Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (nuovo romanzo, settembre 2017).

martedì 17 settembre 2013

"L'ombra di Luca", racconto di Cristina Biolcati: le mie impressioni + breve intervista

Cristina Biolcati è l'autrice del racconto L'ombra di Luca, che partecipa all'iniziativa "Invia il tuo racconto". 
Ho letto L'ombra di Luca tornando un po' bambina, perché si presenta come un racconto all'insegna dei ricordi d'infanzia.
Il protagonista, Luca, colto da sensi di colpa in un certo senso infondati, torna indietro nel tempo per rievocare il suo amico di infanzia, Ludovico, al quale sono legati ricordi tenerissimi.
Ludovico ci appare subito come un bambino problematico, troppo timido, che usa la sua grande cartella di cuoio quasi come un rifugio dietro cui nascondersi, che ha difficoltà ad aprirsi agli altri e che perde la mamma a un'età ancora troppo tenera.
Come spesso succede fra bambini, Ludovico, chiuso in se stesso, non riesce a conquistare l'amicizia dei suoi compagni, tranne quella di Luca. Luca non lo prende in giro, gli sta vicino, lo apprezza per quello che è e ammira le sue doti nel disegno, che un giorno lo porteranno a diventare un vero pittore.
I ricordi si susseguono incalzanti, come se il protagonista fosse alla ricerca insaziabile di una risposta. E' stato sufficiente l'affetto dimostrato al piccolo Ludovico, tanto tempo fa? Avrebbe forse potuto fare di più? 
La dolcezza del racconto trapela da ogni parola. Infatti, quello che mi ha colpito dello stile dell'autrice, almeno relativamente a questo racconto, è stata la semplicità, ma soprattutto la scelta, forse inconscia, di usare un linguaggio genuino, per niente artificioso, proprio come se fosse un bambino a parlare. La trovo una scelta riuscita, che ci conduce con delicatezza in una fase della vita dalla quale siamo passati tutti: l'infanzia.
Penso che il racconto dimostri anche la sensibilità dell'autrice. A volte sentiamo di non dare mai abbastanza alle persone che amiamo, vorremmo fare sempre di più anche quando non è necessario. 

Vi invito a leggere il racconto di Cristina, che proprio in questi giorni è stato pubblicato in e-book dall'editore Leucotea, ed è scaricabile gratuitamente a questo link.

Per concludere, vi lascio con una breve intervista all'autrice, per vedere L'ombra di Luca attraverso i suoi stessi occhi!


L'ntervista.
Risponde Cristina Biolcati.

Salve Cristina, benvenuta nel mio blog! Hai partecipato all’iniziativa con questo racconto dal titolo “L’ombra di Luca”. Lo percepisco come molto veritiero, reale, mi sembra quasi che sia tratto da una storia vera…

Ciao Simona e grazie a te per avermi ospitata! Devo confessarti che “L’ombra di Luca” è il racconto al quale sono maggiormente affezionata. Ogni volta, leggendolo, mi commuovo. Nonostante non sia tratto da una storia in particolare, penso compendi in sé tante storie di tanti bambini sfortunati che ognuno di noi ha avuto modo di incontrare nel corso della vita. Bambini soli che hanno colpito la nostra attenzione per la loro esistenza difficile. Bambini derisi e messi in un angolo, perché l’infanzia porta anche a questo, ad avere paura del “diverso” e a non comprendere le ragioni di questa diversità. Una lettura superficiale della vita che poi si approfondisce con l’età.

Il narratore, che racconta in prima persona, è un uomo. Come mai la scelta di usare un narratore maschile?

Nella mia mente è nata prima la figura di Ludovico. Quindi chi meglio di un coetaneo, maschio, avrebbe potuto diventare la sua “voce narrante”? Il racconto è pervaso da un alone di “non detto”, tipico dei bimbi, maschi ancor di più, se mi permetti di esprimere questo concetto. Dovevano essere necessariamente due uomini!

Il protagonista alla fine sembra avere come un senso di colpa, quello di non essere stato troppo vicino al piccolo Ludovico, da bambino. È una cosa molto dolce: come interpreti questo sentimento, questo quasi voler tornare indietro e cambiare le cose, anche se non ce n’è bisogno, visto che Ludovico non lo chiede né sembra turbato dal suo passato?

Beh, penso capiti spesso, nella vita, di ripensare al passato ed avere dei sensi di colpa. Dipende poi dal carattere di ognuno. C’è chi ci pensa e rimugina in continuazione, come Luca, e chi invece, come Ludovico, ha risolto il suo “debito col passato”, perché ha avvertito comunque quella “vicinanza” col suo compagno di giochi. Ludovico è un artista, un pittore, quindi ha avuto modo di esprimere la sua timidezza, tutto il suo non-detto.

Passando a un altro argomento, invece, che rapporto hai con la scrittura? Come la vivi, quanto scrivi, come hai scoperto, se te lo ricordi, di avere questo “dono”?

Sono sempre stata una persona molto timida. La scrittura ha rappresentato la mia “voce”. Ho iniziato a scrivere a 14 anni. A quell’età però si ha molto timore del giudizio degli altri, quindi per moltissimo tempo ho tenuto per me i miei scritti. Nessuno doveva sapere, e ancor meno leggere!

Hai mai pubblicato un lavoro, o magari custodisci il sogno di pubblicare un giorno?

Oltre che per la scrittura, ho la passione per lo squalo bianco. Lo studio da sempre. A marzo di quest’anno è uscito il mio saggio “Nessuno è al sicuro”, Edizioni Simple, che parla degli attacchi di squalo nei mari italiani dal 1926 ad oggi. A settembre uscirà la mia silloge poetica, e ho in progetto di pubblicare un libro di racconti, dove sicuramente sarà presente anche “L’ombra di Luca”.

C’è qualche piattaforma, sito, blog dove possiamo leggere qualcos'altro di tuo?

Collaboro per Oubliette Maga Zine, ovvero un magazine on line. Quindi quotidianamente potete leggere i miei articoli di attualità, oppure le mie recensioni, che sono la passione segreta!

In bocca al lupo per tutto, Cristina!

In bocca al lupo a te, Simona! Spero di risentirti presto, e vorrei salutare i lettori del tuo blog, con un mio aforisma: “Fabbrichiamo i coriandoli del mondo nuovo, infastiditi da un Carnevale che non c’è mai stato”.




________________

Simona



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