Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

venerdì 19 ottobre 2012

Una conversazione con Michela Piazza e la sua Mary Read!

Ciao a tutti!
Stasera sono contenta di poter presentare un romanzo molto interessante, 
scritto da Michela Piazza e pubblicato dalla Butterfly Edizioni
Il romanzo in questione s'intitola "Mary Read - di Guerra e Mare", narra di una protagonista davvero singolare, vissuta nel 1700 e che io personalmente ho avuto modo di conoscere per la prima volta proprio in occasione di questa intervista, quindi ringrazio doppiamente Michela! ^^
Ecco per voi la nostra conversazione che ci permette di saperne molto di più!


  • Salve Michela, benvenuta nel mio blog! Direi di rompere il ghiaccio iniziando a parlare un po' di te e della passione che ci accomuna: la scrittura! 

Ciao Simona, grazie per avermi ospitata sul tuo blog! L'amore per le storie mi accompagna sin da quando ero bambina. Adoravo sentirmele raccontare e quando ho imparato a leggere ho iniziato a divorare un libro dopo l'altro. Da questo amore per la lettura è nato spontaneamente quello per la scrittura: mi è venuto naturale inventare dei personaggi miei, far vivere loro le avventure che avrei desiderato trovare in libreria... Al liceo poi ho iniziato a recitare e questo mi è stato utile invece per approfondire la psicologia dei miei protagonisti. Diciamo che, quando faccio agire un personaggio, mi immedesimo in lui come farebbe un attore e cerco di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Una sorta di metodo Stanislavskij della scrittura :) 

  • E' interessante quello che dici, infatti si finisce per riversare tutti noi stessi nel personaggio che stiamo creando. E a proposito di questo, dato che è una domanda che mi sento fare spesso e vorrei confrontarmi con qualcun altro a tal proposito, ti capita di creare storie autobiografiche e personaggi che assomigliano a te? Quanto di autobiografico c'è nei tuoi racconti? 

Com'è naturale, nelle mie storie affronto temi che mi affascinano o argomenti che mi hanno colpita, ma non credo di aver mai inserito in nessuna di loro dei tratti prettamente autobiografici.
In realtà, mi sono innamorata di Mary Read perché per molti versi è l'opposto di ciò che sono io: lei è molto chiusa e non si fida delle persone, mentre io sono fin troppo candida e aperta; lei cerca la libertà anche a costo di sfidare la morale e la legge, non si vuole legare agli altri, mentre io amo il "nido" e sento la necessità di appartenere a qualcosa e a qualcuno. 
Calandomi nei suoi panni, sono quindi stata costretta a seguire dei percorsi mentali molto diversi dai miei, cosa che ho trovato stimolante e catartica: stimolante, perché mi ha spinta a cercare di capire le ragioni di alcune scelte "limite" fatte da Mary, che a prima vista possono apparire irrazionali; catartica perché... Beh, finché sono immersa nei problemi del personaggio, mi dimentico dei miei :) 

  • Allora possiamo definire la scrittura anche come un "diversivo dalla quotidianità"? Non è secondo te un modo per "andarsene in vacanza"? Scrivendo siamo in grado di viaggiare in posti che magari non abbiamo mai visitato, conoscere persone che non abbiamo mai conosciuto, fare cose che non abbiamo mai fatto... Insomma, è come se raggiungessimo un po' una "dimensione parallela" che ci permette di allontanarci dalla realtà in cui viviamo. Cosa ne pensi? 

Sì, in effetti scrivere è un ottimo modo per vivere delle avventure che, nel mondo reale, non ci capiterebbero mai. Lo stesso concetto, nel mio caso, è applicabile anche alla lettura: i libri mi hanno trasportata in luoghi meravigliosi e mi hanno fatto provare emozioni davvero intense. Inoltre, c'è il vantaggio che vivere certe avventure attraverso la scrittura è sempre più sicuro e divertente che viverle in prima persona: non sono certa che mi sarebbe piaciuto combattere in battaglia al posto di Mary Read ;) 
Credo inoltre che scrivere consenta anche di viaggiare dentro se stessi. Come dicevo, immergermi nei pensieri di Mary mi ha spinta a scardinare tante certezze. Costruire una protagonista con una psicologia approfondita, rendere credibile una donna ribelle e selvatica, è una sfida: ti costringe a creare un ambiente familiare e sociale che non solo giustifichi, ma renda plausibili le scelte azzardate che il personaggio andrà a compiere. Ti impone di capire e di non giudicare. 

  • Ci hai già detto qualcosa, a grandi linee, sulla protagonista del tuo romanzo, Mary Read. Sappiamo che è ribelle e selvatica, ci hai anticipato qualcosa sul suo carattere, e sappiamo che è fondamentalmente l'opposto di te. Che cosa ci vuoi dire ancora su questo interessante personaggio? In che genere rientra il tuo romanzo e qual è il contesto in cui si inseriscono le vicende da te narrate? 

Direi che il genere cui appartiene il romanzo è l'avventura. 
Il libro si svolge a inizio Settecento e, essendo io laureata in Storia, l'ambientazione è molto curata... Ho svolto ricerche approfondite e tutti i particolari (dal funzionamento dei cannoni alle tecniche militari, dal tipo di cibo consumato al modo di spiegare le vele su una nave) sono assolutamente veritieri. Ho cercato di creare uno scenario realistico e non stereotipato. Eppure credo che "Mary Read" non sia un romanzo prettamente storico: l'ambientazione serve soprattutto a dare risalto alle vicissitudini e alle avventure che Mary si trova a vivere.
E' anche un libro di formazione: nel corso della storia, Mary cambia e cresce. Dimostra di essere una donna coraggiosa e determinata, ma anche di avere delle debolezze in cui è facile immedesimarsi... Impara che nessuno, per quanto sia scaltro e disilluso, è immune dal dolore. E che nessuna ragazza può sfuggire all'amore... 

  • Insomma, un libro decisamente ricco nei contenuti. Suppongo che la scelta di un'ambientazione e di un contesto storico specifico sia in un certo senso conseguenza dei tuoi studi e della tua formazione, ma che cos'è che ti ha spinto alla scelta di questo personaggio? Quando hai scritto il libro, avevi in mente un messaggio che avresti voluto comunicare? Se sì, credi di esserci riuscita? In che modo? 

Sì, di certo il fatto di aver studiato Storia e di aver lavorato come bibliotecaria per diversi anni ha creato in me la passione per gli eventi del passato... E l'abitudine a frugare negli archivi! 
La scelta di raccontare di Mary non è stata fatta in modo conscio, è stata piuttosto dovuta a un colpo di fulmine: mi sono imbattuta per caso in una sua brevissima biografia e ho immediatamente pensato che si trattava di una figura interessantissima, che aveva vissuto una vita degna di essere raccontata. Mi sono innamorata di lei, della sua intraprendenza e della sua solitudine.
Non credo di essere partita a scrivere avendo in mente un messaggio da comunicare, eppure alla fin fine una morale si può trarre da questo libro: che per essere felici è necessario essere se stessi, anche se questo significa essere diversi e non piacere a tutti. A volte, per trovare il proprio posto nel mondo bisogna avere il coraggio di andare contro corrente. 

  • Come ti stai muovendo per la promozione del tuo libro? In che modo credi che un autore emergente possa riuscire a ottenere un po’ di visibilità in più rispetto al panorama editoriale su cui si affaccia? So che hai partecipato di recente a un’intervista in radio, precisamente su Radio Onda Novara [link per l'intervista], dove hai avuto l’opportunità di presentare il tuo romanzo d’esordio. Ci vuoi parlare anche di questa esperienza? 

"Mary Read" è il mio primo libro pubblicato e quindi per me è tutto nuovo. Devo ringraziare la direttrice editoriale della Butterfly, Argeta Brozi, che è di grande sostegno anche nella promozione: per esempio, è volata a Napoli per partecipare al programma televisivo "Cultura a colori" e presentare anche il mio romanzo.
Io sto poi prendendo contatto con alcuni blogger. Finora ho avuto il piacere di incontrare persone stimolanti e disponibili, con cui è stato un piacere collaborare! 
Quanto alle presentazioni: ne ho organizzata una qui ad Arona, la città in cui vivo, scegliendo come ambientazione un locale posizionato in un sito storico da cui si gode un bellissimo panorama... La prossime saranno l'11 novembre presso una libreria a Gravellona Toce (VB) e il 23 novembre alla biblioteca di Polverara (PD). Invece il 14 dicembre terrò una presentazione congiunta con Pamela Boiocchi, collega della Butterfly e autrice de "Il cuore insanguinato". 
Quella della radio è stata un'esperienza completamente nuova per me, ed è stata meravigliosa grazie ai conduttori che hanno saputo mettermi a mio agio. Quando sono arrivata ero nel panico e invece poi mi sono divertita tantissimo! 

  • Be', un in bocca al lupo sincero per tutte le tue presentazioni e per i prossimi progetti! Prima di concludere, sarei curiosa di sapere che cosa diresti al pubblico per invitarlo a leggere “Mary Read - di Guerra e Mare”. Quali sono gli aspetti del tuo libro che, più di tutti, secondo te vanno messi in evidenza? 

Grazie, crepi il lupo! 
Il punto di forza del romanzo è Mary stessa, una protagonista che spero conquisterà i lettori come ha fatto con me. Una ragazza coraggiosa, che per ottenere ciò che vuole deve combattere e rinunciare alla propria femminilità... Così come purtroppo accade ancora oggi a tante donne, costrette a scegliere tra carriera e famiglia. 
"Mary Read- di guerra e mare" è un romanzo avvincente, una storia capace di far sognare e di trasportare il lettore in altri tempi e in altri luoghi; ma è anche un libro basato sull'amicizia e sulla ricerca di se stessi... Insomma, tratta di temi sempre attuali, pur all'interno di un'ambientazione storica e avventurosa. 

  • Per finire, ti chiedo se hai qualche progetto sulla stesura ed eventualmente sulla pubblicazione di un nuovo romanzo... 

A breve uscirà, all’interno dell’antologia “Sussurri dal cuore… E dalle tenebre”, un racconto horror che ho scritto a quattro mani con Andrea Rizzi. Insieme avevamo già vinto un concorso narrativo indetto da Scheletri.com e, visto che la nostra collaborazione funziona, stiamo lavorando a un progetto di più ampio respiro.
Però ho anche iniziato ad abbozzare un altro romanzo tutto mio… :)


  • Ancora in bocca al lupo per la realizzazione dei tuoi prossimi progetti, complimenti per tutto e un grazie sincero per essere stata qui con noi e per averci parlato della tua interessante Mary Read!
Grazie a te, Simona, per le tue domande interessanti!

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Per saperne di più o per contattare direttamente l'autrice, potete CLICCARE QUI per la pagina Facebook dedicata al libro, oppure QUI per la sua pagina tra gli autori Butterfly. 



Simona 


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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com.


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