Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

mercoledì 16 maggio 2012

"Jeans e cioccolato" e la sua amica Promozione.

Continua la promozione del libro, continua la festa! 
I giorni della pubblicazione - almeno della prima - sono pur sempre giorni di festa, non è così?
Sono ufficialmente entrata in fase organizzazione secondo evento, che sarà stavolta un buffet-presentazione più informale, dallo stile inconfondibile delle feste, con cibo, bevande, musica e intrattenimento. Invitati saranno amici e parenti. Ci sarà il mio discorso, una breve presentazione del libro, ma temo di non doverla portare per le lunghe e di dover lasciare subito gli invitati liberi a gironzolare per la location e a godersi la festa. Insomma, un evento sicuramente non tanto formale e "noioso" quanto può esserlo quello in libreria. 

E quello in libreria, a proposito, è passato. Il primo, almeno. Chiaramente ce ne saranno degli altri. 
La prima presentazione è stata emozionante. Si è tenuta presso la Feltrinelli di Lecce in data 11 maggio 2012. 
Sono arrivata in libreria che non sapevo come sarebbe stato, non avevo preparato alcun discorso, non sapevo cosa si sarebbe detto, come si sarebbe svolta la presentazione, immaginate che non conoscevo neanche il relatore che avrebbe moderato l'incontro! L'ho conosciuto sul posto e sul momento. Ho sperato sino all'ultimo di non trovarmi di fronte un relatore acido, con la puzza sotto al naso, antipatico e serio. E, fortunatamente, qualcuno ha ascoltato le mie preghiere! Il relatore è stato un giovane giornalista e web editor, Giovanni De Stefano, simpatico, semplice e spontaneo, con il quale è stato subito possibile entrare in sintonia, scacciare l'emozione e mettermi a mio agio.
La presentazione del libro è stata carina. Non credo di aver sparato troppe cavolate (ma chi può dirlo? :P), a parte il momento in cui, nel bel mezzo del discorso, mi sono sentita osservata da una simpatica ape che mi fissava dall'alto di uno scaffale, appoggiata beatamente sulla copertina di un libro in esposizione e ho sentito la necessità di informare il pubblico di questa presenza sospetta :P. Il bello della diretta e, soprattutto, occasioni per sdrammatizzare! :) Ci vogliono anche quelle...
Gli ospiti non erano tanti, c'è stato un pubblico ristretto ma buono e soprattutto attivo, con interventi e commenti interessanti! Certo, la prossima volta è necessario fare una pubblicità più spietata ma, si sa, in libreria l'afflusso di persone non è mai esagerato! Bisogna impegnarsi di più, quindi, nella promozione dell'evento.
Infine, è arrivato il momento delle dediche. Devo essere sincera, ero così presa dalla presentazione in sé e per sé che, prima di quel giorno, non avevo per niente pensato al momento delle dediche e, quando è arrivato, mi sono trovata... spiazzata! Dediche volate di fretta, scritte a zampe di gallina, appoggiata su una gamba (e con una penna non mia, perché l'avevo dimenticata a casa!! Una scrittrice senza la penna.....) e inventate sul momento. Non ricordo neppure che cosa ho scritto... :D Spero d'aver scritto dediche con senso logico :P (nutro seri dubbi al riguardo). E la firma? Non oso ricordare che firme mi siano uscite. 
Una scrittrice senza la penna e negata per le dediche...: cominciamo bene! :P

Prima di pubblicare il libro, il pensiero di tutti questi eventi, feste, presentazioni, incontri era certamente uno dei motivi principali di entusiasmo. Me li ricordo davvero bene tutti i pensieri che mi sono fatta al riguardo, le fantasie su come sarebbero state, su come mi sarei sentita. 
A pubblicazione avvenuta, confermo tutto: questi eventi rimangono ancora la ragione che muove il mio entusiasmo. Organizzarli, cercare di farli venire bene, avere realmente tra le mani un prodotto da promuovere e impegnarsi affinché più gente possibile possa venirne a conoscenza... tutto questo rende speciale una pubblicazione, ancor prima del fatto d'aver scritto un libro. Ci si sente responsabili, si sente che la riuscita di una pubblicazione - specie quando non si ha il supporto di un "colosso editoriale" - dipende tantissimo dai tuoi movimenti, si sente la necessità di incontrare persone, di confrontarsi con il pubblico, di presentare il libro. E' tutto nuovo ed emozionante. 

Si vive senza dubbio un bel momento quando si pubblica un libro e io spero di non lasciarmi sfuggire neppure la più piccola delle emozioni legate a questo sogno che si è appena realizzato. ^^

mercoledì 9 maggio 2012

De gustibus non disputandum est.

Non si può mai piacere a tutti, è L'UNICA SOLA VERITA'. 
Ma è una cosa più che normale. 
Ci sono stati tempi, più lontani, in cui mi preoccupavo molto di più riguardo al fatto di piacere alle persone. Fortunatamente quella esigenza è andata a sfumare e a scomparire con l'età, perché ho capito quanto stupida sia come pretesa. Adesso non è più una mia priorità. Tanto, qualunque sforzo, in questa impresa, diventa vano. Perché niente e nessuno, mai, ha l'unanime approvazione di tutti. Anche i più amati al mondo si devono sottoporre al normale giudizio della gente, che si divide irreparabilmente tra fan e oppositori. 
Se mi trovo a rifletterci adesso, tuttavia, è proprio perché ho pubblicato un libro e, quindi, questo mi porta a confrontarmi con il giudizio della gente, a leggere o ascoltare le opinioni. Il modo in cui gli apprezzamenti si sanno dividere è curioso e interessante. Commenti positivi e commenti negativi vanno spesso di pari passo. Ho pubblicato da pochissimo, quindi ancora è presto per parlare, poiché finora ai commenti positivi ricevuti se n'è aggiunto uno solo negativo, ma aspetto con serena accettazione l'arrivo degli altri :). 
Mi sembra solo incredibile e allo stesso tempo interessante notare quanto opposte sappiano essere le opinioni della gente. Sullo stesso, identico argomento, una persona può dire A e un'altra persona può dire Z. E il bello è che non possiamo assolutamente aver niente da ridire! E' semplicemente il modo in cui sei giunto a loro, è il modo in cui ti hanno visto, è il modo in cui hanno sentito di doverti giudicare. Punto. Tutto normale e assolutamente legittimo! Sono PUNTI DI VISTA. Non tutti guardiamo al mondo dalla stessa prospettiva!
A tal proposito, ho trovato interessante un caso recente. C'è una scrittrice esordiente che, grazie a un concorso fatto rigorosamente online, nella rubrica Billy 2011 del TG1, si è aggiudicata la vittoria di "libro dell'anno" con il suo "Gli occhi di mia figlia", la sua seconda pubblicazione. Sì, insomma, parlo di lei, Vittoria Coppola, una mia coetanea e conterranea tra l'altro, una giovane ragazza che ha fatto della sua passione un motivo di vita. 
Ho letto molti commenti su di lei, di recente. Non voglio soffermarmi sulla qualità del suo libro, che io ho terminato di leggere e che ho trovato abbastanza carino, non certamente da essere un capolavoro, ma pur sempre il romanzo di un'autrice esordiente che, come tale, deve migliorare e crescere (io mi includo a testa alta nella categoria!). Quello che qui voglio evidenziare è soltanto quanto il mondo si sappia dividere letteralmente in due. Ed è il tema di questo mio post, in fin dei conti. 
La Coppola ha fatto parlare parecchio in questi giorni, dopo la sua vittoria. Ho letto i commenti un po' in giro sul web e mi sono resa conto di quanto sia stata apprezzata e, al contempo, perfettamente al contempo, sia stata criticata. Utenti che hanno scritto cose malvagie su di lei e sul suo libro e poi, quasi come se le due cose andassero di pari passo o fossero una conseguenza l'una dell'altra, utenti che l'hanno divinizzata. 
Non dimentichiamoci, inoltre, che la Coppola ha vinto un concorso con il suo libro. Prima di vincere il premio della rubrica Billy, era stata già selezionata, precedentemente, e grazie a questa pre-selezione - avvenuta, immagino, tra molte altre opere - ha potuto partecipare al concorso. Insomma, la Coppola è pur sempre piaciuta. Se non fosse piaciuta, non avrebbe fatto strada. Si è poi parlato tanto, anche, della "scia mediatica" che ha, secondo molti, influenzato le votazioni (dato che il numero di copie vendute - e si suppone, quindi, lette - fosse di un numero molto minore rispetto al numero dei voti ricevuti, tanto da far intuire che il suo libro sia stato letto da pochi ma votato, invece, da moltissimi, probabilmente sulle orme di coloro che lo avevano già letto e votato in precedenza). 
Mi riferisco, comunque, alle opinioni di coloro che hanno letto il libro, lasciando un attimo da parte le votazioni e la scia mediatica di cui tanto si è parlato in questi giorni.
Dov'è, allora, la verità? Chi di tutti la dice? La Coppola è quella dei commenti negativi o quella dei commenti positivi? 
Nessuna delle due, dico io. La Coppola è semplicemente se stessa vista da diverse angolazioni.
Insomma, alla fine dei conti, rimane pur sempre tutta questione di gusto. De gustibus non disputandum est. 

L'unica, semplice verità è che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi cosa tu realizzi, sappi che mai e poi mai potrai avere tutti dalla tua parte. Neanche Dio, in fin dei conti, ha tutti dalla sua parte! 
Perciò dico con semplicità: non sforziamoci mai di piacere a tutti quanti, perché ci impelaghiamo in questo modo in un'impresa impossibile, dalla quale siamo destinati a uscire da perdenti. Ci siamo sforzati ad apparire chi non siamo, abbiamo sperato di essere amati, abbiamo mentito e magari ne abbiamo anche sofferto... per che cosa la nostra fatica? Per NULLA. 
Se, con i tuoi modi, avrai conquistato il cuore di qualcuno, stai certo che quello seduto accanto, al novanta per cento delle probabilità, avrà qualcosa da ridire su di te!

Da "Silenzi"

Sola, non posso stare -
Perché mi vengono a far visita - 
Ospiti al di là della memoria - 
Ospiti che ignorano la chiave di casa.

Non usano abiti o nomi - 
calendari - o climi - 
ma abitano case comuni
come fanno gli gnomi.

A volte corrieri interiori 
ne annunciano l'arrivo - 
ma mai la partenza - 
perché non se ne vanno più.




Dolce è la palude, con i suoi segreti,
fino all'incontro con un serpente;
ed è allora che rimpiangiamo il villaggio
e ci allontaniamo
in quella corsa sfrenata 
che solo i bambini conoscono.
Una serpe è il tradimento dell'estate,
l'inganno, la sua meta.



Emily Dickinson (Silenzi)

martedì 8 maggio 2012

Ok Simona, adesso armati di...

...voglia, prendi le tue cose, spegni il computer ed esci da casa! Hai tante cose da fare, tanti posti che ti aspettano, tanta burocrazia da affrontare e tanta strada da percorrere con quelle ballerine che ti faranno venire la solita piaghetta dietro alla caviglia! Eh già, uso anche io le ballerine, che non ho mai amato particolarmente, su di me specialmente, ma che sono costretta a indossare perché in questo periodo non mi ritrovo nessun paio di scarpe particolarmente adeguato nel mio "repertorio calzaturiero".
Un bel caffè ci vuole proprio per affrontare al meglio la giornata. Già, perché in questo periodo sto bevendo caffè. Vedete come la vita può sorprenderci? Non avrei mai pensato che un giorno avrei incominciato anche io a bere il caffè (e a indossare ballerine!). Non lo bevo sempre e come chi ne ha il vizio, diciamo che nel mio caso è più l'esigenza di metter qualcosa di dolce sotto al palato, dato che la mia personal trainer è stata chiara ed esplicita. Non posso mangiare cose dolci, chiaramente, e se non posso farlo, il caffè è un ottimo sostituto, ho ben scoperto (con zucchero rigorosamente Dietor)!
(Va be', non ditelo alla mia personal trainer, ma nel frattempo sto facendo fuori le cose dolci che avevo acquistato prima di iscrivermi in palestra. Ma è a fin di bene: quando le avrò finite tutte, non ne acquisterò più. Sapendo che giacciono inermi e innocue nelle mie credenze, come fare a rimanerne indifferenti? E poi ormai le avevo comprate, che devo fare? Lasciare che scadano? Non sarebbe cibo sprecato?).

Comunque ora vado, la prima tappa è l'ufficio postale (senza aria condizionata, macchina guasta e conseguente fila chilometrica, sportello con apposita donna acida, nessun posto a sedere disponibile e vicino con insopportabile odore ascellare), poi mi avvierò verso altri sportelli burocratici, giungerò in centro, non troverò un parcheggio, farò lo stesso giro per ore passando cento volte dallo stesso punto nella speranza di adocchiare una macchina che ha appena innescato la retromarcia per uscire dal parcheggio proprio nell'istante in cui sto per passare io e, infine, spero di tornare a casa viva e vegeta :P.

Buona giornata a tutti! :)

lunedì 7 maggio 2012

Il vincitore del Giveaway "Jeans e cioccolato" è.......................

Ho deciso di procedere con l'estrazione questa sera stessa, non potevo più farcela ad aspettare!

E, così, abbiamo il nome del vincitore! :)

Mi dispiace davvero tanto tanto tanto per tutti gli altri concorrenti che hanno partecipato, che hanno sperato di vincere, che hanno incrociato le dita, so che molti di voi ci tenevano particolarmente a vincere una copia del mio libro, e ci tengo a ringraziarli per il loro interesse e per aver partecipato con il cuore. 
Mi dispiace TANTO, avrei voluto farvi vincere TUTTI QUANTI, ma non posso regalare 179 copie :DD, mi mandereste in fallimento :D!
E quindi ora sveliamo il nome del vincitore, anzi della vincitrice, il cui numero è stato estratto per mezzo del sito random.org.

Il numero 93 corrisponde a Summer Littlecupcake!

Congratulazioni, Summer! Hai vinto una copia del mio romanzo "Jeans e cioccolato" con dedica :). 
Ti invito a inviarmi QUANTO PRIMA l'indirizzo presso cui spedire il premio. Scrivimi a: alamuna@gmail.com! 




Continuate a seguire la mia pagina FB, perché "Jeans e cioccolato" è un tipo biricchino: non è escluso che potrebbe venir fuori qualche altra interessante iniziativa! :)
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