Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

domenica 6 marzo 2011

Basta che torni...

...e che io senta la tua presenza. Non so cosa voglia dire sentire anche nel silenzio. Io ho bisogno del rumore, che mi faccia capire che ci sei. Come posso sentirti nel silenzio? Come posso sentirti se non ci sei? Son pigra, io. Ecco tutto. Pigra, sono. Perché se solo fossi costretta a sopportarlo, lo sopporterei. Ma nessuno mi costringe, non devo sopportarlo, perché mai? Ci sei! Perché sforzarmi di sopportare la tua assenza, se ci sei? Ed ho bisogno di sentirti qui. Forse non lo sai. Che ti ascolto minuziosamente - in verità non sto lì ad ascoltare attentamente, ma la mia mente si mette in automatico sull'attenti, basta solo un briciolo di sensazione, sentire che ci sei - ascolto i rumori che fai. La sedia che si sposta, la tv accesa a volume alto, ti dico sei sordo, e tu dici che coi cannoni ci senti di meno, la tv accesa sui canali del mondo o della politica, il computer sulle gambe, un lieve tossire. E so che ci sei. La luce accesa di là, in cucina. I tuoi passi, che vai da una stanza all'altra, se devi andare al bagno. Non fermarti. La tua presenza, la tua esistenza, che io la senta sempre intorno a me, nella quotidianità, come nel profumo di cucina che si espande per la casa o nel suono della televisione accesa, che tu possa non mancare mai, e non per molto tempo, per lo meno. Forse ora che ti ho sempre accanto sono diventata pigra nel pensiero, sono diventata pigra nell'accettare anche le più ridicole distanze. Ci sei. Perché allora sforzarmi di abituarmi alla tua mancanza? Viziati siamo, quando facciamo solo le cose che vogliamo fare. 
Dovremmo essere piuttosto costretti esattamente alle cose che non vogliamo fare per riuscire a farle con (un'accettabile)... serenità.

2 commenti:

  1. ops...mi hai fatto scappare le lacrime...la descrizione dei rumori e della sua presenza...è proprio vero che l'amore per una persona fa questo effetto...e che la sua assenza ci fa riflettere e confemare il bisogno della sua vicinanza...

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  2. Già... è proprio così ;)!

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