ben lieta!

A volte credi che troverai dei libri che ti cattureranno soltanto nelle collane dai nomi famosi o presso le editorie che hanno fatto storia. Io stessa mi lascio influenzare da questo fattore. Ho un sacco di libri della Mondadori, per esempio. Quando li ho comprati, sono stata molto attenta ad acquistarli proprio di quella casa editrice. Sono come una specie di illusa garanzia!
Allo stesso modo, sei più attratto da una libreria nota dove poter acquistare un libro che ti terrà compagnia per i prossimi giorni. Organizzi dovutamente l'acquisto e forse sai già dove andare. Ti prepari i soldi. Se costano di più, nella stragrande maggioranza dei casi sono migliori di quelli che costano di meno o che troviamo in grandi quantità in pile di libri disordinate perché non comprati da nessuno. 
Beh, Cioccolata per due l'ho trovato al mercato e non l'ho pagato più di 5 euro (sono indecisa tra 3 e 5 euro, ma comunque rende l'idea). Ce n'erano solo un paio di copie, posizionate in una pila di libri senza ordine, sugli scaffali di legno di una bancarella poco promettente.
Inoltre, se vado alla ricerca del libro sul web, non è come quando vado a cercarne altri più famosi. Non è come, per dire, gli I love shopping. C'è meno informazione su Cioccolata per due.
Io, legata alle librerie ed  all'amata Mondadori, che non trovo al mercato (a me non è mai capitato, non so a voi), vado ad imbattermi in questo libro che, lì per lì, avrò anche acquistato con scetticismo, ma che si è rivelato un compagno molto piacevole! Trovo che non sia da meno rispetto a tutti quei libri premiati dalle case editrici più famose.
Io lo consiglio vivamente (sempre a coloro che vorrebbero passare qualche ora di piacere e di sorrisi!).

L'incredibile capacità ironica della scrittrice mi stupisce ancora di più quando penso che sia in grado di strappar sorrisi nonostante la base "drammatica" che si nasconde dietro la trama. La protagonista, infatti, è rimasta vedova e si ritrova ad affrontare i demoni di una vita affranta, con un impercettibile eppur così insistente desiderio di ritornare a vivere.
Mi sono divertita molto con questo romanzo!
Non sarà conosciutissimo come altri, ma vale la pena leggerlo!

L'ho prestato ad un'amica. Non appena tornerà indietro, magari mi tuffo in una seconda lettura! Ho tanta voglia di rispolverarlo!

venerdì 18 febbraio 2011

I love... I love shopping!


Oggi parliamo della scrittrice inglese, autrice di numerosi best sellers, di cui un giorno dello scorso anno mi sono perdutamente innamorata (insomma, non proprio di lei; dei suoi romanzi, chiaro!).

Madeleine Wickham, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Sophie Kinsella.

Certo, Sophie Kinsella per me è un vero mito! Adoro la scrittura ironica e attuale... e chi più ironica ed attuale della Kinsella!?!
Mi sono imbattuta per caso in qualcuno dei suoi romanzi un giorno che la mia ex coinquilina me li presentò, invitandomi a leggerli. Quella sera stessa, vogliosa di tuffarmi nella lettura di qualche bel romanzo, iniziai subito con il primo, un pò sulle mie, forse: non avevo mai letto nulla di questa scrittrice "sconosciuta" (per me lo era, all'epoca!) ed è stato amore a prima... lettura!

E' l'autrice della mitica e famosa serie degli I love shopping, che include:
- I love shopping (2000)

Sequel di I love shopping fino al 2009

- I love shopping a New York (2001)
- I love shopping in bianco (2002)
- I love shopping con mia sorella (2004)
- I love shopping per il baby (2007)
- I love minishopping (2010)


Di questa serie ne ho letti solo quattro; me ne mancano tristemente due, e spero di acquistarli al più presto. Quelli che mi mancano sono I love shopping in bianco e, appunto, l'ultimo uscito,  I love minishopping.

Sono romanzi in serie. Sebbene l'uno possa essere letto indipendentemente dal seguente o dal precedente, la storia funziona meglio in serie, in quanto uno è la continuazione dell'altro.

L'ultimo uscito - 2010
La protagonista, infatti, è sempre la stessa, la mitica Rebecca Bloomwood, detta Becky, nota giornalista finanziaria che lavora in un programma dal nome "Far fortuna risparmiando", in cui si dedica all'ascolto ed all'aiuto di persone che in diversi modi hanno dilapidato fortune, dando loro consigli validi su risparmi sicuri. Ma lei, proprio lei, amante accanita e compulsiva dello shopping, che non riesce mai a darsi un freno negli acquisti, che dilapida fortune e carte di credito, che ha un grave debito con l'esattore Derek Smith, proprio lei non può permettersi di dare questi consigli! La storia ha numerosi intrecci ed un senso dell'umorismo che non ti abbandona mai e poi mai, dalla prima pagina del romanzo, che puntualmente si apre con una lettera di sollecito di pagamento dalla banca, fino all'ultima. Ogni pagina è intrisa di ironia e buon umore! 
Io quelli che ho letto finora me li sono divorati nel giro di poche sere. Ed altrettanto farò con gli altri suoi romanzi che acquisterò!

Infatti, ci sono anche altri romanzi della Kinsella che mi piacerebbe avere al più presto. Questi non fanno parte della serie I love shopping, sono romanzi singoli e, suppongo, sempre molto divertenti. Eccoli:

- Sai tenere un segreto? (2003)
- La regina della casa (2005)
- Ti ricordi di me? (2008)
- La ragazza fantasma (2009)
- La signora dei funerali (2009)
- La compagna di scuola (2010)

Di questi ho letto solo Ti ricordi di me?, un romanzo sempre simpatico e divertente, con una storia particolare, molto piacevole, sebbene, dicendo la verità, avendolo letto dopo tutti gli altri, sentivo profondamente la mancanza della mitica protagonista Becky!

Sono molto curiosa di leggere gli altri. Mi attira molto, per esempio, La regina della casa (qui a fianco).
Conoscendo lo stile e il genere della Kinsella, possiamo immaginare quante ne combinerà questa "regina della casa"! Chi ha letto qualcuno di questi romanzi e conosce il modello di protagonista, sa cosa intendo! Riusciamo a immaginare una donna come quelle protagonisti dei romanzi della Kinsella fare le faccende domestiche? La copertina del libro, tacchi a spillo e pulizie, si addice benissimo! Inoltre, l'argomento non mi è del tutto insolito, ultimamente: potrei essere una potenziale protagonista dei suoi romanzi, allora ;-D!!

I love shopping è stato il primo fortunato romanzo della scrittrice inglese. Questo in realtà è il titolo che gli abbiamo dato in Italia. Quello originale è The secret Dreamworld of a Shopaholic. E' stato accolto bene dalla critica e dal pubblico. E' facile per noi donne identificarci nella protagonista della storia. Presumo che ciò che più ci attrae, leggendolo, sia la capacità della protagonista e della storia in genere di mantenere un invidiabile senso dell'umorismo nonostante i lampi di realtà quotidiana chiamati "guai", nei quali Becky è bravissima a cacciarsi!
Il libro ha avuto così tanto successo che nel 2009, in America, ne hanno fatto la trasposizione cinematografica, a mio avviso ben riuscita, con il film I love shopping (titolo originale in inglese Confessions of a shopaholic), con Isla Fisher nei panni di Rebecca Bloomwood.
Beh, ci sarebbe da scrivere un articolo a sè sulle differenze tra la trasposizione ed il libro. Io, come al solito, quando si parla di trasposizioni, resto sempre fedele ai libri. Li preferisco ai film, mi comunicano qualcosa di più... Sarà il potere dell'immaginazione!

Trovo attraente la scrittura ironica ed umoristica, e se un giorno dovessi scrivere un romanzo temo che resterei fedele a questo genere!
Lo so che ci sono gusti e gusti e che presumibilmente alcune persone amanti del genere, che so, drammatico, leggeranno sempre più volentieri un romanzo del genere che preferiscono, ma suppongo che la voglia di sorridere, di essere felici, di prendere abbastanza ironicamente gli eventi quotidiani sia una particolarità che accomuni un pò tutti. Romanzi di questo genere ti aiutano a sorridere davvero, ad alleviare qualche dolore o alleggerire una giornata stressante! Per questo motivo, il mio prossimo romanzo lo scriverò adottando lo stesso stile della Kinsella: ironia, buon umore, sarcasmo. Insomma, una botta di vitalità!

venerdì 11 febbraio 2011

Noi, Santa Croce e qualche sguardo inquieto

Una giornata ricomincia.
Non ho aspettative particolari, oltre al fatto che non gradirò pazzamente il pranzo poiché si mangerà in un ristorante a base di pesce, e non è che io sia particolarmente amica del pesce.
Avrei bisogno di studiare, questo sì, e invece sarà il terzo giorno consecutivo di non-studio, dato che i miei ospiti sono arrivati e non sono mai andati via.
Cioè, in questo momento dormono in qualcuno dei nostri letti.
Nulla di cui preoccuparsi, ovviamente, dato che gli ospiti sono due e i nostri letti quattro, disposti in due camere diverse.
Da domani mi devo rimettere a studiare, studio matto e disperato per cercare di recuperare gli argomenti non ancora fatti, non ancora neanche aperti.

Ieri abbiamo portato gli amici a fare un giro nel centro storico di Lecce. Ne vale davvero la pena.
Ma soprattutto ci siamo soffermati ad ammirare la meravigliosa Basilica di Santa Croce. Ogni volta che la guardo è come fosse sempre la prima volta. Ve la presento, per chi non la conoscesse:




Vi assicuro che vederla dal vivo fa proprio un effetto stravolgente. È maestosa e grandiosa. A mio avviso, nessuna foto riuscirà mai a farle giustizia, perché, tra le altre cose, si trova in una posizione ed in una piazzetta da dove è impossibile inquadrarla tutta ed ottenere lo stesso effetto di una visione dal vivo. Bisogna fotografarla sempre un po' dal lato per prenderla più o meno intera (come nella foto quassù), perché frontalmente è impossibile. Lei è troppo maestosa e noi saremmo sempre troppo vicini per permetterci una foto intera e frontale. E poi, se proprio la si vuol fotografare come si deve, si dovrebbero piuttosto fare dei primi piani dei vari particolari, perché di questi è fatta la basilica (che uniti, fanno la sua grandiosa interezza). I lavori della basilica sono stati ripresi più volte negli anni, e ogni volta sono stati aggiunti particolari in onore di vari personaggi.
Abbiamo trovato un vecchietto cicerone, ieri, ai piedi della basilica. Si era preoccupato per la mia amica ospite, la quale aveva innocentemente sfoderato la sua macchina fotografica per fare un semplice scatto, quando egli la fermò dicendole che, non essendo lei delle parti, valesse la pena che ascoltasse qualche pezzo di storia sulla basilica!
Fu così che ci rapì pubblicamente, lì, ai piedi della basilica. Parlò, parlò e parlò della Basilica di Santa Croce, noi col naso all'insù, a cercare tutti i dettagli che egli ci indicava e continuando ad annuire ogni qualvolta qualcuno ci sfuggiva. Ogni tanto ci guardavamo tra noi con tipico sguardo di terrore e uscivano dalle nostre bocche dei flebili "qualcuno lo fermi".
Nessuno lo fermò.
Egli continuò per mezz'ora abbondante.
Che brav'uomo però, davvero un brav'uomo. Peccato che avessimo fretta di andare a prendere il nostro Ginseng al bar e non ci ricordiamo un accidenti di ciò che abbia detto. Per quanto mi riguarda, non proprio un accidenti: Cesare Penna fu uno degli architetti, detto il "nasone"!

Alla prossima!

mercoledì 26 gennaio 2011

Un tuffo nel passato: Fiat 600 Multipla e Fiat 900E.

Volevo inoltre rendervi partecipi del fatto che mi sono innamorata della seguente macchina:




È una Fiat 600 multipla, costruita dal 1956 al 1966.
Quanto è carina!
Guardate com'è ben fatta. Guardate che cura nei particolari. Perfino le due colorazioni, il tetto di un colore diverso dal resto della carrozzeria.
Questa macchina aveva una capacità di sei passeggeri, disposti comodamente su tre file diverse. Mica chiacchiere!
Ebbe successo soprattutto come taxi o come piccolo pulmino economico, data la comodità e la capienza degli interni.

Eccola in versione TAXI


E ve la presento anche in versione CARRO FUNEBRE



Per completare in bellezza, vi propongo un suo successore, il 900E, un furgoncino prodotto nel 1980, la versione perfezionata di altri furgoncini precedenti. Venne usato per trasporto merci o come pulmino.
Ma soprattutto, fu adottato dall'arma dei Carabinieri. Facevano perfino gli inseguimenti, con questo pulmino qui!
Eccovi, quindi, il 900E in versione camioncino dei Carabinieri.




Queste due macchine qui hanno deciso di farmi impazzire: le amo!!!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Cerca per argomento

0111 edizioni (23) accessori (20) accessori dipinti a mano (9) acquisti (29) Amazon (5) amore (5) Angela Bianchini (3) animali (3) Anno Nuovo (1) annunci (4) Anteprime di libri (27) Antonietta Agostini (1) Arredamento e idee casa (1) arte (36) Artesottoilsole (1) Articoli (1) Associazione Adolescenti e cancro (1) Associazione culturale G.a.i.a. (10) Associazione Un Ponte per Anne Frank (1) Auguri (1) autori (94) autori emergenti (32) autori esordienti (68) autunno (5) Avon (1) Avvisi (3) Beauty (2) bellezza (4) benessere (3) Biennale del Salento (1) Booktrailer (2) borse (12) borse dipinte a mano (3) Bottega Verde (2) Braccialini (1) Butterfly Edizioni (11) Candele (1) cani (3) case editrici (8) categorie maschili (3) cazzate varie (69) Chick-lit (2) Cinema (1) Citazioni (1) Città (6) Città del Libro 2012 (2) Come fiocchi di neve (1) community (1) concorsi (5) Copertine di libri (3) Corsi di scrittura (1) cose di cui non te ne può fregar de meno (77) cose mie (140) cose strane (5) creare (1) creatività (11) curiosità (13) Desigual (7) di tutto e un po' (87) dipinti (6) diritti d'autore (2) Divagazioni (2) domande su Blogger o Blog (1) donne case e disastri (16) e-book (7) Elena Ferrante (1) Emily Dickinson (1) estate (2) Estratti (2) eventi (8) Facebook (2) Fai bei sogni (1) Famiglia (1) film e cortometraggi (1) Film e recensioni (7) Filosofia (1) Fotografia (8) fotografie (37) Giardini fioriti (2) giochini (5) Giornale di Puglia (1) Giveaway (18) Gli angeli non hanno memoria (1) Gli oleandri (1) H&M (1) Hanùl (17) Haruki Murakami (1) I bordi imprecisi del cuore (2) I vostri racconti! (1) idee abbigliamento (16) idee capelli (7) Il Blog (12) Il Giorno della Memoria (1) Il salotto di Simo (142) Ilaria Goffredo (2) illustrazioni (1) immagini (9) Inglese (1) Insegnamento (3) Inside Out (1) interviste (65) Inverno (1) Invia il tuo racconto! (13) Jeans e cioccolato (32) L'amica geniale (1) L'ultimo tramonto a Bangkok (2) La bottega dei libri incantati (2) La Fornace (3) lavoro (1) Le Chat Gourmand (1) Le labbra tue sincere (1) Le nostre distanze (4) Lecce (3) Lecceprima (1) leggere (11) Leonid Afremov (3) Letteratura (9) lettura (8) Lezioni di arabo (2) Libreria (1) libri (162) Link utili (1) Lo sapevate che... (5) lugubrazioni mentali (31) Mai baciare il tuo ex (1) Massimo Gramellini (1) Maurizio Monte (2) Milano (11) Mille vie fino a te (2) mostre (4) Musicoterapia (1) Narcissus (1) Natale (9) Neve di Praga (1) Never let me go (1) Newton Compton (5) Non c'è nulla di ordinario nell'ordinario (1) novità (41) nullezze (35) ordini online (5) pagine dal vento (56) Parchi (1) Passo Domani (3) Perugia (4) Photos from the wind (1) Pittura (7) Poesia (1) poesie (23) Poesie e racconti d'autore (2) Pollice verde (1) portafogli dipinti a mano (2) Premiazioni (11) presentazioni letterarie (4) primavera (2) promozione (79) promozioni (1) propositi di vita (41) Prossime uscite (2) psicologia (1) pubblicare (73) pubblicazioni (5) pubblicità (29) Puglia (1) Puuung (1) Quel ridicolo pensiero (14) Racconta la tua storia e vinci un premio (4) racconti (28) racconti di vita quotidiana (27) recensioni (43) ricordi (12) riflessioni (56) risate (6) romanzi (17) romanzi d'esordio (57) Salento (1) Salman Rushdie (1) Sara Rattaro (1) scarpe (1) Scatti (4) Scrittura (12) scrivere (58) Scuola (6) Segnalazioni (26) Sei dove batte il cuore (5) Sei dove sussulta il cuore (14) Self-publishing (1) Sentimenti (1) Shaila (1) Simona Giorgino (32) sinossi (1) Sondaggi (2) Sophie Kinsella (6) storie di attualità (4) storie di ordinaria follia (74) StreetLib (1) studiare (2) Teatro (1) TFA (1) The Pink Cafè (1) Thomas Kinkade (1) Tiziana Iaccarino (5) Toscana (1) Traduzioni (1) università (4) Verde (2) viaggi e partenze (20) video (8) vita (20) www.hanulstyle.com (3)

Archivio blog