Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

venerdì 13 gennaio 2012

Quando capiamo di esser diventati grandi?

Quand'è che si diventa grandi? Voglio dire, c'è per caso un indicatore temporale o materiale che ci avvisa? Dovrebbero inventarne uno, non trovate? Che so, un aggeggio che, raggiunta la famigerata soglia, emetta un suono... come il microonde!
"Driiiiin". <<Oh accipicchia, sono diventata grande! Vado a prendere la mia maturità!>>

Se la tecnologia potesse essere applicata anche ai sentimenti, alle responsabilità e alla vita, sarebbe tutto più facile. Invece la realtà è che dobbiamo capire da soli, consapevolmente, quando è il tempo di prendere una decisione responsabile, insomma quando siamo diventati grandi. Ma non è una cosa che avviene con dettagliata precisione, non credo si possa stabilirne una data. Avviene nel tempo, piano piano... e non c'è nessuno che ci avvisa, nessun microonde che suona. Forse c'è solo una vocina dentro di noi, che ci guida verso la giusta direzione e che impariamo ad ascoltare... 

Ho compiuto 26 anni solo qualche giorno fa. C'è sempre qualcosa che mi tiene legata al mio "mondo immaturo", ma altre cose - e oserei ormai dire la maggior parte - appartengono a un'altra dimensione, una dimensione in cui io rivesto un nuovo ruolo, una dimensione in cui devo tirare fuori la voce, mi devo esporre al mondo, sola e senza nessuno che mi tenda la mano. Una dimensione in cui io sono qualcuno che ha creato qualcosa e di cui si deve prendere le responsabilità. Ma la verità è che tutto ciò mi piace. E' una sorta di incoraggiante sfida, per me che, in fondo, non sono mai stata veramente pronta ad ammettere di esser cresciuta (appartengo a quell'odiosa categoria di persone che potrebbero disperarsi d'aver compiuto 26 anni, io!). Ho sempre detestato il passar del tempo e mi sono sentita sempre impaurita all'idea di dover abbandonare per sempre il mio "mondo immaturo".
Ma quello che mi chiedo adesso è: bisogna poi davvero abbandonarlo per sempre? Ditemi di no, vi prego. Voglio dire, se dovessi sposarmi e avere una famiglia, posso continuare ad essere un po' scema, scrivere cose stupide sul blog, giocare a burraco online nascondendomi dal mio ragazzo (o l'allora marito)? Posso continuare a fare battute idiote, ad amare la fotografia, ad attaccarmi a photoshop per modificare i miei scatti?  Posso continuare a maledire i piatti nel lavandino che rubano tempo alla navigazione in Internet? Posso continuare a vestirmi da giovincella, a curare il mio aspetto, a comprare abiti colorati, ad amare il make-up e a farmi la detersione profonda al viso? Posso continuare ad essere me stessa, insomma? E se un giorno diventassi, che so, insegnante, potrei continuare ad essere quella che sono o dovrei necessariamente modificarmi per sottostare alle regole sociali? Io gradirei davvero, ma davvero davvero, restare questa.
Vorrei essere sempre giovane. Una mamma giovane, un'amica giovane, una sorella giovane.  Capite? Una mamma coi jeans, col blush e coi tacchi, una mamma che porta la figlia a fare shopping (con la carta di credito del marito, chiaramente :P), una mamma che possa sempre sprigionare gioia da tutti i pori (il marito un po' meno quando arriva l'estratto conto). No, non mi sto ancora sposando, tranquilli, ma sento profondamente... non lo so... forse qualcosa che mi suona dentro?... Acciderboli! E' il microonde... ;)

6 commenti:

  1. secondo me non c'è niente di sbagliato a restare un pò bambina, se si trova il giusto equilibrio rende la vita migliore e una persona completa. perchè se ci dimentichiamo come si è da bambini poi saremmo troppo lontani dai nostri futuri figli, invece rimanerlo un pò ci consente di avvicinarti a loro! :)
    M.

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    1. Rende in assoluto la vita migliore! Non vorrei mai abbandonare le "cavolate" che adesso mi rendono "giovane" :)

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  2. Come ti capisco... la realtà spaventa un po' tutti...(ed ho "solo" 22 anni)!!!!

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    1. Se ti può consolare, anch'io a 22 anni incominciavo già a temere la "crescita"... ma prima o poi - eccetto eventi di forza maggiore :p - capita a tutti, no? :)

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  3. Assolutamente non rinunciare mai al tuo lato più "giovane". Io me lo sono perso per strada e ti assicuro che mi manca...

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    1. Cercherò di non perderlo, grazie ;)

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