Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

Visualizzazione post con etichetta propositi di vita. Mostra tutti i post
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lunedì 25 settembre 2017

Mi manca scrivere... e voglio già ricominciare!

Mi manca "Sei dove sussulta il cuore". Mi mancano i giorni in cui ancora non sapevo che titolo avrebbe avuto, i giorni in cui non era ancora concluso. Mi manca alzarmi con la voglia sfrenata di buttarmi a capofitto fra le sue pagine e non sapere che cosa sarebbe successo di preciso ai miei personaggi, quel giorno. Mi manca scrivere, tradurre in parole le idee e i pensieri, creare i dialoghi, descrivere i luoghi e i sentimenti. Mi manca dar voce ai personaggi, farli innamorare, piangere e sentire appagati. Mi manca giocare con i futuri lettori, creando situazioni di suspense o sorprese inattese.
Ho pubblicato da pochi giorni e già vorrei ricominciare a scrivere come un'ossessa! Una nuova storia, dei nuovi personaggi, una nuova ambientazione. Almeno prima che gli impegni di lavoro mi travolgano fino a non farmi respirare, perché è allora, poi, che la possibilità di scrivere mi abbandona. Il lavoro mi assorbe in toto e non mi lascia spazio per la stesura di romanzi. Posso scrivere dei post sul blog, dei racconti brevi che si possono concludere nel giro di una giornata, questo sì e senza problemi, ma non romanzi lunghi che ti impegnano per settimane. Per i romanzi lunghi ho bisogno di non avere altro per la testa e di non avere impegni di nessuna natura. Quando scrivo un libro dobbiamo essere solo io e lui, a tu per tu, senza terzi che mi distolgano l'attenzione dalle sue pagine. Quando scrivo un libro voglio che quello sia il mio unico obiettivo. Un libro mi prende a tal punto da alienarmi dal mondo e dalla vita. Perché quando scrivo io non esisto più, se non in funzione della storia che sto creando. Nei giorni della scrittura la mia fantasia e la mia mente prendono le ali e volano lontanissimo, sino a diventare un punto irraggiungibile al di là dell'orizzonte.





Simona




lunedì 12 giugno 2017

Il Richiamo di Giugno


La fine degli impegni scolastici porta a un'interessante apertura alla vita, all'arte e alla creatività. Anni lavorativi importanti come quello che sta per concludersi, vissuti intensamente come li vivo io, ti tengono ancorata agli impegni e lasciano che le emozioni, i sentimenti, l'arte, la creatività rimangano assopiti per impossibilità di concretizzazione e mancanza di tempo, per poi esplodere improvvisamente a giugno. Giugno: il mese in cui, per un insegnante, nonostante gli impegni lavorativi non siano di certo ancora finiti, la mente comincia a schiarirsi e il cuore ad alleggerirsi e a riaprirsi alla libertà, il mese in cui ci si guarda avanti e non si vedono più soltanto alunni, libri, lesson plans, verifiche, consigli di classe, verbali, corsi di formazione, riunioni, collegi e - se ti va bene! - "qualche" consiglio di classe straordinario, ma si cominciano a vedere anche tutte quelle cose che durante l'anno lavorativo sembravano essersi disperse chissà dove. 
In realtà erano solo state poste temporaneamente in fondo allo scaffale, per giuste ragioni, perché la priorità apparteneva a qualcun altro. Quelle cose che, pur essendo piccole, adesso sembrano grandi e immensamente belle! Cavolate come leggere un libro in tutta libertà, senza il pensiero che domani dovrai terminare il present perfect o il first conditional o la lezione sulla globalisation, senza il pensiero della sveglia che suona alle 6:30, senza il pensiero che domani sarà il lunedì di apertura di una nuova intensa settimana dalla quale non sai che cosa aspettarti, perché può sempre capitare l'imprevisto. Giugno diventa, per un insegnante, la possibilità di allungare la mano verso il fondo dello scaffale, dove erano state riposte momentaneamente le proprie passioni, alle quali per ovvie ragioni non ci si è potuti dedicare appieno. 

Così con l'arrivo di giugno ho sentito esplodere in me moltissime emozioni, e sono talmente tante e intense che stanno venendo fuori tutte contemporaneamente e assumendo diverse forme: voglia di scrivere, di creare oggetti col DIY, di realizzare un terrazzino coi fiocchi, facendone un piccolo angolo di paradiso per la mia casa leccese. Tutte cose che farò da qui a breve!

L'idea di scrivere un nuovo romanzo mi perseguita già da mesi, ma non mi ci sono mai potuta cimentare per via, appunto, degli impegni scolastici. Quest'estate - la prima estate, oltretutto, di totale abbandono e vacanza (le estati scorse sono state sempre all'insegna dello studio: studio per accedere al TFA, studio per abilitarsi, studio per superare il concorso: quest'anno mi prendo la mia bella rivincita e mi godo l'estate che non mi sono potuta godere gli anni scorsi!) - vorrei scrivere un nuovo romanzo, o comunque scrivere, scrivere senza pormi nessun obiettivo, scrivere solo per il gusto di farlo, per la necessità di mettere nero su bianco tutte le emozioni che mi si sono accumulate dentro, per l'esigenza, come al solito, di dare alle parole il compito di scrutarmi dentro sin nel profondo. Ho voglia di inventare una storia, dei personaggi, e dare loro un carattere, una mentalità, un modus vivendi che poi, magari, assomiglia un po' al mio, o a quello che vorrei fosse mio. Insomma, personaggi che, in un modo o nell'altro, incarnano i miei pensieri e i miei desideri.

Dipinto di Johan Messely
Oltre alla scrittura, poi, vorrei dedicarmi all'arredamento della casa, specialmente del terrazzino del mio attico leccese. Anche questo è un pensiero fisso che mi porto dentro da mesi, ed è chiaro il nesso con il fatto che quest'anno io debba lasciare per sempre Milano. 
Milano mi ha conquistata da ogni punto di vista, e scriverò di sicuro un post dedicato solo a Lei, perché se lo merita; ma fra le tante cose che amo di Lei, una cosa per me essenziale, fondamentale, vitale, è l'assidua presenza di verde, l'esistenza di parchi, parchi ovunque, parchi immensi, parchi curati e pieni di verde. Anche sui parchi potrei scrivere un post a sé (di mille cose potrei scrivere un post a sé, tante sono le emozioni che mi esplodono dentro!), ma in questa sede mi è sufficiente dire che il verde, i fiori e i parchi sono per me imprescindibili e vitali, e che non so come farò a vivere senza (perché purtroppo Lecce - per quanto io la ami e per quanto sia meravigliosa - non ha molto verde da offrire, e questa cosa mi frantuma il cuore). E io credo sia proprio per questo motivo che ho sviluppato, nei mesi, una voglia irrefrenabile di arredare il terrazzino leccese a mo' di "giardino verde e fiorito", perché sapevo che presto avrei dovuto salutare Milano (e i parchi immensi che mi hanno accolta ogni giorno e a ogni ora di tutti questi mesi). Probabilmente creare un "giardino verde" è un po' il (forse triste ma anche disperato) tentativo di portare un po' di Milano a casa mia, il tentativo di creare il mio "piccolo parco personale". Su un attico, e su un terrazzo, è chiaro che non sia possibile realizzare chissà che, ma in una futura casa non sarà così, lo giuro, perché una futura casa non sarà neanche acquistata se non avrà un giardino!

Parco Sempione, Milano
Ecco insomma che sono "pronta" per tornare giù, non appena gli ultimi impegni scolastici saranno conclusi. Ma dire che sono pronta per salutare Milano non è esattamente corretto: credo di non aver ancora del tutto realizzato che stia per succedere davvero. Ma lo sapevo già: Milano per me era solo di passaggio. Non c'è nulla che mi leghi a questa città e che mi spinga a restare: la mia vita intera è in Puglia, compreso il lavoro, dal momento che, con la vincita del concorso, mi sarà presto assegnata di ruolo una qualche cattedra pugliese. Però a Milano ci lascio un pezzo di cuore, ma questa è un'altra storia (che non può certo ridursi a due righe). 
E allora sì, ci siamo: sto per tornare all'ovile. E la persona che tornerà giù non sarà certamente la stessa che è salita a Milano lo scorso anno. Perché le esperienze, di qualunque genere siano, ti plasmano, ti rinnovano, ti insegnano tante cose, ti cambiano, e ti danno sempre la possibilità di migliorare. Ho imparato tanto da tutto e da tutti, da ogni singolo momento, da ogni singola persona, da ogni singolo alunno, da ogni minimo metro calpestato nei corridoi e nelle aule di quell'istituto a Lampugnano. Ma anche questa è un'altra storia! 







Simona



lunedì 7 aprile 2014

In attesa di "denudarsi" per l'estate!

Strano: proprio quest'anno che, per via di un intenso impegno lavorativo, sarò occupata per l'intera stagione estiva da mattina a sera, io non vedo l'ora che arrivi l'estate!
Ho avuto, fino a ora, estati libere e spensierate in cui avrei potuto godermi il mare, la spiaggia, il sole e, per qualche ragione che ora mi sfugge, non l'ho fatto. Ho lasciato le estati passare insipide, senza essermi concessa vacanze o essermi goduta il mare. 
L'estate 2014, invece, per me semplicemente non esisterà, ma il bello è che sono felice così! Anzi, forse sono felice di più così! 
Non mi sento più una tipa particolarmente estiva. Quando arriva l'estate me ne stanco in fretta, specie se non ho granché da fare. Mi piacciono decisamente di più l'autunno e la primavera, le mezze stagioni. Suonerà anche insapore, insignificante, ma per me adesso è così. Perciò sono più contenta di avere concretamente qualcosa da fare per tutta la stagione, magari con un solo giorno di riposo, e godermi quello in santa pace ma poi lavorare per il resto della settimana! Sarà l'entusiasmo per questa esperienza lavorativa, sarà che ho voglia di fare cose nuove, di cambiare la mia routine, ma non vedo l'ora che arrivi quel momento!

Inoltre non vedo l'ora di togliere cappotti e maglioni e cominciare a scoprire finalmente le gambe, il corpo, i piedi! Ho acquistato due vestiti di recente, naturalmente per la nuova stagione, e aspetto impaziente l'ora di indossarli! 

Il mio negozio di abbigliamento preferito rimane H&M. Ma ho anche rivalutato tantissimo PROMOD: vi ho trovato troooooppe cose carine lì ultimamente. 

Dunque ho acquistato:




Questo vestitino viene da H&M, e lascia davvero senza parole. In vita è strettissimo che più stretto non si può, la gonna cade larga, e la foto vi assicuro che non rende giustizia al COLORE. Quell'azzurro nella realtà è luminosissimo, bellissimo, mozzafiato. Direi che in foto sembra perfino un colore diverso! 
Il vestito ha una vestibilità eccellente, il materiale è resistente, si chiude con una cerniera dietro. Adoro particolarmente i vestiti che cadono larghi mentre in vita sono strettissimi: promosso a pieni voti!


Da Promod invece ho comprato questo:



La modella lo indossa "naturè", bello lungo, a mo' di tunica. Io, in realtà, che invece non amo il lungo e che così non lo indosserei MAI, ci aggiungerò una cinta che stringe la vita e che lo rende decisamente più corto e più giovanile! 
Mi sono innamorata subito di questo vestito, perché ne adoro la fantasia orientale e il materiale, morbidissimo e leggero. Anche in questo caso vi assicuro che la foto non rende giustizia ai colori, che dal vivo sono uno spettacolo. 
Questo vestito lo ritengo adatto per ogni occasione, anche (e forse soprattutto) per il lavoro, è comodo e confortevole. L'altro, invece, mi sembra più adatto per la serata, o per qualche uscita particolare.

Da H&M ho anche preso un top corto in jersey simile a questo che segue. Il mio in realtà è nero con grandi fiori colorati. Adoro questo genere di top, si sposano benissimo con una gonna a vita alta!





Diverso tempo fa invece ho acquistato questo vestitino maxi colorato dal sito New Look, negozio online fra i miei preferiti, insieme a una cinta dello stesso stile. Lo amo moltissimo: guardate che colori caldi, che fantasia! È fresco e morbidissimo!




Insomma, come fare adesso a resistere alla tentazione di indossare tutte queste cose nuove? È una tortura, ma bisogna resistere sino a che le temperature non ci permetteranno di denudarci :D!

Voi avete già fatto qualche acquisto per l'estate?



Ciaooooooo!





Simona




giovedì 7 novembre 2013

Quando l'ispirazione arriva...


Ed è anche così, in attesa che il tuo ragazzo esca da un negozio, che l'ispirazione ti coglie in pieno. 
Mentre aspettavo in macchina, ho aperto lo Smartphone e ho messo su la splendida melodia di Giovanni Allevi, Back to life, che mi ha letteralmente aperto un mondo. La canzone è legata a dei ricordi di qualche anno fa, ricordi non particolarmente intrisi di significato per la mia vita, ma che mi hanno invece dato l'idea per un nuovo romanzo. Potrebbe nascere una storia carina, chi lo sa. Vorrei provarci, soprattutto adesso che non ho granché da fare. La tesi è ormai conclusa da diverso tempo, sono in attesa di conoscere la data della mia discussione, che avverrà ai primi di dicembre, e niente. Potrei iniziare un nuovo romanzo, anche se ho finito di scrivere l'ultimo solamente due mesi fa! Ma quando l'ispirazione arriva...  come fare a tenerla a bada? Ieri sera stessa mi sarei messa a scrivere, con Allevi nelle orecchie! 

Scrivere è una magia. Amo lasciar correre la fantasia, creare storie a partire da zero, sentirmi partecipe di una vita che in realtà non mi appartiene. Sentire di poter dire e fare cose che probabilmente nella vita reale non direi e non farei mai. La fantasia non ha limiti, e in quel posto magico la paura non esiste.





Simona


lunedì 7 ottobre 2013

Da ottobre a Natale il passo è breve.

Mi trovo nella fase "scrivere le pagine conclusive della tesi di laurea". 
Così, dopo il romanzo, si termina anche la tesi che,
a dirla proprio tutta,
aveva la priorità rispetto al romanzo! :P
Ma... chi andava a dirlo all'intensa ispirazione
da cui sono stata investita?
Mi trovo poi nella fase "decidere che cosa fare del romanzo appena concluso".
Qualche idea c'è, e non posso anticipare nulla.
E poi mi trovo nella fase "amo l'autunno". 
Mi lascio affascinare da immagini come queste...



...e dai loro stupendi colori. 
Vorrei essere in qualcuno di questi posti, lungo qualche infinito viale alberato.
E fra poco tempo incomincerò anche a lasciarmi affascinare
da certe evocative foto di paesaggi innevati.
Sta per arrivare Natale, vero?




Simona





martedì 18 giugno 2013

- 3 settimane!

Ultime tre settimane di studio: interminabili, tuttavia. 
Il caldo ha deciso di manifestarsi potentemente proprio in questi giorni, contribuendo al mio già avviato processo di esaurimento energetico. Non ho più energie in corpo e nella mente, capacità di concentrazione pari a 0, voglia di stare ancora sui libri pari a -572, voglia di relax pari a +6453. 
Tre settimane, SOLO tre settimane. Passano in fretta, ce la posso fare.
A una settimana dalla fine inizierò un confortante conto alla rovescia.

Le prime cose che farò nel post-esami:
- correrò in un centro benessere per festeggiare rilassandomi! Percorso SPA, massaggi, docce emozionali, e non può mancare il mio adorato bagno turco!
- mi concederò qualche uscita con le amiche, che per forza di cose ho dovuto trascurare.
- mare, mare, mare!
- scriverò un nuovo libro! Prima di immergermi completamente nello studio, ero già arrivata a metà di un nuovo romanzo, ma non so se ho voglia di riprendere in mano quello. In realtà mi ispira di più incominciarne uno da zero. 
- riprenderò in mano i libri, non più per gli esami, ma per altre attività di formazione: non si finisce mai di studiare!
- continuerò a inviare CV a destra e a manca.
- concluderò la tesi di laurea, ma mi preoccupa poco, avendola già iniziata. 
- scriverò le recensioni che avevo promesso ad alcuni autori.
- mi dedicherò di più a me stessa, prendendo d'assalto negozi di abbigliamento (H&M!), centri estetici e saloni per parrucchieri. 
- mmm, vorrei anche prendere a correre, qualche mattina... ma su questo mi concedo la facoltà di non fare promesse :P!



Simona





martedì 1 gennaio 2013

I miei auguri per un felice 2013!





Il mio augurio per il 2013 (e per ogni anno a venire) 
è di non restare in attesa che l'anno nuovo porti serenità, 
come se aspettassimo la mela cadere dall'albero, 
come se aspettassimo l'arrivo di eventi a migliorare la nostra vita, 
fermi nel punto in cui siamo.
Il mio augurio invece è di riuscire innanzitutto
a riconoscere il potere che è dentro ciascuno di noi,
scoprire nostre stesse capacità 
di cui non eravamo certi o al corrente,
credere nella propria persona -
ora leggendosi dentro, ora ammirando i risultati -
e restare stupiti di fronte a ciò che non ci aspettavamo.
Partire o ri-partire da se stessi,
fare del proprio essere il punto di partenza
di un viaggio più bello. 
Il mio augurio è quindi di trovare la forza, il coraggio di osare, 
la volontà di muoversi, di spostarsi, dinamismo e movimento, 
l'augurio di trovare l'interruttore che accende la lampadina che è in ogni uomo, 
e fare luce all'intera persona. 
Auguro a tutti anni di consapevolezza di sé, 
di sicurezza, di amor proprio e quindi di amore per gli altri, 
anni di determinazione, di raggiungimento di obiettivi, 
di soddisfazione personale, di sogni che si realizzano, 
di percorsi chiari e nitidi, 
di risposte ritrovate e di domande risolte. 
Auguro che ci si ritrovi a dire: 
<<Apperò, è stato più facile di quanto credessi!>>




Simona Giorgino






martedì 20 novembre 2012

21-25 Novembre - Campi Salentina in fiera - CITTA' DEL LIBRO 2012


Domani ha inizio la manifestazione dedicata ai libri più famosa del mio Salento, la Città del Libro, arrivata alla sua diciottesima edizione, e si terrà presso il Quartiere Fieristico di Campi Salentina (LE), facilmentissimamente raggiungibile seguendo le indicazioni per la zona industriale! 

Arriva come una festa, sebbene il tempo nuvoloso e piovoso di questi giorni non la stia accogliendo a dovere. Ma arriva comunque come una festa, gli animi si colorano, soprattutto quelli degli amanti dei libri e della lettura, un po' meno si colorano gli animi di chi non ama leggere e deve comunque trascinarsi in fiera (ogni riferimento è puramente casuale)!
Per me quest'anno lo è, sì, una festa, perché vi partecipo anch'io con il mio primo romanzo "Jeans e cioccolato" - peccato non aver potuto partecipare anche con "Quel ridicolo pensiero", perché uscirà nei giorni immediatamente successivi alla fiera!! Argh! - ma non voglio ripetere quello che avevo già avuto modo di raccontarvi con questo post. 
Infatti oggi vi scrivo solo per darvi gli ultimi aggiornamenti.

Come molti sapranno, la manifestazione inizia domani e si conclude domenica 25, per la bellezza di ben cinque giorni di fiera! La Città del Libro, a detta di chi ci è stato gli scorsi anni e anche di chi la organizza, non è mai durata così tanto. E' dunque una bella notizia per i lettori e per chi ama immergersi nel mondo dei libri!
La manifestazione è dedicata a autori e editori, ci saranno un sacco di stand pieni di libri, stand occupati da case editrici, altri occupati da associazioni culturali, il programma è vasto e varia dalle presentazioni di romanzi di nuova uscita (argh, per un pelo non posso prendervi parte io con "Quel ridicolo pensiero"!) a convegni, dialoghi con personaggi interessanti, proiezioni di film e documentari, incontri con fotografi e molto altro ancora!

Trepidazione, vera trepidazione. Una bella manifestazione, e io la immagino pullulante di vita!

Per gli autori esordienti che vi prendono parte in qualche modo, la manifestazione può anche decisamente essere una bella occasione per fare incontri importanti, per conoscere editori o persone che in qualche modo possono contribuire alla promozione delle nostre pubblicazioni. 

Per quanto riguarda me, "Jeans e cioccolato" sarà presente con l'Associazione culturale "Artesottoilsole", che occuperà lo stand numero 46. Le copie saranno disponibili per tutti e cinque i giorni della manifestazione e soprattutto A UN PREZZO SPECIALE, mai visto prima, pensato appositamente per la fiera! Io personalmente sarò presente allo stand nel pomeriggio di sabato 24, ma con ogni probabilità non mi lascerò sfuggire l'occasione di esserci anche in altri giorni, perché nel programma ho adocchiato sin troppi titoli interessanti e mi piacerebbe davvero tanto seguire diverse presentazioni!

Vi terrò aggiornati sull'andamento della fiera! Io... non vedo proprio l'ora di andarci!! 



Simona




mercoledì 14 novembre 2012

"Quel ridicolo pensiero" sta per uscire + Città del Libro 2012 a Campi Salentina

"Quel ridicolo pensiero" è ormai in uscita. Mancano meno di dieci giorni alla data della sua uscita ufficiale (23 novembre) e, come al solito, mi ritrovo a "realizzarlo" così, da un momento all'altro, cadendo da una nuvola. Incredibile la relazione che intrattengo con il tempo. Non lo prendo mai seriamente, a volte mi sfugge dalle mani, poi lo ritrovo in una domanda (ieri mi è stato chiesto "Quando esce il nuovo libro?", quindi ho dovuto fare qualche conticino), in un lapsus di lucidità o su una pagina di calendario. Passa talmente in fretta che mi pare quasi incredibile. Ed è in questi momenti che mi ricordo di chi mi diceva: <<Preparati, ché dopo i 18 anni il tempo vola>>. 
Io ho compiuto 18 anni nel lontanissimo 2004, e non ci credo, non posso credere che siamo già arrivati al 2012. Ma tant'è. (Siamo nel 2012, no??? :P)

Insomma, siamo vicini alla data ufficiale dell'uscita del nuovo romanzo. Le spedizioni iniziano a partire dal 26 novembre, quindi tempo un paio di settimane e dovrei ricevere le mie copie fresche di stampa.
La copertina di "Quel ridicolo pensiero" mi piace assai di più rispetto a quella di "Jeans e cioccolato". Quando ho pubblicato il primo, ho passato un vero momento di crisi su quella copertina, non ne sono mai stata troppo convinta, volevo una copertina bellissima per il mio primo libro, ma non riuscii a trovarne una adeguata ai miei gusti, nonostante cercai per giorni interi. Quella scelta fu il risultato di un'ardua ricerca che non mi portò a buonissimi risultati. Non dico che "mi accontentai", ma ci andiamo vicini. Poi però piacque abbastanza ai miei lettori, e questo è l'importante!
L'immagine di "Quel ridicolo pensiero", invece, mi è piaciuta subito di più. Mi ha dato l'impressione di racchiudere, in un certo senso, il significato che io ho voluto dare al romanzo. Ho scelto stavolta il plastificato lucido per la copertina, mentre l'altra volta non ero rimasta molto soddisfatta del plastificato opaco. :P Insomma, piccoli dettagli che contribuiscono all'esperienza :).

Sono contenta all'idea di tenere per la prima volta tra le mani il nuovo romanzo. Penso che quello sia un momento a cui non ci si abitua mai, una di quelle emozioni che, ogni volta che arrivano, ti sembra di provare sempre per la prima volta.

Come al solito, sono priva di aspettative. Piena di obiettivi sì, ma priva di aspettative. Ho pubblicato un altro romanzo e quel che verrà sarà sempre e soltanto una sorpresa. Tutto è sorpresa per me, dato che non mi aspetto mai niente. E anche quando mi aspetto qualcosa, succede sempre più o meno il contrario di quello che mi aspettavo! Quindi, W la sorpresa e abbasso le aspettative!

Dal 21 al 25 novembre, comunque, si terrà una manifestazione fantastica sui libri qui nel mio Salento, precisamente in un paese in provincia di Lecce, a Campi Salentina. Si tratta della famosa "Città del Libro", Rassegna Nazionale degli Autori e degli Editori del Mediterraneo, arrivata ormai alla sua diciottesima edizione. E' da quando ho pubblicato che la punto, e quest'anno è finalmente arrivato il momento di parteciparvi! 


Avrei tantissimo voluto parteciparvi con il nuovo libro in realtà, ma questo non sarà possibile perché l'uscita ufficiale di "Quel ridicolo pensiero" avviene a ridosso della Fiera e non avrò con me le copie. Avremmo addirittura potuto presentarlo proprio in occasione della Fiera, perché nel programma della manifestazione sono sempre previste le presentazioni dei libri di nuova uscita. Peccato che "Quel ridicolo pensiero" non possa rientrare nel programma, e solo per pochi giorni di differenza!
Sarò comunque presente con "Jeans e cioccolato". Sarò accanto a un'Associazione Culturale - Artesottoilsole - che mette a disposizione il proprio stand a giovani autori salentini. Sono contenta d'aver colto questa occasione fantastica. Quest'anno la Città del Libro arriva come una specie di festa... perché nel mio piccolo sarò presente anch'io!
Non conosco ancora il numero dello stand dove sarò, né la posizione dove saremo collocati nel quartiere fieristico, ma so che sarò presente con "Jeans e cioccolato" il giorno di sabato 24, e io personalmente sarò allo stand per tutto il pomeriggio fino a sera.
Se avete piacere, ovviamente, venite a trovarmi! (Aggiornerò questa pagina, così che se per caso qualcuno si trovasse a passare da quelle parti e avesse voglia di conoscermi, saprebbe dove trovarmi di preciso!).

Buona giornata a tutti!





Simona


martedì 13 novembre 2012

L'arte è il pane dell'anima. Riflessioni + presentazione linea di accessori femminili firmati Hanul

Oggi non ho nuove conversazioni da farvi leggere, ma vi rimando volentieri a una "vecchia" conversazione avuta con HANUL [Cliccate qui per leggere l'intervista], perché oggi ho intenzione di parlarvi ancora di questo nuovo marchio e dell'artista che si nasconde dietro questo nome.
L'artista in questione è mia sorella, Daniela Giorgino, ma non è assolutamente per il nostro grado di parentela che ve ne parlo. E va be', un occhio di riguardo c'è ed è normale, ma mi ero proposta da diverso tempo di scrivere un post sulle creazioni artigianali e mi sembra più che naturale partire proprio da lei, visto che è l'artista a me più vicina e quella da cui, tra l'altro, proviene l'input principale.
Devo dire che Facebook, inoltre, è stato ed è un ottimo mezzo attraverso cui venire a conoscenza di tante persone che si dedicano a questi deliziosi lavori manuali. Ne fanno di diversi e realizzano un'ampia gamma di prodotti, tutti originali e fuori dagli schemi. Il bello del lavoro manuale e artigianale è proprio la sua rarità, la sua diversità rispetto a tanta merce commerciale che esce fresca dalle fabbriche, tutta uguale, senza imperfezioni e senza colore.

Prima che mia sorella si mettesse all'opera con le sue mani e lasciasse fuoriuscire questa sua passione innata, io non guardavo alle creazioni artigianali con gli stessi occhi di adesso, ero decisamente meno attenta. Non era questione di non apprezzare, era questione di non vedere proprio, di non conoscere, di non aver modo di apprezzare, di non avere l'opportunità di toccare con mano, di non avere sotto agli occhi qualcuno che me la facesse vedere. Daniela mi ha aperto un mondo che conoscevo solo alla lontana, e me lo ha aperto proprio lì, sotto ai miei occhi. 
Questo mi porta anche a riflettere su quanto sia triste che si vengano spesso ad approfondire le cose solo quando le si hanno vicine o quando vengono a bussare alle nostre porte. Mi lascia anche riflettere, però, sulla necessità per i piccoli artisti di farsi conoscere, di arrivare al cuore della gente, di usare a questo scopo i mezzi giusti, il coraggio di osare e di aprirsi al pubblico. 
Vorrei aver aperto gli occhi sull'arte manuale ancor prima che mia sorella iniziasse a lavorare in questo settore e mi ritrovo a domandarmi allora quanta arte ci sia ancora che io non riesco a vedere e che, di conseguenza, non posso apprezzare. Quanta arte che non incontrerò mai, quanti artisti che non si lasceranno mai conoscere abbastanza, arte anche dall'altra parte del mondo che non ha i mezzi giusti attraverso cui venire alla luce e magari rimane nascosta sotto a un velo che ne cela la bellezza. 
L'arte è un dono non solo per chi la offre, ma anche per chi la riceve. C'è bisogno di arte nella vita, c'è bisogno di immaginazione, di creazione, di fantasia. Questo tipo di arte con cui lavorano Daniela e molti altri artisti è un dono per gli occhi, e l'arte in generale, in qualsiasi sua forma, è una specie di pane per l'anima. 
Gli artisti, dal canto loro, e di qualsiasi natura essi siano, quando scoprono di avere dentro di sé quel "dono speciale", devono fare in modo di farsi vedere, e non per vanto o per altro: perché dell'arte, ripeto, non hanno bisogno soltanto loro che la fanno. Le loro capacità sono un'opportunità di arricchimento per chiunque. 

Daniela, o meglio Hanul, per usare il nome del suo marchio, ha iniziato a lavorare con piccoli oggetti per la casa, vassoi fatti con decoupage o dipinti, quadri, contenitori, portachiavi, oggetti di diversa natura, per poi iniziare quasi subito anche il restyling di vecchi mobili, lavorando con lo stile Shabby Chic e similari e, infine, Hanul inizia anche a cimentarsi nella creazione di una linea tutta al femminile, accessori come scarpe, borse, gioielli da indossare e anche molti altri oggetti che vedranno la luce molto presto. 
I risultati sono sorprendenti e fanno pensare che Daniela si fosse già impelagata precedentemente nella creazione di accessori. In realtà questo non è vero, è la prima volta che si cimenta in questo tipo di lavorazione, e a me sembra che Daniela riscopra giorno dopo giorno risorse che teneva nascoste chissà dove in fondo al suo spirito, a volte sembra perfino non accorgersene e poi ecco che esce fuori con una nuova creazione che non aveva mai sperimentato prima. 
Hanul sta decisamente ampliando i suoi orizzonti.

Volevo quindi farvi vedere il primo accessorio della nuova linea femminile venuto fuori da questa "esplosione di creatività". Si tratta di un paio di scarpe, un decolleté molto delicato, che riporta la variazione di un famoso dipinto contemporaneo. Ho avuto modo io stessa di fare qualche scatto alle scarpe in questione (scatti che vi ripropongo qui di seguito) e anche di indossarle per prima (visto che sono del mio numero!) per una "foto dimostrazione".





Il dipinto contemporaneo che Daniela ha realizzato con il sorprendente risultato che vedete nelle foto è "Bacio passionale" di un'artista contemporanea, Sophie Vogel, che come si nota abbondantemente ha realizzato a sua volta una variazione de "Il bacio" di Klimt.

Calzature di questo tipo sono, a mio modesto parere, molto originali e delicate. Ognuna può scegliere, d'altronde, il soggetto che vuole veder rappresentato sulle sue scarpe, che non deve necessariamente essere un dipinto famoso. 

Molte donne stanno già impazzendo all'idea di averne un paio personalizzato (io inclusa ovviamente!). Indossare un paio di scarpe di questo genere ai piedi è come avere un piccolo gioiello che ci contraddistingue, che abbiamo solo e soltanto noi, perché nessun'altra donna al mondo mai ne avrà uno simile. 
Immaginate poi le scarpe coordinate agli accessori. Per esempio, Daniela ha in breve tempo realizzato una borsa che rappresenta, con sua libera interpretazione, "L'abbraccio" di Klimt e ce l'ha fotografata qui di seguito:



Accessori originali e unici. Indossandone, diventiamo un po' originali e uniche anche noi :P! 

In un prossimo post vi parlerò di altre creazioni Hanul che stanno per vedere la luce. 

Ho inoltre alcuni accessori molto carini e originali da mostrarvi non appena ne avrò scattato qualche foto. Questi vengono da un'altra ragazza bravissima nelle lavorazioni manuali, conosciuta magicamente attraverso Facebook!

Mi propongo di scrivere diversi post dedicati all'arte manuale, sempre dopo aver realizzato i miei scatti di dimostrazione (è anche un modo, effettivamente, per dilettarmi nella mia amata fotografia!).

C'è una fantastica idea che gironzola per le "menti Giorgino" quest'anno, un'idea dedicata tutta all'arte che, per quanto mi riguarda, spero si realizzi molto presto, mettendo insieme la forza "delle nostre arti": le sue creazioni e i miei libri. 

Staremo a vedere!




A presto!





Simona




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venerdì 26 ottobre 2012

Capacità e pigrizia non vanno di pari passo + Giveaway "Quel ridicolo pensiero"

Un esame finisce e un altro inizia, in un tram tram ormai consolidato di libri, fotocopie, dispense, riassunti e giorni di studio persi di fronte a Facebook. 
Tutto per una buona causa, ovvio. Per arrivare prima alla fine, per arrivare in tempo o quasi in tempo alla fine. Una corsetta a ostacoli che mi tiene viva e vegeta, dritta sino all'obiettivo.
Tuttavia, io non sono mai stata né mai sarò la brava ragazza che tanto mi piacerebbe essere, quella che sa stare col capo chino sui libri finché non ha finito di studiare. 
Io NON FINISCO MAI di studiare. Io non sto mai troppo col capo chino sui libri. Io so ritagliarmi i miei spazi - anche quando non dovrei. Io mi lascio le cose all'ultimo momento, sempre, categoricamente, obbligatoriamente, e a due giorni di distanza dall'esame mi ritrovo sempre a farmi la stessa identica domanda: <<Come diamine è potuto succedere che mi sia ridotta all'ultimo momento?>> 
S-E-M-P-R-E. 
Sembro ogni volta cadere dalle nuvole, un po' come ogni anno quando tra l'estate e l'inverno non so che scarpe indossare o quando entra l'ora legale e non ricordo mai se si dorma un'ora in più o un'ora in meno. 
Ma sembra che, dopotutto, io funzioni abbastanza bene anche con queste mancanze. Anche se, lo ammetto, sono dannatamente una che si accontenta. Ogni santa volta, per ogni cosa che faccio, so benissimo che potrei fare sempre di più. Ma non lo faccio.

L'uomo è un "animale di lusso", sa volere e sa potere in maniera davvero intensa. E' quell'intensità che io mi lascio spesso sfuggire, arrivando a fare sempre un po' di meno rispetto a quello che avrei potuto fare. 
E credo che questo sia un grande, grandissimo peccato.

Intanto, vi invito a partecipare al primo Giveaway dedicato al mio nuovo libro, dove ovviamente si vince una copia del romanzo con firma dell'autrice + segnalibro con frase d'autore.
Come al solito le regole sono semplicissime, ci sono un paio di MI PIACE da lasciare e la condivisione dell'evento. Nulla di eclatante. Correte su FB a darne una sbirciatina! ^^  http://www.facebook.com/events/487702917940606/






Simona




giovedì 4 ottobre 2012

Di vite che cambiano e di responsabilità che aumentano.

Alla fine di queste giornate ad altissimo contenuto di stress mi sento il cuore esplodere nella gabbia toracica. Preparo due esami contemporaneamente nel giro di meno di un mese e non ricordavo che fosse così difficile farlo! Un tempo (parlo della triennale) lo facevo spessissimo, preparavo più di un esame contemporaneamente, e forse mi veniva meglio? 
La risposta è decisamente sì, specie se un tempo non vivevi in coppia, non dovevi pensare alla manutenzione della casa, non avevi preoccupazioni legate al fatto di dover sfamare una bocca oltre alla tua, e via dicendo. Adesso, ogni qualvolta mi dedico completamente ai libri e agli esami mi sento anche in colpa, perché so che in quei momenti potrei star facendo altro, potrei mettere in ordine la casa, potrei pensare a cucinare qualcosa di sfizioso (potrei pensare di imparare a cucinare qualcosa di sfizioso!). 
Ecco, la mia magistrale in corso è decisamente un'esperienza diversa dalla triennale passata. Ne parlavo un po' di tempo fa in questo post dal sapore nostalgico. È inutile, è proprio tutto diverso. Sono diverse le circostanze. 

Io in questo periodo :P
Continuo a fare la cazzata di 1) lasciarmi una mole consistente di studio agli ultimi momenti e concentrare il più dell'esame alle ultime settimane se non proprio agli ultimi giorni (in questo non sono cambiata!!) e 2) preparare più esami (di solito un paio!) contemporaneamente, alternandoli tra mattina e pomeriggio. 
Ma ora, per le motivazioni suddette, la cosa non viene più facile come un tempo, quando la mia unica preoccupazione era di studiare, appunto. Arrivavo a casa e la mamma mi aveva preparato un buonissimo pranzo. Studiavo più o meno fino all'orario di cena, tanto non ero io che dovevo preparare da mangiare o occuparmi di altre faccende.
Ora la cosa è cambiata talmente tanto che sono arrivata a studiare anche di sera. Mi ricordo di non aver mai mai mai studiato oltre le 19 (neanche a un giorno dall'esame!). Oltre a quell'orario non andavo mai, al calar del buio veniva meno tutta la mia capacità di concentrazione, non riuscivo proprio a star sui libri di sera, era la mia forma mentis a impedirmelo, oltre a un certo orario chiudevo i libri per principio, quindi concentravo lo studio nella mattina e nel primo pomeriggio, sapendo che a un certo orario avrei smesso di studiare. 
Adesso non più. Ora che le cose sono cambiate, non posso più concedermi la comodità di "decidere" in quale sfera del giorno studiare, e a volte mi trovo costretta a studiare nel dopo-cena sino a tardi. Ebbene, può capitare anche questo. Come si cambia nel tempo!
E non vedo per il momento alcun tipo di tregua all'orizzonte: per mesi interi sarò costretta a convivere con questo stress legato agli esami, nel senso che - letteralmente - finito di prepararne uno devo immediatamente incominciarne un altro. 
Suppongo che molti studenti che mi stanno leggendo in questo momento si sentiranno solidali nei miei confronti. Mi fa piacere non essere sola!
Ma fortunatamente gli esami si esauriranno prima o poi (e insieme a loro anche noi!?! :P) e ci si avvicinerà sempre più alla famigerata fine.

Tra un esame e un altro, comunque, trovo sempre il modo di riaprire il cassetto della scrittura, dove per ora tengo custodito un nuovo romanzo - il terzo - rimasto fermo alle prime trenta pagine. È una vera tortura non potermici dedicare a dovere! A quest'ora lo avrei già terminato e magari ne starei scrivendo anche un quarto! 
Amo il mio nuovo romanzo. Amo la forma che sta prendendo, amo il suo andazzo, mi sento molto migliorata rispetto ai primi due romanzi. Mi piace creare delle storie, immaginare che siano vere, riversarci dentro sentimenti, emozioni, paure, tormenti, liberazioni. Amo scrivere di mondi che non ho mai conosciuto, e di persone che non esistevano prima che fossi io a crearle. 

Buona giornata a tutti!



Simona Giorgino


domenica 29 luglio 2012

Aggiornamenti dal blog di Simona!

Lo ammetto, non ho fatto neanche un bagno al mare. Non è qualcosa tipo assurdo? Sì, lo penso anch'io. Io e il Tenente abbiamo avuto poche occasioni per andare in spiaggia e, soprattutto, un mese fa abbiamo preso un cagnolino - un Pinscher nano - che non ce la sentiamo di esporre al sole. Dopo il consenso del nostro veterinario, abbiamo però deciso di portarlo in spiaggia finalmente, ma a un orario più decente, ossia nel tardo pomeriggio, per evitare che gli prenda qualche colpo (è ancora talmente piccolo!). Insomma, è un po' come se avessi dato alla luce un figlio. Siamo totalmente rapiti da lui, usciamo sempre con lui, ci sentiamo in colpa se una sera resta da solo a casa, siamo preoccupati quando non fa la cacca (:D), insomma, abbiamo un bambino a tutti gli effetti!
Cliff è il suo nome, quel piccolo diavoletto che è entrato nella nostra vita portando un'immensa ondata di energia, di allegria e di affetto!

Sono inoltre impegnata con lo studio. Finalmente, dopo una stagione passata al cazzeggio, anch'io mi sono messa sotto a dovere e ho iniziato a studiare per qualche esame di settembre. Chi studia lo sa, per dare esami a settembre bisogna incominciare a studiare almeno a luglio, altrimenti non se ne fa niente! E così eccomi qui, china sui libri a cercare di sgrattare via la ruggine :P.
Io e l'Università ultimamente non siamo andate molto d'accordo. Come probabilmente capiterà a molti, a un certo punto mi sono resa conto di non essere contentissima della disciplina che sto studiando. Un tempo lo ero molto, ma il tempo stesso cambia molte cose e, dopo molti anni, non siamo (quasi) mai gli stessi. Ero più o meno contenta di questa scelta quando avevo 20 anni, ora ne ho 26 e in 6 anni le cose possono cambiare moltissimo. Quando penso al mio futuro e alla mia realizzazione, puntualmente non ci vedo quasi per niente le lingue straniere, sebbene io mi sforzi di pensarla in quella direzione. Se potessi tornare a 19 anni, sicuramente la mia scelta universitaria cadrebbe su discipline assai diverse. Ma fare una scelta vuol comunque dire prendersi le proprie responsabilità, continuare a camminare su quel sentiero e raggiungere la meta. Io ho preso una deviazione, certa che avrei fatto la cosa giusta, e invece ho sbagliato. Ho imparato sbagliando, e ora sono tornata sui miei passi e cammino fino alla fine. 
Un consiglio di cuore a chi sta leggendo questo post: se avete cominciato un progetto, uno studio o qualsiasi attività, portatela a termine senza lasciarvi tentare da impulsi che vengono dalle strade laterali, procedete e concludete, perché rischiate di prendere abbagli sbagliati, che vi fanno solo perdere del tempo! Quando avrete concluso il primo progetto, potrete dunque dedicarvi a tutto il resto, con la soddisfazione d'averlo, comunque, portato a termine. Non lasciate le cose a metà, è così fastidioso! Io, se non fossi tornata sui miei passi, sarei stata per gli anni a venire con lo scrupolo e il fastidio di non aver portato a termine gli studi iniziati. Non importa che non vi piacciano, fateveli piacere, ingoiateli a fatica, ma fatelo! 
Ovviamente ogni caso è a sé stante. Se proprio vi rendete conto di non voler più continuare e siete ancora in tempo per tornare indietro, fatelo senza problemi; io qui parlo di follie del tipo "7 esami alla fine" "specialistica in corso"... insomma, capite a me!! :P

Stavo scrivendo un terzo romanzo, ma al momento mi sono fermata a qualcosa tipo l'inizio del terzo capitolo. Che peccato, ma per qualche ragione non sto trovando il tempo per scrivere: sto studiando, appunto, ho Cliff a cui badare (e con lui in casa sono aumentate anche le mie performances domestiche!), il Tenente è in ferie e, inoltre, siamo in fase tralsoco e non è un dato da trascurare. 

La mia estate passa così, dunque, in maniera tra l'altro molto veloce, tanto che pensare di essere a fine luglio mi viene assai difficile. 

Ho anche una sfilza di libri nuovi, tutti ancora da leggere! In questo periodo anche la lettura sta procedendo a rilento. Sto leggendo "Al diavolo piace dolce" della Weisberger, lo sto trovando molto carino, ma ho in coda un sacco di altri libri, che ieri sono finiti tutti in uno scatolo per via del trasloco. 

Per quanto mi riguarda, non vedo l'ora che torni settembre, anche ottobre volendo. Non sopporto più il caldo, l'estate è una stagione stupenda, ma mi rendo conto di come, ogni anno che passa, comincio a sopportarla sempre di meno. Arrivo massimo fino a giugno, che è uno dei miei mesi preferiti, e poi me ne stanco subito. Boh, non sono più per la stagione estiva. Lo ero molti anni fa, quando ero più piccola, quando aspettavo la bella stagione con quell'entusiasmo fanciullino che rimpiango tanto, adesso è un po' diverso, è un peccato, ma non riesco a farne a meno. Preferisco mesi come maggio, settembre o ottobre, non totalmente freddi e non totalmente caldi. Sono diventata "la ragazza delle vie di mezzo" :P. Ah, l'età!

Ed è con Cliff seduto con le natiche sul mio piede (è una posizione che gli piace da morire) che vi accenno anche al fatto che a settembre - o comunque non appena il caldo incomincia a dileguarsi - ho deciso di fare la frangia ai capelli. I miei capelli hanno raggiunto una lunghezza che mi soddisfa parecchio, e mi piace la frangia con questa lunghezza. Ma, soprattutto, ho preso questa decisione insieme alla mia estetista. Quando ero più piccola, ho un bel po' rovinato le mie sopracciglia, che da allora non si sono più riprese del tutto. Le mie sopracciglia sono una delle mie dannazioni, anche se, chiaramente, si ha con esse un rapporto quotidiano e si impara a conviverci facilmente. Ma quel giorno dalla mia estetista mi sono ritrovata a buttar fuori tutta la mia insoddisfazione sul versante, ed è così che sono arrivata a una conclusione: le farò crescere a partire da settembre, diventerò un orso bruno, questo è certo, e lo sarò per tutti i mesi a venire, fino a che la mia estetista non sarà in grado di estrapolare la forma che vado agognando, ma fino a quando quella forma non viene fuori, io, lo giuro qui solennemente davanti a tutti, le sopracciglia non le tocco! Elimino piuttosto ogni forma di pinzetta dalla mia abitazione! E ho appunto deciso di farmi una frangia foltissima per questo motivo: intendo nasconderci dietro l'obbrobrio delle sopracciglia a orso. Lo so che la frangia non risolve il dilemma, ma credo possa attutirlo. Voglio dire, la frangia si sposterà pure, per il vento o con i movimenti, ma in linea di massima spero possa fungere da buon nascondiglio. È una cosa che dovevo fare prima o poi. Ho sempre ceduto alla tentazione di toccare le sopracciglia, quando ho provato a crescerle in passato, perché sono sempre sopraggiunte occasioni alle quali proprio non potevo presentarmi con le sopracciglia a orso, ma stavolta sono molto decisa: devo farlo e basta! 

Accidenti: a novembre esce il mio secondo libro, farò le presentazioni dei miei libri con le sopracciglia a orso! Argh! Be', vuol dire che in quelle occasioni cercherò di restare ferma, quasi imbalsamata, di muovermi il meno possibile per impedire gli spostamenti della frangia :P, così il pubblico penserà di essere in presenza di una scrittrice-robot :D.
Bando alle ciancie, mi piace la frangia e ho bisogno di rifare la forma delle mie sopracciglia: becco due piccioni in una fava!

Dal Blog di Simona Giorgino per il momento è tutto, un saluto e alla prossima!

:P

mercoledì 30 maggio 2012

Momenti che passano, momenti che arrivano...

Sono nella fase critica - molto nota, immagino, a tutti gli studenti - della preparazione psicologica da pre-apertura libri. Incredibile che io non sia ancora riuscita ad aprire un solo libro per studiare! E dire che ero vicinissima dal farlo solo pochissimi giorni fa... Accidenti... manca davvero poco tempo agli esami estivi! 
C'è da dire, inoltre, che il periodo non è dei più propizi: a parte la promozione del libro che mi porta un po' in giro a elemosinare eventi, l'organizzazione delle prossime presentazioni e tutto ciò che concerne "Jeans e cioccolato", comprese le capatine in posta per l'invio del testo a chi me lo richiede con dedica, a breve inizierà anche la fase "trasloco" e allora sì che potrò davvero dire addio ai libri. 
A parte il trasloco in sé, le pulizie, il trasporto dei mobili (so che non sarò certamente io a salire su per le scale la mobilia, ma mi sentirò come minimo coinvolta emotivamente :P, quindi mi riguarda!), una volta nella nuova casa bisognerà pur sempre sistemare ogni cosa, entrare in confidenza con il nuovo appartamento e riprendere in mano una routine che assomigli più o meno a quella lasciata nella vecchia casa. Per me, almeno, è sempre più o meno così che funziona. Lo so perché, in quanto studentessa "fuori sede", negli ultimi anni ho avuto modo più volte di cambiare casa. E so che, in questi casi, il mio cervello ha bisogno di un adeguato periodo di assestamento che mi permetta di riabituarmi a tutto. Solitamente, in quella fase d'assestamento, avere degli esami da preparare non va esattamente d'accordo col mio animo. Per riprendere, dovrò attendere tempi migliori e non sono certa di avere, effettivamente, la possibilità di farlo!
Un trasloco, inoltre, mi rende sempre eccitata. Credo sia inevitabile vedere la cosa come un cambiamento. Si cambia aria, si cambia appartamento, si cambia zona, si cambiano vicini di casa, si cambiano, appunto, le abitudini nelle piccole cose. 
E avrò bisogno di fare acquisti! Una casa nuova richiede sempre e inevitabilmente delle cose nuove! Nuovo deve essere il copriletto - è un must -, nuovi voglio che siano anche gli oggetti che mi circonderanno, nuovo  deve essere il guardaroba (volete che circoli per la nuova casa con i vestiti vecchi??).
No va be', scherzi a parte :P, cambiare casa non è come cambiare macchina o colore dei capelli. Lascio un pezzo di me nella vecchia casa ed è un po' come tuffarsi in una nuova avventura, di cui so poco e niente. Stanotte ho perfino preso sonno un po' più tardi del solito, presa com'ero a fantasticare sulla nuova sistemazione.
E ormai anche questa è vicina. Come ogni cosa che sembrava lontana e poi, in un batter d'occhio, è arrivata, ecco che arriva anche il momento di cambiare casa. 
E il momento di aprire i libri e preparare gli esami, ehm, quello quando arriva? :P


__________________________

Volevo inoltre informarvi, per chi fosse interessato, che c'è la possibilità di leggere le recensioni di "Jeans e cioccolato" pubblicate sul sito letterario aNobii direttamente a questo link ;)

venerdì 25 maggio 2012

Biblioteca + angolo bellezza: mix letale! :P

Qualcuno di voi lo sapeva già che sto scrivendo un terzo romanzo? Forse no. Non lo avevo ancora spifferato in giro! Sì, è iniziato da poco e ho ancora scritto soltanto un capitolo e mezzo. Ecco, il primo capitolo è venuto fuori alla velocità della luce, è scivolato come acqua fresca da un rubinetto e lo stesso spero faranno anche i capitoli a venire. 
Non so ancora che cosa verrà fuori, come al solito ho solo una vaga idea di quello che scriverò, non mi sono imposta nessuna trama, nessun episodio obbligatorio. Quando scrivo, è quasi come se mi stessi inoltrando in una nuova avventura e delle avventure, si sa, non si conoscono poi molte cose. 
Scrivendo ci si immedesima così tanto nei personaggi che ti sembra di star vivendo direttamente le loro vicende. Ecco, allora, come uno scrittore può essere uno e nessuno, può essere qui e altrove, può provare emozioni e sensazioni mai provate in vita sua. E' bello scrivere.
Più scrivo, inoltre, più mi sento migliorata. Forse è inevitabile un percorso di questo genere, ma nei romanzi nuovi mi sento sempre migliore e il paragone con i "vecchi" è praticamente d'obbligo. Il tempo e l'esperienza, per uno scrittore (come per chiunque altro, in fondo!), sono di fondamentale importanza. Gli permettono di migliorare, nello stile, nella forma, nei contenuti. Quando scrivo, adesso, mi sento più sicura di me, ho nuove idee e sono sempre più soddisfatta del risultato. Il mio terzo romanzo - qualunque sarà il suo destino - mi sta prendendo ancora più dei primi due. Lo sento dentro. In realtà non ha ancora neppure una forma, ma non so... io lo sento dentro. ^^
Se non avessi una carriera universitaria da portare avanti, mi ci dedicherei anima e corpo e lo terminerei nel giro di un mese - ne sono certa - ma ho altri impegni a cui pensare e il romanzo, ahimé, passa automaticamente in secondo piano. :(

Comunque mi sono sempre detta, sin da quando ero più piccola, che un giorno nella mia casa non sarebbe mancata una biblioteca. La voglio, la voglio con tutta l'anima. Una biblioteca ricca di libri, ogni genere di libri. Forse perché a me questo è sempre mancato. Mi sono sempre detta: "I miei figli, quando e se ci saranno, non dovranno mai sentire la mancanza dei libri. Quando avranno bisogno di un libro, di un qualsiasi libro, magari di un'enciclopedia o un testo utile per una ricerca scolastica, sapranno già dove attingere: alla biblioteca di casa!". Non so, sono cresciuta con questo pensiero. 
All'età di 26 anni, quell'idea non è cambiata. Una biblioteca la voglio. Magari non sarà enorme come quella che immaginavo nella mia testa di bambina, ma una stanza-studio circondata di libri non mi dispiacerebbe. M'immagino una scrivania di legno, un lume, il mio computer, una sedia comoda: quello sarebbe il mio angolo-scrittura, il momento che ruberei alla mia quotidianità. Perché io vi sto già avvertendo: famiglia, casa, tutto quanto, ma i momenti di solitudine e di scrittura mi sono vitali e dovrò comunque sapermeli ritagliare!

Oltre ai libri, poi, ok, sono pur sempre una donna, e quindi accanto alla biblioteca - nella mia casa - ci sarebbe un secondo angolino, meno serio, più spassoso ma allo stesso modo importante: l'angolo-bellezza, scarpe, borse, abiti, make-up!


Che ne pensate? Non è divino? :P

sabato 21 aprile 2012

Simona Giorgino su Radio Container

Oggi mi sento a dir poco esaurita. E' da stamattina che corro di qua e di là allo scopo di:
- trovare un album di fotografie ideale per un Battesimo;
- comperare il detersivo ACE che pare essersi smaterializzato nel nulla.

A parte questo, dovrei dedicarmi alle pulizie della casa e ho in corso la seconda lavatrice della giornata.

Che casalinga modello!                                 (se se)

Mi sono detta, nel frattempo che ne dici se scrivi un post sul blog?
E sì, ti pare facile? Riprendere dopo tanto tempo, intendo.
Perché effettivamente negli ultimi tempi non ho più scritto sul blog. Che odiosa persona! Ma ho avuto un periodo veramente intenso.            ....................
In tutto questo, nell'ultimo mese ho scritto il mio secondo romanzo! Chiaramente non so quale sarà il suo destino, ma una cosa è certa: rimane pur sempre un'altra mia personale soddisfazione. Ho messo al mondo un'altra piccola creatura alla quale tengo molto. <3 (tentativo di fare il cuoricino FB)

E intanto la mia vita procede. Un po' caotica, ultimamente, ma procede. 

"Jeans e cioccolato" esce la prossima settimana, sono impegnata quindi nella promozione (a tal proposito, non potete perdervi la mia intervista su www.containerradio.it che va in onda oggi alle 16:30!)                                           (Ma certo che potete perdervela! Non vorrete mica venire seriamente ad ascoltarmi mentre sparo cavolate a vanvera?)                          :D

Io e il Tenente stiamo anche pianificando un viaggio... La nostra priorità è l'Egitto, l'amato Egitto, ma bisogna considerare un po' di cosettuole, quindi bisogna ponderare per bene prima di prendere una decisione. Ma a breve la vostra Alamuna salirà sull'aereo e scomparirà dalla circolazione per una settimana: destinazione e date, dunque, da definirsi, ma la mia testa è già da qualche parte nel mondo orientale. Su un dromedario in mezzo al deserto, con ogni probabilità. 

Vi lascio, dunque.
Amatevi sempre l'un l'altro e aprite bene gli occhi su quanto sto per annotarvi:

- oggi è il DAY DEL BOOK. A questo indirizzo trovate il mio libro "Jeans e cioccolato" scontato del 40% (a soli euro 9,60 per la giornata di oggi!!!). Sebbene le spedizioni del mio libro partano dal 30 aprile, può essere comunque ordinato!! -----------> sarà bene approfittarne oggi, dato che lo troviamo con uno sconto speciale!!! :D


 - vi aspetto alle 16:30 su Radio Container, per parlare un po' di "Jeans e cioccolato" con Andrea Collalto. Venite a sentire la mia voce orrenda mentre spara cazzate! :D Deve essere una cosa entusiasmante!


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