Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

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giovedì 5 febbraio 2015

TFA, novità, aggiornamenti: storie di ordinaria follia.

Ciao amici!

Non scrivo di me sul blog da moltissimo tempo. Era il posto in cui amavo rifugiarmi per scrivere poesie, racconti, riflessioni, cose sulla mia vita o per divertirmi un po' con voi parlando di stupidaggini. Ora è diventato prettamente un blog di promozione, il che non mi dispiace ma mi dispiace che si siano un po' persi il senso e lo spirito con cui lo avevo aperto, diversi anni fa. Però nella vita si cambia, e il blog ha preso un po' l'andazzo della mia stessa vita: ho pubblicato dei romanzi, e da allora anche il blog ha preso una piega "letteraria" che, naturalmente, non mi dispiace ma si discosta da quello che avevo in mente quando, quattro anni fa, aprivo questo blog. 

Con il 2014, poi, è sopraggiunto un anno pieno di impegni ma al tempo stesso di piacevoli novità, e il carico di lavoro che mi sono trovata ad affrontare mi ha tenuta totalmente lontana non solo dal blog ma anche dalla vita virtuale in generale e perfino dalla scrittura! Però in compenso posso dire d'aver ottenuto una grande soddisfazione, perché il 2014 è stato l'anno della lunga, interminabile e sofferente selezione al TFA (il corso che ti abilita all'insegnamento), finita positivamente dopo mesi e mesi di selezione! 
Dico sempre (e chi ha tentato il TFA lo sa bene!) che non si può facilmente capire che cosa ha significato se non lo si è vissuto sulla propria pelle. Chi non lo ha tentato penserà a un "semplice" concorso pubblico, sebbene con tutte le difficoltà annesse. No, questo TFA è stato addirittura qualcosa di più di un semplice concorso pubblico: è stato una corsa a ostacoli, una lotta inaudita per accaparrarsi la vittoria, i sottili tentativi dall'alto di metterci i bastoni fra le ruote, comunicazioni arrivate troppo in ritardo, spostamento di date, scorrettezze varie, indicazioni date per metà, assenza di banca dati (cosa che invece non avviene nei "semplici" concorsi pubblici), necessità di studiare tutto lo scibile umano, consapevolezza che questo TFA fosse un treno di passaggio, perché sul futuro reclutamento degli insegnanti, ormai, non ci sono certezze che tengano, quindi eravamo tutti intenzionati a tenerci stretto questo TFA che si dichiarava l'ultimo all'orizzonte. 
Io ho tentato il TFA per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese nella scuola media e superiore, e mi sono dovuta presentare lì preparata su praticamente tutto ciò che riguarda il mondo inglese: dalla letteratura alla storia, dalla civiltà alla geografia, dalla linguistica alla glottodidattica, e poi grammatica, arte, governo, colonie, curiosità varie e chi più ne ha più ne metta. 
Al ricordo di ciò che abbiamo passato, mi sento profondamente solidale con chi ha tentato il TFA insieme a me!
Siamo stati migliaia in tutta Italia a tentarlo, perché oggi l'abilitazione è la strada maestra per poter insegnare nel nostro Paese. Senza un'abilitazione lasciano davvero scarse speranze. 
Insomma, dopo aver superato una prova preselettiva, una prova scritta e una orale che hanno drasticamente ridotto il numero degli aspiranti, quel giorno di due mesi fa apprendevo la bella notizia: ero ammessa al TFA dell'Università di Lecce
Sono molto contenta e soddisfatta di avercela fatta, sebbene mi aspettino dei mesi carichi di studio e preparazione!

Per tutti questi motivi, quindi, sono stata costretta ad allontanarmi dal blog e anche dalla scrittura. Sono stata talmente presa a studiare, e anche talmente presa dalla necessità di farcela, di arrivare a quel traguardo importante per la mia carriera, che non avevo ispirazione né voglia di scrivere alcunché! 

La selezione si è conclusa, per noi di Lecce, ormai dalla fine di novembre e in questi ultimi due mesi di libertà mi sono dedicata a tutt'altro. Sono arrivata perfino a dedicarmi alla cucina (chi lo avrebbe mai detto? :D) e ho imparato a preparare piatti più gustosi e saporiti, dando a PL l'illusione di essere diventata una cuoca! :P
Tentativi culinari a parte, ho anche scritto un racconto ambientato nella favolosa Toscana, dove sono stata in vacanza a cavallo fra il 2014 e il 2015! Volevo scrivere un romanzo, ma non avevo abbastanza ispirazione che mi accompagnasse per centinaia di pagine. Ho preferito tagliare corto ma scrivere intensamente e sentitamente.

So già che il TFA non mi darà tregua e così mi assenterò di nuovo dal blog :( . Ma mai completamente: di certo mi affaccerò di tanto in tanto per comunicarvi qualche novità, e per raccontarvi, magari, i miei avventurosi inizi nella scuola pubblica! :D













Simona





sabato 28 giugno 2014

Il buco nella borsa.

Ammattivo quando non riuscivo a trovare certe cose che proprio un momento prima avevo utilizzato. Orecchini, rossetti, burri di cacao. Di tutto e un po'. La ragione mi convinceva che non potevano essersi semplicemente smaterializzate. Dovevano pur essere finite da qualche parte!
Sì, ma dove?
Non avrei mai immaginato che la causa di quegli smarrimenti fosse un buco nella borsa, quel buco nascosto in un angolo remoto della tasca esterna, quel piccolo foro di circa un centimetro o poco più che ha risucchiato nel vortice oggetti di mio quotidiano utilizzo, portandomi spesso all'ammattimento.
Eppure ho scoperto una cosa: un buco nella borsa è molto più di un semplice buco!

"Che borsa metto oggi?". Do una sbirciatina alle scarpe: beige. Mi ricordo sul momento di una borsa dello stesso identico colore, un regalo del mio ragazzo. Una borsa che lo scorso anno avevo utilizzato moltissimo. [Mi capita di usare frequentemente una stessa borsa per giorni, settimane o addirittura mesi, e poi improvvisamente non usarla più per altrettanti giorni, settimane o mesi.]
Cerco la borsa in questione e poi ne esploro il contenuto. Scopro che lì, proprio sotto la stoffa che la riveste internamente, giace indisturbato un burro di cacao. Lo riconosco per la forma, per la dimensione, per la consistenza. Non riesco a vedere che burro di cacao sia, la stoffa non trasparisce. Provo a capire come sia potuto finire là sotto. È chiaro che deve esserci un buco da qualche parte. Non lo trovo, cerco e ricerco. Niente. Gli orli sembrano essere tutti ben cuciti. "È una borsa magica", penso. Ma voglio e devo per forza avere quel burro di cacao! Guarda caso proprio in questi giorni il mio sta finendo e devo comprarne un altro. Continuo a cercare il buco, dentro, fuori, di lato.

E poi eccolo lì, un buchino che si apre al lato estremo della tasca esterna. Ci infilo un dito, faccio scivolare il burro di cacao fino alla fessura, lo afferro e lo estraggo: Lui, il Lui di tutti i Labello, quello che adoro da sempre, sin da quando ero una ragazzina! Il Labello alla camomilla (e calendula).

Il Labello alla camomilla non è solo un burro di cacao per me. È un simbolo che ha segnato i miei quindici anni. Avevo quell'età quando lo comprai per la prima volta. Me ne innamorai e da quel momento non potevo fare a meno di averlo, volevo sulle labbra quel delicato profumo di campagna. Non era facile trovarlo, i negozi non sempre avevano Labello dai gusti particolari come la camomilla. Infatti una volta cresciuta, per molti anni non l'ho più usato, sostituendolo con il tradizionale Labello Classico, che trovi facilmente dappertutto. Poi un giorno, a Lecce, mi imbattei casualmente in un Labello alla camomilla che giaceva sullo scaffale di un negozio e lo comprai senza esitare.
Il suo odore mi riporta indietro nel tempo, è una di quelle sensazioni fantastiche che non ti sai spiegare bene. Sa di libertà, di gioventù, di amicizia, di primavera, di enormi distese di erba assolata, di domeniche spensierate.

Ma non finisce qui. Estraendo dal buco della borsa, a mo' di stupenda sorpresa, questo burro di cacao alla camomilla (che, tra l'altro, è nuovo di zecca: evidentemente lo avevo comprato da pochissimo prima che il buco se lo risucchiasse!), il mio dito ricercatore è entrato in contatto con altri oggetti. Scopro, allora, che il piccolo foro nasconde dell'altro, chissà che cosa, e voglio scoprirlo subito!
Ecco allora che un semplice buco nella borsa si trasforma in un buco delle sorprese che rapisce la mia curiosità.
Vengo in contatto con qualcosa di ferroso, lo afferro, lo porto in superficie: nooooo, non posso crederci! Un paio di orecchini dorati a forma di gufo che amavo così tanto, ma così tanto, che sono arrivata spesso a pensare che siano fra gli orecchini più belli che abbia mai posseduto! Per mesi e mesi mi sono ritrovata a cercarli ovunque e mi sono chiesta dove fossero finiti!

Continuo con la ricerca: un altro paio di orecchini, stavolta a forma di fiorellino, non certamente i più belli ma hanno il vantaggio di essere un paio di quegli orecchini passpartout: li mettevo molto spesso proprio perché stavano bene con tutto! Il buco magico ha colpito ancora!

Continuo a cercare, con un ormai irremovibile sorriso sulle labbra, con l'inevitabile frenesia di chi vuole vedere di più, e di più, con la fervente curiosità di scoprire che cosa apparirà dal foro. Che cos'altro mi riserverà questo buco nella borsa?
Il rossetto Kikoooooooo che non riuscivo più a trovare da nessuna parte!! Non UN rossetto qualsiasi, ma QUEL rossetto, quello marroncino che si sposa benissimo con la mia carnagione, quello che mettevo praticamente sempre, anche questo una specie di passpartout del make-up. Questo rossetto mi ha davvero fatto impazzire in tutto questo tempo! Cercato ovunque, mai trovato!

Dal buco nella borsa appariranno ancora, in ordine cronologico: due euro e trentacinque centesimi, scontrini vari, un braccialetto comprato dalla Coin, un secondo burro di cacao americano al gusto di menta, un fermaglietto per capelli intarsiato di piccoli strass argentati, il ciondolo perduto di un braccialetto, un elastico, un bigliettino su cui avevo segnato dei nomi di docenti universitari e i relativi esami che dovevo sostenere con loro, all'epoca dell'Università.

Ma la cosa più fantastica è che ognuno degli oggetti emersi da quel buco ha una storia particolare. Ed ero così entusiasta di averne ritrovati molti a me cari che il mio dito continuava freneticamente a cercare, cercare, scavare... ma non c'era più niente. :(

A parte il fatto che tutto questo vi dà una vaga idea dello stato di disordine in cui solitamente vertono le mie borse :D, devo dire che quel buco è stato una bella trovata.

Mi fa ricordare l'episodio di Sex and the City in cui anche Carrie scopre un buco nella sua borsa dal quale estrae la sua memorabile collana con il nome, diventata tanto famosa in tutto il mondo, che la riporta indietro al ricordo delle sue pazze amiche e le fa desiderare di essere altrove.




Conclusione? Ho deciso che i buchi sono dei veri valori aggiunti alle borse! Tutte le borse dovrebbero averne uno. Magari anche più di uno! Va be', dai, non esageriamo! :P








Simona




lunedì 14 aprile 2014

Perché poi, chissà.

Una giornata non proprio felice, dei grossi esami da studiare su cui sono ancora in alto mare, un cagnolino sulle gambe che mi trasmette un grande calore, l'attesa di un corriere Zalando, la voglia di urlargli addosso come nella pubblicità e di sentirlo urlare a sua volta, l'errore di un altro ordine di 85 euro inoltrato a New Look nella certezza di non avere un centesimo sul mio conto Paypal e la loro attesa che io lo ricarichi in modo da prendersi i miei soldi, un tempo incerto e uggioso, probabile causa del mio senso di malinconia, una bella mostra fotografica a cui ho partecipato ieri sera, tanta bella gente incontrata, salutata, conosciuta, la felicità di essere stata citata dal relatore, il presidente di Gaia Arte, che mi ha ringraziata pubblicamente di essere presente, anche con il mio blog, nella loro vita, la gioia di condividere momenti d'arte con persone a me tanto vicine, anche e soprattutto spiritualmente, un romanzo inedito di cui non conosco ancora il destino, la consapevolezza di aver fatto una cazzata ad abbandonare la palestra e la consapevolezza che sia troppo tardi per riprenderla ora che gli impegni non mi permetterebbero di frequentarla, idee e progetti che navigano per la mia testa, quasi tutti di difficile realizzazione, perché le cose facili pare che non mi abbiano mai particolarmente attratta, due belle interviste preparate stamattina e in arrivo sul blog prossimamente, il desiderio che si capisca, prima o poi, che un po' soli lo siamo tutti nella vita, che sì, gli altri possono essere presenti, ma il grosso lo devi fare tu, con le tue forze e il tuo coraggio, perché ognuno è coinvolto in una lotta speciale, in un disegno complicato, in un intreccio miracoloso, in un vortice di sentimenti, dolori, sorrisi, lacrime, desideri, delusioni, aspettative fallite, e poi, ancora, un pranzo che non mi va di cucinare, la voglia di una gita che non potrò fare, ultima lettura terminata: "La figlia sbagliata", di Jeffery Deaver, un thriller psicologico intrigante ma con una fine che mi ha lasciata un po' perplessa, con un ex psichiatra furbissimo che si lascia abbindolare, alla fine, da un avvocato oratore, in un modo che si direbbe un po' improbabile rispetto alla sua personalità, altri romanzi da leggere, tantissimi, domande irrisolte, voglia di indossare vestiti estivi. Cose di vita, semplicemente. Di vita che scorre.





Simona


mercoledì 9 aprile 2014

Gli istanti della creazione: 21 cose sulla mia scrittura.

Ieri, girovagando per i blog che seguo, ho letto questo post interessante sul blog di Anima di Carta, che a sua volta aveva preso spunto da altri blog. Dev'essere, quindi, un simpatico "giochino" fatto fra blogger, ma lo ritengo più di un semplice giochino, in effetti: è un modo divertente per "scandagliare" il proprio rapporto con la scrittura.
Si tratta di scrivere delle cose random, di getto, che riguardano noi e la scrittura.


Dunque dunque dunque. Sto per sintonizzarmi sul canale giusto. Pronti? Io sì. Premo il pulsante on nella mia testa: click.

Ci siamo.




1) Il silenzio e la solitudine mi aiutano molto. Rumori vari, di radio o televisioni accese, oppure la presenza di persone nella mia stessa stanza, mi disturbano e sono un intralcio alla mia concentrazione. Questo vale se stare da sola e in silenzio mi è possibile, altrimenti... a mali estremi estremi rimedi: ampia parte di "Jeans e cioccolato" l'ho scritta seduta sul letto di una stanza d'ospedale, dove oltre a me c'erano altre tre ricoverate, con conseguente via vai di visite!

2) Non ho mai una trama bell'e pronta. Inizio a scrivere senza sapere dove arriverò, che cosa verrà fuori. Al massimo posso avere solo una vaga idea di qualcosa che vorrei accadesse, ma una volta che inizio a scrivere è quasi certo che la storia prenderà direzioni impreviste... Insomma, impossibile pianificare.

3) Iniziare a scrivere un romanzo è sempre un'avventura imprevedibile: non inizio con la certezza di metter su una trama convincente e arrivare alla fine. Nutro anzi spesso il timore di arrivare a un punto morto e non sapere come uscirne. Nella mia esperienza di scrittura, mi è capitato di scrivere rapida come un treno fino alla fine, senza mai interruzioni (è il caso di tutti i romanzi conclusi), ma anche di arrivare a punti morti e lasciare il racconto a metà e non concluderlo mai. 

4) Quando mi rendo conto che la storia sta venendo bene, non riesco a pensare ad altro che a quello. Se posso, faccio da parte gli impegni per dedicarmi al romanzo! Sono una che è riuscita a scrivere tesi di laurea e romanzo contemporaneamente, e a concludere prima il romanzo, proprio per la mia fretta di finirlo e "ammirare" il risultato. 

5) Quando scrivo un romanzo, di solito non ci impiego più di qualche mese. Non perché sia particolarmente brava o perché, al contrario, scriva in maniera superficiale, ma per una semplice ragione: io cambio. Invidio, per esempio, chi confessa di aver impiegato anni a scrivere un romanzo. Io non potrei mai impiegarci anni: se non lo finisco subito - nel giro di qualche mese - rischio di ritrovarmi cambiata, di scoprirmi diversa, e di non riuscire più a riflettermi in quello che stavo scrivendo. Devo essere coerente con "la me stessa" di quel momento per scrivere col cuore. È capitato, infatti, di aver dovuto lasciare a metà romanzi che avevo iniziato a causa di impegni sopraggiunti. Riprenderli a distanza di tempo era stato impossibile: non mi piacevano più :).
Inoltre, quando scrivo sono così presa dal mio romanzo e dalla fretta di concluderlo che non potrei mai aspettare anni prima di arrivare alla parola fine!

6) Scrivo di getto, di impulso, la mia non è una scrittura molto ragionata. La definisco "una questione di attimi". Per questo motivo, una volta arrivata alla fine del romanzo, ritorno volentieri a rileggerlo, ma non lo modifico. Tutt'al più aggiungo o cambio qualche parola, correggo eventuali incongruenze temporali, miglioro qualche frase, ma finisce lì. Non lo rimpolpo, non lo modifico, i miei romanzi sono grossomodo quelli che scrivo di getto, guidata dall'ispirazione. Spesso mi dico che è un peccato, forse tornando indietro e modificando, ragionando, rimuginando, rimpolpando, potrei fare sempre di meglio, ma è una pratica che purtroppo non mi appartiene. Quando metto la parola fine, per me è la fine sul serio: a quel punto io ho semplicemente già DATO, chiuso.  

7) I miei personaggi hanno sicuramente qualcosa che appartiene a me o a persone che conosco. Dopotutto penso sia normale partire dalla realtà per crearne una fittizia. Dopo aver rubato alla realtà qualche piccola porzione di carattere, di aspetto fisico o di altro, la fantasia prende il sopravvento e i personaggi assumono una personalità propria.

8) Spesso non amo ambientare la storia in un posto che esiste realmente. Preferisco non citare alcuna città. Mi rendo conto di concentrarmi di più sulla storia, trascurando i posti. Cercherò di rifarmi in seguito!

9) Se il romanzo non è ancora concluso, non esiste che io possa farlo leggere a qualcuno.

10) Sono una frana nella scelta del titolo. Sono davvero in grado di scrivere un intero romanzo in poche settimane, ma quando arriva il momento di scegliere il titolo entro nel panico: il titolo è troppo importante per me, mi deve colpire, piacere, deve essere abbastanza originale, non deve essere stato scelto da nessun altro (quindi prima faccio dettagliate ricerche in Internet per assicurarmi che il titolo non esista già), deve riflettere vagamente la storia, deve essere efficace. Sul titolo posso davvero perdere le migliori ore! Un esempio? Eccolo: il mio ultimo romanzo ancora inedito. Ho finito di scriverlo a settembre scorso e, a oggi, non ho ancora trovato il titolo giusto: diciamo che non ci sto più pensando, dopo qualche giorno passato a delirare su un'infinita lista di improbabili titoli, ci ho rinunciato.

11) Non sono mai contenta al 100% dei miei scritti. So che potrei fare sempre di più e che non sono prodotti eccellenti. Però il momento della stesura, il viaggio, diciamo, più che la meta, nel caso della scrittura secondo me è ciò che davvero conta. Quello che viene dopo è una straordinaria conseguenza, ma mai tanto straordinaria quanto gli istanti della creazione.

12) Quando mi rileggo, magari a distanza di tempo, quasi non mi riconosco! Penso che durante gli "istanti della creazione" in noi succeda qualcosa di magico: ogni volta che mi rileggo ho quasi la sensazione che a scrivere sia stato qualcun altro!

13) Sono meticolosa nella scelta del nome dei protagonisti. Cerco di scegliere un nome che mi soddisfi appieno o che trovo adatto alla storia, facendo attenzione a non usare quello che un giorno potrei potenzialmente scegliere per un mio figlio (lo so, è folle, ma dopotutto siamo scrittori!).

14) Se non ho niente da fare, riesco a stare sul romanzo in stesura anche per delle ore intere, tante ore. A fine giornata potrei essere arrivata a metà romanzo! :D

15) Mi affeziono un sacco ai miei personaggi. Mi commuovo per loro, sorrido con loro, a volte rido con loro. Scrivere è meraviglioso.

16) Dopo aver concluso un capitolo, lo rileggo - possibilmente a voce alta - curiosa di vedere che cosa ne è venuto fuori. E quello che ne viene fuori è sempre una sorpresa anche per me stessa!

17) Quando sono impegnata - per lavoro o per studio - mi guardo bene dal cominciare un nuovo romanzo. Mi conosco: scrivere diventa un meraviglioso tormento, non posso iniziare a scrivere sapendo di dover poi interrompere o di non potermici dedicare pienamente! Sarebbe una dannazione, non penserei che a quello! Preferisco tenere a bada l'ispirazione - impresa davvero ardua.

18) Le mie storie devono essere reali, vere, di tutti i giorni, devono poter accadere sul serio. Nelle mie storie non succede niente di fantasioso, di irreale. Se mi capita di imbattermi in un episodio che può vagamente sembrare "irreale", faccio i salti mortali per trovare una soluzione affinché la cosa si trasformi in "reale". Per chi ha letto "Quel ridicolo pensiero": mi sono ritrovata in una situazione simile scrivendo quel romanzo. Mano a mano che procedevo nella stesura mi chiedevo "Come ne vengo fuori?" :) E poi ne sono venuta fuori! :P

19) Sono ossessionata dalla fine dei romanzi: la fine deve essere la parte più bella, con parole a effetto, che rimangano impresse. Scrivere le ultimissime righe di un romanzo mi dà un effetto che potrei paragonare forse a quello di una droga: mi manda in estasi. Le mie "fini" le ho amate tutte, dalla prima all'ultima. In particolare quella del mio romanzo ancora inedito: l'ho riletta qualcosa come cinquanta volte e la rileggerò ancora! :D

20) Il mio primissimo romanzo risale a quando avevo 17 anni, circa. Si intitolava "Non è un addio". Una storia in cui non mi riconosco per niente, acerba e immatura, scritta completamente a mano, che rimane chiusa in un cassetto dimenticato. Anzi, non so più neanche dove l'ho messo!

21) Quando finisco di scrivere un romanzo e lo pubblico, sento come se non mi appartenesse più. Ma non è una cosa negativa, è una cosa assolutamente naturale, spontanea. La sensazione è quella di aver ormai dato, di aver contribuito in qualche modo al mondo, i miei libri rimangono semplicemente a disposizione di chi vuole leggerli. Una confessione: ritengo anche vagamente inutile parlare dei miei scritti. Il libro va letto, va sentito, non raccontato. Una volta che ho finito di scriverne uno, neanche io stessa, che sono l'autrice, potrei raccontarlo a dovere.



Fatemi sapere se anche voi avete intenzione di pubblicare un post simile: sono curiosa di confrontare le mie esperienze con quelle di altri scrittori!






Simona


lunedì 7 aprile 2014

In attesa di "denudarsi" per l'estate!

Strano: proprio quest'anno che, per via di un intenso impegno lavorativo, sarò occupata per l'intera stagione estiva da mattina a sera, io non vedo l'ora che arrivi l'estate!
Ho avuto, fino a ora, estati libere e spensierate in cui avrei potuto godermi il mare, la spiaggia, il sole e, per qualche ragione che ora mi sfugge, non l'ho fatto. Ho lasciato le estati passare insipide, senza essermi concessa vacanze o essermi goduta il mare. 
L'estate 2014, invece, per me semplicemente non esisterà, ma il bello è che sono felice così! Anzi, forse sono felice di più così! 
Non mi sento più una tipa particolarmente estiva. Quando arriva l'estate me ne stanco in fretta, specie se non ho granché da fare. Mi piacciono decisamente di più l'autunno e la primavera, le mezze stagioni. Suonerà anche insapore, insignificante, ma per me adesso è così. Perciò sono più contenta di avere concretamente qualcosa da fare per tutta la stagione, magari con un solo giorno di riposo, e godermi quello in santa pace ma poi lavorare per il resto della settimana! Sarà l'entusiasmo per questa esperienza lavorativa, sarà che ho voglia di fare cose nuove, di cambiare la mia routine, ma non vedo l'ora che arrivi quel momento!

Inoltre non vedo l'ora di togliere cappotti e maglioni e cominciare a scoprire finalmente le gambe, il corpo, i piedi! Ho acquistato due vestiti di recente, naturalmente per la nuova stagione, e aspetto impaziente l'ora di indossarli! 

Il mio negozio di abbigliamento preferito rimane H&M. Ma ho anche rivalutato tantissimo PROMOD: vi ho trovato troooooppe cose carine lì ultimamente. 

Dunque ho acquistato:




Questo vestitino viene da H&M, e lascia davvero senza parole. In vita è strettissimo che più stretto non si può, la gonna cade larga, e la foto vi assicuro che non rende giustizia al COLORE. Quell'azzurro nella realtà è luminosissimo, bellissimo, mozzafiato. Direi che in foto sembra perfino un colore diverso! 
Il vestito ha una vestibilità eccellente, il materiale è resistente, si chiude con una cerniera dietro. Adoro particolarmente i vestiti che cadono larghi mentre in vita sono strettissimi: promosso a pieni voti!


Da Promod invece ho comprato questo:



La modella lo indossa "naturè", bello lungo, a mo' di tunica. Io, in realtà, che invece non amo il lungo e che così non lo indosserei MAI, ci aggiungerò una cinta che stringe la vita e che lo rende decisamente più corto e più giovanile! 
Mi sono innamorata subito di questo vestito, perché ne adoro la fantasia orientale e il materiale, morbidissimo e leggero. Anche in questo caso vi assicuro che la foto non rende giustizia ai colori, che dal vivo sono uno spettacolo. 
Questo vestito lo ritengo adatto per ogni occasione, anche (e forse soprattutto) per il lavoro, è comodo e confortevole. L'altro, invece, mi sembra più adatto per la serata, o per qualche uscita particolare.

Da H&M ho anche preso un top corto in jersey simile a questo che segue. Il mio in realtà è nero con grandi fiori colorati. Adoro questo genere di top, si sposano benissimo con una gonna a vita alta!





Diverso tempo fa invece ho acquistato questo vestitino maxi colorato dal sito New Look, negozio online fra i miei preferiti, insieme a una cinta dello stesso stile. Lo amo moltissimo: guardate che colori caldi, che fantasia! È fresco e morbidissimo!




Insomma, come fare adesso a resistere alla tentazione di indossare tutte queste cose nuove? È una tortura, ma bisogna resistere sino a che le temperature non ci permetteranno di denudarci :D!

Voi avete già fatto qualche acquisto per l'estate?



Ciaooooooo!





Simona




domenica 8 settembre 2013

Il nuovo romanzo sta per giungere al termine...

Il mio nuovo romanzo sta procedendo a vele abbastanza gonfie. Lo alterno alla tesi di laurea - è un obbligo, altrimenti rischio di dover rilegare il romanzo, anziché la tesi :D, "Candidata Simona Giorgino, di che cosa parla la sua interessante tesi?" "Uhm, del ritorno di vecchie fiamme" - ma sta procedendo, anzi di più, sta per terminare! Sarei infatti arrivata agli ultimi capitoli, a quelli che daranno un senso all'intera storia, a quelli che dovrebbero finalmente svelare una morale, a quelli che daranno una spiegazione agli atteggiamenti dei personaggi. Ci tengo che gli ultimi vengano bene, e allora la fine di questo romanzo si sta protraendo un po' più a lungo. 
Non appena sarà finito - fra una settimana, prevedo, al massimo due - dovrò inventare il titolo. Durante uno dei miei farneticamenti notturni alla ricerca del titolo ideale me ne era venuto in mente uno: bellissimo, mi entusiasmava, mi sembrava perfetto per il mio romanzo, insomma non potevo crederci. Me lo sono ripetuto più volte, nella mia veglia, in modo che al mio risveglio potessi non dimenticarlo. Infatti non me lo sono dimenticato: mi sono svegliata con quelle lettere stampate in mente e ho subito acceso Internet per fare una ricerca e verificare che il titolo non fosse stato usato da nessun altro. 
PANICO. Esiste già un altro libro con quel titolo e mi scoccia non avere l'esclusiva! Anche se, c'è da dire, il libro in questione, con tutto il rispetto, non è un libro che ha fatto successo, diciamo che probabilmente è caduto nel dimenticatoio e nessuno ne conosce l'esistenza. Ma come metterla con me, che invece so della sua esistenza? Ci tengo che nessun altro libro si intitoli come il mio, anche se spesso e volentieri vedo circolare in giro libri omonimi e la cosa non sembra creare minimamente fastidio agli autori: forse dovrei fare lo stesso? 
Ok, vedrò comunque di trovare un altro titolo. Mi sembrava troppo facile averlo già trovato, il titolo di solito mi deve fare ammattire!

In tutto questo noto con estremo piacere che l'estate sta giungendo al termine, e se ne va via così, senza che ci si sia fatti una vacanza, senza che ci si sia goduti il mare. Se ne va anonima così come è arrivata. 
Settembre invece è arrivato con il fresco, con la mente piena di progetti per il mio futuro e per la mia carriera, con il pensiero che dovrò presto cercare il vestito giusto per la laurea (dai, Simo, mancano ancora tre mesi, non esagerare!), con la ricerca della palestra giusta presso cui fare l'abbonamento. Ebbene sì, da lunedì - ovvero da domani! - inizierò a frequentare la palestra con PL, il quale è sempre così super allenato e in forma... Quanto a me, conoscendomi so che il mio vergognoso fuori allenamento domani mi farà temere il rischio di infarto. Riuscirò al massimo a salire per 5 minuti su un tapis roulant, dopodiché sarò già distrutta e senza forze! Ma è faticoso cominciare, dopodiché vedrete che la palestra per me sarà come una passeggiata, un gioco da ragazzi! Lo giuro, ne sono proprio convinta!! :P

Kisses!


Simona




sabato 22 giugno 2013

✔ Tutto pronto: si parte per il mare!

Bikini✔ messo 
Peluria: ✔eliminata
Asciugamani: ✔ presi
Cane: ✔ pronto per il secondo bagno della stagione

Bene. Si parte per il mare! Stavolta sceglieremo una spiaggia un po' più "umaneggiante", dato che l'ultima volta, nonché la prima dell'estate, siamo stati su una dog beach ed eravamo circondati da cani di ogni razza/taglia, ai quali Cliff non era indifferente (indipendentemente da razza/taglia) con conseguente movimento isterico-patologico accompagnato da appositi guaiti-attira-attenzione e mirato a liberarsi/divincolarsi dal guinzaglio per correre dagli amici a quattro zampe.
Speranzosi di riuscire a passare un tranquillo, rilassante pomeriggio in spiaggia, evitiamo per questa volta sovraffolamenti canini e ci dirigiamo verso una spiaggia per soli umani, portando tuttavia con noi il piccolo Cliff, che data la taglia minuscola (indirettamente proporzionale, tuttavia, al timbro della sua voce) trova sempre disponibilità di accesso.
Sarà il suo secondo bagno, ma questa volta ci immergeremo tutti quanti insieme e appassionatamente in acqua, poiché ho intenzione di godermi l'immagine ridicola del mio cane mentre cerca disperatamente di tornare a riva agitando le zampette; con ogni probabilità, convincerò il Capo ad acquistare un salvagente canino prima di arrivare in spiaggia :P. 

Buon sabato pomeriggio a tutti,
alla prossima!

(è sabato, dico bene?)



Simona





martedì 18 giugno 2013

- 3 settimane!

Ultime tre settimane di studio: interminabili, tuttavia. 
Il caldo ha deciso di manifestarsi potentemente proprio in questi giorni, contribuendo al mio già avviato processo di esaurimento energetico. Non ho più energie in corpo e nella mente, capacità di concentrazione pari a 0, voglia di stare ancora sui libri pari a -572, voglia di relax pari a +6453. 
Tre settimane, SOLO tre settimane. Passano in fretta, ce la posso fare.
A una settimana dalla fine inizierò un confortante conto alla rovescia.

Le prime cose che farò nel post-esami:
- correrò in un centro benessere per festeggiare rilassandomi! Percorso SPA, massaggi, docce emozionali, e non può mancare il mio adorato bagno turco!
- mi concederò qualche uscita con le amiche, che per forza di cose ho dovuto trascurare.
- mare, mare, mare!
- scriverò un nuovo libro! Prima di immergermi completamente nello studio, ero già arrivata a metà di un nuovo romanzo, ma non so se ho voglia di riprendere in mano quello. In realtà mi ispira di più incominciarne uno da zero. 
- riprenderò in mano i libri, non più per gli esami, ma per altre attività di formazione: non si finisce mai di studiare!
- continuerò a inviare CV a destra e a manca.
- concluderò la tesi di laurea, ma mi preoccupa poco, avendola già iniziata. 
- scriverò le recensioni che avevo promesso ad alcuni autori.
- mi dedicherò di più a me stessa, prendendo d'assalto negozi di abbigliamento (H&M!), centri estetici e saloni per parrucchieri. 
- mmm, vorrei anche prendere a correre, qualche mattina... ma su questo mi concedo la facoltà di non fare promesse :P!



Simona





mercoledì 27 febbraio 2013

Il fascino della neve e partenza per la Sila!


Dopo un secolo passato ad agognare la montagna, ecco finalmente che i nostri eroi ce l'hanno fatta: abbiamo prenotato il nostro hotel a Camigliatello Silano!
La scelta di Camigliatello Silano non è stata sofferta: eravamo abbastanza convinti che avremmo puntato a questa località. Courmayeur, Val d'Aosta, Trentino ed altre appetibili mete di montagna rimangono nei miei sogni, per il momento. Il fatto è che la Sila è, fra le altre cose, vicinissima: praticamente dietro l'angolo. L'abbiamo scelta specialmente per questa ragione. Ci andiamo in macchina e non è questo il problema, quanto il fatto che abbiamo al seguito un cagnolino che non ha mai compiuto un lungo viaggio in automobile! Be', noi lo conosciamo e sappiamo bene che l'automobile per lui non rappresenta un grosso problema, ma è anche vero che, fino a questo momento, non lo abbiamo mai costretto in macchina per centinaia di chilometri! Insomma, non vorremmo doverci fermare ogni cinque minuti e impiegarci un'eternità ad arrivare a destinazione! Dunque, paragonando le distanze per la Sila e per una qualsiasi altra località di montagna, la nostra ci sembra una scelta più che giusta.
Mmm, lasciatemi fantasticare! :P
Foto dal web: Sila
Inoltre, la vacanza sarà necessariamente breve, durerà solo tre giorni - da venerdì a domenica - ma... già non vedo l'ora! Sono letteralmente eccitata all'idea! Mi sembro una bambina! Abito in una località di mare, nello splendido Salento, e quando arriva l'inverno mi lascio puntualmente affascinare da ciò che qui non vediamo mai: dai paesaggi innevati, dagli chalet in mezzo alla neve, dalle accoglienti baite di montagna... Un sogno! 
Io la neve l'ho vista poche volte in vita mia, ecco. E quelle pochissime volte in cui l'ho vista, ero una bambina! Sembrerà strano, forse, ma è proprio così! Cavolo... perché diamine ci ho messo tanto a prenotare un week-end in montagna, soprattutto considerato che abbiamo la Sila a più o meno... tre ore di macchina?! 

Ma ora ci siamo. Manca poco più di un giorno. Sto già fantasticando su quello che infilerò in valigia. Ho vestiti abbastanza pesanti? Come ci si veste in montagna? Voglio dire, a parte tuta da neve, scarponi, guanti e cappelli, che cos'altro devo portare con me? Immagino di dover rinunciare a gonne, calze e tacchi. Accidenti, ho praticamente solo quello nel mio guardaroba! :D Ecco che cosa mi piace dei viaggi: prima di partire, bisogna sempre necessariamente comprare qualcosa di nuovo! :P

Il mio cagnolino: anche lui dovrà essere coperto a dovere. Dubito che riusciremo a trovargli una tuta da neve canina, ma possiede una mole sufficiente di maglioni e piumini, penso possano bastare. Spero che l'impatto col freddo non lo traumatizzi.

Cose che non potrebbero giammai mancare nella mia valigia: il libro "di turno" (quello che leggo sotto le coperte prima di addormentarmi), il mio e-book reader e, soprattutto, la macchina fotografica! Scatterò un sacco di foto! :)

Ah, il computer. Non riesco a separarmene. A ogni viaggio, vengo sempre assalita dal solito dubbio: portarlo con me o lasciarlo a casa? Disintossicarmi per tre giorni non sarebbe una cattiva idea...

Momento riflessione.
...


A riaggiornarvi!





Simona





sabato 9 febbraio 2013

Un tuffo nel... mio blog!


Per puro caso, oggi mi sono ritrovata a rileggere alcuni vecchi post del mio blog, a partire da un'etichetta su cui ho cliccato. E' stato una sorta di "tuffo nel passato", giacché, a guardarlo da un certo punto di vista, è come se il mio blog avesse trascorso delle "fasi" che, come una conseguenza naturale, sembrano coincidere con le "fasi" della mia vita in questi ultimi anni. Il blog è infatti aperto ormai da più di due anni e in tutto questo tempo non ho mai smesso di rifugiarmi fra le sue pagine, rappresentando per me una specie di "seconda casa". Tutti quei post, in un certo senso, hanno "scandito il tempo". Il blog ha camminato con me, passo dopo passo. Cambiando, anche, insieme a me.

Come molti sapranno, questo blog è nato come semplice vetrina per le mie poesie inedite e per i raccontini brevi, ma sin da subito è diventato anche una sorta di "diario personale", perché adoravo venire qui e raccontarvi le mie avventure e disavventure quotidiane, oppure riportarvi semplici riflessioni. E' una cosa che amo fare ancora, ma ultimamente il blog è diventato sempre più spesso e volentieri un angolo di divagazioni su libri, autori emergenti e arte, mentre nella vita reale lo studio prende il sopravvento sugli altri impegni, per cui sostanzialmente resta poco tempo per dedicarmi al lato "personale" del mio blog.
Ma oggi è stato stupendo rileggere alcuni dei vecchi post! Così mi è venuto in mente che sarebbe stata un'idea piacevole quella di fare un breve viaggio indietro nel tempo insieme a tutti voi. E' anche un modo per far conoscere il mio blog a chi lo segue solo da poco tempo, e farvi vedere come questo sia sostanzialmente un blog "multiforme, variegato e versatile", che non si occupa solo di recensioni e interviste :).

Ho raccolto per voi alcuni dei post che mi sono ritrovata a leggere oggi, e ve li ripropongo :).

Sì, perché forse non molti di voi sanno che il mio blog è un accumulo di racconti dalla natura variegata
Molto, ma molto tempo fa, c'è stato un momento, per esempio, in cui ho tagliato i miei lunghissimi capelli e non resistevo a tempestarvi di post in cui mi lamentavo apertamente di quel gesto inconsulto :P. Ora finalmente i miei capelli sono cresciuti, raggiungendo la lunghezza che andavo agognando a quei tempi. :) 

Non tutti sanno, inoltre, che sono una specie di "patita dello shopping". Be', è da non prendere completamente alla lettera, tuttavia. Quando affermo ciò, infatti, non vuol dire che faccio sempre shopping, ma semplicemente che mi piacerebbe poterne fare in abbondanza! Diciamo pure che lo shopping è una passione che non sempre posso "sfogare". Insomma, mi piacerebbe starmene spesso nei negozi e dare al mio portafoglio ragione d'esistere, ma si sa, è una pratica a cui gli italiani non si possono dedicare troppo ultimamente. Quindi anch'io - sebbene abbia passato momenti di preoccupante "shopaholicismo" - ho dovuto mettere da parte questa specie di "mania" e, quando mi trovo in giro per negozi, sono costretta a tenere a freno il "demonio" che s'impossessa di me in quei momenti :D. A tal proposito, mi sono imbattuta in questo post che mi ha permesso di sorridere al pensiero che... che io sono anche questo! :)

Navigando navigando, è poi venuto fuori anche un post in cui vi raccontavo di una bella sorpresa di compleanno organizzata per il mio ragazzo. Il secondo compleanno insieme per la precisione, e la seconda sorpresa organizzata con dovizia di particolari. Sono un'amante delle sorprese, sono brava a organizzarne e anche a non fallire nel tentativo di nascondere tutto alla persona in questione! La sorpresa per il primo compleanno fu fantastica, e quella per il secondo non ha avuto nulla da invidiare alla precedente, con la mia meravigliosa idea di regalargli "il relax", finendo poi per ridurlo a un vero straccio :D. Però ritengo possa essere uno spunto per chi volesse fare un regalo un po' diverso dal solito. E ve lo raccontavo in questo post.

Per restare in tema, potrei inoltre citarvi il nostro primo San Valentino insieme. A distanza di tanto tempo, mi chiedo come abbia fatto, io, a pensare di regalargli un paio di... pantofole! Un San Valentino da non dimenticare, di certo! :P

Ma a parte questo, di post "deliranti" ce ne sono stati nel mio blog, effettivamente. Come quelle simpatiche liste che mi piaceva scrivere di getto, senza troppe riflessioni e troppi pensieri. O i post in cui vi raccontavo fatti quotidiani come il tentativo di "abbordaggio" da parte di un "esemplare maschile" :D. O ancora come quella scioccante ripresa fatta in occasione del mio primo Giveaway (pratica diffusa fra blogger, che consiste nel "dare via" qualcosa di tuo, allo scopo di accaparrarsi "followers"), un miserissimo Giveaway con una decina di iscritti in cui mettevo in palio un improponibile set collana-bracciale al quale diedi un nome demenziale :P, un video sicuramente "d'effetto" girato con spirito auto-ironico che, a rivederlo, mi ha fatta davvero morire dal ridere (della serie: ma mi nascondevo davvero io dietro a quell'obiettivo?). 

Poi arrivò un momento in cui credevo di essere diventata improvvisamente e per chissà quale miracolo divino una persona salutare. Avevo incominciato dopo non poche disavventure a fare jogging, e difatti per un arco di tempo di circa tre mesi o anche di più rimasi fedele al mio obiettivo di diventare "una jogger convinta". Poi deve essere successo qualcosa, perché... mmm, non credo d'aver mai raggiunto quell'obiettivo! Chissà quando è stata l'ultima volta che ho corso. Me ne sono dimenticata :P. 

Ma il mio blog, a parte un accumulo di baggianate, ha anche avuto i suoi momenti riflessivi. Come quello in cui vi ho raccontato della bontà di un uomo di colore su un autobus perugino, o quello in cui mi sono soffermata a riflettere sull'importanza di ridere, o quando mi sono chiesta se le persone riescono a fare nella vita quello che vorrebbero davvero fare o se piuttosto si accontentano di posizioni scomode e poco ambite. O quando semplicemente mi lasciavo andare a certe "elucubrazioni mentali" allo scopo di trovare una qualche risposta, e quella volta che invece, mossa da un episodio della mia vita, riflettei sull'importanza di ri-partire da un punto, senza necessariamente ricordare dove e quando precisamente tutto è successo per cercare di risolvere la faccenda. Spesso i punti precisi nel tempo sfumano e hanno i contorni sfrangiati, cercare soluzioni attraverso il ricordo è spesso un'ardua impresa. Oggi promuovo - scrivevo - i punti di ri-partenza. Ma poi io - in quel caso specifico - non sono mai "ri-partita". 

Riandare indietro nella storia del mio blog è stato una distrazione gradevole. Mi ha tolto tempo prezioso allo studio, è vero, ma in compenso ho ottenuto dei piacevoli sorrisi, e qualche breve momento di commozione. :)




Simona



venerdì 26 ottobre 2012

Capacità e pigrizia non vanno di pari passo + Giveaway "Quel ridicolo pensiero"

Un esame finisce e un altro inizia, in un tram tram ormai consolidato di libri, fotocopie, dispense, riassunti e giorni di studio persi di fronte a Facebook
Tutto per una buona causa, ovvio. Per arrivare prima alla fine, per arrivare in tempo o quasi in tempo alla fine. Una corsetta a ostacoli che mi tiene viva e vegeta, dritta sino all'obiettivo.
Tuttavia, io non sono mai stata né mai sarò la brava ragazza che tanto mi piacerebbe essere, quella che sa stare col capo chino sui libri finché non ha finito di studiare. 
Io NON FINISCO MAI di studiare. Io non sto mai troppo col capo chino sui libri. Io so ritagliarmi i miei spazi - anche quando non dovrei. Io mi lascio le cose all'ultimo momento, sempre, categoricamente, obbligatoriamente, e a due giorni di distanza dall'esame mi ritrovo sempre a farmi la stessa identica domanda: <<Come diamine è potuto succedere che mi sia ridotta all'ultimo momento?>> 
S-E-M-P-R-E. 
Sembro ogni volta cadere dalle nuvole, un po' come ogni anno quando tra l'estate e l'inverno non so che scarpe indossare o quando entra l'ora legale e non ricordo mai se si dorma un'ora in più o un'ora in meno. 
Ma sembra che, dopotutto, io funzioni abbastanza bene anche con queste mancanze. Anche se, lo ammetto, sono dannatamente una che si accontenta. Ogni santa volta, per ogni cosa che faccio, so benissimo che potrei fare sempre di più. Ma non lo faccio.

L'uomo è un "animale di lusso", sa volere e sa potere in maniera davvero intensa. E' quell'intensità che io mi lascio spesso sfuggire, arrivando a fare sempre un po' di meno rispetto a quello che avrei potuto fare. 
E credo che questo sia un grande, grandissimo peccato.

Intanto, vi invito a partecipare al primo Giveaway dedicato al mio nuovo libro, dove ovviamente si vince una copia del romanzo con firma dell'autrice + segnalibro con frase d'autore.
Come al solito le regole sono semplicissime, ci sono un paio di MI PIACE da lasciare e la condivisione dell'evento. Nulla di eclatante. Correte su FB a darne una sbirciatina! ^^  http://www.facebook.com/events/487702917940606/






Simona




giovedì 4 ottobre 2012

Di vite che cambiano e di responsabilità che aumentano.

Alla fine di queste giornate ad altissimo contenuto di stress mi sento il cuore esplodere nella gabbia toracica. Preparo due esami contemporaneamente nel giro di meno di un mese e non ricordavo che fosse così difficile farlo! Un tempo (parlo della triennale) lo facevo spessissimo, preparavo più di un esame contemporaneamente, e forse mi veniva meglio? 
La risposta è decisamente sì, specie se un tempo non vivevi in coppia, non dovevi pensare alla manutenzione della casa, non avevi preoccupazioni legate al fatto di dover sfamare una bocca oltre alla tua, e via dicendo. Adesso, ogni qualvolta mi dedico completamente ai libri e agli esami mi sento anche in colpa, perché so che in quei momenti potrei star facendo altro, potrei mettere in ordine la casa, potrei pensare a cucinare qualcosa di sfizioso (potrei pensare di imparare a cucinare qualcosa di sfizioso!). 
Ecco, la mia magistrale in corso è decisamente un'esperienza diversa dalla triennale passata. Ne parlavo un po' di tempo fa in questo post dal sapore nostalgico. È inutile, è proprio tutto diverso. Sono diverse le circostanze. 

Io in questo periodo :P
Continuo a fare la cazzata di 1) lasciarmi una mole consistente di studio agli ultimi momenti e concentrare il più dell'esame alle ultime settimane se non proprio agli ultimi giorni (in questo non sono cambiata!!) e 2) preparare più esami (di solito un paio!) contemporaneamente, alternandoli tra mattina e pomeriggio. 
Ma ora, per le motivazioni suddette, la cosa non viene più facile come un tempo, quando la mia unica preoccupazione era di studiare, appunto. Arrivavo a casa e la mamma mi aveva preparato un buonissimo pranzo. Studiavo più o meno fino all'orario di cena, tanto non ero io che dovevo preparare da mangiare o occuparmi di altre faccende.
Ora la cosa è cambiata talmente tanto che sono arrivata a studiare anche di sera. Mi ricordo di non aver mai mai mai studiato oltre le 19 (neanche a un giorno dall'esame!). Oltre a quell'orario non andavo mai, al calar del buio veniva meno tutta la mia capacità di concentrazione, non riuscivo proprio a star sui libri di sera, era la mia forma mentis a impedirmelo, oltre a un certo orario chiudevo i libri per principio, quindi concentravo lo studio nella mattina e nel primo pomeriggio, sapendo che a un certo orario avrei smesso di studiare. 
Adesso non più. Ora che le cose sono cambiate, non posso più concedermi la comodità di "decidere" in quale sfera del giorno studiare, e a volte mi trovo costretta a studiare nel dopo-cena sino a tardi. Ebbene, può capitare anche questo. Come si cambia nel tempo!
E non vedo per il momento alcun tipo di tregua all'orizzonte: per mesi interi sarò costretta a convivere con questo stress legato agli esami, nel senso che - letteralmente - finito di prepararne uno devo immediatamente incominciarne un altro. 
Suppongo che molti studenti che mi stanno leggendo in questo momento si sentiranno solidali nei miei confronti. Mi fa piacere non essere sola!
Ma fortunatamente gli esami si esauriranno prima o poi (e insieme a loro anche noi!?! :P) e ci si avvicinerà sempre più alla famigerata fine.

Tra un esame e un altro, comunque, trovo sempre il modo di riaprire il cassetto della scrittura, dove per ora tengo custodito un nuovo romanzo - il terzo - rimasto fermo alle prime trenta pagine. È una vera tortura non potermici dedicare a dovere! A quest'ora lo avrei già terminato e magari ne starei scrivendo anche un quarto! 
Amo il mio nuovo romanzo. Amo la forma che sta prendendo, amo il suo andazzo, mi sento molto migliorata rispetto ai primi due romanzi. Mi piace creare delle storie, immaginare che siano vere, riversarci dentro sentimenti, emozioni, paure, tormenti, liberazioni. Amo scrivere di mondi che non ho mai conosciuto, e di persone che non esistevano prima che fossi io a crearle. 

Buona giornata a tutti!



Simona Giorgino


giovedì 27 settembre 2012

Si riparte a partire dall'autunno...


Io con frangia! ^^
Ok. L'autunno è arrivato ma deve essersi perso in qualche meandro del tempo, altrimenti non mi spiegherei perché esco da casa e mi si appiccica la frangia alla pelle a mo' di topo morto. 
Eh sì, mi sono fatta fare la frangia! Ve lo avevo accennato in un altro post (ma siete matti? com'è che non vi ricordate di un dettaglio così importante??): aspettavo giust'appunto che passasse l'afa per tagliare la frangia, bella lunga e folta, in modo che possa fungere da perfetto nascondiglio per le sopracciglia in ricrescita. 
Ebbene, il mio progetto è iniziato: le mie sopracciglia iniziano a deformarsi abilmente. Obiettivo: infoltirle e migliorarne la forma.
Tuttavia, ho fatto la frangia in un mini-periodo in cui le temperature erano scese di molto, ma evidentemente era solo una tregua passeggera: l'estate sembra essere ancora tra noi e negli ultimi giorni la frangia non è stata sicuramente un buon rimedio al caldo! 

Ok, non ve ne po' fregar de meno.
Passiamo a qualcosa di ancor meno interessante :P: è stata una mattinata focosa. Per incontrare una docente dissoltasi nel nulla ho perso ben due ore. Fortunatamente, in queste ore - per ammazzare il tempo in attesa del suo arrivo che effettivamente poi non è avvenuto - sono capitata per-puro-caso-volutamente nel centro commerciale più vicino. Ma è inverno!!! Cioè, l'afa resiste al passare del tempo, ma nei negozi è arrivato l'inverno! Perché non me lo avete detto??? 
Stupenda sensazione, dunque, entrare nel primo negozio di abbigliamento e scoprirvi tanti maglioncini caldi, lanosi, sofficiosi e morbidosi. Maglioni lunghi da stringere in vita con un cinturone, come piace a me - una marea! Tra l'altro, i colori di quest'anno sono tra i miei preferiti. Navigare tra i toni del marrone, del bordeaux, del prugna, del verde, del giallo e del rosso non può che farmi piacere!
Reparto calzature e borse: un vero sogno! Ho incollato gli occhi su più di un modello. Borse camosciose, scarpe casual con tacco super comodo e prezzi accessibili: da ritornarci presto con apposita materia prima!

Ma, soprattutto, è da H&M che devo approdare quanto prima: non oso immaginare quanti bei nuovi arrivi!  So già che lì troverò tutto ciò che fa per me! Slurp, slurp!

Come al solito, quando arriva l'inverno ci si appropinqua - chi felicemente chi meno felicemente - a fare il famoso "cambio di stagione". Bene, anche io vorrei fare il cambio di stagione nell'armadio, ma... non ho l'armadio!! O_o 
O meglio: essendo io e il mio uomo superstiti di un trasloco, momentaneamente siamo dotati di un solo guardaroba: il mio. [Il suo è in arrivo]. Questo vuol dire che al momento sono costretta a condividere il mio armadio con le sue cose! Argh! [Solo una donna dotata di apposito uomo in casa può capire che cosa intendo]. Gli ho dovuto dedicare un angolino remoto del mio guardaroba - o almeno quello era il mio intento originale - ma le sue cose sono talmente voluminose che quell'angolino remoto si è ingrandito, ingombrando l'intero abitacolo! Non vedo l'ora di poter fare piazza pulita dei suoi capi e sistemarglieli nel suo guardaroba! :D
A ogni modo, io amo il cambio di stagione. Mi piace farlo, mi diverto sempre a rivedere le vecchie cose, a fare lo scarto di capi che non indosserò per certo con la speranza che possano poi venir sostituiti da nuovi acquisti... Mmh, sì, decisamente mi piace il cambio di stagione! ;)

Amore mio, se stai leggendo, non ti preoccupare, scherzavooooooo: ti ospito moooooolto volentieri nel mio armadiooooo ;)

L'autunno mi piace. E non solo per questioni che riguardano l'abbigliamento o la temperatura. Di solito, da qualche anno a questa parte, giungo un po' esausta alla fine dell'estate. L'estate è bella, ma adesso la vivo di più come una "pausa" dalla vita intera. Aspetto che l'estate passi per "tornare alla routine", un po' per tornare a vivere come sempre. Cioè, mi capita questa cosa anche se in realtà in estate non faccio nulla di estremamente diverso dal resto dell'anno! 
Per tornare alla mia "vita pratica" ho bisogno che arrivi l'autunno a tutti gli effetti. L'estate mi scombussola un po'.
Comunque sappiate che ho trascorso metà estate sui libri a sgobbare! Effettivamente, non si è trattato  di un'estate da "interruzione della routine", non ho fatto viaggi, non mi sono presa vacanze, niente del genere, eppure io "ricomincio" a partire dall'autunno... Voi no? :)

Simona Giorgino

domenica 29 luglio 2012

Aggiornamenti dal blog di Simona!

Lo ammetto, non ho fatto neanche un bagno al mare. Non è qualcosa tipo assurdo? Sì, lo penso anch'io. Io e il Tenente abbiamo avuto poche occasioni per andare in spiaggia e, soprattutto, un mese fa abbiamo preso un cagnolino - un Pinscher nano - che non ce la sentiamo di esporre al sole. Dopo il consenso del nostro veterinario, abbiamo però deciso di portarlo in spiaggia finalmente, ma a un orario più decente, ossia nel tardo pomeriggio, per evitare che gli prenda qualche colpo (è ancora talmente piccolo!). Insomma, è un po' come se avessi dato alla luce un figlio. Siamo totalmente rapiti da lui, usciamo sempre con lui, ci sentiamo in colpa se una sera resta da solo a casa, siamo preoccupati quando non fa la cacca (:D), insomma, abbiamo un bambino a tutti gli effetti!
Cliff è il suo nome, quel piccolo diavoletto che è entrato nella nostra vita portando un'immensa ondata di energia, di allegria e di affetto!

Sono inoltre impegnata con lo studio. Finalmente, dopo una stagione passata al cazzeggio, anch'io mi sono messa sotto a dovere e ho iniziato a studiare per qualche esame di settembre. Chi studia lo sa, per dare esami a settembre bisogna incominciare a studiare almeno a luglio, altrimenti non se ne fa niente! E così eccomi qui, china sui libri a cercare di sgrattare via la ruggine :P.
Io e l'Università ultimamente non siamo andate molto d'accordo. Come probabilmente capiterà a molti, a un certo punto mi sono resa conto di non essere contentissima della disciplina che sto studiando. Un tempo lo ero molto, ma il tempo stesso cambia molte cose e, dopo molti anni, non siamo (quasi) mai gli stessi. Ero più o meno contenta di questa scelta quando avevo 20 anni, ora ne ho 26 e in 6 anni le cose possono cambiare moltissimo. Quando penso al mio futuro e alla mia realizzazione, puntualmente non ci vedo quasi per niente le lingue straniere, sebbene io mi sforzi di pensarla in quella direzione. Se potessi tornare a 19 anni, sicuramente la mia scelta universitaria cadrebbe su discipline assai diverse. Ma fare una scelta vuol comunque dire prendersi le proprie responsabilità, continuare a camminare su quel sentiero e raggiungere la meta. Io ho preso una deviazione, certa che avrei fatto la cosa giusta, e invece ho sbagliato. Ho imparato sbagliando, e ora sono tornata sui miei passi e cammino fino alla fine. 
Un consiglio di cuore a chi sta leggendo questo post: se avete cominciato un progetto, uno studio o qualsiasi attività, portatela a termine senza lasciarvi tentare da impulsi che vengono dalle strade laterali, procedete e concludete, perché rischiate di prendere abbagli sbagliati, che vi fanno solo perdere del tempo! Quando avrete concluso il primo progetto, potrete dunque dedicarvi a tutto il resto, con la soddisfazione d'averlo, comunque, portato a termine. Non lasciate le cose a metà, è così fastidioso! Io, se non fossi tornata sui miei passi, sarei stata per gli anni a venire con lo scrupolo e il fastidio di non aver portato a termine gli studi iniziati. Non importa che non vi piacciano, fateveli piacere, ingoiateli a fatica, ma fatelo! 
Ovviamente ogni caso è a sé stante. Se proprio vi rendete conto di non voler più continuare e siete ancora in tempo per tornare indietro, fatelo senza problemi; io qui parlo di follie del tipo "7 esami alla fine" "specialistica in corso"... insomma, capite a me!! :P

Stavo scrivendo un terzo romanzo, ma al momento mi sono fermata a qualcosa tipo l'inizio del terzo capitolo. Che peccato, ma per qualche ragione non sto trovando il tempo per scrivere: sto studiando, appunto, ho Cliff a cui badare (e con lui in casa sono aumentate anche le mie performances domestiche!), il Tenente è in ferie e, inoltre, siamo in fase tralsoco e non è un dato da trascurare. 

La mia estate passa così, dunque, in maniera tra l'altro molto veloce, tanto che pensare di essere a fine luglio mi viene assai difficile. 

Ho anche una sfilza di libri nuovi, tutti ancora da leggere! In questo periodo anche la lettura sta procedendo a rilento. Sto leggendo "Al diavolo piace dolce" della Weisberger, lo sto trovando molto carino, ma ho in coda un sacco di altri libri, che ieri sono finiti tutti in uno scatolo per via del trasloco. 

Per quanto mi riguarda, non vedo l'ora che torni settembre, anche ottobre volendo. Non sopporto più il caldo, l'estate è una stagione stupenda, ma mi rendo conto di come, ogni anno che passa, comincio a sopportarla sempre di meno. Arrivo massimo fino a giugno, che è uno dei miei mesi preferiti, e poi me ne stanco subito. Boh, non sono più per la stagione estiva. Lo ero molti anni fa, quando ero più piccola, quando aspettavo la bella stagione con quell'entusiasmo fanciullino che rimpiango tanto, adesso è un po' diverso, è un peccato, ma non riesco a farne a meno. Preferisco mesi come maggio, settembre o ottobre, non totalmente freddi e non totalmente caldi. Sono diventata "la ragazza delle vie di mezzo" :P. Ah, l'età!

Ed è con Cliff seduto con le natiche sul mio piede (è una posizione che gli piace da morire) che vi accenno anche al fatto che a settembre - o comunque non appena il caldo incomincia a dileguarsi - ho deciso di fare la frangia ai capelli. I miei capelli hanno raggiunto una lunghezza che mi soddisfa parecchio, e mi piace la frangia con questa lunghezza. Ma, soprattutto, ho preso questa decisione insieme alla mia estetista. Quando ero più piccola, ho un bel po' rovinato le mie sopracciglia, che da allora non si sono più riprese del tutto. Le mie sopracciglia sono una delle mie dannazioni, anche se, chiaramente, si ha con esse un rapporto quotidiano e si impara a conviverci facilmente. Ma quel giorno dalla mia estetista mi sono ritrovata a buttar fuori tutta la mia insoddisfazione sul versante, ed è così che sono arrivata a una conclusione: le farò crescere a partire da settembre, diventerò un orso bruno, questo è certo, e lo sarò per tutti i mesi a venire, fino a che la mia estetista non sarà in grado di estrapolare la forma che vado agognando, ma fino a quando quella forma non viene fuori, io, lo giuro qui solennemente davanti a tutti, le sopracciglia non le tocco! Elimino piuttosto ogni forma di pinzetta dalla mia abitazione! E ho appunto deciso di farmi una frangia foltissima per questo motivo: intendo nasconderci dietro l'obbrobrio delle sopracciglia a orso. Lo so che la frangia non risolve il dilemma, ma credo possa attutirlo. Voglio dire, la frangia si sposterà pure, per il vento o con i movimenti, ma in linea di massima spero possa fungere da buon nascondiglio. È una cosa che dovevo fare prima o poi. Ho sempre ceduto alla tentazione di toccare le sopracciglia, quando ho provato a crescerle in passato, perché sono sempre sopraggiunte occasioni alle quali proprio non potevo presentarmi con le sopracciglia a orso, ma stavolta sono molto decisa: devo farlo e basta! 

Accidenti: a novembre esce il mio secondo libro, farò le presentazioni dei miei libri con le sopracciglia a orso! Argh! Be', vuol dire che in quelle occasioni cercherò di restare ferma, quasi imbalsamata, di muovermi il meno possibile per impedire gli spostamenti della frangia :P, così il pubblico penserà di essere in presenza di una scrittrice-robot :D.
Bando alle ciancie, mi piace la frangia e ho bisogno di rifare la forma delle mie sopracciglia: becco due piccioni in una fava!

Dal Blog di Simona Giorgino per il momento è tutto, un saluto e alla prossima!

:P
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