Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

domenica 8 maggio 2011

Alcuni ricordi d'infanzia!

1) Scuole elementari. Lezione di matematica.
Mi ero presentata a scuola senza aver fatto i compiti di matematica, e temevo assai la mia insegnante che era un tantino severa! Ad un certo punto, quel giorno mi aveva chiesto se avessi fatto i compiti e io avevo risposto di essermi dimenticata il quaderno a casa. E' un classico, non è così? Di solito funzionava! Ma la mia maestra, quella volta, volle approfondire la questione, chiedendomi di avvicinarmi alla cattedra con il mio zaino. Sebbene consapevole delle conseguenze, non potei rifiutarmi. Una volta avvicinatami, la maestra incominciò a tirare fuori tutti i quaderni dal mio zainetto, tra cui quello con la scritta "matematica" (che non avevo, evidentemente, davvero scordato a casa!). Probabilmente in quel momento ero diventata rosso fuoco, ma ancor più rossa sarò diventata quando la maestra, aprendo il quaderno, aveva scoperto che non avevo fatto i compiti, e più rossa ancora sarò diventata quando la maestra aveva chiuso il quaderno, lo aveva alzato in alto e, puntando direttamente la mia capoccia, me lo aveva sbattuto in testa: beng!!! Un beng forte, risuonato per tutta la classe, di fronte agli occhi dei miei piccoli compagni di scuola :D!

2) Alle medie, avevo scritto un tema d'italiano come compito per casa. La traccia recitava qualcosa del tipo "Siediti e ascolta i rumori che provengono da casa tua. Descrivi quello che senti".
Il giorno dopo, a scuola, la maestra me lo aveva corretto e mi aveva chiamata alla cattedra per parlarmi. Mi chiese: "Quando scrivi, organizzi già quello che devi scrivere oppure scrivi quello che senti, così come ti viene?". Io risposi che scrivevo così come mi veniva. Mi disse che ero brava, che avevo una predisposizione particolare alla scrittura. Questo ricordo, in verità, lo conservo gelosamente proprio perché mi fa ancora un enorme piacere. Infondo è vero, mi piaceva molto scrivere già quando ero una bambina :)!

3) Qui mi sa che siamo all'asilo!
La maestra ci aveva chiesto di disegnare il nostro papà. Io avevo fatto un bel disegno, o meglio, mi ricordo che mi ritenevo brava a disegnare! Così, non appena finii, consegnai soddisfatta e superba il mio disegno alla maestra. Ma lei vide subito un "particolare" che mi fece notare: avevo fatto questo disegno con il soggetto (mio padre) esattamente al centro della composizione. Ed esattamente al centro della composizione avevo anche posizionato un lampadario, con il risultato che il lampadario pareva essere perfettamente attaccato alla testa di mio padre! Ok, la cosa fa un pò ridere (me lo ricordo assai bene quel disegno lì!!!), però... la maestra era rimasta così colpita dal mio "capolavoro" e specialmente da quel dettaglio che ritenne opportuno dirlo a tutti quanti. Mi ricordo qualcosa del tipo che prese il mio disegno, lo mostrò a tutta la classe e disse "Ha disegnato il lampadario in testa al papà!". Non era il caso di far tanto baccano, Dio santo! :D

4) Da piccola, ero convinta che si scrivesse "l'anatura" anziché "la natura" e "l'aradio" anziché "la radio" e, inoltre, che si pronunciasse "rùbrica" anziché "rubrìca" :D.

5) Alle elementari, mi ero "innamorata" di un mio compagno di classe, si chiamava Mauro. 
Un giorno, durante la ricreazione, la classe si era svuotata, ed eravamo rimasti in pochi, tra cui io e lui. Mauro era seduto sulla sedia al posto suo e si era slacciato e tolto una scarpa. Quando vidi questo gesto da parte sua (mi ricordo il suo calzino bianco) "cambiai sentimenti": il suo piede mi aveva fatto disinnamorare :D!

Com'è ovvio, questi sono solo pochi dei tanti ricordi d'infanzia!

5 commenti:

  1. La mia profe di italiano del liceo è ancora convinta, nonostante i suoi 47 anni che si dica rùbrica!xD

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  2. Senti, ma... in che liceo sei stata iscritta?? :D Tra prof di italiano e prof di fisica... immagino che divertimento!
    :D

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  3. Beh, sai, potrei scrivere un post sui miei professori del liceo!!

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  4. Ma lo sai che ti stavo suggerendo proprio la stessa cosaaaaaaaaa????

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  5. ahahah...ci vorrebbero ore per scriverlo e per leggerlo!

    RispondiElimina

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