Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese appassionata di scrittura e di fotografia e profondamente innamorata degli animali. Questo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, riflessioni, novità sui suoi libri e molto altro. INSTAGRAM: @simona_giorgino (profilo autrice), @photosfromthewind (profilo fotografico).

sabato 9 febbraio 2013

Segnalazione: invia il tuo racconto breve. Un'iniziativa di Pierpaolo Buzza.


Ciao a tutti!
Oggi vorrei segnalarvi un nuovo progetto di Pierpaolo Buzza. Avete già sentito parlare di lui perché di recente ho pubblicato un'interessante intervista in cui Pierpaolo ci descriveva le caratteristiche di un corso di scrittura autobiografica con sede a Roma.

Pierpaolo ha un sito ben strutturato, si occupa come avrete capito prevalentemente di scrittura, e questa sua nuova iniziativa prevede la pubblicazione sul suo sito dei racconti da lui maggiormente apprezzati fra quelli che voi invierete servendovi di questo semplicissimo modulo.

Insomma, se vi va di partecipare, sarà sufficiente inviare il vostro breve racconto (max 2 cartelle) all'indirizzo sopra riportato. Pierpaolo li leggerà tutti e valuterà quali pubblicare sul suo sito.

Potrebbe decisamente essere una buona occasione per usufruire di una "vetrina in più" per voi e per la vostra promozione. :)

Spero che l'iniziativa sia di vostro gradimento!

Buona giornata a tutti!

giovedì 7 febbraio 2013

Scrivi per il pubblico o scrivi per te stesso?


Ho capito, non sono fatta per scrivere soltanto per il pubblico. Non sono fatta per accontentare i gusti dei lettori e per annientare i miei. Non sono fatta per impedire alla fantasia di spiccare il volo e andare a parare dove preferisce. Non riesco - ok, forse non ci ho ancora provato? - a comandare la mia creatività e indirizzarla verso una direzione che lei non avrebbe preso. In realtà, non credo neppure che qualcuno possa riuscire, neanche con uno sforzo sovrumano, a conquistare l'unanimità dei propri lettori. Neppure se con un solo libro riuscisse a racchiudere tutti i generi letterari esistenti sulla faccia della terra. 
C'era un tempo in cui mi domandavo: "Devo lasciare che i lettori mi riconoscano in un determinato modo di scrivere? Devo permettere loro di associare il mio nome a un genere letterario? Devo lasciare che mi si categorizzi? Devo impormi di scrivere sempre in un modo per permettere ai lettori di riconoscermi e di non rimanere smarriti?". Era un dilemma nato ai tempi del primo romanzo, quando ancora non sapevo niente del mondo dell'editoria, e quando ancora credevo che in qualche modo sarei riuscita a restare ancorata al mio tempo, come se il tempo non passasse e come se io potessi rimanere immune al suo passaggio. 
In realtà ho sempre saputo che uno scrittore, come qualsiasi artista, come qualsiasi persona che libera la propria creatività dal profondo del suo spirito, non può imporre dei freni alla sua fantasia. Per me, almeno, imposizioni di vario genere significano mettere un freno a quella che è prettamente un'esigenza di esprimermi, di lasciarmi andare, di abbandonarmi alla creatività, di liberarmi dalle catene. La scrittura per me è questo. Perché io scrivo per me stessa, non lo faccio per lavoro o per mestiere: io scrivo perché ne ho bisogno e, pubblicando, spero di regalare qualche mia piccola emozione ai lettori. Ma le emozioni hanno le ali, e io non riesco a tenerle a bada. 
Ora so una cosa: ho bisogno di essere libera, ho bisogno di pensare che sto scrivendo per me stessa innanzitutto. Se uno scrive per se stesso, se uno si lascia trasportare solo dalla sua fantasia, penso che i suoi lavori potranno essere di gran lunga migliori: una vera autenticità. 
Ecco dunque che fra i due romanzi pubblicati fino a questo momento intercorre una piccola differenza (e, anticipando qualcosa, ci saranno differenze, penso io, anche con il prossimo lavoro). Non una differenza abissale, certamente, ma una piccola sfumatura che cambia comunque il mio modo (e forse anche quello del lettore) di percepire "Quel ridicolo pensiero" rispetto a "Jeans e cioccolato". E ne sono certa: non scriverò mai romanzi totalmente diversi o addirittura opposti nel genere, sono nata e cresciuta affascinata dalla sfera intima e umana della gente, nonché dai sentimenti, ed è certamente un aspetto che non trascurerò mai nei miei scritti, ma ho bisogno di sapere che posso essere libera di esprimermi nel modo in cui, quando sono a tu per tu con il foglio bianco, io ho voglia di esprimermi.

Uno scrittore che scrive per mestiere deve tener conto certamente dei sentimenti del pubblico che lo legge. Be', ritengo che lo scrittore per mestiere debba imparare a scendere a compromessi, debba rinunciare a qualcosa di estremamente suo per andare incontro agli altri. È una specie di scambio: tu mi leggi, io scrivo per te. Lo scrittore per mestiere sviluppa probabilmente una stupenda collaborazione fra la sua creatività e la necessità. Ma non potrà mai rinunciare, non del tutto, a quello che è dentro di lui: la sua interiorità troverà comunque il modo per venire fuori dalle righe, come un fiume in piena che straripa dai margini, e un lettore attento, sfido io, se ne accorgerebbe.

Ecco una domanda che mi ha rivolto Tiziana Iaccarino nella sua ultima intervista per il suo blog "Il profumo della Creatività". È qui che spiego quanto per me sia importante lasciarmi andare, senza pensare che a uno piacerò e all'altro forse no. ^^ 


Infine ti chiedo cosa deve aspettarsi il tuo pubblico dalla Simona Giorgino che ha voluto differenziare i generi letterari della prima opera rispetto alla seconda? Se nel primo romanzo il pubblico magari ti collocava nella commedia, genere per il quale mi sento di dirti che hai veramente talento, come deve reagire nel trovarti ben diversa per il secondo?

RISPOSTA:
Grazie per questa interessante domanda. Io ritengo fermamente che uno scrittore, come accennavo prima, scriva prima di tutto per se stesso, e non solo per il pubblico. Scrive perché sente qualcosa dentro, perché ne ha bisogno, ne sente l’esigenza, scrive per dire qualcosa, scrive perché la scrittura è uno strumento attraverso cui scavare dentro se stesso, esprimere le sue emozioni, lasciare libera la sua fantasia. Le imposizioni non mi piacciono, non mi sono mai piaciute, io scrivo in maniera molto libera, non mi impongo mai una trama, per esempio, i miei personaggi e tutto quello che ruota intorno a loro, dalle ambientazioni agli episodi, vengono fuori nella maniera più spontanea possibile, a partire da una parola o da un’emozione, a partire da quello che ho dentro di me in quel momento. E soprattutto ritengo che ognuno di noi, anche i non-scrittori, procedendo nel tempo sia soggetto a piccoli cambiamenti, innanzitutto interiori. Io sento dentro di me dei piccoli cambiamenti, e sono convinta che la scrittura, essendo una parte integrante di noi, non possa rimanerne fuori. Se cambio io, è inevitabile che cambi anche il mio modo di vedere il mondo e, quindi, quello che scrivo. Tutti i più grandi scrittori o quasi, mi ricordo, hanno spesso avuto queste “deviazioni di percorso”: in realtà erano deviazioni del loro animo e cambiare modo di scrivere o il contenuto delle loro storie non era esattamente una loro scelta ragionata. La questione è più semplice di quanto sembri: semplicemente, quando ho scritto Jeans e cioccolato sentivo dentro di volermi dedicare a una storia divertente - nell’anno precedente, oltretutto, mi ero accostata per la prima volta alla lettura di romanzi appartenenti a quel genere letterario; quando ho scritto Quel ridicolo pensiero sentivo dentro un nuovo tipo di impulso. E, forse, anche adesso sento un nuovo tipo di impulso. Non lo so, non lo so davvero: scrivere per me è una tale libertà che mi riesce difficile persino parlare di imposizioni. Non so che cosa verrà fuori dai prossimi romanzi, è possibile che un giorno scriverò ancora una storia totalmente divertente come Jeans e cioccolato o che ne scriverò una totalmente deprimente! :D Dipende dal momento, da quello che uno sente dentro. Ti faccio un piccolo esempio: sta per uscire (e lo dico in anteprima) un breve racconto che verrà pubblicato in formato digitale. L’ho scritto prima di Jeans e cioccolato e ovviamente prima di Quel ridicolo pensiero. Lo amo, gli sono molto legata: è un racconto diverso, un racconto che vuole scavare dentro i personaggi, un racconto che vuole sfiorare, seppur molto da lontano, la loro parte spirituale. In quel momento, evidentemente, era così che mi sentivo. Probabilmente c’è una cosa in comune a tutti i miei scritti, sinora: il lieto fine. Mi piace pensare che le storie finiscono bene, mi piace poter trasmettere un senso di positività al lettore. Però non riesco a controllare la scrittura, è una cosa che va al di là di me. Conoscendomi, posso affermare che continuerò certamente a scrivere sentimentali e storie che in qualche modo possano scavare all’interno dei personaggi, questo sì, perché sono particolarmente affascinata dalla sfera intima, mentale, emotiva e anche spirituale dell’uomo. Ma non mi sento di affermare altro, anzi sì, una cosa ancora: ho capito che non mi interessa per niente essere collocata in un genere letterario, o essere ricordata come una scrittrice di una determinata categoria. Non credo che fra le mie opere ci saranno mai distacchi abissali, ma io amo dare le ali alla mia fantasia, amo esprimere me stessa attraverso la scrittura. Se dovessi scrivere sempre in un modo solo per essere apprezzata dal pubblico, non sarei più me stessa. Poi, secondo me sarebbe anche del tutto inutile: i gusti dei lettori sono troppo svariati per cercare di farsi apprezzare da tutti. I lettori hanno apprezzato Jeans e cioccolato, ma hanno apprezzato anche (e finora mi sento di dire anche di più) Quel ridicolo pensiero. Quali fra i miei lettori, quindi, dovrei accontentare? Scusa la franchezza. Spero ovviamente che continueranno ad apprezzarmi anche nelle prossime opere, sebbene in qualche sfumatura potrebbero essere diverse dalle precedenti.


Ovviamente l'intervista è molto più di questo. Se volete leggerla integralmente per scoprire le curiosità che racconto rispondendo alle altre domande, cliccate qui




Simona



sabato 2 febbraio 2013

"L'altra metà della mela", di Viviana Leo: intervista all'autrice.


Viviana Leo è una mia giovane conterranea, 
amante dei libri, dinamica e attiva nella sua promozione, 
con tre pubblicazioni all'attivo. 
In questa intervista si parla principalmente del suo nuovo romanzo, 
appartenente a un genere diverso rispetto ai precedenti: 
L'altra metà della mela.
Ed ecco che cosa ci siamo dette!






Ciao Viviana, benvenuta nel mio blog! Con questa intervista vogliamo presentare ai lettori il tuo nuovo romanzo, "L'altra metà della mela", pubblicato dalla Butterfly Edizioni. Incomincerei col chiederti di raccontarci un po' la trama del libro, e come sei arrivata a sviluppare questa storia. 

Ciao, Simona, grazie mille!
L'altra metà della mela è un romanzo d'amore, la storia di una ragazza che approda in una nuova scuola dove fino all'anno prima vi erano state solo iscrizioni maschili. E lì conosce David, un ragazzo terribile che le si accanisce subito contro... Sono arrivata a sviluppare questa storia perché mi attirava l'idea di toccare temi così attuali come il bullismo e il maschilismo, cercando però di entrare nella psicologia dei personaggi e di riflettere sul fatto che, alcune volte, dietro a caratteri difficili si nascondono situazioni complicate che andrebbero solo capite un po' di più. 

Sulla scelta del titolo invece che cosa ci dici? 

Be’, il titolo è nato dal mito di Platone. Secondo lui l'uomo in principio era perfetto, ma Giove, invidioso di tale perfezione, lo divise a metà. Da allora l'uomo è sempre in cerca dell'anima gemella, la parte mancante che lo completi. 
Kathy e David inizialmente non lo sanno, ma scopriranno di essere due metà perfette della stessa mela. 

Non è il primo libro che pubblichi. Se non sbaglio hai altre due pubblicazioni alle spalle, due libri appartenenti a un genere letterario diverso rispetto a quello cui appartiene “L’altra metà della mela”. A che cosa è dovuto questo cambiamento? Ci racconti qualcosa anche sugli altri libri? 

Sì, in realtà ho voluto cambiare per cimentarmi un po' su un genere diverso. E' stata più una piccola sfida con me stessa! Gli altri due libri sono entrambi urban fantasy. Il primo, Tra zanne e artigli, è una storia d'amore fra un'umana e un licantropo, il secondo invece, Lacrime d'argento, è la storia, ambientata nel Salento, di una cacciatrice di vampiri! Effettivamente credo che tutti e tre siano molto diversi fra loro. 

Pensi che sperimenterai anche altri generi letterari? Un prossimo lavoro a che genere apparterrebbe? 

Forse sì, ma non mi esprimo in merito. Per ora il prossimo lavoro credo che sarà il seguito di Lacrime d'argento, in futuro si vedrà! 

Chi è secondo te lo scrittore? Quando ci si può considerare o definire “scrittori”? 

Lo scrittore per me è colui che scrive, a prescindere se pubblica o meno, e soprattutto a prescindere dal fatto di essere conosciuti o famosi. Ovvio che poi vi sia differenza tra definirsi scrittori e dimostrare di esserlo. Chiunque può scrivere una poesia o un racconto, la parte difficile sta nel coinvolgere il lettore e trasmettere emozioni vere, a mio parere. 

E' possibile secondo te essere scrittori senza essere anche lettori? Tu che tipo di lettrice sei? 

Assolutamente no! Come si può scrivere senza leggere? Per come la vedo io è impossibile. Uno scrittore DEVE leggere! Io mi ritengo una lettrice compulsiva, di quelle che non riesce a vivere senza leggere, nemmeno un solo giorno. Leggo di tutto, non importa il genere, ciò che guardo è la storia. Non credo a chi dice "non ho tempo per la lettura", sono stata sempre dell'idea che si può sempre trovare un piccolo ritaglio di tempo per un buon libro! 

Sono d'accordo con te. Attraverso la lettura e il confronto con altri autori, uno scrittore migliora e impara. E c'è qualche autore che apprezzi più di altri, o un libro che ti è rimasto particolarmente impresso? 

Ce ne sono tantissimi! Fra gli autori esordienti ho apprezzato molto Debora De Lorenzi e Rosa Pezzuto che mi hanno conquistata immediatamente con il loro modo di scrivere. Mentre fra i più famosi adoro J. Ward, Hamilton, Coelho, Rowling, Rice, Cornwell, tanto per citare qualcuno. Il libro che più adoro in assoluto, anche se può sembrare banale, è la Divina Commedia. Quella è l'opera che mi resterà per sempre nel cuore perché è stato amore a prima vista quando ho iniziato a studiarla fra i banchi di scuola! 

Quanto è importante per te la promozione nel momento in cui si pubblica un libro? Tu come ti muovi per la tua promozione e, per dare un consiglio agli scrittori esordienti, quali credi siano i modi giusti di auto-promuoversi? 

La promozione è importantissima, soprattutto per chi, come me, pubblica con piccole case editrici. Io cerco di farla via internet, soprattutto tramite interviste e recensioni, e facendo molte presentazioni, ma devo dire che per quest'ultimo libro sono aiutata tantissimo dalla mia direttrice editoriale. Credo che i modi giusti siano questi, anche se la strada da fare è ancora tanta. 

Hai mai partecipato o pensato di partecipare a concorsi letterari? 

Ci ho pensato ma non l'ho mai fatto, un po' per questione di tempo, un po' perché mi sento poco portata per i racconti brevi con limiti di battute, preferisco un libro dove scelgo io la lunghezza in base alla storia. Ma in futuro, chi lo sa! 

Prima di concludere, ancora un breve tuffo nel tuo romanzo: ti chiedo quali sono secondo te gli aspetti del libro che i lettori potrebbero apprezzare maggiormente. 

Be', innanzitutto la storia d'amore, elemento che non guasta mai! Poi il fatto che tocco temi importanti come l'amicizia, il bullismo e il rapporto genitori-figli, come dicevo prima. Soprattutto gli ultimi due sono temi scottanti nella società moderna, da non sottovalutare. I ragazzi non hanno solo bisogno di una bella macchina o di vestiti costosi, ma di genitori che li guidino e siano loro vicini e David, il personaggio maschile del mio libro, ne è la dimostrazione! 

Perfetto Viviana, direi che l'intervista può dirsi conclusa. In bocca al lupo per tutto e grazie per essere stata con noi! 

Crepi, grazie a te!


_________
Per info e contatti:




Simona




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Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com




venerdì 1 febbraio 2013

Ancora recensioni a "Quel ridicolo pensiero" + piccola anticipazione.

Cari amici,
il mio romanzo "Quel ridicolo pensiero" sta accumulando una serie di commenti positivi! Finora, almeno, i commenti, le opinioni che mi hanno espresso e le recensioni pubblicate sono state tutte davvero positive, e spesso anche delle piacevolissime sorprese!
A quelle che vi ho indicato nell'ultimo post dedicato a me si sono aggiunte ben TRE recensioni scritte più di recente.
Una bellissima recensione è stata pubblicata sul blog "I libri ci salvano" (leggila qui), una seconda recensione altrettanto interessante la troviamo sul blog "TheSweetColoursOfMyLife" (eccola qui) e, infine, l'autrice Antonella Sgueglia ne ha pubblicata una stupenda proprio ieri (leggila qui).
Insomma, sono molto contenta e invito chi è interessato a saperne di più a dare un'occhiata alla pagina DICONO DI ME, dove si può trovare una raccolta aggiornata di tutte le attività e le curiosità che mi riguardano: interviste per blog e siti, articoli e comunicati, recensioni scritte a entrambi i miei libri.

Approfitto di questo post, inoltre, per comunicarvi in anteprima una novità: molto presto verrà pubblicato un mio racconto breve in formato digitale (e-book)! E' un racconto che ho scritto nel 2010, breve ma intenso e a cui, per qualche motivo inspiegabile, sono molto legata. Non credevo che un giorno lo avrei pubblicato, e mi sta benissimo inoltre un'edizione esclusivamente digitale per un raccontino (insomma, non è un libro, è un racconto brevissimo che si legge nel giro di 5 minuti!), mentre per un libro/romanzo ritengo che la versione cartacea sia insostituibile e l'e-book, in quel caso, deve essere solo un'alternativa, e non l'unica opzione disponibile.
Il mio raccontino verrà pubblicato sempre da 0111 Edizioni nell'ambito del progetto MiniZed. Vi parlerò presto del mio racconto, vi svelerò il titolo, la sinossi, presto avremo anche l'anteprima, ma per ora non resistevo semplicemente alla tentazione di anticiparvelo! :)




Simona



Connie Furnari e il suo "Stryx": intervista all'autrice.


Ecco a voi una nuova intervista a un'autrice emergente. Si chiama Connie Furnari e ha scritto e pubblicato un urban fantasy dal titolo "Stryx". Ce ne parla lei stessa qui di seguito, leggete che cosa ci siamo dette!







Benvenuta nel mio blog, Connie! Stryx è un romanzo urban fantasy, la cui protagonista è una strega di nome Sarah. Ci racconti un po’ la trama del tuo libro? Da dove viene la passione per questo genere letterario? 


Connie Furnari
Ciao Simona, e grazie per questo spazio! La trama di Stryx è la seguente: Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem.
La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di ‘S’ posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa.
Ho iniziato la stesura di Stryx con l’intento di mescolare il folklore alla Wicca moderna, chiedendomi cosa sarebbe accaduto se una vera strega, vissuta al tempo dei puritani, fosse costretta a vivere nella nostra epoca. Nel mio romanzo ho cercato di sottolineare elementi tipici ai quali sono particolarmente affezionata: il copricapo a punta, gli incantesimi, i corvi, i gatti neri, e soprattutto le scope volanti. Le ragazze della Congrega delle Streghe sono tipiche adolescenti che soffrono per amore, studiano per i compiti in classe e hanno paura di essere scoperte da tutti quelli che rifiutano di accettare il potere in una ragazza; la particolarità che i Cacciatori di Streghe siano solo ragazzi, evidenzia in Stryx l’eterna lotta tra sessi che dura tutt’oggi e fa di Salem un campo di battaglia, velato da atmosfere crepuscolari. Tutta la storia è impregnata di metafore sull’emancipazione della donna ma anche se si presenta come una storia prettamente femminista, non mancano le lotte a colpi di kick boxing e scene d’azione piuttosto movimentate e cruente. Da grande fan di Harry Potter non ho potuto fare a meno che disseminare diversi omaggi a J.K. Rowling, ma il libro dal quale ho attinto di più è stato La Lettera Scarlatta di Nathaniel Hawthorne, soprattutto per le scene ambientate a Salem nel 1685. Sarah e Susan Sawyer, le due streghe protagoniste, rappresentano due criteri opposti con cui il gentil sesso usa il “potere”. Il messaggio finale del libro è che tutte le donne lo posseggono, ma la differenza consiste appunto nel modo in cui si decide di usarlo. Stare dalla parte del Bene o del Male delineerà il tipo di persona che si diventerà “da grande”.
Sono sempre stata un’amante del fantasy: credo che il paranormal romance e l’urban fantasy in particolare rappresentino due ramificazioni interessanti di questo genere. Il fantasy classico rimane però il mio preferito, per intenderci quello di Michael Ende e Tolkien. 

Quanto c’è di tuo nei personaggi che crei? 

Moltissimo, in Stryx ad esempio, mi ritrovo a volte sia nella timidezza di Sarah che nella sfrontatezza di Susan… Metto sempre qualche caratteristica del mio carattere nei personaggi. 

Hai mai provato o pensato di cimentarti in un genere letterario diverso? 

Certamente. Fin da piccola ho provato a cimentarmi in altri generi come il thriller, la fantascienza e il drammatico, per un semplice motivo: allenarmi. Tutt’ora continuo a farlo, per migliorare. Poi è ovvio che il genere che si ama di più è anche quello per il quale si è più portati. Nel mio caso l’urban fantasy e il paranormal. 

Che cosa rappresenta la scrittura nella tua vita? 

Un modo di vivere. Non passa giorno senza che io scriva: come allenamento, svago, o editing. Non saprei immaginare una giornata senza leggere o scrivere. 

E per quanto riguarda la lettura, invece, che tipo di lettrice sei? Pensi che possano esistere scrittori che non siano anche lettori? 

Io leggo di tutto: libri, fumetti, riviste, anche i romanzi che mi sottopongono i miei amici. Per rispondere alla tua domanda: no, non può esistere uno scrittore che non sia anche un lettore. Anzi, è fondamentale che uno scrittore debba leggere più di quanto produce, soprattutto le opere degli altri emergenti, per riflettere sui propri errori. 

Che cosa pensi del panorama editoriale italiano? In che modo può uno scrittore esordiente ottenere visibilità, se lo ritieni possibile? 

Il panorama letterario odierno è un pantano. Le autrici si copiano l’una con l’altra, battono strade già percorse, copiando romanzi che hanno avuto successo, come Twilight o Harry Potter. Io ho cercato di fare diversamente, altrimenti Stryx sarebbe stato uguale a moltissimi altri romanzi. Innanzi tutto ho dato un’impronta ironica e a volte maliziosa, ho messo scene di sesso soft e d’azione (cosa che manca o è insufficiente negli urban fantasy) e ho cercato di dare realismo alla storia documentandomi su Salem e i processi alle streghe, malgrado sia una favola moderna. La pubblicità dovrebbe essere compito delle case editrici, ma in poche lo fanno, perché al giorno d’oggi vengono pubblicati libri in continuazione… Internet è una grande risorsa, consiglierei prima di tutto di fondare un blog, e poi di pubblicizzarsi nei social network come Facebook. Io ho iniziato così, poi tramite il passa parola il mio libro mi è, per così dire, “sfuggito di mano” e adesso cammina con le proprie gambe. 

Tu in che modo ti muovi per la tua promozione? Hai già tenuto presentazioni letterarie o hai intenzione di organizzarne? 

Sì, organizzo presentazioni ma anche incontri di scrittura creativa, qui nella mia città. Ho anche organizzato giveaway sul blog, e concorsi vari. 

So che sei anche una blogger. Usi il tuo blog fondamentalmente come vetrina per i tuoi scritti? 

No, assolutamente. Anzi a dir la verità, il mio blog sta diventando un ottimo trampolino per tutti quelli che cercano pubblicità, visto che i link appaiono ai primi posti dei motori di ricerca. La Lista Autori e le recensioni aumentano sempre più, senza contare le affiliazioni con gli altri blog… Organizzo anche simpatici contest letterari. Se volete saperne di più vi aspetto qui www.conniefurnari.blogspot.it. Troverete anche sezioni dedicate alla scrittura creativa, con consigli e suggerimenti, la lista delle Case Editrici non a pagamento, e molte altre cose interessanti… 

Progetti editoriali di cui puoi anticipare qualcosa? 

Per scaramanzia non anticipo nulla, posso solo dire che mi sto incamminando verso l’ebook, riguardo ai miei romanzi brevi. Per il cartaceo e i romanzi più lunghi invece, a breve pubblicherò un altro paranormal romance: una storia gotico-dark, ambientata nella Londra vittoriana. Un romanzo diverso dalle atmosfere adolescenziali di Stryx, molto più cruento e passionale… 

Grazie per essere stata con noi, alla prossima! 

Grazie Simona è stato un piacere, mi aspetto di vederti nel mio blog!




 ____________
Per rispondere a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com



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