Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

giovedì 31 maggio 2012

Si richiede età compresa tra 18 e 25 anni...

Comincio a sentirmi male. 
Mi faccio un giro tra gli annunci di lavoro e cosa vi trovo? 

Si richiede un'età compresa tra 18 e 25 anni.

Una doccia fredda.
No, dico, ma si deve essere necessariamente così brutali? Insomma, usate parole più dolci, usate prudenza quando scrivete certe cose!
Ho 26 anni, corro inesorabile verso i 27, come volete che mi senta di fronte a questa cruda affermazione?
Comincio a essere buona pe'l macello!
Lo so, lo so, chi ha più anni di me in questo momento mi starà odiando, ma datemi il tempo di farmene una ragione! Mi sono appena resa conto di star passando di moda e non mi sono ancora abituata al fattaccio!
E' incredibile. Fino soltanto a qualche tempo fa ero una pivellina - giovanissima - che saltava su un piede solo, orgogliosa della sua giovine etade. Ora eccomi qui, ridotta ai miei 26 anni di vita, scartata dalla società ed esclusa dalle fasce d'età richieste in campo lavorativo.
Come ho osato superare i venticinque anni? Chi me l'ha fatta fare?
Accidenti.

Recensione di "Jeans e cioccolato" a cura di Argeta Brozi.

Vi faccio leggere una delle recensioni che ho ricevuto per "Jeans e cioccolato", esattamente l'ultima. Appartiene alla direttrice editorale della Butterfly Edizioni, piccola casa editrice nata di recente con l'idea di supportare gli scrittori emergenti. Argeta è stata una delle prime lettrici e anche una delle prime ad aver apprezzato il mio libro e ad avermelo comunicato con grande entusiasmo! 
Grazie, quindi, Argeta, perché l'entusiasmo dei propri lettori è ciò che rende fantastico il sogno di uno scrittore! :)


RECENSIONE
Io credo di essere stata una delle prime a leggere il libro di Simona Giorgino... okay, non la prima prima visto che mi hanno soffiato questo romanzo da sotto il naso! Ahimè, mi è molto dispiaciuto quando ho saputo che sarebbe stato pubblicato... non perché non se lo meritasse, non fraintendetemi! Semplicemente avrei voluto vederlo pubblicato con la Butterfly Edizioni. Mi ricordo che lo lessi tutto in un giorno... in pratica lo divorai! Quando arrivai all'ultimo rigo ero talmente soddisfatta del romanzo che speravo vivamente che l'autrice ne scrivesse subito un altro per deliziarmi con le sue parole! Secondo me è un libro scorrevole e divertente e io ve lo consiglio come lettura per quest'estate: di certo non ve ne pentirete e scommetto che attirerete i vicini in spiaggia facendovi le vostre risate ;-)
Ma di cosa parla questo libro? È un romanzo d'amore, una storia piacevole, un po' alla S. Kinsella ma con del tocco all'italiana... Bea, la protagonista, è un po' imbranata e combina guai (vi ricorda qualcuno? :P ), adora due cose: stare sempre in Jeans e ovviamente il cioccolato... tutto l'opposto della sua migliore amica: perfettina, sempre alla moda e che tutte le volte cerca di convincerla a mettersi i tacchi e a truccarsi un po'... Bea fa la giardiniera, ma non per passione... all'improvviso si ritrova in una brutta situazione: per sentirsi importante di fronte agli occhi di Chiara, conosciuta da poco, comincia a raccontare balle su balle sulla sua vita personale, finché si ritrova a dover mettere in atto le cose che ha detto e non sa fare: ovvero ballare con professionisti per aiutare Chiara a scoprire se il suo compagno di ballo prova qualcosa per lei... L'intrigo però non finisce qui... tutto filerebbe liscio se non fosse che al ballo fa un incontro molto particolare...
Volete scoprire quale? … Non vi resta che prendere questo divertissimo romanzo di Simona Giorgino e scoprirlo!;-) Buona lettura!


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Potete trovare la recensione originale a questo indirizzo.

mercoledì 30 maggio 2012

Momenti che passano, momenti che arrivano...

Sono nella fase critica - molto nota, immagino, a tutti gli studenti - della preparazione psicologica da pre-apertura libri. Incredibile che io non sia ancora riuscita ad aprire un solo libro per studiare! E dire che ero vicinissima dal farlo solo pochissimi giorni fa... Accidenti... manca davvero poco tempo agli esami estivi! 
C'è da dire, inoltre, che il periodo non è dei più propizi: a parte la promozione del libro che mi porta un po' in giro a elemosinare eventi, l'organizzazione delle prossime presentazioni e tutto ciò che concerne "Jeans e cioccolato", comprese le capatine in posta per l'invio del testo a chi me lo richiede con dedica, a breve inizierà anche la fase "trasloco" e allora sì che potrò davvero dire addio ai libri. 
A parte il trasloco in sé, le pulizie, il trasporto dei mobili (so che non sarò certamente io a salire su per le scale la mobilia, ma mi sentirò come minimo coinvolta emotivamente :P, quindi mi riguarda!), una volta nella nuova casa bisognerà pur sempre sistemare ogni cosa, entrare in confidenza con il nuovo appartamento e riprendere in mano una routine che assomigli più o meno a quella lasciata nella vecchia casa. Per me, almeno, è sempre più o meno così che funziona. Lo so perché, in quanto studentessa "fuori sede", negli ultimi anni ho avuto modo più volte di cambiare casa. E so che, in questi casi, il mio cervello ha bisogno di un adeguato periodo di assestamento che mi permetta di riabituarmi a tutto. Solitamente, in quella fase d'assestamento, avere degli esami da preparare non va esattamente d'accordo col mio animo. Per riprendere, dovrò attendere tempi migliori e non sono certa di avere, effettivamente, la possibilità di farlo!
Un trasloco, inoltre, mi rende sempre eccitata. Credo sia inevitabile vedere la cosa come un cambiamento. Si cambia aria, si cambia appartamento, si cambia zona, si cambiano vicini di casa, si cambiano, appunto, le abitudini nelle piccole cose. 
E avrò bisogno di fare acquisti! Una casa nuova richiede sempre e inevitabilmente delle cose nuove! Nuovo deve essere il copriletto - è un must -, nuovi voglio che siano anche gli oggetti che mi circonderanno, nuovo  deve essere il guardaroba (volete che circoli per la nuova casa con i vestiti vecchi??).
No va be', scherzi a parte :P, cambiare casa non è come cambiare macchina o colore dei capelli. Lascio un pezzo di me nella vecchia casa ed è un po' come tuffarsi in una nuova avventura, di cui so poco e niente. Stanotte ho perfino preso sonno un po' più tardi del solito, presa com'ero a fantasticare sulla nuova sistemazione.
E ormai anche questa è vicina. Come ogni cosa che sembrava lontana e poi, in un batter d'occhio, è arrivata, ecco che arriva anche il momento di cambiare casa. 
E il momento di aprire i libri e preparare gli esami, ehm, quello quando arriva? :P


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Volevo inoltre informarvi, per chi fosse interessato, che c'è la possibilità di leggere le recensioni di "Jeans e cioccolato" pubblicate sul sito letterario aNobii direttamente a questo link ;)

lunedì 28 maggio 2012

Recensione: "Ti dipingo il mio colore addosso", Maria Stella Cingolo, Butterfly Edizioni

Un romanzo che esce un po’ fuori dalle righe, questo edito dalla Butterfly Edizioni, un romanzo che, a un certo punto, sembra abbandonare la prosa imboccando la strada della poesia. L’autrice, Maria Stella Cingolo, ha una penna delicata, femminile e un po’ impenetrabile. Si ha a volte la sensazione che, dietro quella scrittura ermetica, si nasconda una personalità fragile e il timore, forse, di svelare un segreto.
Una giovane donna, Babsi il suo nome, intraprende un viaggio rivelatore nella parte più profonda di sé, scoprendo che il suo cuore batte per un’altra donna, un’amica molto speciale, un’artista, la sua fidata e materna amica Viola. 
“Se l’amore è purezza, l’amore non è mai errore” scrive l’autrice. Si sente dentro, prepotentemente, il desiderio espresso di essere se stessi. Poi, una volta ottenuta la licenza dal proprio cuore: “Ho gli occhi d’oro. Forse finalmente/ io sono/ Babsi”. Ed è bello scoprire di poter essere se stesse, senza nascondere la propria personalità dietro sofferenti maschere che costringono a una straziante finzione, che finirebbe per annientare.
“Ti dipingo il mio colore addosso” è un libro da apprezzare. Un tema delicato che l’autrice ha scelto di raccontare con linguaggio poetico. Non è il tipico romanzo, dunque, non è articolato e complesso, ci sono pochi dialoghi e poche descrizioni, molta parte della narrazione viene affidata alla nostra immaginazione. La lettura è scorrevole (considerando, tra l’altro, che la lunghezza del libro – 50 pagine – non ruberà certamente molto tempo), ma la poesia rende talvolta inaccessibile i significati, non ci lascia penetrare serenamente e immediatamente nelle parole, come un lettore di romanzi, nella maggior parte dei casi, vorrebbe e questo porta probabilmente alla possibilità di non apprezzare pienamente la lettura. Sicuramente si tratta però di una scelta di stile che sarebbe interessante discutere con la stessa autrice.
“Ti dipingo il mio colore addosso” è comunque un vero e proprio inno all’amore, senza ombra di dubbio.


Recensione a cura di
Simona Giorgino




Sostenere gli scrittori esordienti?

Quant'è importante sentirsi appoggiati e sostenuti quando si pubblica un libro, per un esordiente? Lo è tantissimo, non mi sembra di dire una novità. 
Perché chi ha già altre pubblicazioni alle spalle, con ogni probabilità ha anche una cerchia di lettori che conoscono già il suo nome. Chi pubblica per la prima volta, invece, non può contare su questa opportunità. Si confronta con il nulla, fa un salto nel buio e spesso lotta per un po' di visibilità.
Quando le persone mi sostengono, quando si interessano al mio libro, nonostante io non sia nessuno, nonostante questa sia la mia prima pubblicazione, mi rendono una ragazza felice
Gli esordienti vanno sostenuti perché hanno bisogno di essere conosciuti un po'. Non in tutti gli esordienti si nasconde un vero talento, ma è pur sempre necessario scoprirlo, leggendoli. Se uno ha talento, prima o poi farà un po' di strada, altrimenti resterà allo stadio dell'esordiente. E non è neppure la fine del mondo.
A me capita di sostenere spesso gli autori esordienti. L'ho fatto anche quando ancora non ero una di loro. Sono spesso stata sensibile nei loro confronti, ho comprato i loro libri perché avevo voglia di sostenerli e di leggere le loro opere prime e quando pubblicano ancora è una cosa fantastica, è bello scoprire in cosa, eventualmente, sono cambiati, che passi avanti abbiano fatto. Non mi sono vista spesso ricambiare, è vero, da quegli autori esordienti a cui io ho dato il mio contributo, non tanto economico quanto morale, e questo mi fa capire quanto la cosa sia a volte tristemente a senso unico e quanto non tutti siano realmente sensibili nei confronti degli autori che pubblicano per la prima volta, affacciandosi inesperti e soli sul difficile mondo dell'editoria. Il fatto è che quando sei anche tu nella stessa situazione, quando anche tu sei un esordiente e hai appena pubblicato un libro che nessuno conosce, capisci davvero, provandolo sulla tua pelle, quanto è importante e gratificante sentire tutto il loro sostegno. 
Fortunatamente, torno a dire, c'è chi sente una profonda sensibilità nei nostri confronti e credo che oggi la cosa si stia anche diffondendo di più, noto sempre più persone interessate alla lettura di autori nuovi, persone che, accanto al bestseller di sempre, acquistano magari anche il libro di un perfetto sconosciuto, è una pratica che probabilmente - questo almeno da ciò che ho potuto notare in giro per il web - sta prendendo piede, forse perché stanno appunto aumentando gli autori emergenti (in concomitanza con l'aumento delle piccole case editrici che sfornano un libro dopo l'altro! :P) ed è soltanto grazie a queste persone se uno scrittore emergente può contare su un numero accettabile di lettori che contribuiscono, ognuno nel suo piccolo, ad aprirgli uno spiraglio sul futuro.
Be', leggerci non è affatto tempo perso! Gli autori emergenti possono insegnare tanto quanto autori già affermati. Credo sia giusto dar loro l'opportunità di farsi conoscere. Tanto se il talento non c'è, prima o poi qualcuno li fermerà!


Chi ti sostiene nonostante non sappia chi tu sia, chi ti sostiene spendendo qualche euro per comperare il tuo libro che rappresenta un vero salto nel buio, chi viene attratto dal tuo testo per il titolo, per la sinossi o magari per la copertina e non si sofferma sul nome della casa editrice che non è la Mondadori, ecco, essi hanno tutta la mia più profonda gratitudine. E' a loro che oggi dico GRAZIE, un grazie infinito per l'interesse e perché, in un modo e nell'altro, ci concedono una POSSIBILITA'


Simona Giorgino



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