Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (settembre 2017).

I miei libri

I miei libri

sabato 28 giugno 2014

Il buco nella borsa.

Ammattivo quando non riuscivo a trovare certe cose che proprio un momento prima avevo utilizzato. Orecchini, rossetti, burri di cacao. Di tutto e un po'. La ragione mi convinceva che non potevano essersi semplicemente smaterializzate. Dovevano pur essere finite da qualche parte!
Sì, ma dove?
Non avrei mai immaginato che la causa di quegli smarrimenti fosse un buco nella borsa, quel buco nascosto in un angolo remoto della tasca esterna, quel piccolo foro di circa un centimetro o poco più che ha risucchiato nel vortice oggetti di mio quotidiano utilizzo, portandomi spesso all'ammattimento.
Eppure ho scoperto una cosa: un buco nella borsa è molto più di un semplice buco!

"Che borsa metto oggi?". Do una sbirciatina alle scarpe: beige. Mi ricordo sul momento di una borsa dello stesso identico colore, un regalo del mio ragazzo. Una borsa che lo scorso anno avevo utilizzato moltissimo. [Mi capita di usare frequentemente una stessa borsa per giorni, settimane o addirittura mesi, e poi improvvisamente non usarla più per altrettanti giorni, settimane o mesi.]
Cerco la borsa in questione e poi ne esploro il contenuto. Scopro che lì, proprio sotto la stoffa che la riveste internamente, giace indisturbato un burro di cacao. Lo riconosco per la forma, per la dimensione, per la consistenza. Non riesco a vedere che burro di cacao sia, la stoffa non trasparisce. Provo a capire come sia potuto finire là sotto. È chiaro che deve esserci un buco da qualche parte. Non lo trovo, cerco e ricerco. Niente. Gli orli sembrano essere tutti ben cuciti. "È una borsa magica", penso. Ma voglio e devo per forza avere quel burro di cacao! Guarda caso proprio in questi giorni il mio sta finendo e devo comprarne un altro. Continuo a cercare il buco, dentro, fuori, di lato.

E poi eccolo lì, un buchino che si apre al lato estremo della tasca esterna. Ci infilo un dito, faccio scivolare il burro di cacao fino alla fessura, lo afferro e lo estraggo: Lui, il Lui di tutti i Labello, quello che adoro da sempre, sin da quando ero una ragazzina! Il Labello alla camomilla (e calendula).

Il Labello alla camomilla non è solo un burro di cacao per me. È un simbolo che ha segnato i miei quindici anni. Avevo quell'età quando lo comprai per la prima volta. Me ne innamorai e da quel momento non potevo fare a meno di averlo, volevo sulle labbra quel delicato profumo di campagna. Non era facile trovarlo, i negozi non sempre avevano Labello dai gusti particolari come la camomilla. Infatti una volta cresciuta, per molti anni non l'ho più usato, sostituendolo con il tradizionale Labello Classico, che trovi facilmente dappertutto. Poi un giorno, a Lecce, mi imbattei casualmente in un Labello alla camomilla che giaceva sullo scaffale di un negozio e lo comprai senza esitare.
Il suo odore mi riporta indietro nel tempo, è una di quelle sensazioni fantastiche che non ti sai spiegare bene. Sa di libertà, di gioventù, di amicizia, di primavera, di enormi distese di erba assolata, di domeniche spensierate.

Ma non finisce qui. Estraendo dal buco della borsa, a mo' di stupenda sorpresa, questo burro di cacao alla camomilla (che, tra l'altro, è nuovo di zecca: evidentemente lo avevo comprato da pochissimo prima che il buco se lo risucchiasse!), il mio dito ricercatore è entrato in contatto con altri oggetti. Scopro, allora, che il piccolo foro nasconde dell'altro, chissà che cosa, e voglio scoprirlo subito!
Ecco allora che un semplice buco nella borsa si trasforma in un buco delle sorprese che rapisce la mia curiosità.
Vengo in contatto con qualcosa di ferroso, lo afferro, lo porto in superficie: nooooo, non posso crederci! Un paio di orecchini dorati a forma di gufo che amavo così tanto, ma così tanto, che sono arrivata spesso a pensare che siano fra gli orecchini più belli che abbia mai posseduto! Per mesi e mesi mi sono ritrovata a cercarli ovunque e mi sono chiesta dove fossero finiti!

Continuo con la ricerca: un altro paio di orecchini, stavolta a forma di fiorellino, non certamente i più belli ma hanno il vantaggio di essere un paio di quegli orecchini passpartout: li mettevo molto spesso proprio perché stavano bene con tutto! Il buco magico ha colpito ancora!

Continuo a cercare, con un ormai irremovibile sorriso sulle labbra, con l'inevitabile frenesia di chi vuole vedere di più, e di più, con la fervente curiosità di scoprire che cosa apparirà dal foro. Che cos'altro mi riserverà questo buco nella borsa?
Il rossetto Kikoooooooo che non riuscivo più a trovare da nessuna parte!! Non UN rossetto qualsiasi, ma QUEL rossetto, quello marroncino che si sposa benissimo con la mia carnagione, quello che mettevo praticamente sempre, anche questo una specie di passpartout del make-up. Questo rossetto mi ha davvero fatto impazzire in tutto questo tempo! Cercato ovunque, mai trovato!

Dal buco nella borsa appariranno ancora, in ordine cronologico: due euro e trentacinque centesimi, scontrini vari, un braccialetto comprato dalla Coin, un secondo burro di cacao americano al gusto di menta, un fermaglietto per capelli intarsiato di piccoli strass argentati, il ciondolo perduto di un braccialetto, un elastico, un bigliettino su cui avevo segnato dei nomi di docenti universitari e i relativi esami che dovevo sostenere con loro, all'epoca dell'Università.

Ma la cosa più fantastica è che ognuno degli oggetti emersi da quel buco ha una storia particolare. Ed ero così entusiasta di averne ritrovati molti a me cari che il mio dito continuava freneticamente a cercare, cercare, scavare... ma non c'era più niente. :(

A parte il fatto che tutto questo vi dà una vaga idea dello stato di disordine in cui solitamente vertono le mie borse :D, devo dire che quel buco è stato una bella trovata.

Mi fa ricordare l'episodio di Sex and the City in cui anche Carrie scopre un buco nella sua borsa dal quale estrae la sua memorabile collana con il nome, diventata tanto famosa in tutto il mondo, che la riporta indietro al ricordo delle sue pazze amiche e le fa desiderare di essere altrove.




Conclusione? Ho deciso che i buchi sono dei veri valori aggiunti alle borse! Tutte le borse dovrebbero averne uno. Magari anche più di uno! Va be', dai, non esageriamo! :P








Simona




4 commenti:

  1. E' da qui che si vede che scrittrice fantastica sei... hai dato un pizzico di magia ad un semplice buco in una borsa...
    Non smetterò mai di scrivertelo e pensarlo... Brava Simona....
    Un bacione!!! Princess ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao cara Erika, come stai? Grazie mille per il tuo bellissimo commento!! Neanch'io immaginavo che un buco in una borsa potesse regalare emozioni, e invece è successo! :D

      Elimina
  2. Santi buchi! è una sorta di resurrezione.
    Una lettura davvero piacevolissima.
    Ciao, a presto!

    RispondiElimina

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