Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

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mercoledì 9 aprile 2014

Gli istanti della creazione: 21 cose sulla mia scrittura.

Ieri, girovagando per i blog che seguo, ho letto questo post interessante sul blog di Anima di Carta, che a sua volta aveva preso spunto da altri blog. Dev'essere, quindi, un simpatico "giochino" fatto fra blogger, ma lo ritengo più di un semplice giochino, in effetti: è un modo divertente per "scandagliare" il proprio rapporto con la scrittura.
Si tratta di scrivere delle cose random, di getto, che riguardano noi e la scrittura.


Dunque dunque dunque. Sto per sintonizzarmi sul canale giusto. Pronti? Io sì. Premo il pulsante on nella mia testa: click.

Ci siamo.




1) Il silenzio e la solitudine mi aiutano molto. Rumori vari, di radio o televisioni accese, oppure la presenza di persone nella mia stessa stanza, mi disturbano e sono un intralcio alla mia concentrazione. Questo vale se stare da sola e in silenzio mi è possibile, altrimenti... a mali estremi estremi rimedi: ampia parte di "Jeans e cioccolato" l'ho scritta seduta sul letto di una stanza d'ospedale, dove oltre a me c'erano altre tre ricoverate, con conseguente via vai di visite!

2) Non ho mai una trama bell'e pronta. Inizio a scrivere senza sapere dove arriverò, che cosa verrà fuori. Al massimo posso avere solo una vaga idea di qualcosa che vorrei accadesse, ma una volta che inizio a scrivere è quasi certo che la storia prenderà direzioni impreviste... Insomma, impossibile pianificare.

3) Iniziare a scrivere un romanzo è sempre un'avventura imprevedibile: non inizio con la certezza di metter su una trama convincente e arrivare alla fine. Nutro anzi spesso il timore di arrivare a un punto morto e non sapere come uscirne. Nella mia esperienza di scrittura, mi è capitato di scrivere rapida come un treno fino alla fine, senza mai interruzioni (è il caso di tutti i romanzi conclusi), ma anche di arrivare a punti morti e lasciare il racconto a metà e non concluderlo mai. 

4) Quando mi rendo conto che la storia sta venendo bene, non riesco a pensare ad altro che a quello. Se posso, faccio da parte gli impegni per dedicarmi al romanzo! Sono una che è riuscita a scrivere tesi di laurea e romanzo contemporaneamente, e a concludere prima il romanzo, proprio per la mia fretta di finirlo e "ammirare" il risultato. 

5) Quando scrivo un romanzo, di solito non ci impiego più di qualche mese. Non perché sia particolarmente brava o perché, al contrario, scriva in maniera superficiale, ma per una semplice ragione: io cambio. Invidio, per esempio, chi confessa di aver impiegato anni a scrivere un romanzo. Io non potrei mai impiegarci anni: se non lo finisco subito - nel giro di qualche mese - rischio di ritrovarmi cambiata, di scoprirmi diversa, e di non riuscire più a riflettermi in quello che stavo scrivendo. Devo essere coerente con "la me stessa" di quel momento per scrivere col cuore. È capitato, infatti, di aver dovuto lasciare a metà romanzi che avevo iniziato a causa di impegni sopraggiunti. Riprenderli a distanza di tempo era stato impossibile: non mi piacevano più :).
Inoltre, quando scrivo sono così presa dal mio romanzo e dalla fretta di concluderlo che non potrei mai aspettare anni prima di arrivare alla parola fine!

6) Scrivo di getto, di impulso, la mia non è una scrittura molto ragionata. La definisco "una questione di attimi". Per questo motivo, una volta arrivata alla fine del romanzo, ritorno volentieri a rileggerlo, ma non lo modifico. Tutt'al più aggiungo o cambio qualche parola, correggo eventuali incongruenze temporali, miglioro qualche frase, ma finisce lì. Non lo rimpolpo, non lo modifico, i miei romanzi sono grossomodo quelli che scrivo di getto, guidata dall'ispirazione. Spesso mi dico che è un peccato, forse tornando indietro e modificando, ragionando, rimuginando, rimpolpando, potrei fare sempre di meglio, ma è una pratica che purtroppo non mi appartiene. Quando metto la parola fine, per me è la fine sul serio: a quel punto io ho semplicemente già DATO, chiuso.  

7) I miei personaggi hanno sicuramente qualcosa che appartiene a me o a persone che conosco. Dopotutto penso sia normale partire dalla realtà per crearne una fittizia. Dopo aver rubato alla realtà qualche piccola porzione di carattere, di aspetto fisico o di altro, la fantasia prende il sopravvento e i personaggi assumono una personalità propria.

8) Spesso non amo ambientare la storia in un posto che esiste realmente. Preferisco non citare alcuna città. Mi rendo conto di concentrarmi di più sulla storia, trascurando i posti. Cercherò di rifarmi in seguito!

9) Se il romanzo non è ancora concluso, non esiste che io possa farlo leggere a qualcuno.

10) Sono una frana nella scelta del titolo. Sono davvero in grado di scrivere un intero romanzo in poche settimane, ma quando arriva il momento di scegliere il titolo entro nel panico: il titolo è troppo importante per me, mi deve colpire, piacere, deve essere abbastanza originale, non deve essere stato scelto da nessun altro (quindi prima faccio dettagliate ricerche in Internet per assicurarmi che il titolo non esista già), deve riflettere vagamente la storia, deve essere efficace. Sul titolo posso davvero perdere le migliori ore! Un esempio? Eccolo: il mio ultimo romanzo ancora inedito. Ho finito di scriverlo a settembre scorso e, a oggi, non ho ancora trovato il titolo giusto: diciamo che non ci sto più pensando, dopo qualche giorno passato a delirare su un'infinita lista di improbabili titoli, ci ho rinunciato.

11) Non sono mai contenta al 100% dei miei scritti. So che potrei fare sempre di più e che non sono prodotti eccellenti. Però il momento della stesura, il viaggio, diciamo, più che la meta, nel caso della scrittura secondo me è ciò che davvero conta. Quello che viene dopo è una straordinaria conseguenza, ma mai tanto straordinaria quanto gli istanti della creazione.

12) Quando mi rileggo, magari a distanza di tempo, quasi non mi riconosco! Penso che durante gli "istanti della creazione" in noi succeda qualcosa di magico: ogni volta che mi rileggo ho quasi la sensazione che a scrivere sia stato qualcun altro!

13) Sono meticolosa nella scelta del nome dei protagonisti. Cerco di scegliere un nome che mi soddisfi appieno o che trovo adatto alla storia, facendo attenzione a non usare quello che un giorno potrei potenzialmente scegliere per un mio figlio (lo so, è folle, ma dopotutto siamo scrittori!).

14) Se non ho niente da fare, riesco a stare sul romanzo in stesura anche per delle ore intere, tante ore. A fine giornata potrei essere arrivata a metà romanzo! :D

15) Mi affeziono un sacco ai miei personaggi. Mi commuovo per loro, sorrido con loro, a volte rido con loro. Scrivere è meraviglioso.

16) Dopo aver concluso un capitolo, lo rileggo - possibilmente a voce alta - curiosa di vedere che cosa ne è venuto fuori. E quello che ne viene fuori è sempre una sorpresa anche per me stessa!

17) Quando sono impegnata - per lavoro o per studio - mi guardo bene dal cominciare un nuovo romanzo. Mi conosco: scrivere diventa un meraviglioso tormento, non posso iniziare a scrivere sapendo di dover poi interrompere o di non potermici dedicare pienamente! Sarebbe una dannazione, non penserei che a quello! Preferisco tenere a bada l'ispirazione - impresa davvero ardua.

18) Le mie storie devono essere reali, vere, di tutti i giorni, devono poter accadere sul serio. Nelle mie storie non succede niente di fantasioso, di irreale. Se mi capita di imbattermi in un episodio che può vagamente sembrare "irreale", faccio i salti mortali per trovare una soluzione affinché la cosa si trasformi in "reale". Per chi ha letto "Quel ridicolo pensiero": mi sono ritrovata in una situazione simile scrivendo quel romanzo. Mano a mano che procedevo nella stesura mi chiedevo "Come ne vengo fuori?" :) E poi ne sono venuta fuori! :P

19) Sono ossessionata dalla fine dei romanzi: la fine deve essere la parte più bella, con parole a effetto, che rimangano impresse. Scrivere le ultimissime righe di un romanzo mi dà un effetto che potrei paragonare forse a quello di una droga: mi manda in estasi. Le mie "fini" le ho amate tutte, dalla prima all'ultima. In particolare quella del mio romanzo ancora inedito: l'ho riletta qualcosa come cinquanta volte e la rileggerò ancora! :D

20) Il mio primissimo romanzo risale a quando avevo 17 anni, circa. Si intitolava "Non è un addio". Una storia in cui non mi riconosco per niente, acerba e immatura, scritta completamente a mano, che rimane chiusa in un cassetto dimenticato. Anzi, non so più neanche dove l'ho messo!

21) Quando finisco di scrivere un romanzo e lo pubblico, sento come se non mi appartenesse più. Ma non è una cosa negativa, è una cosa assolutamente naturale, spontanea. La sensazione è quella di aver ormai dato, di aver contribuito in qualche modo al mondo, i miei libri rimangono semplicemente a disposizione di chi vuole leggerli. Una confessione: ritengo anche vagamente inutile parlare dei miei scritti. Il libro va letto, va sentito, non raccontato. Una volta che ho finito di scriverne uno, neanche io stessa, che sono l'autrice, potrei raccontarlo a dovere.



Fatemi sapere se anche voi avete intenzione di pubblicare un post simile: sono curiosa di confrontare le mie esperienze con quelle di altri scrittori!






Simona


martedì 18 marzo 2014

Un'altra recensione a "Quel ridicolo pensiero" e un pensiero sull'estro creativo.


Oggi mi sono imbattuta in una nuova recensione per "Quel ridicolo pensiero", e ne sono rimasta molto contenta! La lettrice che lo ha commentato, amministratrice del blog "Leggere è... sognare", è stata particolarmente in grado di cogliere il senso del mio romanzo, specialmente in questo passo: 




È stato bello leggere queste parole, mi hanno fatto venire un po' di nostalgia per "Quel ridicolo pensiero", e allora l'ho dovuto sottrarre alla mia libreria per rileggere il capitolo citato dalla blogger (il Motel horror :P), ma ne ho approfittato per rivedere anche altri passi. 
Mi era mancata Carina con la sua storia un po' buffa!
E che effetto strano rileggere i propri scritti dopo tanto tempo! Sembra quasi che a scriverli sia stato qualcun altro. 
Mi riprometto di riprendere più spesso in mano i miei romanzi, perché pare che, dopo averli scritti ed eventualmente pubblicati, io li "abbandoni" un po' e li senta "un po' meno miei". 
Ma ho una giustificazione per questo: la scrittura è una questione di attimi, è istantanea, almeno per quanto mi riguarda. È quel gettare sul foglio bianco certe emozioni di passaggio, che apparterranno per sempre a quel momento soltanto. L'"estro" si esprime, crea, si appaga creando: una volta dato il suo contributo, è come se questo non gli appartenesse più. Non, almeno, nella misura in cui gli apparteneva durante gli istanti della creazione.

Se avete voglia di leggere la recensione per intero, cliccate su questo link!

Ma di recensioni ne sono state scritte anche altre. Se avete voglia di scoprirle, le potete trovare qui






A presto!






Simona





lunedì 9 settembre 2013

Da un'intervista su "Quel ridicolo pensiero": un po' di me.

Per chi avesse voglia di curiosare 
e di sapere qualcosa su di me, su "Quel ridicolo pensiero"
e sul mio rapporto con la scrittura, 
ecco un paio di domande dall'intervista che mi ha fatto Teresa di Gaetano di recente. 




Parliamo ora un po’ di scrittura, sveliamo quindi qualche tua piccola curiosità. Allora, in genere come ti piace scrivere le tue storie: con la cara e vecchia penna (intramontabile) oppure direttamente al pc? Quando inizi a scrivere una storia parti da una semplice idea che hai annotato da qualche parte, oppure ti crei degli schemi fissi e delle schede-personaggio? In genere, cosa o chi ti ispira una nuova storia: un libro, un autore, una musica, sogni, etc.? Preferisci scrivere in tutta tranquillità, quindi nel silenzio, magari la sera, oppure quando hai un momento libero? Lo studio in qualche modo ti toglie un po’ di tempo alla scrittura, o riesci sempre a ritagliarti i tuoi spazi di scrittura? Ordine sul tavolo di scrittura o disordine, perché si sa nel caos si trova tutto?

Ho appeso la penna al chiodo già da un po’ e l’ho sostituita con la tastiera. Purtroppo è così, sebbene io sia una grandissima appassionata di penne (è vero, debbo comprarmene in abbondanza!) mi ritrovo comunque sempre a scrivere sul PC. Scrivo poesie, racconti e romanzi tutti sul computer, avendo l’accortezza di salvare su Hard-disk o chiavette varie, assegnando alla penna tradizionale compiti meno impegnativi.
Per quanto riguarda il modo in cui scrivo e invento le mie storie, finora non mi è mai capitato di farmi degli schemi, di partire da appunti o di sviluppare una trama che mi sono imposta in precedenza. Semplicemente inizio a scrivere, spesso non sapendo dove andrò a finire. I personaggi si creano da sé, così come la storia, gli episodi, gli ambienti, i caratteri. Mi piace particolarmente questo procedere “alla cieca”, spesso ne so meno degli stessi personaggi, è come se fossero loro a guidare me! Al massimo posso essermi fatta una vaga idea di che cosa vorrei che accadesse, ma è possibile che poi le cose vadano diversamente e che quella prima idea non sia più realizzabile.
Che cosa ispira le mie storie? Pensieri improvvisi, incontri, eventi di vita, insomma nella maggior parte dei casi vengo ispirata da quello che avviene intorno a me, da cose che vedo io stessa e che mi fanno pensare, da emozioni particolari che sto vivendo in un determinato momento.
Qual è il momento della giornata che preferisco per scrivere: non ne ho uno in particolare, può essere di giorno o di sera senza alcuna differenza, l’importante è però stare da sola, il silenzio effettivamente è utile, è un supporto alla mia concentrazione e alla mia ispirazione, rumori, tv o radio accese spesso mi distraggono.
Per quanto riguarda scrittura e studio, ho sempre studiato scrivendo o scritto studiando :P, cioè il fatto che io avessi degli esami da preparare non mi fermava dallo scrivere, quando avevo voglia di scrivere scrivevo e basta. Ho scritto entrambi i miei libri durante l’Università, quindi ne è una prova. Negli ultimi mesi, invece, avendo avuto da sostenere gli ultimi esami prima della laurea che avverrà fra poco tempo, ho dovuto prendere una decisione drastica: ho messo da parte la scrittura e mi sono dedicata al 100% agli ultimi esami. Mi conosco, infatti: quando l’ispirazione mi prende, quando incomincio un libro, parto in picchiata e non riesce a fermarmi più nessuno, mi dedico anima e corpo solo a quello. Non era una cosa che potevo permettermi, il tempo stringeva e avevo ancora molti esami da concludere, così ho dovuto sacrificare la mia ispirazione per alcuni mesi – interminabili! – e, dato l’ultimo esame, la prima cosa che ho fatto è abbastanza intuibile, vero? Mi sono messa a scrivere un nuovo romanzo (alternandolo alla tesi!) e, procedendo come un fiume in piena, sta già finendo.
Ordine sul tavolo di scrittura? Mmm, be’, se tavolo sta a penna, forse desktop sta a tastiera? Il mio tavolo tutto sommato è ordinato, il mio desktop… decisamente un po’ di meno (ma in mezzo a tutta quella confusione, effettivamente so sempre dove trovare il file con su la dicitura “nuovo romanzo”)!


La protagonista della storia è Carina, una ragazza che apparentemente ha tutto dalla vita, in particolare un ragazzo che l’ama. Ma poi accade qualcosa: qualcuno si insinua nella sua mente. Quindi, tu in questo libro hai affrontato il tema “del logorio interiore”, quel logorio che ti attanaglia la mente e a volte impedisce di vivere appieno la felicità?

Sì, in un certo senso è così, anche se nel caso di Carina, il logorio per un “ingresso inaspettato” non è dovuto tanto all’ingresso in sé e per sé, quanto al fatto che questo “ingresso”, questa nuova persona, sembra essere il frutto del destino. Carina si sente frastornata dal fatto di non conoscere la risposta: e se il destino mi avesse mandato un grande segno e io lo stessi ignorando? Fortunatamente avrà modo di fare chiarezza dentro di sé, e di capire che il destino è quello che ci si crea, non quello che ci accade passivamente. 


Per leggere tutta l'intervista, cliccate qui! ;)





Simona



sabato 23 febbraio 2013

Riduzione attività blog e sconto del 40% sui miei libri!

Manco dal blog (ma anche dal mondo, da me stessa e dalla mia vita) a causa degli esami in corso (che sarebbero gli ultimi prima di tuffarmi nella stesura della tesi, l'ultimo sforzo che precede l'agognata Libertà). L'attività del blog, infatti, come avrete notato si è ridotta notevolmente. Ho bloccato già da un po' di tempo la ricezione di nuovi testi da recensire (non me la sentivo di riceverne e lasciar crescere la "lista d'attesa" senza avere la possibilità concreta di adempiere al mio dovere!) e ultimamente ho rallentato di molto anche l'attività delle interviste. E' un periodo (questo in corso ma anche quello dei prossimi mesi) in cui qualsiasi cosa che non abbia a che fare con l'università mi deconcentra e mi rende mentalmente inagibile :P. Ho bisogno di essere a tu per tu con i testi di studio e con la mia meta dritta davanti a me, senza distrazioni e senza nulla che possa potenzialmente deviarmi dal mio dovere! 
Il mio blog verrà quindi aggiornato, certamente, ma con frequenza minore rispetto a prima.
Tornerò. E' una promessa ma potete leggerla anche come una minaccia, a seconda dei punti di vista. Tornerò, e attiva più di prima! 

Intanto, passavo da qui anche per comunicarvi la bella notizia che per tutta la giornata di oggi, fino alla mezzanotte, tutti i libri in catalogo sul sito della 0111 Edizioni sono scontati del 40%! Il che vale a dire che anche i miei romanzi lo sono! Così, troviamo "Jeans e cioccolato" a soli 9,60 Euro, e "Quel ridicolo pensiero" a soli 9 Euro! Non è eccezionale?
Per l'acquisto, è sufficiente iscriversi brevemente al sito, i metodi di pagamento sono comodissimi e la spedizione avviene in tempi ridotti!

Se avete voglia di leggere uno dei miei romanzi, approfittatene oggi. Ci sono minimo 6 euro in meno rispetto al prezzo di copertina! :)



Buona giornata a tutti!



Simona





giovedì 7 febbraio 2013

Scrivi per il pubblico o scrivi per te stesso?


Ho capito, non sono fatta per scrivere soltanto per il pubblico. Non sono fatta per accontentare i gusti dei lettori e per annientare i miei. Non sono fatta per impedire alla fantasia di spiccare il volo e andare a parare dove preferisce. Non riesco - ok, forse non ci ho ancora provato? - a comandare la mia creatività e indirizzarla verso una direzione che lei non avrebbe preso. In realtà, non credo neppure che qualcuno possa riuscire, neanche con uno sforzo sovrumano, a conquistare l'unanimità dei propri lettori. Neppure se con un solo libro riuscisse a racchiudere tutti i generi letterari esistenti sulla faccia della terra. 
C'era un tempo in cui mi domandavo: "Devo lasciare che i lettori mi riconoscano in un determinato modo di scrivere? Devo permettere loro di associare il mio nome a un genere letterario? Devo lasciare che mi si categorizzi? Devo impormi di scrivere sempre in un modo per permettere ai lettori di riconoscermi e di non rimanere smarriti?". Era un dilemma nato ai tempi del primo romanzo, quando ancora non sapevo niente del mondo dell'editoria, e quando ancora credevo che in qualche modo sarei riuscita a restare ancorata al mio tempo, come se il tempo non passasse e come se io potessi rimanere immune al suo passaggio. 
In realtà ho sempre saputo che uno scrittore, come qualsiasi artista, come qualsiasi persona che libera la propria creatività dal profondo del suo spirito, non può imporre dei freni alla sua fantasia. Per me, almeno, imposizioni di vario genere significano mettere un freno a quella che è prettamente un'esigenza di esprimermi, di lasciarmi andare, di abbandonarmi alla creatività, di liberarmi dalle catene. La scrittura per me è questo. Perché io scrivo per me stessa, non lo faccio per lavoro o per mestiere: io scrivo perché ne ho bisogno e, pubblicando, spero di regalare qualche mia piccola emozione ai lettori. Ma le emozioni hanno le ali, e io non riesco a tenerle a bada. 
Ora so una cosa: ho bisogno di essere libera, ho bisogno di pensare che sto scrivendo per me stessa innanzitutto. Se uno scrive per se stesso, se uno si lascia trasportare solo dalla sua fantasia, penso che i suoi lavori potranno essere di gran lunga migliori: una vera autenticità. 
Ecco dunque che fra i due romanzi pubblicati fino a questo momento intercorre una piccola differenza (e, anticipando qualcosa, ci saranno differenze, penso io, anche con il prossimo lavoro). Non una differenza abissale, certamente, ma una piccola sfumatura che cambia comunque il mio modo (e forse anche quello del lettore) di percepire "Quel ridicolo pensiero" rispetto a "Jeans e cioccolato". E ne sono certa: non scriverò mai romanzi totalmente diversi o addirittura opposti nel genere, sono nata e cresciuta affascinata dalla sfera intima e umana della gente, nonché dai sentimenti, ed è certamente un aspetto che non trascurerò mai nei miei scritti, ma ho bisogno di sapere che posso essere libera di esprimermi nel modo in cui, quando sono a tu per tu con il foglio bianco, io ho voglia di esprimermi.

Uno scrittore che scrive per mestiere deve tener conto certamente dei sentimenti del pubblico che lo legge. Be', ritengo che lo scrittore per mestiere debba imparare a scendere a compromessi, debba rinunciare a qualcosa di estremamente suo per andare incontro agli altri. È una specie di scambio: tu mi leggi, io scrivo per te. Lo scrittore per mestiere sviluppa probabilmente una stupenda collaborazione fra la sua creatività e la necessità. Ma non potrà mai rinunciare, non del tutto, a quello che è dentro di lui: la sua interiorità troverà comunque il modo per venire fuori dalle righe, come un fiume in piena che straripa dai margini, e un lettore attento, sfido io, se ne accorgerebbe.

Ecco una domanda che mi ha rivolto Tiziana Iaccarino nella sua ultima intervista per il suo blog "Il profumo della Creatività". È qui che spiego quanto per me sia importante lasciarmi andare, senza pensare che a uno piacerò e all'altro forse no. ^^ 


Infine ti chiedo cosa deve aspettarsi il tuo pubblico dalla Simona Giorgino che ha voluto differenziare i generi letterari della prima opera rispetto alla seconda? Se nel primo romanzo il pubblico magari ti collocava nella commedia, genere per il quale mi sento di dirti che hai veramente talento, come deve reagire nel trovarti ben diversa per il secondo?

RISPOSTA:
Grazie per questa interessante domanda. Io ritengo fermamente che uno scrittore, come accennavo prima, scriva prima di tutto per se stesso, e non solo per il pubblico. Scrive perché sente qualcosa dentro, perché ne ha bisogno, ne sente l’esigenza, scrive per dire qualcosa, scrive perché la scrittura è uno strumento attraverso cui scavare dentro se stesso, esprimere le sue emozioni, lasciare libera la sua fantasia. Le imposizioni non mi piacciono, non mi sono mai piaciute, io scrivo in maniera molto libera, non mi impongo mai una trama, per esempio, i miei personaggi e tutto quello che ruota intorno a loro, dalle ambientazioni agli episodi, vengono fuori nella maniera più spontanea possibile, a partire da una parola o da un’emozione, a partire da quello che ho dentro di me in quel momento. E soprattutto ritengo che ognuno di noi, anche i non-scrittori, procedendo nel tempo sia soggetto a piccoli cambiamenti, innanzitutto interiori. Io sento dentro di me dei piccoli cambiamenti, e sono convinta che la scrittura, essendo una parte integrante di noi, non possa rimanerne fuori. Se cambio io, è inevitabile che cambi anche il mio modo di vedere il mondo e, quindi, quello che scrivo. Tutti i più grandi scrittori o quasi, mi ricordo, hanno spesso avuto queste “deviazioni di percorso”: in realtà erano deviazioni del loro animo e cambiare modo di scrivere o il contenuto delle loro storie non era esattamente una loro scelta ragionata. La questione è più semplice di quanto sembri: semplicemente, quando ho scritto Jeans e cioccolato sentivo dentro di volermi dedicare a una storia divertente - nell’anno precedente, oltretutto, mi ero accostata per la prima volta alla lettura di romanzi appartenenti a quel genere letterario; quando ho scritto Quel ridicolo pensiero sentivo dentro un nuovo tipo di impulso. E, forse, anche adesso sento un nuovo tipo di impulso. Non lo so, non lo so davvero: scrivere per me è una tale libertà che mi riesce difficile persino parlare di imposizioni. Non so che cosa verrà fuori dai prossimi romanzi, è possibile che un giorno scriverò ancora una storia totalmente divertente come Jeans e cioccolato o che ne scriverò una totalmente deprimente! :D Dipende dal momento, da quello che uno sente dentro. Ti faccio un piccolo esempio: sta per uscire (e lo dico in anteprima) un breve racconto che verrà pubblicato in formato digitale. L’ho scritto prima di Jeans e cioccolato e ovviamente prima di Quel ridicolo pensiero. Lo amo, gli sono molto legata: è un racconto diverso, un racconto che vuole scavare dentro i personaggi, un racconto che vuole sfiorare, seppur molto da lontano, la loro parte spirituale. In quel momento, evidentemente, era così che mi sentivo. Probabilmente c’è una cosa in comune a tutti i miei scritti, sinora: il lieto fine. Mi piace pensare che le storie finiscono bene, mi piace poter trasmettere un senso di positività al lettore. Però non riesco a controllare la scrittura, è una cosa che va al di là di me. Conoscendomi, posso affermare che continuerò certamente a scrivere sentimentali e storie che in qualche modo possano scavare all’interno dei personaggi, questo sì, perché sono particolarmente affascinata dalla sfera intima, mentale, emotiva e anche spirituale dell’uomo. Ma non mi sento di affermare altro, anzi sì, una cosa ancora: ho capito che non mi interessa per niente essere collocata in un genere letterario, o essere ricordata come una scrittrice di una determinata categoria. Non credo che fra le mie opere ci saranno mai distacchi abissali, ma io amo dare le ali alla mia fantasia, amo esprimere me stessa attraverso la scrittura. Se dovessi scrivere sempre in un modo solo per essere apprezzata dal pubblico, non sarei più me stessa. Poi, secondo me sarebbe anche del tutto inutile: i gusti dei lettori sono troppo svariati per cercare di farsi apprezzare da tutti. I lettori hanno apprezzato Jeans e cioccolato, ma hanno apprezzato anche (e finora mi sento di dire anche di più) Quel ridicolo pensiero. Quali fra i miei lettori, quindi, dovrei accontentare? Scusa la franchezza. Spero ovviamente che continueranno ad apprezzarmi anche nelle prossime opere, sebbene in qualche sfumatura potrebbero essere diverse dalle precedenti.


Ovviamente l'intervista è molto più di questo. Se volete leggerla integralmente per scoprire le curiosità che racconto rispondendo alle altre domande, cliccate qui




Simona



venerdì 1 febbraio 2013

Ancora recensioni a "Quel ridicolo pensiero" + piccola anticipazione.

Cari amici,
il mio romanzo "Quel ridicolo pensiero" sta accumulando una serie di commenti positivi! Finora, almeno, i commenti, le opinioni che mi hanno espresso e le recensioni pubblicate sono state tutte davvero positive, e spesso anche delle piacevolissime sorprese!
A quelle che vi ho indicato nell'ultimo post dedicato a me si sono aggiunte ben TRE recensioni scritte più di recente.
Una bellissima recensione è stata pubblicata sul blog "I libri ci salvano" (leggila qui), una seconda recensione altrettanto interessante la troviamo sul blog "TheSweetColoursOfMyLife" (eccola qui) e, infine, l'autrice Antonella Sgueglia ne ha pubblicata una stupenda proprio ieri (leggila qui).
Insomma, sono molto contenta e invito chi è interessato a saperne di più a dare un'occhiata alla pagina DICONO DI ME, dove si può trovare una raccolta aggiornata di tutte le attività e le curiosità che mi riguardano: interviste per blog e siti, articoli e comunicati, recensioni scritte a entrambi i miei libri.

Approfitto di questo post, inoltre, per comunicarvi in anteprima una novità: molto presto verrà pubblicato un mio racconto breve in formato digitale (e-book)! E' un racconto che ho scritto nel 2010, breve ma intenso e a cui, per qualche motivo inspiegabile, sono molto legata. Non credevo che un giorno lo avrei pubblicato, e mi sta benissimo inoltre un'edizione esclusivamente digitale per un raccontino (insomma, non è un libro, è un racconto brevissimo che si legge nel giro di 5 minuti!), mentre per un libro/romanzo ritengo che la versione cartacea sia insostituibile e l'e-book, in quel caso, deve essere solo un'alternativa, e non l'unica opzione disponibile.
Il mio raccontino verrà pubblicato sempre da 0111 Edizioni nell'ambito del progetto MiniZed. Vi parlerò presto del mio racconto, vi svelerò il titolo, la sinossi, presto avremo anche l'anteprima, ma per ora non resistevo semplicemente alla tentazione di anticiparvelo! :)




Simona



mercoledì 23 gennaio 2013

E ora un po' di me: aggiornamenti, novità, link!


Ciao a tutti! 
Oggi un post che riguarda solo ed esclusivamente me! 
A dire il vero ultimamente - fra la promozione degli altri autori, le interviste, le recensioni e soprattutto lo studio universitario - mi capita seriamente di dimenticarmi della mia promozione! Giuro. Pochi giorni fa ho perfino avuto una specie di illuminazione istantanea in cui sono comparse nella mia mente le immagini di copertina dei miei due libri :D: sono caduta dalle nuvole e mi sono sentita in colpa! 

Dopo il successo della prima presentazione di "Quel ridicolo pensiero", mi ero promessa che mi sarei affrettata volentieri a organizzarne altre e altre ancora. Poi, come succede spesso nella vita, sono sopraggiunti un impegno dopo l'altro, le Vacanze di Natale e soprattutto la necessità di concentrarmi sullo studio.
Tutto questo mi ha privato del tempo e della disposizione d'animo giusta per organizzare altre presentazioni o per occuparmi della mia promozione. 
Ma conto di tornare attiva su ogni versante possibile e immaginabile, non appena l'Università mi darà un po' di tregua! 

E' comunque da un po' che non parlo di me e dei miei libri, quindi oggi ne approfitto per segnalarvi alcuni link che riguardano me (e che comunque sono raggruppati più dettagliatamente nella sezione "Dicono di me", in alto, dove potete trovare un numero maggiore di curiosità).

Per cominciare, su alcuni blog e siti sono comparse delle mie interviste, quindi se avete voglia di sapere qualcosa in più su di me e sui miei libri vi invito a leggerne qualcuna. Sono interviste in cui racconto un po' di me, di come sono nate le trame dei miei romanzi, di quanto e come sono legata alla scrittura, e altre piccole curiosità. Sono certa di aver risposto anche a più di quattro interviste, ma al momento temo me ne stia sfuggendo qualcuna. 


E altre sono in arrivo.


Sono state scritte anche delle recensioni a "Quel ridicolo pensiero" e devo dire che finora tutti i commenti sono stati piacevolmente positivissimi. Ecco le recensioni che sono arrivate fino a questo momento, e so che prossimamente ne saranno pubblicate altre ancora:



Vi scrivo inoltre per comunicarvi che domani sera parlerò di "Quel ridicolo pensiero" in diretta su Radio System Network. La puntata inizia alle 21, mentre il mio intervento dovrebbe avvenire intorno alle 21,30. Se vi va di seguirmi, potete ascoltare la diretta da qui oppure dal sito


Infine, breve comunicazione per chi non ha ancora avuto modo di leggere o avere il mio ultimo libro. 
Su Facebook sono in corso ben due Giveaway che mettono in palio "Quel ridicolo pensiero".
Al Giveaway di Tiziana Iaccarino c'è in palio una copia cartacea di "Quel ridicolo pensiero" e altri quattro interessanti romanzi (per un totale di cinque vincitori!!);
A questo Giveaway invece è in palio la VERSIONE E-BOOK di "Quel ridicolo pensiero".

Vi aspettiamo numerosi!




Alla prossima,
Simona



lunedì 10 dicembre 2012

Resoconto presentazione di "Quel ridicolo pensiero": G.A.I.A. e la gioia d'averla conosciuta.

Locandina realizzata dall'associazione
in occasione della presentazione del mio romanzo.


Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno


La prima presentazione di "Quel ridicolo pensiero" è stata decisamente un grande successo sotto ogni aspetto. Ma nel pronunciare queste parole, "sotto ogni aspetto", a me sinceramente ne viene in mente in particolare uno: quello emotivo. Il successo legato alle vendite, a dirla tutta, di fronte all'importanza che attribuisco ad altri valori, passa decisamente in secondo piano.
La presentazione di ieri resterà semplicemente nel mio cuore e nei miei più bei ricordi. 

L'Associazione è facilmente raggiungibile una volta giunti nella galleria più famosa di Lecce, al civico 29. Si sale una rampa di scale che conduce al primo piano e si incontra la porta che esibisce la targa "Centro culturale G.a.i.a.". Dietro a quella porta si nasconde un contesto artistico che racchiude in sé eleganza e raffinatezza mescolate a una splendida sensazione di calore, semplicità e familiarità. Il nome dato all'Associazione, d'altronde, fa pensare decisamente a un sentimento positivo, e non si smentiscono. Ti verrà aperta la porta da una persona sorridente, dalla cui espressione vengono fuori benevolenza e umanità. Ti tengono per mano e ti senti subito uno di loro.

Arrivare in sede la sera della tua prima presentazione e trovarci amici che sono lì per sostenerti non ha prezzo. Il calore dei membri dell'Associazione ti riscalda il cuore e i pensieri. Il freddo e l'emozione si sciolgono, scompaiono, lasciano posto solo a una grande voglia di essere lì, di godere di quell'atmosfera, di non lasciarti sfuggire neanche un istante di ciò che sta accadendo intorno a te. Stringi le mani, accarezzi i pensieri, lasci volare per un istante la fantasia e l'immaginazione ma poi sei di nuovo lì, sui tuoi piedi, concretamente, a respirare il profumo di amicizia che invade i locali di Gaia. 
Ti guardi attorno, ci sono i dipinti contemporanei di Antonio Pezzuto appesi alle pareti a esaltare la qualità del contesto e delle loro scelte. 
La gente comincia ad affluire, gli sguardi sono ilari e raggianti, hanno lasciato a casa obblighi, impegni,  gioie e dolori, per essere qui e per esserci con tutto il loro spirito.

La presentazione ha inizio. Non ci dilunghiamo, ma tocchiamo i punti salienti e nevralgici del libro, discutendo quello che è il significato più importante che si nasconde dietro alla storia della protagonista, Carina. E' il presidente dell'Associazione, Claudio Casalini, a presentare, con la spontaneità e la naturalezza che lo contraddistinguono, con le parole che non seguono regole e i pensieri che non seguono imposizioni, il discorso viene fuori allegramente, spontaneamente, entusiasticamente. Unica e sola regola: parlare con il cuore.
Infine ci sono le domande del pubblico e le risposte dell'autrice, che intanto dentro di sé sta già ringraziando tutti quanti per aver creduto in lei e per aver reso possibile tutto questo, ma che per qualche ignoto motivo si lascia sfuggire l'occasione di esternare quei ringraziamenti. 

Lo fa con il senno di poi, o forse lo ha fatto fin troppe volte già prima della serata!
A ogni modo dirlo un'altra volta non è che il minimo: GRAZIE DI CUORE.









Presentando il libro






Applausi 




Un delizioso gruppetto




Buffet finale e un bel mazzo di fiori scelto per me dal mio fidanzato





Il momento delle dediche!







Un sogno che si avvera.






Simona





venerdì 30 novembre 2012

Prima presentazione di "Quel ridicolo pensiero", associazione culturale Gaia, Lecce




Questo è il file della bellissima locandina realizzata dall'Associazione culturale G.a.i.a. di Lecce presso cui si svolgerà la prima presentazione ufficiale di "Quel ridicolo pensiero". 

Sono molto contenta del fatto che il mio libro verrà presentato per la prima volta presso questa sede e dal presidente dell'Associazione, Claudio Casalini. L'Associazione è composta da persone davvero squisite, disponibili, che amano l'arte in ogni forma, con particolare riguardo a quella contemporanea. 
Sono contenta che il mio libro sarà inserito in un contesto artistico di alto livello e molto interessante, presso la sede dell'Associazione nella Galleria Mazzini di Lecce al civico 29, un contesto intimo e confidenziale, accogliente e caloroso, in cui sarà anche possibile ammirare le opere esposte di Antonio Pezzuto.
Il libro verrà presentato dal presidente dell'Associazione. A seguire eventuali domande del pubblico, e ovviamente firma delle copie e intrattenimento! :)
Oltre alle copie di "Quel ridicolo pensiero", saranno anche disponibili quelle di "Jeans e cioccolato". :)

Per chi mi segue dal Salento, sarebbe davvero fantastico trovarci lì e conoscerci in occasione della prima presentazione del mio nuovo romanzo! 

Come leggete dalla locandina, la presentazione si terrà la prossima settimana, domenica 9 dicembre alle ore 19!



Non mancate!






Simona






mercoledì 28 novembre 2012

E poi le copie del tuo libro arrivano, ed è estasi pura.

Trepidazione in attesa delle prime copie del proprio libro. Poi l'emozione di vederle arrivare, il pacco grande che contiene le tue creature, l'eccitazione con cui afferri il coltello e commetti una carneficina di nastri duri a morire che ti separano di pochi secondi dal tuo libro in carne e ossa... anzi, in carta e inchiostro!
E dunque il pacco si apre, e loro sono lì e compaiono in tutta la loro bellezza, ordinate una sopra l'altra, ed è una sensazione strana che racchiude un sacco di emozioni, tutte belle. In questo preciso istante non c'è posto per malinconia, tristezza, cattivi pensieri. E' un momento felice: che peccato che non si possa protrarre all'infinito.
E non hai mai visto il tuo libro così "moltiplicato", prima di quel momento avevi solo visto l'immagine JPG sul PC, un'immagine singola. In questo scatolo invece quell'immagine si raddoppia, ci sono tante copertine, tanti titoli, tanti doppioni del tuo nome e cognome, tante sinossi e tante tue biografie, e vorresti abbracciarle proprio tutte, queste copie.
Invece ne prendi solo una, la prima che ti capita davanti agli occhi, una di quelle che stanno in superficie, la afferri con prudenza, quasi fosse di vetro e potesse rompersi se cadesse a terra, la guardi con ammirazione,  tocchi la copertina lucida e liscia, la accarezzi, apri le pagine e la prima cosa che fai, prima di sbirciare nell'interno, è sniffare ripetutamente l'odore di carta appena stampata. Estasi pura.
Poi sfogli le pagine, guardi il frontespizio, il codice ISBN, le indicazioni, i capitoli, i ringraziamenti, e infine inevitabilmente ti ritrovi a leggere qualche pagina e rivivere i momenti in cui lo hai scritto, e mentre leggi pensi "Chissà come arriverà al lettore" e "Non potrò mai leggere questo libro da vero lettore, in maniera distaccata, perché l'ho scritto io!".
Infine chiudi il libro, lo guardi da tutte le angolazioni, cerchi intorno a te altri sguardi di ammirazione (quello del tuo fidanzato e del tuo cane) e poi corri su Facebook ad avvisare tutti che finalmente "Quel ridicolo pensiero" è arrivato.
Il giorno dopo, alla luce del sole, prendi quasi tutte le copie, le stendi sul tavolo della cucina in posizioni strategiche, afferri la macchina fotografica con obiettivo stratosferico e scatti una carrellata di foto-ricordo.













Ops, un intruso! 





Simona






mercoledì 14 novembre 2012

"Quel ridicolo pensiero" sta per uscire + Città del Libro 2012 a Campi Salentina

"Quel ridicolo pensiero" è ormai in uscita. Mancano meno di dieci giorni alla data della sua uscita ufficiale (23 novembre) e, come al solito, mi ritrovo a "realizzarlo" così, da un momento all'altro, cadendo da una nuvola. Incredibile la relazione che intrattengo con il tempo. Non lo prendo mai seriamente, a volte mi sfugge dalle mani, poi lo ritrovo in una domanda (ieri mi è stato chiesto "Quando esce il nuovo libro?", quindi ho dovuto fare qualche conticino), in un lapsus di lucidità o su una pagina di calendario. Passa talmente in fretta che mi pare quasi incredibile. Ed è in questi momenti che mi ricordo di chi mi diceva: <<Preparati, ché dopo i 18 anni il tempo vola>>. 
Io ho compiuto 18 anni nel lontanissimo 2004, e non ci credo, non posso credere che siamo già arrivati al 2012. Ma tant'è. (Siamo nel 2012, no??? :P)

Insomma, siamo vicini alla data ufficiale dell'uscita del nuovo romanzo. Le spedizioni iniziano a partire dal 26 novembre, quindi tempo un paio di settimane e dovrei ricevere le mie copie fresche di stampa.
La copertina di "Quel ridicolo pensiero" mi piace assai di più rispetto a quella di "Jeans e cioccolato". Quando ho pubblicato il primo, ho passato un vero momento di crisi su quella copertina, non ne sono mai stata troppo convinta, volevo una copertina bellissima per il mio primo libro, ma non riuscii a trovarne una adeguata ai miei gusti, nonostante cercai per giorni interi. Quella scelta fu il risultato di un'ardua ricerca che non mi portò a buonissimi risultati. Non dico che "mi accontentai", ma ci andiamo vicini. Poi però piacque abbastanza ai miei lettori, e questo è l'importante!
L'immagine di "Quel ridicolo pensiero", invece, mi è piaciuta subito di più. Mi ha dato l'impressione di racchiudere, in un certo senso, il significato che io ho voluto dare al romanzo. Ho scelto stavolta il plastificato lucido per la copertina, mentre l'altra volta non ero rimasta molto soddisfatta del plastificato opaco. :P Insomma, piccoli dettagli che contribuiscono all'esperienza :).

Sono contenta all'idea di tenere per la prima volta tra le mani il nuovo romanzo. Penso che quello sia un momento a cui non ci si abitua mai, una di quelle emozioni che, ogni volta che arrivano, ti sembra di provare sempre per la prima volta.

Come al solito, sono priva di aspettative. Piena di obiettivi sì, ma priva di aspettative. Ho pubblicato un altro romanzo e quel che verrà sarà sempre e soltanto una sorpresa. Tutto è sorpresa per me, dato che non mi aspetto mai niente. E anche quando mi aspetto qualcosa, succede sempre più o meno il contrario di quello che mi aspettavo! Quindi, W la sorpresa e abbasso le aspettative!

Dal 21 al 25 novembre, comunque, si terrà una manifestazione fantastica sui libri qui nel mio Salento, precisamente in un paese in provincia di Lecce, a Campi Salentina. Si tratta della famosa "Città del Libro", Rassegna Nazionale degli Autori e degli Editori del Mediterraneo, arrivata ormai alla sua diciottesima edizione. E' da quando ho pubblicato che la punto, e quest'anno è finalmente arrivato il momento di parteciparvi! 


Avrei tantissimo voluto parteciparvi con il nuovo libro in realtà, ma questo non sarà possibile perché l'uscita ufficiale di "Quel ridicolo pensiero" avviene a ridosso della Fiera e non avrò con me le copie. Avremmo addirittura potuto presentarlo proprio in occasione della Fiera, perché nel programma della manifestazione sono sempre previste le presentazioni dei libri di nuova uscita. Peccato che "Quel ridicolo pensiero" non possa rientrare nel programma, e solo per pochi giorni di differenza!
Sarò comunque presente con "Jeans e cioccolato". Sarò accanto a un'Associazione Culturale - Artesottoilsole - che mette a disposizione il proprio stand a giovani autori salentini. Sono contenta d'aver colto questa occasione fantastica. Quest'anno la Città del Libro arriva come una specie di festa... perché nel mio piccolo sarò presente anch'io!
Non conosco ancora il numero dello stand dove sarò, né la posizione dove saremo collocati nel quartiere fieristico, ma so che sarò presente con "Jeans e cioccolato" il giorno di sabato 24, e io personalmente sarò allo stand per tutto il pomeriggio fino a sera.
Se avete piacere, ovviamente, venite a trovarmi! (Aggiornerò questa pagina, così che se per caso qualcuno si trovasse a passare da quelle parti e avesse voglia di conoscermi, saprebbe dove trovarmi di preciso!).

Buona giornata a tutti!





Simona


venerdì 26 ottobre 2012

Capacità e pigrizia non vanno di pari passo + Giveaway "Quel ridicolo pensiero"

Un esame finisce e un altro inizia, in un tram tram ormai consolidato di libri, fotocopie, dispense, riassunti e giorni di studio persi di fronte a Facebook
Tutto per una buona causa, ovvio. Per arrivare prima alla fine, per arrivare in tempo o quasi in tempo alla fine. Una corsetta a ostacoli che mi tiene viva e vegeta, dritta sino all'obiettivo.
Tuttavia, io non sono mai stata né mai sarò la brava ragazza che tanto mi piacerebbe essere, quella che sa stare col capo chino sui libri finché non ha finito di studiare. 
Io NON FINISCO MAI di studiare. Io non sto mai troppo col capo chino sui libri. Io so ritagliarmi i miei spazi - anche quando non dovrei. Io mi lascio le cose all'ultimo momento, sempre, categoricamente, obbligatoriamente, e a due giorni di distanza dall'esame mi ritrovo sempre a farmi la stessa identica domanda: <<Come diamine è potuto succedere che mi sia ridotta all'ultimo momento?>> 
S-E-M-P-R-E. 
Sembro ogni volta cadere dalle nuvole, un po' come ogni anno quando tra l'estate e l'inverno non so che scarpe indossare o quando entra l'ora legale e non ricordo mai se si dorma un'ora in più o un'ora in meno. 
Ma sembra che, dopotutto, io funzioni abbastanza bene anche con queste mancanze. Anche se, lo ammetto, sono dannatamente una che si accontenta. Ogni santa volta, per ogni cosa che faccio, so benissimo che potrei fare sempre di più. Ma non lo faccio.

L'uomo è un "animale di lusso", sa volere e sa potere in maniera davvero intensa. E' quell'intensità che io mi lascio spesso sfuggire, arrivando a fare sempre un po' di meno rispetto a quello che avrei potuto fare. 
E credo che questo sia un grande, grandissimo peccato.

Intanto, vi invito a partecipare al primo Giveaway dedicato al mio nuovo libro, dove ovviamente si vince una copia del romanzo con firma dell'autrice + segnalibro con frase d'autore.
Come al solito le regole sono semplicissime, ci sono un paio di MI PIACE da lasciare e la condivisione dell'evento. Nulla di eclatante. Correte su FB a darne una sbirciatina! ^^  http://www.facebook.com/events/487702917940606/






Simona




sabato 13 ottobre 2012

Ecco il mio nuovo romanzo: "Quel ridicolo pensiero"

Sono lieta stamattina di presentarvi il mio nuovo romanzo!




È stata, tra l'altro, una bella sorpresa arrivata nella mia posta elettronica l'altra sera, dopo un giorno abbastanza tormentoso trascorso di qua e di là.
Talmente presa sono da altri pensieri e progetti, che quasi quasi mi sfuggiva dalla mente il pensiero che sta per uscire il mio secondo romanzo! 
Vola, il tempo! Sta passando rapidamente, scandito dagli esami, e mi sembra davvero strano realizzare che siamo a metà ottobre. 

Il libro esce tra poco più di un mese, esattamente in data 26 novembre
A dicembre, quindi, sotto le luci natalizie, tornerò a fare le presentazioni, e stavolta presenterò due libri e non solo uno. Chissà che alla gente non faccia piacere ricevere sotto l'alberello un bel libro!! Si potrebbe pensare di comprare il libro di un esordiente da regalare ai propri amici e ai propri familiari, così da aiutarli a crescere.

Vi scrivo qui la SINOSSI:


Carina ha un ragazzo che la ama. La loro storia potrebbe dirsi perfetta, non fosse per il successo sul lavoro che, negli ultimi tempi, per lui sembra essere diventato una priorità. Quando un evento decisamente insolito si abbatte sulla sua vita e sembra farle dimenticare l’uomo che ama per avvicinarla a un’altra persona, Carina sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé.
Sarà un breve viaggio alla ricerca della verità che Carina intraprenderà con le sue pazze coinquiline e che le fornirà la risposta a tutti i dubbi che offuscano la sua mente.
Un romanzo che vuole comunicare l’importanza di saper scegliere, di saper dire no a quei “ridicoli pensieri” che spesso si insinuano nella mente senza chiedere il permesso, scombussolando l’equilibrio di una vita intera.

Vi anticipo che alla fine di questo mese lancerò un nuovo GIVEAWAY. Stavolta il Giveaway sarà dedicato al mio nuovo romanzo, quindi in palio vedremo una copia di "Quel ridicolo pensiero" :). Pensavo inoltre che se gli iscritti dovessero superare una certa quota (da stabilire), potrei anche inserire un secondo premio, ossia una copia di "Jeans e cioccolato", oppure una copia a scelta del vincitore, tra "Jeans e cioccolato" e "Quel ridicolo pensiero". Vedremo, vedremo! Tutto dipenderà dal grado di interesse dimostrato dal pubblico, in termini di iscrizioni al Giveaway! ^^

E ora lascio la base per ricominciare una nuova giornata all'insegna dello STUDIO. Sigh!

BUONA GIORNATA A TUTTI!

Simona 

lunedì 2 luglio 2012

Festa ufficiale della prima pubblicazione e... in arrivo anche la seconda!

A tutti un buon inizio di settimana! Sempre che sia effettivamente lunedì. (Fatemi controllare). 
Sì, il calendario mi conferma che è lunedì.
La settimana è incominciata con l'arrivo di Caronte, di cui si è sentito tanto parlare in questi giorni. Fa un caldo bestiale e mi sento tutta un fuoco!



Sabato si è tenuta la festa "ufficiale" della mia prima pubblicazione. Si è tenuta in una location mooolto particolare, dove effettivamente è un po' raro vedere presentazioni letterarie. Ma la mia non era esattamente una presentazione, era più una presentazione travestita da festicciola, con un buffet, amici e parenti e un'immensa torta a forma di libro. E' stato dunque il comando Scuola di Cavalleria di Lecce (Caserma militare Zappalà) a ospitarci, e in particolare i prestigiosi locali adibiti a sale convegno e il Museo Storico. Una location decisamente speciale, con quel tocco di eleganza e di classe che ha dato valore all'intero evento. 
Non ci siamo serviti di un relatore, perché come relatore avevo il mio Tenente, che ha introdotto il mio discorso, un discorso forse prolungatosi troppo tra l'emozione e la voglia di dire tante cose. Dalla sala dove abbiamo chiaccherato del libro, ci siamo poi spostati nella grande sala del buffet, dove ci attendeva anche un bancone con tutte le copie del libro, il famoso bancone che non può mancare e dietro al quale, alla fine della serata, mi sono deliziata a scrivere tante dediche!
E' stata una bella serata, invitato interessante e interessato e sono tornata a casa con  le mie belle soddisfazioni. 

Una in particolare: l'affetto e l'amore che il mio ragazzo ci ha messo nell'organizzazione della festa. E' trapelato da ogni cosa, da ogni cosa fosse presente quella sera. E io non l'ho ancora saputo ringraziare a dovere. 
La pubblicazione di questo libro, come ho spiegato abbondandemente anche nel corso del mio discorso, ha rappresentato la realizzazione del mio sogno nel cassetto: regalandomi questo meraviglioso evento, il mio ragazzo mi ha permesso di conservare un ricordo fantastico e indimenticabile di questo eccezionale avvenimento della mia vita.

A proposito di pubblicazione, ho aspettato la serata della festa per annunciare ufficialmente anche una recente novità: a novembre prossimo esce il mio secondo romanzo! Come qualcuno di voi probabilmente ricorderà, nel mese di febbraio avevo scritto un romanzo e lo avevo intitolato "Quel ridicolo pensiero". L'ho poi sottoposto immediatamente a valutazione, ricevendone un altro esito positivo, sempre dalla casa editrice con cui ho pubblicato il primo.
Mi piace moltissimo l'idea che la pubblicazione di "Quel ridicolo pensiero" avverrà a fine novembre, perché questo vuol dire che la promozione del libro avverrà sotto le luci natalizie, immersa nella meravigliosa e incantata atmosfera del mese di dicembre! 

Anche se non avessi adesso l'opportunità di pubblicare, chiaramente continuerei a scrivere, perché scrivere mi serve, ne ho bisogno, mi completa e mi appaga. Ma sapendo che pubblicherò ancora, è inevitabile scrivere un po' anche per gli altri. Non sarò certamente letta da migliaia di persone come avviene per i grandi scrittori, ma anche se  i miei lettori si contassero su un palmo di mano, anche per loro varrebbe la pena scrivere. Anche se fossi in grado di trasmettere un'emozione per due lettori a numero, anche soltanto per loro varrebbe la pena scrivere. 
Continuo sempre a scrivere, quindi, prima di tutto per me stessa e poi per tutti coloro che hanno saputo apprezzarmi fino a questo momento. 

Grazie a tutti quanti!



Simona Giorgino
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