Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (nuovo romanzo, settembre 2017).

sabato 12 novembre 2016

Milano vestita d'autunno


In questo periodo Milano si veste d'autunno, con mille colori che riscaldano gli occhi, mentre una leggera frescura si introduce furtiva nella fessura fra il collo e il cappotto. In un pomeriggio presto, decisamente assolato, di un sole che ancora si fa rispettare, attendo, piccola e sola, lasciandomi baciare dai raggi che intensificano il rosso dei miei capelli e diventando tutt'uno con l'autunno. Sul lungo viale i tappeti di foglie e gli alberi carichi di colore dipingono il paesaggio facendolo sembrare un quadro impressionista. Vedo quasi una spennellata di Monet fra le fronde cariche di rosso e arancione. Sono improvvisamente immersa in quest'atmosfera incantevole di una zona che non conosco, che appare delicata, eterea, come studiata nei minimi dettagli; il cielo terso che si alza alto tra i palazzi a metà fra il moderno e l'antico sembra essere stato messo lì in mezzo da un pittore; una piccola pozzanghera venuta chissà da dove, i due lati della strada perfettamente disegnati, mi sembra quasi di essere sul set di qualche fotografo professionista che ha adagiato con sapienza i vari elementi per preparare al meglio la composizione dello scatto. I vecchi condomini di ringhiera, i bar e le creperie sotto casa, il "Sole Salentino" che pare quasi essere stato messo lì apposta per me, gli appartamenti moderni con le porte blindate e i sanitari di ceramica bianca e lucida. Un viale lungo, tutto da scoprire, che ha colori indescrivibili, come se fossi solo io a vederli, come se fosse un sogno che solo io posso raccontare. 
Più tardi di un paio d'ore mi ritrovo ancora altrove, in un'altra zona sconosciuta. Il sole viene a calare, e anche il fresco comincia a farsi sentire, procurandomi brividi e tremolii. Ma io resto seduta su questa panchina, ancora in attesa, a esplorare il mondo circostante e a godere del rosso di questi grandi alberi, in questo parco di cui ignoro il nome ma che è già mio intimo amico. 
Grandi cose mi prometti, come solo tu sai fare. Mi fa tristezza che questi siano gli ultimi tempi trascorsi nelle tue immense, incantevoli atmosfere di città. 





Simona



1 commento:

  1. QUIETE D'AUTUNNO

    di Fausto Corsetti

    Quando ai bordi delle strade cominciano a rincorrersi, vivaci e disordinate, foglie dalle forme più diverse e dalle tinte calde di cui si rivestono solitamente i tramonti, a tutti è chiaro che si fa prossimo il momento dell’ultimo raccolto, degli ultimi colori prima che venga il tempo della spoliazione, dell’attesa, del gelo, del rigore.
    I giorni si abbreviano e gradualmente si raffreddano, lasciando traccia di tale mutamento in umide nebbie che, a sera, avvolgono in un silenzio tipico che ovatta e nasconde, cose e persone.
    Ognuno di noi ha una stagione che ama. Io preferisco l’autunno, con i suoi colori tenui e iridescenti, delicati e pacati come il clima che lo avvolge. Amo i suoi silenzi. Amo il silenzio che rigenera, che consente a ognuno di noi di respirare e ritrovarsi.
    A chi corre per le tante cose da fare, esso insegna che può anche fermarsi, almeno per un po’: il mondo va avanti lo stesso. Il silenzio va accolto senza il timore che sia soltanto un vuoto. Allora scopriamo che è lui ad accoglierci.
    Se il cuore si fida, proveremo un senso di liberazione. Nel silenzio accade l’incontro con la libertà di poter ascoltare, pensare, essere, agire altrimenti. In questo dolce spazio si è attratti ad ascoltare il respiro che ci abita, a sentire l’anima, a vedere l’essenziale, che spesso è stato sepolto a forza di adattarsi al peggio della vita.
    Perché ciò avvenga non basta tacere o raccogliersi in un luogo tranquillo. Il silenzio va desiderato, ma accade imprevedibilmente. Quando ci raggiunge, l’impulso più lucido è quello di affidarsi, aprendoci a incontri essenziali. Nella sua ospitalità si offrono infatti forme di comunione da custodire.
    E’ il caso della relazione con le persone amate scomparse. Esse non sono cancellate, come se non fossero mai esistite. Il loro silenzio ci accompagna e il dialogo persiste, purché il nostro cuore non sia completamente serrato per eccesso di difesa dal dolore: gli scomparsi ci chiedono, più del ricordo della vita trascorsa, la memoria del presente, la comunione indistruttibile nel bene.
    Nella quiete a ciascuno è dato di confrontarsi con la propria strada, sentendosi chiamato a una vita vera. Accettare questa ospitalità non comporta di chiudersi in se stesso, nella propria interiorità. L’autentico incontro con il silenzio non ci sequestra nell’isolamento, anzi ci rimanda verso gli altri con la piena coscienza della nostra responsabilità.
    Il silenzio ci fa nudi. Nudi ed esposti, senza protezione. Ma in questa nudità assoluta, in questo affidamento totale alle energie dell’universo, scopriamo il nostro vero “nome”, il nome che collega la nostra finitezza all’Infinito.
    Il silenzio è un dono che facciamo a noi stessi, ci aiuta innanzitutto a liberarci dalla smania di riempire tutto, ci permette di stabilire una pausa, ci aiuta a recuperare e sottolineare ciò che davvero conta.
    E’ necessario costruire la nostra scialuppa di salvataggio per affrontare il diluvio di parole. Il primo effetto è su di sé, la prima tappa nella navigazione è rivolta alla sorgente, alla nostra identità. Nel silenzio siamo capaci di riconoscere alla perfezione chi siamo, osserviamo le nostre ombre e le nostre luci, le nostre cattive qualità e i nostri pregi, con la stessa spietatezza che ci viene dalla sincerità di accogliere, contemplare, respirare la splendida Natura d’autunno.

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