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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

domenica 25 novembre 2012

"Nelle mani della ribelle": intervista a Francesca Orelli


Stasera vi lascio in compagnia di un'autrice emergente, Francesca Orelli, che ci presenta il suo ultimo libro, Nelle mani della ribelle, attraverso un'intervista-conversazione che abbiamo avuto qualche giorno fa. E' il suo secondo libro, ha pubblicato con la casa editrice Leucotea e... per saperne di più leggete che cosa ci siamo dette! ^^


  • Ciao Francesca e benvenuta nel mio blog! Dunque... "Nelle mani della ribelle" è il libro che andiamo a presentare. Mi vengono alla mente subito due domande: si tratta della tua prima pubblicazione? Chi è la ribelle di cui accenni nel titolo? 


Ciao Simona, grazie a te per l'ospitalità e un saluto agli amici del tuo blog! Parlando di "Nelle mani della ribelle", no, è la mia seconda pubblicazione (la prima è stata una raccolta di racconti, pubblicata con una piccola casa editrice di Torre del Greco), ma primo romanzo. La ribelle di cui accenno nel titolo invece è Ambra Leoni, la protagonista femminile, una ragazza normale, come se ne possono incontrare nella vita di tutti i giorni, che in apparenza sembra forte, quasi invincibile, ma che nei fatti, al di là della determinazione e della capacità di cavarsela in ogni situazione, sia lavorativa che personale, nasconde un'anima ferita e che è passata attraverso una terribile violenza, e che ne è uscita solo grazie alle qualità che ti ho appena citato, oltre ad una bella dose di testardaggine e di voglia di ricostruirsi un posto nel mondo in cui agisce e si muove. 

  • Dunque a che genere letterario è possibile ricondurre il tuo romanzo? 

Eh, bella domanda, anche perché, pur avendo optato per il genere letterario del rosa, nei fatti è uscito un mix! Mi spiego, c'è il rosa, ma c'è anche un pizzico di erotico, un pizzico di diario di viaggio, uno di narrativa contemporanea e di attualità, un altro di genere comico (giuro che mentre scrivevo, a volte scoppiavo a ridere per qualcosa che combinava uno dei miei personaggi. Mai successo!), il tutto condito da una dose generosa di romanzo musicale e rockettaro...impossibile metterlo in un genere unico quindi! :-):) 

  • Eh sì, a questo punto direi che è decisamente impossibile categorizzarlo! :) Questo mi fa pensare che quando scrivi ti lasci trasportare dalla fantasia, ti lasci condurre dalla creatività, non segui regole, o forse mi sbaglio? Sei una che ama "organizzare" il proprio lavoro, avere ben in mente almeno un po' di trama prima di tuffarsi nella stesura di un romanzo? Insomma, che tipo di scrittrice sei? 

Eheheh, di sicuro con quest'affermazione farò la figura dell'esordiente che se la tira, ma sono pronta ad ammetterlo candidamente: sono una creativa! Il mio cervello è tutto un ribollire di idee, spunti, esperienze, ricordi, che poi traduco in manoscritti, in musica o in un altro. E questo spiega anche il perché in nemmeno quindici minuti riesca a delinearti una storia se non un manoscritto intero, ma nella vita pratica sono un disastro cronico! Vabbé, ormai non si può essere bravi in tutto, sennò saremmo tutti dei geni! Per quanto riguarda che tipo di scrittrice sono...eh, purtroppo devo farti saltare un altro schema! Generalmente comincio con una trama precisa, una storia, appiccico anche un ruolo ai miei personaggi...ma poi nei fatti sono i miei personaggi che conducono la storia, e mi dicono anche quello che vogliono essere e quello che vogliono fare, e a me non resta da far altro che seguirli...ed "arginare" solo se escono troppo dal percorso narrativo che ho abbozzato! 

  • Quanto c'è di tuo nelle storie che racconti? 

Mah, per quanto riguarda l'aspetto puramente biografico, nulla di nulla, mentre di mio nel vero senso della parola, la musica rock, i concerti, il dietro le quinte degli stessi, le rockband, i viaggi e i luoghi che visitano, i rapporti tra le persone, che possono essere di amicizia, d'amore, di odio feroce, di rivalità...la vita reale è proprio una bella, oltre che grande, fonte di ispirazione per me. 

  • Che cosa significa per te "pubblicare"? Che tipo di emozione ti regala vedere uscire un tuo libro e quali aspetti di una pubblicazione reputi più importanti? 

Posso invocare il diritto di non rispondere? Eheh, no dai, scherzo :-D . Dunque, per me la pubblicazione è innanzitutto un traguardo, un qualcosa che raggiungi dopo aver fatto la "maratona" dello scrivere e aver anche "allenato" il tuo manoscritto (o meglio, lo hai corretto ed editato fino a farlo diventare un prodotto "quasi" perfetto), e credo anche che non sia qualcosa di scontato! Per quanto riguarda l'emozione dell'uscita, ti dirò, io sento di più quella del sapere di essere stati scelti dall'editore per essere proposti sotto forma di libro e quella del toccare finalmente con le mani il tuo romanzo "in carta e copertina". Quali aspetti (o meglio, quale aspetto) ritengo più importanti di una pubblicazione? Parlando d'autrice esordiente, certamente la qualità, e con questo non intendo l'aspetto fisico del libro, quanto il suo contenuto e la sua capacità di coinvolgere e di divertire non solo l'editore che lo valuta, ma anche e soprattutto il pubblico di lettori che lo avvicinano. 

  • E la promozione per te che importanza riveste? 

Sia io che il mio editore facciamo la nostra parte, ma la vera promozione per me, oltre che quella più importante tra tutte, sono i lettori a farla, quei lettori che leggono il libro e che lo fanno conoscere attraverso il passaparola. Non per nulla, grazie a questo sistema, con la mia "vecchia" raccolta di racconti sono arrivata fino a Milano, anche senza una distribuzione capillare e "muovendomi" solo attraverso la mia neonata pagina facebook "Francesca Orelli scrittrice" (che infatti è nata proprio nel 2007 per promuovere questa raccolta, ma che, nonostante i suoi cinque anni di vita, si difende ancora bene...almeno da quello che mi sembra!) :) 

  • C'è qualche autore (famoso o non) da cui prendi spunto o che può rappresentare una sorta di ispirazione per te? 

Sì, ho diversi autori da cui prendo spunto, anche se non sempre seguo i dettami della loro scrittura e le loro idee (anzi, quasi mai, se non in casi molto rari). Le mie preferite in assoluto sono Nora Roberts e Diana Palmer, ma mi piacciono molto anche Violet Winspear, Yvonne Whittal, Anne Stuart, Nina Vanigli, Lisa Marie Rice e Danielle Steel. Insomma, come avrai già capito, almeno per quanto riguarda il rosa, mi piace molto prendere spunto o dalla vecchia scuola, o da autrici piuttosto fuori dal comune e che trattano questo genere :) 

  • Posso domandarti chi è per te lo “scrittore”? Qual è il momento, se esiste, in cui uno scrittore può considerarsi o definirsi tale? 

Lo scrittore, almeno per quanto riguarda la mia opinione personale, è una persona che, nel piccolo e nel grande, ha avuto e ha un certo peso per la cultura scritta e il mondo letterario. Per questo, anche per non apparire troppo boriosa, preferisco usare gli epiteti di "autrice" ed "esordiente" quando mi chiedono lumi a proposito del mio "mestiere"...anche se già qualche lettore è arrivato a darmi la definizione di scrittrice! Riguardo al momento in cui un autore può definirsi scrittore, beh, pensando anche ai miei più noti cugini, Giovanni e Giorgio Orelli, credo che questa sia una definizione che debba arrivare anch'essa dai lettori, e non dopo il primo lavoro letterario, ma dopo anni e anni in cui si scrive e si pubblicano libri, indipendentemente dal fatto che abbiano un successo strepitoso o rimangano piuttosto "lavori di nicchia". 

  • Ora, prima di concludere, ti chiedo di “elencarci” gli aspetti del tuo libro che ritieni più significativi o che secondo te potrebbero interessare maggiormente al lettore… 

Allora, al di là della storia d'amore e della musica rock, che se vogliamo sono un po' i due perni, ho notato che due aspetti che piacciono tantissimo ai lettori che hanno già avvicinato il libro (e per lettori intendo sia le donne che gli uomini. Eh, so che può apparire strano, ma è già capitato che qualche maschietto si avvicinasse a "Nelle mani della ribelle"!), sono i viaggi che fa questa rockband e le descrizioni dei luoghi in cui si fermano. Molti mi hanno già fatto notare che alle volte, leggendo il libro, anziché trovarsi a casa, o sul posto di lavoro o di studio, gli sembrava di essere a Praga, a Lisbona, a Parigi, insomma, negli stessi luoghi toccati dai BlackShark! Un altro aspetto che, almeno da quello che mi è sembrato di capire, è piaciuto molto, sono anche i sotto intrecci presenti in questo romanzo, soprattutto quello riguardante la violenza sulle donne, un tema molto crudo e scottante, ma che nel libro ho affrontato senza fare uso di buonismi, ma neanche di "tinte fosche a tutto spiano". I lettori giovani, o meglio, quelli che hanno dai 13 ai 40 anni circa, hanno apprezzato molto anche la storia di Ambra e Leo, che non è quella che si dice una storia d'amore "comune", e i rapporti d'amicizia che legano tra di loro i personaggi, a cominciare da Ambra e Fiona, due ragazze che nonostante i comuni interessi sono decisamente all'antitesi (Fiona infatti è molto più tranquilla di Ambra, che invece è un autentico peperino) e i rapporti camerateschi e scherzosi che ci sono tra i BlackShark, e ai quali spesso dedico più attenzione rispetto alle loro apparizioni sul palco. Anche perché, e penso che concorderai su questo, rockstars o non rockstars sono pur sempre degli uomini in carne ed ossa, con tanti pregi e tanto talento, ma anche tanti difetti! Ecco, questi in sostanza sono gli aspetti che ritengo più significativi, e per i quali già molte lettrici e molti lettori hanno avvicinato e conosciuto "Nelle mani della ribelle". 

  • Sei stata chiara ed esaustiva Francesca :) E per finire devo necessariamente cedere alla tentazione di farti LA domanda: hai qualche nuovo racconto che "bolle in pentola"? ;) 

Eheheheh, devo dire che questa è proprio quella che si dice LA domanda! Allora, per quanto mi riguarda, ho sempre un lavoro nuovo in pentola (ormai la scrittura è un po' "la mia droga", dunque se rimango un giorno senza scrivere...il giorno dopo devo recuperare con almeno tre ore di lavoro "scrittorio" intensivo!), ma per il momento, e che sto portando a conclusione, sto editando il primo libro della serie di cui fa parte "Nelle mani della ribelle" e sto scrivendo il terzo, sempre di quella stessa serie...e se tutto va come dovrebbe andare, presto uno dei due potrebbe già finire sulla scrivania del mio editore :) 

  • Be’, che dire, allora un sincero in bocca al lupo per i tuoi progetti, e magari presto avremo ancora il piacere di chiacchierare con te relativamente a una tua nuova pubblicazione! Grazie per essere stata qui! 

Figurati, grazie a te per avermi ospitata! E un saluto anche a chi ci ha seguite fin qui! :-)




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Vi lascio alcuni link utili:



Simona




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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com






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