Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

mercoledì 19 gennaio 2011

Dove sono finiti i pensieri leggiadri?

Non ricordo più. Ho perso la capacità di ricordare. Non ho più quel tempo di ripercorrere giorni, momenti del passato. Ho altro da fare! Ho sempre maledettamente altro da fare!
Non ho più ore da dedicare ai ricordi. Sono un tipico essere umano moderno: sempre di corsa. Fretta di fare le cose, fretta di vivere. La mente si evolve, nel tempo. Ritagliarsi uno spazio nel mondo richiede fatica, richiede volontà, il più delle volte la volontà richiede sforzi, gli sforzi richiedono sudore.
Non so più cosa vuol dire fermarmi e... rilassarmi. Perché sì, l'ho già detto da qualche altra parte qui nel blog, sono fondamentalmente una pigra-riflessiva, che si ritaglia spazi di solitudine, di dolce far niente, di pensieri, ma sono sempre pensieri legati al presente, a quello che faccio oggi, o a quello che farò nel futuro immediato, pensieri sempre con un certo peso, lotte, lotte, pensieri, pensieri. Se viaggio un po' nel passato, è solo per qualcosa (un disagio, per certo) che riaffiora alla mente ma che non ho chiesto io.
Non ho più il tempo di pensare ai ricordi. E anche se lo facessi, lo farei con una mente nuova. Forse mi direi "com'era diverso, all'epoca" e non farei che constatare come OGGI non posso più fare la stessa cosa nel modo in cui la facevo IERI.
Qualche anno fa era facile che ricordassi, che so, una giornata di sole trascorsa a Pasquetta o un incontro fortuito e romantico avvenuto in un luna park. Potevo starci anche ore ed ore a pensarci, a dedicarci parole su parole, nel diario segreto.
Oggi non più.
Hanno perso peso, gli eventi del passato? Sono declassati? Se devo pensarci, non lo faccio certamente con l'intenzione di perderci su solo qualche oretta di relax. Piuttosto, devo capirci sul serio qualcosa. Dove sono finiti i pensieri leggiadri, freschi, che sanno di niente e tutto allo stesso tempo, i pensieri deliziosi, del paradiso, pensieri rosa, turchesi, genuini?
Sono solo cambiati gli interessi, con l'età, o c'è sempre una piccola possibilità di tornare a "rilassarsi" e "ricordare" come quando eravamo più piccini?

9 commenti:

  1. Non sei certamente la sola. E' come se la mente non fosse in grado di tenere tutto, come se vivessimo più vite che nascono e poi muoiono in momenti ben precisi.
    E' che cambia tutto col tempo, anche il modo stesso di ricordare.

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  2. La mente si evolve, col tempo e con l'esperienza.
    E che palle, però! I pensieri hanno sempre e solo un peso consistente. Mai che, per caso, ci passi un pensierino... leggiadro! E se succede, non ci mettiamo niente a tornare a martellarci!

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  3. Hai ragione, Alamuna...man mano che si cresce i pensieri si fanno sempre più "pesanti", maturi, forse perchè mentre noi cresciamo, aumentano le responsabilità, crescono i problemi e le cose da fare... il tempo diventa sempre di meno...e i momenti spensierati diminuiscono...ma questo non significa che debbano sparire del tutto! :)

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  4. Non spariscono del tutto... ma sono così raaaari... :-(

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  5. Credo che pensieri leggiadri possano transitare ugualmente, ad una certa età, nella nostra mente, se non fosse per gli eventi difficili della vita, il carattere e l'immaturità/maturità cerebrale di ognuno e mentre la persona solare ne sarà privilegiata quella introversa avrà preclusa ogni strada. Leggiadro è uno stato d'animo euforico, un pensare leggero come lo è nei bambini, a volte transitorio a volte no. Però in taluni casi lo si vive, certo a volte, perché le responsabilità della vita ti riportano con i piedi per terra e non c'è nessuno che possa agire per te.

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  6. Sono esattamente d'accordo con te, fiormat! Possono transitare ugualmente...

    Da me i pensieri leggiadri ci sono, eccome se non ci sono, ma transitano più lentamente di tutti gli altri, ad una velocità ridotta sulla corsia della mia vita! :-) :-(

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  7. Kundera scriveva... "Perchè è scomparso il piacere della lentezza?" bellissimo questo tuo post-riflessione... ritrovo pensieri su cui ogni tanto mi soffermo anche io... specie quando mi fermo ad ammirare i fiori che nascono così lentamente... e noi invece immersi nella frenesia quotidiana ;) forse però per tutti noi che amiamo scrivere/leggere questo è un modo per rallentare ogni tanto :) un abbraccione ;)

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