Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (nuovo romanzo, settembre 2017).

lunedì 12 giugno 2017

Il Richiamo di Giugno


La fine degli impegni scolastici porta a un'interessante apertura alla vita, all'arte e alla creatività. Anni lavorativi importanti come quello che sta per concludersi, vissuti intensamente come li vivo io, ti tengono ancorata agli impegni e lasciano che le emozioni, i sentimenti, l'arte, la creatività rimangano assopiti per impossibilità di concretizzazione e mancanza di tempo, per poi esplodere improvvisamente a giugno. Giugno: il mese in cui, per un insegnante, nonostante gli impegni lavorativi non siano di certo ancora finiti, la mente comincia a schiarirsi e il cuore ad alleggerirsi e a riaprirsi alla libertà, il mese in cui ci si guarda avanti e non si vedono più soltanto alunni, libri, lesson plans, verifiche, consigli di classe, verbali, corsi di formazione, riunioni, collegi e - se ti va bene! - "qualche" consiglio di classe straordinario, ma si cominciano a vedere anche tutte quelle cose che durante l'anno lavorativo sembravano essersi disperse chissà dove
In realtà erano solo state poste temporaneamente in fondo allo scaffale, per giuste ragioni, perché la priorità apparteneva a qualcun altro. Quelle cose che, pur essendo piccole, adesso sembrano grandi e immensamente belle! Cavolate come leggere un libro in tutta libertà, senza il pensiero che domani dovrai terminare il present perfect o il first conditional o la lezione sulla globalisation, senza il pensiero della sveglia che suona alle 6:30, senza il pensiero che domani sarà il lunedì di apertura di una nuova intensa settimana dalla quale non sai che cosa aspettarti, perché può sempre capitare l'imprevisto. Giugno diventa, per un insegnante, la possibilità di allungare la mano verso il fondo dello scaffale, dove erano state riposte momentaneamente le proprie passioni, alle quali per ovvie ragioni non ci si è potuti dedicare appieno. 

Così con l'arrivo di giugno ho sentito esplodere in me moltissime emozioni, e sono talmente tante e intense che stanno venendo fuori tutte contemporaneamente e assumendo diverse forme: voglia di scrivere, di creare oggetti col DIY, di realizzare un terrazzino coi fiocchi, facendone un piccolo angolo di paradiso per la mia casa leccese. Tutte cose che farò da qui a breve!

L'idea di scrivere un nuovo romanzo mi perseguita già da mesi, ma non mi ci sono mai potuta cimentare per via, appunto, degli impegni scolastici. Quest'estate - la prima estate, oltretutto, di totale abbandono e vacanza (le estati scorse sono state sempre all'insegna dello studio: studio per accedere al TFA, studio per abilitarsi, studio per superare il concorso: quest'anno mi prendo la mia bella rivincita e mi godo l'estate che non mi sono potuta godere gli anni scorsi!) - vorrei scrivere un nuovo romanzo, o comunque scrivere, scrivere senza pormi nessun obiettivo, scrivere solo per il gusto di farlo, per la necessità di mettere nero su bianco tutte le emozioni che mi si sono accumulate dentro, per l'esigenza, come al solito, di dare alle parole il compito di scrutarmi dentro sin nel profondo. Ho voglia di inventare una storia, dei personaggi, e dare loro un carattere, una mentalità, un modus vivendi che poi, magari, assomiglia un po' al mio, o a quello che vorrei fosse mio. Insomma, personaggi che, in un modo o nell'altro, incarnano i miei pensieri e i miei desideri.

Dipinto di Johan Messely
Oltre alla scrittura, poi, vorrei dedicarmi all'arredamento della casa, specialmente del terrazzino del mio attico leccese. Anche questo è un pensiero fisso che mi porto dentro da mesi, ed è chiaro il nesso con il fatto che quest'anno io debba lasciare per sempre Milano
Milano mi ha conquistata da ogni punto di vista, e scriverò di sicuro un post dedicato solo a Lei, perché se lo merita; ma fra le tante cose che amo di Lei, una cosa per me essenziale, fondamentale, vitale, è l'assidua presenza di verde, l'esistenza di parchi, parchi ovunque, parchi immensi, parchi curati e pieni di verde. Anche sui parchi potrei scrivere un post a sé (di mille cose potrei scrivere un post a sé, tante sono le emozioni che mi esplodono dentro!), ma in questa sede mi è sufficiente dire che il verde, i fiori e i parchi sono per me imprescindibili e vitali, e che non so come farò a vivere senza (perché purtroppo Lecce - per quanto io la ami e per quanto sia meravigliosa - non ha molto verde da offrire, e questa cosa mi frantuma il cuore). E io credo sia proprio per questo motivo che ho sviluppato, nei mesi, una voglia irrefrenabile di arredare il terrazzino leccese a mo' di "giardino verde e fiorito", perché sapevo che presto avrei dovuto salutare Milano (e i parchi immensi che mi hanno accolta ogni giorno e a ogni ora di tutti questi mesi). Probabilmente creare un "giardino verde" è un po' il (forse triste ma anche disperato) tentativo di portare un po' di Milano a casa mia, il tentativo di creare il mio "piccolo parco personale". Su un attico, e su un terrazzo, è chiaro che non sia possibile realizzare chissà che, ma in una futura casa non sarà così, lo giuro, perché una futura casa non sarà neanche acquistata se non avrà un giardino!

Parco Sempione, Milano
Ecco insomma che sono "pronta" per tornare giù, non appena gli ultimi impegni scolastici saranno conclusi. Ma dire che sono pronta per salutare Milano non è esattamente corretto: credo di non aver ancora del tutto realizzato che stia per succedere davvero. Ma lo sapevo già: Milano per me era solo di passaggio. Non c'è nulla che mi leghi a questa città e che mi spinga a restare: la mia vita intera è in Puglia, compreso il lavoro, dal momento che, con la vincita del concorso, mi sarà presto assegnata di ruolo una qualche cattedra pugliese. Però a Milano ci lascio un pezzo di cuore, ma questa è un'altra storia (che non può certo ridursi a due righe). 
E allora sì, ci siamo: sto per tornare all'ovile. E la persona che tornerà giù non sarà certamente la stessa che è salita a Milano lo scorso anno. Perché le esperienze, di qualunque genere siano, ti plasmano, ti rinnovano, ti insegnano tante cose, ti cambiano, e ti danno sempre la possibilità di migliorare. Ho imparato tanto da tutto e da tutti, da ogni singolo momento, da ogni singola persona, da ogni singolo alunno, da ogni minimo metro calpestato nei corridoi e nelle aule di quell'istituto a Lampugnano. Ma anche questa è un'altra storia! 







Simona



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