Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

lunedì 14 aprile 2014

Perché poi, chissà.

Una giornata non proprio felice, dei grossi esami da studiare su cui sono ancora in alto mare, un cagnolino sulle gambe che mi trasmette un grande calore, l'attesa di un corriere Zalando, la voglia di urlargli addosso come nella pubblicità e di sentirlo urlare a sua volta, l'errore di un altro ordine di 85 euro inoltrato a New Look nella certezza di non avere un centesimo sul mio conto Paypal e la loro attesa che io lo ricarichi in modo da prendersi i miei soldi, un tempo incerto e uggioso, probabile causa del mio senso di malinconia, una bella mostra fotografica a cui ho partecipato ieri sera, tanta bella gente incontrata, salutata, conosciuta, la felicità di essere stata citata dal relatore, il presidente di Gaia Arte, che mi ha ringraziata pubblicamente di essere presente, anche con il mio blog, nella loro vita, la gioia di condividere momenti d'arte con persone a me tanto vicine, anche e soprattutto spiritualmente, un romanzo inedito di cui non conosco ancora il destino, la consapevolezza di aver fatto una cazzata ad abbandonare la palestra e la consapevolezza che sia troppo tardi per riprenderla ora che gli impegni non mi permetterebbero di frequentarla, idee e progetti che navigano per la mia testa, quasi tutti di difficile realizzazione, perché le cose facili pare che non mi abbiano mai particolarmente attratta, due belle interviste preparate stamattina e in arrivo sul blog prossimamente, il desiderio che si capisca, prima o poi, che un po' soli lo siamo tutti nella vita, che sì, gli altri possono essere presenti, ma il grosso lo devi fare tu, con le tue forze e il tuo coraggio, perché ognuno è coinvolto in una lotta speciale, in un disegno complicato, in un intreccio miracoloso, in un vortice di sentimenti, dolori, sorrisi, lacrime, desideri, delusioni, aspettative fallite, e poi, ancora, un pranzo che non mi va di cucinare, la voglia di una gita che non potrò fare, ultima lettura terminata: "La figlia sbagliata", di Jeffery Deaver, un thriller psicologico intrigante ma con una fine che mi ha lasciata un po' perplessa, con un ex psichiatra furbissimo che si lascia abbindolare, alla fine, da un avvocato oratore, in un modo che si direbbe un po' improbabile rispetto alla sua personalità, altri romanzi da leggere, tantissimi, domande irrisolte, voglia di indossare vestiti estivi. Cose di vita, semplicemente. Di vita che scorre.





Simona


mercoledì 9 aprile 2014

Gli istanti della creazione: 21 cose sulla mia scrittura.

Ieri, girovagando per i blog che seguo, ho letto questo post interessante sul blog di Anima di Carta, che a sua volta aveva preso spunto da altri blog. Dev'essere, quindi, un simpatico "giochino" fatto fra blogger, ma lo ritengo più di un semplice giochino, in effetti: è un modo divertente per "scandagliare" il proprio rapporto con la scrittura.
Si tratta di scrivere delle cose random, di getto, che riguardano noi e la scrittura.


Dunque dunque dunque. Sto per sintonizzarmi sul canale giusto. Pronti? Io sì. Premo il pulsante on nella mia testa: click.

Ci siamo.




1) Il silenzio e la solitudine mi aiutano molto. Rumori vari, di radio o televisioni accese, oppure la presenza di persone nella mia stessa stanza, mi disturbano e sono un intralcio alla mia concentrazione. Questo vale se stare da sola e in silenzio mi è possibile, altrimenti... a mali estremi estremi rimedi: ampia parte di "Jeans e cioccolato" l'ho scritta seduta sul letto di una stanza d'ospedale, dove oltre a me c'erano altre tre ricoverate, con conseguente via vai di visite!

2) Non ho mai una trama bell'e pronta. Inizio a scrivere senza sapere dove arriverò, che cosa verrà fuori. Al massimo posso avere solo una vaga idea di qualcosa che vorrei accadesse, ma una volta che inizio a scrivere è quasi certo che la storia prenderà direzioni impreviste... Insomma, impossibile pianificare.

3) Iniziare a scrivere un romanzo è sempre un'avventura imprevedibile: non inizio con la certezza di metter su una trama convincente e arrivare alla fine. Nutro anzi spesso il timore di arrivare a un punto morto e non sapere come uscirne. Nella mia esperienza di scrittura, mi è capitato di scrivere rapida come un treno fino alla fine, senza mai interruzioni (è il caso di tutti i romanzi conclusi), ma anche di arrivare a punti morti e lasciare il racconto a metà e non concluderlo mai. 

4) Quando mi rendo conto che la storia sta venendo bene, non riesco a pensare ad altro che a quello. Se posso, faccio da parte gli impegni per dedicarmi al romanzo! Sono una che è riuscita a scrivere tesi di laurea e romanzo contemporaneamente, e a concludere prima il romanzo, proprio per la mia fretta di finirlo e "ammirare" il risultato. 

5) Quando scrivo un romanzo, di solito non ci impiego più di qualche mese. Non perché sia particolarmente brava o perché, al contrario, scriva in maniera superficiale, ma per una semplice ragione: io cambio. Invidio, per esempio, chi confessa di aver impiegato anni a scrivere un romanzo. Io non potrei mai impiegarci anni: se non lo finisco subito - nel giro di qualche mese - rischio di ritrovarmi cambiata, di scoprirmi diversa, e di non riuscire più a riflettermi in quello che stavo scrivendo. Devo essere coerente con "la me stessa" di quel momento per scrivere col cuore. È capitato, infatti, di aver dovuto lasciare a metà romanzi che avevo iniziato a causa di impegni sopraggiunti. Riprenderli a distanza di tempo era stato impossibile: non mi piacevano più :).
Inoltre, quando scrivo sono così presa dal mio romanzo e dalla fretta di concluderlo che non potrei mai aspettare anni prima di arrivare alla parola fine!

6) Scrivo di getto, di impulso, la mia non è una scrittura molto ragionata. La definisco "una questione di attimi". Per questo motivo, una volta arrivata alla fine del romanzo, ritorno volentieri a rileggerlo, ma non lo modifico. Tutt'al più aggiungo o cambio qualche parola, correggo eventuali incongruenze temporali, miglioro qualche frase, ma finisce lì. Non lo rimpolpo, non lo modifico, i miei romanzi sono grossomodo quelli che scrivo di getto, guidata dall'ispirazione. Spesso mi dico che è un peccato, forse tornando indietro e modificando, ragionando, rimuginando, rimpolpando, potrei fare sempre di meglio, ma è una pratica che purtroppo non mi appartiene. Quando metto la parola fine, per me è la fine sul serio: a quel punto io ho semplicemente già DATO, chiuso.  

7) I miei personaggi hanno sicuramente qualcosa che appartiene a me o a persone che conosco. Dopotutto penso sia normale partire dalla realtà per crearne una fittizia. Dopo aver rubato alla realtà qualche piccola porzione di carattere, di aspetto fisico o di altro, la fantasia prende il sopravvento e i personaggi assumono una personalità propria.

8) Spesso non amo ambientare la storia in un posto che esiste realmente. Preferisco non citare alcuna città. Mi rendo conto di concentrarmi di più sulla storia, trascurando i posti. Cercherò di rifarmi in seguito!

9) Se il romanzo non è ancora concluso, non esiste che io possa farlo leggere a qualcuno.

10) Sono una frana nella scelta del titolo. Sono davvero in grado di scrivere un intero romanzo in poche settimane, ma quando arriva il momento di scegliere il titolo entro nel panico: il titolo è troppo importante per me, mi deve colpire, piacere, deve essere abbastanza originale, non deve essere stato scelto da nessun altro (quindi prima faccio dettagliate ricerche in Internet per assicurarmi che il titolo non esista già), deve riflettere vagamente la storia, deve essere efficace. Sul titolo posso davvero perdere le migliori ore! Un esempio? Eccolo: il mio ultimo romanzo ancora inedito. Ho finito di scriverlo a settembre scorso e, a oggi, non ho ancora trovato il titolo giusto: diciamo che non ci sto più pensando, dopo qualche giorno passato a delirare su un'infinita lista di improbabili titoli, ci ho rinunciato.

11) Non sono mai contenta al 100% dei miei scritti. So che potrei fare sempre di più e che non sono prodotti eccellenti. Però il momento della stesura, il viaggio, diciamo, più che la meta, nel caso della scrittura secondo me è ciò che davvero conta. Quello che viene dopo è una straordinaria conseguenza, ma mai tanto straordinaria quanto gli istanti della creazione.

12) Quando mi rileggo, magari a distanza di tempo, quasi non mi riconosco! Penso che durante gli "istanti della creazione" in noi succeda qualcosa di magico: ogni volta che mi rileggo ho quasi la sensazione che a scrivere sia stato qualcun altro!

13) Sono meticolosa nella scelta del nome dei protagonisti. Cerco di scegliere un nome che mi soddisfi appieno o che trovo adatto alla storia, facendo attenzione a non usare quello che un giorno potrei potenzialmente scegliere per un mio figlio (lo so, è folle, ma dopotutto siamo scrittori!).

14) Se non ho niente da fare, riesco a stare sul romanzo in stesura anche per delle ore intere, tante ore. A fine giornata potrei essere arrivata a metà romanzo! :D

15) Mi affeziono un sacco ai miei personaggi. Mi commuovo per loro, sorrido con loro, a volte rido con loro. Scrivere è meraviglioso.

16) Dopo aver concluso un capitolo, lo rileggo - possibilmente a voce alta - curiosa di vedere che cosa ne è venuto fuori. E quello che ne viene fuori è sempre una sorpresa anche per me stessa!

17) Quando sono impegnata - per lavoro o per studio - mi guardo bene dal cominciare un nuovo romanzo. Mi conosco: scrivere diventa un meraviglioso tormento, non posso iniziare a scrivere sapendo di dover poi interrompere o di non potermici dedicare pienamente! Sarebbe una dannazione, non penserei che a quello! Preferisco tenere a bada l'ispirazione - impresa davvero ardua.

18) Le mie storie devono essere reali, vere, di tutti i giorni, devono poter accadere sul serio. Nelle mie storie non succede niente di fantasioso, di irreale. Se mi capita di imbattermi in un episodio che può vagamente sembrare "irreale", faccio i salti mortali per trovare una soluzione affinché la cosa si trasformi in "reale". Per chi ha letto "Quel ridicolo pensiero": mi sono ritrovata in una situazione simile scrivendo quel romanzo. Mano a mano che procedevo nella stesura mi chiedevo "Come ne vengo fuori?" :) E poi ne sono venuta fuori! :P

19) Sono ossessionata dalla fine dei romanzi: la fine deve essere la parte più bella, con parole a effetto, che rimangano impresse. Scrivere le ultimissime righe di un romanzo mi dà un effetto che potrei paragonare forse a quello di una droga: mi manda in estasi. Le mie "fini" le ho amate tutte, dalla prima all'ultima. In particolare quella del mio romanzo ancora inedito: l'ho riletta qualcosa come cinquanta volte e la rileggerò ancora! :D

20) Il mio primissimo romanzo risale a quando avevo 17 anni, circa. Si intitolava "Non è un addio". Una storia in cui non mi riconosco per niente, acerba e immatura, scritta completamente a mano, che rimane chiusa in un cassetto dimenticato. Anzi, non so più neanche dove l'ho messo!

21) Quando finisco di scrivere un romanzo e lo pubblico, sento come se non mi appartenesse più. Ma non è una cosa negativa, è una cosa assolutamente naturale, spontanea. La sensazione è quella di aver ormai dato, di aver contribuito in qualche modo al mondo, i miei libri rimangono semplicemente a disposizione di chi vuole leggerli. Una confessione: ritengo anche vagamente inutile parlare dei miei scritti. Il libro va letto, va sentito, non raccontato. Una volta che ho finito di scriverne uno, neanche io stessa, che sono l'autrice, potrei raccontarlo a dovere.



Fatemi sapere se anche voi avete intenzione di pubblicare un post simile: sono curiosa di confrontare le mie esperienze con quelle di altri scrittori!






Simona


martedì 8 aprile 2014

"Immagini del desiderio": mostra fotografica con presentazione, 13 aprile 2014, Lecce




Questa bella locandina, creata con gusto e cura dei dettagli da Gaia Arte, dice già tutto quello che c'è da sapere!
Ma riassumo ulteriormente: domenica 13 aprile, presso la caffetteria LiberaMente di Lecce, si terrà una mostra fotografica dedicata agli scatti di Adriana Biasco, scatti tutti al femminile, come si può notare dalla foto nell'immagine. 
Il presidente dell'Associazione Gaia aprirà ufficialmente la mostra presentando Adriana e i suoi scatti. 

La mostra resterà aperta fino al 20 aprile, quindi per una settimana le foto saranno esposte nella caffetteria! 
Suggerisco però vivamente di non lasciarsi sfuggire, per chi può, la presentazione di apertura, il 13!

Io ci sarò, e insieme a me tanti bei personaggi che arricchiranno la serata! :)






Simona



lunedì 7 aprile 2014

In attesa di "denudarsi" per l'estate!

Strano: proprio quest'anno che, per via di un intenso impegno lavorativo, sarò occupata per l'intera stagione estiva da mattina a sera, io non vedo l'ora che arrivi l'estate!
Ho avuto, fino a ora, estati libere e spensierate in cui avrei potuto godermi il mare, la spiaggia, il sole e, per qualche ragione che ora mi sfugge, non l'ho fatto. Ho lasciato le estati passare insipide, senza essermi concessa vacanze o essermi goduta il mare. 
L'estate 2014, invece, per me semplicemente non esisterà, ma il bello è che sono felice così! Anzi, forse sono felice di più così! 
Non mi sento più una tipa particolarmente estiva. Quando arriva l'estate me ne stanco in fretta, specie se non ho granché da fare. Mi piacciono decisamente di più l'autunno e la primavera, le mezze stagioni. Suonerà anche insapore, insignificante, ma per me adesso è così. Perciò sono più contenta di avere concretamente qualcosa da fare per tutta la stagione, magari con un solo giorno di riposo, e godermi quello in santa pace ma poi lavorare per il resto della settimana! Sarà l'entusiasmo per questa esperienza lavorativa, sarà che ho voglia di fare cose nuove, di cambiare la mia routine, ma non vedo l'ora che arrivi quel momento!

Inoltre non vedo l'ora di togliere cappotti e maglioni e cominciare a scoprire finalmente le gambe, il corpo, i piedi! Ho acquistato due vestiti di recente, naturalmente per la nuova stagione, e aspetto impaziente l'ora di indossarli! 

Il mio negozio di abbigliamento preferito rimane H&M. Ma ho anche rivalutato tantissimo PROMOD: vi ho trovato troooooppe cose carine lì ultimamente. 

Dunque ho acquistato:




Questo vestitino viene da H&M, e lascia davvero senza parole. In vita è strettissimo che più stretto non si può, la gonna cade larga, e la foto vi assicuro che non rende giustizia al COLORE. Quell'azzurro nella realtà è luminosissimo, bellissimo, mozzafiato. Direi che in foto sembra perfino un colore diverso! 
Il vestito ha una vestibilità eccellente, il materiale è resistente, si chiude con una cerniera dietro. Adoro particolarmente i vestiti che cadono larghi mentre in vita sono strettissimi: promosso a pieni voti!


Da Promod invece ho comprato questo:



La modella lo indossa "naturè", bello lungo, a mo' di tunica. Io, in realtà, che invece non amo il lungo e che così non lo indosserei MAI, ci aggiungerò una cinta che stringe la vita e che lo rende decisamente più corto e più giovanile! 
Mi sono innamorata subito di questo vestito, perché ne adoro la fantasia orientale e il materiale, morbidissimo e leggero. Anche in questo caso vi assicuro che la foto non rende giustizia ai colori, che dal vivo sono uno spettacolo. 
Questo vestito lo ritengo adatto per ogni occasione, anche (e forse soprattutto) per il lavoro, è comodo e confortevole. L'altro, invece, mi sembra più adatto per la serata, o per qualche uscita particolare.

Da H&M ho anche preso un top corto in jersey simile a questo che segue. Il mio in realtà è nero con grandi fiori colorati. Adoro questo genere di top, si sposano benissimo con una gonna a vita alta!





Diverso tempo fa invece ho acquistato questo vestitino maxi colorato dal sito New Look, negozio online fra i miei preferiti, insieme a una cinta dello stesso stile. Lo amo moltissimo: guardate che colori caldi, che fantasia! È fresco e morbidissimo!




Insomma, come fare adesso a resistere alla tentazione di indossare tutte queste cose nuove? È una tortura, ma bisogna resistere sino a che le temperature non ci permetteranno di denudarci :D!

Voi avete già fatto qualche acquisto per l'estate?



Ciaooooooo!





Simona




domenica 6 aprile 2014

"S.O.S. fidanzato nei guai", di Roxana Anton: le mie impressioni.


Oggi vorrei parlare di questo romanzo divertentissimo disponibile in versione e-Book!
Dalla copertina e dal titolo si evince facilmente il genere di appartenenza. È dunque un libro adatto alle amanti del genere chick-lit e delle commedie romantiche, un po' alla "Kinsella", per intenderci!

Voglio dire sin da subito una cosa, così, direttamente, senza troppi giri di parole, una cosa che ho anche comunicato immediatamente all'autrice: Roxana Anton non ha niente da invidiare alle scrittrici più famose di questo genere letterario! 
La sua è una scrittura piacevole, ricca, lineare, limpida, senza sbavature. Le parole accostate con maestria e padronanza rendono la scrittura estremamente musicale e scorrevole. Mi piace molto come scrive Roxana, leggerei volentieri qualche altro suo scritto. 
In "S.O.S. fidanzato nei guai", la protagonista è Roxi, un'insegnante di inglese che sospetta il tradimento del suo bel fidanzato inglese, John. Questo sospetto muoverà tutte le vicende del romanzo, a partire da una divertente vendetta che Roxi, con l'aiuto di un gruppetto dinamico, decide di tramare alle spalle del suo traditore. Ma non sono qui per svelarvi una trama che va assaporata e scoperta piano piano, finale a sorpresa incluso! Mi preme soltanto di consigliarvi questa lettura esilarante, piena di sorprese, di scene divertenti, di spunti di riflessione, di personaggi interessanti e ambigui. 
Sono sicurissima che le lettrici del genere letterario sarebbero piacevolmente colpite dalla bravura di Roxana Anton!
Tra l'altro - ma questa è una mia personalissima impressione - Roxana, per quel poco che la conosco, mi comunica una grande dolcezza, umiltà, modestia. Una scrittrice e una ragazza da approfondire. 
Spero di leggere presto qualche altro suo romanzo!











Simona





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