Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

Visualizzazione post con etichetta storie di ordinaria follia. Mostra tutti i post
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giovedì 5 febbraio 2015

TFA, novità, aggiornamenti: storie di ordinaria follia.

Ciao amici!

Non scrivo di me sul blog da moltissimo tempo. Era il posto in cui amavo rifugiarmi per scrivere poesie, racconti, riflessioni, cose sulla mia vita o per divertirmi un po' con voi parlando di stupidaggini. Ora è diventato prettamente un blog di promozione, il che non mi dispiace ma mi dispiace che si siano un po' persi il senso e lo spirito con cui lo avevo aperto, diversi anni fa. Però nella vita si cambia, e il blog ha preso un po' l'andazzo della mia stessa vita: ho pubblicato dei romanzi, e da allora anche il blog ha preso una piega "letteraria" che, naturalmente, non mi dispiace ma si discosta da quello che avevo in mente quando, quattro anni fa, aprivo questo blog. 

Con il 2014, poi, è sopraggiunto un anno pieno di impegni ma al tempo stesso di piacevoli novità, e il carico di lavoro che mi sono trovata ad affrontare mi ha tenuta totalmente lontana non solo dal blog ma anche dalla vita virtuale in generale e perfino dalla scrittura! Però in compenso posso dire d'aver ottenuto una grande soddisfazione, perché il 2014 è stato l'anno della lunga, interminabile e sofferente selezione al TFA (il corso che ti abilita all'insegnamento), finita positivamente dopo mesi e mesi di selezione! 
Dico sempre (e chi ha tentato il TFA lo sa bene!) che non si può facilmente capire che cosa ha significato se non lo si è vissuto sulla propria pelle. Chi non lo ha tentato penserà a un "semplice" concorso pubblico, sebbene con tutte le difficoltà annesse. No, questo TFA è stato addirittura qualcosa di più di un semplice concorso pubblico: è stato una corsa a ostacoli, una lotta inaudita per accaparrarsi la vittoria, i sottili tentativi dall'alto di metterci i bastoni fra le ruote, comunicazioni arrivate troppo in ritardo, spostamento di date, scorrettezze varie, indicazioni date per metà, assenza di banca dati (cosa che invece non avviene nei "semplici" concorsi pubblici), necessità di studiare tutto lo scibile umano, consapevolezza che questo TFA fosse un treno di passaggio, perché sul futuro reclutamento degli insegnanti, ormai, non ci sono certezze che tengano, quindi eravamo tutti intenzionati a tenerci stretto questo TFA che si dichiarava l'ultimo all'orizzonte. 
Io ho tentato il TFA per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese nella scuola media e superiore, e mi sono dovuta presentare lì preparata su praticamente tutto ciò che riguarda il mondo inglese: dalla letteratura alla storia, dalla civiltà alla geografia, dalla linguistica alla glottodidattica, e poi grammatica, arte, governo, colonie, curiosità varie e chi più ne ha più ne metta. 
Al ricordo di ciò che abbiamo passato, mi sento profondamente solidale con chi ha tentato il TFA insieme a me!
Siamo stati migliaia in tutta Italia a tentarlo, perché oggi l'abilitazione è la strada maestra per poter insegnare nel nostro Paese. Senza un'abilitazione lasciano davvero scarse speranze. 
Insomma, dopo aver superato una prova preselettiva, una prova scritta e una orale che hanno drasticamente ridotto il numero degli aspiranti, quel giorno di due mesi fa apprendevo la bella notizia: ero ammessa al TFA dell'Università di Lecce! 
Sono molto contenta e soddisfatta di avercela fatta, sebbene mi aspettino dei mesi carichi di studio e preparazione!

Per tutti questi motivi, quindi, sono stata costretta ad allontanarmi dal blog e anche dalla scrittura. Sono stata talmente presa a studiare, e anche talmente presa dalla necessità di farcela, di arrivare a quel traguardo importante per la mia carriera, che non avevo ispirazione né voglia di scrivere alcunché! 

La selezione si è conclusa, per noi di Lecce, ormai dalla fine di novembre e in questi ultimi due mesi di libertà mi sono dedicata a tutt'altro. Sono arrivata perfino a dedicarmi alla cucina (chi lo avrebbe mai detto? :D) e ho imparato a preparare piatti più gustosi e saporiti, dando a PL l'illusione di essere diventata una cuoca! :P
Tentativi culinari a parte, ho anche scritto un racconto ambientato nella favolosa Toscana, dove sono stata in vacanza a cavallo fra il 2014 e il 2015! Volevo scrivere un romanzo, ma non avevo abbastanza ispirazione che mi accompagnasse per centinaia di pagine. Ho preferito tagliare corto ma scrivere intensamente e sentitamente.

So già che il TFA non mi darà tregua e così mi assenterò di nuovo dal blog :( . Ma mai completamente: di certo mi affaccerò di tanto in tanto per comunicarvi qualche novità, e per raccontarvi, magari, i miei avventurosi inizi nella scuola pubblica! :D













Simona





sabato 19 luglio 2014

Questa serata...


Questa serata mi parla di mancanze, 
di cose che non esistono più, 
di gente che non conosco 
e che forse non incontrerò mai.
Mi concentro sui volti: 
hanno sorrisi che abbagliano, 
occhi divertiti, labbra vivaci, 
catene di parole lunghe come fiumi.
Mi rivedo in un lungo discorso 
senza capo né coda, 
lì ad afferrare un senso che forse neppure esiste, 
lì a protendere la mano che non trova mai niente. 
Però l'anima sorride un po', si sazia, si stanca. 
È pronta per andare a letto.


Dipinto di Leonid Afremov








Simona




mercoledì 2 luglio 2014

Niente di importante.

C'è un momento dell'anno che amo particolarmente. Ed è quando la pioggia ha da poco finito di cadere, ed è quasi sera, e si preannuncia una notte fredda, ma non è ancora inverno. Ed è un freddo non proprio intenso, ma al quale non sei più abituato dopo il grande caldo dell'estate. La pioggia dà un momento di tregua, e ti vedi uscire di casa per rifugiarti in un parco, o per le strade, o per le piazze. E il pavimento è ancora bagnato. Le luci dei lampioni si riflettono sulle mattonelle umide. Sarà settembre, forse ottobre, e in mente vagano certi pensieri riguardanti il futuro prossimo, perché settembre, ottobre, si sa, sono sempre portatori di nuovi inizi.
Indossi il primo maglione della stagione, che ti conforta, ti consola, ti riscalda da questa frescura che avevi dimenticato. Ha l'odore del detersivo con cui lo hai lavato prima di metterlo via insieme agli indumenti invernali, durante il cambio di stagione in vista dell'estate, che non è poi passata da molto, anzi, questa pioggia sembra essersela portata via da un momento all'altro.
Non c'è gente intorno, e partecipi pienamente alla quiete di questa serata, disturbata solo dai suoi pochi rumori, il fruscio delle fronde degli alberi, il calpestio delle foglie secche, qualche clacson in lontananza.
Si fa vedere solo qualcuno, di tanto in tanto, vestito con abiti pesanti, calpestando le foglie secche e umide sull'asfalto. Non cammina veloce, nessuno sembra avere fretta qui, è come un momento di condivisione a cui non si può rinunciare, che appartiene a tutti, e che tutti vogliono assaporare fino in fondo. 
Ti dà conforto sapere che hai una casa dove più tardi tornerai, per poi rifugiarti sotto alle lenzuola, con la finestra chiusa, mentre fuori forse pioverà. Intanto però respiri a pieni polmoni quest'aria fresca, pulita, tagliente, che penetra nei fori del maglione toccandoti la pelle e facendoti avvertire un brivido lungo la schiena. Osservi la natura immobile, illuminata dai lampioni ma scura sullo sfondo, gocciolante, impregnata di pioggia. È un'ora incerta, non è pomeriggio ma neanche totalmente sera, sei sospeso in un lasso temporale dove sono permessi i sogni, i desideri, le speranze, i tentativi.
Due parole, non impegnative, un divagare incerto fra le pieghe della vita, fra futuro e passato. Dissensi gentili, ma soprattutto assensi, risate di condivisione, riflessioni su niente di estremamente fondamentale. Semplicemente parole, un lungo fluire che non ha la presunzione di arrivare da qualche parte. Poi un sorriso, un abbraccio per ripararsi dal freddo. Magari un bacio. 
Niente di importante.

Rain's rustle, Leonid Afremov








Simona






sabato 28 giugno 2014

Il buco nella borsa.

Ammattivo quando non riuscivo a trovare certe cose che proprio un momento prima avevo utilizzato. Orecchini, rossetti, burri di cacao. Di tutto e un po'. La ragione mi convinceva che non potevano essersi semplicemente smaterializzate. Dovevano pur essere finite da qualche parte!
Sì, ma dove?
Non avrei mai immaginato che la causa di quegli smarrimenti fosse un buco nella borsa, quel buco nascosto in un angolo remoto della tasca esterna, quel piccolo foro di circa un centimetro o poco più che ha risucchiato nel vortice oggetti di mio quotidiano utilizzo, portandomi spesso all'ammattimento.
Eppure ho scoperto una cosa: un buco nella borsa è molto più di un semplice buco!

"Che borsa metto oggi?". Do una sbirciatina alle scarpe: beige. Mi ricordo sul momento di una borsa dello stesso identico colore, un regalo del mio ragazzo. Una borsa che lo scorso anno avevo utilizzato moltissimo. [Mi capita di usare frequentemente una stessa borsa per giorni, settimane o addirittura mesi, e poi improvvisamente non usarla più per altrettanti giorni, settimane o mesi.]
Cerco la borsa in questione e poi ne esploro il contenuto. Scopro che lì, proprio sotto la stoffa che la riveste internamente, giace indisturbato un burro di cacao. Lo riconosco per la forma, per la dimensione, per la consistenza. Non riesco a vedere che burro di cacao sia, la stoffa non trasparisce. Provo a capire come sia potuto finire là sotto. È chiaro che deve esserci un buco da qualche parte. Non lo trovo, cerco e ricerco. Niente. Gli orli sembrano essere tutti ben cuciti. "È una borsa magica", penso. Ma voglio e devo per forza avere quel burro di cacao! Guarda caso proprio in questi giorni il mio sta finendo e devo comprarne un altro. Continuo a cercare il buco, dentro, fuori, di lato.

E poi eccolo lì, un buchino che si apre al lato estremo della tasca esterna. Ci infilo un dito, faccio scivolare il burro di cacao fino alla fessura, lo afferro e lo estraggo: Lui, il Lui di tutti i Labello, quello che adoro da sempre, sin da quando ero una ragazzina! Il Labello alla camomilla (e calendula).

Il Labello alla camomilla non è solo un burro di cacao per me. È un simbolo che ha segnato i miei quindici anni. Avevo quell'età quando lo comprai per la prima volta. Me ne innamorai e da quel momento non potevo fare a meno di averlo, volevo sulle labbra quel delicato profumo di campagna. Non era facile trovarlo, i negozi non sempre avevano Labello dai gusti particolari come la camomilla. Infatti una volta cresciuta, per molti anni non l'ho più usato, sostituendolo con il tradizionale Labello Classico, che trovi facilmente dappertutto. Poi un giorno, a Lecce, mi imbattei casualmente in un Labello alla camomilla che giaceva sullo scaffale di un negozio e lo comprai senza esitare.
Il suo odore mi riporta indietro nel tempo, è una di quelle sensazioni fantastiche che non ti sai spiegare bene. Sa di libertà, di gioventù, di amicizia, di primavera, di enormi distese di erba assolata, di domeniche spensierate.

Ma non finisce qui. Estraendo dal buco della borsa, a mo' di stupenda sorpresa, questo burro di cacao alla camomilla (che, tra l'altro, è nuovo di zecca: evidentemente lo avevo comprato da pochissimo prima che il buco se lo risucchiasse!), il mio dito ricercatore è entrato in contatto con altri oggetti. Scopro, allora, che il piccolo foro nasconde dell'altro, chissà che cosa, e voglio scoprirlo subito!
Ecco allora che un semplice buco nella borsa si trasforma in un buco delle sorprese che rapisce la mia curiosità.
Vengo in contatto con qualcosa di ferroso, lo afferro, lo porto in superficie: nooooo, non posso crederci! Un paio di orecchini dorati a forma di gufo che amavo così tanto, ma così tanto, che sono arrivata spesso a pensare che siano fra gli orecchini più belli che abbia mai posseduto! Per mesi e mesi mi sono ritrovata a cercarli ovunque e mi sono chiesta dove fossero finiti!

Continuo con la ricerca: un altro paio di orecchini, stavolta a forma di fiorellino, non certamente i più belli ma hanno il vantaggio di essere un paio di quegli orecchini passpartout: li mettevo molto spesso proprio perché stavano bene con tutto! Il buco magico ha colpito ancora!

Continuo a cercare, con un ormai irremovibile sorriso sulle labbra, con l'inevitabile frenesia di chi vuole vedere di più, e di più, con la fervente curiosità di scoprire che cosa apparirà dal foro. Che cos'altro mi riserverà questo buco nella borsa?
Il rossetto Kikoooooooo che non riuscivo più a trovare da nessuna parte!! Non UN rossetto qualsiasi, ma QUEL rossetto, quello marroncino che si sposa benissimo con la mia carnagione, quello che mettevo praticamente sempre, anche questo una specie di passpartout del make-up. Questo rossetto mi ha davvero fatto impazzire in tutto questo tempo! Cercato ovunque, mai trovato!

Dal buco nella borsa appariranno ancora, in ordine cronologico: due euro e trentacinque centesimi, scontrini vari, un braccialetto comprato dalla Coin, un secondo burro di cacao americano al gusto di menta, un fermaglietto per capelli intarsiato di piccoli strass argentati, il ciondolo perduto di un braccialetto, un elastico, un bigliettino su cui avevo segnato dei nomi di docenti universitari e i relativi esami che dovevo sostenere con loro, all'epoca dell'Università.

Ma la cosa più fantastica è che ognuno degli oggetti emersi da quel buco ha una storia particolare. Ed ero così entusiasta di averne ritrovati molti a me cari che il mio dito continuava freneticamente a cercare, cercare, scavare... ma non c'era più niente. :(

A parte il fatto che tutto questo vi dà una vaga idea dello stato di disordine in cui solitamente vertono le mie borse :D, devo dire che quel buco è stato una bella trovata.

Mi fa ricordare l'episodio di Sex and the City in cui anche Carrie scopre un buco nella sua borsa dal quale estrae la sua memorabile collana con il nome, diventata tanto famosa in tutto il mondo, che la riporta indietro al ricordo delle sue pazze amiche e le fa desiderare di essere altrove.




Conclusione? Ho deciso che i buchi sono dei veri valori aggiunti alle borse! Tutte le borse dovrebbero averne uno. Magari anche più di uno! Va be', dai, non esageriamo! :P








Simona




domenica 8 settembre 2013

Il nuovo romanzo sta per giungere al termine...

Il mio nuovo romanzo sta procedendo a vele abbastanza gonfie. Lo alterno alla tesi di laurea - è un obbligo, altrimenti rischio di dover rilegare il romanzo, anziché la tesi :D, "Candidata Simona Giorgino, di che cosa parla la sua interessante tesi?" "Uhm, del ritorno di vecchie fiamme" - ma sta procedendo, anzi di più, sta per terminare! Sarei infatti arrivata agli ultimi capitoli, a quelli che daranno un senso all'intera storia, a quelli che dovrebbero finalmente svelare una morale, a quelli che daranno una spiegazione agli atteggiamenti dei personaggi. Ci tengo che gli ultimi vengano bene, e allora la fine di questo romanzo si sta protraendo un po' più a lungo. 
Non appena sarà finito - fra una settimana, prevedo, al massimo due - dovrò inventare il titolo. Durante uno dei miei farneticamenti notturni alla ricerca del titolo ideale me ne era venuto in mente uno: bellissimo, mi entusiasmava, mi sembrava perfetto per il mio romanzo, insomma non potevo crederci. Me lo sono ripetuto più volte, nella mia veglia, in modo che al mio risveglio potessi non dimenticarlo. Infatti non me lo sono dimenticato: mi sono svegliata con quelle lettere stampate in mente e ho subito acceso Internet per fare una ricerca e verificare che il titolo non fosse stato usato da nessun altro. 
PANICO. Esiste già un altro libro con quel titolo e mi scoccia non avere l'esclusiva! Anche se, c'è da dire, il libro in questione, con tutto il rispetto, non è un libro che ha fatto successo, diciamo che probabilmente è caduto nel dimenticatoio e nessuno ne conosce l'esistenza. Ma come metterla con me, che invece so della sua esistenza? Ci tengo che nessun altro libro si intitoli come il mio, anche se spesso e volentieri vedo circolare in giro libri omonimi e la cosa non sembra creare minimamente fastidio agli autori: forse dovrei fare lo stesso? 
Ok, vedrò comunque di trovare un altro titolo. Mi sembrava troppo facile averlo già trovato, il titolo di solito mi deve fare ammattire!

In tutto questo noto con estremo piacere che l'estate sta giungendo al termine, e se ne va via così, senza che ci si sia fatti una vacanza, senza che ci si sia goduti il mare. Se ne va anonima così come è arrivata. 
Settembre invece è arrivato con il fresco, con la mente piena di progetti per il mio futuro e per la mia carriera, con il pensiero che dovrò presto cercare il vestito giusto per la laurea (dai, Simo, mancano ancora tre mesi, non esagerare!), con la ricerca della palestra giusta presso cui fare l'abbonamento. Ebbene sì, da lunedì - ovvero da domani! - inizierò a frequentare la palestra con PL, il quale è sempre così super allenato e in forma... Quanto a me, conoscendomi so che il mio vergognoso fuori allenamento domani mi farà temere il rischio di infarto. Riuscirò al massimo a salire per 5 minuti su un tapis roulant, dopodiché sarò già distrutta e senza forze! Ma è faticoso cominciare, dopodiché vedrete che la palestra per me sarà come una passeggiata, un gioco da ragazzi! Lo giuro, ne sono proprio convinta!! :P

Kisses!


Simona




giovedì 6 dicembre 2012

...solo un'innocua book-wishlist!

Non voglio regali per Natale, assolutamente. 
Per favore, non permettetevi di andare per negozi appositamente per comprarmi qualcosa. Mi darebbe fastidio il pensiero che vi siate presi il disturbo di pensare a me. NON FATELO. Risparmiate il vostro tempo e i vostri soldi, per favore.
Semplicemente, se per caso per caso per caso vi trovaste a passare da qualche libreria e vi capitasse sempre per puro caso di avere qualche banconota in più da spendere, dimenticata nell'angolo più profondo del vostro portafoglio, e anche qualche minuto da rubare alla vostra intensa giornata, e se per caso proprio in quel momento vi venissi in mente io con il mio bel faccino da francescana (un errore nell'uso delle forbici mi ha fatto diventare la frangia molto simile a quei caschetti presenti ne "Il nome della rosa"), potreste anche pensare eventualmente di entrare nella libreria, dirigervi verso il bel libraio sorridente dietro al suo bancone e ordinargli qualche titolo interessante. 
Avrei giustappunto scritto una brevissima, innocua book-wishlist, che sempre per puro caso, in maniera del tutto inconscia, mi ritrovo a pubblicare sul blog. 

Book-wishlist
(in grassetto i titoli che hanno la precedenza)

- Il senso dell'esistenza, Dalai Lama
- Il giorno prima della felicità, Erri De Luca
- Hiroshima mon amour, Marguerite Duras
- Mare al mattino, Margaret Mazzantini
- Nel segno della pecora, Haruki Murakami
- A sud del confine, a ovest del sole, Haruki Murakami
- Tre volte all'alba, Alessandro Baricco
- Castelli di rabbia, Alessandro Baricco
- Oceano mare, Alessandro Baricco
- Chissà se stai dormendo, Emilyn Rees e Josie Lloyd
- Un indimenticabile autunno d'amore, Milly Johnson
- Tanto lui non mi piaceva nemmeno, Claudia Carrol
- Il libro nero dei primi appuntamenti, Amy Cameron
- Tutta colpa del tacco 12, Amy Silver 
- Venuto al mondo, Margaret Mazzantini
- Fai bei sogni, Massimo Gramellini
- Villa Metaphora, Andrea De Carlo
- Mille splendidi soli, Khaled Hosseini
- Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini
- Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

[lista in continuo aggiornamento e aumento]





Simona





lunedì 3 dicembre 2012

Dov'è finito il Natale?


L'inverno sembra incalzare, ma non ho ancora alcuna sensazione legata al Natale. 
Mi piace osservare fotografie di paesaggi innevati, ne resto ammaliata, mi piace immaginare di ritrovarmici magari immersa fino al collo, ma non ho alcuna sensazione di freddo.
La mia famiglia ha già messo su l'albero di Natale. Che bella atmosfera con l'albero illuminato e il fuoco acceso!
Però no, nella mia testa il Natale è ancora un bel po' lontano. 
Invece è sufficiente farsi due conti per capire che sono in errore. Il Natale non è per niente lontano, mancano 22 giorni, che sarebbero all'incirca tre settimane.
Ridatemi il Natale. Ridatemi quell'atmosfera che sorgeva nel cuore due mesi prima del 25 dicembre, se non proprio a fine estate! Ridatemi quei brividi di freddo che ti fanno desiderare ardentemente un fuocherello, o un abbraccio. Ridatemi la voglia di festeggiare la festa più calorosa dell'anno, ridatemi la voglia di fare i regali. Datemi i soldi per fare i regali. :D Datemi inoltre qualche idea regalo. Oddio, i regali.
Non riuscendo ancora a percepire il Natale, avendo la testa concentrata su ben altro, sugli esami e sulla pubblicazione dell'ultimo libro e sugli eventi a esso legati, non ho ancora realizzato - lo sto realizzando in questo momento che scrivo (come direbbe Murakami, sono una di quelle persone che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle) - che non ho in mente neanche una misera idea di che cosa sarà il mio Natale quest'anno, delle persone a cui farò un regalo, di che tipo di regali dovrei fare, di che tipo di negozi dovrei prendere d'assalto. In verità, non sono mai stata una persona che sbriga gli affari per tempo, sono un'accanita sostenitrice del "tutto all'ultimo momento", quindi non dovrei temere di ridurmi agli ultimi giorni - se non proprio alla vigilia - per fare i regali. 
L'unica cosa che mi rende più tranquilla, da questo versante, è che - ora che ci penso bene - quest'anno non ho proprio intenzione di fare i regali! 
Ci sono due sole persone, penso io, a cui incarterò un regalo, e sono le mie splendide, piccole nipotine, le uniche, essendo bambine, che abbiano veramente bisogno di sentire e vivere fortemente l'atmosfera del Natale. Per loro cercherò di comprare qualcosa anche molto prima della festa, in modo che possano attendere il 25 osservando e fantasticando su quei pacchi colorati che giacciono ai piedi del loro alberello di Natale.
Farò in modo di rivedere nei loro occhi, per un attimo, l'entusiasmo che avevo anch'io quando ero piccola, l'entusiasmo di curiosare sotto l'albero, di agitare i pacchi che riportavano il mio nome per immaginare che cosa ci fosse dentro, la felicità con cui ammiravo le luci colorate che si illuminavano a intermittenza tra i rami dell'abete. 
Ridatemi il Natale che si vive solo quando si è piccoli.




Simona




mercoledì 28 novembre 2012

E poi le copie del tuo libro arrivano, ed è estasi pura.

Trepidazione in attesa delle prime copie del proprio libro. Poi l'emozione di vederle arrivare, il pacco grande che contiene le tue creature, l'eccitazione con cui afferri il coltello e commetti una carneficina di nastri duri a morire che ti separano di pochi secondi dal tuo libro in carne e ossa... anzi, in carta e inchiostro!
E dunque il pacco si apre, e loro sono lì e compaiono in tutta la loro bellezza, ordinate una sopra l'altra, ed è una sensazione strana che racchiude un sacco di emozioni, tutte belle. In questo preciso istante non c'è posto per malinconia, tristezza, cattivi pensieri. E' un momento felice: che peccato che non si possa protrarre all'infinito.
E non hai mai visto il tuo libro così "moltiplicato", prima di quel momento avevi solo visto l'immagine JPG sul PC, un'immagine singola. In questo scatolo invece quell'immagine si raddoppia, ci sono tante copertine, tanti titoli, tanti doppioni del tuo nome e cognome, tante sinossi e tante tue biografie, e vorresti abbracciarle proprio tutte, queste copie.
Invece ne prendi solo una, la prima che ti capita davanti agli occhi, una di quelle che stanno in superficie, la afferri con prudenza, quasi fosse di vetro e potesse rompersi se cadesse a terra, la guardi con ammirazione,  tocchi la copertina lucida e liscia, la accarezzi, apri le pagine e la prima cosa che fai, prima di sbirciare nell'interno, è sniffare ripetutamente l'odore di carta appena stampata. Estasi pura.
Poi sfogli le pagine, guardi il frontespizio, il codice ISBN, le indicazioni, i capitoli, i ringraziamenti, e infine inevitabilmente ti ritrovi a leggere qualche pagina e rivivere i momenti in cui lo hai scritto, e mentre leggi pensi "Chissà come arriverà al lettore" e "Non potrò mai leggere questo libro da vero lettore, in maniera distaccata, perché l'ho scritto io!".
Infine chiudi il libro, lo guardi da tutte le angolazioni, cerchi intorno a te altri sguardi di ammirazione (quello del tuo fidanzato e del tuo cane) e poi corri su Facebook ad avvisare tutti che finalmente "Quel ridicolo pensiero" è arrivato.
Il giorno dopo, alla luce del sole, prendi quasi tutte le copie, le stendi sul tavolo della cucina in posizioni strategiche, afferri la macchina fotografica con obiettivo stratosferico e scatti una carrellata di foto-ricordo.













Ops, un intruso! 





Simona






giovedì 4 ottobre 2012

Di vite che cambiano e di responsabilità che aumentano.

Alla fine di queste giornate ad altissimo contenuto di stress mi sento il cuore esplodere nella gabbia toracica. Preparo due esami contemporaneamente nel giro di meno di un mese e non ricordavo che fosse così difficile farlo! Un tempo (parlo della triennale) lo facevo spessissimo, preparavo più di un esame contemporaneamente, e forse mi veniva meglio? 
La risposta è decisamente sì, specie se un tempo non vivevi in coppia, non dovevi pensare alla manutenzione della casa, non avevi preoccupazioni legate al fatto di dover sfamare una bocca oltre alla tua, e via dicendo. Adesso, ogni qualvolta mi dedico completamente ai libri e agli esami mi sento anche in colpa, perché so che in quei momenti potrei star facendo altro, potrei mettere in ordine la casa, potrei pensare a cucinare qualcosa di sfizioso (potrei pensare di imparare a cucinare qualcosa di sfizioso!). 
Ecco, la mia magistrale in corso è decisamente un'esperienza diversa dalla triennale passata. Ne parlavo un po' di tempo fa in questo post dal sapore nostalgico. È inutile, è proprio tutto diverso. Sono diverse le circostanze. 

Io in questo periodo :P
Continuo a fare la cazzata di 1) lasciarmi una mole consistente di studio agli ultimi momenti e concentrare il più dell'esame alle ultime settimane se non proprio agli ultimi giorni (in questo non sono cambiata!!) e 2) preparare più esami (di solito un paio!) contemporaneamente, alternandoli tra mattina e pomeriggio. 
Ma ora, per le motivazioni suddette, la cosa non viene più facile come un tempo, quando la mia unica preoccupazione era di studiare, appunto. Arrivavo a casa e la mamma mi aveva preparato un buonissimo pranzo. Studiavo più o meno fino all'orario di cena, tanto non ero io che dovevo preparare da mangiare o occuparmi di altre faccende.
Ora la cosa è cambiata talmente tanto che sono arrivata a studiare anche di sera. Mi ricordo di non aver mai mai mai studiato oltre le 19 (neanche a un giorno dall'esame!). Oltre a quell'orario non andavo mai, al calar del buio veniva meno tutta la mia capacità di concentrazione, non riuscivo proprio a star sui libri di sera, era la mia forma mentis a impedirmelo, oltre a un certo orario chiudevo i libri per principio, quindi concentravo lo studio nella mattina e nel primo pomeriggio, sapendo che a un certo orario avrei smesso di studiare. 
Adesso non più. Ora che le cose sono cambiate, non posso più concedermi la comodità di "decidere" in quale sfera del giorno studiare, e a volte mi trovo costretta a studiare nel dopo-cena sino a tardi. Ebbene, può capitare anche questo. Come si cambia nel tempo!
E non vedo per il momento alcun tipo di tregua all'orizzonte: per mesi interi sarò costretta a convivere con questo stress legato agli esami, nel senso che - letteralmente - finito di prepararne uno devo immediatamente incominciarne un altro. 
Suppongo che molti studenti che mi stanno leggendo in questo momento si sentiranno solidali nei miei confronti. Mi fa piacere non essere sola!
Ma fortunatamente gli esami si esauriranno prima o poi (e insieme a loro anche noi!?! :P) e ci si avvicinerà sempre più alla famigerata fine.

Tra un esame e un altro, comunque, trovo sempre il modo di riaprire il cassetto della scrittura, dove per ora tengo custodito un nuovo romanzo - il terzo - rimasto fermo alle prime trenta pagine. È una vera tortura non potermici dedicare a dovere! A quest'ora lo avrei già terminato e magari ne starei scrivendo anche un quarto! 
Amo il mio nuovo romanzo. Amo la forma che sta prendendo, amo il suo andazzo, mi sento molto migliorata rispetto ai primi due romanzi. Mi piace creare delle storie, immaginare che siano vere, riversarci dentro sentimenti, emozioni, paure, tormenti, liberazioni. Amo scrivere di mondi che non ho mai conosciuto, e di persone che non esistevano prima che fossi io a crearle. 

Buona giornata a tutti!



Simona Giorgino


domenica 26 agosto 2012

Uscite VIP in compagnia di un cane?

Ciao a tutti!
Il Giveaway "Vinci una copia di Jeans e cioccolato" sta andando alla grande. Ci sono molti iscritti, ho assegnato ben 218 numeri finora, e mancano inoltre gli ultimi "ritardatari" che non hanno ancora "regolarizzato" la loro posizione. Infine, manca una settimana alla chiusura delle adesioni. Per cui, se qualcuno di voi non si è ancora iscritto... lo faccia adesso! (è una minaccia! :P)


È domenica e fa un caldo bestiale nonostante siano ancora le otto del mattino. Da buona vecchietta, non sopporto proprio più il caldo. L'estate a un certo punto mi inizia a stare davvero stretta, come un paio di pantaloni taglia 42 che ti stringe la vita dopo che hai messo su qualche chiletto per via dei gelati da Martinucci che ti strafoghi quasi tutte le sere (ogni riferimento è puramente casuale).
Pensavo: ammappete, ma di "mondano" non m'è rimasto proprio più niente! Voglio dire, c'era un tempo in cui uscivo sempre, finivo rigorosamente nelle zone VIPPI (scusate, è una cosa più forte di me, VIPPI è troppo più bello di VIP :P) della città, vestita ovviamente in tacchi e tutto il resto. Adesso, l'uscita più mondana che io faccia è quella in compagnia del mio cane Cliff. Sigh!
Ho trascorso, or dunque, una stagione interamente in sandaletti a suola bassa (al massimo, mi sono concessa, quest'anno per la prima volta in vita mia, qualche centimetro di zeppuola, giusto per darmi un po' di slancio nelle mie uscite "mondane" insieme a Cliff). Il fatto è che stargli dietro è già una faticaccia, figuriamoci se possa permettermi di indossare tacco dodici in sua compagnia, e dovermi poi magari ritrovare a inseguirlo per le vie cittadine incespicando dall'alto dei miei tacchi. Per non parlare di quando bisogna abbassarsi a raccogliere i ricordini che, di tanto in tanto, gli piace lasciare per strada. Poi, è un cane talmente vivace che ha bisogno di correre e camminare per chilometri. Non credo che tornerei a casa integra.
Inoltre, uscire con Cliff - un cagnolino a dir poco indemoniato, comincio a credere - vuol dire non godersi nulla: il calore della gente, l'atmosfera estiva, il centro di Lecce, le vetrine dei negozi, un bella bevanda fresca, l'interno di locali rinomati (e non). Il tipo non sta mai fermo, si muove in continuazione, saltella di qua e di là, con movenze tipiche di un ossesso. Quando incontra suoi consimili, si lancia letteralmente sui loro corpicini con la per-lui-innocua intenzione di giocarvici, finendo puntualmente per intimorirli e facendoli fuggire via (anche cani di grossa taglia che, paragonati a lui, sono praticamente il triplo). Cliff è una presenza possente, quando sono in sua compagnia devo avere occhi soltanto per lui (addio vetrine! Il che sarebbe - a detta del mio ragazzo - anche una specie di benedizione :P). Basta perderlo un momento di vista ed è possibile che ne combini una: del tipo sedersi sui piedi delle persone o lasciare una bella striscia di pipì proprio sulla scia di pedoni in transito. 
La mia uscita più mondana, dunque, è quella in cui io e il mio fiancé cerchiamo altri cani con cui socializzare. Cliff ne è contentissimo, noi un po' meno! :P
Ma non è vero! La realtà è che da quando c'è questo cagnolino nella nostra vita, un po' tutto quanto è cambiato. Venerdì sera abbiamo tentato un'uscita da soli, io e lui, "approfittando" del fatto che il piccolo-indemoniato Cliff non stesse tanto bene. Lo abbiamo lasciato a casa, ma il pensiero e il cuore erano con lui.  Ho varcato la soglia di casa con un groppo nello stomaco. La verità è che Cliff è ormai un membro della famiglia, e quando usciamo senza di lui ci sentiamo ormai vuoti, un po' strani. Di solito, nella mano dove venerdì tenevo la mia handbag afferro il guinzaglio e al guinzaglio c'è lui, quel piccolino che ha tanta voglia di giocare e rotolarsi nell'erba. Quando incontravo gli altri cagnolini, pensavo a lui e al fatto che si sarebbe certamente lanciato addosso nel tentativo fallito di fare amicizia. Qualsiasi cosa ci faceva pensare a lui. 
Per cui, adesso le mie uscite più "mondane" per me sono proprio quelle in cui Cliff è al mio fianco. E va bene così. :)

Simona Giorgino


mercoledì 30 maggio 2012

Momenti che passano, momenti che arrivano...

Sono nella fase critica - molto nota, immagino, a tutti gli studenti - della preparazione psicologica da pre-apertura libri. Incredibile che io non sia ancora riuscita ad aprire un solo libro per studiare! E dire che ero vicinissima dal farlo solo pochissimi giorni fa... Accidenti... manca davvero poco tempo agli esami estivi! 
C'è da dire, inoltre, che il periodo non è dei più propizi: a parte la promozione del libro che mi porta un po' in giro a elemosinare eventi, l'organizzazione delle prossime presentazioni e tutto ciò che concerne "Jeans e cioccolato", comprese le capatine in posta per l'invio del testo a chi me lo richiede con dedica, a breve inizierà anche la fase "trasloco" e allora sì che potrò davvero dire addio ai libri. 
A parte il trasloco in sé, le pulizie, il trasporto dei mobili (so che non sarò certamente io a salire su per le scale la mobilia, ma mi sentirò come minimo coinvolta emotivamente :P, quindi mi riguarda!), una volta nella nuova casa bisognerà pur sempre sistemare ogni cosa, entrare in confidenza con il nuovo appartamento e riprendere in mano una routine che assomigli più o meno a quella lasciata nella vecchia casa. Per me, almeno, è sempre più o meno così che funziona. Lo so perché, in quanto studentessa "fuori sede", negli ultimi anni ho avuto modo più volte di cambiare casa. E so che, in questi casi, il mio cervello ha bisogno di un adeguato periodo di assestamento che mi permetta di riabituarmi a tutto. Solitamente, in quella fase d'assestamento, avere degli esami da preparare non va esattamente d'accordo col mio animo. Per riprendere, dovrò attendere tempi migliori e non sono certa di avere, effettivamente, la possibilità di farlo!
Un trasloco, inoltre, mi rende sempre eccitata. Credo sia inevitabile vedere la cosa come un cambiamento. Si cambia aria, si cambia appartamento, si cambia zona, si cambiano vicini di casa, si cambiano, appunto, le abitudini nelle piccole cose. 
E avrò bisogno di fare acquisti! Una casa nuova richiede sempre e inevitabilmente delle cose nuove! Nuovo deve essere il copriletto - è un must -, nuovi voglio che siano anche gli oggetti che mi circonderanno, nuovo  deve essere il guardaroba (volete che circoli per la nuova casa con i vestiti vecchi??).
No va be', scherzi a parte :P, cambiare casa non è come cambiare macchina o colore dei capelli. Lascio un pezzo di me nella vecchia casa ed è un po' come tuffarsi in una nuova avventura, di cui so poco e niente. Stanotte ho perfino preso sonno un po' più tardi del solito, presa com'ero a fantasticare sulla nuova sistemazione.
E ormai anche questa è vicina. Come ogni cosa che sembrava lontana e poi, in un batter d'occhio, è arrivata, ecco che arriva anche il momento di cambiare casa. 
E il momento di aprire i libri e preparare gli esami, ehm, quello quando arriva? :P


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Volevo inoltre informarvi, per chi fosse interessato, che c'è la possibilità di leggere le recensioni di "Jeans e cioccolato" pubblicate sul sito letterario aNobii direttamente a questo link ;)

venerdì 25 maggio 2012

Biblioteca + angolo bellezza: mix letale! :P

Qualcuno di voi lo sapeva già che sto scrivendo un terzo romanzo? Forse no. Non lo avevo ancora spifferato in giro! Sì, è iniziato da poco e ho ancora scritto soltanto un capitolo e mezzo. Ecco, il primo capitolo è venuto fuori alla velocità della luce, è scivolato come acqua fresca da un rubinetto e lo stesso spero faranno anche i capitoli a venire. 
Non so ancora che cosa verrà fuori, come al solito ho solo una vaga idea di quello che scriverò, non mi sono imposta nessuna trama, nessun episodio obbligatorio. Quando scrivo, è quasi come se mi stessi inoltrando in una nuova avventura e delle avventure, si sa, non si conoscono poi molte cose. 
Scrivendo ci si immedesima così tanto nei personaggi che ti sembra di star vivendo direttamente le loro vicende. Ecco, allora, come uno scrittore può essere uno e nessuno, può essere qui e altrove, può provare emozioni e sensazioni mai provate in vita sua. E' bello scrivere.
Più scrivo, inoltre, più mi sento migliorata. Forse è inevitabile un percorso di questo genere, ma nei romanzi nuovi mi sento sempre migliore e il paragone con i "vecchi" è praticamente d'obbligo. Il tempo e l'esperienza, per uno scrittore (come per chiunque altro, in fondo!), sono di fondamentale importanza. Gli permettono di migliorare, nello stile, nella forma, nei contenuti. Quando scrivo, adesso, mi sento più sicura di me, ho nuove idee e sono sempre più soddisfatta del risultato. Il mio terzo romanzo - qualunque sarà il suo destino - mi sta prendendo ancora più dei primi due. Lo sento dentro. In realtà non ha ancora neppure una forma, ma non so... io lo sento dentro. ^^
Se non avessi una carriera universitaria da portare avanti, mi ci dedicherei anima e corpo e lo terminerei nel giro di un mese - ne sono certa - ma ho altri impegni a cui pensare e il romanzo, ahimé, passa automaticamente in secondo piano. :(

Comunque mi sono sempre detta, sin da quando ero più piccola, che un giorno nella mia casa non sarebbe mancata una biblioteca. La voglio, la voglio con tutta l'anima. Una biblioteca ricca di libri, ogni genere di libri. Forse perché a me questo è sempre mancato. Mi sono sempre detta: "I miei figli, quando e se ci saranno, non dovranno mai sentire la mancanza dei libri. Quando avranno bisogno di un libro, di un qualsiasi libro, magari di un'enciclopedia o un testo utile per una ricerca scolastica, sapranno già dove attingere: alla biblioteca di casa!". Non so, sono cresciuta con questo pensiero. 
All'età di 26 anni, quell'idea non è cambiata. Una biblioteca la voglio. Magari non sarà enorme come quella che immaginavo nella mia testa di bambina, ma una stanza-studio circondata di libri non mi dispiacerebbe. M'immagino una scrivania di legno, un lume, il mio computer, una sedia comoda: quello sarebbe il mio angolo-scrittura, il momento che ruberei alla mia quotidianità. Perché io vi sto già avvertendo: famiglia, casa, tutto quanto, ma i momenti di solitudine e di scrittura mi sono vitali e dovrò comunque sapermeli ritagliare!

Oltre ai libri, poi, ok, sono pur sempre una donna, e quindi accanto alla biblioteca - nella mia casa - ci sarebbe un secondo angolino, meno serio, più spassoso ma allo stesso modo importante: l'angolo-bellezza, scarpe, borse, abiti, make-up!


Che ne pensate? Non è divino? :P

mercoledì 16 maggio 2012

"Jeans e cioccolato" e la sua amica Promozione.

Continua la promozione del libro, continua la festa! 
I giorni della pubblicazione - almeno della prima - sono pur sempre giorni di festa, non è così?
Sono ufficialmente entrata in fase organizzazione secondo evento, che sarà stavolta un buffet-presentazione più informale, dallo stile inconfondibile delle feste, con cibo, bevande, musica e intrattenimento. Invitati saranno amici e parenti. Ci sarà il mio discorso, una breve presentazione del libro, ma temo di non doverla portare per le lunghe e di dover lasciare subito gli invitati liberi a gironzolare per la location e a godersi la festa. Insomma, un evento sicuramente non tanto formale e "noioso" quanto può esserlo quello in libreria. 

E quello in libreria, a proposito, è passato. Il primo, almeno. Chiaramente ce ne saranno degli altri. 
La prima presentazione è stata emozionante. Si è tenuta presso la Feltrinelli di Lecce in data 11 maggio 2012. 
Sono arrivata in libreria che non sapevo come sarebbe stato, non avevo preparato alcun discorso, non sapevo cosa si sarebbe detto, come si sarebbe svolta la presentazione, immaginate che non conoscevo neanche il relatore che avrebbe moderato l'incontro! L'ho conosciuto sul posto e sul momento. Ho sperato sino all'ultimo di non trovarmi di fronte un relatore acido, con la puzza sotto al naso, antipatico e serio. E, fortunatamente, qualcuno ha ascoltato le mie preghiere! Il relatore è stato un giovane giornalista e web editor, Giovanni De Stefano, simpatico, semplice e spontaneo, con il quale è stato subito possibile entrare in sintonia, scacciare l'emozione e mettermi a mio agio.
La presentazione del libro è stata carina. Non credo di aver sparato troppe cavolate (ma chi può dirlo? :P), a parte il momento in cui, nel bel mezzo del discorso, mi sono sentita osservata da una simpatica ape che mi fissava dall'alto di uno scaffale, appoggiata beatamente sulla copertina di un libro in esposizione e ho sentito la necessità di informare il pubblico di questa presenza sospetta :P. Il bello della diretta e, soprattutto, occasioni per sdrammatizzare! :) Ci vogliono anche quelle...
Gli ospiti non erano tanti, c'è stato un pubblico ristretto ma buono e soprattutto attivo, con interventi e commenti interessanti! Certo, la prossima volta è necessario fare una pubblicità più spietata ma, si sa, in libreria l'afflusso di persone non è mai esagerato! Bisogna impegnarsi di più, quindi, nella promozione dell'evento.
Infine, è arrivato il momento delle dediche. Devo essere sincera, ero così presa dalla presentazione in sé e per sé che, prima di quel giorno, non avevo per niente pensato al momento delle dediche e, quando è arrivato, mi sono trovata... spiazzata! Dediche volate di fretta, scritte a zampe di gallina, appoggiata su una gamba (e con una penna non mia, perché l'avevo dimenticata a casa!! Una scrittrice senza la penna.....) e inventate sul momento. Non ricordo neppure che cosa ho scritto... :D Spero d'aver scritto dediche con senso logico :P (nutro seri dubbi al riguardo). E la firma? Non oso ricordare che firme mi siano uscite. 
Una scrittrice senza la penna e negata per le dediche...: cominciamo bene! :P

Prima di pubblicare il libro, il pensiero di tutti questi eventi, feste, presentazioni, incontri era certamente uno dei motivi principali di entusiasmo. Me li ricordo davvero bene tutti i pensieri che mi sono fatta al riguardo, le fantasie su come sarebbero state, su come mi sarei sentita. 
A pubblicazione avvenuta, confermo tutto: questi eventi rimangono ancora la ragione che muove il mio entusiasmo. Organizzarli, cercare di farli venire bene, avere realmente tra le mani un prodotto da promuovere e impegnarsi affinché più gente possibile possa venirne a conoscenza... tutto questo rende speciale una pubblicazione, ancor prima del fatto d'aver scritto un libro. Ci si sente responsabili, si sente che la riuscita di una pubblicazione - specie quando non si ha il supporto di un "colosso editoriale" - dipende tantissimo dai tuoi movimenti, si sente la necessità di incontrare persone, di confrontarsi con il pubblico, di presentare il libro. E' tutto nuovo ed emozionante. 

Si vive senza dubbio un bel momento quando si pubblica un libro e io spero di non lasciarmi sfuggire neppure la più piccola delle emozioni legate a questo sogno che si è appena realizzato. ^^

mercoledì 9 maggio 2012

De gustibus non disputandum est.

Non si può mai piacere a tutti, è L'UNICA SOLA VERITA'. 
Ma è una cosa più che normale. 
Ci sono stati tempi, più lontani, in cui mi preoccupavo molto di più riguardo al fatto di piacere alle persone. Fortunatamente quella esigenza è andata a sfumare e a scomparire con l'età, perché ho capito quanto stupida sia come pretesa. Adesso non è più una mia priorità. Tanto, qualunque sforzo, in questa impresa, diventa vano. Perché niente e nessuno, mai, ha l'unanime approvazione di tutti. Anche i più amati al mondo si devono sottoporre al normale giudizio della gente, che si divide irreparabilmente tra fan e oppositori. 
Se mi trovo a rifletterci adesso, tuttavia, è proprio perché ho pubblicato un libro e, quindi, questo mi porta a confrontarmi con il giudizio della gente, a leggere o ascoltare le opinioni. Il modo in cui gli apprezzamenti si sanno dividere è curioso e interessante. Commenti positivi e commenti negativi vanno spesso di pari passo. Ho pubblicato da pochissimo, quindi ancora è presto per parlare, poiché finora ai commenti positivi ricevuti se n'è aggiunto uno solo negativo, ma aspetto con serena accettazione l'arrivo degli altri :). 
Mi sembra solo incredibile e allo stesso tempo interessante notare quanto opposte sappiano essere le opinioni della gente. Sullo stesso, identico argomento, una persona può dire A e un'altra persona può dire Z. E il bello è che non possiamo assolutamente aver niente da ridire! E' semplicemente il modo in cui sei giunto a loro, è il modo in cui ti hanno visto, è il modo in cui hanno sentito di doverti giudicare. Punto. Tutto normale e assolutamente legittimo! Sono PUNTI DI VISTA. Non tutti guardiamo al mondo dalla stessa prospettiva!
A tal proposito, ho trovato interessante un caso recente. C'è una scrittrice esordiente che, grazie a un concorso fatto rigorosamente online, nella rubrica Billy 2011 del TG1, si è aggiudicata la vittoria di "libro dell'anno" con il suo "Gli occhi di mia figlia", la sua seconda pubblicazione. Sì, insomma, parlo di lei, Vittoria Coppola, una mia coetanea e conterranea tra l'altro, una giovane ragazza che ha fatto della sua passione un motivo di vita. 
Ho letto molti commenti su di lei, di recente. Non voglio soffermarmi sulla qualità del suo libro, che io ho terminato di leggere e che ho trovato abbastanza carino, non certamente da essere un capolavoro, ma pur sempre il romanzo di un'autrice esordiente che, come tale, deve migliorare e crescere (io mi includo a testa alta nella categoria!). Quello che qui voglio evidenziare è soltanto quanto il mondo si sappia dividere letteralmente in due. Ed è il tema di questo mio post, in fin dei conti. 
La Coppola ha fatto parlare parecchio in questi giorni, dopo la sua vittoria. Ho letto i commenti un po' in giro sul web e mi sono resa conto di quanto sia stata apprezzata e, al contempo, perfettamente al contempo, sia stata criticata. Utenti che hanno scritto cose malvagie su di lei e sul suo libro e poi, quasi come se le due cose andassero di pari passo o fossero una conseguenza l'una dell'altra, utenti che l'hanno divinizzata. 
Non dimentichiamoci, inoltre, che la Coppola ha vinto un concorso con il suo libro. Prima di vincere il premio della rubrica Billy, era stata già selezionata, precedentemente, e grazie a questa pre-selezione - avvenuta, immagino, tra molte altre opere - ha potuto partecipare al concorso. Insomma, la Coppola è pur sempre piaciuta. Se non fosse piaciuta, non avrebbe fatto strada. Si è poi parlato tanto, anche, della "scia mediatica" che ha, secondo molti, influenzato le votazioni (dato che il numero di copie vendute - e si suppone, quindi, lette - fosse di un numero molto minore rispetto al numero dei voti ricevuti, tanto da far intuire che il suo libro sia stato letto da pochi ma votato, invece, da moltissimi, probabilmente sulle orme di coloro che lo avevano già letto e votato in precedenza). 
Mi riferisco, comunque, alle opinioni di coloro che hanno letto il libro, lasciando un attimo da parte le votazioni e la scia mediatica di cui tanto si è parlato in questi giorni.
Dov'è, allora, la verità? Chi di tutti la dice? La Coppola è quella dei commenti negativi o quella dei commenti positivi? 
Nessuna delle due, dico io. La Coppola è semplicemente se stessa vista da diverse angolazioni.
Insomma, alla fine dei conti, rimane pur sempre tutta questione di gusto. De gustibus non disputandum est. 

L'unica, semplice verità è che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi cosa tu realizzi, sappi che mai e poi mai potrai avere tutti dalla tua parte. Neanche Dio, in fin dei conti, ha tutti dalla sua parte! 
Perciò dico con semplicità: non sforziamoci mai di piacere a tutti quanti, perché ci impelaghiamo in questo modo in un'impresa impossibile, dalla quale siamo destinati a uscire da perdenti. Ci siamo sforzati ad apparire chi non siamo, abbiamo sperato di essere amati, abbiamo mentito e magari ne abbiamo anche sofferto... per che cosa la nostra fatica? Per NULLA. 
Se, con i tuoi modi, avrai conquistato il cuore di qualcuno, stai certo che quello seduto accanto, al novanta per cento delle probabilità, avrà qualcosa da ridire su di te!

martedì 8 maggio 2012

Ok Simona, adesso armati di...

...voglia, prendi le tue cose, spegni il computer ed esci da casa! Hai tante cose da fare, tanti posti che ti aspettano, tanta burocrazia da affrontare e tanta strada da percorrere con quelle ballerine che ti faranno venire la solita piaghetta dietro alla caviglia! Eh già, uso anche io le ballerine, che non ho mai amato particolarmente, su di me specialmente, ma che sono costretta a indossare perché in questo periodo non mi ritrovo nessun paio di scarpe particolarmente adeguato nel mio "repertorio calzaturiero".
Un bel caffè ci vuole proprio per affrontare al meglio la giornata. Già, perché in questo periodo sto bevendo caffè. Vedete come la vita può sorprenderci? Non avrei mai pensato che un giorno avrei incominciato anche io a bere il caffè (e a indossare ballerine!). Non lo bevo sempre e come chi ne ha il vizio, diciamo che nel mio caso è più l'esigenza di metter qualcosa di dolce sotto al palato, dato che la mia personal trainer è stata chiara ed esplicita. Non posso mangiare cose dolci, chiaramente, e se non posso farlo, il caffè è un ottimo sostituto, ho ben scoperto (con zucchero rigorosamente Dietor)!
(Va be', non ditelo alla mia personal trainer, ma nel frattempo sto facendo fuori le cose dolci che avevo acquistato prima di iscrivermi in palestra. Ma è a fin di bene: quando le avrò finite tutte, non ne acquisterò più. Sapendo che giacciono inermi e innocue nelle mie credenze, come fare a rimanerne indifferenti? E poi ormai le avevo comprate, che devo fare? Lasciare che scadano? Non sarebbe cibo sprecato?).

Comunque ora vado, la prima tappa è l'ufficio postale (senza aria condizionata, macchina guasta e conseguente fila chilometrica, sportello con apposita donna acida, nessun posto a sedere disponibile e vicino con insopportabile odore ascellare), poi mi avvierò verso altri sportelli burocratici, giungerò in centro, non troverò un parcheggio, farò lo stesso giro per ore passando cento volte dallo stesso punto nella speranza di adocchiare una macchina che ha appena innescato la retromarcia per uscire dal parcheggio proprio nell'istante in cui sto per passare io e, infine, spero di tornare a casa viva e vegeta :P.

Buona giornata a tutti! :)

mercoledì 2 maggio 2012

Routine, attese e progetti...

Da oggi ricomincia la routine, una routine che io in realtà ho perso molto prima del ponte che è appena trascorso. Un periodo di vacanza durato un po' troppo, che si è chiuso in bellezza con la giornata di ieri, trascorsa in moto, tra la costa ionica e quella adriatica, io, il Tenente, due panini e una macchina fotografica, immersi nel sole estivo che ci ha accompagnati per tutto il giorno. 
Le spiagge erano piene di bagnanti, incredibile. Non sarà arrivata troppo presto l'estate, quest'anno? 
(Mi spiegate perché io ho sempre il solito dilemma di cosa indossare in questo periodo? Ma perché ogni anno ho lo stesso problema? Possibile che non ci sia mai una soluzione per me?)
Dicevo, l'estate è arrivata abbastanza in fretta e sono anche contenta: il sole mi mette allegria, è un potentissimo supporto al mio buon umore.

Ho abbandonato il blog, è vero, mi dispiace un sacco di non essere passata spesso e di non aver più scritto come prima. Ho avuto un po' da fare, ho scritto un altro romanzo e sono stata concentrata nella promozione del mio primo libro. 
Il primo libro, ah, che emozione: "Jeans e cioccolato" è uscito da poco. Sono in attesa delle mie copie, quindi badate bene, non ho ancora vissuto il momento memorabile di tenere per la prima volta tra le mani il libro.
Però è già stata fissata la prima presentazione in libreria, che sarà tra poco più di una settimana (ahhh!), esattamente l'11 maggio. Ci sarà un relatore, ci saranno gli invitati, ci sarò io a sparare due cazzatine... Oh Dio, non fatemici pensare, ancora non devo aver realizzato che sto per fare una presentazione in libreria, altrimenti non sarei così tranquilla!

In secondo posto, in data 26 maggio darò una festicciola-buffet, con un bel po' di invitati. Un semplice evento per festeggiare il libro ma, soprattutto, per festeggiare l'attività che ho intrapreso, la strada che ho imboccato (e che ho sempre sognato di imboccare), che è quella appunto della scrittura. Perché sfido io, è un cammino che non abbandonerò, che percorrerò fino alla fine, la mia passione per la scrittura è iniziata con me e finirà con me. Ora che ci sono, non mi lascio sfuggire la possibilità di continuare a fare quello che ho sempre sognato di fare. Continuerò a scrivere, per me, per gli altri e per migliorare sempre di più. Perché la scrittura, come ogni cosa della vita, è un percorso che serve anche per raggiungere una certa maturità interiore. Scrivendo si cresce, scrivendo si impara. 
Se non sarà pubblicato il mio secondo romanzo, sarà pubblicato il terzo, o forse il quarto, ma prima o poi pubblico ancora, e poi ancora. Non voglio fermarmi e non mi fermerà nessuno!

Scrivere è sempre stato un'esigenza, ma ultimamente lo è diventato ancora di più. Concluso il secondo romanzo, immediatamente dopo è tornata imperterrita la voglia di incominciarne uno nuovo! Scriverei a catena, se solo non avessi gli esami da fare! Ecco, questo è un periodo ricco di studio ed esami, che mi porteranno giustamente via del tempo e non mi permetteranno di scrivere a tempo pieno. Ci sta, ci sta... Studierò e confinerò la scrittura a quei pochi momenti di libertà e spensieratezza che probabilmente arriveranno di sera, dopo cena. Che tristezza. Ma il dovere mi chiama! E mi chiama con una certa urgenza, anche! 

Sigh!

In tutto questo, ho comprato un bel po' di libri e sono tutti lì sul comodino, in coda, ad aspettare educatamente la fila, ma gli impegni non mi stanno permettendo neppure di leggere. E loro si stanno moltiplicando. Il mio periodo di intenso studio non è ancora iniziato e già non vedo l'ora che finisca, per potermi dedicare appieno alla lettura e alla scrittura... pace dei sensi! :)

martedì 3 gennaio 2012

Bla bla bla...

- Negli ultimi giorni ho abilmente evitato l'apertura dei libri nonostante tra giorni incomincino gli esami, ma ora non posso più permettermi di sottrarmi alle mie responsabilità. Da domani torno a riaprirli, con la consapevolezza che se non lo faccio... son cavoli amari.

- Ho appena annusato un profumo che mi ha incredibilmente riportata indietro nel tempo. Ma tanto davvero! E' incredibile la potenza di certe sensazioni. Mi sono quasi rivista in qualche scena accaduta nel lontanissimo, remoto... 2005.
Voi ce l'avete un profumo che vi riporta indietro nel tempo?
Io ne ho uno in particolare (non quello di oggi), ed è quello della mia crema corpo preferita (Alyssa Ashley al muschio bianco) che mi riporta ad un periodo bellissimo della mia vita (il più bello suppongo), ossia a quello della mia laurea triennale... Starei ore e ore con quella fragranza nelle narici!

- Ieri mi sono iscritta a Facebook perché a breve avrò necessità di creare una pagina o un gruppo per la promozione del mio libro. Ci sono cose che non amo di questo social network (motivo per cui l'ho sempre evitato fino a ieri e per cui potrei potenzialmente stancarmene) e cose che invece in questi ultimi due giorni mi hanno fatto divertire, specie la sensazione di avere tutti a "portata di mano" e quella di essere in stretto contatto con persone da ogni parte del mondo (pensate che ho addirittura conosciuto il neo-figlio di Sophie Kinsella, non è incredibile?).

- C'è una cosa di cui invece non mi stanco mai: il mio blog. Che è come una casa per me, come un piccolo rifugio, e voi tutti siete i suoi deliziosi abitanti. 

- Volete una patatina fritta?

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