Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

La mia foto
Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

martedì 29 marzo 2011

Un nome che terrò volentieri in mente!

Non che io sia particolarmente felice di alzarmi la mattina per andare a chiudermi in un call center dove per la maggiorparte del tempo, tra un'intervista e un'altra, me ne sto china sul quadernetto da lavoro a riempire il foglio di una fottuta scacchiera bianca e nera. E non a caso tutti i miei quadernetti da lavoro sono a quadretti. Lo debbono essere rigorosamente, sennò come lo passo il tempo?? Ma oggi, almeno, mi è rimasto un ricordo positivo della mia giornata lavorativa (non è che solitamente questo lavoro ti permetta di portarti a casa grandi soddisfazioni). Insomma, ho chiamato una signora che aveva un nome bellissimo. Tutto qui. Ed è da stamattina che me lo ripeto nella testa. Lo avrò sentito qualche altra volta, suppongo di sì, ma stavolta mi ha lasciato qualcosa dentro. È il nome della mia vita, capite? Dovrò assolutamente avere una figlia femmina per poterla chiamare così. Ho pensato anche di dare quel nome alla protagonista del romanzo che sto scrivendo, ma poi mia figlia si chiamerà come la protagonista di quel mio romanzo fallito quando avevo 25 anni?
Uhm. Debbo pensarci bene. Insomma, è importante, no?
O mi prendo una cagnetta e le metto quel nome? No. Troppo complicato. Non ho un appartamento da animali e su di un cane, poi, quel nome sarebbe proprio sprecato!
Sono stata per anni a pensare che Asia o Siria sarebbero stati i "nomi della mia vita". Rimangono nella lista dei miei preferiti, questo si, ma da oggi se n'è aggiunto un altro ed ha anche scalato la vetta piazzandosi in cima!!
Curiosi, eh?? Beh, non ve lo dico!!! 


L'ALFABETO ARABO - Seconda lezione

Non ne sono ancora certa, ma probabilmente riuscirò a pubblicare finalmente la tanto attesa seconda lezione di arabo. La stavate "tanto attendendo", non è così? Ecco. Avrò la certezza di esser riuscita nel mio intento-video-di-approfondimento solo dopo aver cliccato su quel "pubblica post" infondo alla pagina.

SECONDA LEZIONE - L'ALFABETO ARABO
La prima lezione è stata solo una premessa generica sull'apprendimento dell'alfabeto arabo. Oggi, invece, come promessovi, inizieremo ad imparare nello specifico l'alfabeto.
Io ve lo presento prima tutto per intero per averne almeno un'idea generale, per poi iniziare piano piano a studiare e ad analizzare lettera per lettera (come si scrive, come si lega con le altre, come si pronuncia, ecc.).
A tal proposito, per rendervi più facile l'apprendimento, ho pensato di aggiungere alla fine di ogni lezione una registrazione o un video in cui riassumeremo o approfondiremo le nozioni affrontate e soprattutto in cui avrete modo di riscontrare la pronuncia delle lettere "dal vivo".
Trovo indispensabile che venga letto prima il post per intero e poi vengano guardati i video di approfondimento, che non a caso sono pubblicati ai piedi del post. In questo modo sarà più semplice capire quello che si va a dire nel video!

Vi presento qui di seguito l'ALFABETO ARABO (ricordatevi che si legge da DESTRA a SINISTRA).

Figura 1.

Prima di iniziare con le prime lettere, ricordate che ogni lettera, all'interno della parola, può trovarsi in posizione isolata, iniziale, mediana e finale. La posizione isolata è quella di una lettera che si trova, appunto, isolata, non legata a nessuno; la posizione iniziale è quella di una lettera che si trova all'inizio della parola; mediana è quando la lettera si trova in mezzo alla parola, tra due altre lettere; finale è quando la lettera si trova alla fine della parola. La lettera cambia la sua forma in base alla posizione in cui si trova nella parola! (Non allarmatevi: è la cosa più semplice da imparare e man mano verrà tutto spontaneo!).

Per semplicità, essendo la prima lezione, ci limiteremo ad apprendere solo le prime due consonanti.

Figura 2

LETTERA ALIF

La prima lettera dell'alfabeto arabo è la alif (nella trascrizione europea viene simbolizzata come ā, cioè una a con un trattino sopra e per la pronuncia vedi video).
Cosa c'è da sapere sull'alif?
- Si lega solo a destra. Ecco una delle consonanti "asociali per metà"! Non accetta nessuno al suo fianco sinistro, davanti a lei, per intenderci (quindi, ogni lettera che la segue non si lega mai a lei, ma lei può legarsi alle precedenti, qualora queste accettino a loro volta legami!).
Vediamola nelle varie posizioni (chiamamolo pure Kamasutra delle lettere arabe! :D).
Figura 3. Alif  isolata e iniziale.
- E' una lineetta semplicissima, sia in posizione isolata che in posizione iniziale. Noterete che qui manca un segnetto sulla parte superiore che invece era presente nella figura 2. Ve lo dico per non indurvi in confusione. Quel simboletto simile ad un 2 al contrario presente sull'alif della figura 2 non è un errore di stampa, ma non è neanche da considerarsi un segnetto proprio della alif. Se mai giungeremo a lezioni più avanzate (se non ci fermeremo, quindi, solo all'alfabeto), saprete qualcosa di più su quel segnetto. Per ora, vi basta sapere che si chiama Hamza e che è considerata una consonante in arabo, ma dato che è incapace di reggersi da sè (queste lettere arabe sono proprio simpatiche, no?? :D) deve chiedere sempre l'aiuto dell'alif in posizione iniziale. E' per questo che le troveremo spesso in coppia! Per ora, ponete l'hamza nel vostro magazzino mnestico... ma non dimenticatela del tutto!



Figura 4. Alif mediana e finale.

- In posizione centrale e finale, l'alif assume la forma quassù. Ricordiamoci, a tal proposito, che questa consonante non richiede legami di sinistra (è di destra, la tipa!). Quindi, i puntini stanno ad indicare la presenza di altre lettere che la precedono alle quali l'alif si lega tranquillamente, cosa che non fa sulla sinistra. 
- L'alif si può pronunciare in due modi: come ae inglese o come una normalissima a italiana.



LETTERA BA
La seconda lettera è la bā.
- Si scrive sulla riga e non scende mai al di sotto di essa (ci sono lettere che lo fanno!).
- Si pronuncia come la comunissima b italiana.
Vediamo il Kamasutra della bā.



Figura 5. Bā in posizione iniziale


Figura 6. Bā in posizione mediana


Figura 7. Bā in posizione finale e isolata

Nella prossima lezione proseguiremo con altre due consonanti, ma non prima d'avervi presentato le VOCALI ARABE.


VIDEO DI APPRONDIMENTO

Bene ragazzi. Dopo una lotta inedita contro i miei video posseduti, eccoli qui, esorcizzati. Per Dio solo sa quale miracolo, sono riuscita a caricarli (sarà stata la rete wireless a scrocco che ho scoperto di avere nel palazzo o il video converter che ho scaricato? Entrambi direi). Ad ogni modo, dateci uno sguardo, vi saranno d'aiuto per la pronuncia o per qualche altro piccolo dettaglio. Per eventuali dubbi, commentate e chiedete!


video

video

video


N.B. Temo che queste lezioni sull'alfabeto arabo saranno, più che vere e proprie lezioni, degli intermezzi quotidiani di svago e relax, e saranno condotte più che altro in chiave ironica. Mi perdonino gli esperti della lingua che capiteranno per caso da queste parti! ;)

giovedì 24 marzo 2011

Capelli ieri, capelli oggi

Ragazzi, un post di cui non ve ne può fragar de meno per mostrarvi i miei capelli ieri e i miei capelli oggi. Così sicuramente quando in più di un'occasione vi capiterà di leggermi citare la mia ex criniera, non vi verrà mai di dire "questa è pazza". Anzi, imparerete piuttosto ad aver pietà di me e a darmi ragione!

Premessa: non mi offendo se mi dite che stavo meglio prima (tic, tic)! Insomma, sono sempre io, solo con una criniera un pò più corta! (E ok, va bene, va bene, se mi dite che stavo meglio prima metto una bomba sul blog).

Ho scelto le foto in cui si vedono meglio i capelli, insomma (il ché vale a dire "non badate alla mia orripilanza, ma ai capelli"). E comunque infondo al post ci sono le altre foto di me con capelli corti e lunghi.

 

Qui mi è uscita la testa a forma trapezoidale e ho pelucchi al vento,
ma è una delle foto che meglio ne mostrano la lunghezza.

Notate come si appoggiano a curva sul muretto.
Non sapevo più dove metterli, ragazzi. Arrivavano dappertutto.
(Fino a ché un giorno decisi di metterli
sotto un paio di forbici - ma che diavolo
mi sarà passato per la testa???)
(Li rivoglio!!!)

E questa sono io dopo massimo un paio di giorni dal taglio.
Quella è la faccia di una persona autoconvintasi
di non aver fatto mai cosa migliore in vita sua.



Questa foto la conoscete già, ma è una delle poche che
testimoniano la mia "fase frangia".


Ora, sono leggermente più lunghi (di un cm) e non hanno più forma.
Non ho foto che testimonino.
Per fortuna.

Bijou Brigitte, arriiiiivoooo!

Buongiorno ragazzi!
Provo quasi tutti i giorni a postare la seconda lezione di arabo, ma, mannaggia la miseria, non so proprio come fare a caricare quei dannati video.
Intanto, stamattina devo assolutamente uscire, devo recarmi subito al centro Tre per discutere di un problema con la scheda della chiavetta Internet, altrimenti rischio di restare senza connessione e NUN SE PO' FA'!!!!!!!!
Inoltre, dovendo andare in centro, ho intenzione di fare un bel salto da Bijou Brigitte. Magari trovo qualcosa di carino per questi capellacci ormai indomabili ed irriconoscibili!!
Ora che ci penso, debbo infatti fare ancora le famose "prove" di fronte allo specchio! Nel frattempo, la frangia sta crescendo e sto tornando ad avere il ciuffo. Piano piano, piano piano...
Ah! Mi viene in mente che ho bisogno anche di una matita nera per occhi. Ma presumo che non ve ne possa fregar de meno.
Come non detto.

mercoledì 23 marzo 2011

Fretta e disastri

Stamattina sono tutta di fretta. 
Ho messo la lavatrice, poi questo vento fortissimo ha scaraventato a terra lo stendino, sporcando tutte le lenzuola.
Ho dovuto rifare il bucato e non so se riesco a stenderlo perché sto per essere prelevata da un'amica con la quale si organizza la festa a sorpresa di stasera!
E ora scappooooooooooooooooo!!

martedì 22 marzo 2011

E' primavera!!!

E' arrivata giusto ieri ragazzi! Se non me lo avessero fatto notare non me ne sarei ricordata, tutta impegnata come sono nell'organizzare l'animazione di una festa a sorpresa. Voi vi chiederete "ma questa non era impegnata a studiare un enorme libro di diritto per una giusta causa?".
Avete perfettamente ragione, ragazzi, non ho scusanti! Ma questo compleanno è venuto fuori all'ultimo momento. Ho avuto solo due giorni (più oggi) per pensare a qualcosa, ed ho iniziato a farlo solo ieri. Così mi ritrovo nel pieno di un'attività frenetica fatta di giochini, rime e caccia al tesoro.
Intanto, il diritto sta aspettando. Che sarà mai?! Ho la bellezza di poco più di due settimane: ovvio che riesco a studiare 1200 pagine di diritto in due settimane!   O_o

giovedì 17 marzo 2011

Chissà se...

...volassi insieme al vento, per arrivare fino al cielo, fino al sole e...
No. Non è giornata di poesia.
Dopo una lavatrice di bianchi e l'incertezza se metterci dentro anche il pigiama rosa chiaro e la candeggina, resto in camera a respirare l'aria fresca che entra dalla finestra e a squadrare con aria frustrata il quadretto che si intravede da qui: sole, sole e sole, cielo che più celeste non si può, cime d'alberi agitate da un lieve venticello e la mia voglia di una passeggiata al mare inghiottita dal libro di legge.
Di legge? Ma chi me la fa fare? E' peggio dell'aramaico per me! Eppure mi ritrovo qui a studiarla.
Oddio, studiarla è una parola molto grossa, un'iperbole, un'esagerazione! Diciamo che leggo e sottolineo distrattamente. E attenzione, sono solo alla pagina numero 3 su 1234. Tre su milleduecentotrentaquattro.
Bene.
Vorrei piuttosto fare un discorsetto a quattr'occhi con il signore che mi farà andare fin lì e che mi escluderà seduta stante per mancanza di requisiti dopo avermi illusa di poter imparare 1234 pagine di diritto in meno di un mese e dopo avermi fatto perdere del tempo con i miei esami di psicologia. Lo ammezzerei senza pietà. Idem se fosse una signora.

martedì 15 marzo 2011

Ora conosco anche quelli al prosciutto crudo!

Oggi mangerò tortellini con il ripieno di prosciutto crudo. Ma non mi piacciono. Preferisco quelli alla bolognese. Perché i tortellini alla bolognese esistono, vero???
Mi viene alla mente un ricordo recente.
Scenario: io e il mio ragazzo al supermercato a fare la spesa. Di fronte allo scaffale che espone i tortellini, io mi impegno a cercare quelli con il ripieno di carne, ma pare ce ne siano solo ripieni di prosciutto crudo. Dappertutto leggo "prosciutto crudo", "prosciutto crudo", di qualsiasi marca siano, questi tortellini hanno solo ripieno al prosciutto crudo. Il mio smarrimento di identità viene incoraggiato quando il mio ragazzo insiste che non ha mai sentito parlare in vita sua di tortellini con il ripieno di carne e che per lui il ripieno è stato sempre col prosciutto crudo. A questo punto, iniziano a crollare tutte le mie certezze. Voglio dire, io sono cresciuta con la certezza che il ripieno dei tortellini fosse di carne e non di prosciutto crudo! Al massimo, accetto volentieri l'idea dell'esistenza del ripieno di prosciutto crudo come un tipo di ripieno che non ho mai assaggiato, a patto però che esista anche quello di carne! E il bello è che il destino non si mette per niente dalla mia parte! La presenza di soli ripieni al prosciutto crudo non fa che dimostrare la sua tesi ed annullare la mia! Io resto scioccata. Sono pronta a qualsiasi cosa per dimostrare che i tortellini alla bolognese esistono eccome, ma non so proprio come fare! Per almeno cinque minuti rimango ferma di fronte a questo scaffale con la speranza che un pacco di tortellini al ripieno di carne si materializzi dal nulla, per dimostrare la mia, di tesi! Ma non succede. Questi ripieni sono tutti maledettamente al prosciutto crudo!
Torno dunque a casa affranta, con seri dubbi sulla mia incolumità mentale. Avrò sviluppato una falsa memoria? Avrò avuto allucinazioni sul ripieno di carne? Tutte le volte (milioni di volte!) in cui ho mangiato tortellini col ripieno di carne in realtà mangiavo ripieno di prosciutto crudo immaginando fosse carne trita?
Crollano tutte le mie certezze, fino a quando qualche giorno dopo, nel frigorifero di mia madre, giacciono sorridenti due pacchi di tortellini. Hanno il ripieno di carne! Il mio ragazzo non è qui per dimostrargli la mia tesi, ma mi sento comunque trionfante e  sollevata per la mia vittoria!

Questa è la mia esperienza. Non ho mai capito, in verità, se il mio ragazzo fosse convinto di quanto diceva o se si stesse soltanto prendendo gioco di me. A me pareva parecchio convinto, Dio santo!

Anche il web, con poche digitate, mi dimostra che ho ragione e che i tortellini di carne trita esistono eccome!
Una prova inconfutabile!
Quel giorno, al supermercato, erano semplicemente... finiti, ed io ero solo vinta dall'evidenza! :)

La chiameremo Desia

Non mi ero accorta che fosse cresciuta. Davvero. Dev’essere successo molto tempo fa, eppure me ne rendo conto solo adesso.
“Sono incinta, mamma”. E io che credevo non sapesse neanche il significato della parola sesso. Ma se aspetta un bambino avrà dovuto conoscerlo perfettamente. Non è potuta rimanere incinta con un bacio, no?
Non la vedevo da almeno tre mesi. Si è trasferita in una città universitaria per studiare ed invece di tornare a casa con l'alloro torna con il pancione. Come porterà avanti gli studi, adesso? Volevo che diventasse un avvocato affermato come me. La mia piccola.
A me non rimane che accettare che sia cresciuta. Ed accettare la sua vita. Perché è sua e perché io non sono più nessuno per poterla biasimare.
“La chiameremo Desia”. Desia. Che razza di nome per la mia nipotina, Desia? La mia cosa? Ho 40 anni e sono già nonna. Ma la verità è che mia figlia diventerà madre troppo giovane. Dove sono stata per tutto questo tempo? Non ho insegnato proprio nulla alla mia bambina? Proprio nulla? Come è potuto accadere?
Desia. Una bella bambina. Mia figlia è bella, un angioletto biondo, dovrebbe prendere da lei, Desia. O da suo padre? Io non conosco suo padre! Sinceramente non mi va neanche di immaginarmelo. Ma è lei che mi parla di lui, come se mi stesse leggendo nel pensiero.
“Lui è un ragazzo in gamba, mamma, ti piacerà”.
Mi piacerà. Ne sono convinta anch’io. Devo esserne convinta. Che lavoro farà? Sarà un avvocato anche lui? O forse studia legge nella sua stessa facoltà, si, sarà sicuramente così. Si saranno conosciuti durante le lezioni. Desia avrà due genitori avvocati.
“Al momento, mamma, è in cerca di lavoro”.
Bene. Uno sfaccendato. Come riuscirà a portare avanti una famiglia? Che lavori avrà fatto in passato? Non studia insieme a lei, dunque?
“E’ stato sempre ad aiutare il padre nelle terre di famiglia”.
Ok. Non è un pregiudizio. Che sia stato contadino va benissimo. Io non ho mai avuto pregiudizi in vita mia! Saprà pur fare qualcos'altro, no?
“Ma la cosa che più mi piace, mamma, è che Desia sarà bilingue”.
Bilingue. Cosa vorrà dire con questo?
“Imparerà l’italiano dalla madre e il marocchino dal padre”.
Italiano dalla madre e marocchino dal padre. Marocchino dal padre???
Ok. Calma. Io non ho mai sofferto di pregiudizi. Avere pregiudizi è una malattia grave, che logora l’anima. Non sono malata di pregiudizi. I marocchini sono gente per bene. Insomma, può essere, no? Ed io mi fido della mia bambina. Sicuramente fa parte della società marocchina dabbene.
Desia sarà un’italo-marocchina. Non suona male, tutto sommato.
“Sono contenta, mamma, che l’hai presa così. Vedrai che Rachid ti piacerà. Te lo farò conoscere oggi, perché, indovina un po’?? Verrà a pranzo da noi! So che muori dalla voglia di conoscerlo! Pensavo… e se preparassi una di quelle tue buonissime lasagne al forno per questo pranzo speciale, oggi?”. Ovvio che muoio dalla voglia di conoscerlo! Non vedo l’ora di preparare le lasagne per loro! Sono molto contenta, per la mia piccola. Sono molto…… E va bene, la verità è che non sono contenta per nulla! Tutto mi sarei aspettata, tranne di rivedere la mia piccola con il pancione, incinta di un marocchino disoccupato che non ho mai visto in vita mia e che probabilmente non imparerà mai un altro mestiere. Dimmi almeno che non è musulmano, ti prego, dimmi che non è musulmano. Pregherò in silenzio perché non lo sia, ma non toccherò il discorso, no. Non voglio che mia figlia pensi che io sia preoccupata o scontenta.
La vedo allontanarsi verso la porta. A vederla da dietro (senza il pancione), mi ricorda le estati di vacanza al mare, con i suoi boccoli biondi che scendevano lungo la schiena abbronzata, il bikini rosso di pizzo cucitole dalla zia Patrizia. Rivedo perfino il suo pallone preferito ballonzolare di qua e di là per la cucina. Era una bambina, giocava ancora a palla con le amiche. La rivedo, poi, un po’ più cresciuta, con il capo chino sul mio grembo, nelle sere fresche sotto il pino, in giardino, prima dell'arrivo di settembre, e io che le accarezzavo i morbidi capelli rassicurandola che aveva scelto il giusto indirizzo di scuola secondaria, ed anche, poi, la giusta facoltà universitaria. E come arrossiva quando, per prendermi gioco del suo imbarazzo, le dicevo: "Poi un giorno ti sposerai con un bel giovane dell'alta società ed avrai una casa grandissima, una villa, no ma che dico villa?, un castello!". Diventava tutta rossa. Com'è cambiata nel tempo!
Mentre sono persa nei miei pensieri, si ferma un attimo e si volta verso di me esclamando: “Ah, mamma, quasi dimenticavo!” ed io torno alla realtà liberandomi improvvisamente dai ricordi dei tempi passati.
“Ricordati di non usare la carne di maiale per il pranzo. È musulmano!”.

S. Giorgino, 13/03/2011

lunedì 14 marzo 2011

Qualcuno m'illumini d'immenso:

...perché non riesco a caricare i miei video (formato .mov) sul blog? Ho la seconda lezione di arabo che aspetta solo questo per essere pubblicata, Dio santo! Non sono poi di così lunghissima durata (un 5 minuti ciascuno)! Accidenti. Spero di riuscire prima o poi a caricarli.
Con la webcam manco a provarci. Quella strana webcam fa riprese ma poi non ti fa rivedere i tuoi stessi video, capito? E che te li fa a fare, allora? Chiaramente, oltre a non poterli rivedere non c'è neanche speranza di usarli in altri modi e per altri scopi. Rimangono semplicemente lì a prenderti per i fondelli.
O sarà che non ho ancora capito come funziona davvero? E' solo una webcam, non posso essere così rimbecillita!
O forse si?
E comunque, facessero delle webcam più semplificate, allora, alla portata di tutti!
Se qualcuno potesse illuminarmi sull'argomento, ben verrebbe!

Mi piacerebbe esordire con...

..."Mattinata di shopping!".
Invece, economicamente in ritirata, ho potuto solo osservare vetrine e sfruttare un bonus in una libreria, acquistando tra l'altro un testo di 1200 pagine su argomenti giuridici che in meno di un mese non ce la farò mai a studiare e che in pratica non mi servirà a niente se non ad umiliarmi fortemente e a farmi perdere tempo con l'università.
Bene.
Tra le altre cose, non era esattamente mia aspirazione tornare a lavorare in un dannato call center di interviste dove sono parcheggiata esattamente da un anno e dieci mesi, ma dal momento che lavori più soddisfacenti e più redditizi non mi si sono presentati, sarò costretta a rifare il parchimetro al call center, per almeno altri tre mesi.
Ri-bene.
Camminando per il centro, mi sono innamorata soltanto di:
- un vestito da Rinascimento (è il nome di un negozio!);
- un fermaglietto per capelli insoddisfacenti;
- un paio di libri;
- un cappello;
- la vetrina di Bijoux Brigitte.
Ma stamattina nulla mi era concesso.
Ora, mi auguro solo che non incominci a piovere proprio quando avrò messo piede fuori di casa.

martedì 8 marzo 2011

"Ciao, siamo ancora noi, i tuoi capelli corti". Che incubo!

1) Il problema è che appena tagliati, i capelli, ero seriamente contenta d'averlo fatto. Ma col senno di poi so benissimo che si è trattato di un mero e ingenuo autoconvincimento. Io non sono fatta per i capelli corti! Era logico che me ne sarei pentita!
2) Dopo aver assalito Lady Brett chiedendole di non discutere più del suo taglio insoddisfacente, mi ritrovo io stessa a non smettere più né di parlarne né di pensarci! Non posso farci niente: i capelli sono molto di noi, sono una grande parte di noi e se non sono come li vogliamo, son guai seri!
3) Per me i capelli lunghi sono sinonimo di femminilità e di tante cose belle: non me ne sarei dovuta liberare con così grande facilità, dopo anni di convivenza!
4) Ora, la mia insoddisfazione è ormai nota e indiscussa. E ciò che rimane da fare non è affatto cercare di sentirmi bene con il mio nuovo capello (che poi li ho tagliati più di due mesi fa, quindi non è più nuovo! È, piuttosto, un taglio indecifrabile, quello che non è più nuovo ma neppure vecchio, quello che sta crescendo ma che non è ancora cresciuto del tutto, insomma una roba incomprensibile!), non cerco consigli su "come prenderla", ma su cosa fare nel pratico: codini, acconciature, fermaglietti, trecce. Qualsiasi cosa che si possa fare con i miei capelli attuali (superano di poco le spalle - anzi, non so se superano le spalle, infondo al blog ci sono mie foto comunque -, il parrucchiere me li ha parecchio sfilacciati e ho frangia in fase di ricrescita - quella frangia che non è più frangia ma neppure ciuffo). Non voglio fare acconciature che richiedano taglio, ovviamente. Voglio poter gestire i miei capelli attuali senza uso di forbici, semplicemente in attesa che ricrescano.

Farò così: correrò da Bijoux Brigitte e lì acquisterò fermaglietti e ornamenti per teste insoddisfatte. Una volta tornata a casa, prenderò sedia, spazzola e i miei nuovi acquisti e adagerò la mia persona (e soprattutto la mia testa) di fronte allo specchio. Proverò, proverò e proverò finché i miei capelli non prenderanno una forma (che sia almeno accettabile) in grado di farmi distogliere il pensiero da quei lunghissimi capelli che ho regalato alla pattumiera del mio parrucchiere (e che probabilmente adesso staranno sulla testa di qualche insoddisfatta come me che si è fatta fare le extension - non fatemici neanche pensare, accidenti! I miei capelli sulla testa di un'altra: è troppo probabile per non rimanerci male!).


Da buona disperata, ho cercato un po' in giro nella rete. Su http://www.cosmopolitan.it/ nell'area beauty ho trovato alcune idee per capelli corti o di media lunghezza. Sinceramente nulla di realmente soddisfacente, ma almeno sono alla portata di tutti (e non solo da mani di parrucchiere!). Eccone alcuni esempi:



Per prima cosa, mi chiedo se con la mia lunghezza sia possibile tentarne anche uno solo di questi. E poi sono una che non ama legare i capelli, sono per il capello lungo e sciolto, senza troppi artifici, ma la mia situazione attuale non mi permette di concedermi ma e se. 

Ho anche trovato questo:


Magari potremmo applicarci una fascia come sopra, un qualcosa di carino, di sbarazzino, e lasciar scendere ciuffi di capelli (ma presumo che la mia frangia in ricrescita non mi permetterà di farlo - bene, sono spacciata).

Non sono molto per i cappelli, ma suppongo che si potrebbe provare anche con qualcosa del genere. I cappelli fanno molto chic!  Ma quelli bisogna provarli addosso, quindi mi sembra pressoché inutile stare a cercarne su Internet giusto per farsi venire in testa delle idee (mi farei venire in testa piuttosto i miei vecchi capelli!).

Bene, per ora è tutto. Confido in nuove idee ed invenzioni capellarie da parte mia quanto da parte vostra! :)

Alla prossima! ;)

Ho fatto tanti...

...errori nella mia vita.
Ma l'ultimo potevo pure risparmiarmelo: tagliare i miei stramaledetti bellissimi capelli lunghi!
So che c'è gente in grado di capirmi benissimo.
Non posso resistere con i capelli corti. Non sono più io!!!
Devo assolutamente trovare qualche escamotage per ritrovare in qualche modo la mia identità smarrita.
1) Legarli perennemente a codino.
2) Indossare perennemente un cappello (magari chic).
3) Utilizzare parrucche ed extension.
4) Indossare burqa.
Ma nessuna delle precedenti mi appartiene.
Le extension mai. Sarebbero un'offesa ai miei ex capelli lunghi e comunque sono stata sempre contro le extension.
Parrucche no, era chiaramente una battuta.
Sul burqa magari ci faccio un pensierino.
Potrei anche pensare di acquistare cappelli a dozzine, questo si. Cappelli che distolgano l'attenzione dai miei capelli. Anche se preferirei capelli che distogliessero l'attenzione dai miei cappelli. Ma non si può voler tutto dalla vita. E soprattutto non si può voler qualcosa che prima avevi e che ora non hai più e non avrai per i prossimi anni finché non ricresce.
Forse, più logicamente, dovrei inventare o scoprire un pò in giro acconciature miracolose per donne con capelli non più lunghi. Si. Farò una ricerca approfondita sull'argomento. Legare, raccogliere i capelli, applicarci fiori e fermaglietti o inventare qualche acconciatura aiuta a non notare la lunghezza (anzi, la cortezza!) dei propri capelli.
Qualcuno propone qualcosa di lucidamente sensato?

domenica 6 marzo 2011

Basta che torni...

...e che io senta la tua presenza. Non so cosa voglia dire sentire anche nel silenzio. Io ho bisogno del rumore, che mi faccia capire che ci sei. Come posso sentirti nel silenzio? Come posso sentirti se non ci sei? Son pigra, io. Ecco tutto. Pigra, sono. Perché se solo fossi costretta a sopportarlo, lo sopporterei. Ma nessuno mi costringe, non devo sopportarlo, perché mai? Ci sei! Perché sforzarmi di sopportare la tua assenza, se ci sei? Ed ho bisogno di sentirti qui. Forse non lo sai. Che ti ascolto minuziosamente - in verità non sto lì ad ascoltare attentamente, ma la mia mente si mette in automatico sull'attenti, basta solo un briciolo di sensazione, sentire che ci sei - ascolto i rumori che fai. La sedia che si sposta, la tv accesa a volume alto, ti dico sei sordo, e tu dici che coi cannoni ci senti di meno, la tv accesa sui canali del mondo o della politica, il computer sulle gambe, un lieve tossire. E so che ci sei. La luce accesa di là, in cucina. I tuoi passi, che vai da una stanza all'altra, se devi andare al bagno. Non fermarti. La tua presenza, la tua esistenza, che io la senta sempre intorno a me, nella quotidianità, come nel profumo di cucina che si espande per la casa o nel suono della televisione accesa, che tu possa non mancare mai, e non per molto tempo, per lo meno. Forse ora che ti ho sempre accanto sono diventata pigra nel pensiero, sono diventata pigra nell'accettare anche le più ridicole distanze. Ci sei. Perché allora sforzarmi di abituarmi alla tua mancanza? Viziati siamo, quando facciamo solo le cose che vogliamo fare. 
Dovremmo essere piuttosto costretti esattamente alle cose che non vogliamo fare per riuscire a farle con (un'accettabile)... serenità.

Idee sposa

La seconda lezione sull'alfabeto arabo è pronta, ragazzi, in tutto e per tutto. Solo che il video non vuole saperne di caricarsi. Dovrò inventarmi artefici in grado di farmi realizzare il mio intento. Sono informaticamente limitata, ma sono certa che in qualche modo riuscirò a fare. Nei prossimi giorni, oramai.

Intanto mi godo un pò di Sophie Kinsella e qualche pensiero sugli abiti da sposa. Sto leggendo I love shopping in bianco (quando Rebecca si sposa), quindi l'argomento ci sta. Poi su un altro blog ho trovato una proposta di abito da sposa e mi sono ritrovata a chiedermi: "E a me che abito piacerebbe?". Ed è stata la prima vera volta in cui ho immaginato il mio abito da sposa nella mente. Tranquilli tutti, ragazzi, non mi sto sposando! Ma penso che, in fin dei conti, a tutte capiti almeno una volta nella vita (più di una volta, direi) di immaginare come staremmo nel nostro potenziale abito da sposa! Ebbene: io parto da oggi!
Beh, il mio me lo immagino bellissimo (tutte se lo immaginano così, sfido io, ovviamente quello che piace a noi è sempre bello per noi!).
Nella mia mente è così: corpetto strettissimo - di quelli che ti fanno le tette grosse anche se non le hai davvero così - e possibilmente brillantissimo (magari con brillanti argentei). Il pizzo è d'obbligo (un bel tipo di pizzo, non troppo antiquato possibilmente). Sotto il corpetto, l'abito non dev'essere per nulla nè corto nè stretto. Voglio un abito che caschi largo (e lungo fino ai piedi ovviamente), largo quanto basta (non intendo un abito uscito da un cartone animato della Walt Disney, o tipo quelli da balli alla Cenerentola). Poi, senza sapere perfettamente quello che sto dicendo, probabilmente indosserei dei guanti in pizzetto. Si, aggiudicato: vada per guanti bianchi in pizzetto. O forse lisci di seta?
I capelli, beh, si potrebbero fare delle belle acconciature sui miei ex capelli lunghissimi, senza dubbio, e dato che non li taglierò mai più così corti, m'immagino che in un eventuale matrimonio potrei avere i capelli lunghi e potrei permettermi di combinare qualche acconciatura da urlo. I capelli sono l'ultimo dei problemi, per bacco! Bisogna pensare all'abito, piuttosto!
Spero, inoltre, di non dover indossare il velo, di quelli lunghi e da film. O è obbligatorio? O_o Non lo voglio proprio.
Sarebbe, tra le altre cose, necessario un copri spalle, suppongo, delle maniche in pizzetto, boh, qualcosa di quel genere, per celare le mie tette finte grosse alla vista del sacerdote.
Il bouquet! Oh, il bouquet è verameeente l'ultimo dei pensieri, ma bisogna spendere qualche parolina anche lì, ché alla fine finisce per essere parte dell'abbiglio generale. Lo vorrei di roselline rosse, posso? Tutto rosso. Boh. Sto dicendo tanto per dire, in verità. Non m'importa del bouquet. L'importante è che si distacchi da me, dal mio abito, e che non tiri troppo verso il bianco.
Insomma, nella mia mente l'abito da sposa dei sogni è in un modo. Poi vado a girare in Internet e che vi trovo? Di tutto e un pò. Ve ne faccio vedere una breve sfilata, poi tirerete le vostre conclusioni.








Mmmm. No ragazzi. Non ci siamo. Su Internet non si trova poi tantissimo. Ma sfido io, una che si deve sposare saprà dove andare a girare. Quindi, chi non si deve sposare (non ancora, per lo meno!), può pure limitarsi a qualche povera pagina web.
Ci sono dettagli interessanti negli abiti quassù, ad ogni modo, molto interessanti, ma tra quelli non c'è ancora il mio abito da sposa. Gli somigliano, nella forma, più o meno! Carini, comunque, eh?

E infine, per distoglierci dal pensiero "abito da sposa", ho trovato un vestitissimo interessante! In poche parole, ne voglio uno simile, per l'estate!

sabato 5 marzo 2011

L'ALFABETO ARABO - Prima lezione - NOZIONI GENERALI

Ho pensato che poteva interessarvi (o forse no!). Intanto creo questa rubrica anche per una ripetizione personale. Ho riposto i miei vecchi studi e le mie vecchie conoscenze nel cassetto, ma non mi fa male se ogni tanto lo riapro e lo rispolvero! Bene, lo farò insieme a voi, offrendovi delle modeste lezioni di arabo base.

Eccovi, quindi, la prima lezione sull' ALFABETO ARABO ;)!

L'alfabeto arabo è composto da 28 lettere. Si tratta di sole consonanti, TRE delle quali, però, vengono utilizzate come vocali lunghe. Oggi parliamo solo di nozioni generali, tanto per cominciare con qualcosa di semplice. L'alfabeto nello specifico lo impareremo a partire dalla prossima lezione.

Intanto è importante che sappiate che in arabo esistono solo tre vocali (a, i, u). Mancano del tutto la o e la e. Se nella pronuncia, a volte, capita di sentire i suoni o ed e, non vuol dire che io vi sto dicendo una puttanata (ma guarda quella stronza, aveva detto che c'erano solo tre vocali!), ma semplicemente che la u e la a a volte non vengono pronunciate perfettamente come una u e come una a, diventando rispettivamente una o ed una e. Cosa da niente, tranquilli. Sono facilmente riconoscibili, dato che si sa, appunto, che la o e la e NON ESISTONO!
Inoltre, NON ESISTONO neanche le MAIUSCOLE. In arabo si scrive tutto in minuscolo.

Suppongo già sappiate che in arabo si scrive da DESTRA a SINISTRA. Osservate il testo seguente.

Niente panico: serve solo per familiarizzare!

Come noterete, non tutte le lettere sono legate le une alle altre. Ce ne sono alcune isolate (tutti quei segni che vedete "da soli" sul rigo), altre legate solo da destra e "libere" sulla sinistra, altre ancora legate sia da sinistra sia da destra (le parole intere senza "interruzioni"). Anche se vi sarà risultato difficile "distinguere" le lettere nel testo, dato che ancora non le conoscete, tenete in mente quanto stiamo dicendo, perché questa è una regola generale.
Per scrivere in arabo, bisogna legare le lettere tra di loro nei modi in cui possono essere legate. Ci sono, infatti, alcune lettere che non accettano legami (asociali!) e lettere che li accettano solo da un lato (asociali per metà!). Il resto delle lettere socializza sia a destra che a sinistra. Ovviamente, legandosi, le lettere cambiano un pò la forma, ma restano riconoscibilissime.
Visto che non vi ho ancora presentato l'alfabeto, sarà nelle prossime lezioni che impareremo quali consonanti accettano o non accettano legami. Procediamo a piccoli passi. Per il momento, basterà ricordarsi questa breve premessa.
Chiaramente, lavorando sull'alfabeto bisognerà lavorare molto anche sulla pronuncia! I suoni del sistema fonologico arabo sono vari e, sebbene ce ne siano molti appartenenti alle lingue europee e che per noi sarebbe semplice apprendere (per esempio, th inglese, la r dei francesi o ch dei tedeschi), altri suoni sono esclusivamente arabi (suoni stranissimi, vedrete!) e bisogna quindi ascoltarli "dal vivo". Cercherò quindi di riportarvi delle registrazioni o delle lezioni "a voce", in modo tale da apprendere la giusta pronuncia.

Se avrete dubbi o domande, commentate! Nei limiti del possibile, vi aiuterò! ;)

Alla prossima, dunque! :)

venerdì 4 marzo 2011

La regina della casa

La regina della casa è facilmente rientrato nella mia classifica dei "libri preferiti". Come tutti quelli della Kinsella, del resto.
Ma ha uno spirito umoristico eccellente! Una storia magnifica, eccezionale, divertente! E'... geniale!
La kinsella sa come conquistare il pubblico, sa come far sorridere, sa come puntare dritto al cuore della gente, sa essere "commerciale", e non lo riterrei un aspetto negativo, anzi! Essere commerciale, in fin dei conti, altro non è che avere la netta capacità di attirare più pubblico possibile. Insomma, vuol dire piacere!
Una protagonista straordinaria ed una storia instancabilmente gradevole!

Dài, vediamo insieme un pò di trama!
Samantha, un affermato avvocato che sta per diventare socio del più importante e noto studio legale di Londra, per un evento spiacevole è costretta ad allontanarsene, travolta da uno scandalo. Con la mente in subbuglio e ancora sconvolta, fugge da Londra per ritrovarsi casualmente nella casa dei signori Geiger, i quali sono in attesa di una candidata al posto di governante. Per un simpatico equivoco e per la sua situazione disastrosa, Samantha si ritrova quasi impercettibilmente ad accettare un lavoro che non ha mai svolto in vita sua: quello di governante. Un quadro davvero molto divertente, in cui la ragazza si ritrova a scoprire per la prima volta in vita sua anche le cose più banali della vita domestica, come usare un ferro da stiro o a cosa serve un aggeggio da cucina, come stirare una camicia o come sbrigarsela ai fornelli. Questo quadro è completato dalla nascita di un amore, immancabile nei romanzi della Kinsella, e dalla necessità, ad un certo punto, di chiedersi quale davvero sia la propria strada: tornare indietro, inseguendo nuovamente la propria carriera di avvocato, una carriera felice dal punto di vista economico ma che non le promette tempo libero e possibilità di viversi davvero la vita, oppure l'altra alternativa, restare, continuare ad essere una domestica, ma potersi vivere la vita, poter apprezzare le piccole cose di tutti i giorni, avere il week-end libero e vivere pienamente il suo amore. Ed è emblematicamente in una stazione, di fronte a due binari che si incrociano e su cui sono in partenza due treni che vanno nelle direzioni opposte, che Samantha prenderà la sua decisione.

Ho imparato a sorridere e a sperare insieme alla protagonista dalla prima all'ultima pagina e, per me, questo libro è stato una compagnia troppo piacevole! E non esito a iniziare subito la lettura di un altro libro della Kinsella, stavolta uno degli I love shopping che mi era sfuggito! ;)


giovedì 3 marzo 2011

Sono pronta...

...per un'uscitina in un pub leccese con un paio d'amici. So già cosa prenderò. Il mio solito panino dal nome L'ancora. "Per me un'ancora, per favore". Suona sempre così bene per il mio stomaco! Già solo all'atto di ordinarlo mi viene l'acquolina in bocca. Ripieno di Cordon Bleau, insalata, salsa rosa e pomodori. Croccantissimo, poi.
Tra l'altro, ho molta fame perché non ho mangiato quasi nulla oggi, a parte quelle maledette arachidi divorate una dopo l'altra. E a proprosito di questo. Nel pomeriggio torna il mio ragazzo dal lavoro e scopre subito il pacco di arachidi tostate sulla mia scrivania. Lo guarda con faccia sconvolta. A questo punto io presumo abbia subito notato qualcosa di, come dire, di... diverso. Sfido io: soltanto ieri il pacco era pieno almeno più della metà! Mi guarda sconvolto, come stesse vedendo qualcosa a cui i suoi occhi non potranno mai credere, e le parole che escono dalla sua bocca mi fanno capire che ho appena fatto una vera cazzata a non nascondere quel pacco dimezzato prima del suo rientro. Dice: "Ma devo sigillare le credenze con i lucchetti? Sei una pazza".
Perché, dico io, perché non può capire?

Andrei fermata...

...con un pugno in faccia quando mangio un'arachide tostata dopo l'altra senza curarmi del mal di pancia che verrà, del quale, poi, sono perfettamente consapevole perché mi viene puntualmente tutte le volte che mangio a manciate arachidi tostate.
Ci dev'essere qualcosa che non va in me se continuo a fare tutte le cose di cui conosco benissimo la nocività senza curarmi delle conseguenze. Le persone normali non fanno una cosa se sanno che poi gli si ritorcerà contro, vero? E non mangiano schifezze in abbondanza se sanno che avranno per certo il mal di pancia per il resto della giornata, vero?
Appunto.
Qualcuno si offre volontario per un pugno in faccia?

mercoledì 2 marzo 2011

Elettrodomestici posseduti.

Mi chiedo se tutte le lavatrici del mondo emettano rumori terrificanti e facciano movimenti inquietanti.
Ogni volta che devo avere a che fare con la mia mi preparo come stessi per assistere ad un film dell'orrore. Mi incute inquietudine.
Prima di accenderla mi faccio il segno della croce.
Per tutto il tempo dei passaggi vari, ho continuamente paura che da un momento all'altro possa succedere qualsiasi cosa. M'immagino di tutto: che all'improvviso esploda, che schizzino acqua e detersivo da tutte le parti, che finisca in mille pezzi, che vengano meno i meccanismi interni, che i vicini di casa avvertano i suoi tremolii come fossero forti scosse di terremoto (me li immagino mettersi al riparo sotto ai tavoli) o che ad un tratto sbuchi fuori dal cestello un'entità demoniaca e che io sia costretta a recitare la formula "vade retro" con un crocifisso tra le mani.
Ascoltate bene: io e questa lavatrice abbiamo seri problemi di convivenza e di tolleranza reciproca. Gliel'ho detto diverse volte "Io e te dobbiamo andare d'accordo! D'accordo?".
Non una risposta e ogni volta fa gli stessi capricci.
Capisco che la lavatrice sia un elettrodomestico tra i più rumorosi, ma tutte hanno questa capacità di incutere terrore??
Ora vado a ritirare il bucato. E' la prima volta che provo un tipo di lavaggio nuovo. Se mi ha rimpicciolito i tovaglioli e le tovaglie le rimpicciolisco l'esistenza!

Finalmente!

Finalmente c'è il sole.
Finalmente sono soddisfatta del mio tiramisu.
Finalmente posso mettere su la lavatrice.
Finalmente oggi abbiamo l'appuntamento rivelatorio.
Finalmente ho iniziato a leggere La regina della casa e, subito dopo, mi aspetta I love shopping in bianco.
Finalmente la fase peggiore del mio ciclo mestruale è passata anche stavolta.
Finalmente finalmente finalmente!

martedì 1 marzo 2011

In passato sono sorte...

...correnti di pensiero secondo cui le leggi meccaniche del corpo umano fossero applicabili anche all'anima. Fondamentalmente correnti che si distinguevano dall'imponente dualismo mente-corpo, secondo cui le due cose invece erano perfettamente distinte e a sé stanti.
Questo post, tuttavia, non nasce per seguire una corrente di pensiero, ma da un infimo e delirante ragionamento sull'amore nel corso di una fase notturna insonne per via del ciclo mestruale abbondante.
Pensavo semplicemente a tutte le volte che una storia diventa un'abitudine, che ci si stanca, che si diventa tolleranti di quella storia (o di quella persona). E a quelle volte in cui, al contrario, e direi più raramente, si diventa sempre più... innamorati. Può accadere?
Per analogia, vediamo un attimo cosa accade nel cervello di chi assume sostanze d'abuso (o farmaci vari) - datemelo per buono, l'ho appena studiato per il mio esame! Tutti conosciamo la storia e tutti sappiamo del fenomeno della tolleranza. La tolleranza è la diminuzione di sensibilità a quella sostanza o la diminuzione di efficacia di quella sostanza, insomma è assuefazione, che porta ad assumere dosi sempre maggiori di farmaco affinché faccia effetto. È possibile che l'amore segua, più o meno, le stesse leggi? Proviamo ad applicarle: io ti amo, ma a un certo punto non mi fai più effetto, mi abituo a te e ho bisogno di più, sempre di più, quindi o me lo dai tu o me lo dà qualcun altro.
Ecco, sì, più o meno accade così! La legge è, quindi, applicabilissima!
Ma per chi non lo sapesse, sebbene la stragrande maggioranza delle droghe d'abuso causi tolleranza, esiste anche un secondo fenomeno noto come sensibilizzazione. Che è fondamentalmente l'opposto della tolleranza. Cioè più si assume il farmaco, più aumenta la sua efficacia. Avviene più di rado perché la legge meccanica del cervello vuole piuttosto che si instaurino dei meccanismi di compensazione che ristabiliscano i livelli ottimali dell'organismo. Quindi, se ho assunto a lungo una droga che principalmente il mio organismo non riconosce (ovviamente noi non nasciamo con la cocaina o con l'eroina nel corpo!), questo "fa amicizia" con lei e le si abitua, fino a quando, al contrario, causerà, dopo che tenterò di smettere, i sintomi di astinenza, che sono su per giù la traduzione meccanica di frasi come "e che cazzo, prima me la dai, poi me la togli, decidi un po' che devi fare". Una voce insistente, aggiungerei, e acuta. Per farla zittire bisogna riassumere la droga.
Insomma, mi sa che io sarò uno di quei casi rari di sensibilizzazione amorosa: caso S.G., mai assuefattasi alla sua storia d'amore, continuò ad amare, ad amare, senza mai stancarsi, senza volere di più, perché l'efficacia del suo amore non solo era rimasta nel tempo, ma era addirittura aumentata.
Insomma, mi sono ritrovata a fare tutto st'ambaradan di ragionamento solo perché, nel cuor della notte, sotto il delirio delle mie mestruazioni dolorose e fluenti, mi ero messa a chiedermi: "Ma è possibile che io ami ogni giorno di più quest'uomo?". Eppure posso mettere mano sul fuoco che non è per tutti così! C'è chi si stanca. C'è chi tradisce perché si "abitua", perché diventa assuefatto a quella persona, perché cerca e vuole sempre di più. O sarà che io devo ancora raggiungere il punto di massimo effetto (ossia quello dopo il quale il farmaco non ha più efficacia)?
Ora, questo post è uno scherzo, si capisce, ma se si potessero applicare veramente le leggi meccaniche del corpo all'anima, quanto sarebbe più facile, per noi, capirci? Io non sono lontana dal credere che qualcosa di vero ci sia, comunque, nell'applicazione di leggi meccaniche all'anima, e che la scienza possa in qualche modo arrivare a spiegare fenomeni comprensibili altresì solo attraverso una nostra sconosciuta ma fedelissima... fede.
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