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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

sabato 20 ottobre 2012

Com'è dolce la vita a... "La dolce vita"! Intervista a Valentina e Massimo nella stupenda Gallipoli!

Ciao a tutti! Oggi un'altra intervista per il mio blog, stavolta del tutto diversa e originale! 
Non parlerò di libri né di autori emergenti. Oggi converso invece con una giovane coppia di fidanzati, Valentina e Massimo, proprietari di un bar-pasticceria in una stupenda località del Salento, Gallipoli. 
L'idea di intervistare Valentina e Massimo parte dalla mia aspirazione di realizzare interviste-conversazioni amichevoli che tocchino i temi più disparati. Parlare di libri mi piace perché sono la mia passione, mi piace parlare di arte a 360 gradi, ma mi piace anche parlare di vita, di relazioni, di posti, di emozioni, di persone.
Perciò mi propongo di dare uno spazio nel mio blog a chiunque abbia qualcosa da dire, qualcosa da mostrare o presentare, che sia un'idea, un libro, una passione o un locale!

[E, a tal proposito, vi anticipo che è in fermento una nuova iniziativa con cui vorrei rendere un po' più "frizzante" il mio blog:).]

Ma andiamo subito a conoscere Valentina e Massimo che ci parlano della loro pasticceria, "La dolce vita"


  • Benvenuti nel mio blog Valentina e Massimo e grazie per aver accettato di rispondere a questa intervista! Anzi, più che un'intervista vorrei che fosse qualcosa di simile a una conversazione amichevole, come mi propongo per tutte le interviste che realizzo per il mio blog! Anzi, facciamo così, fingiamo di essere seduti intorno a un tavolino de "La Dolce Vita", di fronte a un bevanda fresca, qualche stuzzichino o magari un buonissimo cornetto alla crema... che musica c'è di sottofondo? Qual è l'atmosfera in cui siamo immersi? 

Ciao Simo e benvenuta nel nostro locale! E un benvenuto anche a tutti i tuoi amici followers. Sai, nel rispondere alla tua domanda, ci è venuto in mente che, nel progettare l' interno del bar, l' architetto che se n'è occupato ha sempre affermato di essersi ispirato ad un salotto, o comunque ad un ambiente familiare, in modo che, chiunque entrasse, avvertisse lo stesso calore accogliente di una casa. In effetti, nell' occuparci di un' attività come questa, accade spesso di sentirsi i proprietari di una casa che riceve molte visite... Ti confessiamo che, all' inizio di questa nostra avventura, eravamo un po' ossessionati dal mito di una fantomatica "atmosfera perfetta". Poi però, col tempo, abbiamo abbandonato le candele e i cd di musica lounge e abbiamo scoperto che spesso, ciò che più interessa a chi frequenta un bar, è imbattersi in un altro tipo di situazione: un ambiente pulito e cortese, un sorriso, un sincero scambio di opinioni. E così, è questo il clima che pensiamo di offrire: quello confortante e confortevole di un salotto di casa... magari proprio quello di una elegante famiglia vissuta negli anni '50! 

  • Sono perfettamente d'accordo. Penso che musica e oggetti siano solo un riempimento, un abbellimento, ma gli ingredienti fondamentali che fanno un locale sono da ritrovarsi altrove... Per quanto mi riguarda, è proprio vero che in un locale cerco quell'atmosfera confortevole, quel senso di calore che solo un sorriso e un confronto amichevole con il personale ti possono trasmettere. Voi avete dato un nome suggestivo alla vostra pasticceria, "La dolce vita", che ricorda appunto l'omonimo film dal fascino intramontabile. Come mai questa scelta? 

Bella domanda! Ricordiamo perfettamente che la scelta di un nome da dare al locale ci ha impegnati non poco... Per settimane intere non facevamo che sfornare nomi, ma nessuno ci convinceva particolarmente. Cercavamo un nome significativo, che evocasse qualcosa da poter riproporre anche nell' arredamento. Un bel giorno d' estate poi, ricordiamo che eravamo in spiaggia, quando io (Valentina) d' un tratto ho esclamato: "Ci sono! Che ne pensi di "La Dolce Vita"?" e per la prima volta anche Massimo sembrava soddisfatto. Si tratta di un nome che si associa subito ad una serie di immagini piacevoli: la città eterna, le memorabili scene girate nella Fontana di Trevi, il grande Mastroianni... ma, soprattutto, a noi ha suggerito il fascino di un' intera epoca, quella dell' Italia fiduciosa, e forse un po' ingenua, del dopoguerra. Poi, inevitabilmente, ci piaceva la presenza di quell' aggettivo "dolce", immancabile nel nome di una pasticceria. E in quel momento, tra l' altro, credevamo di essere stati originali!

  • Ottimo, e prima della scelta del nome, ovviamente c’è stata un’altra scelta, ancora più importante: quella di aprire un bar-pasticceria. Come mai proprio un bar-pasticceria, dunque? A chi dei due dobbiamo questa “golosa” fortuna? 

Col senno di poi, ci rendiamo conto che la nascita del nostro bar è semplicemente il frutto di una serie di coincidenze. Per quanto riguarda il tipo di attività, dipende dal fatto che io (Massimo), ho lavorato in questo ambiente per anni. Dopo aver svolto lavori diversi, anche fuori dall' Italia, ho scoperto per caso la mia passione. Per anni ho lavorato dietro il bancone di un noto bar di Gallipoli e in questo stesso bar la pasticciera era mia sorella! Entrambi avevamo maturato una sicurezza tale che, alla fine, avevamo la sensazione di potercela cavare da soli. Il fatto di dipendere da altri, iniziava a starci stretto... Proprio in quel periodo, inoltre, il bar stava per cambiare gestione e per noi si prospettava la possibilità di perdere il lavoro. Così siamo stati noi a lasciarlo, confidando nella nuova avventura. Avevo conosciuto Valentina da un paio d' anni e senza dubbio è stata lei a darmi la motivazione necessaria per il grande passo. In quel momento ci è sembrato che la cosa andasse da sé: il fatto di avere un cognato architetto, ad esempio, che già fantasticava ad occhi aperti, o l' intraprendenza della mamma di Valentina, hanno incrementato l' entusiasmo. Tuttavia, oggi ci rendiamo conto che senza un pizzico di incoscienza, non saremmo mai andati da nessuna parte. Non avevamo idea di che cosa significasse mettersi a capo di una piccola azienda. E infatti, ben presto, sono arrivate le difficoltà, a partire dal problema di ottenere un prestito. Alcune realtà non si possono conoscere solo "per sentito dire". L' Italia è un Paese paradossale sotto molti aspetti. Ci sono troppi giovani che vogliono mettersi in gioco, disposti a rimboccarsi le maniche e a credere in un progetto, ma ovunque troveranno ostacoli. Nel nostro caso, l' aiuto è arrivato dalle nostre famiglie che, tutt' ora, ci sostengono in mille modi diversi. Non smetteremo mai di ringraziarle per tutto quello che fanno e per aver creduto in noi!

  • Il messaggio che comunicate è senza dubbio molto positivo, di gente che crede in quello che fa, che ci mette tutta la passione, sebbene come affermi tu, Massimo, molto spesso i giovani più volenterosi e dotati di talento non vengono sostenuti come dovrebbe essere. Hai accennato all'incoscienza, tuttavia, che permette di fare dei passi che il timore e la paura spesso impediscono di compiere, e che vi ha permesso di arrivare dove siete e di vedere il vostro sogno realizzato. Dove vi ha portato tutto questo, cosa avete messo nel vostro bagaglio, quali sono le esperienze che vi hanno permesso di crescere di più? 

Siamo contenti che tu ci faccia questa domanda, perché alle volte non si pensa a quanta linfa pulsante si nasconda sotto le apparenze di una tranquilla quotidianità.
Il bar ha cambiato radicalmente le nostre vite, è stato un evento sconvolgente dalla portata inimmaginabile, un investimento "a tutto tondo" con ripercussioni su ogni aspetto delle nostre vite. Trascorriamo delle giornate talmente intense che in ciascuna di essa si nascondono importanti occasioni di crescita che non risparmiano neppure il nostro rapporto. Il bar è stato lo strumento che ci ha permesso di conoscerci in maniera ancora più intensa, di far emergere i nostri rispettivi limiti, ma anche i nostri punti di forza, come quella tenacia e quella ostinazione che accomunano le nostre personalità. Di fronte alle difficoltà e ai momenti negativi, abbiamo imparato a pensare e ad agire come una squadra, a frugare dentro noi stessi per trovare le risorse necessarie per fronteggiarli. Il nostro è un percorso iniziato in salita, dal momento che, per una serie di circostanze, abbiamo scelto di aprire in una zona periferica e piuttosto “difficile”. Il prossimo marzo, però, la nostra attività compirà 4 anni ed è un piccolo “miracolo” di cui siamo particolarmente fieri dal momento che, dentro queste stesse mura, già 3 attività come la nostra non sono giunte neppure al primo anno.
Non abbiamo mai smesso di avere fiducia in noi e nei prodotti che offriamo e questa fiducia la custodiamo gelosamente nel nostro “bagaglio”, come lo hai definito tu, insieme a tutti quei valori che intendiamo proteggere poiché talmente semplici, da risultare persino fragili: l' impegno nel lavoro, la costruzione di legami veri, la bellezza dei sentimenti autentici.

  • Ecco, ed è proprio ricollegandomi alle vostre ultime parole che mi piacerebbe fare una piccola deviazione dalla vostra attività per conoscere un po’ meglio chi la gestisce. Ci avete raccontato del vostro locale, e si è potuto abbondantemente capire dalle vostre risposte che un’attività non è solo prodotti ed estetica, ma anche e soprattutto sentimenti e umanità. In parole povere, chi si nasconde dietro a “La dolce vita”? Chi sono Massimo e Valentina una volta che, arrivato l’orario di chiusura, abbassano la saracinesca del locale? ^^ 


A saracinesche chiuse, siamo semplicemente Vale e Max... altrimenti detti Mimì e Cocò :D La nostra coppia è nata quasi 7 anni fa anche se abbiamo la sensazione che il tempo insieme sia volato! Questo, probabilmente, perché non abbiamo mai perso il nostro bisogno di comunicare e di confrontarci sui temi più vari, senza mai dare nulla per scontato l' uno dell' altra. Quel poco tempo che riusciamo a prenderci tutto per noi, preferiamo trascorrerlo tranquillamente: ci piace andarcene in giro a osservare il mondo fuori, giocare con i nostri nipotini più piccoli, fare shopping... e poi amiamo il cinema e il buon cibo. Ma al di là della vita di coppia, siamo due persone libere di vivere ciascuno la propria individualità: Valentina si è appena laureata in Lingue e sogna di insegnare spagnolo, magari in un bel liceo. Massimo, invece, è un uomo capace di enormi sacrifici perché fortemente motivato dai suoi sogni: come quello di avere una bella famiglia a cui garantire una vita serena.

  • Prima di arrivare al termine, vorrei chiedervi di parlarci un po’ delle vostre produzioni artigianali. Avete una pasticceria, quindi direi che i lettori più golosi staranno fremendo nell’attesa di sapere qualcosa in merito (e ok, lo ammetto, io sono la prima e mi sto già leccando i “baffi” :D). Cosa offrite ai vostri clienti e quali sono le vostre specialità? 

Potremmo dire che le nostre vere specialità sono la freschezza e la qualità di tutti i nostri prodotti, oltrechè le idee e la voglia di aggiornarci continuamente. Questo è il motivo per cui, ad esempio, da quasi un paio di anni abbiamo introdotto la novità delle cosiddette "torte tridimensionali", cioè quelle decorate con la pasta di zucchero. L' intenzione era quella di adeguare l' estetica di uno dei nostri prodotti più apprezzati alla tendenza del momento, senza che ciò interferisse in alcun modo sul gusto del prodotto finale. Al di là di questa novità, tuttavia, la nostra pasticceria può vantare il successo di alcuni grandi classici, come i pasticciotti o i cornetti, senza contare tutta la produzione tipicamente domenicale. E, in quanto al salato, realizziamo dei buffets favolosi in cui non c'è traccia di surgelati! Crocchette, porzioncine di pitta di patate, focaccine ecc.. tutto realizzato sul momento! E poi, le favolose polpette di melanzane, una ricetta rubata alla mamma di Massimo!


  • Per concludere, vi chiedo di citarmi un momento, un'emozione, un ricordo particolare legato a "La dolce vita", che vi fa ancora sorridere, riflettere o emozionare. 
Come è immaginabile, i ricordi e gli episodi legati al nostro bar sono tanti, perché sono tante e varie le situazioni che si creano e le persone con cui si entra in contatto. E poi ci sono le emozioni che ci regalano i nostri clienti: un complimento, la fiducia di chi continua a sceglierci giorno dopo giorno. Ma oltre tutto questo, vorremmo condividere con voi una sensazione che riesce quasi a farci venire la pelle d’ oca. Alle volte, guardando il nostro bar, riusciamo a percepire come tutto sia dipeso, in origine, dal nostro primo casuale incontro. Col senno di poi, inevitabile, si pensa che tutto fosse già scritto da qualche parte. E allora, ci rendiamo conto di come le vite di tutti noi costruiscano una sorta di catena: i nostri piccoli gesti quotidiani, possono diventare la ragione di altri avvenimenti più importanti. Senza quel primo incrocio di sguardi, non sarebbe mai nata neppure quest’ altra storia e allora, persino i nostri clienti avrebbero avuto, in minima parte, “altre storie”, avendo altre abitudini, frequentando altri posti e altra gente. E a noi piace pensare che qualunque altra storia, malgrado tutto, non sarebbe mai stata bella quanto questa! 

  • Le vostre parole mi commuovono... ^^ Vi faccio i miei più sinceri complimenti e vi ringrazio per essere stati con noi, sperando di potervi ospitare ancora, quando lo vorrete!


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Vi invito a visitare la PAGINA FB del bar "La dolce vita" di Vale e Max dove potrete conoscere ogni cosa, avere i contatti, leggere novità e vedere un sacco di foto bellissime! 



Simona



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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com


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