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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

lunedì 22 luglio 2013

"Bancarelle letterarie" e le mie impressioni su "Baci da Malibu" di Marian Keyes e "Voltiamo pagina" di Jane Green.

Un giorno di diversi anni fa (due? tre?) acquistai alcuni romanzi in un mercatino e scoprii in quell'occasione il fascino dei libri dati a pochi euro, aggrovigliati disordinatamente su una bancarella spesso poco invitante rispetto a una bella libreria profumata di pulito. 
I libri erano tutti particolarmente ammassati, disposti senza un filo logico, si capiva a malapena quale fosse il confine che separava i grandi classici dai romanzi contemporanei. Le edizioni erano tutte abbastanza scadenti, le copertine mediocri, molti titoli praticamente sconosciuti. 
Nella confusione che regnava sovrana sulla bancarella, tuttavia, trovai qualcosa che faceva al caso mio, un libro che mi è davvero piaciuto tanto, Cioccolata per due, di Lolly Winston. Ve ne parlai in questo post un po' di tempo fa, una lettura molto piacevole.
Aver scoperto che anche in un mercatino apparentemente dall'aria poco invitante si possono trovare dei libri di piacevole compagnia mi ha ovviamente spinta ad acquistarne altri, così ogniqualvolta mi trovo nelle vicinanze di un mercatino o di una fiera, non mi lascio mai sfuggire l'occasione di dare un'occhiata in mezzo alle cataste di libri di certe "bancarelle letterarie"! Così nel tempo ne ho accumulati degli altri, fra cui ci sono anche Baci da Malibu di Marian Keyes e Voltiamo pagina di Jane Green di cui vi parlo oggi.
Li presi insieme (a pochissimi euro!) e mi ricordo che fu una scelta rapidissima, di un battibaleno, non poteva essere altrimenti con il mio ragazzo che già brontolava all'idea di dover attendere un'eternità (Simona di fronte ai libri è come la Simona dei negozi di abbigliamento e di make-up: lui non è un grande sostenitore dello shopping, e soprattutto dello shopping in rosa :D!), ma le copertine e i titoli mi ispiravano tantissimo: sentivo di aver fatto la scelta giusta.

Fra i due, comunque, ho preferito di gran lunga Baci da Malibu. Una storia semplice, niente di eclatante, una lettura distesa (forse alcuni la definirebbero piatta), senza troppi accadimenti sconvolgenti, una storia che si sa dove va a parare ma comunque ti appassiona (forse alcuni la definirebbero scontata e prevedibile). Per me è stata una lettura piacevole, mi interessavo sinceramente alle vicende di Maggie che, allontanatasi dal marito dopo aver scoperto il suo tradimento, approda a Los Angeles dalla sua amica e riscopre se stessa e una vita troppo dimenticata, ed è attraverso una serie di flashback e di riflessioni che Maggie ci informa della sua vita, del suo matrimonio, delle possibili cause che lo hanno portato allo sfascio. Una lettura rilassante, che non pretende di mettersi in classifica, una lettura che sembra nata con il solo intento di accompagnarti piacevolmente per qualche serata. 

Voltiamo pagina, invece, mi ha annoiata da morire. Non vedevo l'ora di leggerlo perché lo associavo facilmente a Baci da Malibu, avendoli acquistati in coppia, ma di Baci da Malibu, secondo me, Voltiamo pagina non ha neanche l'incipit. 
L'ho iniziato a leggere in spiaggia un paio di settimane fa e l'ho concluso l'altra sera sdraiata sul mio letto prima di addormentarmi (in realtà stavo per addormentarmi ancor prima di concluderlo... tanto poco la lettura riusciva a intrigarmi!). A dire il vero non sono assolutamente in grado di darvi un parere ragionato su questo libro perché - lo ammetto - molte parti della storia le ho praticamente saltate. Quella domenica in spiaggia i primi capitoli mi erano sembrati carini. La vicenda si apre con una descrizione abbastanza dettagliata e interessante di uno dei principali personaggi di questa storia - Portia - ma i capitoli a venire sono stati per me una noia mortale. Ho trovato una protagonista (di cui non ricordo il nome, sigh!) abbastanza priva di carattere e di personalità, una protagonista-non-protagonista (sembrano protagonisti tutti gli altri tranne lei) di cui è facile dimenticarsi (ah sì, si chiama Cath o qualcosa di simile, ma giuro che di lei mi è rimasto poco e niente). Ho trovato, inoltre, che l'autrice abbia inserito un sacco di scene piatte, senza alcuno slancio, che non entusiasmano affatto e che sembrano avere il solo compito di "diluire" il racconto, di allungarlo, di fare da collante fra un episodio e l'altro.
Vorrei tanto poter dire che un giorno, magari, gli darò una seconda chance, ma dopo questo primo tentativo fallito dubito che riprenderò in mano questo libro. I libri sono tanti e il tempo è breve: preferirei leggere libri mai incominciati!





Buona giornata,

Simona



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