Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

lunedì 28 maggio 2012

Recensione: "Ti dipingo il mio colore addosso", Maria Stella Cingolo, Butterfly Edizioni

Un romanzo che esce un po’ fuori dalle righe, questo edito dalla Butterfly Edizioni, un romanzo che, a un certo punto, sembra abbandonare la prosa imboccando la strada della poesia. L’autrice, Maria Stella Cingolo, ha una penna delicata, femminile e un po’ impenetrabile. Si ha a volte la sensazione che, dietro quella scrittura ermetica, si nasconda una personalità fragile e il timore, forse, di svelare un segreto.
Una giovane donna, Babsi il suo nome, intraprende un viaggio rivelatore nella parte più profonda di sé, scoprendo che il suo cuore batte per un’altra donna, un’amica molto speciale, un’artista, la sua fidata e materna amica Viola. 
“Se l’amore è purezza, l’amore non è mai errore” scrive l’autrice. Si sente dentro, prepotentemente, il desiderio espresso di essere se stessi. Poi, una volta ottenuta la licenza dal proprio cuore: “Ho gli occhi d’oro. Forse finalmente/ io sono/ Babsi”. Ed è bello scoprire di poter essere se stesse, senza nascondere la propria personalità dietro sofferenti maschere che costringono a una straziante finzione, che finirebbe per annientare.
“Ti dipingo il mio colore addosso” è un libro da apprezzare. Un tema delicato che l’autrice ha scelto di raccontare con linguaggio poetico. Non è il tipico romanzo, dunque, non è articolato e complesso, ci sono pochi dialoghi e poche descrizioni, molta parte della narrazione viene affidata alla nostra immaginazione. La lettura è scorrevole (considerando, tra l’altro, che la lunghezza del libro – 50 pagine – non ruberà certamente molto tempo), ma la poesia rende talvolta inaccessibile i significati, non ci lascia penetrare serenamente e immediatamente nelle parole, come un lettore di romanzi, nella maggior parte dei casi, vorrebbe e questo porta probabilmente alla possibilità di non apprezzare pienamente la lettura. Sicuramente si tratta però di una scelta di stile che sarebbe interessante discutere con la stessa autrice.
“Ti dipingo il mio colore addosso” è comunque un vero e proprio inno all’amore, senza ombra di dubbio.


Recensione a cura di
Simona Giorgino




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