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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (settembre 2017).

I miei libri

I miei libri

martedì 26 luglio 2011

Self-publishing: quali i vantaggi?

Quali sono i vantaggi dell'autopubblicazione? Ve lo siete mai chiesto?
Credo che dietro a questo gesto si nasconda in verità un pizzico di pregiudizio. Chissà perché, poi, si ha questo pregiudizio nei confronti dell'autopubblicazione di un libro, e non lo si ha, per esempio, per la musica. 
Nel mondo della musica, l'autoproduzione esiste da sempre. Tanti gruppi di talento hanno deciso di autoprodursi e magari così hanno anche fatto successo. Nessuno li ha guardati con la puzza sotto il naso. Se l'autore di un libro, invece, decide di pubblicarsi da solo, non viene visto di buon occhio... o è una mia impressione? 
Credo la questione sia legata al fatto che "se pubblichi con l'editore, vuol dire che il tuo libro è piaciuto, è stato scelto, e quindi è un lavoro che vale". Ma quanti libri in realtà vengono pubblicati on demand, senza che l'editore li abbia accuratamente scelti? Le case editrici, in fondo, altro non sono che aziende, e in quanto tali è ovvio che debbano guardare al fatturato (per questo, spesso e volentieri, chiedono contributi, in cambio magari di una pubblicità che non darebbe visibilità neanche a Madonna!). Non sempre, quindi, i libri che escono in pubblicazione da case editrici sono frutto di talento. Le case editrici detengono l'egemonia proprio per questo tipo di condotta. Siamo tutti convinti che un lavoro pubblicato da una casa editrice sia migliore di un lavoro autopubblicato. E mi riferisco sempre a case editrici poco serie perché, anche in questo campo, fare di tutta l'erba un fascio sarebbe un errore.
Comunque, chi si fa editore di se stesso dovrebbe piuttosto essere considerato coraggioso, perché decide autonomamente di non darsi a quelle case editrici che chiedono denaro per farti lavorare. Tu scrivi, scrivere è un lavoro, non si dovrebbe pagare per lavorare, no? Da che mondo è mondo, quando lavori non paghi, ma vieni pagato. E' questo il motivo principale per cui si dovrebbe sempre stare alla larga dalle case editrici a pagamento. Perché qui è di quelle che si parla. Purtroppo, il desiderio di vedere pubblicato il proprio libro so che può essere così grande da decidere di scendere a compromessi.

Ma per tornare al tema del titolo, quali sono i vantaggi dell'autopubblicazione?

- Innanzitutto, restiamo noi e soltanto noi gli autori del nostro libro, nessuno ci ruba i diritti e non c'è nessuno con cui dobbiamo dividerli. 
- A livello di costo, credete in fondo che autopubblicare un libro sia davvero così costoso? Sicuramente non lo è più di quanto sia pubblicare con un editore a pagamento, poiché spesso chiedono cifre esorbitanti. 
Se si parla di case editrici serie, ovviamente il discorso cambia. Una casa editrice seria non è quella che ti fa pagare per pubblicare. Ovviamente noi in cambio diamo loro il nostro talento (se ce l'abbiamo sul serio) e il nostro talento permette la vendita. 
Ma non tutte le case editrici, purtroppo, la pensano così. Ci sono quelle che richiedono un contributo altissimo, e quelle che ti chiedono di acquistare le copie... Acquistare le copie del nostro libro, capite? Io scrivo e lavoro per acquistare il mio stesso operato o per guadagnare dal mio stesso operato?
Il costo di un'autopubblicazione varia dal numero di copie che intendi farti, ci sono molti servizi di stampa di qualità a basso costo, e potrai fare delle nuove copie non appena ne avrai la necessità, senza doverle richiedere al tuo editore o, nel peggiore dei casi, acquistarle!!
- Autopubblicandoci, non dovremmo più attendere (molto spesso invano) risposte da parte di case editrici che non sono interessate a collaborare con noi, non dovremmo inviare in grappolo il nostro manoscritto agli editori sperando nei mesi di essere presi in considerazione. 
- La pubblicità? Be', quella ce la facciamo da noi, inventandoci espedienti e strategie e soprattutto attraverso Internet, i social network ecc., che permettono oggi un'ampia diffusione, eventi organizzati in città...
Perché se le case editrici fossero tutte serie, dovrebbero pubblicarti e pubblicizzarti senza farti spendere un centesimo, e allora converrebbe sicuramente più di un'autopubblicazione: avresti il nome, la pubblicità, la visibilità. Ma dato che spesso e volentieri oggigiorno ci si imbatte in truffatori, non è detto che la casa editrice che deciderà (se deciderà) di pubblicarti sarà una casa editrice seria e che ti pubblicizzerà.
- Essendo l'editore di te stesso, non dovrai neanche lottare con nessuno per quanto riguarda formato, copertina, contenuti, ecc, perché deciderai tutto tu. Il prezzo che stabilirai per il tuo libro non sarà esorbitante come quello che impongono (giustamente) le case editrici, che devono sostenere delle spese, ma sarà un prezzo abbastanza basso, abbordabile a tutti, tale da poter vendere e guadagnarci qualcosa di importante.

Se ci si imbattesse in case editrici poco serie, che ti chiedono contributi economici alti e che, una volta pubblicato il libro, ti abbandonano in balìa del nulla, senza pubblicizzarti, senza esporre i tuoi libri nelle librerie, ecc., allora a 'sto punto meglio autopubblicarsi, no?? Così spendiamo anche di meno e abbiamo più soddisfazione! 

Io, l'autopubblicazione, non l'aborro del tutto.
Voglio dire, sono ancora all'inizio del mio viaggio e, come tutti gli esordienti, è normale che voglia sondare il terreno dell'editoria!  Quindi, mando il manoscritto a delle case editrici e so già che devo attendere mesi e mesi prima di avere, forse, una risposta, negativa o positiva che sia. Se dovessi incappare in una casa editrice seria -  che fa il lavoro per cui è nata - sicuramente sarei contentissima! 
Ma se così non fosse, invece di lasciare il mio manoscritto chiuso in un cassetto, preferirei piuttosto tentare, con coraggio e determinazione, la via del self-publishing che, in tutta sincerità, si prospetta proprio come una bella esperienza, non trovate?
Essere gli autori e gli editori di se stessi, far stampare il proprio manoscritto in tutto e per tutto come vuoi tu, avere le tue belle copie (che non sono costate tantissimo), stabilire il prezzo, inventarsi ogni espediente per farsi pubblicità, organizzare serate o eventi... È allettante! Mi alletta soprattutto il fatto che, se il libro non dovesse essere pubblicato da una casa editrice, grazie al self-publishing - che prima ignoravo - il mio libro potrà comunque essere "diffuso". Magari non sarà mai diffuso quanto può esserlo con una casa editrice seria, ma avrei comunque la mia buona fetta di soddisfazione!

Be', io comunque continuo a tenere incrociate le dita... e spero che qualcosa di buono ne venga fuori, dal mio primo romanzo! :)

8 commenti:

  1. Sono pienamente d'accordo con quello che hai scritto Alamuna! Purtroppo il fatto è che anche case editrici serie, a volte, ti fanno spendere una barca di soldi per vedere il tuo libro pubblicato, e te ne fanno spendere ancora di più per creare la pubblicità. Perchè, diciamoci la verità, senza la pubblicità difficilmente veniamo a conoscenza di determinati libri..In Italia, poi, dove l'informazione è pari a 0 (ma questo è un altro discorso).E allora a quel punto è l'autore che deve arrangiarsi, come dicevi tu, utilizzando internet, social network, eccetera eccetera...Quindi a questo punto tanto vale autopubblicare il proprio libro.
    Quindi beh, io ti auguro che una qualche casa editrice ti risponda positivamente. Vedere il proprio libro pubblicato da una casa editrice vera e propria è sicuramente una soddisfazione maggiore! Però fai bene anche a non disdegnare il self-publishing! :)
    In bocca al lupo, Alamuna! :)

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  2. Grazie cara juliet.
    Si, io opto ovviamente per la casa editrice, proprio per la pubblicità, come dici tu. E' meglio cento volte di più! Però... se proprio tra un anno dovessi rendermi conto di non aver ricevuto attenzione e proposte, dovrei sicuramente guardare a qualche alternativa! :)
    Intanto... sono ancora all'inizio della mia avventura, che a pensarci sembra un pò troppo presto!

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  3. Daiiiii ...io tifo per il tuo romanzo...LETTOOOOO...IN ANTEPRIMA..ehi non vi arrabbiate...sono sua sorella!!!! E devo dire che mi sono divertita, ho sognato...e....bhe...poi vedrete!!!! Ne vale la pena! Grande futuro Sorè!!!

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  4. Ihihih... macché! Io intanto attendo... incrociando le dita!! :)

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  5. Parole sante, ottimo post!
    Hai tutto il mio supporto!
    D'altronde, siamo sulla stessa barca ;)!

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  6. Grazie Roberto, il self-publishing non è una scelta cattiva. Tuttavia, ho deciso di affidarmi a case editrici, come avevo affermato nel post, e sono in attesa di risposte di valutazione... :) Ma se le cose non dovessero mettersi bene, autopubblicarsi può rappresentare una buona scelta :)
    In bocca al lupo!

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