Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10).

sabato 17 settembre 2011

Jogging: avventura oltre-confini-umani


Incredibile ma vero: ce l'ho fatta. Ce l'ho fatta ad alzarmi alle 6.30 per fare jogging.
Allora. Diciamo innanzitutto che il fattore che mi ha permesso di alzarmi da quel letto stamattina non è stata certamente la mia volontà bensì un'esigenza di natura fisiologica. Infatti, ricordo benissimo il mio primo pensiero al suono della sveglia: "Domani è domenica, potrei alzarmi meglio domani che è domenica, così sarò certa che non ci sarà gente per strada". Quindi, se non avessi avuto quell'esigenza fisiologica probabilmente adesso non starei qui a raccontarvi la mia avventura oltre-confini-umani. Ormai che mi ero alzata, tanto valeva infilarmi nella tuta e andare a correre!

Sono scesa giù in strada che per poco non mi mettevo a ridere come una dannata, tanto mi sentivo comica ed insolita in quello che stavo per fare. Poi, ritrovata un pò di serietà, ho incominciato a corricchiare.

Insomma, diciamo che non sono "fuori allenamento": sono IL TRIIIIIPLO
Ragazzi, in quel frangente mi sono venuti tutti i malori del mondo (dopo solo 5 minuti di fatica):
1) avevo i muscoli così afflosciati che praticamente durante la corsa non riuscivo neanche ad appoggiare il piede sull'asfalto come una persona normale (mi contorcevo come un serpente - non dovevo essere poi così piacevole alla vista);
2) non appena iniziavo a correre, mi venivano i brividi di freddo (non per il caldo, giacché, anzi, il caldo non l'ho neppure avvertito, tanto ero impegnata ad avvertire malori di vario genere) con tanto di pelle d'oca;
3) il respiro, bah, che dire sul respiro, le inspirazioni e le espirazioni erano diventate una cosa sola, tanto non si capiva dove cominciava l'una e dove finiva l'altra;
4) la mia vista era più o meno annebbiata, mi dicevo che se non avessi smesso sicuramente qualcuno mi avrebbe trovata lì stecchita;
5) alla fine, mi è anche venuto un certo "stimolo" (esigenza fisiologica numero 2). Chissà che meccanismo si era instaurato nel mio povero organismo pigromane!

Non ho fatto sempre corsa (altrimenti non sarei qui in questo momento, sicuro), ma mi sono limitata a qualche mini-minuto di corsa, alternandola con la camminata veloce, che mi viene certamente meglio! 
Inizio: 6.50 - Fine: 7.20 circa. E direi di aver anche protratto troppo a lungo, mettendo a serio repentaglio la mia incolumità fisica! 
Una volta giunta a casa, per quanto stavo male non avevo neanche sete! Ho bevuto un bicchier d'acqua giusto perché sapevo di doverlo fare, prima di rimettermi a letto e vedere la stanza girare come quando si torna mezzi ubriachi da una serata in discoteca.
E non vi dico com'ero rossa in viso! Ma che dico rossa, di più, ero color porpora, sfumato col fucsia e dai contorni violacei!

Adesso sto pagando anche i postumi. L'unghia dell'alluce destro pare abbia violentemente battuto contro la scarpa da ginnastica in un tentativo di corsa ed ora mi fa un male cane! E mi sento come se avessi avuto la febbre per un mese intero!

Dopo un'esperienza simile, verrebbe spontaneo dire "ma chi me la fa fare?! non corro più!", voglio dire, se devo star così male!!! Invece no. Questo è quello che si prova quando si è fuori allenamento. L'organismo ha bisogno di abituarsi. E io sono (abbastanza) convinta che voglio far abituare il mio all'attività fisica. Farò jogging un giorno sì e un giorno no. Stop. Questo è deciso, la seduta è tolta.
Se stamattina ho avuto mille ed un malore, domani ne avrò uno in meno, e poi sempre uno in meno. Se stamattina il mio organismo è stato in grado di correre per qualche pietoso mini-minuto, le prossime volte correrò un minuto in più, poi un altro minuto in più e così via, finché non riuscirò a correre per un tot di tempo senza dovermi ricoverare d'urgenza!


Pillola di saggezza post scriptum: se Alamuna ha potuto, tutte voi potete, credeteci! 


6 commenti:

  1. uhauha non sei la sola! faccio parte anche io del gruppo vadoacorreremanonsonopropriocosa! e ne vado fiera:D un giorno ci invidieranno per la nostra costanza mancanza di fatica e soprattutto, fisico tonico e sodo ;)
    M.

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  2. ahahah! mi hai fatto sganasciare dal ridere! Comunque hai ragione, sei solo fuori allenamento! La cosa importante è la costanza! ;)

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  3. Sì, spero che riuscitò ad essere costante...!!

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  4. io sono due anni che corro....non ho mai avuto tutti questi dolori, ricordo solo che il primo giorno in cui riprendevo a correre (di solito corro da fine marzo fino a fine settembre)mi sentivo leggermente tirare!
    un consiglio io ho cominciato che riuscivo a malapena a fare 20 minuti, ad oggi ho raddoppiato il tempo e quando riesco faccio anche un'ora di corsa. L'importante è la costanza e la volontà! Un'altro dettaglio che sembra trascurabile ma invece non lo è, porta sempre il tempo e fai sempre lo stesso percorso misurando la tua prestazione ogni volta, di volta in volta vedrai che vorrai migliorare!

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  5. Grazie per i tuoi consigli Michi, mantenere la costanza è assolutamente il mio obiettivo a partire da... ieri! Spero di riuscire a farlo... A parte che dovrei anche iscrivermi in palestra, ma voglio comunque mantenere l'abitudine del footing... :)

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  6. "Eternamente appassionata di scrittura e con il sogno di pubblicare".
    Ti consiglio di visitare il blog http://dlfcosenza.blogspot.com... troverai una serie di iniziative che potrebbero essere interessanti!

    Fabiola

    RispondiElimina

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