Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

venerdì 24 giugno 2011

Si torna a casa: benvenuta, Nostalgia canaglia.

Stamattina l'appartamento è vuoto. Dopo pranzo partiamo per casa nostra. Abbiamo già caricato la macchina, le valigie sono tutte pronte, tranne la mia, quella con cui sono venuta una settimana fa e che non amo mai preparare per tempo.
Sarà un caso, ma stamattina il profumo di Perugina sta invadendo ancor più violentemente le mie narici affamate (lo so che le narici non possono essere affamate, ma le mie sono un caso particolare: appartengono alla categoria delle "odorivore"). Sto sniffando l'aria come se potessi saziarmi di cioccolata solo con il suo profumo (si, ammetto, stamattina sono senza colazione - debbo rimediare prima che il mio stomaco si metta a fare la danza della pioggia).
Bird Silhouette - S. Giorgino
Ho fatto una piccola foto alla piscina dove in questi giorni abbiamo amato prendere il sole e l'ho fatta con nostalgia. Così come con nostalgia ho fatto una foto ad un colombo in solitudine, al cielo con le nuvole e ad ogni pezzo di San Sisto che oggi debbo salutare. Gli addii e i saluti non mi sono mai piaciuti particolarmente. Sono sempre carichi di nostalgia e malinconia, e a me nostalgia e malinconia non piacciono.

Nel pomeriggio, saremo nella mia Peugeuttina in ritorno verso casa. Verso quella casa che anche lei, tra l'altro, sa di partenza. Si, perché il Tenente a settembre partirà per lavoro per qualche mese e io , in sua fervida attesa, condividerò la casa con una ragazza di cui non conosco ancora il volto, il nome, l'esistenza, una ragazza che da lunedì dovrò selezionare secondo il mio gusto e secondo le mie aspettative; una ragazza che mi pagherà l'affitto, quando fino a ieri ero io a pagare l'affitto ad altri. Come cambiano le cose, nella vita (si sente troppo il mio accento nostalgico, stamani?).

Passano gli esami di maturità, e con oggi passano anche gli esami di questo English Course per il quale il Tenente è stato qui a Perugia negli ultimi tre mesi.  E io sono stata attesa con fervida impazienza da qualcuno dei suoi colleghi, ma soprattutto da uno di loro che ambiva a sfruttare la mia bontà e le mie capacità per qualche ripetizione linguistica. Ma poi, ieri, nel salutarci, non mi ha detto neppure grazie. Capito, ragazzi? Neanche grazie. Voglio dire, è venuto a rompermi i cocomeri ogni santo giorno, me lo sono visto addirittura arrivare in piscina, mentre prendevo il sole, dove mi si è appiccicato con la sua biografia del cavolo e con il suo accentino inglese-napoletanizzato, gli ho fatto svolgere dei temini che poi gli ho corretto, cercando di capirne l'arduo significato (più che inglese, sembrava una specie di aramaico moderno), gli ho tradotto dei testi e l'ho fatto parlare un pò, e in tutto ciò... non ci è proprio entrato un grazie? Diamine. Mi piace pensare che sia una di quelle persone che a dire Grazie si sentono in imbarazzo. Anzi, sicuramente è così. Non me lo spiego, altrimenti. Ci sono stati giorni in cui il Tenente mi comunicava dell'intenzione del Collega di farmi un regalino alla fine del corso, per ringraziarmi del mio aiuto disinteressato. Al che io dicevo con fare modesto: "Ma no, non voglio alcun regalo, per quello che sto facendo!" e intanto cercavo di immaginare cosa avrebbe potuto regalarmi e già partivo in quarta di fronte all'immagine di una bella borsa comprata insieme al Tenente che conosce i miei gusti. E poi, invece, neanche grazie? Per Bacco.

Per fortuna mi consolo guardando il mio nuovo portachiavi per l'auto. Quando ieri sono entrata in cartolibreria alla ricerca di quello che sarebbe stato il mio primo portachiavi d'auto, la commessa all'inizio me li ha fatti vedere proprio tutti tranne quelli della Hello Kitty, perché giustamente convinta che sarebbe stata, la sua, una richiesta ridicola e che Hello Kitty sarebbe stata senz'altro fuori della mia portata. Voglio dire, io sono grande, non posso mica prendere un portachiavi della Hello Kitty. "No, signora, a me no Hello Kitty, ha proprio ragione", bofonchiavo io alle sue spalle.
Allora mi ha fatto vedere una serie mostruosa di portachiavi rigidi (che al primo urto ti spaccano in due la carrozzeria dell'auto), rettangolari, seri ed infelici. Fino a che, come ultima spiaggia, mi ha detto: "E qui ci sono quelli della Hello Kitty, eccoli qui, legati per evitare che se li rubino". Ma chi vuoi che si rubi un portachiavi Hello Kitty, dai! Chi sono questi cretini che hanno il coraggio di portare un Hello Kitty legato alle chiavi della macchina, su, signora, sia seria! Io non lo farei maaaaaaaaaaaaaai... ho la faccia di una che si lascia attrarre da un portachiavi della Hello Kitty, iooo?? Guardi che ho 25 anni, sa', mica 15!!

Portachiavi Hello Kitty: costo soli 9 euro




9 commenti:

  1. Hello Kitty, no. Baal, piuttosto. Non c'era un portachiavi con Baal?

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  2. :) Non credo sia nel mio genere però :)!

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  3. UUUUUUU bello con lo fiocchettino scozzese :)!
    Buon rientro a casa e vedrai che prima o poi il regalino arriva @_@ spero ahahah baci!

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  4. uhauhauha abbiamo capito che le cose di hello kitty proprio NON ti piacciono! fortuna che la commessa non te le ha fatte vedere xD
    M.

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  5. ahahah mi ha fatto sorridere questo post anche se non sono abituata a leggere dentro le tue righe squarci di malinconia...ma devo confessarti che questo tuo modo di esprimere ANCHE sentimenti più profondi mi piace tanto; forse perchè io sono più del genere poetico e romanzesco che ironico e sarcastico come il tuo!!! Il portachiavi Hello Kitty? Caruccissimo e sappi che piace anche ad una 29 enne come me! Come diceva Pascoli, dentro di noi c'è un fanciullino che a volte si risveglia, e a me piace farlo sempre....ciao cara!!!

    http//www.semplicementedaniela.blogspot.com/

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  6. @Marianna: grazie cara! :)
    @M. Già... non mi piacciono proprio :d
    @Daniela: infatti, dal portachiavi hello kitty il mio fanciullino diventa più che evidente :D

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  7. Adoro Hello kitty!
    :DDDD dopo il tuo commento sul mio blog son venuta a farti visita :D grazie del passaggio, magari ci incontreremo quest'estate! Sempre per il libro, sarò impegnata in una cosa molto carina in Puglia :D

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  8. Benissimo, allora resto aggiornata con il tuo blog, dove sicuramente comunicherai la cosa! :)

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  9. Ciao!
    A me Hello Kitty piaceva, un tempo: prima che diventasse onnipresente, prima che non fosse così diffusa, talmente tanto da risultare noiosa.
    Però c'è anche da dire che adoro i gatti, quindi questa cosa un po' compensa l' "odio" ;-)

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