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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

venerdì 2 novembre 2012

"Fortuna, il buco delle vite" - Intervista a Jolanda Buccella

Oggi ospito sul mio blog Jolanda Buccella, autrice di un romanzo pubblicato dalla Ciesse Edizioni, intitolato "Fortuna, il buco delle vite". Fortuna è il nome della protagonista, o meglio il suo ultimo nome, dato che questo personaggio ha vissuto tre vite diverse, accomunate, tra gli altri sentimenti, da dolore e sofferenza, indispensabili, però, per la crescita dell'animo umano. Un romanzo che tocca temi importanti, di cui la stessa Jolanda ci parla nella conversazione che segue!


  • Ciao Jolanda, piacere di averti "ospite" sul mio blog. Questo che ci proponi è il primo libro che pubblichi? 

Ciao a te Simona e grazie per avermi ospitata sul tuo blog, sai non è facile per un autore emergente farsi conoscere, perciò è un vero piacere incontrare persone come te che gli offrono questa opportunità.
Sì, Fortuna, il buco delle vite è il mio primo romanzo. 

  • Concordo Jolanda. E' proprio il motivo per cui lo faccio, perché, essendo io stessa un'autrice emergente, conosco le difficoltà che spesso e volentieri incontriamo. Fortunatamente sappiamo darci una mano a vicenda! Leggendo la sinossi del tuo libro, mi è parso decisamente scritto su uno sfondo drammatico. Il tuo personaggio, che ha vissuto più vite, non è mai stato esattamente baciato dalla fortuna... Almeno fino a un certo punto, per quel che ci è dato sapere! ^^ 

Effettivamente sembra quasi uno scherzo del destino che affronterà la sua terza e ultima vita porto il nome Fortuna, perché in realtà il suo destino le ne ha riservata veramente poca. La mia protagonista vive delle vicende talmente drammatiche nel corso della storia che metterebbero a dura prova chiunque, ma lei ogni volta ha la forza e la capacità di rinascere dalle sue macerie e alla fine la sua tenacia sarà premiata con un grande amore per un affascinante medico ruandese. 

  • Da dove è nata l'idea di raccontare di questo personaggio, di fargli patire diverse sofferenze, di farlo rivivere più volte...? Qual è il messaggio che hai voluto comunicare? 

Questa è una domanda che mi viene fatta molto spesso: ma come diavolo ti è venuto in mente di dar vita a una poveraccia cosi? La verità è che non mi sono imposta di raccontarla è lei che si è svelata a me pagina dopo pagina, facendomi capire chiaramente e senza alcun compromesso quello che voleva essere. Fortuna, che in realtà si chiama J., nasce con una malformazione alla spina dorsale che la gente, per ignoranza, comincerà a soprannominare il buco della vita. Se probabilmente fosse nata sana, non avrebbe mai avuto la possibilità di morire e rinascere altre due volte, perché la società l'avrebbe accettata. E' il desiderio di affermare che tutti, anche le persone che hanno un grave handicap come la mia Fortuna, hanno il sacrosanto diritto di vivere una vita ricca di tenerezza, amore, passione, gioia e dolore che mi ha spinto a scrivere questa storia e l'amara consapevolezza che i pregiudizi che ci trasciniamo dietro ogni giorno, possono rendere un inferno la vita di chi viene concepito come "diverso". Se attraverso la lettura del mio romanzo riuscirò a trasmettere efficacemente questo mio messaggio allora cinque anni della mia vita, quelli che mi sono stati necessari per portare a termine Fortuna, non saranno stati vani. 

  • Sono particolarmente d'accordo sul fatto che i personaggi dei nostri libri, almeno per quel che riguarda anche me, vengono semplicemente da sé, "accadono" insieme agli avvenimenti che raccontiamo, si formano mano a mano... E' una delle cose che mi affascinano di più di quando si scrive un libro, non sapere mai quello che avverrà e come si svilupperà la vicenda, anche se siamo noi stessi i creatori del racconto. Da quello che intuisco, anche se non voglio portarti a svelare niente, Fortuna avrà una ricompensa da parte della vita, almeno dalla sua ultima vita... A che genere letterario si può ricondurre il tuo romanzo? 

Sì diciamo che avrà una ricompensa, anche se in realtà dovrà fare molti sforzi e sacrifici anche per riuscire a conquistare e vivere questo amore che all'improvviso si accorge di provare ed ha la forza devastante di un ciclone. Credo che il mio romanzo non si possa ricondurre a uno specifico genere letterario, nella terza parte della storia descrivo a lungo il calvario dei tutsi e per farlo mi sono dovuta documentare a lungo sui miei libri di storia e su molti altri che sono riuscita a trovare in biblioteca, sono una laureanda in relazioni internazionali e durante un corso all'università mi sono lasciata affascinare dalla storia di sangue, dolore e dignità dell'Africa perciò ho deciso di raccontarne un pezzo nel mio romanzo, ma non oso definire Fortuna un romanzo storico. 

  • Ci racconti qualcosa sulla casa editrice con cui hai pubblicato? Qualche suggerimento per chi si accinge a pubblicare un libro e si affaccia per la prima volta sul panorama editoriale? 

Fortuna, il buco delle vite è stato pubblicato dalla Ciesse edizioni di Padova e credo di essere stata davvero molto fortunata, perché ho trovato una casa editrice affidabile che mi ha seguita passo dopo passo fino alla pubblicazione e, soprattutto, non mi ha chiesto nessun contributo economico. Prima di arrivare alla Ciesse avevo ricevuto diverse proposte da parte di case editrici a pagamento ma ho sempre rifiutato, perché volevo pubblicare solo ed esclusivamente per merito. E' stato faticoso ma alla fine ce l'ho fatta e se tornassi indietro mi comporterei esattamente come ho fatto. A che cosa serve pubblicare pagando? E' una soddisfazione che dura un battito di ciglia, se si vuole intraprendere seriamente la carriera della scrittura si deve faticare, lottare, cercare di migliorarsi continuamente e soprattutto essere infinitamente umili, perché come per qualsiasi altro mestiere non si finisce mai di imparare e migliorare. A tutti quelli che cullano il sogno di pubblicare, posso solo dire di non arrendersi mai e di continuare a credere nel loro sogno, perché se hanno del vero talento prima o poi una casa editrice seria se ne accorgerà di sicuro. 

  • Prima di concludere, ti invito a dirci quali sono, dal tuo punto di vista, i “punti di forza” del tuo romanzo. Che cosa, secondo te, il lettore potrebbe apprezzare maggiormente del tuo libro? 

I punti di forza del mio romanzo credo che siano la verità e il coraggio. La verità e il coraggio di parlare senza alcun pudore inopportuno di temi scottanti come la disabilità, i disturbi alimentari e un genocidio, quello ruandese dell'aprile del 1994, che i media occidentali hanno volutamente ignorato. Penso che molte lettrici potrebbero riconoscersi nella fragilità emotiva di Fortuna, nella sua difficoltà ad accettarsi per quello che è, molti lettori uomini invece potrebbero riconoscersi in Nadir, nel suo coraggio, nella sua completa integrità morale e nel suo desiderio di lottare contro le ingiustizie per rendere questo mondo un posto migliore per tutti. Qualcuno mi ha detto che ho descritto Nadir come un eroe di altri tempi e che oggi uomini come lui non esistono più, ma io non voglio e non posso crederci. Io sono convinta che il mondo sia pieno di eroi sconosciuti che lottano silenziosamente ogni giorno per il bene comune, ecco è a questi eroi dal volto sconosciuto che desidero simbolicamente dedicare la mia "Fortuna". 

  • Direi che il messaggio che trasmetti, già attraverso le tue sole risposte, sia molto positivo. E’ stato un piacere chiacchierare con te e conoscere un po’ Fortuna e il mondo che la circonda. Spero di poterti avere ospite ancora, magari in occasione di una prossima pubblicazione. E a proposito: progetti al riguardo di cui ci puoi svelare qualcosa? 

Grazie, anch'io come Fortuna ho avuto una vita un po’ complicata ma non ho mai perso la speranza che le cose potessero migliorare e piano, piano sta finalmente succedendo. Credo proprio che continuerò a scrivere, ormai ci ho preso gusto, sto cominciando a pensare al mio secondo romanzo ma non me la sento ancora di dare delle anticipazioni. Ho bisogno di conoscere a fondo i personaggi, capire se avranno la capacità di emozionarmi e se così sarà, allora comincerò a imprigionarli sulla carta. Volevo ringraziarti dal profondo del cuore per avermi dedicato questo spazio, è stato davvero piacevole rispondere alle tue domande e spero che in futuro ci saranno delle altre occasioni per fare "due chiacchiere". Un saluto affettuoso. 

  • Grazie a te e ancora complimenti!


______________

Per contattare l'autrice, vi invito a raggiungerla su Facebook:

Sul sito della casa editrice, inoltre - www.ciessedizioni.it - è possibile leggere le prime venti pagine del romanzo in anteprima e gratuitamente.



Simona



_________________
Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com



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