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"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (settembre 2017).

I miei libri

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venerdì 21 giugno 2013

L'abbandono dei cani dopo la nascita di un figlio.

Oggi purtroppo mi è capitato di tenere una conversazione che ha toccato questo argomento: trascurare/abbandonare/mollare un cane dopo la nascita di un figlio. Nella conversazione assumevo ovviamente il ruolo dell'animalista, dall'altra parte, invece, un'ex-animalista (ma si può davvero essere ex-animalisti o sarebbe più logico dire che non lo si è mai stati?).
Vorrei esprimermi solo in pochi termini, per poi lasciarvi alle parole di un articolo trovato in giro per il web proprio mentre facevo una ricerca sull'argomento, articolo completo in tutto e per tutto, emotivamente toccante, che descrive praticamente APPIENO quello che io stessa penso e vorrei dire.
Non mi resta che aggiungere solo un piccolo pensiero a quell'articolo: purtroppo spesso le persone che si prendono un cane (o altri animali domestici) non sono realmente pronte o adeguate ad averne uno. Probabilmente pensano che un cane non richieda particolare impegno e responsabilità. Ma non è così: avere un cane costa sacrificio, fatica, responsabilità, è come avere un figlio (a questa espressione i non animalisti storceranno il naso, lo so bene). Poi succede che quelle persone non pronte si rendano conto improvvisamente che prendere un cane è stato un errore: se ne stancano perché impedisce loro di andare in vacanza in santa pace, o perché il loro cane ha la "colpa" di essere vivace o ineducato, di non aver imparato dove fare i suoi bisogni, oppure diventa un peso perché nasce un figlio e allora il cane improvvisamente non va più bene, diventa una creatura indifferente, di poco conto, poco igienica, e spesso si pensa a chi poterlo dare, a chi poterlo mollare. Esistono anche le persone che si prendono un cane per "farci giocare il figlio" - signora, per quello sono stati inventati i giocattoli!
Lo so che parlo da persona che non ha mai avuto un figlio, ma sono convinta che non abbandonerei certamente il mio cane se un giorno dovessi averne uno! Al figlio le priorità, certamente, ma il cane ha un'anima che va difesa, coltivata, accarezzata, neanche un figlio dovrebbe privarti degli slanci emotivi nei suoi confronti!
Credo che scriverò altri post riguardo a questo argomento importante. Ovviamente il mio blog non potrà fare assolutamente niente per sensibilizzare le persone al problema dell'abbandono dei cani, né potrà mai convincere i non animalisti che gli animali sono creature viventi, con sentimenti. I miei post non saranno altro che gocce in un oceano infinito, si perderanno in mezzo a una miriade di altre gocce, e intanto che i post saranno pubblicati, in ogni parte del mondo un cane continuerà a essere abbandonato.



Prima di prendere un cane, PENSACI BENE, perché dal momento stesso in cui te lo prendi tu devi essere responsabile nei suoi confronti e non potrai mai più tirarti indietro!!!

Copio e incollo l'articolo, scritto da una certa Gilly,
una lettera che dire degna di nota, per quanto mi riguarda, è davvero riduttivo.
Scrive delle cose che secondo me sono delle sacrosante verità.

Quale essere vivente, senza o con il pelo, merita un destino così?





Carissimi amici,

sono una persona che ama e rispetta gli animali, 
iscritta a più associazioni animaliste.
Con questa mia lettera, vorrei raccontarvi una storia vera 
che anni fa mi ha lasciato un segno indelebile 
ed una gran voglia di far qualcosa per combattere
l'ignoranza e l'ottusità di mente
che domina le generazioni di oggi in Italia.
Per questo chiedo aiuto anche a voi.
Se poteste spargere le voci su questo problema,
purtroppo molto diffuso, ve ne sarei immensamente grata.

I protagonisti della storia sono: Maria
(una mia amica che conoscevo dai tempi della scuola)
ed il suo cane Paco. Maria ha sempre avuto un grande istinto materno
e un forte desiderio di sposarsi ed avere un bambino.
Prima che ciò accadesse, aveva adottato Paco,
un piccolo meticcio che riceveva coccole dalla mattina alla sera. 
Maria riversava su questo simpatico cane tutto il suo istinto materno e la
sua voglia di viziare qualcuno. Lo faceva dormire con lei, ci giocava spesso,
lo trattava proprio come una mamma tratterebbe
il suo bambino. Io credevo che gli volesse bene.

Quando però il sogno di Maria si è avverato,
e quindi ha trovato l'uomo giusto per lei,
che gli ha dato un figlio, ecco che la vita di Paco
è cambiata dal giorno alla notte.

Il piccolo cane rimaneva tutto il giorno legato ad una
catena e vedeva la sua amata padroncina
riversare tutto il suo amore al bambino, senza avere un attimo
di tempo per coccolare il cane.
Ovviamente gli dava da mangiare e bere, ma mai una carezza,
una parola affettuosa. Non gli faceva più il bagnetto,
Paco si era riempito di parassiti, il suo morbido pelo bianco era
diventato grigio e crespo. Inutili i
miei tentativi di far ragionare Maria ed indurla
a prestare più attenzioni a Paco. Lei rispondeva che il figlio
è la cosa più importante per una donna, un cane è solo un cane.
Aggiungeva inoltre che quel cane era diventato stupido e strano,
si rotolava per terra, aveva atteggiamenti
che lei non gradiva, per questo non voleva perdere troppo tempo per lui.
Non c'era verso di farla ragionare,
anche perché io ero l'unica ad interessarmi di "uno stupido cane"
mentre tutte le persone normali
capivano che con l'arrivo di un così bel bambino è logico che
l'attenzione vada riversata interamente su di lui.
Io ero la matta, tutti gli altri erano i normali.
Nessuno capiva le mie lamentele, 
un cane è un cane, un bambino è un bambino.

Ricordo con tristezza il giorno del battesimo del bambino (Luigi).
Il cane era legato alla solita catena,
io fui l'unica a rivolgergli uno sguardo ed un complimento

mentre lui abbaiava cercando di richiamare un po' di attenzione.
Tutti i parenti ed amici riempivano di feste e complimenti il piccolo Luigi
vestito da cerimonia. Io capisco perfettamente che era 
Luigi il protagonista principale di quel giorno di festa,
non certo Paco. L'unica cosa che mi sarebbe piaciuta, 
sarebbe stato uno sguardo ed un veloce complimento
a quel cagnolino, senza togliere nulla a quei milioni di complimenti
e feste fatti al bimbo. Fra gli invitati c'era Anna, la sorella di Maria,
che fino a poco tempo prima abitava nella stessa casa, con Paco.
Da qualche mese si era sposata ed era andata ad abitare altrove.
Si sa che un cane, quando vede una persona che ha vissuto anni con lui,
poi si è trasferita, ha una voglia matta di riempirla di feste.
Invece Anna non gliene ha dato la possibilità.
Era troppo impegnata a complimentarsi con il bambino
per poter rivolgere uno sguardo al cane.
E se io avessi mosso una polemica in quel contesto,
sarei stata soltanto derisa ed umiliata.
Loro erano la normalità, io una povera pazza animalista.
Forse avrei dovuto denunciare Maria perché teneva un cane legato? 
Ma il problema principale non era la catena, era la mancanza 
di affetto e non c'è legge in Italia
che imponga ad un padrone di dare affetto al proprio cane. 
Che avrei risolto se avessi denunciato Maria?
Forse lei avrebbe pagato una multa, ma non avrebbe certo 
continuato a coccolare il cane come faceva 
prima della nascita del bambino. E che ne sarebbe stato di me? 
La fama di fanatica animalista pazza 
avrebbe messo ancor di più in cattiva luce ogni mio tentativo 
di far riflettere la gente sul rispetto per gli animali.

Purtroppo un giorno ho avuto una notizia tristissima.
Maria mi ha detto (a distanza di un mese dall'accaduto) che Paco era morto. 
Le ho chiesto com'era successo, lei mi ha detto che è stato per vecchiaia. 
Ho chiesto l'età del cane, anche se in realtà sapevo che aveva 4 anni. 
Maria mi ha risposto che aveva 8 anni e che il motivo 
della sua scomparsa poteva essere soltanto vecchiaia. 
Questa bugia mi ha lasciato immaginare che il cane si sia lasciato morire, 
rifiutando il cibo e tutto quel che è necessario per vivere.
Per quanto sia triste il destino dei cani abbandonati
per le strade in occasione delle vacanze, ritengo che una storia 
come questa sia lo sia persino di più.
Paco purtroppo non ha avuto la possibilità di incontrare nuove persone
che lo potessero accudire
all'interno di un canile o che lo potessero adottare per iniziare una nuova vita. 
Paco aveva il suo dispiacere davanti agli 
occhi ogni giorno, non poteva dimenticare. 
Vedeva colei che tanto amava riversare tutte le sue attenzioni 
su di una nuova creatura, mentre lui era lì,
in un angolo come una vecchia bambola che non serve più.

E' stata una cosa orrenda. Indimenticabile per me, che non ho avuto
una risposta di sostegno
da nessuna delle persone che frequento di solito. 
Tutto fa parte della normalità, sono io che mi faccio certi strani problemi. 
Raccontando questa storia ad alcune associazioni animaliste, 
ho avuto sì il sostegno di chi la pensa come me, 
il conforto di sapere che non sono l'unica a farmi 
scrupoli per i cani e che li considera degli esseri 
viventi che provano gioia, dolore e sentimenti. 
Ma io vorrei che la cosa non finisse qui.
Il conforto di non essere da sola a pensarla così non mi basta. 
Questa brutta esperienza non deve soltanto lasciarmi dell'amarezza 
ogni volta che la ricordo.
Voglio che serva a sensibilizzare la gente, a far riflettere. 
Voglio che serva da esempio da non seguire.
Voglio che gli italiani capiscano che se quella oggi è la normalità, 
è ora che i tempi cambino.
Una volta la normalità era anche picchiare le mogli, 
negare alle donne il diritto di votare.
Adesso non è più così. Ebbene i tempi devono cambiare ancora, 
bisogna migliorare il rapporto uomo-animale.

Per quanto il figlio sia lo scopo principale della persona adulta,
per quanto il bambino merito tutto
l'amore che i genitori possono dare, questo non dà il diritto 
a nessuno di far soffrire un animale al punto 
di indurlo a suicidarsi. Bisogna farsi sempre degli scrupoli per il prossimo. 
Anche se il prossimo è un animale. 
Chi non è disposto a voler bene al proprio animale anche dopo la nascita 
di un bambino deve evitare di adottare animali,
perché essi si affezionano al padrone. 
Voglio che il futuro in Italia sia impostato 
in questo modo. Ma non solo per una ristretta cerchia di animalisti, 
voglio che un giorno molto vicino la normalità 
sia questa, e non voglio più essere considerata 
una pazza che si fa dei problemi inutili. 

Vi prego di aiutarmi in questo mio obiettivo. 
Ho messo i nomi reali dei protagonisti della storia. 
Non so se voi vorrete raccontarla da qualche parte nel vostro sito. 
Non so se vorrete, per correttezza, 
cambiare i nomi. Mi piacerebbe che si parlasse di questo argomento in TV 
(ovviamente senza la pretesa che si parli del caso in questione 
con i reali protagonisti. 

Il problema è presente in altre case in cui i cani prima erano coccolati
ed in seguito accantonati per la nascita di un bambino. 
I casi sono tanti, troppi). 
Vorrei che fossero tante le persone coinvolte a riflettere, 
se potete inoltrare la mia e-mail
ai vostri conoscenti, ve ne sarei molto grata. 

Mi piacerebbe che qualche persona valida con doti artistiche,
potesse ricavare dalla storia spunti per un libro, un film,
un cartone animato, qualunque cosa.
Chiedo troppo? Sono presuntuosa? Mi sono sentita tanto inutile 
al momento dell'accaduto,
che ora ho bisogno di rifarmi. Ho bisogno di chiedere aiuto
dove so di poterlo ottenere, inutile continuare a lamentarmi 
con persone ottuse e convinte di essere loro la perfezione 
ed io la stupida fanatica. Ho bisogno di persone come voi, 
che hanno la possibilità di farsi sentire 
e di allargare il giro fra la gente sensibile alle sofferenze degli animali. 
So che le battaglie di cui
vi occupate sono tante. Ma vi chiedo di aggiungere anche questa. 
Sarebbe bello che un giorno 
molto vicino, chiunque adotti un cane, 
venisse esortato a non abbandonarlo ed anche
a non trascurarlo ed ignorarlo dopo la nascita di un bambino in famiglia. 
Lo so che poi la gente fa ciò che vuole, 
ma almeno il gesto di tentare di far riflettere, 
è più utile che lasciar correre e rassegnarsi al fatto
che la mentalità della maggioranza
trovi normale che un cane sia come un bambolotto 
che si può tranquillamente dimenticare con l'arrivo di un bambino.
Mi perdonino le associazioni che avevano da me ricevuto 
una lettera come questa tempo fa.
Scusatemi per l'insistenza, ma ho deciso che batterò su 
questo chiodo finché non vedrò che le cose
sono effettivamente cambiate come io vorrei. 
Se ognuno di noi ha uno scopo nella vita, 
il mio non è certo quello di occuparmi dei figli per causare 
sofferenza agli altri che mi stanno intorno. 

Non posso pretendere che tutti gli altri siano come me,
ma ritengo che tante persone abbiano
bisogno di capire che non è giusto provocare sofferenze, 
anche se si tratta di sofferenze psicologiche, 
anche se le vittime sono degli animali. 
E' legittimo e normale che una donna consideri il proprio 
figlio lo scopo della sua vita ed il centro
delle sue attenzioni e del suo amore.
Ma con questo, ogni donna come ogni uomo, 
ha il dovere di farsi degli scrupoli 
anche per tutti gli altri 
esseri viventi, non si può far del male agli altri 
per amare solo il proprio bambino. 
Continuare a prendersi cura (con relative coccole e gesti affettuosi) 
di un animale domestico precedentemente adottato 
non toglierebbe nulla al bambino, né amore, né attenzioni. 
Se certe persone non sono in grado di capire ciò, 
perché si sono fatte condizionare da una società 
basata sulla supremazia dell'uomo sull'animale, 
sulla sbagliata concezione dell'animale-oggetto-a-disposizione-dell'uomo, 
è ora che glielo facciamo capire noi, 
agendo uniti, senza sentirci una piccola minoranza. 
Un giorno dovremo diventare noi la normalità, 
con le nostre idee di rispetto per tutti gli esseri viventi. 

Grazie mille per l'attenzione.


Gilly



Fonte originalehttp://digilander.libero.it/millenniumdogs/nascitaecane.htm

2 commenti:

  1. Io ho due cani che praticamente sono due figli, due fratelli, sono parte della famiglia stessa.. dormono sui divani, nei letti, hanno ciotole che laviamo sempre come se fossero piatti, mangiano il mangiare nostro, escono, si beccano una miriade di coccole, vengono in vacanza con noi, con criceto appresso e se fosse per me arriverebbe anche il terzo, solo che poi dovrei affrontare l'ira funesta di mia mamma XD io non capisco le persone che li abbandonano, c'è come si fa?? io non mi capacito, sarà che amo talmente tanto i miei cagnetti che separarmi da loro e abbandonarli sarebbe un dolore troppo forte :) Per me le bestie vere non sono i cani ma siamo noi uomini!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono più che d'accordo Debora, purtroppo nel mondo c'è ancora molta ottusità, ci sono coloro che odiano gli animali, ci sono gli xenofobi, i razzisti, e tante altre tipologie di persone dalla mentalità chiusa. Mi auguro che un giorno tutto questo finirà, che la gente imparerà a rispettare i "diversi", perché diverso non vuol dire inferiore. Grazie per la tua splendida testimonianza, anch'io ho un figlio, ehm... un cane! :)

      Elimina

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