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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

martedì 10 maggio 2011

Benvenuti al Sud



Amo questo film. 
Lo trovo di un'ironia e di un divertentismo intelligenti. Non ho visto il film francese "Giù al nord" a cui è ispirato, ma so che "Benvenuti al Sud" è diventato facilmente uno dei miei preferiti!

Alessandro Siani
Per chi non conoscesse la trama, si tratta di Alberto (Claudio Bisio), un "polentone" milanese, impiegato delle Poste Italiane, che è stato trasferito a Castellabate (in provincia di Salerno) per due anni per condurre il suo incarico di direttore d'ufficio.

La notizia della partenza al sud, per lui e per la moglie, legati alle loro tradizioni lombarde e con il loro immancabile senso di "razzismo" nei confronti dei "terroni", è terrificante, ma la storia prenderà una direzione diversa... e scopriranno che quel mondo tanto temuto, a cui sono legati eterni pregiudizi, non è poi così malvagio!
Mi è piaciuto davvero tutto di questo film (a parte Alessandro Siani che trovo fantastico e attraente - ha qualcosa di così carino, santo cielo!). Gli attori sono tutti azzeccati, hanno recitato benissimo nel loro ruolo.

La prima parte del film, divertentissima, ritrae questo Claudio Bisio sfiduciato prima di partire e diffidente una volta arrivato a destinazione. Parte prevenuto nei confronti di questo paese del napoletano, aspettandosi per certo di trovarvi un posto pericoloso, come si racconta al nord, un posto di delinquenti, camorristi, furti, spazzatura, colera. Lo vedi partire munito di giubbotto antiproiettili, di trappole per topi e di gorgonzola per i suoi pranzi solitari. Arrivato sul posto, non si fiderà subito dei tre amici che vi troverà e crederà sempre che stiano cercando di fregarlo in qualche modo. Fino a ché un giorno riuscirà a rendersi conto dei suoi ridicoli pregiudizi e scoprirà di starsi affezionando molto a tutti, a questa terra baciata dal sole e alle sue splendide tradizioni, a volte un po' esagerate, a volte così affascinanti. E Alberto ha pianto due volte in questa avventura: ha pianto quando è arrivato, perché restìo a rimanere due anni interi in questa terra ripudiata, e ha pianto alla fine del suo "mandato", quando ha ricevuto la tanto attesa lettera di trasferimento nella sua adorata Milano, che significa dover abbandonare questi favolosi amici e la meravigliosa Castellabate.

In viaggio per Castellabate
La bellezza del film sta in molti punti: sta nel senso dell'amicizia, sta nel rendere divertente in modo leggero e intelligente l'arrivo di un "polentone" in un paese di "terroni", sta nel rendere divertenti gli scambi di battute, ognuno nella propria lingua, che se per Bisio è l'"italiano", per i suoi colleghi napoletani è un misto tra dialetto e italiano, a volte addirittura incomprensibile, sta nella forza dell'amore che vince le radici di una madre meridionale troppo "chiusa" e attaccata al proprio figlio, sta nella generosità e nell'accoglienza, a volte esagerata, della gente, sta nel constatare che il sud non è poi così male come si dice al nord. Qui esiste un cuore, caldissimo e pieno di generosità, esiste un forte senso dell'amicizia, e anche quello della libertà, esiste un profumo di casa e tradizione, che a mezzanotte si espande verso il mare, nel giorno della festa del Santo Patrono, per perdersi nelle luci colorate e sfavillanti dei fuochi d'artificio.







  








Per chi non lo avesse visto, io suggerirei di non perderselo! Ne vale davvero la pena!

N.B. Per i Sky-dotati, questa settimana è in Primafila (per gli abbonati a Cinema solo a 2.50 Euro!).

4 commenti:

  1. Visto e rivisto...tremendamente bello!!! Anche se un po' esagerato...tra questo e quello con Checco Zalone il Sud ne esce un po' esasperato..comunque entrambi divertenti!

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  2. Ciao Artemisia, grazie per il commento!
    Sai, io invece non lo trovo esasperato, anzi... lo trovo "veritiero". In fin dei conti, non hanno fatto altro che mettere in risalto le caratteristiche che rendono "particolari" la gente del sud (e lo stesso hanno fatto con il nord - Claudio e la moglie sono nordici e li hanno descritti nella maniera più adeguata! E' vero, infondo, che hanno certi pregiudizi). Lo trovo davvero ben fatto proprio perché non si è esagerato e non si è caduti - soprattutto - nel demenziale, in nessun momento.
    Invece, su quello di Zalone si, ti do pienamente ragione, quello si che è un pò esagerato - e, per quanto mi riguarda, non raggiunge neanche minimamente il livello di Benvenuti al sud!
    :)

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  3. Anche a me è piaciuto un sacco!!! Ora però voglio vedere la versione francese: Giù al Nord...

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  4. stile...già visto...anche se le risate non mancano a causa delle situazioni paradossalcomiche... Non sono d'accordo con l'ambientazione atteso che la cultura "cilentana" è ben diversa dall'atteggiamento "napoletano" che folklorizza il film... (pantarei)

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