Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

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giovedì 18 luglio 2019

L'amica geniale: un'opera che lascia tracce profonde.



Primo volume: L'amica geniale
Secondo volume: Storia del nuovo cognome
Terzo volume: Storia di chi fugge e di chi resta
Quarto volume: Storia della bambina perduta


Elena Ferrante, edizioni e/o





Cari lettori,



come riuscire a parlare della serie de L'amica geniale? Come riuscire a descrivere le emozioni che ti lascia, il modo in cui questa lettura ti tormenta, ti modella, ti scava dentro? 

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice misteriosa, che ha deciso di non rivelare la sua identità perché, dice, rivelarsi mette a rischio la sincerità della scrittura. L'ammiro. Quando si è esposti con il proprio nome e con la propria vita, è difficile che venga fuori una scrittura così sincera e schietta come quella della Ferrante. Fa bene ad avvolgersi nel mistero e, sebbene sia ampiamente curiosa anch'io, come tanti lettori e tante lettrici, di conoscere il volto di questa straordinaria scrittrice, al tempo stesso sento di doverla ringraziare per il suo anonimato che le ha permesso, evidentemente, di scrivere senza catene, senza corde, senza schemi, senza congetture, facendo venire fuori l'Opera meravigliosa che ho da poco finito di leggere e che sento mi resterà dentro ancora per moltissimo tempo.

La sua scrittura è tagliente, precisa, ricca di dettagli veri, crudi, realistici. Un'opera ampiamente approfondita e straordinariamente profonda. Una storia ampia, infinita, che racconta la vita di ogni singolo personaggio come stesse raccontando la nostra, la vostra, quella di tutti. Perché, in un modo o nell'altro, quest'opera ci somiglia, ci spia nell'interno, ci appartiene, come se non raccontasse solo la storia di Elena, Lila e i tanti personaggi che ruotano intorno a loro, ma la storia di ciascuno di noi. 

L'infanzia, le amicizie che nascono piano, tra i banchi della scuola elementare, le complicità e allo stesso tempo le divergenze, le differenze di carattere, le personalità che emergono lungo il filo sottile dell'assertività, le paure nascoste, le bellezze celate, i cambiamenti, la fuga dal posto cui si appartiene e la decisione di restare, l'emancipazione, il successo, le carriere, le approvazioni e le disapprovazioni, il confine impreciso delle cose, della persone, della vita stessa, gli amori segreti e quelli folli, gli amori comodi e quelli impossibili.

Come fare a racchiudere in un breve post un'opera letteraria che contiene tutto il mondo e tutta la vita? 

Difficile non ritrovarsi, da qualche parte in questa lunga storia...

Non amo le serie. Sono decisamente per i romanzi autoconclusivi. Quando ho comprato L'amica geniale, infatti, non sapevo che avesse tre seguiti. Credevo fosse un autoconclusivo, ne avevo sentito tanto parlare, gli spettatori hanno amato anche la serie TV trasmessa alla fine dello scorso anno sulla RAI. Quando ho finito il primo volume, con un intimo desiderio reverenziale e commosso sono corsa in libreria per comprare gli altri tre. E ora che ho finito di leggerli tutti, ho l'obiettivo di comprare il DVD della serie TV per rimediare al grave errore di non averla seguita! 

Un'opera come quelle che ci si aspetta di leggere: libri che ti lascino delle tracce dentro, che ti facciano male, che ti scuotano l'anima, che ti travolgano e ti stravolgano...

Per me L'amica geniale è stato tutto questo.





Simona Giorgino



giovedì 19 luglio 2018

"Sei dove batte il cuore" nelle librerie italiane!

Entrare in libreria 
e vedere il proprio libro esposto sugli scaffali, 
in mezzo a tanti altri, 
è davvero un'emozione indescrivibile!

E ringrazio tutte le persone che, 
capitando in libreria e imbattendosi nel mio romanzo, 
stanno scattando tante foto!
Mi rendete felice.
Grazie a tutti voi mi è possibile vedere Sei dove batte il cuore
in librerie lontane, nei punti più disparati dell'Italia!

Ne condivido alcune, con immensa gioia:



Giunti Al Punto, Centro Commerciale Auchan, Mesagne (BR)

Giunti Al Punto, Centro Commerciale Le Colonne, Brindisi

La Feltrinelli, Lecce

La Feltrinelli, Torino

Mondadori, Bologna

La Feltrinelli di via Orlando, Roma

Giunti Al Punto, Cesena





GRAZIE!


Simona




venerdì 5 gennaio 2018

"Sei dove sussulta il cuore" prossimamente in libreria con Newton Compton!



Cari lettori,


finalmente posso svelarvi questo segreto che mi tenevo dentro da almeno due mesi. Sì, be', aspettavo il momento giusto per dirlo e il segreto è proprio quello lì, spiattellato nel titolo senza tatto né preamboli, una novità (per me speciale) legata a quel nome - Newton Compton - che appartiene a una casa editrice che io personalmente ho sempre seguito e di cui ho comprato diversi libri, libri che ho letto e adorato e che riponevo nella mia libreria senza mai immaginare che un giorno quella stessa casa editrice avrebbe pubblicato anche me. 

Per chi non conoscesse Sei dove sussulta il cuore (clicca qui per qualche curiosità sul libro) stiamo parlando del mio terzo romanzo, che ho autopubblicato a settembre scorso e che per diverso tempo è rimasto in classifica nei principali store online. Già quello per me era una grande soddisfazione, accedere a StreetLib e veder crescere ogni giorno di più il numero dei download. Ma evidentemente la soddisfazione più grande a mia insaputa doveva ancora arrivare. Ed è arrivata dopo circa due mesi dall'autoppubblicazione: la Newton Compton, nella persona di Alessandra Penna (la loro editor), che ringrazio dal più profondo del cuore, mi contattava per la valutazione del romanzo e poi... poi mi veniva proposto di pubblicare con loro!

Una grande soddisfazione, un sogno che si realizza, un momento indimenticabile. 

Sei dove sussulta il cuore mi ha regalato infinite emozioni, sin da quando era ancora soltanto un pensiero confuso che vagava per la testa. L'ho scritto poco dopo la fine di un'importante fase della mia vita. Come forse ricorderete, ero stata fuori per lavoro e ritornavo a casa con la voglia matta di scrivere una nuova storia. E scriverla è stato sublime, come sublime - sempre - è il momento della scrittura e della creazione. Ho amato i personaggi che si ribellavano a me e che si inventavano da soli, ho amato averlo ambientato a Milano, una città straordinaria che mi è rimasta nel cuore, e scrivere di Lei mi ha permesso di rivedere luoghi, momenti, ricordi, illudendomi di non essere mai andata via. Mi ha regalato infinite emozioni anche quando l'ho concluso e riletto, e poi quando ho deciso di autopubblicarlo, affacciandomi per la prima volta sul panorama del self-publishing. Emozione pura, ancora, quando il corriere ha suonato il campanello e mi ha consegnato le prime copie cartacee, aprire il pacco, annusare le pagine fresche di stampa... E infine lei, l'emozione più grande: il contatto da Newton Compton e la proposta di pubblicazione. 

Non potrò mai dimenticare il giorno in cui venivo contattata da loro. Era una giornata uggiosa, all'ora di pranzo. Io ero ai fornelli e con il vapore i vetri si erano appannati. Poi, con il mestolo immerso nel sugo di pomodoro sentivo il suono dello smartphone che annunciava l'arrivo di un'e-mail. Non intendevo leggerla subito, dal momento che ero impegnata a cucinare, volevo solo sbirciare per verificare chi fosse, ma la scritta comparsa nell'oggetto del messaggio mi fece "sussultare il cuore", per l'appunto, e mi tenne incollata al cellulare! Inutile dire che quel sugo fu il più buono che avessi mai cucinato in vita mia! :D

Niente, così, giusto per chiacchierare un po'. Giusto per farvi sapere quanto sia contenta. E quanto mi senta di ringraziare tutti voi, tutte le persone che hanno comprato il libro, che lo hanno letto e magari anche commentato. Un ringraziamento speciale, poi, a quella cerchia di lettori fedeli, che non si perdono mai un solo mio scritto, e tifano per me, mi sostengono, credono nella mia penna e apprezzano la mia scrittura. GRAZIE DI CUORE, avete tutti contribuito alla realizzazione di questo sogno!





N.B. Alla luce di questa novità, devo comunicarvi che la versione da me autopubblicata NON ESISTE PIÙ, è stata ritirata dal commercio perché, appunto, quest'anno uscirà la nuova edizione con Newton Compton. Non si sa ancora quando, e non vedo l'ora mi venga comunicata la data ufficiale di pubblicazione! 

Ovviamente vi terrò sempre aggiornati, ma se volete seguirmi più "da vicino", cercatemi su Instagram (@simonagiorgino), su cui ho un profilo dedicato sia alle mie pubblicazioni sia ai miei scatti fotografici!










Un saluto a tutti,
Simona






mercoledì 13 dicembre 2017

"Gli angeli non hanno memoria", di Giovanni Pennati: le mie impressioni

Buonasera lettori,

di recente ho letto questo libro, trovato gratuitamente su Amazon. Mi piace il fatto che per trovare un buon libro spesso non occorre spendere chissà quanti soldi, né occorre necessariamente girare fra gli scaffali di un editore importante.
Ho letto in giro di gente che rifiuta a priori di leggere chi si autopubblica, e io non sono nessuno per giudicare e ognuno faccia quel che ritiene opportuno, però dico: non sa che cosa si perde! Molti autori self sono davvero in gamba. Non tutti, ma d'altronde si può trovare a mio avviso della scrittura scadente anche tra chi pubblica con una casa editrice. Poi, va be', perché mi sto perdendo in un discorso che potrebbe non finire più per quante cose ci sono da dire? I lettori sono tutti diversi ed è normale avere opinioni contrastanti. Ciò che piace a me può non piacere a te e viceversa.
Ok, tutto questo per dire che Gli angeli non hanno memoria non ha nulla da invidiare, secondo me, ai grandi libri pubblicati da note case editrici e la scrittura di Giovanni Pennati mi ha colpita sin da subito (altrimenti molto probabilmente non avrei continuato a leggere, perché una storia con una bella idea di fondo ma che è scritta male forse mi spingerebbe a fermarmi prima del tempo; come detto anche in un altro post, per me i libri possono anche non avere dietro una trama spettacolare, ma se sono scritti bene, come dico io, continuo a leggerli con trasporto. Mi piace la scrittura, la parola, mi piace chi la sa usare, dosare, chi ci gioca, non ci posso fare niente. Oh no, ma sto divagando ancora!).
Ok, insomma, Gli angeli non hanno memoria mi ha tenuta incollata alle pagine. L'autore è bravissimo (di solito non vado a cercare tutti gli autori che leggo, ma quando ho finito di leggere questo libro ho pedinato Giovanni per fargli sapere quanto ho amato il suo romanzo). La sua bravura consiste nel fatto che riesce davvero a incuriosire il lettore, non facendolo annoiare. Sin dall'inizio volevo sapere che diamine avesse combinato questo Ascanio nel suo passato, e inoltre il protagonista mi incuriosiva e volevo sempre saperne di più su di lui; l'autore alterna presente e passato attraverso un uso sapiente e affascinante del flashback, con un cambio anche della persona (dalla terza alla prima). Dialoghi ben strutturati e personaggi ben caratterizzati. Un romanzo completo, maturo (sebbene credo che l'autore alle spalle avesse solo un altro libro), e che inoltre - cosa molto importante per me - dimostra una profonda sensibilità d'animo. Di solito mi capita di leggere storie in cui i personaggi principali sono delle donne. Ma quanto amo, di tanto in tanto, leggere libri scritti da uomini e che parlano di uomini! Perché la sensibilità che alberga in un animo maschile sa essere estrema, profonda, immisurabile.
Poi i lettori più romantici saranno contenti di sapere che Gli angeli non hanno memoria racchiude una bellissima storia d'amore. Ma non solo. Narra anche i drammi dei personaggi, e offre spunti di riflessione sulla vita, sulle relazioni umane e, un po' alla lontana, sulla fede.
Non farò spoiler, ma devo dire una cosa. Quando mi stavo avvicinando alla fine, come tutti i lettori inevitabilmente provavo a immaginare quale segreto Ascanio avesse nascosto nel suo passato, e provavo a indovinare come sarebbe finito il racconto. Forse è inevitabile farsi delle aspettative. Ma io - probabilmente sull'onda di un presentimento - mi dicevo, parlando tra me e me come una matta: qualsiasi sia la fine che avrà questo libro, io perdonerò tutto a Giovanni :D, perché a un autore con una penna così sensibile, e che talvolta è persino riuscito a strapparmi qualche lacrimuccia, si perdona ogni cosa. E poi la fine è arrivata e, ok, non era quella che mi aspettavo e lì per lì mi sono detta: eh, però! Ma poi sono tornata in me: però un corno! Giovanni Pennati ha deciso così, il che vuol dire che quella era la fine perfetta per il libro. Punto. Perché ogni finale, come ogni storia, va rispettato per ciò che è, per ciò che l'autore in quel momento voleva comunicare e per ciò che dà. E a me Gli angeli non hanno memoria mi ha dato tanto. Proprio tanto. 

Credo sia in circolazione da un po', probabilmente da un paio d'anni. Se non lo avete ancora letto vi ricordo che è GRATIS! ;)









Simona




lunedì 13 novembre 2017

Letture recenti, letture selezionate per il futuro prossimo + mie impressioni su "Le sfumature della luna", "Mai baciare il tuo ex" e "Come fiocchi di neve".

Salve, lettori.
Oggi mi affaccio sul blog con un post libresco.


Ultimamente ho letto diversi libri, grazie in particolar modo al mio nuovo e-reader Kindle che è diventato parte integrante di me. Ho insomma scaricato un buon numero di libri che avevo già adocchiato da un po' o in cui mi sono imbattuta casualmente girando per lo store online. 

Ci sono innanzitutto dei libri dalle copertine bellissime, mozzafiato e dai titoli stratosferici, che già solo per queste caratteristiche, e senza neanche leggere la trama, sono finiti nel mio Kindle!

Da premettere che, purtroppo, ci sono anche dei libri che avevo iniziato e che poi ho dovuto mollare perché non mi stavano particolarmente prendendo. Ma non li ho abbandonati del tutto. Li ho solo "messi da parte". Mi sono ripromessa di riprenderli non appena avrò smaltito le letture che mi attirano di più.

Venendo a noi, attualmente ho in lettura due romanzi. Sì, ho sempre l'odiosa tendenza a leggere più libri contemporaneamente (e anzi, due sono anche pochi! In realtà, sotto sotto, ne ho iniziati più di due :D), fondamentalmente perché ce ne sono sempre troppi da leggere e il tempo non sembra mai bastare. E poi mi piace cambiare di tanto in tanto, alternare letture diverse, a meno che un libro non mi prenda particolarmente e allora mi dedico solo ed esclusivamente a quello. Ma la cosa, devo ammettere, succede sempre con più rarità. Forse man mano si diventa "selettivi" in quello che si legge.
A ogni modo dicevo, ho due libri in lettura: "Come miele e neve", di Siro T. Winter, e "Scontro d'amore", di Antonietta Agostini. Due letture decisamente diverse, su cui, peraltro, non posso dire di più dal momento che non ho finito di leggerli. Posso solo anticipare che sono due libri totalmente opposti: da un lato la dolcezza di "Come miele e neve", la pacatezza della narrazione (che a volte appare un tantino lenta, motivo per cui è in lettura da diversi giorni e devo ancora finirlo), la tenerezza dei personaggi e delle scene narrate, dall'altro lato la durezza e la crudezza di "Scontro d'amore", la personalità tutt'altro che dolce del protagonista maschile, un personaggio duro di cui ci vuole un gran coraggio a scrivere, come ha dimostrato l'autrice.


Di tanto in tanto, tra un libro e l'altro, mi piace girare per la mia libreria Kindle e pregustarmi la lettura dei prossimi romanzi. Ce ne sono diversi che non vedo l'ora di iniziare, e tra questi: "Tutta la pioggia del cielo", "Come il sole a mezzanotte", "La luce al crepuscolo" e "Nessuno sa di noi", oltre poi a taaanti altri libri che avevo già di mio e che devo ancora leggere, e ancora taaanti altri libri che entrano nel mio Kindle un giorno sì e un giorno no (per non dire ogni giorno). Inutile citarli: sono troppi!




Uno dei libri che ho letto ultimamente è "I'm safe with your love", il penultimo di Tiziana Iaccarino (ebbene sì, l'autrice sta per uscire con il suo nuovo romanzo, quindi "I'm safe with your love" non è più l'ultimo). E, sebbene non rientri nel genere che leggo di solito, ci tengo a dire di aver trovato in questo libro una scrittura matura e professionale, piacevole da seguire, caratteristica che contraddistingue questa autrice che stimo molto. Consiglio il libro a tutti gli amanti del genere erotico e sappiate che 1) è un erotico, sì, ma anche un erotico con sfumature psicologiche e 2) è molto forte, pertanto se decidete di leggerlo dovete sapere che, come avverte la stessa autrice, non è un libro "adatto a tutti" e dovete essere pronti a ogni cosa, anche a lasciarvi sconvolgere! Io non è che mi sia "sconvolta", è solo un genere che non prediligo. Ma l'autrice vale, quindi se amate questo genere non lasciatevi sfuggire "I'm safe with your love"!





Ma veniamo a tre libri in particolare che ho letto di recente! "Le sfumature della luna", "Mai baciare il tuo ex" e "Come fiocchi di neve". Vorrei scrivere brevemente le impressioni che ho avuto su ciascuno di loro.



"Le sfumature della luna" è uno di quei libri di cui si può dire "breve ma intenso". Anche fin troppo breve, a dirla tutta, dal momento che finisce un po', come dire, "all'improvviso", sebbene questa temo non sia altro che l'intenzione dell'autore, quella cioè di creare un finale effetto "sorpresa". Il libro si legge tutto d'un fiato, non solo perché è breve ma anche perché è scritto discretamente bene. 
È la storia di due amici che vivono a Dhaka, la capitale del Bangladesh, cresciuti insieme nella povertà della loro regione. Lui è un ragazzo già molto maturo per la sua età, che fa di tutto per proteggere la sua migliore amica dalla povertà e dal male che li circonda. Il destino però è ineluttabile, e succederà proprio quello che si teme di più. Lei viene venduta a un gruppo di criminali che gestisce una casa di prostituzione. Sarà l'occasione per il protagonista di dimostrare finalmente a se stesso di riuscire a proteggere e a salvare la sua amica una volta per tutte?

Ma a dire il vero è soprattutto degli altri due che vorrei parlarvi. 

"Mai baciare il tuo ex" mi ha stupita. Piacevolmente stupita. Mi ha stupita perché quando l'ho preso credevo di trovarci la solita storia d'amore, la solita storia piacevole con cui trascorrere qualche ora di relax, e invece vi ho trovato una storia esilarante che sfocia nel giallo e nello spionaggio! 
È infatti la storia di una ragazza che viene ingaggiata dalla sorella, titolare di un'agenzia investigativa, per risolvere un caso "molto semplice" allo scopo di farle racimolare qualche soldo, data la sua precaria situazione lavorativa. Ma quella storia che doveva essere "molto semplice" da risolvere si rivela presto estremamente complicata. A partire dal fatto che la foto di quel personaggio dai capelli biondi ossigenati oggetto della ricerca sembra proprio essere... il suo ex ragazzo! Da qui parte tutta una storia incredibile, per me originale perché non mi era mai capitato di leggere un racconto simile, che ha proprio tutto quello che, a mio avviso, rende una storia avvincente: il suspense, la sorpresa, scene esilaranti che fanno ridere, la capacità di incuriosire il lettore che deve per forza arrivare alla fine per capire dove si va a parare. Davvero, lo promuovo con molto piacere.
Devo però purtroppo anche avvisarvi di una cosa. Il libro è tradotto dal tedesco da una traduttrice che, per sfortuna, non credo abbia riletto il lavoro. Lo stile con cui ha tradotto la storia è azzeccatissimo alla verve ironica del genere di appartenenza e le frasi sono costruite bene. Ma... ci sono diversi (parecchi) errori di qua e di là, virgole messe nei punti più strampalati, frasi spesso illeggibili, errori di diversa natura. Però la storia mi ha appassionata a tal punto che questi errori di traduzione sono passati in secondo piano e non mi hanno desistito affatto, in nessun momento, dal continuare a leggere.
Faccio i miei complimenti all'autrice!

Infine due parole anche su "Come fiocchi di neve", la semplice storia di cinque amiche per la pelle che hanno passato tante cose insieme e che poi, per via di un episodio spiacevole, non si frequentano più e finiscono per rivedersi in occasione del funerale di una di loro. Una storia semplice, appunto, con niente di originale a mio avviso, ma che, nonostante questa assenza di originalità e nonostante il libro non racconti poi chissà quale sconvolgente trama, mi ha rapita. Ecco il potere di questo libro e di molti altri di questo tipo: che riescono a rapirti anche quando non raccontano chissà quali sconvolgenti storie. E dirò di più: sono quelli che preferisco. Adoro con tutta me stessa la scrittura, e mi piace quindi anche leggerla. Amo i libri in cui le parole sono gestite con maestria, amo le scritture particolari, amo chi gioca con le parole, chi fa accostamenti esperti e originali, chi fa della parola la protagonista assoluta della storia, ancor prima della storia stessa, appunto. I libri che mi sono piaciuti di più, infatti, non sono affatto libri con trame sconvolgenti, ma libri con storie semplici che però sono scritti divinamente. Punto. Come il caso del mio Libro Preferito, che continuo a leggere anche se ormai lo conosco a memoria, ovvero Le nostre distanze di Angela Bianchini, di cui vi ho parlato in questo post, che amo a tal punto che mai più sono riuscita a trovare in giro un libro così e ne vado assolutamente alla disperata ricerca. Ogni volta che incomincio un libro, spero sempre che almeno si avvicini a quello che mi fa provare Le nostre distanze, ma ancora non sono riuscita a trovarne uno all'altezza.
Ma torniamo a "Come fiocchi di neve". Un libro, insomma, che si lascia leggere anche già soltanto per come è scritto, grandiosa capacità che stimo molto in un autore. Devo solo segnalare che nel libro si fa uso della E' anziché della È, :D, eh lo so, che dettaglio irrilevante, mi direte! Ma purtroppo ho una vera fobia per la è maiuscola scritta in quel modo. Inoltre il libro è talmente bello e scritto eccellentemente che quelle E' ogni volta erano un pugno in un occhio. 
Un bel libro! E sicuramente leggerò altro di questa autrice. Senza esitazione! 






Simona



domenica 22 ottobre 2017

E-book "Sei dove sussulta il cuore" GRATIS fino a domenica!


Comunicazione di servizio.

Cari lettori,
per chi ancora non lo avesse scaricato
e avesse voglia di farlo,
l'e-book di "Sei dove sussulta il cuore"
sarà GRATIS per tutta la settimana,
da oggi fino a domenica prossima,
sulla maggior parte degli store online!

Be', un'ottima occasione per approfittarne!

Grazie a tutti.










Simona






venerdì 6 ottobre 2017

Dove trovare "Sei dove sussulta il cuore": e-book e cartaceo!

Comunicazione di servizio:

"Sei dove sussulta il cuore" è ora disponibile anche in versione cartacea!

Pertanto, ricapitolando:
il libro è disponibile su qualsiasi store online
sia in versione e-book (nel formato che preferite)
sia in versione cartacea!

Vi ricordo, inoltre, che la versione cartacea 
può anche essere ordinata comodamente in qualsiasi libreria fisica!



Vi lascio come al solito un paio di link:







SINOSSI

Alla fine della storica relazione con il suo ex ragazzo, Tessa si trasferisce a Milano per svolgere la professione per cui ha studiato: traduttrice e mediatrice culturale. Assunta presso una comunità di accoglienza, Tessa si dedica totalmente al lavoro dimenticandosi di vivere la vita, fino a quando, a partire da quello che sembrava essere solo un temporale passeggero in un normalissimo lunedì pomeriggio, le cose per lei cominciano inaspettatamente a cambiare. L’incontro fortuito con un fascinoso quanto sfuggente commercialista, l’arrivo in comunità di un ospite ribelle e dal passato misterioso e un impegnativo trasloco in un nuovo appartamento nella periferia milanese saranno la chiave che aprirà nuovamente la porta del suo cuore, tenuta chiusa per troppo tempo. Così, tra segreti scoperti casualmente, serate trascorse presso antiche osterie dall’aspetto pittoresco e un viaggio in Puglia dal sapore tutto familiare, Tessa si troverà a dover fare i conti con i suoi tormenti sentimentali e a prendere delle decisioni che cambieranno il corso della sua vita.









Simona



lunedì 25 settembre 2017

Mi manca scrivere... e voglio già ricominciare!

Mi manca "Sei dove sussulta il cuore". Mi mancano i giorni in cui ancora non sapevo che titolo avrebbe avuto, i giorni in cui non era ancora concluso. Mi manca alzarmi con la voglia sfrenata di buttarmi a capofitto fra le sue pagine e non sapere che cosa sarebbe successo di preciso ai miei personaggi, quel giorno. Mi manca scrivere, tradurre in parole le idee e i pensieri, creare i dialoghi, descrivere i luoghi e i sentimenti. Mi manca dar voce ai personaggi, farli innamorare, piangere e sentire appagati. Mi manca giocare con i futuri lettori, creando situazioni di suspense o sorprese inattese.
Ho pubblicato da pochi giorni e già vorrei ricominciare a scrivere come un'ossessa! Una nuova storia, dei nuovi personaggi, una nuova ambientazione. Almeno prima che gli impegni di lavoro mi travolgano fino a non farmi respirare, perché è allora, poi, che la possibilità di scrivere mi abbandona. Il lavoro mi assorbe in toto e non mi lascia spazio per la stesura di romanzi. Posso scrivere dei post sul blog, dei racconti brevi che si possono concludere nel giro di una giornata, questo sì e senza problemi, ma non romanzi lunghi che ti impegnano per settimane. Per i romanzi lunghi ho bisogno di non avere altro per la testa e di non avere impegni di nessuna natura. Quando scrivo un libro dobbiamo essere solo io e lui, a tu per tu, senza terzi che mi distolgano l'attenzione dalle sue pagine. Quando scrivo un libro voglio che quello sia il mio unico obiettivo. Un libro mi prende a tal punto da alienarmi dal mondo e dalla vita. Perché quando scrivo io non esisto più, se non in funzione della storia che sto creando. Nei giorni della scrittura la mia fantasia e la mia mente prendono le ali e volano lontanissimo, sino a diventare un punto irraggiungibile al di là dell'orizzonte.





Simona




venerdì 22 settembre 2017

"Sei dove sussulta il cuore": il nuovo romanzo di Simona Giorgino! Informazioni e curiosità.



Questa è l'immagine di copertina che ho scelto, dopo giorni di ricerca matta e disperata, per il mio nuovo romanzo. E anche per il titolo, Sei dove sussulta il cuore, sono andati via giorni. Giorni trascorsi a fare lunghe liste di possibili titoli, e a cercare di farmene venire qualcuno in mente la sera, prima di addormentarmi, fino ad arrivare a scavare tra i versi di mie vecchie poesie.
Insomma, è proprio vero, mi capita di riuscire a scrivere l'intero romanzo in poco tempo, e poi invece casco come una pera cotta su copertina e titolo! Mi succede ogni volta che finisco di scrivere un libro... Chissà se mai un giorno sarò in grado di inventare un titolo e scegliere una copertina velocemente e a cuor leggero!

Intanto Sei dove sussulta il cuore è terminato definitivamente. Ho incominciato la stesura intorno al 22-23 agosto, e il 14 settembre già scrivevo l'ultima parola! 
Il fatto è che questo romanzo mi ha preso davvero molto. L'ho scritto con una tale furia che sembravo posseduta su quel computer! :D Pazienza, è andata così. È andata che ogni giorno mi svegliavo col pensiero e con la gioia di dover scrivere. Il mio con il romanzo era un vero e proprio appuntamento d'amore! 

Diversamente dagli altri romanzi scritti finora, stavolta per scrivere ho adottato una strategia diversa. Le altre volte scrivevo senza ben sapere come sarebbero andati a finire, senza farmi nessuna scaletta e avendo solo delle idee vaghe per la testa. 

Questa volta, sebbene abbia sempre iniziato a scrivere un po' "a caso", senza quasi neanche immaginare che trama volessi metter su, già al secondo capitolo cominciava a farsi spazio la "certezza" di come la storia dovesse continuare. Così, quasi come una naturale conseguenza, mi sono fatta una "scaletta" dei capitoli e di quello che volevo succedesse in ciascuno di essi. Una vera e propria novità per me! E devo dire che mi sono trovata benissimo e che se la mattina avevo tutta quella fretta di mettermi a scrivere, era anche perché sapevo già che cosa dovessi scrivere. Mi dicevo: "Che bello, oggi nel romanzo succede questo e quest'altro... Oggi tizio combina questo e caio quest'altro...". Insomma, era un vero e proprio appuntamento con i personaggi!

E a proposito di questo, la "scaletta" di cui sopra mi ha fatto confermare una cosa che già pensavo da parecchio tempo: l'imprevedibilità della scrittura è meravigliosa! Io lo so che quando si scrive un romanzo, i personaggi della storia prendono letteralmente vita propria e fanno un po' quel che cavolo gli pare. Quando, cioè, credi di poter seguire una traiettoria precisa, quando pensi che il racconto debba andare verso una determinata direzione, improvvisamente può capitare un imprevisto e, per come la storia si sta evolvendo, può capitare di dover cambiare qualcosa nella narrazione. Questo è il motivo per cui nei romanzi precedenti non ho neanche afferrato l'idea di farmi una scaletta, ma questa volta è venuta praticamente spontanea.

A un certo punto di Sei dove sussulta il cuore, quindi, mentre io cercavo di seguire scrupolosamente la famosa scaletta, un paio di personaggi si sono letteralmente ribellati! Non volevano proprio saperne di prendere la direzione che io avevo stabilito per loro! Sbraitavano, mi minacciavano! Facevano seriamente quello che volevano!
Quindi sono stata per un po' nel dubbio riguardo a come continuare la storia a un certo punto: come mi ero imposta all'inizio del romanzo, o come i personaggi mi chiedevano di farlo?
Alla fine, dopo non poco combattimento, non mi sono lasciata sopraffare e ho continuato per la mia via, rispettando un mio ideale di scrittura che, spero, possa rivelarsi un risultato piacevole. Altrimenti chi li sente quei personaggi?! :D

Infine, vi parlo brevemente dell'ambientazione. Chi ha seguito il mio blog lo sa bene: mi sono innamorata di Milano quando ci sono stata per lavoro negli ultimi anni. Con questa esperienza alle spalle, non potevo che ambientare il romanzo nella meravigliosa capitale lombarda, il che ha contribuito tantissimo a farmi provare, man mano che scrivevo, la bellissima illusione di essere ancora lì!


Per il resto che dire? Ah, già, vorrete conoscere la trama!
Eccola qui:



SINOSSI

Alla fine della storica relazione con il suo ex ragazzo, Tessa si trasferisce a Milano per svolgere la professione per cui ha studiato: traduttrice e mediatrice culturale. Assunta presso una comunità di accoglienza, Tessa si dedica totalmente al lavoro dimenticandosi di vivere la vita, fino a quando, a partire da quello che sembrava essere solo un temporale passeggero in un normalissimo lunedì pomeriggio, le cose per lei cominciano inaspettatamente a cambiare. L’incontro fortuito con un fascinoso quanto sfuggente commercialista, l’arrivo in comunità di un ospite ribelle e dal passato misterioso e un impegnativo trasloco in un nuovo appartamento nella periferia milanese saranno la chiave che aprirà nuovamente la porta del suo cuore, tenuta chiusa per troppo tempo. Così, tra segreti scoperti casualmente, serate trascorse presso antiche osterie dall’aspetto pittoresco e un viaggio in Puglia dal sapore tutto familiare, Tessa si troverà a dover fare i conti con i suoi tormenti sentimentali e a prendere delle decisioni che cambieranno il corso della sua vita.







A breve i dettagli su come scaricare l'e-book.



Simona 









giovedì 12 novembre 2015

Un estratto da "Schegge tra le righe", di Marzia Ercolani

Fra i tanti scritti presenti sul numero 10 della rivista "La Fornace" di cui vi ho parlato QUI, vorrei proporvi la lettura di un breve estratto che io ho trovato eccezionale. La sua originalità e la sua intensità mi hanno conquistata. Ho messo l'orecchietta alla pagina affinché possa sempre trovarla a primo colpo tutte le volte che ho voglia di rileggerla.






L'altro è una porta. Il rispetto è chiedere permesso per entrare, anche se la porta è aperta. Se è chiusa maggiormente. Sto imparando a bussare lieve. Mi alleno da sola, a casa, a fare toc toc. Ho composto innumerevoli ritmi, testimoni della mia ricerca, del mio studio, dei miei tentativi. Il mio desiderio di punta di piedi è estremo, incommensurabile, urgente. Eppure, davanti ad una porta, dopo anni di nocche arrossate in casa, l'emozione in me è così intensamente potente, così forte, così incontenibile, che paura mi pervade, goffaggine mi assale, ansia mi aggredisce, aggressività mi maschera, erotismo mi spalleggia e mentre infilo le scarpette di gesso perdo l'equilibrio, capitombolo sulla porta e la sfascio. Se è aperta ruzzolo malamente travolgendo ogni cosa fino ad uscire dalla porta di servizio.


da Diario di una ripetente,
di Marzia Ercolani.
Rivista La Fornace, Agosto 2015.




venerdì 6 novembre 2015

"Mille vie fino a te" - un racconto di Simona Giorgino (La Fornace)

Cari lettori,

di recente è uscito un mio racconto, pubblicato sul Numero 10 de "La Fornace", rivista letteraria di Galatina (Lecce).
Il racconto s'intitola "Mille vie fino a te", titolo su cui devo aver perso dieci chili (sono sempre stata una schiappa con i titoli!) e di cui non sono neppure totalmente soddisfatta (come al solito!). Sento infatti che non è propriamente il titolo che cercavo, ma avevo fretta di consegnare il lavoro completo e quindi alla fine ho dovuto dargli il primo titolo che mi è venuto in mente.
Tuttavia, Mille vie fino a te ha un suo perché ed ha anche una spiegazione logica!
Il racconto, infatti, vede una protagonista confusa, Elisa, che attraversa una fase di vita segnata da una storia d'amore allo sbando, alla quale segue un incontro casuale che le darà motivi di riflessione.
Da un lato un ragazzo che sembra perfettamente in sintonia con lei, che la segue lungo le impervie strade della sua personalità femminile, che riesce ad alleggerirle la vita strappandole da dentro il peso dei pensieri e delle sofferenze, dall'altro lato l'amore di sempre, quello che l'ha vista crescere, che l'ha conosciuta nei momenti più bui e in quelli più felici, che si è radicato nella sua vita con la sua presenza insostituibile e senza il quale l'esistenza sembra vuota e triste.
Ma Elisa sentirà di dare il cuore a uno solo dei due, e lo farà non senza le intemperie, i ripensamenti, i dubbi, la confusione, che rappresentano le mille vie da percorrere prima di raggiungere l'amore.







Nella rivista, come vedete dalla colonna dei cognomi, sono presenti molti altri autori meritevoli che hanno contribuito al numero con i loro scritti - poesie, racconti, saggi - e, credetemi, hanno tutti qualcosa da regalare al lettore! Io, almeno, su molti di loro ho trascorso dei piacevolissimi momenti!




È possibile acquistare la rivista presso la libreria Fabula,
sita in Corso Porta Luce, a Galatina (LE).





Se vi va, potete leggere un breve estratto del mio racconto 







Simona



martedì 13 ottobre 2015

Il ragazzo che non voleva viaggiare.

Ai tempi dell'Università, specialmente negli anni della laurea triennale, quando studiavo arabo ed ero completamente rapita dal fascino del Medio Oriente, amavo immergermi in letture che mi trasmettessero il sapore di quei posti lontani. Avevo nel cassetto il sogno di fare un viaggio nel mondo arabo, immaginavo di poter andare a Damasco, in Egitto, o magari in Marocco. 
Fu così che un giorno mi imbattei in questo racconto. Ero alla ricerca di storie di viaggi, racconti di esperienze vissute in qualche posto lontano ed esotico. Avevo voglia di leggere le testimonianze di chi era partito, di chi aveva intrapreso uno di quei lunghi viaggi che ti cambiano la vita o da cui non vorresti più tornare. Avevo voglia di lasciarmi trasportare lontano e di sognare a occhi aperti. 
Leonardo Soresi, con il suo racconto "Il ragazzo che non voleva viaggiare", riuscì a fare tutto questo.  



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IL RAGAZZO CHE NON VOLEVA VIAGGIARE
di Leonardo Soresi



Un lento gocciolio d’acqua si stacca silenzioso dalla tunica di cotone di un uomo, tracciando una scia scura sulla sabbia gialla. Normalmente quella goccia non attirerebbe la mia attenzione, ma quell’uomo sono io e la sabbia su cui cammino è quella dell’erg El Rhoual, un oceano di dune nel Sahara marocchino. Mi sono accorto troppo tardi di un piccolo foro nella guerba, l’otre in pelle di capra che porto a tracolla e ora sono rimasto senz’acqua: un bel guaio considerando che sono a oltre 200 km dai primi segni di civiltà.
Sono completamente solo: a farmi compagnia è rimasto il mio vecchio zaino, che mio padre mi aveva regalato per il diciottesimo compleanno. Povero papà… mi vedeva sempre chiuso in casa, chino sui libri: aveva paura mi dimenticassi di vivere la giovinezza. Nello zaino aveva messo anche un biglietto InterRail: era tutto quello che poteva permettersi, ma era molto più di quanto servisse per cambiarmi la vita. Mi viene da sorridere ripensando alla mia delusione quando avevo aperto il pacco: sapeva che desideravo tanto un nuovo computer! Come aveva potuto pensare che mi interessasse viaggiare su un sedile di treno, sporco e puzzolente come un barbone? Io non volevo viaggiare. Volevo diplomarmi con il massimo dei voti, iscrivermi alla Bocconi e diventare un manager ricco e invidiato. E lasciare quel buco di paese in cui le ragazze non avevano occhi che per teppistelli su motorini rumorosi. Quel primo viaggio… che tenerezza ripensarci adesso, disteso sulla calda sabbia del deserto! 
Allora credevo che viaggiare non fosse altro che visitare i musei indicati nelle guide. Quell’esperienza mi aveva insegnato che in un viaggio si scopriva ben altro, come gli occhi verdi di una ragazza dai capelli rossi che sedeva in fondo ad un bistrot parigino, triste, dopo che un ragazzo si era alzato dal suo tavolo e, senza salutarla, se n’era andato. O come quel ragazzo londinese, riverso in una pozza del suo stesso vomito, che aveva cercato una fuga disperata in una siringa. Ma anche il grande mare oceano che al tramonto inghiottiva il sole al largo delle isole Aran. 
In quel viaggio imparai a concedermi il tempo per conoscere le persone, scoprendo che sono infinite e inaspettate le storie che si celano dietro ogni uomo. Tornato a casa, niente era più come prima: i miei amati libri ora mi sembravano incompleti, aridi, perché pretendevano di raccogliere in parole e formule tutto quello che c’era là fuori, che senza sosta nasceva e moriva, cresceva e sfioriva, lasciando dietro di sé niente altro che orme sulla sabbia che presto il mare del tempo avrebbe cancellato.
Il Khamsin riprende a soffiare dolcemente e mi porta alle narici l’odore delle distese sabbiose. Chiudo gli occhi e ripenso al primo incontro con il deserto, quasi una rivelazione, nel Fezzan libico. Quella notte mi ero allontanato dai fuochi del bivacco per vedere meglio l’immensa notte africana, pazza di stelle, che fa brillare gli occhi di chi si ferma a guardarla. Ad un tratto avevo avvertito una vertigine, quel “battesimo della solitudine” di cui parlano le guide tuareg: avevo sentito il mio spirito espandersi all’infinito verso quell’immensità deserta, avventurandosi nelle profondità della notte. Era l’incontro con qualcosa di più grande, forse Dio, forse l’anima della terra. Come essere senza peso, trasportati via lontano da un alito di vento. Come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio per sempre. Nessuna droga poteva dare una sensazione del genere. 
Da quel giorno erano iniziate le mie peregrinazioni sahariane: Murzuq, Tassili, Acacus, Tanezrouft, Tenerè. Per gli altri erano solo nomi dati ad un immenso Sahara che credevano tutto uguale, mentre per me erano diventati luoghi amici che mi avevano impregnato di amore per la terra e per gli uomini che la abitano.
Ma adesso sono arrivato alla fine della strada e ben presto diventerò parte di questa sabbia di cui ormai porto il colore e l’odore. Che senso ha avuto il mio viaggiare? Non riesco a provare paura, ma solo rimpianto per i luoghi che non riuscirò a vedere. Ho sempre saputo che in queste spedizioni africane poteva capitarmi l’imprevisto e morire… ma la morte non è un prezzo abbastanza alto per rinunciare a tutta la bellezza del mondo. Ho imparato che non bisogna diventare schiavi della paura, rinchiudendosi a doppia mandata dietro pesanti porte blindate, in case sicure in cui la vita ha cessato però di abitare. No, meglio morire ma per fortuna anche vivere. Perché vivere è un viaggio senza mappa né bussola, in cui solo la paura e la prudenza ti fanno smarrire.
Chi torna da un lungo viaggio si stupisce nel vedere gli amici d’infanzia, invecchiati e ingrigiti, soffocati da matrimoni senza slanci, da occupazioni che non amano. Da giorni tutti uguali passati ad annegare il malessere, chi con un’amante, chi davanti ad un televisore. Da scelte prudenti e sicure che non lasciano mai lo spazio per inseguire un sogno che fa battere il cuore. Chi viaggia torna invece con qualche ruga e qualche capello grigio in più, ma nei suoi occhi continua a brillare la scintilla dei vent’anni. Gli altri guidano auto sempre più grandi in orizzonti sempre più ristretti; lui si sposta a piedi, ma il mondo è diventato la sua casa. Gli altri ricorrono a chirurghi estetici e diete miracolose, tutti preoccupati di aggiungere anni alla vita; lui, viaggiando, aggiunge vita agli anni che gli sono stati dati. 
Sono felice e orgoglioso della vita che ho scelto: mi alzo e decido di camminare fino a cadere stremato per terra, non per cercare un’improbabile salvezza in mezzo al mare di sabbia, ma per gridare al vento che la mia vita altro non è stata che un voler guardare cosa c’è al di là dell’orizzonte.
Mi incammino lentamente su su per il crinale della duna. Arrivato in cima mi fermo a guardare il panorama disegnato dai cavalloni di sabbia. Il cuore mi si apre d’amore per il mondo. Poi guardo in basso per iniziare la discesa e la vedo: una semplice, piccola pozza d’acqua, una guelta sahariana, uno di quei miracoli che chi non ha attraversato il deserto non sa apprezzare. Mi siedo e mi metto a ridere. Se qualcuno mi vedesse ora, seduto a gambe incrociate mentre rido nel silenzio degli spazi infiniti, penserebbe che sono pazzo. Se guardasse l’acqua della guelta vedrebbe invece riflessa l’immagine di un ragazzo che non voleva viaggiare, diventato un uomo che viaggia tra la sabbia e le stelle, rimanendo ragazzo.









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Simona




martedì 27 gennaio 2015

L'Associazione "Un Ponte per Anne Frank" nel Giorno della Memoria.

Cari amici,

è in occasione della Giornata della Memoria che vorrei dedicare un ampio spazio del mio blog all'Associazione "UN PONTE per ANNE FRANK", con sede in provincia di Livorno, Toscana, e fondata da Sofia Domino. Perché c'è assolutamente bisogno di gente come lei, gente che ricordi, che si impegni con amore e passione, che contribuisca, con i mezzi a disposizione, a diffondere un messaggio positivo, di rispetto e solidarietà. 
La sua Associazione nasce di recente, nell'ottobre del 2014. Nasce a partire da una passione personale e dalla spiccata sensibilità di Sofia Domino, pseudonimo che la giovane ragazza usa per pubblicare i suoi libri ambientati nella seconda guerra mondiale (segnalati nel mio blog: prima e seconda segnalazione). Nasce dalla voglia di sensibilizzare giovani e meno giovani alla lotta contro la discriminazione in ogni sua forma, al rispetto per il prossimo e, come si legge nel loro sito, "a migliorare l'atteggiamento verso noi stessi", perché senza amare sé stessi non si può amare sinceramente l'altro. Nasce dal forte desiderio di trovare delle risposte a quelle domande dure, difficili, tormentose, che trovano origine nel ricordo di uno dei periodi più bui della storia dell'umanità. Sofia ha deciso di provarci, uscendo dal suo piccolo e unendo le sue forze, attraverso una nuova Associazione in continua ricerca di collaborazioni, con quelle di chi nutre le sue stesse speranze. 

Trovo che sia grandioso l'impegno e lo sforzo di questa giovane ragazza e scrittrice, che sente forte, dentro di sé, la voce della speranza. 
Sono sicura che la sua intraprendenza e la sua forte passione la porteranno lontano, perché chi possiede un sentimento così forte, chi ci crede con tutta l'anima e procede fino in fondo, risplende di una meravigliosa luce ammaliante che non può non essere notata. 

Sofia e la sua Associazione sono giovani, ma hanno grandi idee che si tramutano in grandi progetti. Fra questi ne ricordo alcuni: 

- raccolta di materiale destinato ai bambini e alle famiglie vittime della guerra in Siria; 
- raccolta di materiale per aiutare i bambini che soffrono la fame nei paesi del terzo mondo; 
- progetti nelle scuole di tutta Italia allo scopo di sensibilizzare i giovani sui temi della discriminazione, avvicinarli alla Shoah e alla storia di Anne Frank, insegnare loro l'atteggiamento giusto verso il prossimo e aiutarli a maturare un'opinione;
- in occasione del Giorno della Memoria, parte la campagna "Io non dimentico";
- il Viaggio sul Treno della Memoria - partenza prevista per Marzo 2015 (clicca qui per tutti i dettagli).




Sono anche in corso delle iniziative, a titolo completamente gratuito, che hanno lo scopo di diffondere la conoscenza dell'Olocausto. 
Con "Cosa chiederesti a un sopravvissuto all'Olocausto?" l'Associazione invita chiunque a porre una domanda a una persona sopravvissuta all'Olocausto. I sopravvissuti che collaborano con l'Associazione provvederanno a inviare la loro risposta, facendoci conoscere la guerra attraverso le parole di chi l'ha vissuta in prima persona.

Sul sito dell'Associazione troverete tutte le informazioni sui progetti, le iniziative passate e quelle in corso, gli eventi, le campagne e gli obiettivi. Invito tutti a visitare il sito a questo indirizzo:



Ecco che cosa ci dice Sofia Domino a proposito della sua Associazione.
Il Diario di Anne Frank ha sempre avuto uno spazio speciale nel mio cuore. Chissà, forse perché è il primo scritto sulla Shoah che ho letto, o forse perché sono sempre riuscita a identificarmi in Anne, così tanto da sentirla parte della mia famiglia. Sin da piccola sono sempre stata interessata alla Shoah e a volerne scoprire di più. Crescendo la stessa domanda si ripeteva nella mia mente; "Perché? Perché tutte quelle persone innocenti, ebrei ecc sono morte?" Oggi non ho ancora trovato una risposta. Grazie all'associazione UN PONTE per ANNE FRANK e attraverso i nostri programmi, i nostri viaggi come il Treno della Memoria, i nostri incontri nelle scuole, le nostre iniziative e le nostre collaborazioni, voglio portare avanti gli ideali di Anne Frank, incoraggiando a cancellare ogni forma di discriminazione, e voglio continuare a parlare della Shoah, affinché nessuno dimentichi. Siamo l'ultima generazione a poter essere in contatto con dei sopravvissuti alla Shoah, o con dei liberatori, poi spetterà a noi tramandare le loro testimonianze di generazione in generazione, affinché tali atrocità non siano ripetute.Anche se fortunatamente attualmente non esiste più il nazismo come durante la Seconda Guerra Mondiale, sicuramente però ci sono ancora delle ingiustizie. Troppe ingiustizie. Le guerre in molte nazioni sono ancora presenti, e la discriminazione è vivibile ovunque, ogni singolo giorno, così come l'odio verso il prossimo. Io, invece, attraverso l'associazione UN PONTE per ANNE FRANK, promuovo il rispetto verso il prossimo. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l'atteggiamento di Hitler cominciò con un "semplice" odio verso gli altri.I bambini, che sono i più vulnerabili, hanno uno spazio particolare nella nostra associazione. Ci battiamo per loro, lottiamo per loro, cercando di regalar loro un futuro migliore, una vita. Ci occupiamo dei bambini orfani e affamati che vivono in Paesi in via di sviluppo, e anche dei bambini della Siria, vittime della guerra. Siamo aperti da poco tempo e abbiamo già ricevuto numerose soddisfazioni. Non solo è un onore essere supportati da Buddy Elias, cugino di Anne Frank, ma abbiamo già instaurato importanti collaborazioni con fondazioni nazionali e internazionali, e anche con sopravvissuti alla Shoah, che supportano pienamente i nostri ideali e quello che facciamo. Inoltre, il sostegno della cittadinanza italiana è fondamentale.Questo è solo l'inizio, perché sappiamo che ci sono ancora moltissime cose da fare, e naturalmente sarà un grandissimo piacere tenervi aggiornati sui nostri progressi. 
Sofia Domino



"Che bello il fatto che nessuno
debba aspettare un momento particolare 
per iniziare a migliorare il mondo."

Anne Frank







Simona



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