Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

martedì 5 marzo 2013

Segnalazione: "Convivenza Leggera... Matrimonio d'affari", un romanzo di Vanessa Vescera.

Buongiorno a tuttissimi e buon inizio di settimana!
[Ah, non è lunedì? Va be', fa quasi lo stesso!]

Stamattina, prima di tuffarmi nello studio (com'è difficile riprendere dopo una vacanza in montagna e dopo una giornata - quella di ieri - trascorsa in totale relax e con la macchina fotografica in mano [a proposito, in uno dei prossimi post mi dedico alla fotografia - seconda mia passioncina - e vi mostro qualcuno degli ultimi scatti]), ho un libro da segnalare e da presentarvi. Si tratta di un libro di prossima uscita, che è possibile acquistare in prevendita con uno sconto speciale da questo indirizzo (temo che la promozione abbia una scadenza, quindi è bene approfittarne!).
Il libro è pubblicato dalla Butterfly Edizioni, s'intitola "Convivenza Leggera... Matrimonio d'affari" ed ecco qui di seguito una breve descrizione: 

Alicya è una donna che vive correndo, dividendosi tra lavoro, casa e ben due relazioni da costruire: una convivenza non troppo impegnativa con l’affascinante Raffaele e una storia duratura con il suo capo, l’affidabile Ugo. Il gioco, tuttavia, si rivelerà più intricato del previsto e, come sempre accade, il destino e la sua ironia metteranno il loro zampino, ponendo tra le mani di Alicya una terza carta da giocare. 
Vanessa Vescera offre ai suoi lettori un’antieroina dei tempi moderni, una donna impacciata che semina buona volontà ma raccoglie guai e che, proprio per questo, è una di noi. Brioso e mai banale, divertente sino alle lacrime e a tratti commovente, questo romanzo è come il ritornello di una canzone: lo ascolti una volta, lo ami da subito, non lo dimenticherai mai più.




L'autrice, Vanessa Vescera, è stata ospite del mio blog in diverse occasioni. La conosciamo anche per il fatto che abbia alle spalle numerose pubblicazioni, la maggior parte delle quali sono in comune con la sua migliore amica, Fabiana Andreozzi (leggete qui l'intervista che ho fatto a entrambe, la prima conversazione a TRE per il blog!). 
In questa nuova pubblicazione, invece, la troviamo come "solista" :P. 
Be', l'anteprima mi conquista. Mi aspetto una storia allegra e frizzante, magari con un pizzico di ironia... vediamo un po'!




Simona




lunedì 4 marzo 2013

"Tregua nell'ambra", romanzo finalista al concorso Ilmioesordio 2012. Download gratuito.

Cari lettori,

reduce della mia breve ma intensa vacanza bianca sulla Sila, torno sul blog con un post davvero importante e che può interessare a una cerchia abbastanza vasta di persone: lettori, scrittori emergenti, ragazzi che nutrono il desiderio di pubblicare, editori. 
I lettori avranno un ruolo primario, perché è di un libro che si tratta, e avranno l'opportunità di sceglierlo, leggerlo, far sapere la propria opinione, diffondere la voce; gli scrittori emergenti, in secondo luogo, si rispecchieranno - ne sono certa - nelle parole della protagonista di oggi, che riflettono anche appieno lo spirito del mio blog e dell'attività di promozione di cui in larga parte si occupa; e infine gli editori: è a loro, in fin dei conti, che è rivolta questa protesta.

La protagonista di questa storia è una mia "collega", Ilaria Goffredo, e sarà lei stessa a presentarsi e a spiegare come stanno le cose. 
Vi invito a sostenerla in questa importante iniziativa che è prima di tutto un atto di vero coraggio, da parte sua. Da parte nostra, invece, lo sforzo sarà davvero minimo per un risultato che potrebbe diventare grande.

Leggete qui di seguito che cosa ci racconta in prima persona.






Ciao Simona, ciao lettori del blog di Simona! 

Innanzitutto ringrazio la nostra cara amica per avermi concesso dello spazio qui sul suo bel blog. È risaputo infatti che Simona Giorgino non è solo una scrittrice ma una blogger che sprizza energie da tutti i pori, attenta verso ogni genere di iniziativa. 
E proprio di questo vorrei parlarvi oggi, di un’iniziativa che la sottoscritta sta intraprendendo. Ma prima mi presento, anche se forse avete già letto di me durante le recensioni di Simona ai miei romanzi. 
Mi chiamo Ilaria Goffredo, ho 25 anni, sono mamma di giorno e scrittrice di notte - a dir la verità mamma pure di notte. Ho pubblicato due romanzi e un racconto con 0111edizioni e un romanzo su lulu e amazon. 
Ma torniamo a noi. Vi parlavo dell’iniziativa. Si tratta in realtà di un’iniziativa/protesta, scaturita da sentimenti contrastanti tra loro eppure legati. 
Tempo fa - precisamente nel 2011 - ho dato ampio sfogo al mio amore per la storia e per la mia terra, scrivendo un romanzo ambientato in Puglia durante la seconda guerra mondiale. Lavoro per il quale ho speso mesi di ricerche - molto affascinanti devo dire. Il titolo è “Tregua nell’ambra”. 
Vi presento brevemente la trama: 

Martina Franca, Puglia, gennaio 1943. 
 



L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Gli stenti gravano anche sull’esistenza della giovane Elisa, una diciottenne piegata dal terrore del fascismo e dei bombardamenti alleati, dalla fame. Un giorno Elisa conosce Alec, il figlio di una vicina di casa, un uomo misterioso e dallo strano accento; incute in lei un’adorazione che talvolta si tramuta in timore. 

In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite. 

Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia. 


Con questo romanzo ho cercato di puntare a editori medio-grandi, ma nessuno di loro mi ha prestato attenzione. Ho quindi partecipato al concorso nazionale ilmioesordio 2012 e, inaspettatamente, mi sono classificata tra i finalisti. Nonostante questo, dunque una sorta di “riconoscimento di qualità” - per un qualche motivo “Tregua nell’ambra” sarà arrivato in finale XD -, ancora nessun editore un po’ più in vista pare interessato. 
Ciò che cerco nella pubblicazione con un editore maggiore non è far soldi, quanto piuttosto la visibilità che inevitabilmente se ne ricaverebbe. Ma - ahimè - il problema è ben noto agli autori che annaspano nel tentativo di non affogare nel mondo editoriale italiano: molti dei grandi editori, alla qualità delle opere preferiscono la fama pregressa dell’autore, cosa che di certo scrittori sconosciuti come me non hanno. Come ovviare allora al problema e raggiungere ugualmente un gran numero di lettori? Semplice, pubblico il libro autonomamente e lo distribuisco gratis. Un colpo di testa? Un’avventatezza? Può essere. Tuttavia voglio provarci. Molti mi hanno chiesto: “Ma perché non pubblichi il libro su amazon anche a soli due o tre euro?” Be’, è semplice. Perché in questo modo il numero dei possibili lettori si ridurrebbe drasticamente. È un fatto. E a me non interessa guadagnare qualche decina di euro, come già detto il mio obiettivo sono i lettori. Mi direte dunque che una cosa data via gratis è spesso sinonimo di scarso valore. Anche questo potrebbe essere vero. Tuttavia io mi rimetto al vostro giudizio. 
Vi lascio il link da cui poter scaricare gratuitamente e senza alcuna iscrizione il romanzo nel formato che preferite tra pdf, epub e mobi. Leggendo il mio libro, in un certo senso sosterrete virtualmente questa “protesta” verso le politiche sbagliate dell’editoria e aiuterete ad attirare l’attenzione sul mondo degli scrittori sconosciuti. E poi magari fatemi sapere le vostre considerazioni post-lettura; se il libro vi è piaciuto, potreste parlarne ai vostri amici. 
Augurando a tutti una felice giornata, vi saluto. 


Ilaria Goffredo 










Cliccate qui  per guardare il video di protesta da parte dell'autrice.



giovedì 28 febbraio 2013

"Deserto Rosso", una storia di fantascienza divisa in puntate: intervista all'autrice.



Oggi vi presento un'autrice davvero interessante. 
Le sue risposte sono complete, esaustive, ricche di informazioni e di curiosità!
Rita Carla Francesca Monticelli ha pubblicato le prime due puntate 
di una quadrilogia dal titolo "Deserto Rosso".
Ci racconta inoltre della sua esperienza con il self-publishing
e degli ottimi risultati che ha ottenuto.

Ecco che cosa ci siamo dette!






Benvenuta nel mio blog! Vogliamo presentare ai lettori il tuo libro “Deserto rosso”, una quadrilogia di cui hai già pubblicato le prime due puntate. Di che cosa tratta?

Rita Carla Francesca Monticelli
Ciao Simona, prima di tutto ti ringrazio per l’ospitalità nel tuo bellissimo blog!
“Deserto rosso” è una serie a puntate di fantascienza, costituita da quattro episodi, che nell’insieme poi formano un unico romanzo. Ciò che la differenzia da un romanzo semplicemente diviso in quattro parti è che ogni puntata viene scritta e pubblicata prima di iniziare a lavorare alla successiva. Si tratta di un progetto in qualche modo sperimentale in cui, sebbene esista una trama di massima, questa nei dettagli può modificarsi nel corso della pubblicazione anche in seguito al feedback dei lettori. Ciò lo rende particolarmente interessante, perché permette un’interazione continua tra me e i miei lettori, eliminando i periodi di silenzio tra un libro e l’altro. Tieni conto che tra la pubblicazione di due puntate successive passano appena cinque mesi, nei quali i lettori vengono continuamente tenuti informati sulle varie fasi di produzione dei libri. E ciò è reso possibile dal fatto che la storia di ogni episodio non è autoconcludente, in questo modo chi la legge vuole sapere cosa succede dopo ed è quindi portato a interagire con me nei mesi di attesa. In questo modo si può trovare a influenzare gli eventi, magari anche solo dettagli, che verranno narrati nell’episodio successivo.
Al di là della tipologia narrativa, come dicevo, “Deserto rosso” è una storia di fantascienza, ambientata in un futuro prossimo, diciamo circa cinquant’anni da adesso. Narra la vicende di un gruppo di astronauti impegnati in una prima missione di colonizzazione di Marte, che ha luogo ben trent’anni dopo il tentativo precedente di esplorare il pianeta, in cui tutto l’equipaggio era morto in circostanze misteriose.
La differenza con la missione precedente è che l’intenzione non è fare una breve visita, ma istallarsi in pianta stabile e dare inizio a un progressivo processo di colonizzazione del pianeta.
Per certi aspetti l’approccio è abbastanza scientifico. Io sono una modesta areofila (appassionata di Marte) e mi sono documentata soprattutto sui libri di Robert Zubrin, il fondatore della Mars Society. Per altri però è la storia di essere umani normali (o quasi) che si trovano ad affrontare situazioni ben al di là della loro portata o comunque delle loro aspettative. Costretti a vivere in un ambiente ristretto all’interno di un enorme pianeta deserto e insidioso, senza le convenzioni e un qualche sistema di controllo da parte della Terra, ognuno di loro tenderà a tirare fuori il peggio di sé, finché la morte non si abbatterà sulla piccola comunità, sconvolgendone per sempre i difficili equilibri.
Tra i cinque astronauti c’è la protagonista, Anna Persson, un’esobiologa svedese, con una storia familiare un po’ particolare e diversi problemi psicologici, che un bel giorno, senza un apparente motivo, esce di nascosto dalla struttura abitativa, la Stazione Alfa, con un rover pressurizzato e si addentra nel deserto marziano verso una morte certa (o quasi). Da questo atto incomprensibile ha inizio la prima puntata. Non si tratta, però, del vero inizio della storia. Con una serie di flashback sia nella prima che nella seconda puntata si scoprirà ciò che è accaduto prima del lancio della missione e nei circa mille giorni di permanenza sul pianeta, precedenti alla fuga di Anna, fino a capirne le motivazioni.
Ciò che Anna non sa è che Marte avrà però in serbo per lei una scoperta incredibile, alla base di un mistero nascosto nelle profondità del più grande canyon del Sistema Solare, Valles Marineris.

Quella di “Deserto rosso” è stata la prima volta in cui hai provato a cimentarti nella stesura di un libro o avevi già scritto altri lavori in precedenza?

Prima puntata.
Nei tre anni precedenti (2009-2011) avevo scritto la prima stesura di un altro romanzo originale di fantascienza, intitolato “L’isola di Gaia”, che si inserisce nella stessa timeline di “Deserto rosso”, ma circa cinquant’anni dopo il lancio della missione Isis (a cui Anna partecipa). In questo momento mi sto occupando dell’editing di questo romanzo, ma con molta calma. Non si tratta di un sequel, in quanto è una storia a parte, che può essere letta separatamente, ma ha numerosi elementi di contatto.
Avevo inoltre scritto nel 2000 un altro romanzo, che rientra però nell’ambito della fan fiction, intitolato “La morte è soltanto il principio”. Si tratta di un fantasy di argomento egiziano, ricco di avventura e ironia, ispirato al film “La Mummia” (1999), di cui è una sorta di sequel alternativo. L’ho pubblicato in ebook lo scorso anno (a marzo) ed è tuttora distribuito gratuitamente. È stato scaricato più di 3000 volte da Smashwords, ma non ho la più pallida idea di quanto sia stato scaricato dai vari retailer (Kobo, iTunes).
In passato inoltre mi ero cimentata nella scrittura di tre sceneggiature (due thriller e una commedia sentimentale), che sono rimaste inedite. Ammetto che il mio interesse per la scrittura nasce proprio dal mio amore per il cinema.

Che cosa ti piacerebbe che comunicasse il titolo che hai scelto, “Deserto rosso”?

Ho pensato a “Deserto rosso” come titolo del libro ancora prima di iniziare la scrittura della prima puntata. Volevo unire un aspetto peculiare di Marte, il suo colore unico, che tanto ci fa sognare e fantasticare, con la sua vera natura, quella di deserto privo di vita, pericoloso, desolato e letale. Il senso di solitudine che il titolo trasmette è quello che si percepisce proprio nelle scene iniziali, in cui Anna decide di imbarcarsi in questa fuga insensata nel deserto, completamente sola. L’idea stessa del romanzo è nata da un’immagine comparsa nella mia mente alcune settimane prima di mettermi al lavoro con questo progetto: quella di un astronauta che in completa solitudine si trova ad viaggiare sulla superficie di Marte. Nell’immaginare questa situazione, mi è parso quasi di sentire i sentimenti contrastanti che provava: da una parte la meraviglia per un paesaggio affascinante e alieno, dall’altra parte il terrore che esso trasmette.

Che tipo di risposta hai notato nel pubblico? I lettori si dimostrano impazienti di leggere gli episodi successivi?

La risposta è stata davvero sorprendente. In quasi nove mesi sono state vendute 900 copie, un risultato buono per un’autrice indipendente alla sua prima esperienza di pubblicazione. Ma, al di là dei numeri, ciò che mi ha impressionato è il feedback stesso dei lettori, che sia nei vari social network che per e-mail mi contattano di continuo per raccontarmi le loro impressioni sul romanzo e discuterne spesso degli aspetti che neppure io avevo preso in considerazione. E ovviamente, sì, sono impazienti di leggere il seguito. Il primo episodio, “Punto di non ritorno”, è abbastanza corto, si tratta di una novella, e termina con un cliffhanger davvero pesante. L’attesa per il secondo episodio, “Abitanti di Marte”, è stata notevole. Quest’ultimo è un romanzo breve, che in parte ha acquietato la curiosità dei lettori, che però adesso sono smaniosi di arrivare al cuore della storia. Per loro fortuna (e anche mia), questo verrà raggiunto col terzo episodio, “Nemico invisibile”, lungo più del doppio dei due precedenti messi insieme e che uscirà, se tutto va bene, intorno al 30 aprile. E poi resterà solo l’epilogo, per il quale però ci vorranno altri cinque mesi.
Alcuni di loro non solo sono curiosi di leggere gli ultimi due episodi, ma anche “L’isola di Gaia”, che, come ti dicevo, è nella stessa timeline di “Deserto rosso”.
Devo ammettere che questo tipo di responso è ciò che più di tutto mi sprona a scrivere, talvolta facendo orari pazzeschi o rubando tempo al sonno, pur di mantenere la promessa con miei lettori.

Raccontaci un po’ della modalità di pubblicazione che hai scelto per la tua quadrilogia. La consiglieresti agli scrittori che desiderano veder realizzato il loro sogno?

Seconda puntata.
Io adoro essere un’autrice indipendente. Avevo pensato di scrivere per pubblicare i miei libri, ma non ero per niente attratta dall’editoria tradizionale, tant’è che si tratta di una strada che non ho mai neppure tentato. Già dal 2010 avevo iniziato a studiare il fenomeno del self-publishing soprattutto nel mercato anglofono, che è decisamente molto più avanti di noi. Poi, con l’avvento di Amazon KDP in Italia, ho capito che era arrivato il momento per me di mettermi in gioco.
Avevo terminato la prima stesura de “L’isola di Gaia”, ma sapevo che c’era da fare ancora un lavoro enorme per trasformarlo in un prodotto degno di pubblicazione, allora ho pensato di cimentarmi in qualcosa di più corto. Da qui è nato “Deserto rosso - Punto di non ritorno”, cioè il primo episodio della serie, che è una novella di ventimila parole. Essendo così breve, ho avuto la possibilità di lavorarci con tutta calma per sei mesi, nei quali mi sono concentrata più da vicino su tutte le fasi di creazione di un libro, dall’editing, alla formattazione, la creazione della copertina fino alla programmazione della promozione. Nel frattempo, giusto per fare un po’ di pratica, ma anche perché è una buona mossa dal punto di vista del marketing, ho pubblicato gratuitamente “La morte è soltanto il principio” tramite Smashwords, che è il più grande distributore di autori indipendenti al mondo, che permette di portare il proprio ebook sui principali retailer internazionali, a eccezione di Amazon, che è un discorso a parte. Con questo libro ho fatto un po’ di pratica, poi ai primi di giugno, quando ero finalmente pronta col primo episodio di “Deserto rosso”, l’ho pubblicato su Amazon e su Smashwords (quindi anche Kobo e iTunes, e altri retailer internazionali), più recentemente l’ho inserito anche su Google Play.
Se considero la pubblicazione indipendente agli altri scrittori? Ovviamente sì, a patto che siano consapevoli che autopubblicando i propri libri non sono più solo degli scrittori, ma diventano di fatto degli editori e ciò comporta delle responsabilità. Come editori devo assicurarsi personalmente di pubblicare un prodotto di valore, non solo per quanto riguarda la scrittura, ma anche ciò che sta intorno a essa, incluso l’editing, la realizzazione della copertina, dell’eventuale booktrailer, del sito web, la formattazione, le faccende tecniche relative alla pubblicazione e soprattutto la promozione. Tutto ciò deve essere svolto in maniera professionale, come se non meglio di quanto farebbe un editore. Per ottenere questo risultato bisogna impegnarsi, imparare e rivolgersi, laddove non si arriva da soli, a dei collaboratori, talvolta con investimento di denaro, questo perché essere autore indipendente significa investire su se stessi a tutti i livelli, diventando un piccolo imprenditore. Certo, lo scopo all’inizio deve essere realistico. Non ci si può aspettare di diventare ricchi o vivere di questo, soprattutto nel mercato italiano in cui non esistono ancora i numeri per raggiungere certi risultati, ma ciò non cambia il fatto che ci si debba rivolgere all’autopubblicazione con lo stesso impegno e professionalità di un qualsiasi editore. Se poi ci si guadagna qualcosa, tanto meglio. Questo perché il pubblico dei lettori va rispettato e si aspetta da noi la stessa qualità che cerca in qualsiasi libro, anche se il nostro costa 89 centesimi o è gratuito.

I tuoi libri sono disponibili solo in formato e-Book? 

Sì, per il momento si trovano solo in ebook, per il semplice motivo che sono troppo corti e pubblicarli in cartaceo farebbe lievitare troppo il prezzo. Trovo assurdo che i libri di un autore non famoso arrivino a costare addirittura più dei bestseller, tra l’altro in questo modo sarebbero invendibili. Una volta terminata la serie, però, pubblicherò l’intero romanzo di “Deserto rosso” anche in cartaceo (un unico volume), non tanto perché pensi possa avere un mercato maggiore (il problema del prezzo rimane), ma semplicemente per il piacere, diciamo lo sfizio, di poterla toccare e anche perché diversi lettori me l’hanno chiesto per poterla regalare a chi non ha un ebook reader o anche per poterla tenere per sé in un formato tangibile.
Per quanto riguarda “La morte è soltanto il principio”, invece, non esisterà mai il cartaceo, sia perché voglio che resti un libro gratuito, sia perché essendo una fan fiction non posso in alcun modo lucrarci.
I miei prossimi romanzi saranno tutti disponibili in entrambi i formati, anche se credo che per semplicità li pubblicherò prima in ebook.

Qual è il tuo rapporto con gli e-Book e qual è invece l’atteggiamento che noti nel pubblico nei confronti di queste nuove creature digitali?

Amo gli ebook. All’inizio, un po’ come tutti, ero diffidente, ma allo stesso tempo curiosa. Poi ho comprato un Kindle e tutto è cambiato. Mi si è aperto un vero e proprio mondo. In linea generale quando leggo un libro non faccio alcuna distinzione di supporto, il piacere è identico, ma il bello dell’ebook è la facilità con cui i libri possono essere reperiti. Basta un clic e in sessanta secondi hai il libro a disposizione. Non è più necessario spulciare i mercatini o le librerie per trovare delle offerte, né preoccuparmi di dove mettere i libri letti (per una bookaholic come me era diventato un problema sia economico che di spazio). Quando voglio leggere un libro, vado su Amazon e clic lo compro (talvolta anche gratis), un minuto dopo lo sto leggendo. Cosa c’è di meglio per un’amante della lettura? Senza parlare poi della maggiore accessibilità ai testi in lingua straniera. Io leggo anche in inglese, francese e tedesco, quindi ho proprio l’imbarazzo della scelta.
Negli altri lettori mi pare di vedere la stessa evoluzione che c’è stata in me. Ci sono quelli che rifiutano l’idea a priori, ma solo perché non conoscono affatto la lettura digitale. Poi ci sono quelli che la provano e capiscono di non poterne più fare a meno. La transizione sarà lenta. Di certo il libro cartaceo non morirà. Io stessa continuo a leggere e comprare libri cartacei, ma con minore intensità (e spesa). Anche su questo aspetto siamo indietro rispetto ad altri mercati, ma il trend è sempre più verso l’inserimento della lettura digitale nella nostra quotidianità e a questo proposito sono parecchio ottimista.
Io poi scrivo fantascienza e i miei lettori per definizione amano la tecnologia, per cui mi trovo ad attingere al pubblico perfetto per il tipo di prodotto che propongo.

Che cosa è significato per te pubblicare un libro? Che cosa ti piacerebbe comunicare attraverso la tua scrittura?

Per me scrivere un libro è vivere situazioni e vite diverse dalla mia, che desidero provare solo con la mente senza troppo impegno (e senza alcun rischio) e con la possibilità di avere il massimo controllo si ciò che accade. Pubblicare i miei libri significa permettere ad altre persone di vivere e viaggiare insieme a me, rendendoli partecipi del genere di storie che vorrei io stessa leggere.
I singoli temi poi cambiano a seconda dei periodi della mia vita. In questi anni mi piace in particolare raccontare storie basate sulla soggettività del concetto di bene e di male, quindi con personaggi e situazioni controverse. Ho l’ambizione di portare il lettore a vivere il punto di vista di questi personaggi e sentirsi immedesimato, fino a stare dalla loro parte, sebbene compiano azioni oggettivamente sbagliate e riprovevoli.
In passato invece ero affascinata dal tema del doppio. Nel futuro chissà.
 
Hai mai pensato di cimentarti nella stesura di testi appartenenti a generi letterari differenti o pensi di rimanere sempre fedele allo stesso genere cui appartiene “Deserto rosso”?

L’ho già fatto. A parte “La morte è soltanto il principio” che è una storia fantasy di azione e avventura, con argomento egiziano, che quindi è abbastanza diversa dalla fantascienza (sebbene rientri sempre nel macrogenere del fantastico), lo scorso novembre-dicembre ho scritto anche, nell’ambito del NaNoWriMo 2012, un crime thriller intitolato “Il mentore”, che pubblicherò l’anno prossimo. Senza dubbio non sarà l’unico di questo filone. 
Diciamo che, un po’ come nella lettura, nel cinema e nella TV, non mi pongo limiti di genere, però, anche nell’ambito dei vari generi, le mie storie hanno dei punti in comune. Oltre certe tematiche che ritornano, ognuno di loro ha un’anima di mistero, suspense, colpi di scena, azione e sono tutte un po’ dei thriller. Lo stesso “Deserto rosso” è senza dubbio (anche) un thriller fantascientifico.
Sono comunque una scrittrice di genere, nel senso che non mi interessa scrivere narrativa non di genere (ne leggo anche molto poca). Tutte le volte che ho tentato di farlo, ho finito per far ammazzare qualcuno o tirare fuori qualche evento inspiegabile o qualche tecnologia futuristica. Ho decisamente bisogno degli elementi di genere, perché mi divertono tantissimo e, in fondo, io scrivo per divertirmi.

Qual è il più bel complimento che hai ricevuto sinora, dopo la pubblicazione del tuo libro? E quale invece, se c’è stata, la critica “migliore”, grazie alla quale hai potuto riflettere e magari perfezionarti?

Questa è una domanda difficile.
Ho ricevuto commenti tra i più disparati su “Deserto rosso”, in alcuni casi si trattava di brevi frasi, in altri di qualcosa di davvero articolato, che, come accennavo prima, andava a volte oltre il mio intento originale. La cosa più bella è, però, quando ti rendi conto che tra te e il lettore esiste la giusta sintonia, tanto che questi è in grado di cogliere esattamente ciò che tu stai cercando di trasmettere.
In questo senso mi ha colpito particolarmente l’e-mail di uno dei miei lettori in riferimento al ruolo di antieroina di Anna in contrapposizione con quello del personaggio di Hassan, col quale lei è in conflitto per ragioni caratteriali, ma anche e soprattutto etnico-religiose (Anna è dichiaratamente anti-islamica, mentre Hassan è musulmano). Questo lettore mi ha detto che, nonostante lui legga fantascienza perché attratto dalla parte più scientifica e tecnologica di questo tipo di storie, si è invece scoperto catturato dalla storia umana e quasi normale del conflitto tra una donna e un uomo.
Questo chiaramente mi ha fatto esultare, perché per quanto in “Deserto rosso” ci sia tanta tecnologia, avventura, azione, mistero e così via, alla base di tutto ci sono proprio i personaggi, con le loro emotività, i solo sentimenti spesso estremi, le loro follie, ma anche i loro aspetti più comuni, spesso meschini, che poi caratterizzano ognuno di noi, magari non per come ci poniamo di fronte agli altri, ma per quello che passa per la nostra testa. I miei personaggi fanno spesso ciò che le persone comuni immaginano, ma non metterebbero mai in atto, per vari (ovvi) motivi. La finzione conferisce questa libertà, che nella realtà non esiste, e quando il lettore riesce a cogliere questo aspetto è davvero per me il migliore complimento possibile, perché mi dà la dimostrazione che sto riuscendo a trasmettergli le mie emozioni.
La critica? Questa è ancora più difficile.
Non ho avuto grandi critiche che abbiano influenzato il mio modo di scrivere. Il più delle volte si è trattato di appunti, che si sono trasformati in spunti, che mi hanno permesso di vedere le cose da una prospettiva diversa e aprirmi a certi risvolti delle mie storie ai quali non avevo pensato.
Anche in questo caso devi citare un lettore che mi ha scritto una lunga e-mail. Si tratta di uno scienziato (come me d’altronde), amante della fantascienza, che mi ha fatto degli appunti di natura scientifica, che mi hanno lasciato a bocca aperta. Uno di essi riguarda un argomento che sapevo di dover approfondire (quello dell’effetto della bassa gravità sul corpo umano), ma grazie a questa critica mi sono resa conto di quanto fosse importante farlo.
A livello poi di scrittura le critiche le ho avute però prima della pubblicazione, dai miei beta reader, e ho cercato di farne tesoro nella stesura finale, ma questo è un discorso diverso.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro in ambito editoriale?

Il programma è di pubblicare intorno al 30 aprile “Deserto rosso - Nemico invisibile”, la terza puntata della serie, e poi intorno al 30 settembre l’episodio finale, il cui titolo è ancora top secret (perché sarebbe un po’ spoilerante). Invece intorno al 30 novembre o comunque prima di Natale, vorrei ripubblicare tutto “Deserto rosso” in un unico volume, sia in ebook che in cartaceo. Tutto questo salvo, ovviamente, imprevisti.
Nel frattempo presto inizierò a lavorare alla traduzione (sono una traduttrice freelance) di un romanzo di fantascienza di un autore indipendente inglese, di cui curerò in parte la promozione in Italia e che vorremmo far uscire alla fine di ottobre.
Per l’anno prossimo conto di pubblicare sia “L’isola di Gaia” che “Il mentore” e, possibilmente, “Red Desert”, cioè la serie di “Deserto rosso” in inglese.
Chiaramente non smetterò di scrivere. A novembre vorrei partecipare di nuovo al NaNoWriMo, anche se non ho ancora deciso con quale dei vari progetti che ho in cantiere.
Tra i progetti futuri c’è poi un romanzo di fantascienza, intitolato “Sangue”, che è una sorta di commistione col gotico (con gente anemica che non ama stare al sole), ma senza l’elemento soprannaturale. Sto anche pensando a un sequel de “La morte è soltanto il principio”, che si stacchi però da “La Mummia” e che sia quindi del tutto mio, perciò ancora avventura, azione, antico Egitto e soprattutto molta ironia. Mi piacerebbe anche scrivere un secondo romanzo nel filone de “Il mentore”, visto che la storia si chiude con numerosi aspetti irrisolti, anche se al momento si tratta ancora di un’idea vaga.
Infine ho l’aspirazione di rimettere mano alla timeline fantascientifica di “Deserto rosso” e “L’isola di Gaia”, con un romanzo inserito cronologicamente tra questi due e un sequel successivo all’ultimo.
Ci sono anche tante altre idee, però mi limito al momento ai propositi certi per questo 2013 e per l’inizio del prossimo anno. Non mi stupirei se da qui a qualche mese mi venisse in mente qualche nuova idea e decidessi di mettere da parte alcune di queste ultime che ho appena citato!


Complimenti per tutto e grazie di essere stata con noi. In bocca al lupo e alla prossima!

Grazie ancora a te e… crepi il lupo :)! 




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Per info e contatti:

YouTube (booktrailer): www.youtube.com/user/ladyanakina 






Simona




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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com






mercoledì 27 febbraio 2013

Il fascino della neve e partenza per la Sila!


Dopo un secolo passato ad agognare la montagna, ecco finalmente che i nostri eroi ce l'hanno fatta: abbiamo prenotato il nostro hotel a Camigliatello Silano!
La scelta di Camigliatello Silano non è stata sofferta: eravamo abbastanza convinti che avremmo puntato a questa località. Courmayeur, Val d'Aosta, Trentino ed altre appetibili mete di montagna rimangono nei miei sogni, per il momento. Il fatto è che la Sila è, fra le altre cose, vicinissima: praticamente dietro l'angolo. L'abbiamo scelta specialmente per questa ragione. Ci andiamo in macchina e non è questo il problema, quanto il fatto che abbiamo al seguito un cagnolino che non ha mai compiuto un lungo viaggio in automobile! Be', noi lo conosciamo e sappiamo bene che l'automobile per lui non rappresenta un grosso problema, ma è anche vero che, fino a questo momento, non lo abbiamo mai costretto in macchina per centinaia di chilometri! Insomma, non vorremmo doverci fermare ogni cinque minuti e impiegarci un'eternità ad arrivare a destinazione! Dunque, paragonando le distanze per la Sila e per una qualsiasi altra località di montagna, la nostra ci sembra una scelta più che giusta.
Mmm, lasciatemi fantasticare! :P
Foto dal web: Sila
Inoltre, la vacanza sarà necessariamente breve, durerà solo tre giorni - da venerdì a domenica - ma... già non vedo l'ora! Sono letteralmente eccitata all'idea! Mi sembro una bambina! Abito in una località di mare, nello splendido Salento, e quando arriva l'inverno mi lascio puntualmente affascinare da ciò che qui non vediamo mai: dai paesaggi innevati, dagli chalet in mezzo alla neve, dalle accoglienti baite di montagna... Un sogno! 
Io la neve l'ho vista poche volte in vita mia, ecco. E quelle pochissime volte in cui l'ho vista, ero una bambina! Sembrerà strano, forse, ma è proprio così! Cavolo... perché diamine ci ho messo tanto a prenotare un week-end in montagna, soprattutto considerato che abbiamo la Sila a più o meno... tre ore di macchina?! 

Ma ora ci siamo. Manca poco più di un giorno. Sto già fantasticando su quello che infilerò in valigia. Ho vestiti abbastanza pesanti? Come ci si veste in montagna? Voglio dire, a parte tuta da neve, scarponi, guanti e cappelli, che cos'altro devo portare con me? Immagino di dover rinunciare a gonne, calze e tacchi. Accidenti, ho praticamente solo quello nel mio guardaroba! :D Ecco che cosa mi piace dei viaggi: prima di partire, bisogna sempre necessariamente comprare qualcosa di nuovo! :P

Il mio cagnolino: anche lui dovrà essere coperto a dovere. Dubito che riusciremo a trovargli una tuta da neve canina, ma possiede una mole sufficiente di maglioni e piumini, penso possano bastare. Spero che l'impatto col freddo non lo traumatizzi.

Cose che non potrebbero giammai mancare nella mia valigia: il libro "di turno" (quello che leggo sotto le coperte prima di addormentarmi), il mio e-book reader e, soprattutto, la macchina fotografica! Scatterò un sacco di foto! :)

Ah, il computer. Non riesco a separarmene. A ogni viaggio, vengo sempre assalita dal solito dubbio: portarlo con me o lasciarlo a casa? Disintossicarmi per tre giorni non sarebbe una cattiva idea...

Momento riflessione.
...


A riaggiornarvi!





Simona





martedì 26 febbraio 2013

Brezze Moderne, di Pietro De Bonis: le mie impressioni.

Dopo queste deludentissime elezioni, dopo aver messo su la prima lavatrice della giornata e dopo essermi ricordata di avere delle cose da sbrigare e aver appurato che si è ormai fatto troppo tardi per recuperare, eccomi qui a scrivere qualcosa per il blog. 

È di un libro che oggi vi voglio parlare, un libro che ho letto un po' di tempo fa, ma di cui - per i miei impegni universitari che ormai conoscete tutti - non ho potuto parlare prima.
Ho anche intervistato l'autore il mese scorso, e oggi invece vorrei parlarvi del suo libro, "Brezze Moderne", di Pietro De Bonis. Si tratta di una raccolta di versi, aforismi e riflessioni, scritti con una naturalezza e una spontaneità che sono state certamente le prime caratteristiche a colpirmi. Mi è piaciuto moltissimo, e non si tratta della solita raccolta poetica che non arriva agli altri. 
Per chi non lo sapesse, io sono molto affascinata anche dalla Poesia. Ne ho scritte, ho una raccolta inedita con più di un centinaio di poesie chiusa in una cartella di computer, quando ho l'ispirazione giusta continuo a scriverne, ne leggo volentieri, mi piace lasciarmi trasportare dalla bellezza e dalla morbidezza di qualche verso. Ma penso anche che la poesia sia molto più ermetica di un romanzo o di un racconto: c'è bisogno di sforzo per comprenderla, e anzi, non la si comprende mai del tutto. Dinnanzi a una poesia, mantengo sempre quell'atteggiamento di incertezza tipico di chi non vuole avere la presunzione di aver afferrato il punto, perché più di un racconto, la poesia mi sembra un rifugio istantaneo nel quale si nasconde l'autore, solo e soltanto lui in tutta la sua interiorità, lasciando spesso e volentieri tutti gli altri al di fuori. Mi mantengo sempre distante da una poesia, la tratto con riverenza, con rispetto, pensando di non poter essere mai in grado di comprenderla fino in fondo. 
Pietro De Bonis
Ecco, Brezze Moderne non mi ha fatto cambiare idea su questo versante, ma mi ha decisamente aperto una nuova strada: quella della poesia che, invece, è in grado di essere un po' di tutti. Ne concludo, quindi, che quella di Pietro non è una poesia ermetica dietro alla quale si nasconde un animo che non vuole parlare di sé e che non vuole comunicare agli altri. La poesia di Pietro, al contrario, arriva, arriva dritta e pungente, ed è tua, è mia, è di chiunque, non è solo di Pietro che l'ha scritta. Questo è quello che ho maggiormente apprezzato di quest'opera, questa capacità di differenziarsi dalla Poesia in generale, questo "essere poesia che non è proprio poesia", questo suo squisito carattere dalla natura indecifrabile. D'altronde, mi ricordo che neppure Pietro ama categorizzare i suoi versi. Quando ci si riferisce alla sua opera usando la parola Poesia, lui risponde: "Non dire Poesia, dì semplicemente Scrittura". È vero: lui scrive, e quando scrive lo fa in una maniera così scorrevole, naturale, spontanea, umana, che alla fine diventa difficile, forse impossibile, inserire la sua Scrittura in una categoria precisa. 
I versi di Pietro mi sono sembrati naturali e genuini, una penna scorrevole, a volte perfino rapidissima, come rapidissima sa essere un'emozione che istantaneamente ti entra dentro. Una scrittura che con la stessa rapidità ti tocca il cuore. 




________

Pietro De Bonis presenta brevemente Brezze Moderne:
clicca qui per guardare il video.






Simona




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