Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

martedì 21 giugno 2011

L'ho visto prima io: mi ama!

Prendendo il sole in piscina, oggi, ho guardato su nel cielo e ho visto un aereo lontano lontano lasciare la sua scia bianca ed eterea. E mi sono ricordata di quando, tanti anni fa - in fase di pubertà - ogni volta che vedevi la scia di un aereo (molto molto spesso, specie in estate) esclamavi: "mi ama!". Lo esclamavi con enfasi, puntando il ditino su nel cielo. Se eri con l'amica, lo dicevi ad alta voce per farti sentire da lei, perché la cosa generava una sorta di seria competizione - della serie, bisogna che lo veda io per prima. E sì, perché se lo vedevi per seconda, ti toccava un misero "mi pensa". E se lo vedevi per terza, un misero "mi sogna"... e poi non ricordo, che ci fosse, alla fine, anche un "mi odia"? Insomma, non potevi assolutamente permetterti di arrivare per seconda, terza o quarta.
Era bello, però, avere la certezza - grazie a quell'aeroplanetto che volava nel cielo per i cavoli suoi - che lui "ti amasse". Ne eri convinta! Se ho visto l'aereo, lui mi ama. La cosa si svolgeva con regolare cadenza: esclamavi "mi ama!" tutte le volte che un aereo appariva nel cielo, tanto che alla fine della giornata potevi aver collezionato un numero abbastanza considerevole di scie - e questo ti gonfiava  come minimo di orgoglio. Se eri in compagnia e lo vedevi tu per prima, dicevi "mi ama!" con quel tono  fiero di chi aveva appena fatto una cosa sensazionale che l'amica (la quale non aveva avuto la fortuna del primato) ti poteva facilmente invidiare e tu ti potevi vantare di essere arrivata prima.
Ma poi, mi ama chi? Il più delle volte non avevi neppure il fidanzatino! Però comunque l'aereo lo avevi visto, quindi per forza di cose doveva esserci al mondo una persona che ti amava. E questo era l'importante.

5 commenti:

  1. ah ah ah è vero!!! Da me funzionava in modo un po' diverso...dicevamo : ''Qualcuno mi ama''...o pensa , o sogna , o odia....a seconda di quanti mezzi volanti vedevamo durante il giorno...e poi si facevano elencare silenziosamente alle amiche le lettere dell'alfabeto, stopparle ad un certo punto e farsi dire la lettera, che diveniva l'iniziale del nome di chi ci amava, pensava , odiava...!!!

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  2. Questa cosa non la ricordo. C'era qualcosa con la scia degli aerei ma non ricordo bene come funzionava..

    Il bello però è che a distanza di tempo molte cose ci fanno tornare indietro e rivivere momenti bellissimi e spensierati.

    Un abbraccio

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  3. Nooooo, questa mi mancava. Con le amichette ci limitavamo a farci cadere gli oggetti dalle mani e l'iniziale della cosa caduta era l'iniziale del ragazzino che in quel momento ci stava pensando!! Bel post amarcord!

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  4. Bel Blog!!! Lo visto prima io l'aereo... :-P

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  5. @Artemisia: quante cavolate ci inventavamo da piccole, eh?? :D
    @LadyRevolution: è vero, erano momenti davvero spensierati, ed è bello ricordarli...
    @Taglia46: questo lo facevo anch'io, è vero... quando ti cadeva un oggetto per terra, ti affrettavi a spremerti le meningi per capire chi ti pensava in quel momento! Ahahah
    @Gaetano: grazie! :)

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