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| Navigli |
Gli addii non hanno mai fatto per me, i periodi che si concludono, i saluti, specie se definitivi, le situazioni che passano, le fasi che si chiudono. Che tristezza immensa le cose che finiscono!
Com'è strana ed esaltata questa vita vissuta così, invischiata con le emozioni e con le sensazioni. Di una fase, così come di un posto, mi rimane dentro ogni cosa: i rumori, i suoni, gli odori, i colori. Mi entrano dentro e si fossilizzano lì, sino a diventare tutt'uno con me. Vivo al di sopra delle righe, per poter assaporare meglio ogni cosa. Vivo sentendo, perché senza sensazioni non so come si viva. Vivo attraverso gli occhi, il naso, le orecchie, sento, inspiro, annuso, osservo, ascolto. Mi lascio assorbire dalle più piccole particelle che si muovono nell'aria.
Può anche non essere successo niente di esaltante - e in realtà tutto è stato esaltante qui - può anche essersi susseguita semplice vita quotidiana, ma di ogni piccolo istante mi rimangono dentro frammenti, di ogni luogo visitato, di ogni angolo di metropolitana, di ogni negozio dove ho fatto compere, di ogni parco e di ogni strada mi rimangono scene e ricordi.
Mi fa persino tristezza il pensiero di essere stata in tantissimi luoghi per un'ultima volta senza che allora me ne rendessi conto. Alcuni di quei posti li rivedrò ancora, solo una volta, e avrò modo di salutarli a dovere, ma molti altri non li rivedrò mai più se non nei miei ricordi.
La nostalgia che provo oggi è disarmante. Provo nostalgia per ogni cosa, persino per le rumorose macchine dell'AMSA che maledicevo quando mi svegliavano di mattina presto!
Milano ha significato tantissimo per me, hanno significato tanto tutte le persone che ho incontrato, tutti i posti che ho visitato e in cui ho vissuto, tutte le cose che ho fatto in questi due anni.
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| Il tram 15: uno dei tanti "simboli" della mia esperienza milanese |
Ma forse il vero significato che questa città ha avuto per me, comunque, lo capirò solo più in là, quando mi sarò "riassettata" a casa mia, in Puglia, quando sarò tornata alla mia routine salentina. Solo allora forse potrò riguardarmi indietro, a mente fresca, e tirare le somme. E spero che allora riuscirò anche a far pace con i miei sentimenti contrastanti, e a rimettere in ordine tutte queste emozioni che mi si sono aggrovigliate dentro in modo disordinato. E non spero che tornare alla routine salentina mi aiuti a dimenticare Milano - non è ciò che voglio e sarebbe comunque impossibile - ma almeno che mi faccia mitigare questo sentimento estremo, esaltante, viscerale che provo per Lei.
Mi ritornano incalzanti scene di ovunque io sia stata, come se volessi inglobare questa esperienza in un collage di ricordi e rievocazioni. Milano è "tanta roba". Milano è una scheggia che mi si è conficcata nel cuore e non c'è verso di farla venire via!
Simona


