Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (nuovo romanzo, settembre 2017).

mercoledì 9 maggio 2012

De gustibus non disputandum est.

Non si può mai piacere a tutti, è L'UNICA SOLA VERITA'. 
Ma è una cosa più che normale. 
Ci sono stati tempi, più lontani, in cui mi preoccupavo molto di più riguardo al fatto di piacere alle persone. Fortunatamente quella esigenza è andata a sfumare e a scomparire con l'età, perché ho capito quanto stupida sia come pretesa. Adesso non è più una mia priorità. Tanto, qualunque sforzo, in questa impresa, diventa vano. Perché niente e nessuno, mai, ha l'unanime approvazione di tutti. Anche i più amati al mondo si devono sottoporre al normale giudizio della gente, che si divide irreparabilmente tra fan e oppositori. 
Se mi trovo a rifletterci adesso, tuttavia, è proprio perché ho pubblicato un libro e, quindi, questo mi porta a confrontarmi con il giudizio della gente, a leggere o ascoltare le opinioni. Il modo in cui gli apprezzamenti si sanno dividere è curioso e interessante. Commenti positivi e commenti negativi vanno spesso di pari passo. Ho pubblicato da pochissimo, quindi ancora è presto per parlare, poiché finora ai commenti positivi ricevuti se n'è aggiunto uno solo negativo, ma aspetto con serena accettazione l'arrivo degli altri :). 
Mi sembra solo incredibile e allo stesso tempo interessante notare quanto opposte sappiano essere le opinioni della gente. Sullo stesso, identico argomento, una persona può dire A e un'altra persona può dire Z. E il bello è che non possiamo assolutamente aver niente da ridire! E' semplicemente il modo in cui sei giunto a loro, è il modo in cui ti hanno visto, è il modo in cui hanno sentito di doverti giudicare. Punto. Tutto normale e assolutamente legittimo! Sono PUNTI DI VISTA. Non tutti guardiamo al mondo dalla stessa prospettiva!
A tal proposito, ho trovato interessante un caso recente. C'è una scrittrice esordiente che, grazie a un concorso fatto rigorosamente online, nella rubrica Billy 2011 del TG1, si è aggiudicata la vittoria di "libro dell'anno" con il suo "Gli occhi di mia figlia", la sua seconda pubblicazione. Sì, insomma, parlo di lei, Vittoria Coppola, una mia coetanea e conterranea tra l'altro, una giovane ragazza che ha fatto della sua passione un motivo di vita. 
Ho letto molti commenti su di lei, di recente. Non voglio soffermarmi sulla qualità del suo libro, che io ho terminato di leggere e che ho trovato abbastanza carino, non certamente da essere un capolavoro, ma pur sempre il romanzo di un'autrice esordiente che, come tale, deve migliorare e crescere (io mi includo a testa alta nella categoria!). Quello che qui voglio evidenziare è soltanto quanto il mondo si sappia dividere letteralmente in due. Ed è il tema di questo mio post, in fin dei conti. 
La Coppola ha fatto parlare parecchio in questi giorni, dopo la sua vittoria. Ho letto i commenti un po' in giro sul web e mi sono resa conto di quanto sia stata apprezzata e, al contempo, perfettamente al contempo, sia stata criticata. Utenti che hanno scritto cose malvagie su di lei e sul suo libro e poi, quasi come se le due cose andassero di pari passo o fossero una conseguenza l'una dell'altra, utenti che l'hanno divinizzata. 
Non dimentichiamoci, inoltre, che la Coppola ha vinto un concorso con il suo libro. Prima di vincere il premio della rubrica Billy, era stata già selezionata, precedentemente, e grazie a questa pre-selezione - avvenuta, immagino, tra molte altre opere - ha potuto partecipare al concorso. Insomma, la Coppola è pur sempre piaciuta. Se non fosse piaciuta, non avrebbe fatto strada. Si è poi parlato tanto, anche, della "scia mediatica" che ha, secondo molti, influenzato le votazioni (dato che il numero di copie vendute - e si suppone, quindi, lette - fosse di un numero molto minore rispetto al numero dei voti ricevuti, tanto da far intuire che il suo libro sia stato letto da pochi ma votato, invece, da moltissimi, probabilmente sulle orme di coloro che lo avevano già letto e votato in precedenza). 
Mi riferisco, comunque, alle opinioni di coloro che hanno letto il libro, lasciando un attimo da parte le votazioni e la scia mediatica di cui tanto si è parlato in questi giorni.
Dov'è, allora, la verità? Chi di tutti la dice? La Coppola è quella dei commenti negativi o quella dei commenti positivi? 
Nessuna delle due, dico io. La Coppola è semplicemente se stessa vista da diverse angolazioni.
Insomma, alla fine dei conti, rimane pur sempre tutta questione di gusto. De gustibus non disputandum est

L'unica, semplice verità è che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi cosa tu realizzi, sappi che mai e poi mai potrai avere tutti dalla tua parte. Neanche Dio, in fin dei conti, ha tutti dalla sua parte! 
Perciò dico con semplicità: non sforziamoci mai di piacere a tutti quanti, perché ci impelaghiamo in questo modo in un'impresa impossibile, dalla quale siamo destinati a uscire da perdenti. Ci siamo sforzati ad apparire chi non siamo, abbiamo sperato di essere amati, abbiamo mentito e magari ne abbiamo anche sofferto... per che cosa la nostra fatica? Per NULLA. 
Se, con i tuoi modi, avrai conquistato il cuore di qualcuno, stai certo che quello seduto accanto, al novanta per cento delle probabilità, avrà qualcosa da ridire su di te!

4 commenti:

  1. Già non si può piacere a tutti..anche se credo che alcuni riescano molto bene nel tentativo di farlo..e chi ci riesce di solito è chi non si è preoccupato di dover piacere a tutti, ma ha dato spontaneamente il suo meglio :)è inutile star li a pensare come piacere a quello e a quell'altro. L'unico modo per stare bene è cercare di assecondare la propria personalità.. a prescindere da ciò che pensano gli altri. Se poi gli altri ti apprezzano tanto meglio, in caso contrario non tutti siamo uguali ed è normale nn essere capiti e apprezzati :) il tuo discorso fila liscio.

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    1. Penso che in ogni caso ci saranno sempre persone che ti apprezzeranno e persone che non ti apprezzeranno. Non è mai possibile essere soltanto apprezzati o essere soltanto non apprezzati. La gente è troppo varia, appunto, per poter anche minimamente pensare che tutti possano avere la stessa idea su qualcosa o qualcuno. E' una pretesa assurda. :)

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  2. In fondo il mondo è bello perchè è vario.. sarebbe noioso se tutti hanno la stessa opinione :D e poi ogni situazione ha un'opportunità positiva... se fanno critiche è un modo per eventualmente migliorarsi e rafforzarsi, se fanno complimenti.. beh ogni tanto dei bei e sinceri complimenti sono un toccasana :D

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