Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

mercoledì 15 giugno 2011

Il diavolo veste Prada


L'ho visto così tante volte che potrei giurare di conoscerlo a memoria.
C'è stata gente che lo ha considerato snob, scontato, affermando che la lunga successione di rincorse al capo è ripetitiva. Io, invece, l'ho trovato assolutamente grandioso. Meryl Streep è stata indubbiamente meravigliosa nel suo ruolo di capo temuto e severo, e ritengo che Anna Hathaway sia stata un buon acquisto per il film (per non parlare degli altri personaggi, specie Stanley Tucci e anche Emily Blunt che ho trovato magnifici); inoltre, ho apprezzato molto la cura dei dettagli.
E di fronte a un commento del tipo "È ambientato in un mondo che, se scomparisse, non mi farebbe versare una lacrima. Questo mi influenza nel giudicare questo film superficiale, vuoto e anche francamente irritante per come glorifica le pseudostars della moda e della stampa patinata. Le parabole "esistenziali" dei personaggi sono meccaniche e ovvie, fidanzato e amici bohemiennes della protagonista sono insopportabili. La Streep sarà anche brava, ma sono arrivato in fondo solo grazie al tasto "pausa" del decoder..." penso che è davvero curioso come ogni cosa sia soggettivamente diversa.
Innanzitutto, è chiaro che questo film non potrà mai piacere a uno che pensa che il mondo della moda "se scomparisse non mi farebbe versare una lacrima". È come se uno dicesse: "Questo film fa schifo perché non mi piacciono gli horror" di fronte all'Esorcista. Stai guardando un horror!
Io, al contrario, l'ho trovato magnifico (d'altronde, trovo magnifico ogni lavoro che trasmetta positività e allegria).
Sono d'accordo con chi dice che la trama sia un po' scontata, ma c'è un ma. Credo che, più che un'ipotesi, sia una mezza realtà: storie di questo genere se ne sono viste tante, con il capo che sottomette la nuova arrivata o con il cambiamento graduale della protagonista che trascura la vecchia vita per il successo ma che alla fine ritorna a riprendersi ciò che le apparteneva. Insomma, era probabilmente facile prevedere quello che sarebbe accaduto, così come succede in milioni di altri lavori, scritti o sceneggiati.
Ma io sono sempre stata dell'opinione che le storie, tutte quante o quasi tutte, siano sempre abbastanza prevedibili (a meno che non mi scrivi una storia completamente di fantascienza, storie "reali", quotidiane, di tutti i giorni sono sempre un po' prevedibili!). Il pubblico è  ben abituato ai film e alle trame, sa già cosa succede, sa come deve svolgersi la storia (voglio dire, il cinema è nato alla fine del 1800, nel 1895 ci fu la primissima proiezione cinematografica di fronte a un grande pubblico, ne avranno fatti di film da allora!). Quello che fa la differenza, quindi, non è la trama in sé e per sé, ma come viene raccontata. 
E poi ci sono temi intramontabili, detti e ridetti, che tuttavia continuano a esercitare  sempre lo stesso effetto.
Perché, guardando Il diavolo veste Prada, non ero capace di annoiarmi neanche quando ero certa di prevedere quello che sarebbe accaduto dopo? Non sono andata avanti grazie al tasto pausa né tantomeno me lo sono tirato forzatamente fino alla fine, no! Io me lo sono proprio guardato con gusto e questo spiega il motivo per cui l'ho visto più di una volta! Credo che a un certo punto, poi, subentri anche la componente personale. Il mondo della moda in cui è ambientato il film, sebbene non sia certo mai stato una priorità nella mia vita, non mi è indifferente, e poi la caparbietà della protagonista, le possibilità della vita, le porte che si aprono sul futuro, l'ottimismo esasperato, sono tutte cose che riescono a colpire grande parte del pubblico. Non tutti, ma molti.
Io non me la sento mai di condannare un lavoro che riesce a essere "commerciale", laddove per commerciale intendiamo attirare pubblico e averne la capacità, sebbene ciò avvenga dietro la ripetizione di un tema già sentito. 
Se un tema è scontato, sentito e risentito ma è, al tempo stesso, un tema a cui tieni (e che trasmette positività) sicuramente non ti stancherà mai. Dev'essere successo questo a me e a tutti quelli che lo hanno ritenuto un buon lavoro!

6 commenti:

  1. ti dico solo io lo ADORO!!!!
    l'ho visto in italiano ed in inglese ed in tutte e due le versioni conosco le battute a memoria!
    baci

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  2. Idem come sopra anch'io! :D Quoto in toto Marianna. Non avevo letto il libro, sono andata a vederlo solo perché Meryl Streep è la mia attrice preferita sin da quando ero bambina, e perché provavo un moto di solidarietà incredibile per questa ragazza che già dal trailer sembrava aver a che fare con situazioni al limite dell'assurdo, almeno quanto quelle che vivo quotidianamente.
    L'ho adorato e non perdo occasione di rivedermelo quando posso! :)

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  3. Infatti Si cara Pri c'è un'Andrea Sax in tutte NOI @_@

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  4. Anche io lo adoro!!!lìho visto 4 volte e ora che ci penso lo rivedrei con piacere...

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  5. Carissima,
    in quanto facente parte per lavoro del fantastico mondo del fashion e della moda (sì, me la sto tirando, concedimelo), mi sento chiamata in causa.
    Penso che giudicare questo mondo, questo sistema che in ogni caso produce e crea occupazione (e che oltretutto non risente di crisi) ed additarlo come SUPERFICIALE sia proprio da persona SUPERFICIALE.
    Come ogni cosa, anche ol mondo della moda va conosciuto prima di permettersi di sputare sentenze. Il mondo della moda è portatore di cultura, di tradizione, di competenze. Può piacere o non piacere, ma è proprio l'opposto di superficiale e frivolo.
    Per questo motivo adoro "il diavolo veste Prada", sia nella forma del romanzo che nel film. Lo adoro perchè mostra parte delle dinamiche di questo mondo, in modo spietato e ironico al tempo stesso, proprio come è questo ambiente.
    Grande libro, grande film!

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  6. Sono pienamente d'accordo con te, Redazione... D'altronde, ogni cosa va conosciuta prima di essere giudicata, non di meno il mondo della moda.

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