Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

La mia foto
Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

Visualizzazione post con etichetta cose mie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cose mie. Mostra tutti i post

giovedì 12 dicembre 2019

I bordi imprecisi del cuore, di Simona Giorgino - booktrailer, sinossi e qualche curiosità



I bordi imprecisi del cuore è uscito il 9 dicembre scorso in versione e-book (la versione cartacea sta per arrivare!). Scritto l'estate scorsa, l'ho poi lasciato riposare per un bel po' a causa degli impegni lavorativi che non mi hanno permesso di dedicarci del tempo, ma non appena è giunta l'estate, per l'appunto, mi ci sono rimessa sopra con una passione incontrollata e l'ho terminato, rifinito, perfezionato.
Poi, a Settembre, è arrivata "l'avventura inglese" (eh già, quante cose dovrei raccontarvi! Promesso: scriverò un post appositamente sull'Inghilterra, dove mi sono momentaneamente trasferita) e ho dovuto rimettere da parte il romanzo un'altra volta.
Ma in Inghilterra ho trovato l'ambiente perfetto per tornare a scrivere: seduta a una finestra che mi ha tanto ispirato, che mi offriva la visuale di una schiera di affascinanti cottages, ho ulteriormente rifinito il romanzo, l'ho editato, ed è in terra anglosassone che ho trovato il titolo e la copertina, è qui che ho scritto una sinossi difficilissima, la più difficile di tutte le sinossi scritte finora, perché sì, questo romanzo è molto più di quello che ho potuto inserire nella trama. Era impossibile racchiudere questa storia in poche righe: ho dovuto fare una selezione.
Ma la storia è di più: non è solo una storia d'amicizia e d'amore, è anche una storia sul perdono e sugli affetti familiari, una storia sulla necessità di esprimere i propri sentimenti prima che sia troppo tardi, una storia di terra e di radici, una storia sul passato che annienta, sui sensi di colpa, sulla voglia di tornare ad amare - in tutti i sensi. 

Aspetto con grande trepidazione il momento in cui stringerò tra le mani la mia prima copia cartacea...

Intanto, però, se volete, QUI potete acquistare l'e-book.


GRAZIE di cuore a chi lo leggerà
e BUONA LETTURA!


SINOSSI

Nell’assolato Salento, al mercatino di Santa Caterina, ogni estate Dalia vende le sue candele artigianali. Accanto a lei ci sono Ismael e il suo stand etnico, Milena e Chiara, esperte di cosmetici, e la bella Olga, che realizza gioielli di cartapesta. Ma la nuova stagione è destinata a riservare delle sorprese, a partire dall’arrivo di un nuovo vicino di bancarella, Omar, che vende libri usati. Omar riesce a integrarsi subito nella comitiva, eppure c’è qualcosa di misterioso in lui, i suoi occhi sono sfuggenti, il suo cuore è uno scrigno inaccessibile. Dalia, incastrata anche lei nel ricordo di un amore tormentato, percepisce le angosce del ragazzo e si avvicina a lui. Così, tra confidenze, rivelazioni e momenti magici all’insegna dell’amicizia, la stagione procede serena.
Ma una sera di fine agosto, l’incanto di quell’estate si interrompe bruscamente: una festa in spiaggia, il mare in tempesta, una disgrazia inattesa. Una disgrazia che, tuttavia, annienta e dona al tempo stesso, perché è proprio grazie a essa che Dalia incontra Luca, un ragazzo venuto da lontano, deciso a rimettere ordine nella sua vita. I due, intenzionati a fare luce sugli ultimi eventi, intraprendono insieme un appassionante viaggio nel passato. Una vicinanza che guarisce le ferite, un amore, timido ma intenso, che sembra risanare il cuore. Ma entrambi dovranno fare i conti con Omar, una presenza struggente e irrinunciabile, il fiume che separa due sponde e, al tempo stesso, il ponte che le unisce.






Simona





giovedì 19 luglio 2018

"Sei dove batte il cuore" nelle librerie italiane!

Entrare in libreria 
e vedere il proprio libro esposto sugli scaffali, 
in mezzo a tanti altri, 
è davvero un'emozione indescrivibile!

E ringrazio tutte le persone che, 
capitando in libreria e imbattendosi nel mio romanzo, 
stanno scattando tante foto!
Mi rendete felice.
Grazie a tutti voi mi è possibile vedere Sei dove batte il cuore
in librerie lontane, nei punti più disparati dell'Italia!

Ne condivido alcune, con immensa gioia:



Giunti Al Punto, Centro Commerciale Auchan, Mesagne (BR)

Giunti Al Punto, Centro Commerciale Le Colonne, Brindisi

La Feltrinelli, Lecce

La Feltrinelli, Torino

Mondadori, Bologna

La Feltrinelli di via Orlando, Roma

Giunti Al Punto, Cesena





GRAZIE!


Simona




lunedì 2 luglio 2018

L'arrivo delle prime copie cartacee di "Sei dove batte il cuore"!

Mi arriva un pacco "inatteso". Corro giù a ritirarlo e lo guardo con la coda dell'occhio mentre firmo la ricevuta al corriere. Infine riesco a leggere il mittente: Newton Compton Editori. Emetto un gridolino di euforia, il corriere mi lancia un'occhiata ma non si scompone più di tanto (sarà abituato!), e quindi mi lascia il pacco. 
I secondi in ascensore sono infiniti, ma finalmente rientro in casa. Cliff, il mio cane, pensa che mi sia arrivata una pizza e mi salta attorno esagitato e con la bava alla bocca. 
Corro a prendere delle forbici e mi metto all'opera. L'emozione mi impedisce di capire come si apre la scatola, ma non demordo, infilzo il cartone, una volta, e un'altra volta, fino a che, strappando gli ultimi pezzi rimasti appesi con l'eleganza di un muratore alle prese con del cartongesso, finalmente le vedo: le prime copie cartacee di Sei dove batte il cuore. Mi commuovo, mentre Cliff cerca di infilarsi nella scatola alla ricerca di qualcosa di commestibile.

Poi, ovviamente, come tutte le volte che pubblico un libro, mi metto a leggerlo come se non l'avessi scritto io. Ma stavolta è accaduta una cosa strana: dopo le prime due righe sono scoppiata a ridere. Letteralmente. Una risata isterica, di pura incredulità dinnanzi a questa evidenza: allora non l'ho sognato! Sto davvero uscendo con la Newton!

Sei dove batte il cuore è finalmente tra le mie mani.

E da giovedì, se lo vorrete, potrà essere anche tra le vostre.

❤️Dal 5 luglio nelle librerie❤️

(In foto: la faccia di un cane che al posto di cibo ha trovato libri!).

____Grazie di cuore #newtoncompton ____



Simona


martedì 12 giugno 2018

"Sei dove batte il cuore" dal 5 luglio in tutte le librerie e store online!

Cari lettori,

sembra proprio che ormai ci siamo: 
l'avventura con Newton Compton sta per iniziare!
Sei dove batte il cuore arriva in tutte le librerie e store online 
il 5 luglio.

Sono emozionata e contenta. 
Un sogno che si realizza.





Scoprite di più sul sito della casa editrice!






Simona


venerdì 5 gennaio 2018

"Sei dove sussulta il cuore" prossimamente in libreria con Newton Compton!



Cari lettori,


finalmente posso svelarvi questo segreto che mi tenevo dentro da almeno due mesi. Sì, be', aspettavo il momento giusto per dirlo e il segreto è proprio quello lì, spiattellato nel titolo senza tatto né preamboli, una novità (per me speciale) legata a quel nome - Newton Compton - che appartiene a una casa editrice che io personalmente ho sempre seguito e di cui ho comprato diversi libri, libri che ho letto e adorato e che riponevo nella mia libreria senza mai immaginare che un giorno quella stessa casa editrice avrebbe pubblicato anche me

Per chi non conoscesse Sei dove sussulta il cuore (clicca qui per qualche curiosità sul libro) stiamo parlando del mio terzo romanzo, che ho autopubblicato a settembre scorso e che per diverso tempo è rimasto in classifica nei principali store online. Già quello per me era una grande soddisfazione, accedere a StreetLib e veder crescere ogni giorno di più il numero dei download. Ma evidentemente la soddisfazione più grande a mia insaputa doveva ancora arrivare. Ed è arrivata dopo circa due mesi dall'autoppubblicazione: la Newton Compton, nella persona di Alessandra Penna (la loro editor), che ringrazio dal più profondo del cuore, mi contattava per la valutazione del romanzo e poi... poi mi veniva proposto di pubblicare con loro!

Una grande soddisfazione, un sogno che si realizza, un momento indimenticabile. 

Sei dove sussulta il cuore mi ha regalato infinite emozioni, sin da quando era ancora soltanto un pensiero confuso che vagava per la testa. L'ho scritto poco dopo la fine di un'importante fase della mia vita. Come forse ricorderete, ero stata fuori per lavoro e ritornavo a casa con la voglia matta di scrivere una nuova storia. E scriverla è stato sublime, come sublime - sempre - è il momento della scrittura e della creazione. Ho amato i personaggi che si ribellavano a me e che si inventavano da soli, ho amato averlo ambientato a Milano, una città straordinaria che mi è rimasta nel cuore, e scrivere di Lei mi ha permesso di rivedere luoghi, momenti, ricordi, illudendomi di non essere mai andata via. Mi ha regalato infinite emozioni anche quando l'ho concluso e riletto, e poi quando ho deciso di autopubblicarlo, affacciandomi per la prima volta sul panorama del self-publishing. Emozione pura, ancora, quando il corriere ha suonato il campanello e mi ha consegnato le prime copie cartacee, aprire il pacco, annusare le pagine fresche di stampa... E infine lei, l'emozione più grande: il contatto da Newton Compton e la proposta di pubblicazione

Non potrò mai dimenticare il giorno in cui venivo contattata da loro. Era una giornata uggiosa, all'ora di pranzo. Io ero ai fornelli e con il vapore i vetri si erano appannati. Poi, con il mestolo immerso nel sugo di pomodoro sentivo il suono dello smartphone che annunciava l'arrivo di un'e-mail. Non intendevo leggerla subito, dal momento che ero impegnata a cucinare, volevo solo sbirciare per verificare chi fosse, ma la scritta comparsa nell'oggetto del messaggio mi fece "sussultare il cuore", per l'appunto, e mi tenne incollata al cellulare! Inutile dire che quel sugo fu il più buono che avessi mai cucinato in vita mia! :D

Niente, così, giusto per chiacchierare un po'. Giusto per farvi sapere quanto sia contenta. E quanto mi senta di ringraziare tutti voi, tutte le persone che hanno comprato il libro, che lo hanno letto e magari anche commentato. Un ringraziamento speciale, poi, a quella cerchia di lettori fedeli, che non si perdono mai un solo mio scritto, e tifano per me, mi sostengono, credono nella mia penna e apprezzano la mia scrittura. GRAZIE DI CUORE, avete tutti contribuito alla realizzazione di questo sogno!





N.B. Alla luce di questa novità, devo comunicarvi che la versione da me autopubblicata NON ESISTE PIÙ, è stata ritirata dal commercio perché, appunto, quest'anno uscirà la nuova edizione con Newton Compton. Non si sa ancora quando, e non vedo l'ora mi venga comunicata la data ufficiale di pubblicazione! 

Ovviamente vi terrò sempre aggiornati, ma se volete seguirmi più "da vicino", cercatemi su Instagram (@simonagiorgino), su cui ho un profilo dedicato sia alle mie pubblicazioni sia ai miei scatti fotografici!










Un saluto a tutti,
Simona






lunedì 9 ottobre 2017

E dopo "Sei dove sussulta il cuore"... in stesura un nuovo romanzo (e molto diverso dai precedenti!)

Già, proprio così. La voglia di scrivere premeva, e non sono riuscita a resistere alla tentazione di iniziare un nuovo romanzo, sebbene sia da molto poco che ho finito di scrivere (e pubblicare!) "Sei dove sussulta il cuore". E proprio com'è stato quando ho scritto "Sei dove sussulta il cuore", non so che ne sarà di questo nuovo libro - ma sicuramente in qualche modo vedrà la luce (non subito, naturalmente, ma magari sotto le luci natalizie? Chissà...).

Più di una settimana fa, insomma, mi sono immersa nella stesura di una nuova storia, ma stavolta è un romanzo molto diverso dagli altri scritti e pubblicati finora!
Il progetto, proprio per la sua diversità, mi sta prendendo parecchio.

Ma esattamente perché è diverso?


  •  A differenza di tutti gli altri, che sono scritti in prima persona e al tempo presente, nel nuovo romanzo uso la terza persona e il passato. Sembrerà una differenza da niente, ma non per me che, appunto, è la prima volta che scrivo così. Mi sono sempre sentita a mio agio nell'usare la prima persona, quasi volessi sentirmi molto vicina, intimamente, alle mie protagoniste. Stavolta ho avuto proprio bisogno di cambiare: la terza persona e il passato sono stati una scelta consapevole e voluta.


  • Si tratta di un romanzo più ad ampio respiro, lontano dai romance che ho scritto finora (e a cui comunque sono molto affezionata!); l'amore c'è (e non può mancare mai) ma è solo una millesima parte, perché nel romanzo c'è anche altro. Non è, quindi, un romanzo sentimentale e a tratti chick-lit, e non è una storia che ruota solamente intorno ai tormenti sentimentali della protagonista, no, per niente. Il nuovo romanzo tocca di più la vita in generale, e anche il dramma, direi. Però non saprei come categorizzarlo: forse semplicemente un romanzo di narrativa contemporanea.


  • La protagonista, per quanto mi riguarda, è forse la vera novità del romanzo: diversa da tutte quelle che sono uscite dalla mia penna fino a questo momento. Una protagonista un po' particolare, e soprattutto una protagonista del tutto diversa da me, oserei dire opposta! Infatti mi sto divertendo a creare situazioni nelle quali io non potrei mai e poi mai trovarmi.      Finora sono più o meno sempre rimasta fedele alla mia visione delle cose e, sebbene romanzando molto le situazioni, i miei scritti riflettono grossomodo ciò che sono io. Alle protagoniste create finora ho sempre prestato qualcosa di me: qualche tratto di carattere, le passioni o gli hobby, il modus vivendi o anche solo qualche pensiero di qua e di là. Invece nella nuova protagonista non c'è proprio traccia di me: perciò la amo particolarmente, perché creare un personaggio così lontano da me si sta rivelando una bella, e divertente, sfida.






Simona




lunedì 25 settembre 2017

Mi manca scrivere... e voglio già ricominciare!

Mi manca "Sei dove sussulta il cuore". Mi mancano i giorni in cui ancora non sapevo che titolo avrebbe avuto, i giorni in cui non era ancora concluso. Mi manca alzarmi con la voglia sfrenata di buttarmi a capofitto fra le sue pagine e non sapere che cosa sarebbe successo di preciso ai miei personaggi, quel giorno. Mi manca scrivere, tradurre in parole le idee e i pensieri, creare i dialoghi, descrivere i luoghi e i sentimenti. Mi manca dar voce ai personaggi, farli innamorare, piangere e sentire appagati. Mi manca giocare con i futuri lettori, creando situazioni di suspense o sorprese inattese.
Ho pubblicato da pochi giorni e già vorrei ricominciare a scrivere come un'ossessa! Una nuova storia, dei nuovi personaggi, una nuova ambientazione. Almeno prima che gli impegni di lavoro mi travolgano fino a non farmi respirare, perché è allora, poi, che la possibilità di scrivere mi abbandona. Il lavoro mi assorbe in toto e non mi lascia spazio per la stesura di romanzi. Posso scrivere dei post sul blog, dei racconti brevi che si possono concludere nel giro di una giornata, questo sì e senza problemi, ma non romanzi lunghi che ti impegnano per settimane. Per i romanzi lunghi ho bisogno di non avere altro per la testa e di non avere impegni di nessuna natura. Quando scrivo un libro dobbiamo essere solo io e lui, a tu per tu, senza terzi che mi distolgano l'attenzione dalle sue pagine. Quando scrivo un libro voglio che quello sia il mio unico obiettivo. Un libro mi prende a tal punto da alienarmi dal mondo e dalla vita. Perché quando scrivo io non esisto più, se non in funzione della storia che sto creando. Nei giorni della scrittura la mia fantasia e la mia mente prendono le ali e volano lontanissimo, sino a diventare un punto irraggiungibile al di là dell'orizzonte.





Simona




venerdì 25 agosto 2017

Due mesi a Lecce: fra il "pollice verde" e la stesura di un nuovo romanzo!

L'estate sta per finire, lo sento già nell'aria, nonostante nelle ultime ore sia tornato un caldo non indifferente. Sto vivendo in quel limbo tra l'estate e l'autunno, in quella sottile certezza che presto il tempo lascerà definitivamente spazio alla nuova stagione, portando freddo e voglia di lenzuola calde. 

Non sono qui a Lecce da molto tempo, a ben pensarci. Sono passati solo due mesi da quando sono rientrata da Milano, e sembra passata già un'eternità. Naturalmente ho ripreso a vivere la mia vita qui nella sua routine e nelle sue abitudini che mi sono ri-diventate familiari, ma se nei ritagli temporali torno a pensare a Milano mi viene un groppone di nostalgia. Mi mancano i posti che frequentavo, e in queste settimane ho maturato il pensiero di non aver salutato tutto e tutti degnamente. È come se ogni cosa fosse rimasta in sospeso, come se fossi scomparsa da un giorno all'altro senza lasciare traccia di me. Giorni fa ho persino fantasticato su un viaggio che mi porterebbe fino alla città meneghina e che mi farebbe rivivere luoghi e momenti, e che mi consentirebbe di "concludere" un ciclo che mi sembra sia rimasto aperto in qualche spiraglio.

In questi due mesi la mia estate è passata nella più totale tranquillità delle faccende quotidiane, a barcamenarmi tra lavori in casa, imbiancatura delle pareti nella quale io stessa mi sono orgogliosamente cimentata, sistemazione del terrazzo (diventato poi il mio piccolo angolo di paradiso, come mi ero promessa prima di tornare da Milano) e un immenso amore per le piante che mi ha portata a scoprirmi "pollice verde". Adoro prendermi cura delle mie piante, annaffiarle seguendo le loro naturali esigenze, senza strafare e senza mai dimenticarmi di nessuna di loro, analizzare il terriccio attraverso il quale mi comunicano se hanno bisogno di bere e studiare le caratteristiche di ciascuna di loro per essere certa di agire nel modo giusto; adoro vederle sparse a verdeggiare per casa, quasi commuovermi di fronte ai fiori che stanno per sbocciare, osservarle crescere, ma anche notare i loro malesseri e cercare di capire di che cosa hanno bisogno. Credevo non avrei mai avuto testa per starci dietro, per questo mi limitavo ad acquistare fiori finti. Ora i fiori finti mi sembrano così limitati, così brutti. Adoro ritagliarmi uno spazio della giornata da dedicare tutto alle mie piantine, che sembra siano lì ad aspettarmi, piccole, silenziose, pure e totalmente innocenti.

All'inizio della mia permanenza leccese mi sono anche affacciata timidamente sul mondo del découpage, anche se fra una cosa e l'altra non ho ancora avuto modo di approfondire questa simpatia. 

E infine, negli ultimissimi giorni, mi sono finalmente rimessa a scrivere. Aspettavo da tanto questo momento, e forse ho lasciato passare anche troppo tempo prima di riaprire quella porta che avevo socchiuso, ma ho in qualche modo dovuto aspettare che finissero tutti i lavori in casa per lasciare che l'ispirazione prendesse piede. Non me la sentivo, in effetti, di avviare la stesura di un racconto con rumori di trapani per casa, mobili smantellati e pareti da imbiancare, tutti lavori in cui poi ho partecipato col ruolo di co-protagonista.
Poi un giorno, alla fine dei lavori, mi sono finalmente seduta lì, ho aperto il file .doc che avevo temporaneamente nominato "nuovo romanzo" e le dita si sono messe a battere sulla tastiera come se non ci fosse un domani. 
Non ho ancora scritto molto, sono venuti su solo due capitoli, di cui il secondo ancora da rivedere, ma l'idea c'è, la storia sta prendendo piede e io sto ricominciando a vivere una bella sensazione che avevo quasi scordato: quella che si prova quando i tuoi personaggi prendono vita, e quando ti sembra di essere lì nel libro e di star vivendo i loro stessi tormenti e le loro gioie. Hanno tutti già un nome, una professione e un ruolo preciso. Le loro personalità si stanno formando strada facendo. Già combinano guai, si innamorano, piangono...
Non so che ne sarà di questo romanzo (oltretutto, gli impegni con i concorsi che ho sostenuto negli ultimi anni - TFA e Concorso Docenti - mi hanno fatto dimenticare di avere anche un altro romanzo nel cassetto, che per pigrizia non ho poi più proposto ad alcun editore e che quindi non ha mai visto la luce), di certo l'idea di pubblicare ancora non mi dispiace. Ma questa è una questione a cui penserò solo al momento giusto. Per ora m'importa solo di scrivere e di dare sfogo alla mia fantasia.

E poi chi lo sa dove arriverò con questa storia!? Adoro l'imprevedibilità della scrittura.  Adoro il fatto che lo scrittore creda di avere, a un certo punto, le idee chiare su come vuole continuare la storia, ma poi improvvisamente può verificarsi qualche cambiamento di programma. Spesso sono i personaggi stessi a dirottare il racconto verso un'altra direzione, oppure può capitare che le situazioni che si creano richiedano necessariamente una continuazione diversa da quella che ti eri originariamente imposto. Fra le altre cose, è questo che adoro della scrittura: la forza con cui ti trascina in una storia che, alla fine, non sei neppure tu a scrivere, ma una qualche parte di te che forse inconsciamente ha già deciso come andrà a finire.








Simona




martedì 30 agosto 2016

Regione Puglia

L'estate finisce così, senza neanche averla vista passare, fra i libri di preparazione al "concorsone" che, per altro, si è concluso bene. Giornate trascorse sui libri, ma anche giornate trascorse al mare con i libri. Sabbia fra le pagine, granelli negli occhi, sollevati dal vento che spesso quest'anno ha caratterizzato l'estate salentina, onde sul bagnasciuga, gambe finalmente abbronzate. La borsa appesa all'"attaccapanni-scoglio", gli asciugamani stesi al sole, un abbaio lontano e solitario in mezzo alle spiagge affollate di San Foca, di Torre Lapillo, di Punta Prosciutto. 
Quando giunge fine agosto, poi, e molti rientrano già al lavoro, inizi a domandarti: e ora? 
E ora, come al solito, nulla è certo: Milano è sempre lì ad accogliermi, e rimane un tassello dorato della mia fantasia, ma il concorso superato nella mia regione sembra quasi suggerirmi: casa tua è qui
Ci assumeranno, tardi o presto che sia, e io che invece immaginavo strade infinite, destini immensi che mi avrebbero fatta andare controcorrente, stagioni della vita che mi avrebbero svelato chissà quale segreto, chissà quale ricercata verità. E poi, puf, a un tratto tutto torna come prima. Di nuovo. E l'estate passa così, tra le vecchie cose di sempre e la grande novità, che per altro colpisce più gli altri che me stessa. 
Salento, Puglia
Verrà un'altra estate, e forse sarà finalmente senza libri e senza pensieri. Forse sarà finalmente un'estate di quelle che si attendono per farsi la "vacanza". Come tanti professionisti e lavoratori che attendono le ferie per godersele come Dio comanda. Facendo un viaggio, magari, o semplicemente sguazzando nelle acque del mare e mangiando friselle col pomodoro e l'olio. Rigorosamente in Puglia, in questa regione calda che sa di mamma, di grembo, di taralli e pasta fresca. In questa regione il cui cielo è sempre illuminato dal sole, e punteggiato di stelle la sera. 
I viaggi per il mondo ti arricchiscono e ti portano a scoprire immense verità, ma mai nessun posto sarà in grado di scrutarti dentro come casa tua, dove tutto è cominciato. 
Il ruolo in Puglia pare promettermi, tra le tante cose, la possibilità di essere davvero e finalmente migliore semplicemente essendo me stessa a casa mia. Chiunque io sia, chiunque io senta di essere, chiunque io sia diventata. 




Simona




lunedì 13 giugno 2016

Manca poco.

L'estate arriva di soppiatto, entrando dalla finestra semi-aperta insieme a un leggero venticello che si rivela improvvisamente piacevole sulla pelle. Il sole, che non si è visto poi così di frequente negli ultimi tempi, allontanato spesso da nuvole minacciose e da piogge fresche e puntualissime, si affaccia maestoso sul paesaggio milanese rallegrando un lunedì mattina qualsiasi. Un lunedì mattina fatto di scrutini, di sogni notturni che riemergono impetuosi, di attese, di riscoperte, di pensieri repentini, di buon umore e un sopraggiunto senso di rilassatezza. Gli impegni sono ormai quasi terminati: manca poco un po' per tutto. Manca poco per il prossimo scrutinio, manca poco per l'inizio degli esami di maturità, manca poco per dirsi ciao, manca poco per chiudere un capitolo di vita iniziato un po' di tempo fa e che già si conclude, manca poco per tirare le somme finali, manca poco per lasciare questo posto e l'immensità che, diversi mesi fa, vi ho trovato dentro. Forse manca poco anche per la prossima pioggia, o per il prossimo sole. 
Manca poco per ricongiungersi con le vecchie cose, così care ma alle quali occorre riadattarsi, riabituarsi, che occorre riscoprire, rivalutare, di cui occorre trovare l'equilibrio giusto, il giusto bilanciamento di ingredienti, il cui sapore si è smarrito in mezzo alle tante cose da fare e ai nuovi impegni e progetti. Manca poco per l'estate salentina, calda e torrida, accogliente come un grembo materno, e per le passeggiate sui corsi e sulle litoranee, manca poco per i saluti, per il passato, per le cene all'ombra dondolante di una lanterna, per i puzzle infiniti in uno stanzino soffuso. Manca poco per accorgersi delle differenze, di quello che si lascia e di quello che si ritrova. Manca poco per rendersi conto che la vita a volte include anche quel senso di vuoto che ti porta spesso a non sentirti mai totalmente parte di un posto, di un angolo di mondo, e quel senso di continua ricerca che non ti fa mai capire esattamente chi sei e di cosa sei fatto, a cosa appartieni, quell'incertezza continua che ti fa sempre vivere in bilico fra il "vorrei essere questa persona" e il "non sarò mai come dovrei essere". Perché nell'essere sé stessi non c'è dovere che funzioni: per quanto uno ci provi, a seguire le mode, l'impellente bisogno di felicità lo porterà sempre a sentirsi disagiato rispetto a quello che non è e non sarà mai. 
Manca poco, insomma, per sentire il richiamo della vita, come un'eco che risuona incalzante ma dolce in una delle tante immensità che ho incontrato nel corso di quest'ultimo anno. 







Simona 



giovedì 26 febbraio 2015

Toscana: Capodanno 2014-2015.

Salve amici!

Lo so che ormai il 2015 è arrivato da due mesi, ma volevo parlarvi già da un po' della bella settimana trascorsa in Toscana a cavallo fra il 2014 e il 2015, in occasione del Capodanno. 
È partita tutta la famiglia al completo, io, PL e naturalmente l'immancabile Cliff che, come dimostra questa foto, ha gradito particolarmente le lunghe passeggiate! 


I posti visitati sono stati parecchi: Firenze, Siena, Pisa, San Gimignano, Certaldo, Volterra, Vinci, Empoli, e la piccola Cerreto Guidi in cui alloggiavamo. Non è rimasto tempo, sfortunatamente, per visitare altre città, come Lucca e Viareggio. 
Fra i posti visitati, ho lasciato il cuore in particolare nella città di Siena e nei caratteristici paesini arroccati di San Gimignano e Certaldo
Naturalmente non mi muovevo senza la mia macchina fotografica, però purtroppo ho fatto un piccolo errore il giorno in cui siamo andati a Siena, ho cioè portato con me solo l'obiettivo grande, quello 70x300mm, dimenticando a casa quello più piccolo, il che ha reso impossibile scattare foto ai piccoli vicoli, alle stradine caratteristiche, è stato perfino impossibile fotografare per intero la grande e splendida Piazza del Campo, della quale mi sono rimasti solo spezzettoni del Palazzo Pubblico. :'( Avrei voluto portare a casa molti più ricordi della bellissima Siena, ma mi rifarò, spero, una prossima volta!
Visto che le foto scattate durante la permanenza sono state parecchie, ho dovuto fare una spietata cernita che condivido volentieri sul blog, con abbondanza di vicoli, ponti, fiumi e vecchi palazzi!


Vicolo a Certaldo

Casa vecchia a Certaldo

Firenze

Cerreto Guidi

Pisa

Pisa

Stradina a Certaldo


Piazza di San Gimignano

Piazza di San Gimignano

Colombo a San Gimignano

San Gimignano

Portoncino vecchio a San Gimignano

Palazzo vecchio a Certaldo

San Gimignano

San Gimignano

Firenze

Firenze

Ponte Vecchio, Firenze

Vecchio portoncino a San Gimignano

Vallata toscana


Vicolo a Vinci







Copyright fotografie: © Simona Giorgino.





giovedì 5 febbraio 2015

TFA, novità, aggiornamenti: storie di ordinaria follia.

Ciao amici!

Non scrivo di me sul blog da moltissimo tempo. Era il posto in cui amavo rifugiarmi per scrivere poesie, racconti, riflessioni, cose sulla mia vita o per divertirmi un po' con voi parlando di stupidaggini. Ora è diventato prettamente un blog di promozione, il che non mi dispiace ma mi dispiace che si siano un po' persi il senso e lo spirito con cui lo avevo aperto, diversi anni fa. Però nella vita si cambia, e il blog ha preso un po' l'andazzo della mia stessa vita: ho pubblicato dei romanzi, e da allora anche il blog ha preso una piega "letteraria" che, naturalmente, non mi dispiace ma si discosta da quello che avevo in mente quando, quattro anni fa, aprivo questo blog. 

Con il 2014, poi, è sopraggiunto un anno pieno di impegni ma al tempo stesso di piacevoli novità, e il carico di lavoro che mi sono trovata ad affrontare mi ha tenuta totalmente lontana non solo dal blog ma anche dalla vita virtuale in generale e perfino dalla scrittura! Però in compenso posso dire d'aver ottenuto una grande soddisfazione, perché il 2014 è stato l'anno della lunga, interminabile e sofferente selezione al TFA (il corso che ti abilita all'insegnamento), finita positivamente dopo mesi e mesi di selezione! 
Dico sempre (e chi ha tentato il TFA lo sa bene!) che non si può facilmente capire che cosa ha significato se non lo si è vissuto sulla propria pelle. Chi non lo ha tentato penserà a un "semplice" concorso pubblico, sebbene con tutte le difficoltà annesse. No, questo TFA è stato addirittura qualcosa di più di un semplice concorso pubblico: è stato una corsa a ostacoli, una lotta inaudita per accaparrarsi la vittoria, i sottili tentativi dall'alto di metterci i bastoni fra le ruote, comunicazioni arrivate troppo in ritardo, spostamento di date, scorrettezze varie, indicazioni date per metà, assenza di banca dati (cosa che invece non avviene nei "semplici" concorsi pubblici), necessità di studiare tutto lo scibile umano, consapevolezza che questo TFA fosse un treno di passaggio, perché sul futuro reclutamento degli insegnanti, ormai, non ci sono certezze che tengano, quindi eravamo tutti intenzionati a tenerci stretto questo TFA che si dichiarava l'ultimo all'orizzonte. 
Io ho tentato il TFA per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese nella scuola media e superiore, e mi sono dovuta presentare lì preparata su praticamente tutto ciò che riguarda il mondo inglese: dalla letteratura alla storia, dalla civiltà alla geografia, dalla linguistica alla glottodidattica, e poi grammatica, arte, governo, colonie, curiosità varie e chi più ne ha più ne metta. 
Al ricordo di ciò che abbiamo passato, mi sento profondamente solidale con chi ha tentato il TFA insieme a me!
Siamo stati migliaia in tutta Italia a tentarlo, perché oggi l'abilitazione è la strada maestra per poter insegnare nel nostro Paese. Senza un'abilitazione lasciano davvero scarse speranze. 
Insomma, dopo aver superato una prova preselettiva, una prova scritta e una orale che hanno drasticamente ridotto il numero degli aspiranti, quel giorno di due mesi fa apprendevo la bella notizia: ero ammessa al TFA dell'Università di Lecce
Sono molto contenta e soddisfatta di avercela fatta, sebbene mi aspettino dei mesi carichi di studio e preparazione!

Per tutti questi motivi, quindi, sono stata costretta ad allontanarmi dal blog e anche dalla scrittura. Sono stata talmente presa a studiare, e anche talmente presa dalla necessità di farcela, di arrivare a quel traguardo importante per la mia carriera, che non avevo ispirazione né voglia di scrivere alcunché! 

La selezione si è conclusa, per noi di Lecce, ormai dalla fine di novembre e in questi ultimi due mesi di libertà mi sono dedicata a tutt'altro. Sono arrivata perfino a dedicarmi alla cucina (chi lo avrebbe mai detto? :D) e ho imparato a preparare piatti più gustosi e saporiti, dando a PL l'illusione di essere diventata una cuoca! :P
Tentativi culinari a parte, ho anche scritto un racconto ambientato nella favolosa Toscana, dove sono stata in vacanza a cavallo fra il 2014 e il 2015! Volevo scrivere un romanzo, ma non avevo abbastanza ispirazione che mi accompagnasse per centinaia di pagine. Ho preferito tagliare corto ma scrivere intensamente e sentitamente.

So già che il TFA non mi darà tregua e così mi assenterò di nuovo dal blog :( . Ma mai completamente: di certo mi affaccerò di tanto in tanto per comunicarvi qualche novità, e per raccontarvi, magari, i miei avventurosi inizi nella scuola pubblica! :D













Simona





sabato 19 luglio 2014

Questa serata...


Questa serata mi parla di mancanze, 
di cose che non esistono più, 
di gente che non conosco 
e che forse non incontrerò mai.
Mi concentro sui volti: 
hanno sorrisi che abbagliano, 
occhi divertiti, labbra vivaci, 
catene di parole lunghe come fiumi.
Mi rivedo in un lungo discorso 
senza capo né coda, 
lì ad afferrare un senso che forse neppure esiste, 
lì a protendere la mano che non trova mai niente. 
Però l'anima sorride un po', si sazia, si stanca. 
È pronta per andare a letto.


Dipinto di Leonid Afremov








Simona




mercoledì 2 luglio 2014

Niente di importante.

C'è un momento dell'anno che amo particolarmente. Ed è quando la pioggia ha da poco finito di cadere, ed è quasi sera, e si preannuncia una notte fredda, ma non è ancora inverno. Ed è un freddo non proprio intenso, ma al quale non sei più abituato dopo il grande caldo dell'estate. La pioggia dà un momento di tregua, e ti vedi uscire di casa per rifugiarti in un parco, o per le strade, o per le piazze. E il pavimento è ancora bagnato. Le luci dei lampioni si riflettono sulle mattonelle umide. Sarà settembre, forse ottobre, e in mente vagano certi pensieri riguardanti il futuro prossimo, perché settembre, ottobre, si sa, sono sempre portatori di nuovi inizi.
Indossi il primo maglione della stagione, che ti conforta, ti consola, ti riscalda da questa frescura che avevi dimenticato. Ha l'odore del detersivo con cui lo hai lavato prima di metterlo via insieme agli indumenti invernali, durante il cambio di stagione in vista dell'estate, che non è poi passata da molto, anzi, questa pioggia sembra essersela portata via da un momento all'altro.
Non c'è gente intorno, e partecipi pienamente alla quiete di questa serata, disturbata solo dai suoi pochi rumori, il fruscio delle fronde degli alberi, il calpestio delle foglie secche, qualche clacson in lontananza.
Si fa vedere solo qualcuno, di tanto in tanto, vestito con abiti pesanti, calpestando le foglie secche e umide sull'asfalto. Non cammina veloce, nessuno sembra avere fretta qui, è come un momento di condivisione a cui non si può rinunciare, che appartiene a tutti, e che tutti vogliono assaporare fino in fondo. 
Ti dà conforto sapere che hai una casa dove più tardi tornerai, per poi rifugiarti sotto alle lenzuola, con la finestra chiusa, mentre fuori forse pioverà. Intanto però respiri a pieni polmoni quest'aria fresca, pulita, tagliente, che penetra nei fori del maglione toccandoti la pelle e facendoti avvertire un brivido lungo la schiena. Osservi la natura immobile, illuminata dai lampioni ma scura sullo sfondo, gocciolante, impregnata di pioggia. È un'ora incerta, non è pomeriggio ma neanche totalmente sera, sei sospeso in un lasso temporale dove sono permessi i sogni, i desideri, le speranze, i tentativi.
Due parole, non impegnative, un divagare incerto fra le pieghe della vita, fra futuro e passato. Dissensi gentili, ma soprattutto assensi, risate di condivisione, riflessioni su niente di estremamente fondamentale. Semplicemente parole, un lungo fluire che non ha la presunzione di arrivare da qualche parte. Poi un sorriso, un abbraccio per ripararsi dal freddo. Magari un bacio. 
Niente di importante.

Rain's rustle, Leonid Afremov








Simona






sabato 28 giugno 2014

Il buco nella borsa.

Ammattivo quando non riuscivo a trovare certe cose che proprio un momento prima avevo utilizzato. Orecchini, rossetti, burri di cacao. Di tutto e un po'. La ragione mi convinceva che non potevano essersi semplicemente smaterializzate. Dovevano pur essere finite da qualche parte!
Sì, ma dove?
Non avrei mai immaginato che la causa di quegli smarrimenti fosse un buco nella borsa, quel buco nascosto in un angolo remoto della tasca esterna, quel piccolo foro di circa un centimetro o poco più che ha risucchiato nel vortice oggetti di mio quotidiano utilizzo, portandomi spesso all'ammattimento.
Eppure ho scoperto una cosa: un buco nella borsa è molto più di un semplice buco!

"Che borsa metto oggi?". Do una sbirciatina alle scarpe: beige. Mi ricordo sul momento di una borsa dello stesso identico colore, un regalo del mio ragazzo. Una borsa che lo scorso anno avevo utilizzato moltissimo. [Mi capita di usare frequentemente una stessa borsa per giorni, settimane o addirittura mesi, e poi improvvisamente non usarla più per altrettanti giorni, settimane o mesi.]
Cerco la borsa in questione e poi ne esploro il contenuto. Scopro che lì, proprio sotto la stoffa che la riveste internamente, giace indisturbato un burro di cacao. Lo riconosco per la forma, per la dimensione, per la consistenza. Non riesco a vedere che burro di cacao sia, la stoffa non trasparisce. Provo a capire come sia potuto finire là sotto. È chiaro che deve esserci un buco da qualche parte. Non lo trovo, cerco e ricerco. Niente. Gli orli sembrano essere tutti ben cuciti. "È una borsa magica", penso. Ma voglio e devo per forza avere quel burro di cacao! Guarda caso proprio in questi giorni il mio sta finendo e devo comprarne un altro. Continuo a cercare il buco, dentro, fuori, di lato.

E poi eccolo lì, un buchino che si apre al lato estremo della tasca esterna. Ci infilo un dito, faccio scivolare il burro di cacao fino alla fessura, lo afferro e lo estraggo: Lui, il Lui di tutti i Labello, quello che adoro da sempre, sin da quando ero una ragazzina! Il Labello alla camomilla (e calendula).

Il Labello alla camomilla non è solo un burro di cacao per me. È un simbolo che ha segnato i miei quindici anni. Avevo quell'età quando lo comprai per la prima volta. Me ne innamorai e da quel momento non potevo fare a meno di averlo, volevo sulle labbra quel delicato profumo di campagna. Non era facile trovarlo, i negozi non sempre avevano Labello dai gusti particolari come la camomilla. Infatti una volta cresciuta, per molti anni non l'ho più usato, sostituendolo con il tradizionale Labello Classico, che trovi facilmente dappertutto. Poi un giorno, a Lecce, mi imbattei casualmente in un Labello alla camomilla che giaceva sullo scaffale di un negozio e lo comprai senza esitare.
Il suo odore mi riporta indietro nel tempo, è una di quelle sensazioni fantastiche che non ti sai spiegare bene. Sa di libertà, di gioventù, di amicizia, di primavera, di enormi distese di erba assolata, di domeniche spensierate.

Ma non finisce qui. Estraendo dal buco della borsa, a mo' di stupenda sorpresa, questo burro di cacao alla camomilla (che, tra l'altro, è nuovo di zecca: evidentemente lo avevo comprato da pochissimo prima che il buco se lo risucchiasse!), il mio dito ricercatore è entrato in contatto con altri oggetti. Scopro, allora, che il piccolo foro nasconde dell'altro, chissà che cosa, e voglio scoprirlo subito!
Ecco allora che un semplice buco nella borsa si trasforma in un buco delle sorprese che rapisce la mia curiosità.
Vengo in contatto con qualcosa di ferroso, lo afferro, lo porto in superficie: nooooo, non posso crederci! Un paio di orecchini dorati a forma di gufo che amavo così tanto, ma così tanto, che sono arrivata spesso a pensare che siano fra gli orecchini più belli che abbia mai posseduto! Per mesi e mesi mi sono ritrovata a cercarli ovunque e mi sono chiesta dove fossero finiti!

Continuo con la ricerca: un altro paio di orecchini, stavolta a forma di fiorellino, non certamente i più belli ma hanno il vantaggio di essere un paio di quegli orecchini passpartout: li mettevo molto spesso proprio perché stavano bene con tutto! Il buco magico ha colpito ancora!

Continuo a cercare, con un ormai irremovibile sorriso sulle labbra, con l'inevitabile frenesia di chi vuole vedere di più, e di più, con la fervente curiosità di scoprire che cosa apparirà dal foro. Che cos'altro mi riserverà questo buco nella borsa?
Il rossetto Kikoooooooo che non riuscivo più a trovare da nessuna parte!! Non UN rossetto qualsiasi, ma QUEL rossetto, quello marroncino che si sposa benissimo con la mia carnagione, quello che mettevo praticamente sempre, anche questo una specie di passpartout del make-up. Questo rossetto mi ha davvero fatto impazzire in tutto questo tempo! Cercato ovunque, mai trovato!

Dal buco nella borsa appariranno ancora, in ordine cronologico: due euro e trentacinque centesimi, scontrini vari, un braccialetto comprato dalla Coin, un secondo burro di cacao americano al gusto di menta, un fermaglietto per capelli intarsiato di piccoli strass argentati, il ciondolo perduto di un braccialetto, un elastico, un bigliettino su cui avevo segnato dei nomi di docenti universitari e i relativi esami che dovevo sostenere con loro, all'epoca dell'Università.

Ma la cosa più fantastica è che ognuno degli oggetti emersi da quel buco ha una storia particolare. Ed ero così entusiasta di averne ritrovati molti a me cari che il mio dito continuava freneticamente a cercare, cercare, scavare... ma non c'era più niente. :(

A parte il fatto che tutto questo vi dà una vaga idea dello stato di disordine in cui solitamente vertono le mie borse :D, devo dire che quel buco è stato una bella trovata.

Mi fa ricordare l'episodio di Sex and the City in cui anche Carrie scopre un buco nella sua borsa dal quale estrae la sua memorabile collana con il nome, diventata tanto famosa in tutto il mondo, che la riporta indietro al ricordo delle sue pazze amiche e le fa desiderare di essere altrove.




Conclusione? Ho deciso che i buchi sono dei veri valori aggiunti alle borse! Tutte le borse dovrebbero averne uno. Magari anche più di uno! Va be', dai, non esageriamo! :P








Simona




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Cerca per argomento

0111 edizioni (23) accessori (20) accessori dipinti a mano (9) acquisti (29) Amazon (5) amore (5) Angela Bianchini (3) animali (3) Anno Nuovo (1) annunci (4) Anteprime di libri (27) Antonietta Agostini (1) Arredamento e idee casa (1) arte (36) Artesottoilsole (1) Articoli (1) Associazione Adolescenti e cancro (1) Associazione culturale G.a.i.a. (10) Associazione Un Ponte per Anne Frank (1) Auguri (1) autori (94) autori emergenti (32) autori esordienti (68) autunno (5) Avon (1) Avvisi (3) Beauty (2) bellezza (4) benessere (3) Biennale del Salento (1) Booktrailer (2) borse (12) borse dipinte a mano (3) Bottega Verde (2) Braccialini (1) Butterfly Edizioni (11) Candele (1) cani (3) case editrici (8) categorie maschili (3) cazzate varie (69) Chick-lit (2) Cinema (1) Citazioni (1) Città (6) Città del Libro 2012 (2) Come fiocchi di neve (1) community (1) concorsi (5) Copertine di libri (3) Corsi di scrittura (1) cose di cui non te ne può fregar de meno (77) cose mie (140) cose strane (5) creare (1) creatività (11) curiosità (13) Desigual (7) di tutto e un po' (87) dipinti (6) diritti d'autore (2) Divagazioni (2) domande su Blogger o Blog (1) donne case e disastri (16) e-book (7) Elena Ferrante (1) Emily Dickinson (1) estate (2) Estratti (2) eventi (8) Facebook (2) Fai bei sogni (1) Famiglia (1) film e cortometraggi (1) Film e recensioni (7) Filosofia (1) Fotografia (8) fotografie (37) Giardini fioriti (2) giochini (5) Giornale di Puglia (1) Giveaway (18) Gli angeli non hanno memoria (1) Gli oleandri (1) H&M (1) Hanùl (17) Haruki Murakami (1) I bordi imprecisi del cuore (2) I vostri racconti! (1) idee abbigliamento (16) idee capelli (7) Il Blog (12) Il Giorno della Memoria (1) Il salotto di Simo (142) Ilaria Goffredo (2) illustrazioni (1) immagini (9) Inglese (1) Insegnamento (3) Inside Out (1) interviste (65) Inverno (1) Invia il tuo racconto! (13) Jeans e cioccolato (32) L'amica geniale (1) L'ultimo tramonto a Bangkok (2) La bottega dei libri incantati (2) La Fornace (3) lavoro (1) Le Chat Gourmand (1) Le labbra tue sincere (1) Le nostre distanze (4) Lecce (3) Lecceprima (1) leggere (11) Leonid Afremov (3) Letteratura (9) lettura (8) Lezioni di arabo (2) Libreria (1) libri (162) Link utili (1) Lo sapevate che... (5) lugubrazioni mentali (31) Mai baciare il tuo ex (1) Massimo Gramellini (1) Maurizio Monte (2) Milano (11) Mille vie fino a te (2) mostre (4) Musicoterapia (1) Narcissus (1) Natale (9) Neve di Praga (1) Never let me go (1) Newton Compton (5) Non c'è nulla di ordinario nell'ordinario (1) novità (41) nullezze (35) ordini online (5) pagine dal vento (56) Parchi (1) Passo Domani (3) Perugia (4) Photos from the wind (1) Pittura (7) Poesia (1) poesie (23) Poesie e racconti d'autore (2) Pollice verde (1) portafogli dipinti a mano (2) Premiazioni (11) presentazioni letterarie (4) primavera (2) promozione (79) promozioni (1) propositi di vita (41) Prossime uscite (2) psicologia (1) pubblicare (73) pubblicazioni (5) pubblicità (29) Puglia (1) Puuung (1) Quel ridicolo pensiero (14) Racconta la tua storia e vinci un premio (4) racconti (28) racconti di vita quotidiana (27) recensioni (43) ricordi (12) riflessioni (56) risate (6) romanzi (17) romanzi d'esordio (57) Salento (1) Salman Rushdie (1) Sara Rattaro (1) scarpe (1) Scatti (4) Scrittura (12) scrivere (58) Scuola (6) Segnalazioni (26) Sei dove batte il cuore (5) Sei dove sussulta il cuore (14) Self-publishing (1) Sentimenti (1) Shaila (1) Simona Giorgino (32) sinossi (1) Sondaggi (2) Sophie Kinsella (6) storie di attualità (4) storie di ordinaria follia (74) StreetLib (1) studiare (2) Teatro (1) TFA (1) The Pink Cafè (1) Thomas Kinkade (1) Tiziana Iaccarino (5) Toscana (1) Traduzioni (1) università (4) Verde (2) viaggi e partenze (20) video (8) vita (20) www.hanulstyle.com (3)

Archivio blog