Scritta scorrevole

"Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further" (T. Carlyle)

Informazioni personali

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Insegnante di inglese, ama gli animali, vive in simbiosi con il suo Pinscher nano, adora la fotografia, ha una relazione difficile e duratura con lo shopping, e nutre una profonda passione per la scrittura. Scrive da sempre e ogni tanto pubblica. Il suo blog è un ampio rifugio in cui condivide passioni, letture, divagazioni, curiosità, riflessioni e in cui prova a dare un piccolo spazio all’Arte e a promuovere idee o iniziative degne di nota. Ha pubblicato: “Jeans e cioccolato”, “Quel ridicolo pensiero”, “Shaila” (0111 Edizioni), “Mille vie fino a te” (rivista letteraria La Fornace, n.10), "Sei dove sussulta il cuore" (nuovo romanzo, settembre 2017).

venerdì 27 settembre 2013

Breve e gradito commento a JEANS E CIOCCOLATO.

Buongiorno ragazzi!
Oggi vi faccio leggere il commento graditissimo
di una lettrice di JEANS E CIOCCOLATO.
Spero che possano regalare emozioni positive
anche QUEL RIDICOLO PENSIERO
 e il romanzo-ancora-senza-titolo che ho concluso giusto ieri! :)


Clicca sull'immagine per ingrandirla.



Grazie a Concetta Madia
e buona giornata a tutti voi!





Simona




giovedì 26 settembre 2013

Un nuovo romanzo giunge alla fine... :)

Ieri ho terminato di scrivere il mio nuovo romanzo (ancora privo di titolo!). E sono tre.
Diciamo pure che per scrivere gli ultimi capitoli me la sono presa comoda (anche perché sto alternando il romanzo alla stesura della tesi). Il fatto è che ero arrivata all'ultimo capitolo già un paio di settimane fa, ma i personaggi - si sa - sono loro a guidare la storia, e si sono intrufolati in nuove situazioni che non mi hanno permesso di concludere all'epoca. Quello che sembrava dover essere l'ultimo capitolo era diventato invece il quartultimo, forse anche di più.
Ieri, finalmente, i miei personaggi si sono riappacificati con se stessi, e ho potuto mettere la parola FINE
E quando si finisce di scrivere un romanzo è sempre un'emozione indescrivibile
Oggi rileggevo le ultime tre-quattro righe, quelle che chiudono la storia e che, in qualche modo, racchiudono anche il senso della morale, e ogni volta avevo un sussulto al cuore!

Ora si passa a una revisione generale, a qualche aggiustamento di qua e di là, alla ricerca del titolo giusto, e poi... boh! Vedremo, vedremo...

Intanto, ieri sera stessa, sotto alle lenzuola, per la testa mi è passato questo pensiero: "Di che cosa parlerà il mio prossimo romanzo?". 
Quando finisco di scrivere un libro i miei personaggi mi mancano, è vero, ma più forte di questa mancanza, per quanto mi riguarda, è la voglia di incominciare una nuova storia e di tornare a sbizzarrirmi con la fantasia! 

Evviva la scrittura!





Simona



lunedì 23 settembre 2013

"Riflessioni di una zitella", di Giordana Ungaro: le mie impressioni + breve intervista.

"Riflessioni di una zitella" non è propriamente un racconto. Come dice il titolo stesso, è piuttosto una pagina riflessiva e a scriverla è una donna single, altrimenti detta una zitella.
Come molte donne, anche lei sembra insoddisfatta dalla vita, sembra non avere le idee chiare su quello che vuole, e in amore è incerta come le donne che, raggiunti i trent'anni, non si accontentano più di poco, come accadeva a venti.
A trent'anni una donna single si aspetta davvero il meglio dagli uomini, invece diventa sempre più difficile trovare quello giusto. Ognuno di loro ha qualcosa che non va, e l'autrice ce lo racconta con fare incalzante e con divertente ironia.
Fra gli altri racconti dell'iniziativa "Invia il tuo racconto", ho scelto di pubblicare "Riflessioni di una zitella" per la sua carica ironica, innanzitutto, e per il fatto che le riflessioni di Giordana non sono per niente artificiose o poco credibili: un grande numero di donne probabilmente si ritroverà nelle sue parole, chi più e chi meno!
Lo stile di scrittura che vi ho trovato è molto semplice, e dopotutto non essendo un racconto manca una struttura narrativa. I pensieri sono espressi piuttosto di getto e con grande spontaneità.
La "zitella" descritta dall'autrice è perfettamente conscia della sua situazione, della sua imperitura insoddisfazione in campo amoroso, del passare del tempo e della sua solitudine, ma si racconta con una tale autoironia che tutti questi aspetti negativi sembrano diventare solo... dei dettagli irrilevanti!






A seguire una breve intervista all'autrice.



L'intervista
Risponde Giordana Ungaro.


Salve Giordana, benvenuta nel mio blog! Hai partecipato all’iniziativa con il tuo racconto “Riflessioni di una zitella”, che mi ha fatto molto divertire, devo dire. Come mai l’idea di scrivere queste riflessioni?

Ne scrivo spesso, è il modo migliore per me di srotolare pensieri ed emozioni, lo trovo liberatorio. “Riflessioni di una zitella” è nato qualche tempo fa in seguito ad un susseguirsi di situazioni ed incontri, direi illuminanti, per la presa di coscienza sull’universo maschile che mi circondava. E’ ovviamente ironico e volutamente provocatorio.

Devo dire che il racconto riflette bene, anche se umoristicamente, la realtà di molte donne, spesso insoddisfatte e pienamente coscienti che probabilmente non troveranno una persona che sembrerà essere quella “giusta” al 100%. Che cosa pensi al riguardo?

Penso che non esista la persona giusta se si continua a cercarla usando la testa, anzi, bisognerebbe smettere di cercare e uscire dallo stereotipo dettato dalla società. Si brama sempre al trovare un senso di completezza formando una coppia ma dovrebbe essere prima trovato nell’individuo stesso, altrimenti si finisce solo col sopperire, erroneamente, alle proprie mancanze e stemperare le frustrazioni dell’insoddisfazione personale. Quando si è realizzati nella vita e con sé stessi, si può essere obbiettivi e il non bisogno di un compagno ci porterà a scegliere col cuore e non con l’ego, realmente quello giusto.

Hai mai pensato di far diventare questo racconto un romanzo? Potrebbe venirne fuori una storia divertente, che ne pensi?

Al momento no, in futuro non si sa mai però.

Hai mai pubblicato o hai il desiderio di pubblicare un giorno? Se pubblicassi, sarebbe un libro di questo stesso genere o ti piace spaziare e cambiare genere?

Sì, è uscito a metà maggio il mio primo romanzo edito “La luna d’argento”, il secondo uscirà tra qualche mese e un terzo è in lavorazione, tutti horror-gotici, questo è il mio genere letterario (per ora).

Che cos’è per te la scrittura?

E’ semplicemente il modo più appagante e spontaneo di esprimere la mia creatività. Amo scrivere, mi viene naturale, senza sforzo le storie prendono forma nella mia testa e mi ritrovo a vivere le emozioni di ogni personaggio intensamente rendendo ognuno di loro vivo e reale ai miei occhi come a quelli del lettore. Ogni scrittore sogna e cerca di suscitare emozioni, le stesse che lui ha provato scrivendo.

Conosci il mondo dell’editoria? Hai avuto modo di farti un’idea al riguardo?

Sì, è un mondo dai lunghi tempi di attesa, le risposte arrivano spesso dopo parecchi mesi dall’invio del manoscritto (se arrivano). Trovare una casa editrice seria e non a pagamento che investa su di un esordiente sconosciuto non è facile ma se il talento c’è prima o poi … chi la dura la vince.

Esiste un sito, un blog o una piattaforma che ci vuoi segnalare per leggere qualcos’altro di tuo?

No, solo sulla mia pagina facebook nella sezione note c’è qualche altro racconto ma potete leggere il mio romanzo d’esordio “La luna d’argento”, si trovano stralci, trama e info sull’omonima pagina: https://www.facebook.com/pages/La-luna-dargento/1402341536645579. Qui ci sono anche i link d’acquisto online oppure potete ordinarlo da ogni libreria d’Italia.

In bocca al lupo per tutto, Giordana!

Grazie! Per l’augurio e per lo spazio che mi hai dato.





Simona




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sabato 21 settembre 2013

"L'estetica dell'Oltre", di Michela Zanarella: intervista all'autrice.


Salve a tutti!
Oggi vi faccio conoscere Michela Zanarella 
e la sua settima pubblicazione,
una raccolta di poesie intitolata
"L'estetica dell'Oltre".
A seguire, quindi, una breve biografia dell'autrice
e un'intervista realizzata per lei
allo scopo di conoscerla meglio.

Buona lettura!


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Breve biografia dell'autrice 


Michela Zanarella, è autrice di poesia, narrativa, testi teatrali, supporto stampa di ELFA Promotions, realtà di promozione artistica.  Nata a Cittadella (PD) vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con varie testate giornalistiche on web.
Ha pubblicato sette libri "Credo" , "Risvegli", "Vita, infinito, paradisi”, "Convivendo con le nuvole", "Sensualità", "Meditazioni al femminile", “L’Estetica dell’Oltre”. Ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali.




L'intervista
Risponde Michela Zanarella.


Salve Michela, benvenuta nel mio blog! Oggi parliamo della tua raccolta poetica “L’estetica dell’Oltre”. Devo dire di essere stata subito attratta dal titolo e quindi devo necessariamente chiederti da che cosa deriva, come lo hai scelto e che cosa dovrebbe comunicare…

Ciao Simona, grazie per avermi ospitato nel tuo blog. Il titolo è stato dettato dall'istinto, volevo qualcosa di particolare e di profondo con tematiche filosofiche. Lo stesso concetto di estetica si riferisce all'aspetto della conoscenza dell'uso dei sensi. Percezioni e sensazioni mi guidano verso una dimensione che va oltre, non è un caso che in questa silloge ci siano poesie dedicate a persone che non sono più accanto a me, che hanno nel contempo assunto l'estetica dell'oltre. Questo titolo racchiude un messaggio di riflessione sull'esistenza e sul suo significato, tutta la raccolta ha un forte legame con i simboli e la stessa numerazione delle poesie ha un senso ben preciso.

“L’estetica dell’Oltre” è una silloge che raccoglie 53 poesie. Qual è, se ce n’è uno, il filo conduttore che in qualche modo le unisce tutte?

La silloge raccoglie 53 poesie, che sono la cifra che corrisponde all'anno di nascita dei miei genitori, ho scelto questo numero appositamente perché credo fortemente nel valore della famiglia e nelle mie origini. Tutto ha radice dall'inizio, dalla nascita, e i genitori rappresentano le fondamenta per la crescita e per la propria maturazione. Le poesie sono legate tra loro da un percorso di riflessione, di alta spiritualità, c'è sempre un'attenta analisi dei sentimenti, delle percezioni, che assumono un valore universale. Sono convinta che nulla avvenga per caso e che ogni nostra azione sia tracciata, le persone che incontriamo, le situazioni che affrontiamo, penso che tutto sia il segno di un progetto divino.

A che cosa ti ispiri, di solito, quando scrivi una poesia? Che cosa dovrebbe comunicare, per te, una poesia?

Quando scrivo una poesia mi lascio guidare dalle sensazioni del momento, dipende dal luogo in cui mi trovo, dalla situazione che sto vivendo in quell'istante, di solito ciò che vedo attorno a me può diventare fonte di ispirazione, un luogo, una persona, un aspetto della natura. Gli elementi che regolano la vita nel cosmo molto spesso influiscono sulla mia creatività. Una poesia deve comunicare emozioni, deve far star bene chi la scrive e chi la legge. Il poeta ha un ruolo importante nella società, può dare la sua visione del mondo in versi e descrivere attraverso ammonimenti e messaggi la realtà.

Hai degli “idoli” nella poesia? Chi sono i tuoi poeti e scrittori preferiti?

Amo profondamente Pier Paolo Pasolini e Alda Merini, in ogni mia pubblicazione non mancano mai delle dediche rivolte a loro, che sono i poeti che maggiormente stimo e seguo da sempre. Apprendere dai grandi della Poesia penso sia necessario, studiare le loro opere è fondamentale e non si può evitare di farlo se si ama davvero la poesia. Ultimamente mi sto dedicando allo studio dei grandi poeti italiani del Novecento e sto riscoprendo degli autori che conoscevo poco come Sergio Corazzini, un crepuscolare.

Oltre alla poesia, ti dedichi anche alla prosa? 

Sì, mi dedico anche alla narrativa, ho già pubblicato nel 2009 una raccolta di racconti dal titolo “Convivendo con le nuvole”. Otto brevi racconti che affrontano tematiche importanti come la diversità, l'amicizia, l'amore, la solitudine. Il libro ha ottenuto un buon consenso da parte dei lettori e devo ammettere che è stato un risultato inaspettato. Tengo nel cassetto da alcuni anni anche un romanzo, che ancora non ho deciso di pubblicare. E' un libro molto particolare, mi auguro di darlo alle stampe in futuro. Un mio racconto intitolato “Lucio e la costola del drago” è tra i dieci racconti finalisti del concorso “1000 parole” organizzato dalla Società Editrice Montecovello.

Qual è la tua opinione sul fatto che il mercato editoriale sia più aperto e bendisposto nei confronti della narrativa, mentre la poesia sembra spesso e volentieri emarginata da molte linee editoriali? 

Ormai è cosa nota che la poesia sia meno considerata a livello editoriale rispetto alla narrativa, ma io penso che si debba cercare di invertire la rotta e far cambiare la mentalità sia agli editori, sia ai lettori. E' un'impresa complessa, quasi impossibile, ma non voglio perdere la speranza. Esistono ancora editori che credono nella poesia e che cercano di dare spazio a questo genere. 

Chi è, secondo te, il vero lettore di poesie? Che cosa fa, in che modo si pone nei confronti della poesia?

Il vero lettore di poesie è sicuramente chi le scrive, ma non necessariamente. Conosco persone che leggono poesia per il puro piacere di godere di un attimo di quiete, per staccare la spina dalla vita frenetica di ogni giorno. Secondo me la poesia ha anche una funzione terapeutica, in alcune realtà di disagio sociale è molto utile per risollevare l'animo e per recuperare se stessi.

Che cosa si dovrebbe fare, secondo te, per sensibilizzare la gente alla lettura, in generale, e alla poesia, in particolare?

Bisogna puntare molto ai ragazzi, ai bambini, far entrare la poesia nelle scuole, creare dei laboratori dove al gioco si abbina la scrittura in versi. Se si viene educati da piccoli a conoscere determinate realtà, si entra in contatto molto più facilmente con questo genere. Sono pochi i lettori in Italia, la quantità di libri invece che viene proposta nel mercato è enorme ed in forte crescita. 

“L’estetica dell’Oltre” è la tua prima opera?

L'Estetica dell'Oltre è la mia settima pubblicazione edita da David & Matthaus Edizioni Letterarie. Ho pubblicato sei raccolte di poesia e una raccolta di racconti. Ogni libro è il risultato di un percorso di crescita e consapevolezza, ho messo a nudo i miei pensieri, le mie emozioni , senza nascondere nulla del mio mondo.

Grazie per essere stata con noi, e alla prossima!

Grazie a te Simona per questa preziosa opportunità!



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Link utili:







Simona


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Se vuoi rispondere anche tu a un'intervista, scrivimi: alamuna@gmail.com


martedì 17 settembre 2013

"L'ombra di Luca", racconto di Cristina Biolcati: le mie impressioni + breve intervista

Cristina Biolcati è l'autrice del racconto L'ombra di Luca, che partecipa all'iniziativa "Invia il tuo racconto". 
Ho letto L'ombra di Luca tornando un po' bambina, perché si presenta come un racconto all'insegna dei ricordi d'infanzia.
Il protagonista, Luca, colto da sensi di colpa in un certo senso infondati, torna indietro nel tempo per rievocare il suo amico di infanzia, Ludovico, al quale sono legati ricordi tenerissimi.
Ludovico ci appare subito come un bambino problematico, troppo timido, che usa la sua grande cartella di cuoio quasi come un rifugio dietro cui nascondersi, che ha difficoltà ad aprirsi agli altri e che perde la mamma a un'età ancora troppo tenera.
Come spesso succede fra bambini, Ludovico, chiuso in se stesso, non riesce a conquistare l'amicizia dei suoi compagni, tranne quella di Luca. Luca non lo prende in giro, gli sta vicino, lo apprezza per quello che è e ammira le sue doti nel disegno, che un giorno lo porteranno a diventare un vero pittore.
I ricordi si susseguono incalzanti, come se il protagonista fosse alla ricerca insaziabile di una risposta. E' stato sufficiente l'affetto dimostrato al piccolo Ludovico, tanto tempo fa? Avrebbe forse potuto fare di più? 
La dolcezza del racconto trapela da ogni parola. Infatti, quello che mi ha colpito dello stile dell'autrice, almeno relativamente a questo racconto, è stata la semplicità, ma soprattutto la scelta, forse inconscia, di usare un linguaggio genuino, per niente artificioso, proprio come se fosse un bambino a parlare. La trovo una scelta riuscita, che ci conduce con delicatezza in una fase della vita dalla quale siamo passati tutti: l'infanzia.
Penso che il racconto dimostri anche la sensibilità dell'autrice. A volte sentiamo di non dare mai abbastanza alle persone che amiamo, vorremmo fare sempre di più anche quando non è necessario. 

Vi invito a leggere il racconto di Cristina, che proprio in questi giorni è stato pubblicato in e-book dall'editore Leucotea, ed è scaricabile gratuitamente a questo link.

Per concludere, vi lascio con una breve intervista all'autrice, per vedere L'ombra di Luca attraverso i suoi stessi occhi!


L'ntervista.
Risponde Cristina Biolcati.

Salve Cristina, benvenuta nel mio blog! Hai partecipato all’iniziativa con questo racconto dal titolo “L’ombra di Luca”. Lo percepisco come molto veritiero, reale, mi sembra quasi che sia tratto da una storia vera…

Ciao Simona e grazie a te per avermi ospitata! Devo confessarti che “L’ombra di Luca” è il racconto al quale sono maggiormente affezionata. Ogni volta, leggendolo, mi commuovo. Nonostante non sia tratto da una storia in particolare, penso compendi in sé tante storie di tanti bambini sfortunati che ognuno di noi ha avuto modo di incontrare nel corso della vita. Bambini soli che hanno colpito la nostra attenzione per la loro esistenza difficile. Bambini derisi e messi in un angolo, perché l’infanzia porta anche a questo, ad avere paura del “diverso” e a non comprendere le ragioni di questa diversità. Una lettura superficiale della vita che poi si approfondisce con l’età.

Il narratore, che racconta in prima persona, è un uomo. Come mai la scelta di usare un narratore maschile?

Nella mia mente è nata prima la figura di Ludovico. Quindi chi meglio di un coetaneo, maschio, avrebbe potuto diventare la sua “voce narrante”? Il racconto è pervaso da un alone di “non detto”, tipico dei bimbi, maschi ancor di più, se mi permetti di esprimere questo concetto. Dovevano essere necessariamente due uomini!

Il protagonista alla fine sembra avere come un senso di colpa, quello di non essere stato troppo vicino al piccolo Ludovico, da bambino. È una cosa molto dolce: come interpreti questo sentimento, questo quasi voler tornare indietro e cambiare le cose, anche se non ce n’è bisogno, visto che Ludovico non lo chiede né sembra turbato dal suo passato?

Beh, penso capiti spesso, nella vita, di ripensare al passato ed avere dei sensi di colpa. Dipende poi dal carattere di ognuno. C’è chi ci pensa e rimugina in continuazione, come Luca, e chi invece, come Ludovico, ha risolto il suo “debito col passato”, perché ha avvertito comunque quella “vicinanza” col suo compagno di giochi. Ludovico è un artista, un pittore, quindi ha avuto modo di esprimere la sua timidezza, tutto il suo non-detto.

Passando a un altro argomento, invece, che rapporto hai con la scrittura? Come la vivi, quanto scrivi, come hai scoperto, se te lo ricordi, di avere questo “dono”?

Sono sempre stata una persona molto timida. La scrittura ha rappresentato la mia “voce”. Ho iniziato a scrivere a 14 anni. A quell’età però si ha molto timore del giudizio degli altri, quindi per moltissimo tempo ho tenuto per me i miei scritti. Nessuno doveva sapere, e ancor meno leggere!

Hai mai pubblicato un lavoro, o magari custodisci il sogno di pubblicare un giorno?

Oltre che per la scrittura, ho la passione per lo squalo bianco. Lo studio da sempre. A marzo di quest’anno è uscito il mio saggio “Nessuno è al sicuro”, Edizioni Simple, che parla degli attacchi di squalo nei mari italiani dal 1926 ad oggi. A settembre uscirà la mia silloge poetica, e ho in progetto di pubblicare un libro di racconti, dove sicuramente sarà presente anche “L’ombra di Luca”.

C’è qualche piattaforma, sito, blog dove possiamo leggere qualcos'altro di tuo?

Collaboro per Oubliette Maga Zine, ovvero un magazine on line. Quindi quotidianamente potete leggere i miei articoli di attualità, oppure le mie recensioni, che sono la passione segreta!

In bocca al lupo per tutto, Cristina!

In bocca al lupo a te, Simona! Spero di risentirti presto, e vorrei salutare i lettori del tuo blog, con un mio aforisma: “Fabbrichiamo i coriandoli del mondo nuovo, infastiditi da un Carnevale che non c’è mai stato”.




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Simona



lunedì 9 settembre 2013

Da un'intervista su "Quel ridicolo pensiero": un po' di me.

Per chi avesse voglia di curiosare 
e di sapere qualcosa su di me, su "Quel ridicolo pensiero"
e sul mio rapporto con la scrittura, 
ecco un paio di domande dall'intervista che mi ha fatto Teresa di Gaetano di recente. 




Parliamo ora un po’ di scrittura, sveliamo quindi qualche tua piccola curiosità. Allora, in genere come ti piace scrivere le tue storie: con la cara e vecchia penna (intramontabile) oppure direttamente al pc? Quando inizi a scrivere una storia parti da una semplice idea che hai annotato da qualche parte, oppure ti crei degli schemi fissi e delle schede-personaggio? In genere, cosa o chi ti ispira una nuova storia: un libro, un autore, una musica, sogni, etc.? Preferisci scrivere in tutta tranquillità, quindi nel silenzio, magari la sera, oppure quando hai un momento libero? Lo studio in qualche modo ti toglie un po’ di tempo alla scrittura, o riesci sempre a ritagliarti i tuoi spazi di scrittura? Ordine sul tavolo di scrittura o disordine, perché si sa nel caos si trova tutto?

Ho appeso la penna al chiodo già da un po’ e l’ho sostituita con la tastiera. Purtroppo è così, sebbene io sia una grandissima appassionata di penne (è vero, debbo comprarmene in abbondanza!) mi ritrovo comunque sempre a scrivere sul PC. Scrivo poesie, racconti e romanzi tutti sul computer, avendo l’accortezza di salvare su Hard-disk o chiavette varie, assegnando alla penna tradizionale compiti meno impegnativi.
Per quanto riguarda il modo in cui scrivo e invento le mie storie, finora non mi è mai capitato di farmi degli schemi, di partire da appunti o di sviluppare una trama che mi sono imposta in precedenza. Semplicemente inizio a scrivere, spesso non sapendo dove andrò a finire. I personaggi si creano da sé, così come la storia, gli episodi, gli ambienti, i caratteri. Mi piace particolarmente questo procedere “alla cieca”, spesso ne so meno degli stessi personaggi, è come se fossero loro a guidare me! Al massimo posso essermi fatta una vaga idea di che cosa vorrei che accadesse, ma è possibile che poi le cose vadano diversamente e che quella prima idea non sia più realizzabile.
Che cosa ispira le mie storie? Pensieri improvvisi, incontri, eventi di vita, insomma nella maggior parte dei casi vengo ispirata da quello che avviene intorno a me, da cose che vedo io stessa e che mi fanno pensare, da emozioni particolari che sto vivendo in un determinato momento.
Qual è il momento della giornata che preferisco per scrivere: non ne ho uno in particolare, può essere di giorno o di sera senza alcuna differenza, l’importante è però stare da sola, il silenzio effettivamente è utile, è un supporto alla mia concentrazione e alla mia ispirazione, rumori, tv o radio accese spesso mi distraggono.
Per quanto riguarda scrittura e studio, ho sempre studiato scrivendo o scritto studiando :P, cioè il fatto che io avessi degli esami da preparare non mi fermava dallo scrivere, quando avevo voglia di scrivere scrivevo e basta. Ho scritto entrambi i miei libri durante l’Università, quindi ne è una prova. Negli ultimi mesi, invece, avendo avuto da sostenere gli ultimi esami prima della laurea che avverrà fra poco tempo, ho dovuto prendere una decisione drastica: ho messo da parte la scrittura e mi sono dedicata al 100% agli ultimi esami. Mi conosco, infatti: quando l’ispirazione mi prende, quando incomincio un libro, parto in picchiata e non riesce a fermarmi più nessuno, mi dedico anima e corpo solo a quello. Non era una cosa che potevo permettermi, il tempo stringeva e avevo ancora molti esami da concludere, così ho dovuto sacrificare la mia ispirazione per alcuni mesi – interminabili! – e, dato l’ultimo esame, la prima cosa che ho fatto è abbastanza intuibile, vero? Mi sono messa a scrivere un nuovo romanzo (alternandolo alla tesi!) e, procedendo come un fiume in piena, sta già finendo.
Ordine sul tavolo di scrittura? Mmm, be’, se tavolo sta a penna, forse desktop sta a tastiera? Il mio tavolo tutto sommato è ordinato, il mio desktop… decisamente un po’ di meno (ma in mezzo a tutta quella confusione, effettivamente so sempre dove trovare il file con su la dicitura “nuovo romanzo”)!


La protagonista della storia è Carina, una ragazza che apparentemente ha tutto dalla vita, in particolare un ragazzo che l’ama. Ma poi accade qualcosa: qualcuno si insinua nella sua mente. Quindi, tu in questo libro hai affrontato il tema “del logorio interiore”, quel logorio che ti attanaglia la mente e a volte impedisce di vivere appieno la felicità?

Sì, in un certo senso è così, anche se nel caso di Carina, il logorio per un “ingresso inaspettato” non è dovuto tanto all’ingresso in sé e per sé, quanto al fatto che questo “ingresso”, questa nuova persona, sembra essere il frutto del destino. Carina si sente frastornata dal fatto di non conoscere la risposta: e se il destino mi avesse mandato un grande segno e io lo stessi ignorando? Fortunatamente avrà modo di fare chiarezza dentro di sé, e di capire che il destino è quello che ci si crea, non quello che ci accade passivamente. 


Per leggere tutta l'intervista, cliccate qui! ;)





Simona



domenica 8 settembre 2013

Il nuovo romanzo sta per giungere al termine...

Il mio nuovo romanzo sta procedendo a vele abbastanza gonfie. Lo alterno alla tesi di laurea - è un obbligo, altrimenti rischio di dover rilegare il romanzo, anziché la tesi :D, "Candidata Simona Giorgino, di che cosa parla la sua interessante tesi?" "Uhm, del ritorno di vecchie fiamme" - ma sta procedendo, anzi di più, sta per terminare! Sarei infatti arrivata agli ultimi capitoli, a quelli che daranno un senso all'intera storia, a quelli che dovrebbero finalmente svelare una morale, a quelli che daranno una spiegazione agli atteggiamenti dei personaggi. Ci tengo che gli ultimi vengano bene, e allora la fine di questo romanzo si sta protraendo un po' più a lungo. 
Non appena sarà finito - fra una settimana, prevedo, al massimo due - dovrò inventare il titolo. Durante uno dei miei farneticamenti notturni alla ricerca del titolo ideale me ne era venuto in mente uno: bellissimo, mi entusiasmava, mi sembrava perfetto per il mio romanzo, insomma non potevo crederci. Me lo sono ripetuto più volte, nella mia veglia, in modo che al mio risveglio potessi non dimenticarlo. Infatti non me lo sono dimenticato: mi sono svegliata con quelle lettere stampate in mente e ho subito acceso Internet per fare una ricerca e verificare che il titolo non fosse stato usato da nessun altro. 
PANICO. Esiste già un altro libro con quel titolo e mi scoccia non avere l'esclusiva! Anche se, c'è da dire, il libro in questione, con tutto il rispetto, non è un libro che ha fatto successo, diciamo che probabilmente è caduto nel dimenticatoio e nessuno ne conosce l'esistenza. Ma come metterla con me, che invece so della sua esistenza? Ci tengo che nessun altro libro si intitoli come il mio, anche se spesso e volentieri vedo circolare in giro libri omonimi e la cosa non sembra creare minimamente fastidio agli autori: forse dovrei fare lo stesso? 
Ok, vedrò comunque di trovare un altro titolo. Mi sembrava troppo facile averlo già trovato, il titolo di solito mi deve fare ammattire!

In tutto questo noto con estremo piacere che l'estate sta giungendo al termine, e se ne va via così, senza che ci si sia fatti una vacanza, senza che ci si sia goduti il mare. Se ne va anonima così come è arrivata. 
Settembre invece è arrivato con il fresco, con la mente piena di progetti per il mio futuro e per la mia carriera, con il pensiero che dovrò presto cercare il vestito giusto per la laurea (dai, Simo, mancano ancora tre mesi, non esagerare!), con la ricerca della palestra giusta presso cui fare l'abbonamento. Ebbene sì, da lunedì - ovvero da domani! - inizierò a frequentare la palestra con PL, il quale è sempre così super allenato e in forma... Quanto a me, conoscendomi so che il mio vergognoso fuori allenamento domani mi farà temere il rischio di infarto. Riuscirò al massimo a salire per 5 minuti su un tapis roulant, dopodiché sarò già distrutta e senza forze! Ma è faticoso cominciare, dopodiché vedrete che la palestra per me sarà come una passeggiata, un gioco da ragazzi! Lo giuro, ne sono proprio convinta!! :P

Kisses!


Simona




sabato 7 settembre 2013

SEGNALAZIONE: La sabbia delle Streghe. Ynger e l'Antico Tomo, di Teresa di Gaetano

Buongiorno a tutti, ragazzi!
Anche oggi il libro che vado a segnalarvi è un Fantasy
Quindi, amanti dei Fantasy fate bene attenzione, perché quello che vi propongo oggi è pubblicato da un'autrice davvero in gamba!
Lei ha parecchie pubblicazioni alle spalle e vi ricordo, inoltre, che è stata ospite del mio blog
già in occasione di un'intervista molto interessante (che potete leggere qui).
Sto parlando di Teresa di Gaetano e del suo nuovo libro che appartiene a una saga Fantasy già ben avviata, ovvero "La sabbia delle Streghe". 
Per gli interessati, come al solito vi lascio di seguito tutte le informazioni utili!
Buona lettura e... fatemi sapere!






Sinossi
Yinger è una maga dueng, un scuola di magia molto particolare. Non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne alle persone con le sue stesse capacità. La pena se trasgredisce sarebbe la perdita dei suoi poteri.
La rivelazione di chi lei sia realmente e delle regole a cui deve sottostare, le sarà fatta dalla nonna, in punto di morte. Ma questo non sarà l’unico segreto che le verrà svelato, infatti Yinger conoscerà qual è il suo destino: portare il leggendario Antico Tomo ad Akyab per salvare la città.
Riuscirà la ragazza a portare a compimento la sua missione o il temibile Zhoseng glielo impedirà? Scopritelo in questo avvincente romanzo fantasy dal chiaro sapore genuino, dove magia, mistero e amore si intrecciano per dar vita ad un’avventura emozionante.
Consigliato ai giovani e a quegli adulti che amano le storie fantasy per ragazzi.

Il libro è disponibile in versione cartacea sul sito Youcanprint e in versione e-book su Amazon.





Buona lettura!




Simona



domenica 1 settembre 2013

RACCONTO: "Non sono mica Marchionne", di Francesco Piccerillo

Per la sezione "Invia il tuo racconto":
"Non sono mica Marchionne", di Francesco Piccerillo.



Una domenica di Marzo, Alfredo, giacca, Nike e camicia, passeggia per il centro con i raggi del sole filtrati dagli alberi secolari, abbassa lo sguardo e nell’edicola all’angolo legge un annuncio, a caratteri grossi e verdi, di un giornale nazionale: “industria casertana assume impiegati”. Alfredo cerca proprio il motivo per festeggiare il suo cinquecentesimo curriculum inviato. Torna a casa, col sorriso amaro in viso di chi sa già come può finire, ma invia lo stesso il CV . Tempo due giorni e la Rispo S.p.a. convoca Alfredo per un colloquio. Puntualissimo, giacca della domenica, valigetta nera di pelle e Nike, come un marchio. Sale in ufficio, piccolo, con mobili scuri e moderni e sulla scrivania d’acciaio e vetro Alfredo nota un quotidiano, quello con le pagine arancione chiarissimo. Il direttore delle Risorse Umane, in abito scuro e cravatta da matrimonio di colore lilla senza senso, gli parla subito del giornale, si lamenta dei dipendenti pubblici viziati, dei dipendenti “a tempo determinato” non realisti, dei collaboratori che se la cercano. Alfredo la pensa proprio come lui, fino a che un particolare, anzi tre, sfuggono al direttore con le Tod’s nuove nuove, il figlio lavora al comune, la moglie è una professoressa e la sorella impiegata alle poste. Alfredo dopo poco tempo è già nella sua auto con lo stereo che parla e lui che pensa. Dopo alcuni giorni, nella sua stanza con le pareti nere e l’armadio con le sue scritte, legge la mail, la Rispo s.p.a. non lo prende. Forse l’espressione “minchia” dopo il terzo parente “statale” era meglio non dirla. Ma no, sicuramente alla Rispo s.p.a. ora c’è uno più preparato di lui, Alfredo non è mica Marchionne, anche se per quella mansione basta uno “statale”.





Francesco Piccerillo





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